Brent de l’Art

la perla nascosta del Veneto


Il nome sembra quello di una sofisticata galleria d’arte. Le foto, quelle di un meraviglioso canyon statunitense. E invece no. Brent de l’Art è un luogo semisconosciuto, custodito gelosamente per anni dai suoi abitanti e recentemente scoperto grazie (o per colpa) dei social. Immagini di rara bellezza infatti si sono diffuse in fretta sul web e con esse l’inevitabile stupore nell’accorgersi che un tale gioiello di origine naturale non si trovi in qualche terra lontana, bensì nella nostra Italia e precisamente in Veneto tra i boschi della Valbelluna.

Si tratta di suggestivi canyon scavati nella roccia dal fiume Ardo, per l’appunto “Art” in dialetto. Allo stesso modo l’appellativo “Brent” deriva da “brentana”, termine che nell’idioma locale indica la piena di un fiume dopo le forti piogge. Formatisi circa 12.000 anni fa rappresentano una vera gioia per gli occhi, in particolare per gli amanti della fotografia. Le rocce infatti sono un continuo alternarsi di stratificazioni bianche e rosa che divengono poi di colore grigio e via via più sottili nella parte più stretta e impervia del canyon. Giunti alla sua imboccatura, più si avanza e più le pareti si stringono, fino a creare un corridoio di circa 2 m che avanza a zig zag e che sembra non avere fine, perdendosi all’orizzonte. L’impatto visivo è portentoso. Dal soffitto, un soffitto di cielo, pendono rami e tronchi caduti, mentre sopra di essi, si intravede la vegetazione, vera padrona del luogo.



Il fiume che scorre placido al centro del corridoio roccioso alterna delle specie di piscine naturali talmente curate e prive di spigoli da rendere difficile credere che non siano opera dell’uomo. I vari strati di roccia ai lati poi appaiono come imponenti scalinate, simili a quelle dei popoli antichi ormai scomparsi. Tale scenario che già di per sé rende l’atmosfera a dir poco surreale viene impreziosito ancor di più dal continuo gioco di luci e ombre generato dai raggi del sole che penetrano giù dentro alla gola nei diversi orari del giorno.     



UBICAZIONE E CONTATTI

Posizione: Sant’Antonio Tortal (BL)
Sito web: https://prolocotrichiana.it/territorio/brent-de-l-art/
Email: info@prolocotrichiana.it (per visite guidate)


PREZZI

Ingresso gratuito: accesso libero – aperto sempre 24 h su 24 h  


INFORMAZIONI UTILI E CONSIGLI

Parcheggio e percorso. Una volta giunti a Sant’Antonio Tortal, seguite le indicazioni per il campo sportivo. In realtà c’è anche un cartello che segnala “Brent de l’Art”, ma è in legno, di piccole dimensioni e scarsamente visibile. La stretta via asfaltata si trova vicino alla farmacia, prima della farmacia sulla sinistra se arrivate dalla provincia di Treviso, dopo la farmacia sulla destra se arrivate ovviamente dal lato opposto. Dopo poche centinaia di metri potrete lasciare la vostra vettura sulla destra in un ampio parcheggio realizzato su un prato e ben segnalato. Da qui proseguirete a piedi per circa 10 minuti attraversando bellissimi prati tipici delle vallate di montagna e numerose fattorie e abitazioni locali. Si va sempre dritto, non potete sbagliare. Inoltre vi sono diversi cartelli ad indicare la via, oltre che ad offrire spiegazioni inerenti al territorio e regole di comportamento adeguate. Capirete di essere arrivati quando vi troverete a un bivio. Il cartello vi indicherà di svoltare a sinistra. In altri 10 minuti circa di discesa, quasi sempre a gradoni, raggiungerete il ponte posto proprio di fronte all’ingresso del Brent Grande, cioè la zona più scenografica che non potete assolutamente perdere per nessun motivo.



Abbandonare questo luogo sarà davvero molto difficile, ma se volete proseguire dopo il ponte, un sentiero ad anello di circa 4 km vi riporterà non lontano dal parcheggio. In caso contrario potete tornare indietro dalla medesima strada. Se avete voglia di camminare va benissimo, però considerate che la parte più affascinante l’avete già vista quindi non aspettatevi altre grandi sorprese nel resto del percorso. Il giro di compie in circa 1 ora.

ATTENZIONE – Prima di visitare Brent de l’Art, avevo cercato informazioni tra i commenti degli utenti di Google per capire quanto fosse lungo il percorso e se potevo portare con me la mia cagnolona. Sono rimasto molto colpito dal quantitativo di post negativi che si lamentavano del fatto che al loro ritorno avevano trovato una bella multa sulla loro automobile. Questi commenti poi facevano riferimento a fantomatici complotti innescati dal Comune per poter fare cassa ai danni dei visitatori. Parlando poi con la gente del luogo ho potuto comprendere cosa accada davvero. Una volta superato il parcheggio ufficiale che vi ho indicato qui sopra, il percorso attraversa proprietà private, e si passa letteralmente attraverso i giardini di alcune case e fattorie. Alcuni grandissimi geni, specialmente nei weekend quando l’afflusso di visitatori è più cospicuo, superano il parcheggio ufficiale e abbandono i propri veicoli sui prati privati. Capite bene quindi che a chiunque, svegliandosi al mattino, e trovandosi una macchina nel proprio giardino, girerebbero un pochino. Quindi sono gli stessi residenti che si vedono spesso costretti a chiamare i vigili.
La piazzola poi che si trova poco prima del bivio è adibita solo ed esclusivamente ai mezzi autorizzati e di soccorso. Certo, c’è da dire che effettivamente potrebbero anche mettere un cartello che elimini ogni dubbio. È anche vero però che non è indicato da nessuna parte che si possa parcheggiare in quel luogo.
Se per qualche motivo il parcheggio ufficiale dovesse essere completamente pieno tornate sui vostri passi e lasciate l’auto in paese. Si tratta al massimo di 5 minuti in più di cammino.

Come vi ho già detto durante il tragitto si attraversano fattorie e case private. Questo significa che bisogna avere sempre il massimo rispetto per coloro che ci vivono e per la loro proprietà. Ho parlato con un signore anziano che definire arrabbiato sarebbe riduttivo. Quest’uomo lamentava che soprattutto dopo il periodo di lock down dovuto al covid-19, l’affluenza di visitatori fosse aumentata drasticamente e con essa il numero di incivili. Ogni giorno sorprende persone che entrano nel suo giardino per rubare sacchi interi di frutta dai suoi alberi. Quindi mi raccomando, evitate atteggiamenti di questo tipo e soprattutto condannateli se li vedete. Il rispetto è fondamentale. Mettetevi sempre nei panni degli altri e immaginate che quella sia casa vostra.

       

  

Bambini. Il percorso è piuttosto facile e adatto a tutti. Vi sono però due problemi da considerare. Il primo riguarda i più piccoli. La discesa che dal bivio arriva fino al ponte non è sicuramente adatta ai passeggini. Quindi l’unica soluzione diventa portare i bimbi in braccio per quei 10 minuti. In caso contrario in tutta onestà non vi consiglio di proseguire.
L’altra faccenda riguarda la possibilità di cadere dalle zone più alte del canyon. Ovviamente non vi sono parapetti o strutture di sicurezza, quindi se avete bambini piccoli è fondamentale che vi ascoltino e che ovviamente non li perdiate mai di vista per evitare spiacevoli incidenti.
 

Cani. I nostri amici a quattro zampe possono accedere senza difficoltà a tutto il percorso. Nell’ingresso però al Brent Grande l’accesso per loro diventa molto difficoltoso, dato che vi sono alcuni salti tra rocce poste a diverse altezze. La faccenda diventa ancor più grave in caso vi sia molta gente. Io sono andato in compagnia della mia cagnolona Isotta e lo rifarei. Il sentiero è semplice e spesso ombreggiato. Certo che nella parte più bella e al contempo più pericolosa ci siamo alternati tra chi rimaneva fuori con Isotta e chi andava dentro. Ad ogni modo superato il ponte, sulla sinistra, si può scendere in totale sicurezza fino al fiume anche con i cani. Qui potranno bere e rinfrescarsi senza alcun problema.  


Strada. Se arrivate dalla provincia di Treviso come me, per raggiungere Sant’Antonio Tortal dovrete affrontare nell’ultimo tratto 18 tornanti con strette gallerie a senso unico e semafori annessi. Tutto molto folcloristico, ma prestate molta attenzione alla guida, le gallerie sono molto strette e spesso i ciclisti le attraversano con il semaforo rosso, questo non perché siano incoscienti, ma perché il tempo a disposizione è calcolato sui veicoli e non sulle biciclette.


Abbigliamento. Indossate scarpe da trekking o scarponi da montagna a seconda della stagione. Sono senza dubbio fondamentali vista la discesa/salita che dovrete affrontare. Inoltre c’è da considerare un altro aspetto. Molte persone si fanno il bagno o mettono per lo meno i piedi in acqua. Risalendo poi, bagnano inevitabilmente le rocce che diventano così scivolose. Meglio quindi indossare calzature adatte ed evitare spiacevoli cadute.
Se poi volete anche entrare in acqua con i piedi vi consiglio vivamente di portare con voi anche delle scarpette in gomma, per intenderci quelle fatte appositamente per camminare sugli scogli o sui fondali sassosi senza farsi male.




Balneazione. Teoricamente è proibito fare il bagno. Se dovessero esserci i vigili rischiate persino una multa. Perché ho scritto “teoricamente” vi starete chiedendo? Beh perché vedrete molte persone tuffarsi lo stesso incuranti del divieto. Per certi versi lo trovo anche io esagerato, per altri no. Mi spiego meglio. Scendere con attenzione e immergere le caviglie in acqua stando all’interno del ruscello, in tutta onestà, non mi sembra un grosso problema. Addentrarsi all’interno della gola, passando da una piscina all’altra dove l’acqua arriva fino al petto, può essere invece pericoloso, in considerazione anche del fatto che il livello dell’acqua può crescere rapidamente in poco tempo. Il divieto quindi credo sia votato più che altro a questo tipo di balneazione.
È possibile risalire il fiume attraverso il canyon solo accompagnati da una guida autorizzata.   


Prati e vegetazione fuori sentiero. Attraverserete vaste distese che vi faranno venire voglia di correre liberi e felici come Heidi tra i monti. Tutto molto bello, ma personalmente non ve lo consiglio. Quei prati vengono utilizzati per il pascolo dei greggi e, come potete facilmente immaginare, non è difficile trovarci zecche.


Toilette e punti di ristoro. Non sono presenti servizi igienici lungo il percorso. C’è invece un chiosco dove poter acquistare bevande poco prima del bivio dove inizia la discesa. È aperto però solo durante il weekend.


Inverno. Strano a dirsi, ma anche in pieno Inverno una visita a Brent de l’Art può essere molto interessante. Senza dubbio le temperature non permettono alcun tipo di contatto con l’acqua, in compenso però troverete diverse stalattiti che pendendo dalle rocce, renderanno l’ambientazione molto affascinante.


Fossili. Sul letto del fiume ho potuto osservare più persone, appartenenti a gruppi familiari diversi, intenti a cercare fossili. Non so dirvi se ve ne siano davvero o no, perché personalmente, non ne ho visto neanche uno. Evidentemente però qualcosa ci deve essere.


Quando andare. Se potete evitate il sabato e la domenica. Il posto è piuttosto piccolo e quando c’è troppa gente perde completamente il suo fascino. Vi consiglio di fare come me. Se non abitate troppo lontano, uscite prima dal lavoro durante la settimana e arrivate lì anche nel tardo pomeriggio. Noi siamo arrivati quasi alle 17 e dopo una mezz’ora in cui c’erano diverse persone, ci siamo trovati completamente da soli. Sicuramente siamo stati fortunati, ma una cosa del genere nel weekend ve la potete scordare. Per coloro che abitano più lontano il consiglio ovviamente è quello di organizzare comunque l’escursione infrasettimanale.  

 

Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un “mi piace” alla pagina Facebook di Va’ dove ti porta il blog o seguimi su Instagram attraverso il profilo va_dove_ti_porta_il_blog

 

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2020 Maurizio Daniele

2 pensieri riguardo “Brent de l’Art

  1. Grazie ragazzi! Questo posto è assolitamente da non perdere! I geni che parcheggiano a casa altrui e poi si lamentano della multa secondo me se parlassero con il fattore gli passerebbe la voglia di sfogare la loro inciviltà screditando le amministrazioni!

    Ps; blog bellissimo!

Lascia un commento