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	<title>Intervista Archivi - Va&#039; dove ti porta il blog</title>
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		<title>25.000 km in bici dall’Italia al Sudafrica &#8211; intervista a Filippo Graglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 13:19:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>2 anni di emozioni forti che stravolgono una vita  “All’orizzonte un toubabou” è il primo<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/25-000-km-in-bici-dallitalia-al-sudafrica-intervista-a-filippo-graglia/">Continua a leggere</a></p>
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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><em><span style="font-size: 14pt;">2 anni di emozioni forti che stravolgono una vita  </span><br /></em></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><em><br /></em></strong>“<a href="https://amzn.to/3HrXGhQ" target="_blank" rel="noopener"><em>All’orizzonte un toubabou</em></a>” è il primo libro scritto da Filippo Graglia che narra luci e ombre, gioie e dolori di un’avventura straordinaria, degna dei veri esploratori d’altri tempi. Un viaggio il cui solo pensiero sembra pura follia per chiunque, ma non per Filippo. Ingegnere aerospaziale, nato a Castelnuovo Don Bosco in provincia di Asti, non è mai stato un ciclista provetto. Scopre infatti la sua passione per la bici ormai adulto grazie ad alcuni amici. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo un’importante esperienza di volontariato in Kenya e un paio di viaggi in Norvegia e lungo il Cammino di Santiago, nel 2018 un brutto incidente segna in qualche modo la svolta e il punto di partenza di una nuova vita, una vita nella quale diventa per tutti il “<em>toubabou</em>”, cioè “uomo dalla pelle bianca”, così come viene definito in molti dialetti africani.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3073" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=1024%2C682&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=520%2C346&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-1.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>DIAMO IL &#8220;BENVENUTO&#8221; A FILIPPO&#8230;</strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>1) Cosa ti ha spinto a intraprendere un viaggio così estremo e perché proprio l’Africa?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non è l’idea di un viaggio estremo che mi ha attirato. Quanto piuttosto l’idea di dedicare un periodo della mia vita al viaggio, con tutto ciò che comporta. Adattarsi al ritmo del giorno e della notte, e della pedalata, dormire ogni sera in un luogo diverso, imparare a dire “Ciao” in centinaia di dialetti…</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La scelta è ricaduta sull’Africa perché è l’unico continente che mi ha chiamato a cui ho risposto con il cuore, tutti gli altri sarebbero stati una scelta ragionevole, e in quel periodo (parliamo dell’estate del 2017) avevo proprio bisogno di una scelta dettata dal cuore.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />2) Potresti descrivere in poche righe l’itinerario della tua grande avventura?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Son partito il 2 gennaio del 2018. Ho attraversato la Francia e dopo 2 mesi in Spagna son arrivato a Gibilterra. Da lì è stato un piccolo salto, e mi son ritrovato nella magia della medina di Tangeri. I profumi, i colori, la confusione vivace di quella prima sera sul suolo africano me la ricorderò per un bel po’. Ero estasiato. Nei mesi successivi ho percorso in lungo e in largo il Marocco, prima di attraversare il Sahara. Giugno non è il mese più indicato…direi. Sono arrivato in Senegal con le pile decisamente scariche. Un bel riposo e poi son ripartito per attraversare tutti gli stati che si trovano sulla costa atlantica del continente. Gli ultimi mesi li ho trascorsi in Angola, che considero la sorpresa più piacevole del viaggio, Namibia e Sudafrica. Ho riabbracciato famiglia ed amici 21 mesi dopo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Itinerario dettagliato visibile cliccando sul seguente link: <a href="https://www.google.com/maps/d/u/0/viewer?hl=it&amp;mid=1_x5ORO49fUaQdQlLPifpSKGIZvJZu9-B&amp;ll=45.115296398625%2C7.906570364062535&amp;z=7" target="_blank" rel="noopener">Mappa</a><br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3079" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-tenda.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>3) La tua famiglia come ha reagito alla notizia della tua partenza? <br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Chiaramente sono rimasti scioccati. “Laurea e master, un gran bel lavoro e te ne vai così?” Ne abbiamo parlato molto, e a poco a poco sono diventati i miei fans numero uno.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />4) Un viaggio del genere ovviamente comporta una serie di difficoltà prettamente pratiche ancor prima che culturali. Quali sono stati i problemi più impegnativi a cui hai dovuto far fronte? </strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Verissimo<strong>. </strong>Le difficoltà maggiori le ho incontrate nella gestione dei visti, nella burocrazia. Ogni paese attraversato necessitava di un visto, e far domanda in ambasciata era spesso impegnativo, e soprattutto mi ha fatto perdere parecchio tempo. Può sembrare strano, ma anche se c’erano difficoltà nella vita quotidiana, affrontate con il giusto spirito diventavano stimoli e opportunità.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />5) Com’è stato il tuo rapporto con le popolazioni locali? Come hanno accolto questo bianco che vagava solitario in sella a una bici? <br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le persone sono talmente aperte, gentili e disponibili, che non è mai stato un problema trovare un posto dove farsi accogliere. La situazione tipo è la seguente: arrivo in un villaggio sperduto, cerco il capovillaggio e mi siedo con lui a conversare. Nel giro di 5 minuti, giro la testa e mi ritrovo circondato da un centinaio di curiosi osservatori. Nell’Africa rurale, se sei un uomo bianco, non esiste la privacy: “‘Monsier Le Blanc monta la tenda, guardate! – Osservate come accende il fornelletto per cucinare! – L’uomo bianco fa la doccia col secchio d’acqua!”. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Più di tutti mi colpiscono i bambini. Spesso quando mi vedono in lontananza, prima scappano dalle loro famiglie, poi prendono fiducia e mi rincorrono. Peraltro, un atteggiamento ampiamente motivato. Qui in tanti paesini vale ancora la favola dell’uomo bianco (l’equivalente del nostro “uomo nero”) che ti acchiappa e ti porta via. Beh, a pensarci è tutt’altro che una favola.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3075" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=960%2C960&#038;ssl=1" alt="" width="960" height="960" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=520%2C520&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Costa-DAvorio.jpg?resize=740%2C740&amp;ssl=1 740w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />6) Sapresti dirmi tre luoghi o tre momenti che ti sono rimasti nel cuore più di altri?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A <em>Fes</em> c’è il souk dell’hennè. Un’incantevole e intima piazzetta, due alberi, una piccola moschea e parecchi negozietti. Lì conobbi un’amica, gestiva una delle botteghe, e trascorsi interi pomeriggi a osservare la vita che vi si svolgeva.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non faccio che ripensare al <em>Sahara</em>: per me è stato una lingua d’asfalto lunga quasi duemila chilometri a marcare il confine tra il deserto e l’oceano; qui, complici gli immensi spazi, il vento può sbizzarrirsi senza ostacoli sul cammino. La sabbia portata dal deserto si mesce all’umidità dell’aria, restando sospesa a lungo nell’aria prima di depositarsi su ogni cosa, sulle tende dei nomadi e sul mio panino. Un andare diverso dalle mie abitudini: trentamila colpi di pedale al giorno, ognuno uguale al precedente, dettano un ritmo ipnotico che conduce all’esplorazione di un panorama interiore, all’ascolto di sé. Ben presto ho capito che il Sahara non lo si conquista. La semplice idea di per sé è folle. Non c’è quasi vita tra le sabbie, pochi hanno saputo adattarsi alle regole e sopravvivere. Alberi solitari e uomini fieri. E loro stessi non lo hanno conquistato. Piuttosto si chiede permesso, ci si adegua alle sue regole sperando nella sua clemenza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il <em>Parco Nazionale di Lobeke</em> è fuori dal mondo. Nella foresta primaria nel sud est del Camerun, si raggiunge soltanto nella stagione secca e ospita gorilla, elefanti, bufali. Trascorsi tre giorni su una torretta d’osservazione, attendendo l’apparizione degli animali.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />7) Dal punto di vista della sicurezza l’Africa sappiamo bene essere un continente difficile. Ti sei mai sentito davvero in pericolo? Se sì, cosa hai fatto?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un vero pericolo non c’è stato. In Nigeria mi hanno più volte puntato armi contro, ma va contestualizzato. Ho superato una brutta malaria, con l’aiuto di una suora italiana. Ok, forse quello è stato un momento non proprio positivo, ma anche in quel caso ho avuto l’opportunità di restare per settimane, durante la convalescenza, in un villaggio di pigmei, e vedere con i miei occhi come si svolge la vita quotidiana nella foresta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3074" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-bici-3.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />8) Quale insegnamento pensi di aver tratto da questi 2 anni?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un po’ di umiltà non guasta nella vita di tutti i giorni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe intraprendere un viaggio estremo come il tuo?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Spesso leggiamo di persone che si lasciano una vita alle spalle per le più disparate ragioni: lavoro, amore, apatia… nel mio caso non è stato nulla di tutto ciò. Mi trovavo in una vita confortevole, buoni amici e una splendida famiglia. Verrebbe da dire che in questa situazione la decisione di mettere in standby una vita per partire possa essere più ardua. Probabilmente è la stessa situazione in cui molti di voi si trovano. Abbiate pazienza. Non forzate le cose. Ma siate pronti a cogliere l’opportunità. Ogni cosa ha il suo tempo e si incastra alla perfezione nella nostra vita in un determinato momento. Solo così partirete sereni, senza ansie e preoccupazioni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sicuramente avrete qualche timore, qualche paura che vi bloccherà nel momento del fatidico sì. La paura nasce spesso dall’ignoto, per qualcosa che non conosciamo. Approfittatene, mettetevi a studiare, fino a che saprete tutto di quel qualcosa. E allora scoprirete che, forse, vi farà un po’ meno paura.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />10) Inevitabilmente 2 anni di incontri, di luoghi e di sensazioni incredibili ti fanno crescere e ti cambiano interiormente. Come sei riuscito a conciliare il nuovo Filippo con la tua vita di prima? <br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Inevitabilmente il ritorno alla vita precedente mi mette dinnanzi al mio “vecchio” Io. Ma fortunatamente la versione precedente di me mi piaceva. Ora è più arricchita interiormente.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />11) Che progetti hai per il futuro? Hai già iniziato a pianificare l’esplorazione di altri continenti?<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Domandona! Di idee per la testa ne ho sempre molte. In questo periodo è tutto in stand-by, vedremo nel 2022, forse. Il medio oriente mi affascina da sempre, potrebbe essere una meta interessante per un prossimo viaggio, nel frattempo… leggo e studio!</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>CONCLUSIONE<br /><br /></u></strong>Come molti di voi già hanno fatto e come molti sono certo faranno, anche io ho acquistato il libro di Filippo e lo sto letteralmente divorando. Filippo è certamente un ingegnere atipico. Non me ne vogliano gli ingegneri, ma tutti i miei amici appartenenti a questa categoria non sarebbero mai in grado di scrivere con cotanta empatia. Le sue pagine sono talmente coinvolgenti da farti credere di essere lì con lui, in quel preciso instante. Una sensibilità per i dettagli al di fuori dal comune, capace di imprimere sulla carta tutta l’autenticità di un avventura senza tempo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È possibile acquistare il libro cliccando direttamente sul seguente link: “<a href="https://amzn.to/3HrXGhQ" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>All’orizzonte un toubabou</u></strong></a>”<br /><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8868492245&amp;linkId=b1f8e3755d969d7feeb2687fe63cc699" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" sandbox="allow-popups allow-scripts allow-modals allow-forms allow-same-origin"></iframe><br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3076" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/Filippo-Graglia-Libro.jpg?w=2040&amp;ssl=1 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><br /><br /></u>UN GRAZIE DI CUORE A FILIPPO PER LA DISPONIBILITÀ E PER AVERCI APERTO LE PORTE DEL SUO MONDO.<u><br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><br />SE VOLETE CONTATTARE FILIPPO GRAGLIA POTETE FARLO ATTRAVERSO I SUOI PROFILI SOCIAL<br /><br /></u></strong>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/filippo.graglia/" target="_blank" rel="noopener"><u>filippo.graglia</u></a></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facebook: <a href="https://www.facebook.com/Aroundabout2020" target="_blank" rel="noopener"><u>A-Round About</u></a></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>AGGIORNAMENTI</u>: </strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel frattempo è uscito anche il suo secondo libro, nato dalle avventure vissute in Pakistan rigorosamente in bicicletta. “<a href="https://amzn.to/3FgwrUB" target="_blank" rel="noopener"><u>Pakistan Zindabad</u></a>” è attualmente in vendita su Amazon cliccando direttamente sul seguente link. </span></span></p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B0BL7PRWCD&amp;linkId=64c2d45e0a439e4e1f53dad32b8a60a5" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" sandbox="allow-popups allow-scripts allow-modals allow-forms allow-same-origin" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<p><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>.</span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p><p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/25-000-km-in-bici-dallitalia-al-sudafrica-intervista-a-filippo-graglia/">25.000 km in bici dall’Italia al Sudafrica &#8211; intervista a Filippo Graglia</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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		<title>Viaggiare sempre col sorriso &#8211; intervista a Dario Nisivoccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 19:40:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>14 mesi da mochilero attraverso l’America Latina  Smiling Traveller, viaggiatore sorridente, questo il nome della<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/viaggiare-sempre-col-sorriso-intervista-a-dario-nisivoccia/">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/viaggiare-sempre-col-sorriso-intervista-a-dario-nisivoccia/">Viaggiare sempre col sorriso &#8211; intervista a Dario Nisivoccia</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><em><span style="font-size: 14pt;">14 mesi da mochilero attraverso l’America Latina  </span><br /></em><br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Smiling Traveller, viaggiatore sorridente, questo il nome della pagina Instagram di Dario Nisivoccia, classe 1985, nato ad Atripalda in provincia di Avellino. Un ragazzo semplice, solare e appassionato. Laureatosi in Marketing e Commercio Internazionale a Parigi, Dario trova facilmente un buon impiego nella capitale francese, dove rimane fino al 2018, anno in cui decide di lasciare tutto e partire. Un lungo viaggio durato ben 14 mesi attraverso tutta l’America Latina. Prima di allora viaggia, ma sempre in Europa, fatta eccezione per un viaggio in Colombia a fine 2017 e uno in Messico nel 2018. Sempre nel 2017 compie anche il Cammino di Santiago, un’esperienza importante che in qualche modo scuote la sua coscienza, segnando forse il punto di svolta per un nuovo inizio. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo tanto vagare oggi Dario è tornato in Italia e come tutti noi si è trovato bloccato dalla pandemia e costretto a rimandare le sue avventure. Attualmente sta terminando la stesura del suo primo libro i cui proventi saranno in parte devoluti a sostegno del progetto “<em>Sembrando Paz y Esperanza</em>” realizzato da <a href="https://sembradorescomuna13.wixsite.com/index" target="_blank" rel="noopener"><em>Sembradores de la Comuna 13</em></a>, un’associazione con sede a Medellin in Colombia di cui Dario si è innamorato durante il suo viaggio. Questa associazione opera in uno di quei quartieri “difficili” che fino al 2000 era considerato tra i più pericolosi al mondo. La sua attività si rivolge principalmente ai bambini, spaziando dalla didattica allo sport, dall’educazione alla cucina solidale.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3010" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0040.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>DIAMO IL &#8220;BENVENUTO&#8221; A DARIO…<br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>1) Cosa ti ha spinto a intraprendere un viaggio così lungo e perché proprio l’America Latina?<br /><br /></strong><em>Il 2017 è stato un anno in cui mi sono successe tante cose, belle e brutte. Proprio in questi momenti acquisti consapevolezza. Stavo avendo problemi al lavoro, non tanto per il lavoro in sé, ma per l’attitudine delle persone, era come se tutti indossassero una maschera. Sono una persona molto onesta, spontanea e sorridente, quindi per me non era facile vivere in quel modo. Quasi per caso, a maggio 2017, sono partito per il Cammino di Santiago. Un’esperienza unica che ti riporta all’essenzialità dell’essere umano. C’è una grande magia, una profonda condivisione e le persone sono vere, senza maschere. Questo perché sul cammino siamo tutti uguali, le differenze sociali e di posizione non esistono, si dorme negli stessi ostelli, si mangiano le stesse cose, il sole e la pioggia sono gli stessi per tutti. Lì mi sono accorto di essere una persona vera e di voler vivere secondo i miei schemi, nel rispetto altrui. Sono una persona sorridente e voglio continuare a sorridere. Ci ho messo un po&#8217; a decidermi per il viaggio, ho lavorato, messo un po&#8217; di soldi da parte e poi sono partito. La cosa più difficile è sempre il primo passo, poi acquisti consapevolezza, perché quando è l’animo che te lo chiede, ciò che senti davvero prima o poi viene a galla. Non si può tenere nascosta la propria vera natura.<br /><br />Il Sudamerica perché avevo voglia di persone. Di sentirmi amato. Di fare un viaggio in cui poter condividere con le persone del posto. Siccome nei miei due viaggi in Messico e Colombia mi ero sentito a mio agio, ho pensato di viaggiare in quelle zone e scoprire quelle culture molto “people oriented”.</em></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><br />2) Potresti descrivere in poche righe l’itinerario della tua grande avventura?<br /><br /></strong><em>Sono arrivato a Los Angeles, avevo voglia di fare qualche giorno negli USA e i voli erano molto più economici. Non sono mai stato un grande amante della cultura a stelle e strisce, ma mi sono detto che dare un’occhiata non avrebbe guastato. Da lì sono sceso in Messico, oltrepassando la famosa frontiera di Tijuana, quella del muro di Trump e della famosa canzone di Manu Chao. Da lì Messico, Belize, Guatemala e ancora Messico. Poi volo fino in Costa Rica, poi Panama e con un catamarano fino in Colombia. Purtroppo non è possibile attraversare via terra il tragitto tra Panama e Colombia a causa del cosiddetto tappo del Darien, una giungla fittissima. Quindi ho fatto la fantastica esperienza di navigare attraverso le isole di San Blas. Dalla Colombia sono entrato in Brasile in barca lungo il Rio delle Amazzoni. Andando verso sud ho fatto Paraguay, Uruguay e Argentina, e da lì ho ricominciato la risalita per il lato andino. Cile, insieme a uno dei miei grandi sogni, Rapa Nui, cioè l’Isola di Pasqua, poi Bolivia, Perù, Ecuador e le magiche Galapagos. Infine di nuovo Colombia, dove avrei terminato il viaggio e conosciuto l’associazione con la quale oggi collaboro.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3008" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0032.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></em> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>3) Quali sono state le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare e, se c’è stato, quale il momento di maggior sconforto?</strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Devo dire che sono una persona che sa adattarsi, vivo da solo fin dalla più tenera età. Giocando a calcio, a 16 anni ho dovuto spostarmi e imparare a cavarmela. Parlo diverse lingue quindi non ho avuto grandi difficoltà. Quando viaggi devi saper rispettare le altre culture, devi ricordare che sei ospite in quelle terre, che magari sei tu quello diverso. Quando ti affacci a queste nuove culture con rispetto, e col sorriso, sei sempre ben accetto. Le difficoltà possono nascere se non sei sveglio e se uno non sa adattarsi. Puoi farti fregare quando cambi i soldi, puoi farti trascinare in posti dove non dovresti andare. A me non è successo, mi è capitato anche di perdere il telefono ma non ne ho fatto un dramma, alla fine è solo un bene materiale che si può ricomprare. <br /><br />Mi sono sempre sentito a casa, e ho capito che sto bene muovendomi, conoscendo gente nuova, nuove culture. Non ricordo grandi momenti di sconforto, se non i primi secondi in cui ho perso il telefono. Ma poi le persone sono state talmente gentili e disponibili nell’aiutarmi che già dopo qualche ora avevo dimenticato quel brutto evento.</em></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>4) Sapresti dirmi tre luoghi o tre momenti che ti sono rimasti nel cuore più di altri?</strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Riguardando il viaggio oggi, ti direi sicuramente il primo mese di viaggio. Soprattutto una volta entrato in Messico. Perché anche se il viaggio, dentro di me, era già iniziato da un bel po&#8217;, è stato lì che il viaggio on the road, da “mochilero” (viaggiatore zaino in spalla) ha avuto davvero inizio. Dopo 20 giorni di viaggio ricordo di aver messo un post su Instagram. Solo 20 giorni e avevo l’impressione di aver vissuto tantissime esperienze. <br /><br />Poi ti direi la Colombia, un paese che porto nel cuore. Ha un passato difficile, ma oggi è tra i paesi più belli e accoglienti che ho trovato. Le persone sono di una qualità umana fuori dal normale. Caraibi, deserto, pacifico, giungla, montagne, amazzonia. Praticamente c’è tutto. <br /><br />Ti direi anche l’isola di Pasqua. Uno di quei posti in cui sognavo di andare da bambino. Quelle statue, i Moai, mi avevano sempre affascinato. Si tratta di un’isola vulcanica abbastanza piccola, a quasi 4.000 Km dalla costa cilena. Il punto più alto sarà sui 500 metri d’altitudine. Intorno hai solo il mare e il vento ad accarezzarti la faccia. Guardandoti intorno, in quella immensità, ti senti davvero piccolo, come una goccia in un oceano. Alla fine, non siamo che quello, piccoli puntini, che si connettono, ma quasi invisibili in un mondo tanto più grande di noi. <br /><br />Potrei dirti tanti altri posti, momenti. Anche quando sono tornato a casa e mia mamma ha iniziato a piangere, perché le avevo fatto una sorpresa, nessuno sapeva che sarei tornato. Un viaggio così ti cambia la vita.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3006 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0022.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></em></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>5) Come è stato il tuo approccio con le popolazioni locali? <br /><br /></strong><em>Sempre di grande rispetto. Siamo ospiti. Spesso etichettiamo gli altri come diversi, strani, ma non abbiamo mai pensato che anche noi possiamo essere diversi dal loro punto di vista? In realtà si tratta solo di altre culture, ognuna con le sue tradizioni e i suoi modi di fare. Quando ti avvicini con rispetto ed educazione, sei sempre ben accolto. E poi il sorriso, qualsiasi cosa ti succeda bisogna sorridere. Anche quando non parli la lingua locale. Il sorriso è l’unica chiave che apre tutte le porte, non a caso mi hanno soprannominato “smiling traveller”.</em><strong><br /><br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>6) Consiglieresti a tutti un viaggio zaino in spalla o ritieni che sia adatto solo a una particolare tipologia di persone?<br /><br /></strong>Consiglierei a tutti di cambiare se non sono felici della propria vita. Ne abbiamo solo una e il tempo per noi scorre, e sfortunatamente solo in una direzione. Io ho sentito che per me era giusto fare questo viaggio. Mi sono innamorato del cammino di Santiago e ne ho poi fatto un secondo a ottobre 2020. Non esiste una strada giusta, ne esistono infinite, e forse viaggiando, muovendosi nella direzione dei propri sogni lo si capisce. Ognuno ha la sua strada, quella giusta per sé stesso, quella che porta alla pienezza, che forse è felicità. Non dico di fare ciò che ho fatto io, ma vi dico di fare ciò che sentite dentro, di ascoltarvi più che ascoltare chi ci vuole tutti uguali e fatti con lo stampo. Siamo esseri unici, speciali. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non tutti possono fare un viaggio come il mio. Qualcuno può fare di più, qualcuno di meno. Ma tutti devono fare il proprio viaggio e tutti possono inseguire i propri sogni, ed è proprio da questa scelta, fatta di consapevolezza, che passa il treno per la felicità.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>7) Quale insegnamento pensi di aver tratto da questa esperienza? Credi di essere cambiato o sei tornato a essere il Dario di sempre?</strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Sono certamente cambiato. Ogni esperienza in cui ti metti davvero in gioco ti cambia. Come puoi pretendere di crescere e cambiare se rimani sempre in una zona di comfort passando il tuo tempo a ripetere le stesse cose? Puoi crescere solo se sei curioso, se ti confronti con cose nuove, se ti metti in gioco, se hai voglia di imparare. Se hai paura delle cose nuove non puoi crescere, rimarrai impantanato lì dove sei. Non è solo una questione relativa al viaggio, si può crescere e cambiare ogni giorno anche stando a casa, al lavoro, nella propria vita, nella relazione con la famiglia, con i figli, ma ci deve essere attitudine positiva e curiosità. Se resti nella tua zona di comfort sarai sicuramente più tranquillo, ma non crescerai.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3009" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0041.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br /><br />Il viaggio mi ha fatto capire che voglio vivere secondo i miei schemi. Quando guardi la mia pagina Instagram o quella Facebook, sono io al 100%. Non ho bisogno di mostrare nient’altro. Intorno a me voglio un mondo vero, fatto di gente di valori e non un mondo superficiale e frivolo. Il viaggio mi ha fatto capire che siamo tutti fratelli, perché viviamo tutti questa splendida terra. Il mondo è più bello di quello che si racconta alla tv, e dobbiamo essere anche noi, coi nostri piccoli gesti quotidiani, a farlo diventare un posto migliore.</em></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>8) Sia in America Latina che nei tuoi precedenti viaggi in Europa, come quello del Cammino di Santiago, sei sempre partito da solo. Si tratta di una scelta ben precisa o semplicemente dettata dalle circostanze?</strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Guarda, io ho sempre avuto voglia di viaggiare, di conoscere. Sono una persona curiosa. Già da piccolo, a differenza dei miei amici che sognavano di essere calciatori nelle grandi squadre italiane, io sognavo di giocare col 7 per il Manchester United o per Il Real Madrid. Leggevo racconti di viaggio, guardavo documentari. Poi uno si adatta ai suoi amici, al mondo che ha intorno, e a me nessuno ha insegnato a viaggiare come faccio oggi, l’ho scoperto io con un primo passo. Lo spartiacque è stato proprio il cammino di Santiago. In quell’esperienza ho capito che non avevo bisogno di nessun’altro per essere felice e sentirmi bene. Quando stai bene con te stesso stai bene anche col mondo che ti circonda. È lì che ho iniziato a viaggiare in ostello, zaino in spalla. Adesso non so nemmeno cosa sia una valigia, le ho completamente messe da parte. Prima magari ero bloccato dagli altri, aspettavo gli altri e questo mi frenava. Sono una persona che ama stare in compagnia, molto socievole, ma quando ho finalmente capito che potevo viaggiare da solo, mi è cambiata la vita e non mi sono più fermato. E poi vi dico la verità, non mi sono mai sentito solo, perché quando viaggi solo sei più aperto agli altri, agli incontri. Vivi in una bolla sempre aperta e non sei chiuso nel tuo mondo come invece può capitare quando viaggi con qualcuno che non ha la tua stessa attitudine.</em></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>9) Poco fa abbiamo accennato al Cammino di Santiago, un altro viaggio sicuramente autentico che spesso assume un valore di introspezione e di ricerca di sé stessi. Come hai vissuto il Cammino e cosa ti ha lasciato dentro?<br /><br /></strong><em>Come ho già detto il cammino ti riporta all’essenziale. Questa è un’esperienza che tutti possono fare e che consiglio a tutti. Sul cammino siamo tutti sulla stessa barca: il sole, la pioggia, gli ostelli, il peso dello zaino, i problemi fisici. Sono cose che possono arrivare per tutti, che tu sia ricco o povero, bianco o nero, cattolico o no. C’è condivisione in tutto. E quando parlo di essenziale vuol dire che lì pensi alle cose semplici: dove dormire, cosa mangiare, bere e socializzare. Alla fine, non abbiamo bisogno di molto altro nella vita.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-3011 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=768%2C1024&#038;ssl=1" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0020.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></em></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>10) Presto uscirà il tuo primo libro, i cui proventi saranno in parte devoluti a favore del progetto “Sembrando Paz y Esperanza”, puoi spiegarci di cosa si tratta?<br /><br /></strong><em>Parlo della mia esperienza. L’esperienza di un ragazzo che ha scelto di essere felice. Ancora non ho il segreto della felicità e ancora non conosco quale sia la strada giusta, ma sono certo che questo cammino che ho intrapreso mi fa stare bene. Quando fai le cose con consapevolezza, non subisci la vita ma la vivi, e di conseguenza stai bene. <br />Avevo voglia di lasciare un po&#8217; della mia esperienza agli altri. Per far capire che io non sono affatto speciale, ma sono un ragazzo normale, come voi che state leggendo. A volte c’è bisogno di fare quel primo passo per stare bene e vorrei aiutare gli altri a farlo. Magari anche farli riflettere e divertire con le mie storie di viaggio. Per questo motivo ho scritto il libro, per lasciare qualcosa, per CONdividere che è il contrario di dividere. Condividere è anche amare, quindi ho deciso di farlo a scopo benefico perché voglio aiutare i bimbi in giro per il mondo, perché ho capito che è una cosa che mi fa stare bene, che mi riempie di gioia. La maggior parte del ricavato sarà devoluto a un’associazione che aiuta i bimbi nella comuna 13 di Medellin: scuola, sport ed educazione.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3007" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=1024%2C683&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0023.jpg?w=1296&amp;ssl=1 1296w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br /><br />Se il libro andrà bene, cercherò di aiutare altre piccole associazioni quando tornerò in viaggio, tutto sarà documentato sulle mie pagine social. Spero davvero che tutti mi aiuteranno, basta condividere a volte, per fare grandi cose. Quindi vi prego di guardare le mie pagine e condividerle se vi va. Insieme siamo più forti.</em> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>11) Quali programmi hai per il futuro?</strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Adesso mi sto occupando di finire il libro, un mondo completamente nuovo per me. Inoltre, sto aiutando l’associazione dei Sembradores. Abbiamo organizzato la sponsorizzazione dei bambini da qui a fine anno. Con soli 0,50 € al giorno (150 € all’anno) si può sponsorizzare un bimbo, una sorta di adozione a distanza. Si avranno contatti costanti col bimbo e con l’associazione, e in futuro si potrà anche andare in visita.<br /><br />Quando il Covid ci lascerà liberi, tornerò in Colombia e voglio fermarmi vari mesi presso l’associazione. Mettere le mie competenze calcistiche e scolastiche al servizio di quei ragazzi per aiutarli a crescere, dargli una speranza e regalargli un sorriso. Per poterlo fare avrò bisogno dell’aiuto di tutti, basta davvero poco a volte per fare grandi cose. Anche questa intervista può aiutare a darmi visibilità quindi ringrazio chi mi ha dato la possibilità di farla. Anche in questo caso si tratta di condivisione. Ringrazio anche il lettore. Davvero non esitate a scrivermi e sostenermi. Risponderò sempre ai vostri messaggi. <br /><br />E soprattutto ricordate, non smettete mai di sorridere e inseguire i vostri sogni!<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3004" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/03/IMG-20210319-WA0034.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></em></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>UN GRAZIE DI CUORE A DARIO PER LA DISPONIBILITÀ E PER AVERCI APERTO LE PORTE DEL SUO MONDO.</strong></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>SE VOLETE CONTATTARE DARIO NISIVOCCIA POTETE FARLO ATTRAVERSO I SUOI PROFILI SOCIAL<br /><br /></u></strong>Instagram: <a href="https://www.instagram.com/dario.nisivoccia/" target="_blank" rel="noopener"><u>dario.nisivoccia (SMILING TRAVELLER)</u></a></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facebook: <a href="https://www.facebook.com/smilingtraveller" target="_blank" rel="noopener"><u>Dario Nisivoccia – Smiling Traveller</u></a><br /><br /><br /><br /><strong><u>AGGIORNAMENTI</u>:</strong> Il libro “<a href="https://www.amazon.it/Viaggio-col-Sorriso-Dario-Nisivoccia/dp/B09CCH87N1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2DD8M4RY8M29I&amp;keywords=dario+nisivoccia&amp;qid=1637083573&amp;qsid=262-1205928-4614202&amp;sprefix=Dario+nisi%2Caps%2C237&amp;sr=8-1&amp;sres=B09CCH87N1%2C8842826472%2C8895294351%2CB08LH6GVR6%2C1644301148&amp;srpt=ABIS_BOOK&amp;linkCode=sl1&amp;tag=vadovetipor0d-21&amp;linkId=b81822c8c8aa39f8b2bd1aeeb63c3763&amp;language=it_IT&amp;ref_=as_li_ss_tl" target="_blank" rel="noopener"><u>In Viaggio col Sorriso</u></a>” è attualmente in vendita su Amazon o contattando direttamente Dario attraverso i suoi profili social.</span></p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B09CCH87N1&amp;linkId=6706bcad4b60e1396f2c358076fe1ac4" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>.</span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/viaggiare-sempre-col-sorriso-intervista-a-dario-nisivoccia/">Viaggiare sempre col sorriso &#8211; intervista a Dario Nisivoccia</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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