Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)

Durata: 16 giorni   

Paesi percorsi: Portogallo – Spagna   

Itinerario: Porto – Mindelo – Esposende – Viana do Castelo – A Guarda – Mougás – Patos – Vigo – Redondela – Briallos – Iria Flavia – Santiago de Compostela – Finisterre   

Periodo: settembre   


Dopo due anni di restrizioni e limitazioni negli spostamenti, la pandemia ancora non sembra giungere al termine. Tamponi e quarantene richieste dalla quasi totalità dei paesi, scoraggiano o rendono estremamente difficile organizzare qualsiasi viaggio. Questo clima di incertezza però ci offre il pretesto per realizzare finalmente uno dei miei sogni. Quale miglior momento per il Cammino di Santiago? Tornare a spostarsi come si faceva una volta, lontano dalle folle e immersi nella natura sembra davvero essere la soluzione più semplice e contemporaneamente la più geniale. I dubbi di Myriam vengono velocemente accantonati quando invece del lungo, faticoso e purtroppo affollato Cammino Francese, le propongo quello Portoghese. Le basta sentire la parola “oceano” e i preparativi sono già iniziati.



Quanto segue è il resoconto giorno per giorno del nostro cammino. Emozioni, incontri e riflessioni di un’esperienza lontana dalla consuetudine, rivelatasi inaspettatamente meravigliosa. Questo “diario di viaggio” è stato pubblicato anche in tempo reale all’interno della pagina Facebook di “Va’ dove ti porta il blog” con la presenza di un gran numero di fotografie. Buona lettura a tutti!



CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
SENDA LITORAL – 1° tappa (lunghezza 30 km, da PORTO a MINDELO)



Dalla cattedrale scendiamo fino al Ponte Luis I, dove il giorno prima ci eravamo uniti agli abitanti del luogo nel quotidiano relax. Comincia la nostra marcia!!
Si cammina sempre seguendo il fiume. Il primo tratto non è particolarmente piacevole in quanto si fiancheggia la strada dove sfrecciano veloci le automobili. Il Duero all’alba però ha il suo fascino. Numerosi anziani pescano sulla riva per tutto il percorso fino alla foce. Un ragazzo rasta a piedi nudi, gambe incrociate, suona il clarinetto rivolto verso il fiume. Unici spettatori paganti i gabbiani.
Avanziamo rapidi e sicuri. Nessuna fatica, nonostante il nostro scarsissimo allenamento. La scelta di portare con noi solo l’essenziale si rivela assolutamente azzeccata. Appena 4,5 kg per zaino.
Breve sosta per fare colazione in un piccolo caffè che sa di tradizione e di famiglia. Uno di quei luoghi autentici che tanto ci piacciono. Tutto squisito e prezzi quasi ridicoli. Temiamo che abbiano sbagliato il conto, non può essere così basso… forse è perché siamo pellegrini… o forse è perché davvero questo paese è così economico.
Superato Matosinhos tutto diventa più affascinante. Si attraversa una piccola cittadina le cui strade e abitazioni ricordano la mia tanto amata Montevideo. E poi finalmente l’oceano! Iniziano le distese di sabbia… dapprima piccole insenature rocciose, che divengono poi sempre più grandi e ci regalano lunghe spiagge selvagge di sabbia chiara finissima. Compaiono anche le passerelle di legno che caratterizzano il percorso portoghese della costa e che permettono di passeggiare accanto al mare. La vegetazione dapprima bassissima e arsa dal sole, diviene via via più verde e lussureggiante.
La gente si dimostra gentilissima e cordiale. A volte i tratti rudi dei volti inducono in errore. Ognuno di loro ci regala un sorriso accompagnato a volte da un “Buen camino!”, mentre una mano sventola come faceva mia nonna dalla finestra quando ero piccolo. In realtà ora che ci penso lo fa ancora adesso…
Di pellegrini come noi ce ne sono diversi. Ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere. La sensazione è quella di incontrare un amico che sta condividendo con te un’esperienza unica.
Soffia una fresca brezza che rende i nostri sforzi meno gravi. Il sole si affaccia ogni tanto tra le nuvole. Nel complesso la temperatura è perfetta. La fatica e il fiato reggono alla grande. I problemi sopraggiungono solo dopo circa 20 km dalla partenza quando facciamo una sosta per rifocillarci. Il momento di ripartire diviene vera sofferenza. I muscoli delle gambe si sono contratti e faticano a riprendere il ritmo.
La nostra guida consiglia di fermarsi a Labruge, ma non è ancora finita la stagione estiva e gli alloggi sono tutti pieni. Pellegrini ce ne sono vari, non tantissimi, ma abbastanza da rendere al completo i pochissimi albergues presenti. Così si continua.
Dopo 30 km e circa 6 h e 30 min di cammino, finalmente possiamo fermarci a Mindelo. Un piccolo villaggio dove godersi il tramonto sul mare sorseggiando una bella pinta ghiacciata.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
SENDA LITORAL e CAMINO DA COSTA – 2° tappa (lunghezza 30 km, da MINDELO a ESPOSENDE)



Il sonno si rivela profondo e ristoratore. Al nostro risveglio tutti i dolori muscolari del giorno precedente sono spariti… tutti tranne quella fastidiosa fitta al tendine d’Achille comparsa verso la fine della prima tappa. Il sole è sorto da poco, l’aria è pungente, siamo carichi e di buon umore. Appena inizio a camminare però appare evidente che il problema al tendine è piuttosto serio. Ogni passo è una fitta quasi insopportabile, la caviglia è visibilmente gonfia. Stringo i denti e si va avanti, altre soluzioni non ci sono.
Il primo tratto continua lungo la seducente riva oceanica. Qualche nave da pesca e surfisti intenti a domare le onde, sembrano essere gli unici svegli a quest’ora oltre a noi.
Ben presto però la strada devia verso l’interno. È necessario attraversare il fiume Ave. Giungiamo a Vila do Conde, cittadina che offre scorci interessanti, tra giardini, chiese e un antico acquedotto romano.
Ci fermiamo a fare colazione in un caffè dove conosciamo José, un pellegrino spagnolo. Ci racconta che molti albergues sono chiusi. I pochi aperti sono costretti a occupare le stanze con la metà dei posti disponibili a causa del covid. Le prenotazioni, un tempo non concesse, ora lo sono. Sicché molti si prenotano già tutte le notti. Bisognerebbe poi indossare sempre la mascherina nelle camerate, ma ovviamente non lo fa nessuno.
È indubbio che l’aspetto più interessante del Cammino di Santiago sia quello umano. Quindi l’esperienza dell’albergue o ostello diviene quasi imprescindibile. Avendo noi viaggiato per anni da mochileros, anche per ostelli, ben conosciamo i meccanismi di questi alloggi, con tutti i loro pro e i loro contro. Ovviamente il covid costringe a mantenere alcuni accorgimenti in più. Sì quindi ad albergue e ostelli, ma meglio se con camere private con bagno in camera, in modo da poterci godere comunque quegli istanti di condivisione, ma sempre in sicurezza.
La mia tendinite non mi dà tregua, non riesco a pensare ad altro se non al dolore battente. Prendo degli antinfiammatori in farmacia. Mi dicono che dovrei fermarmi e stare a riposo se voglio guarire… purtroppo la tendinite non può che peggiorare se continuo a camminarci sopra. Questo è uno dei tanti motivi per cui amo viaggiare per mesi e non per settimane, e cioè il poter far fronte facilmente agli imprevisti. Non è il nostro attuale caso però… il tempo è poco quindi non ci sono alternative. Si continua e si tiene duro.
I cartelli blu con la conchiglia gialla che indicano la direzione per il cammino da qui divengono numerosi, impossibile sbagliare strada.
Proseguiamo dall’interno attraverso il Camino da Costa fino a Póvoa do Varzim tra il caos dei vacanzieri e strade cittadine di scarso interesse. Troviamo anche un locale che non saprei come definire… una cerealeria? In pratica un luogo dove entri e fai colazione o merenda solo con cereali. Nella vetrina decine e decine di marchi e generi diversi, scodelle e sgabelli. Fighissimo! Come può essere venuto in mente a qualcuno di crearne uno?
Il sole batte forte e il caldo si fa sentire. Superata Póvoa tornano per diversi chilometri le tanto amate passerelle di legno lungo l’arenile. Dopo Aguçadoura però il cammino vira nuovamente verso l’interno. Si passa accanto a bellissimi e nuovissimi campi da calcio, un campo da golf, coltivazioni di vario genere, vivai e soprattutto splendidi boschetti di eucalipto che ci regalano un po’ di fresco e soprattutto un inebriante profumo.
Attraversiamo Apúlia un pittoresco villaggio dove a quanto pare tutti fanno la siesta. È la volta poi di Fão e infine Esposende, la nostra meta finale. Troviamo facilmente alloggio e, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti, si esce a esplorare i dintorni.
Anche oggi 30 km in ben 7 h e 30 minuti di cammino, 1 ora in più rispetto a ieri, un ritardo dovuto al mio avanzare ostacolato dalla tendinite.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO DA COSTA – 3° tappa (lunghezza 25 km, da ESPOSENDE a VIANA DO CASTELO)



Tappa più corta delle precedenti, ma molto più impegnativa. La nostra guida consiglia di camminare direttamente sulla sabbia, ma l’idea non mi fa impazzire. In alternativa bisognerebbe seguire alla lettera le loro indicazioni strada per strada all’interno. Decidiamo così di farci guidare dalle frecce gialle che indicano il cammino e di non preoccuparci troppo. La scelta si rivelerà positiva e negativa allo stesso tempo. Positiva perché i paesaggi saranno bellissimi… negativa perché dovremo attraversare grandi alture.
Il percorso vira drasticamente verso l’interno, in un continuo sali-scendi di colline e paesini d’altri tempi dove la vita scorre lenta. Terminate poi le colline inizia la montagna… Montagna? Ma io non pensavo ci fossero montagne sulla costa portoghese!
Il promontorio è totalmente ricoperto da boschi di eucalipto che offrono fresco e riparo dal sole. La salita non è impegnativa, almeno per la prima parte… poi diventa più tosta sia per la pendenza che per il suolo. Fortunatamente la temperatura è perfetta, il sole batte sempre forte, ma l’aria è quasi fredda quindi non permette di percepire il calore. Faccenda ovviamente pericolosa perché si rischia di ustionarsi senza rendersene conto.
La mia tendinite non accenna minimamente a darmi pace… i primi 2/3 km della giornata sono stati sofferenza pura… dopodiché tra l’effetto dell’antinfiammatorio e il fatto che il corpo si scalda riesco seppur con difficoltà a proseguire. Di certo però le discese tra i massi, i sanpietrini e le pavimentazioni romane, seppur molto affascinanti, non aiutano.
Vari incontri con i pellegrini oggi. Sembra quasi che più ci si avvicini alla metà più aumenti l’afflusso. Tra i vari, Antonio di Madrid e una coppia italiana di Bari.
Il lungo Ponte Eiffel ci permette di attraversare il Limia e giungere a Viana do Castelo dove la fortuna ci assiste e, proprio come avvenuto ieri, troviamo alloggio al primo tentativo. L’ingresso in città avviene attraverso un viale alberato circondato da giardini in fiore. Viana sembra essere davvero carina… tanto verde e numerose vie dedicate solo ai pedoni.
Gli sforzi di oggi hanno messo a dura prova le gambe. Speriamo che la notte ci permetta di recuperare. Domani si continua… ci attende l’ultima tappa in territorio portoghese.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO DA COSTA e SENDA LITORAL – 4° tappa (lunghezza 32 km, da VIANA DO CASTELO a A GUARDA)



Ci svegliamo prima che suoni la sveglia a causa dei forti tuoni. Un bel temporale ci dà il buongiorno!  Questo piccolo imprevisto ci obbliga a partire alle 10:00, con ben 2 h e mezza di ritardo rispetto al solito. Il clima è umido, ma fresco, e ci permette di avanzare abbastanza rapidamente. La stanchezza e i dolori fisici però si fanno sentire e non poco.
Le frecce ci conducono ancora una volta sulle colline, tra coltivazioni e meravigliose Quintas (l’equivalente di estancias, tenute, ranch) tutte molto curate o in restauro. Ieri al contrario avevamo attraversato diversi edifici storici purtroppo abbandonati a sé stessi, anche se probabilmente, proprio questo fascino decadente incarna ciò che li rende così intriganti.
Superata Areosa le frecce indicano su verso la montagna. Memori di quanto accaduto ieri decidiamo di cercare la Senda Litoral che a quanto pare non viene mai segnalata. Puntiamo così verso la spiaggia. Mai scelta fu più azzeccata.
Raggiungiamo facilmente l’oceano e troviamo le nostre amate passerelle di legno, immerse in un paesaggio stupefacente. Ex mulini fanno da guardiani lungo la costa, mentre la sabbia si alterna alle formazioni rocciose. Il percorso di tanto in tanto attraversa qualche pineta, qualche bosco di eucalipto e alcuni gruppi di pecore, caprette e cavalli, tutti intenti a brucare avidamente l’erba. A mala pena si spostano dal sentiero incuranti del nostro passaggio.
L’obbiettivo di oggi è quello di fermarci un po’ prima del solito e di dormire a Moledo. Giunti a destinazione però non troviamo un alloggio, ma questa in realtà si rivelerà una grande fortuna.
Incontriamo infatti José e Paolo, lo spagnolo e il milanese conosciuti nei giorni scorsi. Bevono una birra in compagnia di altri pellegrini e ci accolgono come vecchi amici. L’atmosfera è talmente positiva che decidiamo di unirci a loro.
José deve proseguire addirittura fino in Spagna perché ha già l’albergue prenotato. Paolo e la polacca Kasia hanno le tende e anche loro vogliono raggiungere la sponda opposta. Igor e Jonathan di Bilbao e Rachele di Milano invece come noi non hanno programmi.
Per entrare in Spagna è necessario attraversare il fiume Miño, ma il ponte più vicino si trova a 7 km di distanza verso l’interno. Tutti i pellegrini passano all’altra riva o con il traghetto (il prossimo sarebbe domani alle 11:40) o con una lancia privata.
Camminiamo così altri 3 km, ma invece di entrare a Caminha decidiamo di proseguire e andare tutti insieme in Spagna con un discutibile barcaiolo in un’operazione che sembrava tutto tranne che legale…
Sbarcati nella riva opposta esausti, riprendiamo a camminare. Circa un’altra ora per raggiungere A Guarda. L’entusiasmo però di conoscere altri peregrinos condividendo con loro questa magnifica esperienza ci distrae dai problemi fisici e dalla stanchezza.
Troviamo alloggio tutti insieme e, dopo una bella doccia, usciamo in gruppo a cenare.
Nonostante la lunga marcia di oggi non programmata, i chilometri sono decorsi rapidamente sotto i nostri piedi, soprattutto dopo l’incontro con i nostri nuovi compagni di viaggio. Credo che questo fosse ciò che ci mancava per rendere indimenticabile la nostra esperienza.













CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
SENDA LITORAL – 5° tappa (lunghezza 21 km, da A GUARDA a MOUGÁS)



Oggi la giornata comincia con calma. I chilometri da percorrere sono relativamente pochi. Così dopo una bella colazione scendiamo verso il mare e inizia il nostro cammino seguendo sempre la Senda Litoral.
Avanziamo tutti insieme (Myriam ed io, Rachele, Igor e Jonatan) e, grazie alle chiacchiere e al clima festoso, nessuno ha il tempo di pensare ai dolori e alla fatica.
Il paesaggio è seducente, la costa sabbiosa è scomparsa del tutto, ma le roccie scure aggiungono fascino a un’acqua particolarmente limpida e azzurra.
Presto ci raggiungono Paolo e Kasia che hanno trascorso la notte in tenda, o per lo meno, così avrebbero dovuto fare… 
Preoccupati per un temporale mai arrivato, decidono di dormire all’aperto sotto la tettoia di un bar abbandonato.
Pochi minuti e ritroviamo anche José che come sempre è partito presto e ha corso perché deve raggiungere le tappe prefissate dalle sue prenotazioni. Questa volta però non ce la fa più. Ha i piedi pieni di vesciche e non riesce quasi più a camminare. È evidente che non raggiungerà Baiona in giornata come programmato.
Il gruppo è di nuovo unito e avanziamo tutti e 8 tra racconti di vita e tante risate. Presto scorgiamo un bar lungo il cammino in un bel punto panoramico. Come non fermarsi per una birretta e una tortilla de papas!
Il resto del cammino scorre veloce. I 21 km di oggi ci sembrano uno scherzo rispetto alle tappe precedenti. Meglio così, tutti abbiamo qualche acciacco e con essi la necessità di riposare.
Arrivati a Mougás, troviamo facilmente un albergue fronte mare e occupiamo completamente una camera da 8. Laviamo come sempre gli abiti sporchi, noi stessi e poi giù tra le rocce a mettere i piedi nell’oceano o a fare il bagno.
Cena tutti insieme nel locale accanto e la giornata è già finita. Semplice, piena, bellissima.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
SENDA LITORAL e CAMINO DE LA COSTA – 6° tappa (lunghezza 23 km, da MOUGÁS a PATOS)





Notte movimentata… Jonatan non solo russa, si agita, parla nel sonno, urta più volte la scala metallica del letto a castello. Risultato, non riesco a dormire per più di 3 h e come me anche Paolo.
Il mattino ci accoglie però con una notizia ben più triste. José ha deciso di abbandonare il cammino. Non ce la fa più. Le vesciche gli danno davvero il tormento e la situazione dei suoi piedi appare effettivamente piuttosto grave. Prenderà l’autobus fino a Pontevedra e poi vedrà se tornare a casa o riprendere il cammino al nostro arrivo. Speriamo possa unirsi nuovamente a noi.
La notizia abbatte tutti, José è una roccia e vederlo così demoralizzato è un brutto colpo.
Riprendiamo il cammino, le tappe che ci attendono d’ora in avanti non dovrebbero essere lunghissime, ma come sempre i promontori fronte oceano rendono arduo il percorso. Dopo pochi chilometri infatti il sentiero ci conduce su, lungo una ripida salita.
Incontriamo diversi pellegrini che avevamo conosciuto nei giorni scorsi. Tutti con le loro storie e disavventure. Non conta più l’età, la nazionalità o qualsiasi altro fattore che nella vita quotidiana in qualche modo, consciamente o inconsciamente, tende a influenzarci. Sentiamo tutti di far parte di qualcosa di speciale, come se un filo sottile invisibile ci legasse lungo questa straordinaria esperienza.
Oltrepassata la cima giungiamo a Baiona, di certo una delle cittadine più affascinanti incontrate sino ad ora. Attraversiamo i suoi pittoreschi vicoli acciottolati e facciamo sosta per il pranzo in uno dei tanti localini disseminati nel centro storico. Nel frattempo anche altri pellegrini scendono dalle alture e vedendoci mangiare lì fuori, decidono di fermarsi anche loro. In poco tempo grazie a noi il ristorante si riempie.
Rifocillati dal buon cibo e dalla buona compagnia proseguiamo lungo il litorale. Si susseguono varie fontane storiche che sembrano esser state posizionate lì di proposito a sostegno dei pellegrini.
Attraversiamo un magnifico ponte romanico del XII sec. e, in men che non si dica, sbuchiamo tra le spiagge di San Pedro Ramallosa. Playa América in particolare ci stupisce per la sua bellezza. La voglia di gettare a terra gli zaini e fare un tuffo è tanta. Dobbiamo però trovare alloggio per stanotte. Albergues qui non ce ne sono e le strutture sono poche e care. Paolo e Kasia riescono a trovare un’ultima piazzola in un camping a circa mezz’ora di distanza, ma dovranno in parte tornare indietro. Noi 5 invece dopo varie peripezie e un paio di disavventure con i classici albergatori disonesti, decidiamo di proseguire per altri 3 km fino a Praia Pato. Troviamo finalmente un bel hostel dove da subito ci sentiamo perfettamente a nostro agio. La ragazza alla reception è carinissima e riesce a farci dimenticare le brutte esperienze vissute poco prima. Tutta la zona gode davvero di “buena onda“. Evidentemente era destino che venissimo qui.
Il tempo di lasciare gli zaini in stanza e siamo già in spiaggia con birre e panini. L’arenile è ampio, l’aria pungente, il calore della giornata va via via affievolendosi, mentre il sole cala dietro all’oceano. Un momento magico.
Tornati in camera sono talmente stanco che crollo senza nemmeno rendermene conto.
Oggi per la prima volta ho evitato di prendere l’antinfiammatorio. Volevo fare almeno una pausa in modo da evitare di prendere farmaci per troppi giorni consecutivi. Il dolore è stato piuttosto forte, ma non così tanto da costringermi a fermarmi, motivo per cui sono molto soddisfatto. La sfortuna però evidentemente ha deciso di accanirsi su di me, o qualche entità a me ignota non vuole proprio che arrivi a Santiago. Tolte scarpe e calzini mi accorgo infatti di avere 3 belle vesciche. Speriamo bene…









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
SENDA LITORAL – 7° tappa (lunghezza 18 km, da PATOS a VIGO)



Comincia l’ultima tappa sulla costa, poi saremo costretti a salutare l’oceano. Fortunatamente la maggior parte di questa giornata si svolgerà lungo l’arenile.
Paolo e Kasia partono presto dato che si trovano a circa 6 km di distanza da noi. Iniziamo così a camminare con la consapevolezza che ben presto ci raggiungeranno.
Nel frattempo José ci fa sapere che sta bene e che si è fatto medicare. Purtroppo hanno dovuto persino asportargli l’unghia dell’alluce. Non sa ancora se riuscirà a unirsi nuovamente a noi.
La Senda Litoral finalmente appare ben segnalata con frecce e conchiglie verdi. Dapprima ci fa camminare proprio sulla sabbia per poi condurci nel solito continuo sali-scendi. Stavolta però niente montagne, ma meravigliose calette nascoste senza anima viva.
Segue qualche tratto meno piacevole dove le macchine sfrecciano accanto a noi, per poi attraversare una dopo l’altra diverse spiagge dotate di finissima sabbia bianca e acqua limpida e azzurra in stile caraibi!
Le persone che incontriamo lungo il cammino si dimostrano amichevoli e sorridenti nei nostri confronti. Una signora carinissima dalla soglia di casa, vedendoci passare, ci domanda se abbiamo bisogno di qualcosa. Quanta gentilezza! Un gesto se vogliamo anche banale, ma pieno di umanità che riempie il cuore e rinfranca lo spirito. A volte basta così poco a far svoltare in positivo una giornata.
Le spiagge appaiono una più bella dell’altra, così ne troviamo una piccola, tutta per noi, con una parte ombreggiata… Ci fermiamo a riposare, pranzare e, alcuni di noi, persino a fare il bagno. Che relax! Ci voleva proprio. Praia do Tombo do Gato sembra davvero un paradiso.
Arrivano finalmente anche Paolo e Kasia che hanno seguito una strada diversa su per la montagna, macinando tra l’altro chilometri in più. Ora possiamo dare inizio ai festeggiamenti per il compleanno di Kasia! Purtroppo non c’è stato modo di trovarle un regalo decente, così dovrà accontentarsi di un tortino di crema e mele con un lecca lecca al posto della candelina.
Il tempo passa ed è ora di andare se vogliamo raggiungere Vigo. Cerchiamo un alloggio per la notte attraverso internet e la situazione anche qui appare piuttosto difficile, non tanto per la disponibilità, quanto per i prezzi davvero alti.
Paolo e Kasia decidono di attendere la notte lì in spiaggia e montare le tende. Si offrono anche di dormire fuori lasciando agli altri i loro alloggi, ma la cosa sarebbe davvero complicata. Myriam ed io così scegliamo di proseguire fino a Vigo, in modo da macinare qualche chilometro in più oggi, dato che ne abbiamo fatti davvero pochi, e risparmiarli così domani. Torneremo a camminare insieme al resto del gruppo domani mattina quando raggiungeranno la città.
Poco più di 1 ora di cammino e arriviamo alla nostra meta. Vigo tra l’altro non si rivela una città grigia come credevo. Al contrario appare davvero piacevole. Così, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti sporchi, facciamo un giro per il centro cittadino e troviamo un bel ristorante vegetariano dove mangiare qualcosa di sano.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO DE LA COSTA – 8° tappa (lunghezza 17 km, da VIGO a REDONDELA)



La sveglia suona presto. Non sapendo a che ora partiranno i ragazzi dalla spiaggia abbiamo deciso di alzarci alle 7. Quando mi accorgo che nel telefono non ci sono ancora messaggi, capisco subito che probabilmente stanno ancora tutti dormendo… Giustamente, trovandosi sulla spiaggia, hanno approfittato per fare festa. Appare evidente che non raggiungeranno Vigo molto presto.
Myriam ed io quindi, dopo una bella colazione, ci mettiamo in cammino. Sicuramente tra la mia tendinite e le mie vesciche, sono certo che i ragazzi non tarderanno a raggiungerci.
Inizia a essere tardi, la temperatura aumenta e il sole batte alto nel cielo. Un anziano ci ferma e vuole a tutti i costi spiegarci nei minimi dettagli il percorso, anche se non ne abbiamo bisogno. Un altro ci regala due pesche e vorrebbe darci anche i suoi pomodori. Sembrano tutti gentilissimi e ben disposti nei confronti dei pellegrini.
La strada si inerpica su verso il promontorio che sovrasta la città. Poco prima che il sentiero si immerga nei bellissimi boschi di eucalipto, scorgiamo in lontananza su una panchina, un volto familiare. Si tratta di José! Non ci aveva detto nulla, voleva farci una sorpresa! Che gioia per tutti noi sapere che può riprendere il cammino. Sicuramente non sta ancora bene e fatica ad avanzare. Vedremo come si evolverà la situazione.
Superata la montagna scendiamo la ripida discesa che mette a dura prova le nostre caviglie e i tanti acciacchi. I chilometri che ci separano dalla meta di oggi fortunatamente però sono davvero pochi. Questa sarà probabilmente la tappa più breve di tutto il viaggio. Così dopo appena 17 km siamo già a Redondela.
I ragazzi si trovano ancora a 6 km di distanza. Così per ingannare il tempo, José, Myriam ed io, beviamo qualcosa in uno dei localini del centro. Nel frattempo Myriam trova un ostello davvero carino, disposto a lasciare tutta la struttura solo per noi con eccezione di una coppia di signori americani di Portland, tra l’altro molto carini. Un’occasione da non farsi sfuggire. La struttura del hostal mi ricorda molto quelli di Buenos Aires, con i soffitti alti e decorati, pavimenti in legno e quegli intonaci rovinati dalle incurie del tempo che ne aggiungono un fascino decadente.
La sera dopo esserci uniti ai festeggiamenti popolari per il Festival Internazionale de Títeres, compriamo 6 pizze da asporto, 4 bottiglie di vino e torniamo al nostro alloggio. L’ostello diventa così, improvvisamente, la nostra casa, dove cenare tutti insieme, brindare alla vita e tornare bambini per qualche istante, tra risate e sciocchi scherzi che alimentano l’euforia generale.
Inebriati dal vino e carichi della stanchezza accumulata, piombiamo infine in un sonno profondo.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO CENTRAL – 9° tappa (lunghezza 38 km, da REDONDELA a BRIALLOS)



“Pura follia”, queste le parole più adeguate a descrivere la tappa odierna. Dopo un confronto sul da farsi per i prossimi giorni, ieri sera concordiamo di tentare le ultime 4 tappe in soli 3 giorni. Le motivazioni sono fondamentalmente due:
1- Rachele ha il volo di rientro in Italia venerdì sera, e vorremmo andare tutti insieme a Finisterre a festeggiare il completamento del Cammino. Raggiungendo Santiago in 4 giorni probabilmente non riuscirebbe a essere dei nostri.
2- Le previsioni metereologiche indicano che ci attendono giorni di piogge e temporali. Dovremo quindi approfittare e avanzare il più possibile ora che ci è concesso farlo senza problemi.
Ci alziamo quindi presto e ci prepariamo in fretta. Siamo tutti carichi e motivatissimi. La mia tendinite fa davvero male, e la caviglia appare ormai perennemente un melone. Conscio della missione che ci attende oggi, prendo un antidolorifico che farà bene il suo mestiere.
Redondela è la città dove si riuniscono tutti e tre i Cammini Portoghesi di Santiago. Da ora vi è una sola via. Molti inoltre iniziano a camminare da qui o da Vigo in quanto bastano gli ultimi 100 km per poter ottenere la compostela. Solo nelle prime due ore, superiamo più pellegrini di quanti visti in tutto il resto del viaggio. Gli incontri divengono quindi banali e questo continuo flusso di persone rovina in parte quell’intimità e quel senso di impresa personale che trasmette il Cammino di Santiago. Tutto diviene quindi piuttosto commerciale.
Partiamo a mille, mai così rapidi come oggi. Sembriamo stare tutti abbastanza bene, così aumentiamo al massimo. Il percorso è davvero piacevole perché attraversa quasi costantemente i boschi. L’aspetto negativo ovviamente è che tali boschi si trovano tra le montagne, perciò gran parte della tappa sarà impegnativa. Nonostante le salite i primi 20 km scorrono rapidi a una media impressionante. Solo 3 h e 40 min. José purtroppo può avanzare solo lentamente, motivo per cui rimane indietro. Non pensa di riuscire a fare chilometri in più, perciò saremo costretti a separarci con la speranza di rincontrarci a Santiago.
Lungo il cammino compaiono spesso scatoloni di frutta che i negozianti o gli agricoltori offrono gratuitamente ai pellegrini. Tanta gentilezza mi sorprende positivamente.
L’umidità è altissima, e il caldo ci mette alla prova. Dopo aver attraversato un enorme bellissimo ponte romano, entriamo a Pontevedra. Restiamo stupiti nel constatare quanto il centro cittadino sia affascinante. Pittoresche viuzze si alternano ad ampi spazi che compongono piazze e piazzette, veri e propri punti di ritrovo per i locali.
Prima di proseguire nella nostra folle marcia cechiamo qualcosa di pronto e veloce per pranzo. La nostra attenzione viene richiamata da un’alimentari con l’insegna: “Take away, cocina casera“. Avvicinatomi alla vetrina noto subito la yerba mate e il dulce de lecheLos nietitos“. Non possono che essere uruguaiani! E infatti è proprio così.
Finito il break riprendiamo a marciare seppur con meno vigore. Ci vuole sempre qualche chilometro per riuscire a scaldare nuovamente i muscoli. Attraversiamo tutta la città e puntiamo verso nord. Altro ponte, altri boschi, vigneti, coltivazioni varie e purtroppo anche qualche tratto di strada dove le automobili sfrecciano a velocità assurde. Riusciamo a mantenere una buona andatura sebbene accusiamo tutti il colpo e, chi più chi meno, soffre non tanto per la fatica quanto per i dolori.
Dopo ben 38 km giungiamo all’albergue di Briallos, un villaggio sperduto, situato a soli 5 km da Caldas de Reis, meta ufficiale della tappa successiva. Insomma siamo riusciti nel nostro intento.
Anche qui la struttura è tutta per noi e per altri due ragazzi italiani che hanno compiuto il Cammino Francese e hanno deciso di proseguire fino a Fatima. L’atmosfera è di quelle che amiamo e trascorriamo così una bella serata seppur un po’ ammaccati dalla tanta stanchezza.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO CENTRAL – 10° tappa (lunghezza 26 km, da BRIALLOS a IRIA FLAVIA)



Le previsioni meteorologiche indicano che oggi pioverà tutto il giorno. Piccoli rovesci al mattino e violenti temporali dalle 11:00 fino a sera. Impietosa sveglia quindi alle 04:45 con l’intento di compiere la tappa odierna prima della tempesta.
A quest’ora siamo tutti parecchio rintronanti, quindi le operazioni vanno piuttosto a rilento. Infiliamo il k-way integrale che copre anche lo zaino, la pila da fronte e siamo pronti a partire.
A infastidire non sono tanto la pioggia e il buio, quanto il caldo infernale causato dal tessuto sintetico.
Dopo soli 5 km giungiamo a Caldas de Reis, dove facciamo sosta per una rapida colazione, al termine della quale, la pioggia decide di darci tregua e di non farsi più vedere.
Riprendiamo il nostro buon ritmo di marcia. Oggi però è tutto molto più difficile in quanto, i 38 km di ieri, hanno incrementato i problemi fisici di tutti.
Il cammino ci conduce attraverso splendidi boschi, ancora vigneti e qualche altura, ma niente di eccessivamente complicato. Temendo il mal tempo cerchiamo di evitare le soste. Così in men che non si dica siamo già a Padrón. La levataccia sicuramente non è stata per niente piacevole. Volendo però guardare il lato positivo delle cose, c’è da dire che in questo modo avremo a disposizione tutto il pomeriggio per lavare i vestiti, stare insieme e recuperare le forze.
Per la nottata Myriam ha trovato un’intera casa per tutti e 7 a un prezzo talmente ridicolo da essere più conveniente dell’albergue. La struttura, ubicata circa 2 km dopo Padrón, è stupenda e, dato che abbiamo anche la cucina, ne approfittiamo per trascorrere un’altra piacevole serata tra noi.
Domani è il grande giorno, se tutto va bene raggiungeremo la meta finale. Siamo partiti da appena 10 giorni, eppure la percezione è quella che siano trascorsi mesi. Ogni singola giornata è stata carica di eventi, incontri ed emozioni.









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
CAMINO CENTRAL – 11° tappa (lunghezza 23 km, da IRIA FLAVIA a SANTIAGO DE COMPOSTELA)



Ci svegliamo carichi per compiere gli ultimi chilometri che ci separano dalla meta. Purtroppo però il meteo ci è decisamente avverso. La pioggia scende incessante e non sembra curarsi dei nostri progetti.
Attendiamo un paio d’ore, non che smetta, ma almeno che diminuisca.
Nonostante la pioggia avanziamo velocemente. La voglia di raggiungere Santiago è tantissima. Non c’è nessun dispiacere in noi, consapevoli che, terminato il Cammino, non dovremo salutarci. Continueremo infatti tutti insieme fino a Finisterre.
Il paesaggio non cambia molto rispetto a quello degli ultimi due giorni. Qualche villaggio, molti vigneti e tantissimi boschi di eucalipto. Nel complesso un tratto molto affascinante, sebbene le continue salite mettano un po’ in difficoltà.
Dopo circa un’oretta il cielo si placa e riusciamo a toglierci gli ingombranti k-way. Scorgiamo alcuni tavoli in stile picnic sotto alcuni alberi. È il momento di una pausa “tortilla” avanzata dal giorno prima. Pochi minuti e siamo già nuovamente in cammino.
Copriamo praticamente l’intero tragitto senza soste. Alle porte della città però ci fermiamo. Il motivo ufficiale è quello di fare un brindisi prima della conclusione del nostro pellegrinaggio. In realtà probabilmente si tratta, più che altro, di assaporare il momento.
Man mano che ci avviciniamo alla cattedrale il flusso umano aumenta. Diverse persone ci salutano e ci danno il benvenuto indicandoci la direzione da seguire. L’emozione aumenta passo dopo passo. Varchiamo la celebre piazza di Santiago de Compostela dal lato est. Il cuore batte forte, le gambe tremano. Siamo tutti insieme, vicini, uno accanto all’altro. Ci portiamo di fronte alla facciata verso il centro, ma sul fondo, poco prima del colonnato. Lasciamo cadere gli zaini a terra. Gli occhi si riempiono di lacrime, mentre ci abbracciamo l’un l’altro esultando.
Nonostante le difficoltà e i tanti dolori fisici ci siamo riusciti. Dopo ben 301 km di cammino, siamo giunti al traguardo.
La facciata della cattedrale è davvero stupenda. Finalmente il restauro durato anni è terminato, concedendoci il privilegio di ammirarla in tutto il suo splendore. Restiamo a lungo a goderci il momento e a fare varie foto di gruppo per immortalare l’evento. Potrei osservare questa piazza per ore, non so se sia tanto per la sua bellezza o più che altro, per ciò che essa rappresenta.
Anche qui Myriam ha trovato un appartamento per tutti e 7 proprio dietro la Cattedrale. Prima però dobbiamo andare a ritirare la meritatissima “compostela“, l’attestato in lingua latina che viene rilasciato a tutti coloro che compiono almeno gli ultimi 100 km di pellegrinaggio.
Ormai si è fatta sera, ma prima di dare inizio ai festeggiamenti, andiamo a porgere omaggio alla tomba di Santiago, ovvero San Giacomo, conservato nella cripta all’interno della Cattedrale.
Compiuto il nostro dovere non ci resta altro da fare se non festeggiare!!!
Domani ci attende Finisterre









CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
Tappe terminate – 3 giorni a FINISTERRE e SANTIAGO DE COMPOSTELA

Oggi non si cammina, eppure ci alziamo presto. Motivo? La messa del pellegrino delle 07:30. Sebbene nessuno di noi sia particolarmente credente, si tratta di una messa inconsueta, durante la quale coloro che sono giunti a Santiago in pellegrinaggio vengono ringraziati e benedetti per il loro ritorno a casa.
Poco più di mezz’ora e siamo pronti per spostarci a Finisterre! Ovvero il luogo che un tempo rappresentava la fine del mondo conosciuto. Questa volta però prenderemo tutti l’autobus… o almeno quasi tutti. Paolo infatti, che in passato ha già compiuto parte del tragitto a piedi, vuole assolutamente scendere a Cee e camminare per gli ultimi 14 km. Dice che il panorama è meraviglioso e ne vale la pena. Purtroppo però piove e con tutti i dolori che ancora mi affliggono, per me sarebbe impossibile. Giungere a Santiago in queste condizioni è già stato un miracolo. Kasia decide di scendere con lui, mentre io, Myriam, Rachele, Jonatan e Igor restiamo a bordo e proseguiamo fino al capolinea.
Mentre attendiamo i nostri amici che stoicamente stanno camminando sotto la pioggia, ci rifugiamo all’interno di un ristorante hippy vegetariano, situato proprio di fronte alla fermata finale del bus. L’atmosfera è di quelle che piacciono a noi. Tutti gentili, tutti sorridono e sono cordiali. Due ragazzi suonano la chitarra e cantano. Una ragazza danza a piedi nudi. Tutto molto affascinante. Il cibo è squisito e i prezzi sono estremamente convenienti. Terminato il pranzo si placa anche la pioggia e un tenero sole fa breccia tra le nuvole.
Un ragazzo alle mie spalle con in mano un pennarello nero continua a disegnarsi cerchi sul petto e lungo la maglia bianca che indossa. Ok forse così è un po’ troppo…
Ancora una volta Myriam ha trovato un bellissimo appartamento, più economico dell’albergue, con cucina e due bagni.
Approfittando del bel tempo decidiamo di salire la montagna su cui è collocato il faro. Siamo a quasi 4 km di distanza, ma ormai per noi le distanze hanno un metro di valutazione del tutto differente.
Onestamente il faro di per sé è piuttosto bruttino, ma il paesaggio lascia senza fiato. Le violente onde oceaniche si infrangono vigorose contro le rocce che compongono l’alta scogliera. Il vento soffia fortissimo, quasi fosse un monito a non avvicinarsi troppo al dirupo.
Ci allontaniamo dai tanti turisti che affollano la base del faro. Scendiamo tra i grandi massi sospesi nel vuoto. Ognuno di noi si sceglie una roccia e si rifugia nei suoi pensieri avvolto da una scenografia indimenticabile.
Tornati in città, rapida spesa e poi dritti senza indugi alla spiaggia “Praia do Mar de Fóra” conosciuta anche come la “Spiaggia Hippy“. Diverse infatti sono le tende degli hippy piazzatisi lì sull’arenile.
La spiaggia è incantevole ed entra di prepotenza tra le più belle viste in vita mia. Non sembra nemmeno di essere in Europa, ricorda molto quelle selvagge dell’America Latina. Il fatto poi che vi siano pochissime persone, ovviamente ne incrementa il fascino.
Praia do Mar de Fóra però è celebre soprattutto per i suoi tramonti, dato che il sole si tuffa nell’acqua proprio di fronte alla spiaggia. Un paio di birre, qualcosa da sgranocchiare e il gioco è fatto, siamo pronti per goderci lo spettacolo.
Rientrati in appartamento, consapevoli che si tratta dell’ultima serata tutti insieme, si cucina, si mangia e soprattutto si brinda, tante volte… troppe volte… con birra, vino e tequila.
Rachele ha stampato per ognuno di noi la foto fatta ieri all’arrivo in Cattedrale. Dietro alla foto scrive: “Caminante no hay camino, se hace camino al andar“. Una frase che conosco bene e che ho sempre apprezzato. È stata davvero tanto carina. Un gesto semplice che riempie il cuore. E qui iniziano i primi sentori di cedimento emotivo da parte di tutti.
L’indomani, complici i festeggiamenti e il semplice fatto di non avere impegni, ci svegliamo tardi. Facciamo una passeggiata per il centro del paesino fino alla spiaggia “Praia da Langosteira“, carina, ma niente in confronto a quella di ieri.
Per il nostro ultimo pranzo insieme scegliamo ancora una volta il ristorante hippy, un po’ perché essendo in 4 vegetariani su 7 diventa molto più semplice accontentare tutti, e un po’ perché ormai abbiamo fatto amicizia con tutti e ci sentiamo come a casa.
I nostri pensieri però sembrano già essere rivolti a ciò che sta per accadere. Rachele, Kasia, Igor e Jonatan tra poco prenderanno l’autobus per Santiago. Rachele ha il volo di rientro in Italia stasera stessa. Kasia andrà a trovare la sorella a Madrid in treno, a bordo del quale, troverà anche José che ieri è riuscito a concludere il Cammino! Igor e Jonatan passeranno la notte a Santiago per poter prendere il mattino successivo un autobus per Bilbao. Paolo, Myriam ed io resteremo a Finisterre un giorno in più approfittando del bel tempo per goderci una giornata di mare e un altro incredibile tramonto sulla spiaggia. Domani poi torneremo a Santiago per visitare meglio la città, e poi tutti a casa con lo stesso volo.
È giunto il momento, le nostre strade si dividono. Li accompagnamo al bus e quando iniziano gli abbracci di rito, nessuno riesce più a trattenere le lacrime. Sembra assurdo essersi affezionati talmente tanto gli uni agli altri in così poco tempo. Senza dubbio siamo stati davvero fortunati a trovarci e ad entrare così in sintonia sin da subito. Siamo tutti così diversi, ma in fondo così uguali.
Terminati i saluti, con gli occhi gonfi e un nodo alla gola, un gesto spontaneo che non dimenticherò mai. Ci abbracciamo in cerchio tutti insieme, quasi testa contro testa. Un ultimo istante di coesione che vale più di mille parole.
Mentre osserviamo l’autobus che si allontana ci rendiamo conto di quanto ci mancheranno tutti. Abbiamo trascorso quasi due settimane sempre insieme 24 h su 24 h. Doversi lasciare adesso fa male veramente.
Una certezza però ce l’abbiamo. Il nostro non sarà di certo un addio. Trascorse appena 2 ore dal momento dei saluti, già stiamo organizzando sul nostro gruppo WhatsApp una rimpatriata a metà novembre a Treviso a casa nostra.

















CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE
Tappe terminate – Riflessioni e ciò che più ho amato

Sono partito senza alcun timore, ma con molte domande, molta curiosità riguardo a ciò che mi avrebbe lasciato questa esperienza. Me la immaginavo piuttosto dura, e lo è stata. Me la immaginavo carica di soddisfazioni ed è stato così. Me la immaginavo bellissima, ed è stata stupenda.
I cammini che conducono a Santiago sono davvero tanti. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con i suoi pro e i suoi contro. Credo che abbia poco senso affermare che uno sia migliore o peggiore dell’altro, per il semplice motivo che ogni singolo cammino rappresenta un’esperienza a sé, un’esperienza che viene vissuta in modi diversi secondo le molteplici variabili che si incontrano lungo il percorso.
Sicuramente per noi, aver scelto la Senda Litoral Portoghese è stata una decisione azzeccatissima. Ci ha permesso infatti di camminare accanto all’oceano per giorni e giorni attraversando paesaggi straordinariamente malinconici e meravigliosi. Allo stesso tempo però ci ha fatto assaggiare alcuni tratti del Camino de la Costa, che molti erroneamente credono essere simili o addirittura uguali. Infine, giunti a Redondela, ricongiungendoci allo storico Camino Central, ci ha catapultato tra montagne e città storiche. Insomma un piccolo assaggio di tutto. Il percorso poi, lungo circa 300 km è ideale per chi si approccia per la prima volta a un viaggio a piedi, trattandosi appunto di una distanza non breve, ma nemmeno impossibile.
Camminare ogni giorno 25-30 km non è però affatto semplice. Sapevo che prima o poi i problemi fisici sarebbero arrivati, ma speravo accadesse verso le ultime tappe e non dal 2° giorno. Mentirei se non dicessi che fisicamente per me è stato un calvario. Due tendiniti piuttosto gravi mi hanno davvero messo a dura prova. Tanti anni di volley agonistico sia da giocatore che da allenatore mi hanno insegnato a stringere i denti in qualsiasi situazione. Arrivare ultimi non è un problema, ma mollare è fuori discussione. Per questo non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarei giunto comunque al traguardo finale, consapevole appunto che piuttosto di rinunciare ci sarei arrivato in ginocchio se fosse stato necessario.
Mi sbagliavo alla grande però su una cosa. Credevo che la mia fosse una sfida con me stesso, una prova da portare a termine con le mie sole forze. Niente di più errato. Se sono riuscito a concludere il cammino nonostante tutto, il merito non è mio, ma di quelle splendide 7 persone che hanno camminato al mio fianco, sostenendomi passo dopo passo. Tra risate, discorsi frivoli e discussioni profonde, hanno tenuto impegnata la mia mente anche quando i pensieri erano offuscati dal dolore. Sono loro che mi hanno dato la forza di andare avanti rendendo questo viaggio indimenticabile.
Credo che il fulcro del Cammino si celi proprio nella condivisione umana. Certo i paesaggi sono affascinanti, ma al mondo di luoghi più belli ce ne sono migliaia. A rendere unica questa avventura sono gli incontri che si fanno lungo la strada. E la variabile più grande per me è proprio questa.
Ciò che ho amato di più del Cammino di Santiago quindi sono loro: Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè. Non sarebbe stato lo stesso senza di loro. Abbiamo condiviso tutto per quasi due settimane, un tempo che può sembrare estremamente limitato, ma che in realtà non lo è. Le settimane divengono mesi quando si vive intensamente ogni singolo giorno.
Nonostante non sia ancora guarito, sarei pronto a ripartire anche subito, ma non vorrei nessun altro se non loro accanto a me.
Questo post quindi è solo per dire un enorme e sincero GRAZIE DI CUORE a queste bellissime persone che hanno arricchito la mia vita.

















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Un pensiero riguardo “Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)

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