Adriel

L’immagine impressa tra i miei ricordi è quella di un ragazzo che scende da un autobus con aria spaesata, in un villaggio sperduto nel nord dell’Argentina, e che si guarda attorno nel mezzo di una polverosa strada di terra battuta. Quel villaggio era Tilcara, e quel ragazzo era Adriel. Viaggiava da solo, zaino in spalla come me, poche parole bastarono per capire che si trattava di una bella persona, così lo invitai a seguire me e i miei compagni di viaggio (America Latina 2014 insieme a Myriam e Christian) in un meraviglioso ostello che avevo scovato anni prima. Adriel era tranquillo, riflessivo, un po’ timido forse, ma qualche mate e un paio di giorni insieme resero incredibilmente saldo il nostro legame.
Alcuni mesi dopo il nostro primo incontro mi scrisse “No olvido que fueron mi impluso iniciàtico para seguir viajando” (“Non dimentico che siete stati il mio impulso iniziatico per continuare a viaggiare”). Non poteva dirmi cosa più gradita di questa.

Adriel nato in Argentina, ma di origini italiane, come la maggior parte dei suoi compaesani. Vive nella periferia di Buenos Aires dove lavora come montatore audiovisivo soprattutto per il governo. Mente creativa e curiosa, ama parlare di qualsiasi cosa, ma soprattutto è interessato a conoscere le opinioni degli altri su ogni argomento, dal senso della vita alla politica. Nel 2017 è venuto a trovarci in Italia con nostra grande gioia, confermando le impressioni avute allora, e accrescendo l’affetto che ci unisce. Ci siamo poi incontrati a Buenos Aires nel novembre del 2019 quando ho avuto anche l’occasione di conoscere la sua compagna. Di certo non passerà molto prima che le nostre strade si incrocino nuovamente.

 

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