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	<title>Thailandia Archivi - Va&#039; dove ti porta il blog</title>
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	<description>tutto ci&#242; che serve per pianificare la vostra prossima avventura</description>
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		<title>Sud-Est Asiatico 2015 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 20:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 1 mese  Paesi percorsi: Thailandia – Myanmar (Birmania) – Laos  Periodo: agosto   &#160; Rientrati in<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2015-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 1 mese  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Paesi percorsi</u>: Thailandia – Myanmar (Birmania) – Laos  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Periodo</u>: agosto  <br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2111" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=1170%2C1747" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0448-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientrati in patria dopo i nostri <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2014-insieme-a-myriam-e-christian/" target="_blank" rel="noopener"><u>6 mesi di vagabondaggio attraverso l’America Latina</u></a>, la vita pian piano torna alla normalità, ma tutto appare sotto una luce diversa. I cambiamenti ovviamente non riguardano il mondo esterno, ma noi stessi. Siamo noi ad avere occhi nuovi nei confronti di tutto ciò che ci circonda. Di certo la nostra grande avventura ci è servita moltissimo. Tra i tanti doni ricevuti da questa esperienza forse quello che influirà maggiormente sulle nostre azioni e sul nostro modo di pensare d’ora in avanti, sarà la piena consapevolezza di quanto fortunati siamo in realtà. Un dettaglio a cui solitamente nessuno fa caso e che si dà per scontato con troppo leggerezza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Qualcuno potrebbe ipotizzare che dopo così tanto tempo lontani da casa nei mesi seguenti ci siamo dedicati al più totale ozio. E invece tutto il contrario. Dopo un breve riposo riprendiamo a viaggiare con maggior vigore. La nostra attenzione si rivolge alle capitali europee, ma soprattutto all’Italia, cogliendo anche l’occasione per andare a trovare vecchi e nuovi amici sparsi lungo il territorio nazionale.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il desiderio di afferrare di nuovo i nostri zaini e partire verso mete lontane però è sempre lì che freme e non accenna a placarsi. È come avere un elefante che gira per casa, puoi ignorarlo, ma le pareti tremano quando si muove. Così iniziamo a riflettere non su quale paese vogliamo visitare. Sappiamo bene che la risposta è sempre la stessa, “tutti”. Il punto è decidere semplicemente quale vogliamo vedere per primo. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> ed io abbiamo entrambi voglia di approfondire la conoscenza dell’Asia di cui avevamo avuto un assaggio 3 anni fa (<a href="http://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/" target="_blank" rel="noopener"><u>Sud-Est Asiatico 2012 insieme a Mryriam, Simone e Ilaria</u></a>). Scegliamo così di proseguire l’esplorazione del sud-est asiatico ripartendo proprio da dove ci eravamo fermati e concentrandoci su paesi meno conosciuti e meno turistici. L’obbiettivo è quello di rendere il più autentica possibile la nostra esperienza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il piano iniziale è quello di usare ancora una volta la <strong>Thailandia</strong> come base di arrivo e di partenza, approfittandone inoltre per conoscere lo straordinario sito archeologico di Ayutthaya che si trova non lontano dalla capitale. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra attenzione sarà però per lo più concentrata su due paesi troppo spesso trascurati e sottovalutati, il <strong>Myanmar</strong> (ex Birmania) e il <strong>Laos</strong>. Il primo è rimasto per moltissimo tempo chiuso ai visitatori stranieri e finalmente da poco ha aperto le sue porte al mondo esterno. Il secondo invece sembra quasi non essere nemmeno a conoscenza che vi sia un mondo al di fuori dei suoi confini. Insomma due realtà estremamente affascinanti, originali e soprattutto vere.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Creiamo un itinerario di massima senza imporci troppi paletti. Oramai siamo consapevoli di essere in grado di cavarcela in ogni situazione. Sarà proprio questa nostra sicurezza però, unita alla sorte avversa, che ci costringerà a cambiare una parte del nostro itinerario. Eravamo infatti convinti di poter attraversare senza grandi intoppi le remote zone orientali birmane per entrare via terra direttamente in Laos. Non abbiamo tenuto conto però degli scontri armati tra le forze governative e le milizie ribelli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kokang_(popolo)" target="_blank" rel="noopener"><em><u>Kokang</u></em></a> che interessano in particolare il nord-est del paese. Anche volendo rischiare non ci permettono di passare. A questo piccolo intoppo poi si somma una vera tragedia, una delle alluvioni più terribili della storia del Myanmar. Le vittime saranno 46 e gli sfollati 200.000, per non parlare della vicina India i cui numeri saranno ancor più gravi. Per noi significherà solo bagnarci un po’ e dover saltare alcune città, ma per la popolazione sarà devastante.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante qualche intoppo quindi, il nostro viaggio si rivelerà a dir poco meraviglioso. Come al solito la componente umana avrà un peso importante. Se i sorridenti tailandesi ci avevano già conquistato in passato, i birmani e i laotiani ci faranno davvero innamorare. Certo comunicare spesso non è semplice. Tutto però avviene tra grandi sorrisi e gesti sinceri. Così anche quando le barriere linguistiche appaiono insormontabili, in un modo o nell’atro si riesce sempre a comprendersi l’un l’altro. L’impressione che resta poi è che le difficoltà legate alle differenze culturali e idiomatiche scompaiano all’istante se l’approccio reciproco si rivela empatico, sensibile e carico di allegria.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il popolo birmano stupisce per la sua estrema cortesia e per la sua curiosità. Una curiosità più che comprensibile se si pensa che per molti anni l’ingresso in Myanmar agli stranieri è rimasto interdetto. Le persone per strada ci sorridono in continuazione e, sembra assurdo, ma molti ci chiedono il permesso di fare una foto insieme a loro. Tutti in un modo o nell’altro tentano di instaurare un dialogo per capire chi siamo, da dove veniamo, ma soprattutto con l’intento di coinvolgerci nel loro mondo e nelle loro tradizioni. Che si tratti infatti di giocare in cerchio a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chinlone" target="_blank" rel="noopener"><em><u>chinlone</u></em></a>, di assaggiare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Betel_(pianta)" target="_blank" rel="noopener"><em><u>betel</u></em></a>, di indossare un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Longyi" target="_blank" rel="noopener"><em><u>longyi</u></em> </a>o di truccarsi il volto con il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Thanaka" target="_blank" rel="noopener"><em><u>thanaka</u></em></a>, la sensazione è sempre quella di essere i benvenuti.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I laotiani possiedono lo stesso spirito pacato e gentile, ma dotato di una maggior timidezza. Per quanto siano abituati infatti a vedere turisti, specie nei centri urbani, trovare qualcuno che parli inglese nelle zone rurali è praticamente impossibile. Questo probabilmente ne frena il desiderio di interazione, per lo meno all’inizio.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Questo viaggio si rivelerà più sorprendente di quel che pensassimo. <strong>La Thailandia non solo riconfermerà le impressioni positive già avute in passato, ma ci permetterà di scoprire un nuovo volto, più mite e sereno, lontano dalla frenesia della capitale. Il Myanmar riempirà i nostri occhi con cotanta bellezza da rubarci l’anima al primo sguardo, grazie alle sue innumerevoli pagode dorate e alla fortissima spiritualità che pervade ogni cosa. E infine il Laos, un vero e proprio balzo indietro nel tempo avvolti nel silenzio di un’</strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>epoca ormai lontana, tra monaci buddhisti, donne intente a lavarsi sotto i ruscelli avvolte nei loro affascinanti sarong e, possenti elefanti, veri guardiani di una natura ancora selvaggia e incontaminata.</strong><br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2119" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0537c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br />  </span><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario dettagliato e rapida descrizione</u>:</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>BANGKOK – MAE SOT</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Myanmar (Birmania)<br /></u></strong>KYAIKTO – BAGO – YANGON – BAGAN – MANDALAY</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>CHIANG MAI – CHIANG RAI – MAE SAI</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Laos<br /></u></strong>LUANG NAM THA – NONG KHIAW – MUANG NGOY – HUAY SEN – LUANG PRABANG – SAINYABULI – VIENTIANE – NONG KHAI</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>AYUTTHAYA – BANGKOK</span></p>
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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Bangkok</strong> ci dà il benvenuto in Oriente. Per quanto conosciamo già abbastanza bene la capitale tailandese, una visita ai suoi templi dorati è quasi d’obbligo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Recuperate le forze e ormai già immersi in questa nuova realtà, partiamo subito verso nord-ovest in direzione <strong>Mae Sot</strong>. Da qui ci lasciamo alle spalle la <strong>Thailandia</strong> per entrare in un nuovo affascinante paese, un tempo conosciuto come Birmania, oggi dopo il colpo di stato militare, ribattezzato in <strong>Myanmar</strong>. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre sbrighiamo le classiche operazioni di controllo alla dogana ci accorgiamo di una coppia di spagnoli spaesata e un po’ in difficoltà. Naturalmente non esitiamo a dar loro una mano. Il fortuito incontro con <strong>Xisca</strong> e <strong>Javi</strong> si rivela un vero colpo di fortuna, per loro, dato che non sembrano essere viaggiatori provetti, e per noi, perché avremo l’occasione di conoscere due bellissime persone, la cui spensieratezza e simpatia arricchirà le nostre giornate. Entrambi sono insegnanti delle scuole medie con qualche anno in più di noi. Il loro itinerario non è molto chiaro, anzi, sembra quasi che siano entranti in Myanmar senza molte idee, ma solo con tanta curiosità. Tra noi scatta subito una reciproca simpatia, decisamente inconsueta tra sconosciuti. Così senza ulteriori indugi Xisca e Javi si uniscono a noi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo a bordo di uno sgangherato autobus di lamiera che, inconsapevole dei suoi anni corre all’impazzata sfidando l’usura del tempo. Ovviamente l’aria condizionata è assente, ma i finestrini sono tutti abbassati e lasciano entrare un’aria fresca e rigenerante. Il bus è praticamente vuoto. <strong>Sono seduto da solo sul fondo a sinistra. Un paio di file avanti a me sulla destra <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u> </a>conversa allegramente con Xisca e Javi. Guardo fuori dal finestrino. Un nuovo mondo si apre davanti ai miei occhi. Mi accorgo che senza volerlo sto sorridendo. I miei occhi incrociano quelli di <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u> </a>che mi sorride a sua volta. E all’improvviso eccolo lì, arriva. La consapevolezza di un istante. Sono felice. Ora, qui, adesso, sono felice.</strong> Sembra una cosa sciocca, ma non lo è affatto. Solitamente quando si pensa a un momento in cui ci si è sentiti davvero felici i propri pensieri si rivolgono sempre al passato. È difficilissimo rendersi conto di quando questo avviene nel presente.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra prima tappa è <strong>Kyaikto</strong>, un villaggio, dove tutti appaiono di una gentilezza disarmante, che sarà la nostra base per salire sul <em>Monte Kyaiktiyo</em>. Questa montagna rappresenta un importantissimo luogo di pellegrinaggio per tutti i fedeli che culmina in cima con un santuario e il celebre <em>Golden Rock</em>. Si tratta di un gigantesco macigno in bilico su un dirupo ricoperto dai fedeli con foglie d’oro. La leggenda vuole che sia un capello del Buddha a tenerlo in equilibrio.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Purtroppo in questi giorni tutto il paese è afflitto da una violentissima alluvione che sta causando vittime e sfollati specialmente al confine con Bangladesh e India. Le piogge però interessano tutto il territorio nazionale e non accennano a interrompersi. Inutile quindi rimandare la nostra scalata. K-way, ombrelli e quant’altro sembrano davvero inutili. La pioggia scende copiosa da tutte le direzioni. Giunti sul punto di partenza decido di togliermi le scarpe e di affrontare la salita scalzo, cosa che avrei comunque dovuto fare nel tratto finale dove è imposto dal regolamento.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2097" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0128-Copia-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene il <em>Golden Rock</em> possa apparire un po’ pacchiano, sarà per la nebbia che avvolge la vallata, sarà per la devozione di questa gente, o semplicemente perché scalare una montagna a piedi nudi sotto un acquazzone non è certo cosa da tutti i giorni, ma l’atmosfera è carica di spiritualità e di introspezione.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani prima di riprendere il nostro cammino, le ragazze del villaggio vestite con i loro abiti tradizionali e truccate con il caratteristico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Thanaka" target="_blank" rel="noopener"><em><u>thanaka</u> </em></a>chiedono a <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> e Xisca il permesso di truccare anche i loro volti secondo le usanze del luogo. Ovviamente non si tirano indietro. Questo genere di interazione culturale rappresenta sicuramente uno degli aspetti più interessanti per un viaggiatore.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ben presto ci rendiamo conto che le recenti alluvioni hanno messo a dura prova le strade birmane. Giunti a <strong>Bago</strong> ci informano che l’intera città si trova sotto acqua ed è impossibile raggiungerla. Così nostro malgrado, non possiamo fare altro che saltare questa tappa e proseguire fino a <strong>Yangon</strong>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Capitale della Birmania fino al 2005, prima che la giunta militare al potere la declassasse scegliendo Naypyidaw, Yangon è certamente il centro urbano più grande, più popolato e, nonostante tutto, più importante del paese. Avendo già visitato in passato diverse metropoli asiatiche, credevamo di trovarci di fronte ad un ambiente caotico, carico di smog, insomma un trambusto insopportabile. E invece no, niente affatto. Yangon conserva diversi angoli nascosti e scorci a misura d’uomo.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Percorriamo in lungo e in largo la città soffermandoci ad ammirare templi, mercati, santuari, monasteri e mastodontiche statue sacre. Le persone ci fermano per strada o all’ingresso dei vari punti di interesse e ci chiedono il permesso di fare una foto insieme a loro. All’inizio la cosa ci appare poco chiara e quasi imbarazzante, ma una volta familiarizzato con la nostra nuova identità da superstar, la situazione diviene divertente e ci permette di abbattere ogni barriera con un semplice sorriso.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Accomunati da una grande curiosità che ci pervade e dal desiderio di immergerci sempre più nella cultura birmana, Victor ed io acquistiamo i tipici <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Longyi" target="_blank" rel="noopener"><em>longyi</em></a>, una specie di pantalone-gonna indossato dagli uomini locali. Inoltre non possiamo esimerci dall’assaggiare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Betel_(pianta)" target="_blank" rel="noopener"><em>betel</em></a>. Tutti in questo paese masticano continuamente questa foglia farcita con noce di areca, calce spenta, spezie varie e a volte tabacco. Il sapore è piuttosto forte, ma non è male. L’odore inconfondibile invade le strade, e quelle che sembrano macchie di sangue sull’asfalto non sono altro che gli sputi di questa sostanza che stimola la salivazione. Non c’è quindi da spaventarsi se le vecchiette quando sorridono sembrano appena uscite da un film horror con tutti i denti color porpora.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2103" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0202-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ciò che ci porteremo dentro per sempre di Yangon è senza alcun dubbio il fascino mistico dello <em>Shwedagon Paya. </em>Uno dei luoghi di culto buddhisti più importanti al mondo. A lasciare senza fiato non sono solo le dimensioni o lo straordinario splendore delle cupole dorate, ma una profonda aurea di spiritualità che pervade ogni cosa, ogni gesto, ogni individuo. Impossibile non rimanerne affascinati ed emotivamente coinvolti. Visitare lo <em>Shwedagon Paya</em> infonde nuova linfa vitale all’anima. Trascorriamo ore avvolti da cotanta bellezza, per poi sederci insieme agli altri fedeli ad ammirare il tramonto e la cupola centrale che, illuminata, diviene un vero e proprio faro dorato capace di eludere la più profonda oscurità.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2110" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0344-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo verso <strong>Bagan</strong>, la meta più attesa di tutto il nostro il viaggio. Purtroppo <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u> </a>ed io accusiamo entrambi un certo malessere, niente di grave, qualche linea di febbre e un senso di nausea e spossatezza che ci obbliga ad uno stop di 24h. Xisca e Victor invece sono giunti alla fine del loro viaggio. Disponevamo purtroppo di pochi giorni e dopo Bagan devono far ritorno a Bangkok. È stato davvero bello condividere con loro parte della nostra avventura. Ci salutiamo con tanta tristezza nel cuore e con la speranza un giorno di rivederci ancora.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un tantino provati, ma con grandissimo entusiasmo, ci alziamo all’alba e noleggiamo uno scooter elettrico, fondamentale per poter esplorare la vasta piana di Bagan lungo la quale sono disseminati più di 3000 templi buddhisti. Sarebbero necessari mesi per poterli vedere tutti. Ognuno tra l’altro racchiude in sé qualche caratteristica o particolare unico. Al loro interno infatti si celano antiche statue, decorazioni variopinte e pitture straordinariamente conservate. Sebbene il caldo si faccia sentire lo scooter offre un certo refrigerio tra uno spostamento e l’altro. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2113" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0610-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Trascorriamo l’intera giornata a vagare attraverso questo luogo unico al mondo che sembra inglobare i visitatori in una dimensione al di fuori del tempo. Verso sera saliamo sulla cima di uno dei templi più alti. L’intento è quello di ammirare al meglio il tramonto su questa infinita distesa di cupole che emergono dalla vegetazione, testimoni di un passato glorioso ormai scomparso. La vista è stupefacente e ci regala uno di quei momenti magici che, anche dopo anni, il solo pensiero riempie ancora lo sguardo di indefinibile bellezza e il cuore di gioia. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2552" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/07-Bagan-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È tempo di ripartire. Il nostro avanzare di questi giorni è stato però rallentato dalle alluvioni e dal breve stop causato dai nostri problemi di salute. Per questo motivo siamo costretti con grande dispiacere a saltare la nostra escursione al <em>Monta Popa</em>. Questa scelta è dettata anche dal fatto che per raggiungere il tempio buddhista che sorge sulla cima di questo picco vulcanico, bisogna salire 777 scalini resistendo ai continui assalti di centinaia di scimmie che, dispettose, tentano incessanti di rubare il cibo o qualsiasi altro oggetto di cui si disponga. Le nostre condizioni sebbene migliorate non sono proprio al top per affrontare una tale fatica.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come se non bastasse veniamo a sapere che tutti i villaggi intorno al <em>Lago Inle</em>, nostra prossima tappa, sono completamente sommersi, e che le vie di accesso sono impraticabili. Cechiamo informazioni e soluzioni per proseguire, ma invece arriva la batosta finale. Il nostro itinerario prevedeva di spingerci a est fino a entrare via terra in Laos. Eravamo a conoscenza che questo territorio fosse considerato “zona rossa” in quanto teatro di scontro tra le forze governative e le milizie ribelli <em>Kokang</em>, ma la situazione sembrava da tempo sotto controllo. Le tensioni invece sono riprese proprio in questi giorni. Anche volendo rischiare, i militari non permettono a nessuno di passare.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Purtroppo non abbiamo molte alternative, se non quella di prendere un volo da <strong>Mandalay</strong> verso il nord della Thailandia e da lì varcare il confine con il Laos. In questo modo perderemo anche <em>Pindaya</em> con le sue grotte che ospitano migliaia di statue del Buddha.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo a bordo di un tuc-tuc con destinazione il terminal degli autobus di Bagan. Qui incontriamo <strong>Chiara</strong> e <strong>Matteo</strong>, una coppia di Milano diretti come noi a Mandalay. Non avendo nessun programma questa volta siamo noi a unirci a loro. Alloggiamo così nello stesso hotel. Un veloce giretto per la città e qualche commissione per poi ritrovarci nuovamente a trascorrere la serata insieme.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mattina seguente è già ora di salutare questo incantevole paese. Mentre attendiamo la partenza del nostro volo veniamo ospitati all’interno della sala vip della compagnia aerea. Qui ci offrono una colazione che in realtà sembra più che altro un pranzo. Conosciamo <strong>Diego</strong>, un simpatico ragazzo argentino che viaggia da solo attraverso il sud-est asiatico e che in patria fa il giornalista e il conduttore del telegiornale per la rete nazionale. Le nostre comuni radici rioplatensi aiutano da subito a rompere il ghiaccio. Diego ci racconta che sono settimane che non ha la possibilità di parlare in spagnolo con nessuno e così mangiamo insieme raccontandoci le nostre rispettive disavventure.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2098" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0845-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Atterriamo a <strong>Chiang Mai</strong>, siamo di nuovo in Thailandia. Salutiamo Diego e proseguiamo subito fino a <strong>Chiang Rai</strong>. Cogliamo l’occasione per visitare il <em>Wat Rong Khun</em>, meglio conosciuto come il <em>Tempio Bianco</em>. Si tratta di una costruzione a dir poco bizzarra e visionaria, realizzata con l’intento di essere luogo di culto sia buddhista che induista. L’intero complesso è un insieme di modernità kitsch, un miscuglio di elementi artistici e personaggi cinematografici o puramente di fantasia. Bisogna ammettere però che nell’insieme quest’opera, realizzata totalmente in gesso bianco in modo così pittoresco, suscita un forte senso di attrazione nell’osservatore.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2104" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0866-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Passando per <strong>Mae Sai</strong> ci lasciamo alle spalle ancora una volta il paese tailandese per dare il via ad una nuova avventura. Entriamo in <strong>Laos</strong>.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sin dal primo istante sembra di aver attraversato un portale temporale. L’asfalto scompare. Tutte le vie sono tracciate sulla terra battuta. Mezzi a motore pochissimi e sgangherati. Attorno a noi solo natura. Sul ciglio della strada sbucano piccoli ruscelli sotto ai quali, donne di tutte le età, sono intente a lavarsi, avvolte nei loro caratteristici sarong.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci fermiamo a <strong>Luang Nam Tha</strong>, un piccolo villaggio rurale, ideale per esplorare le comunità limitrofe e per fare un po’ di trekking tra montagne selvagge e coltivazioni di riso disseminate lungo la vallata. Nessuno parla inglese o qualsiasi altra lingua oltre al laotiano. I problemi di comunicazione divengono però momenti di ilarità generale, tra improbabili gesti e tante, tante risate. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2105" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0964-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giriamo in lungo e in largo sia a piedi che in bicicletta, lasciandoci avvolgere completamente da quel senso di quiete e di lentezza che caratterizza le vite di queste zone remote. Se crediamo però di trovarci in un luogo sperduto e lontano dal mondo, capiremo presto che in realtà non abbiamo ancora visto niente. Il nostro obbiettivo infatti è quello di conoscere fino in fondo lo spirito più autentico di questo paese. Così optiamo per spingerci ancora più in profondità.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Viaggiamo lungo strade fangose per circa 6 ore fino a <strong>Nong Khiaw</strong>. Da qui siamo costretti a proseguire in barca. La nostra prossima destinazione infatti non è raggiungibile via terra, non perché si trovi su un’isola, ma semplicemente perché non esistono strade. Saliamo quindi su una piccola lancia di legno che in poco più di un’oretta ci porterà fino a <strong>Muang Ngoy</strong>. A bordo conosciamo <strong>Ori</strong> e <strong>Tomer</strong>, due ragazzi israeliani che come noi viaggiano zaino in spalla per il sud-est asiatico. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2106" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1006-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La navigazione sul fiume <em>Nam Ou</em> è davvero uno spettacolo. Attorno a noi le montagne, coperte da una fitta vegetazione, lambiscono la riva dove sbucano bufali e bambini che giocano tra tuffi e risate. L’azzurro del cielo e il verde circostante poi fanno da contrasto con l’intenso colore marrone rossastro dell’acqua.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ora si che siamo davvero in mezzo al nulla e il mio cuore è colmo di gioia. A Muang Ngoy non c’è nulla, ma in realtà c’è tutto. Contrariamente a quanto si possa credere, gli alloggi e i ristorantini lungo il fiume sono ottimi e ricchi di fascino. Ci si sposta a piedi, tra bambini scalzi che giocano felici mentre ci osservano curiosi e intimiditi. Dormiamo nella stessa struttura dei nostri due nuovi amici israeliani e insieme a loro trascorriamo la serata in riva al fiume sorseggiando qualche birra. A noi si aggiungono anche altri viaggiatori. Per la precisione due ragazzi spagnoli e due ragazze anch’esse spagnole. L’occasione giusta per divertirci un po’ familiarizzando con culture diverse.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2099" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1072f-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mattina seguente Ori si unisce a noi in una lunga, ma non particolarmente faticosa giornata di trekking. Il suo amico Tomer invece preferisce restare a letto a riposare. Ci lasciamo velocemente alle spalle il Muang Ngoy e attorno a noi appaiono nuvole di farfalle arancioni e bianche che sembrano accompagnare divertite il nostro cammino. Che meraviglia! Attraversiamo piccoli fiumi e silenziose vallate, soffermandoci ad esplorare alcune grotte e visitando il piccolo villaggio di <strong>Huay Sen</strong>, realizzato interamente su palafitte. L’atmosfera qui è indescrivibile. Probabilmente la sensazione è la medesima che provavano in passato gli esploratori che incontravano per la prima volta un’altra civiltà. Ci fermiamo a bere qualcosa nell’unica abitazione che somiglia vagamente a un bar con l’intento di lasciare un contributo economico alla comunità e di fare due chiacchere con il proprietario, anche se in questo caso la comunicazione è davvero molto difficile.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Uno degli aspetti più interessanti di questa giornata è stato sicuramente il confronto con Ori. Purtroppo sebbene sia perfettamente consapevole che la cosa più sbagliata in assoluto sia “fare di tutta l’erba un fascio”, in passato ho avuto sempre brutte esperienze con persone di origine israeliana. Fortunatamente Ori mi ha ricordato che non si può giudicare qualcuno in base ai preconcetti. Abbiamo parlato tantissimo, toccando anche argomenti piuttosto delicati su cui nutriamo opinioni radicalmente opposte. Ciononostante è stato un confronto costruttivo e intelligente che sono certo abbia giovato a entrambi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciatoci alle spalle questo mondo perduto e insieme a lui anche i nostri nuovi amici, <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u> </a>ed io torniamo alla civiltà facendo sosta in quella che probabilmente è la città più affascinante di tutto il Laos. Sto parlando di <strong>Luang Prabang</strong>. Al Mondo esistono città che apparentemente per nessun motivo, ma in realtà per mille ragioni inducono a uno stop e obbligano il viaggiatore a sostare più di quanto avesse pianificato. Luang Prabang è certamente uno di questi luoghi. La sua indiscutibile bellezza e la quantità di attività e attrazioni naturali richiamano un ingente numero di turisti. La sensazione però non è quella di un’invasione di massa che danneggia il fascino locale. Al contrario. Sembra quasi una meta di ritrovo tra vecchi amici che, anche se non si conoscono, giungono sin qui consci di quel legame profondo e segreto che unisce tra loro tutti i viaggiatori.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4413" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scoprire Luang Prabang è un continuo alternarsi di emozioni. Si inizia all’alba quando lungo le strade sfilano i monaci buddhisti rigorosamente in fila indiana, con le loro caratteristiche tuniche arancioni. Pregano e ringraziano i fedeli che, inginocchiati, offrono loro cibo con grande rispetto e devozione. Si fa colazione in qualche sofisticato cafè francese per poi immergersi nell’essenza più profonda dei templi dorati cittadini. Si sceglie tra trekking, il kayak o, ancora meglio, il semplice girovagare in bicicletta per le campagne limitrofe. In città poi ovunque sorgono spa dove rilassarsi con un buon massaggio o qualche trattamento di bellezza. Verso sera le strade divengono vere e proprie pedonali e ci si tuffa a capofitto tra le colorate bancarelle artigianali, non prima però, di aver assaggiato una di quelle enormi e squisite baguette imbottite, simbolo ormai dello street food locale.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oltre a tutto ciò noleggiamo uno scooter per raggiungere le cascate <strong>Kuang Si</strong>, con le sue meravigliose pozze naturali color turchese. Irresistibili per rinfrancarsi dalla calura estiva e rigenerarsi tra una natura splendida e selvaggia. Prima di raggiungere le piscine c’è anche un interessante centro di recupero e salvaguardia degli orsi neri asiatici. È possibile osservarli da vicino rendendosi conto del fondamentale lavoro svolto per combattere il bracconaggio e il commercio illegale di questi magnifici esemplari.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2118" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=1170%2C1747" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_1387-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre facciamo il bagno incontriamo due ragazzi italiani, <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/gianluca/" target="_blank" rel="noopener"><u>Gianluca</u></a> e Cristian, che da mesi stanno attraversando il sud est asiatico a bordo di due sgangherate motociclette dal fascino retrò. Entriamo subito in simpatia, e l’impressione è quella di conoscerci da sempre. Lo spirito avventuriero e sognatore che pervade me e Gianluca contribuisce di certo a farci legare. Sarà uno di quegli incontri che lasciano il segno.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Solo il pensiero di quella che sarà la nostra prossima meta ci permette di trovare le forze per afferrare nuovamente i nostri zaini. A <strong>Sainyabuli</strong> infatti ci attende un’esperienza indimenticabile. Trascorreremo 3 giorni all’<a href="https://www.elephantconservationcenter.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>Elephant Conservation Center</u></strong></a>. Dormiremo li, nutriremo gli elefanti, li porteremo a fare il bagno, ma soprattutto, impareremo a conoscerli da vicino e a rispettarli come è giusto che sia. Il centro è raggiungibile solo in barca, proprio perché si trova praticamente in mezzo alla foresta, prerogativa che permette appunto di offrire un habitat naturale perfetto per i tanti elefanti di cui questo ente si prende cura ogni giorno. La maggior parte di questi mastodontici esemplari provengono da situazioni di maltrattamento, abusi o vittime dirette o indirette del bracconaggio. Fatto sta che col tempo tutti sono tornati ad avere fiducia nell’uomo e, sebbene si avverta chiaramente di essere di fronte ad animali selvaggi, in loro traspare un’intelligenza e una bontà d’animo che lascia senza fiato. All’inizio sembra quasi che ci sia uno studio reciproco, tra noi e gli elefanti. Quasi dovessimo capire se possiamo fidarci l’uno dell’altro. Col trascorrere delle ore però gli stessi elefanti prendono coraggio e comunicano con noi in modo talmente naturale e diretto da essere quasi commovente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2116" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/14-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/14-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/14-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/14-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/14-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, 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È stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita.        </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ripresa a fatica la nostra marcia ci spostiamo nella capitale del Laos. <strong>Vientiane</strong> però ha ben poco in comune con quelle caotiche e frenetiche metropoli asiatiche. In effetti non sembra affatto una capitale, semmai una piccola cittadina di provincia molto curata e organizzata che sa accogliere al meglio i suoi visitatori.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Due sono i luoghi assolutamente da includere nel proprio itinerario e per motivazioni decisamente diverse. Lo <strong>Xieng Khuan</strong>, un parco artistico impressionante, dove centinaia e centinaia di statue di pietra dalle dimensioni più varie, cercano in qualche modo di fondere insieme iconografie buddhiste e indù in un connubio votato più all’arte che alla religione. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">E il <a href="http://copelaos.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>COPE Visitor Centre</u></strong></a> fondamentale per comprendere come mai un paese che non è mai entrato in guerra durante il conflitto tra Stati Uniti e Vietnam si ritrovi oggi con il maggior numero di bambini mutilati e campi minati. Una visita struggente, ma doverosa.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientriamo in Thailandia, facendo sosta a <strong>Nong Khai</strong>, per esplorare i templi e i mercati situati sulle rive del Mekong. Proseguiamo verso sud in direzione Bangkok, ma non è ancora giunta l’ora della folle metropoli tailandese. Il nostro obbiettivo è <strong>Ayutthaya</strong>. Oggi restano solo le tracce del prestigio di un tempo. Per secoli infatti questo è stato il fulcro del commercio internazionale. Ed è proprio questo passato glorioso che si respira nell’aria e che contribuisce ad alimentare il fascino di Ayutthaya. Il Parco storico è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e offre la possibilità di immaginare come poteva essere la città al massimo del suo splendore. Noleggiamo due biciclette, fondamentali per spostarsi all’interno di questo straordinario sito archeologico, tra rovine, templi di mattoni e statue che sembrano sfidare il trascorrere del tempo. In qualche modo questo vagare tra antiche vestigia ci ricorda la piana di Bagan, sebbene con ovvie differenze sostanziali.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2109" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/12/DSC_0524-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Esausti, ma felici torniamo a <strong>Bangkok</strong>. Abbiamo deciso però che dopo tanto pellegrinare ci meritiamo un premio. Ci concediamo così le ultime due notti in un hotel a 5 stelle extralusso, alternando in questo modo la visita della città al più totale relax in un luogo paradisiaco.</span><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Purtroppo la nostra avventura volge al termine. Rispetto a 3 anni fa (<a href="http://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/" target="_blank" rel="noopener"><u>Sud-Est Asiatico 2012 insieme a Mryriam, Simone e Ilaria</u></a>) siamo riusciti a rallentare e a goderci maggiormente ogni singola destinazione. Vi sono state certamente diverse difficoltà da affrontare, ma come sempre tutto si è risolto per il meglio.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se dovessi definire con una sola parola questo viaggio, adotterei il termine “sorprendente”. Tutti coloro che nel corso della loro vita hanno viaggiato tanto, sanno che prima o poi, arriva un momento in cui si sente la necessità di qualcosa di nuovo, di diverso, quel qualcosa che possa tornare a stupire. Il Myanmar, in particolare, credo rappresenti proprio questo. La possibilità di lasciare senza parole anche i viaggiatori più incalliti. A questo si aggiunge la sensazione di essere sempre i benvenuti, tanto qui quanto in Laos. Altro paese che lascia sbigottiti per la sua autenticità più pura e profonda. Una piccola gemma nascosta nella giungla che si spera resti tale più a lungo possibile.</span><br /><br /></p>
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<p><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. <br /><br /></span></span></strong></p>
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		<title>Sud-Est Asiatico 2012 (insieme a Myriam, Simone e Ilaria)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 12:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Backpackers]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mochileros]]></category>
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		<category><![CDATA[Thailandia]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 23 giorni  Paesi percorsi: Thailandia – Cambogia – Vietnam  Periodo: agosto &#8211; settembre<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/">Continua a leggere</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Durata</span>: 23 giorni  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Paesi percorsi</span>: Thailandia – Cambogia – Vietnam  <br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Periodo</span>: agosto &#8211; settembre<br /></strong><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1728" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il 2010 e il 2011 per me sono anni impegnativi e di grandi cambiamenti. Un nuovo lavoro. Una nuova casa. Due importanti stagioni sportive da allenatore di volley in cui mi butto a capofitto in un progetto che mi porterà a ottenere risultati incredibili. Il matrimonio con <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Myriam</a> che, da bravi viaggiatori quali siamo, non si svolge in Italia, ma in modo un po’ anticonvenzionale, in <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/uruguay/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uruguay</a>. In questi due anni finanze e tempo libero scarseggiano. Così ci concentriamo soprattutto sulle capitali europee e sul nostro paese.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Finalmente però nel 2012 riprendiamo in mano i nostri zaini e si dà il via all’esplorazione di un nuovo affascinante continente, l’<a href="http://www.vadovetiportailblog.com/category/asia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asia</a>. Sin da bambino ho sempre sognato di addentrarmi tra i templi di Angkor. Quale miglior luogo di questo quindi, per iniziare una nuova avventura? Già che ci siamo poi, perché non discendere le acque del Mekong entrando in Vietnam, per poi risalire il paese fino alla Baia di Ha Long? Di cose da vedere ce ne sarebbero tantissime! Così nell’imbastire l’itinerario cerco di ottimizzare i tempi pianificando gli spostamenti soprattutto di notte. La scelta si rivelerà azzeccatissima, ma renderà il viaggio decisamente faticoso.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ad accompagnare me e Myriam stavolta troviamo una vecchia conoscenza e una new entry. <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone</a>, con il quale avevo già condiviso il mio primo viaggio da mochilero di 4 mesi in <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2005-2006-insieme-a-christian-e-simone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">America Latina nel 2005-2006</a>, e la sua ragazza <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ilaria</a>, con la quale siamo da subito entrati in sintonia legando molto.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Nonostante la nostra esperienza però, il continente asiatico, suscita inevitabilmente in noi alcuni timori legati alle nuove problematiche che dovremo affrontare. Una nuova cultura lontanissima dalla nostra, forti barriere linguistiche e un livello di igiene piuttosto scarso. D’altro canto però, ci attendono anche una spiritualità senza precedenti, emozionanti territori inesplorati e i sorrisi di un popolo accogliente e genuino. </span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Siamo quindi tutti impazienti di scoprire questa nuova realtà.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Giunti in loco, ci accorgeremo che, come sempre, tutto è più semplice di quanto sembri. Conosceremo così tre nazioni magiche. <strong>Un piccolo assaggio della Thailandia basterà per sentire tutto il calore della sua gente, solare e sempre allegra. La Cambogia, capace di entrarti dentro come pochi altri paesi al mondo sanno fare, tra la magnificenza di antiche vestigia e il dolore della follia umana. E infine il Vietnam, che rapisce con paesaggi surreali immersi nella natura e conquista con la sua esotica tradizione culinaria senza eguali.</strong><br /><br /><br /><br /><br /></span><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Itinerario dettagliato e rapida descrizione:</span></span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>BANGKOK – ARANYAPRATHET</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Cambogia<br /></u></strong>SIEM REAP – PHNOM PENH</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Vietnam<br /></u></strong>CHAU DOC – CAN THO – HO CHI MINH – DALAT – NHA TRANG – DA NANG – HOI AN – HUÉ – NAM DINH – HAIPHONG – CAT BA – BAIA DI HA LONG – HANOI</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>BANGKOK<br /><br /><br /><br /><br />La metropoli col maggior numero di visitatori al mondo ci attende. <strong>Bangkok</strong> è la porta d’ingresso al sud-est asiatico. I nostri piani prevedono però di immergerci nella caotica capitale thailandese al nostro ritorno, così dopo una breve sosta per recuperare le forze, si parte verso il confine cambogiano. Le procedure doganali sono lente e snervanti, ma ciò che ci infastidisce non è l’attesa, bensì i vari tentativi di fronde che, alla frontiera, vanno dal pagamento di visti turistici inutili, agli autobus per proseguire il viaggio. Fortunatamente non siamo degli sprovveduti, basta non dare retta a nessuno di coloro che cercano di aiutarti, anche quando sfoggiano sul petto ipotetici tesserini identificativi. Per una serie di coincidenze però, per poco, non cadiamo nel tranello di un terminal dei bus “fasullo”, dove vengono portati gratuitamente i turisti per poi far loro pagare il doppio del biglietto. Incontriamo diversi backpackers, con i quali ci confrontiamo intavolando interessanti conversazioni. Tra tutti sarà un ragazzo inglese con i capelli lunghi e la chitarra in mano a lasciare il segno. Un personaggio che vaga per il mondo da 16 anni con niente più che un piccolo zainetto sulle spalle e il suo strumento. Questo “pazzo”, in senso buono, ci spiega che si fa la doccia con tutti i vestiti addosso in modo da lavarli.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1730" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Superate le difficoltà di ingresso in Cambogia è già ora della meta forse più attesa. <strong>Siem Reap</strong> è infatti la base di partenza per esplorare <strong>Angkor</strong>. Conosciamo subito per caso Sros Chea, un giovane tassista di tuc-tuc che si propone come autista personale durante la visita al celebre sito archeologico, restando a nostra disposizione per tutto il giorno, al prezzo complessivo di soli 15 dollari a giornata. Sembra assurdo, ma questa è la fragile, e per noi convenientissima, economica cambogiana.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Siem Reap è una città prettamente turistica, gli stranieri affollano le sue strade godendosi i numerosi e squisiti ristorantini disseminati ovunque. Nonostante tutto però l’atmosfera è piacevole e spensierata. Gli standard qualitativi sono alti e tutto appare ben curato. I cambogiani poi sono davvero gentilissimi, sorridono e ringraziano sempre unendo i palmi delle mani davanti alla bocca quasi in segno di preghiera e chinando lentamente il capo. Un gesto affascinante comune a molti paesi asiatici.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Sveglia alle 04.00 del mattino per poter ammirare il sorgere del sole alle spalle dei templi di <strong>Angkor Wat</strong>. Ci siamo, è giunto il momento tanto atteso. L’aria è fresca. L’oscurità avvolge ogni cosa. Nel buio si intravede una grande porta di pietra. Stiamo varcando l’ingresso di un mondo antico. Stiamo entrando ad Angkor. Descrivere lo splendore di questo sito archeologico a parole è praticamente impossibile. Un territorio vastissimo disseminato da centinaia di edifici, templi e santuari, immersi nella giungla. Alberi maestosi che con le loro avvenenti radici avvolgono quanto edificato in un dolce abbraccio, quasi a rivendicarne il possesso, nel tentativo di proteggere cotanta bellezza dalle mani dell’uomo. Vivere veramente Angkor significa perdersi tra le sue rovine, passeggiando tra sculture e bassorilievi egregiamente conservati nonostante il passare del tempo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1727" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Dedicheremo due giorni interi a sito, il minimo necessario per poter conoscere questa meraviglia che, da sola, vale lo sforzo e il viaggio fino a qui. L’idea poi di Sros di condurre al contrario l’esplorazione rispetto alle classiche escursioni organizzate, risulta essere vincente e fondamentale per evitare le folle di turisti. L’unico aspetto negativo è dovuto alle temperature e all’alto tasso di umidità. Non credo di aver mai patito così tanto caldo in tutta la mia vita. Lo sforzo sarà però ben ricompensato, cogliendo così il pretesto per dedicarci a un po’ di sano relax, affidandoci alle sublimi mani delle massaggiatrici cambogiane che, tutt’oggi, reputo le migliori in assoluto.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Viaggiamo di notte verso <strong>Phnom Penh</strong> su un bus imbastito con posti simili a letti a castello. Non sono male, ma lo spazio è al limite della claustrofobia e l’igiene lascia un po’ a desiderare.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1724" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">L’impatto con la capitale è forte. Un concerto assordante di motorini, tuc tuc e automobili. Un caos colossale che alimenta il preoccupante livello di smog. Ad attenderci poi c’è la giornata più difficile dal punto di vista emotivo. Visiteremo infatti il centro di detenzione <em>S-21</em> e i tristemente noti “<em>Campi della Morte</em>”. Due luoghi simbolo dell’orrore durante il regime di Pol Pot che caratterizzano il capitolo più buio della storia di questo paese. Un’esperienza tanto dolorosa quanto doverosa, necessaria per comprendere la Cambogia e il suo popolo straordinario.<br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Navighiamo lungo il Mekong verso sud, varcando il confine vietnamita fino a <strong>Chau Doc</strong>. Tornati su strada raggiungiamo <strong>Can Tho</strong>, dove esploriamo gli affascinanti mercati galleggianti. Un mondo sorprendentemente autentico, frammenti di vita vera che scorrono incuranti dei turisti che si mischiano alle imbarcazioni dedite al commercio. A rendere il tutto ancor più indimenticabile, ci penserà il nostro folle barcaiolo, iniziandoci alle bevande alcoliche locali. Finiremo così a fare karaoke in un piccolo ristorantino di passaggio tra gli sguardi allibiti dei presenti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1726" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Proseguiamo in direzione di <strong>Ho Chi Minh</strong>, meglio conosciuta con il nome di <strong>Saigon</strong>. Il desiderio di natura e di un po’ di tranquillità, ci spinge però a non fermarci. A <strong>Dalat</strong> invece, troviamo ciò di cui abbiamo bisogno in questo preciso momento. Un clima fresco e ventilato unito alla tipica quiete delle località di montagna. Non a caso questa è conosciuta come “la città dell’eterna primavera”. In sella alle nostre bici percorriamo il lungo lago e i vari giardini fioriti che sono il vanto di Dalat. Conosciamo anche la “<em>Crazy House</em>” una casa-hotel ideata dall’architetto vietnamita Hang Nga con lo scopo di riavvicinare le persone al contatto con la natura e la Terra. La totale assenza di simmetrie e linee rette unite alla stravaganza delle forme e decorazioni, ricorda vagamente le opere di Gaudì a Barcellona o la <em>Casapueblo</em> di Carlos Pàez Vilarò a Punta del Este.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tra un fenomenale massaggio e l’altro, esploriamo anche i villaggi delle minoranze etniche dei dintorni. Ad attenderci bizzarre esperienze gastronomiche come insetti fritti e il caffè <em>Kopi Luwak</em>, conosciuto non solo per l’elevato prezzo, ma soprattutto perché ricavato dalle bacche parzialmente digerite e defecate da un piccolo mammifero simile ad una mangusta chiamato “civetta delle palme”. Seguono poi interessanti laboratori artigianali di lavorazione della seta e produzione di noodle.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1733" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Rinfrancati dal riposo ci rimettiamo in marcia verso Hoi An. Giunti però a <strong>Nha Trang</strong>, dove ci attende il nostro solito autobus notturno, ci accorgiamo che due dei sedili a noi assegnati sono del tutto assenti. Ora, dovessimo affrontare 2 ore di bus me le farei anche in piedi senza problemi, ma tutta la notte è improponibile. Nasce così un’accesa discussione in quanto si rifiutano di restituirci il denaro. Conclusa la lite e ottenuto quanto ci spetta, avviliti andiamo a vedere la spiaggia, ma dobbiamo anche pensare a come lasciare la città. Troviamo un treno che porta a <strong>Da Nang</strong>, città balneare con una bellissima spiaggia puntellata di lussuosi alberghi e resort esclusivi. L’esperienza ferroviaria non è così male. Siamo gli unici stranieri a bordo, e la cosa non mi dispiace affatto. Certo il mezzo è piuttosto lento, l’igiene non è il massimo, ma nulla di diverso rispetto agli autobus. In compenso però permette di alzarsi e sgranchire le gambe di tanto in tanto. Da qui riusciamo finalmente a raggiungere la nostra tanto agognata meta.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong>Hoi An</strong> è sicuramente una delle cittadine più affascinanti di tutto il Vietnam. Il centro storico è un insieme di viuzze e antiche costruzioni che si intrecciano tra loro creando una cornice d’altri tempi. La vita notturna è frizzante e coinvolgente. Suggestive lanterne rosse illuminano vicoli e locali di questa località a misura d’uomo dove poter passeggiare tra bancarelle e piccoli negozi di artigiani. Simone e Ilaria ne approfittano per farsi fare camicie e abiti su misura.  </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Grazie alle bici, che anche qui abbiamo noleggiato per appena 1 dollaro al giorno, possiamo recarci facilmente al mare, una spiaggia talmente bella da essere quasi all’altezza di quelle caraibiche.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tappa successiva <strong>Hué</strong>, una fusione tra antico e moderno che non mi convince del tutto. La città imperiale, sebbene a mio parere meriti assolutamente una visita, si rivela un po’ una delusione in quanto quasi completamente ricostruita. Di originale resta ben poco. Viste le distanze noleggiare le bici qui è davvero fondamentale e ci permette così di esplorare anche altri validi punti di interesse come il tempio buddista <em>Thien Mu Pagoda</em>.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci affidiamo nuovamente ai treni vietnamiti fino a <strong>Nam Dinh</strong>, dove contrattiamo un taxi che ci condurrà a <strong>Haiphong</strong> fino al molo per <strong>Cat Ba</strong>. Superato lo scoglio di scovare l’imbarcadero, la traversata si rivela piuttosto rapida. Il piccolo centro abitato non è niente di speciale, ma vanta un intrigante vista sulla <strong>Baia di Ha Long</strong>. Restiamo a Cat Ba una sola notte, giusto il tempo di organizzare i dettagli del nostro prossimo tour. Noleggiamo così una barca intera solo per noi quattro, con rispettivo capitano di bordo che si rivelerà anche un cuoco straordinario. L’escursione comprende due giorni di navigazione attraverso la baia, tutti i pasti all-inclusive, una notte in un lussuoso bungalow sulla spiaggia, kayak, snorkeling, visita ad alcune grotte e isole, tra le quali <em>Monkey Island</em>. Tutto per soli 80 dollari a testa. Non ci resta quindi che partire!<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1729" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">La nostra imbarcazione è davvero enorme! Realizzata completamente in legno e dipinta di bordeaux. Sembra di essere su un galeone dei pirati che esplora terre sconosciute. Abbiamo persino una terrazza panoramica dove poterci rilassare, prendere il sole e tuffarci in acqua. <br />All’improvviso ci troviamo completamente soli, attorno a noi solo picchi calcarei che spuntano dall’acqua dando vita ad uno scenario mozzafiato che si perde all’orizzonte e sembra non avere fine. I nostri occhi sono colmi di incanto. Tutto appare etereo, sospeso nel tempo. È l’inizio di due giorni indimenticabili. Il bungalow in cui pernotteremo è situato in un’isoletta avvolta quasi totalmente dalla vegetazione. Un luogo selvaggio, primitivo, che invoglia ad addentrarsi nella selva avvolti dai suoni delle creature che la abitano. Tutte le escursioni si rivelano all’altezza delle aspettative. Il kayak poi, che personalmente non amo per niente, ci regala invece emozioni intense. Ci consente infatti di addentrarci in piccole caverne che sbucano in baie nascoste, veri e propri paradisi immersi in un silenzio surreale.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1737" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Conclusa la nostra esperienza nautica ci dirigiamo verso la capitale vietnamita. Il timore è quello di trovarci di fronte a un’altra caotica metropoli che disorienta i sensi, ma sorprendentemente non è affatto così. <strong>Hanoi</strong> si rivela una città elegante, piacevole, un connubio tra oriente e occidente, modernità e tradizione. Passeggiamo tra templi, antiche pagode, giardini, laghi e mausolei, senza mai avere la sensazione di essere sopraffatti dalla realtà che ci circonda.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il nostro viaggio volge al termine. Un volo ci permette di tornare rapidamente sui nostri passi e trascorrere gli ultimi giorni nella pazza e impetuosa <strong>Bangkok</strong>. Dopo tanto girovagare, ci concediamo la suite di un hotel extra-lusso, un piccolo sfizio che possiamo affermare di esserci meritati. Non vediamo l’ora però di buttarci a capofitto nel dinamismo di Bangkok, una meta che non ha bisogno di presentazioni. Sofisticati grattaceli si alternano ai tetti dorati dei luoghi di culto. Centri commerciali esclusivi ad affollati mercati di ogni genere. Locali cosmopoliti e ristoranti internazionali a piccoli chioschi e carretti da street food. Bangkok offre tutto ciò che si cerca e anche di più. Per non parlare poi della travolgente vita notturna, simbolo di una città instancabile che non dorme mai.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1723" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1170%2C1747" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il primo assaggio del continente asiatico è stato un turbinio di emozioni. Abbiamo affrontato un lungo itinerario che si è dimostrato piuttosto impegnativo e stancante. Di certo sarebbe stato meglio avere più giorni a disposizione. Le lunghe distanze sono infatti penalizzate ancor di più dalle condizioni stradali che ne dilatano i tempi di percorrenza. Nonostante ciò però, è stato un viaggio affascinante, carico di bellezza, una bellezza che riempie gli occhi penetrando in profondità. Il primo passo di una lunga serie, volti alla scoperta dell’Oriente.<br /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. <br /><br /></span></span></strong><br /></span><br /><br /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/">Sud-Est Asiatico 2012 (insieme a Myriam, Simone e Ilaria)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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