Nepal

Nepal (guida completa)

vette maestose, monasteri nascosti tra memorie di incenso, sorprendenti safari nella giungla e sorrisi che scaldano il cuore

 

Capitale: Kathmandu
Lingua ufficiale: Nepali
Valuta: 1 € = 141,68 rupie nepalesi
Costo della vita: €

 

Viaggiare attraverso il Nepal significa attraversare una terra dove il vento accarezza l’anima portando con sé preghiere, mantra e fumi di incenso. Significa immergersi in un’incessante lotta tra sacro e profano, tra caos e spiritualità, accolti da un popolo straordinario che lascia senza fiato per la sua gentilezza, genuinità e apertura verso il prossimo.

Gli amanti del trekking penseranno di esser giunti in Paradiso, l’offerta infatti è vastissima e l’organizzazione è sorprendente. Le esperienze più spettacolari sono rivolte certo ai più audaci, ma i meno esperti non vengono certo dimenticati. Tutti gli itinerari regalano, senza alcun dubbio, vedute tra le migliori che si possano ammirare al mondo. Ma il Nepal non è solo cime innevate, c’è di più, molto di più.
Antiche città medievali in cui immergersi, passeggiando tra affascinanti templi in un’atmosfera magica che vi farà provare l’emozione di un salto nel passato.
Cultura, tradizioni e pittoresche feste popolari, il modo migliore di comprendere e far parte di un popolo che vi accoglierà a braccia aperte.
Fitte giungle che, estendendosi oltre le pianure indiane, invadono il sud del paese offrendo l’emozione di ammirare da vicino numerose specie di animali selvaggi.
Insomma un paese dalle piccole dimensioni, incastonato tra due giganti come India e Cina, ma sorprendentemente con così tanto da offrire. Sport, cultura, storia, natura, e soprattutto anima.


 

 

INDICE ARTICOLO

CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE
QUANDO ANDARE
COSTO DELLA VITA, TRASPORTI E ALLOGGI
GASTRONOMIA
CULTURA ED EVENTI
RELIGIONE
SICUREZZA
CENNI STORICI
COMUNITÀ GAY
CONSIGLI
CONCLUSIONE
LINK UTILI

 

 

CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE

KATHMANDU
L’impatto con il caos della capitale nepalese non è mai semplice. Smog, clacson, veicoli di ogni genere, orde di persone ovunque, tutto metterà a dura prova la vostra pazienza. Non affrettatevi però a dare giudizi avventati. Kathmandu è un connubio di amore e odio, di fascino e disprezzo, un turbinio di emozioni contrastanti che vi farà girare la testa.


Il modo migliore di conoscere la città è rigorosamente a piedi, perdendosi tra il dedalo di stradine che compongono la città vecchia. Non vi sarà difficile trovare la celebre Durbar Square, non spaventatevi però se le vostre aspettative saranno deluse. Vi anticipo già che non si tratta della piazza medievale più bella che il Nepal ha da offrire. Personalmente ho apprezzato molto di più sia quella di Patan che quella di Bhaktapur. Purtroppo il sisma del 2015 ha causato notevoli danni e molti dei templi sono crollati. Alcuni sono stati ricostruiti, altri sono ancora in corso d’opera. I lavori vengono finanziati dal biglietto di ingresso che viene fatto pagare ai turisti e che è valido solo per il giorno di emissione del biglietto, a meno che non vi rivolgiate all’ufficio del sito presentando il passaporto e una fototessera. In questo modo in pochi minuti potrete prolungare l’accesso all’area per tutto il vostro soggiorno.



Tra i pochi palazzi rimasti miracolosamente in piedi vi è il Kumari Bahal, che merita di essere visitato per la bellezza del cortile interno caratterizzato da colonne e balconi in legno intarsiato. Questa è anche la residenza della kumari, una bambina considerata la reincarnazione della dea della città. Vive in uno stato di quasi segregazione fino all’arrivo della pubertà, quando, secondo la tradizione, con l’arrivo delle prime mestruazioni, tornerà a essere un comune essere umano. Si mostra raramente, di solito si affaccia al balcone al mattino per pochi istanti. È severamente proibito fotografarla, e bisogna inchinarsi al suo cospetto. A me tutta la situazione ha lasciato particolarmente perplesso, vista soprattutto la tenera età della bambina. Mi è difficile non guardare a tutto ciò con occhio critico, senza pensare ai diritti di chi subisce passivamente una situazione a dir poco particolare. È anche giusto cercare di non giudicare culture diverse mantenendo la mente il più aperta possibile. Confesso però che, a me, la vista della kumari ha suscitato un velo di tristezza.


Un’altra area da percorrere in lungo e in largo è il quartiere di Thamel. Da sempre considerata zona di backpakers e hippie, in realtà offre alcuni tra i migliori ristoranti e hotel a disposizione. Le sue viuzze sono costituite da un’infinita serie di negozi che vanno dall’artigianato ai classici souvenir, fino ad arrivare all’attrezzatura da trekking.

Due sono gli stupa che non potete assolutamente perdere per nessuna ragione al mondo. Lo Swayambhunath e il Boudhanath. Entrambi si trovano pochi chilometri fuori da centro, ma non vi sarà difficile raggiungerli con un taxi, un tuc-tuc o semplicemente in bicicletta.
Lo Swayambhunath si raggiunge dopo una lunga scalinata protetta dalle fronde degli alberi e invasa da innumerevoli scimmie che giocano e sonnecchiano attorno a voi. Non sono per niente pericolose, a meno che non le infastidiate. Se portate con voi del cibo cercate di tenerlo ben nascosto altrimenti verrete di certo presi di mira. Giunti in cima alla collina vi troverete immersi in un emozionante complesso religioso, tra ruote di preghiere, mantra, bandiere colorate accarezzate dal vento e sadhu, i celebri asceti che incontrerete spesso nei luoghi sacri. Se volete fotografarli sappiate che vi verrà chiesta in cambio un’offerta.



Osservate i fedeli e unitevi a loro nei rituali di preghiera. Muovetevi sempre in senso orario attorno allo stupa centrale, facendo girare le ruote di preghiera con la mano destra.

Dall’atmosfera meno spirituale, ma decisamente di impatto è il Boudhanath. Uno dei centri religiosi più grandi di tutta l’Asia e punto di riferimento per il buddhismo tibetano. La moltitudine di visitatori, i negozi attorno allo stupa, la musica e il caos cittadino rendono di certo l’esperienza meno affascinante di quanto ci si potesse aspettare, ma la struttura colpisce davvero per le sue dimensioni.



Per farvi capire bene, la sensazione che ho avuto è stata che i pellegrini si recano allo Swayambhunath per pregare, mentre allo Boudhanath per farsi una foto ricordo.


L’esperienza che forse più vi toccherà e vi farà riflettere sarà la visita a Pashupatinath, il più importante tempio hindu del paese. Il complesso religioso sorge sulle sponde del fiume sacro Bagmati a cui i fedeli affidano le ceneri dei propri cari che vengono cremati nei ghat appositamente predisposti sulla riva. Il rituale è lo stesso che avviene nella più celebre Varanasi sulle sponde del Gange. L’intensità emotiva del luogo è palpabile. Assisterete a momenti di dolore che probabilmente dovrebbero far parte della sfera privata dei singoli individui. Ammetto però che ho trovato la cerimonia funebre molto coinvolgente e affascinante. Vi sono atti e gesti ben precisi da compiere che lasciano senza fiato l’osservatore, in parte per la sacralità del momento, in parte perché si tratta di una cultura totalmente diversa e lontana dalla nostra. Il dolore però è una componente comune a tutti noi, al di là di razza, sesso o religione. Se volete fare una foto va bene, ma cercate di mantenervi a debita distanza, seduti magari al di là del fiume. Non fate come alcuni turisti irrispettosi che si fanno largo tra i parenti per immortalare il momento a pochi metri dal corpo. Ricordate che si tratta pur sempre di un funerale.



L’esperienza potrebbe turbare i più sensibili, ma anche indurvi a riflettere su molti aspetti della vita e della morte.



PATAN
Difficile non fare confronti tra le tre principali città medievali. Ognuno di voi stilerà la sua personale classifica. La Durbar Square di Patan è forse la più pittoresca per il suo impatto visivo. Il fascino dei suoi templi poi è indiscutibile. Ciò che la rende unica però è la possibilità di visitare non solo gli splendidi cortili interni, ma anche il palazzo principale fino ai piani superiori. Potrete osservare così da una posizione privilegiata, attraverso le feritoie di favolose strutture lignee, scene di vita quotidiana che si svolgono all’esterno con la sensazione di assistere quasi di nascosto a qualcosa a voi proibito. Ricordate che i cortili e il palazzo sono aperti dalle 10.00 alle 17.30 e sono chiusi per manutenzione il martedì.

Passeggiate lungo le vie limitrofe alla piazza e scoverete negozietti e ristoranti molto interessanti.




BHAKTAPUR
Probabilmente la meglio conservata e di certo quella dall’atmosfera più placida e rilassata. I suoi vicoli pullulano di artigiani tra stoffe, gioielli, oggetti in legno e vasellame esposto ad asciugare al sole. Personalmente è una delle città che ho amato di più durante il mio viaggio e dove consiglio assolutamente di trascorrere almeno una notte, in modo da poter vivere la città senza l’eccessiva presenza turistica. La mattina e la sera infatti Bhaktapur sarà quasi tutta per voi e potrete così passeggiare lungo scenari appartenenti al passato, tra strade acciottolate, tipiche costruzioni dai mattoni rossi e piazze disseminate di templi, altari, statue e fontane.



Non dimenticate di assaggiare lo juju dhau, uno yogurt davvero squisito di produzione locale.


A una decina di km da Bhaktapur, nel piccolo villaggio di Sanga, sorge la Kailashnath Mahadev, una spettacolare statua di Shiva alta 43,5 metri. Facilmente raggiungibile anche con l’autobus pubblico rappresenta una piacevole gita fuori porta per chi ha tempo.

Infine non posso esimermi dal consigliarvi un luogo dove mi sono sentito davvero a casa circondato da persone meravigliose che mi hanno fatto riflettere e comprendere meglio il Nepal, rendendo poi il mio viaggio indimenticabile grazie alla loro umanità. Sto parlando del Cafe Beyond & Guesthouse. Vi basterà varcarne la soglia per capire di essere in un luogo speciale, una piccola oasi di pace. La posizione è perfetta, il cibo è squisito, le camere pulite e ben curate, ma soprattutto i proprietari, lui nepalese e lei coreana, vi lasceranno senza parole per la loro gentilezza, disponibilità e per le tate attenzioni che saranno a voi rivolte. Ma non è finita qui. Il ricavato degli introiti di questa struttura viene destinato a progetti di sostegno per l’infanzia in particolare in ambito scolastico. Quindi sappiate che ciò che spenderete aiuterà bambini bisognosi. Se l’argomento vi interessa chiedere maggiori informazioni al proprietario che ve ne parlerà più che volentieri.
Ah quasi dimenticavo, assaggiate il Blended Mint Lemonade, una droga del quale sono diventato totalmente dipendente.


POKHARA (SARANGKOT)
Giungerà anche per voi il momento in cui non sopporterete più la frenesia e il traffico folle della capitale, e vorrete scappare lontano. Pokhara è senza ombra di dubbio la soluzione a tutti i vostri problemi. Qui potrete infatti riposarvi e ricaricarvi sorseggiando una birra su uno dei tanti chioschi che sorgono numerosi davanti al suo placido lago. Colorate e pittoresche imbarcazioni a remi, amache e sfondi montuosi altamente suggestivi, renderanno questa località una delle vostre preferite.



Se il relax non fa per voi, niente paura. Rafting e parapendio sono solo alcune delle attività estreme che offre questa zona.

Da qui inoltre partono numerose escursioni, da quelle in giornata a quelle che richiedono settimane di cammino. A dir poco imperdibile la vista dell’Annapurna e di un lungo tratto della catena himalayana al sorgere del sole dal piccolo villaggio di Sarangkot. Lo spettacolo lascia senza fiato e merita di certo lo sforzo dell’alzataccia.


– LUMBINI

Non un sito religioso, ma il sito religioso per tutti coloro che praticano il buddhismo o semplicemente ne sono affascinati. Si tratta del luogo dove nacque Siddhartha Gautama, meglio noto come il Buddha. La località di per sé non ha molto da offrire, ma chi si spinge fino a qui lo fa spesso più per motivazioni interiori che turistiche. Le diverse comunità buddiste di ogni parte del mondo hanno dato vita ad un vasto complesso di templi che vanno dai più tradizionali ai più kitsch. Il modo migliore per visitarli tutti è quello di noleggiare una bicicletta, dato che il parco comprende un’area di 3 km x 2 km.
Se vi affascinano i luoghi di pellegrinaggio, Lumbini non può che far parte del vostro itinerario. Se siete invece alla ricerca di qualcosa di diverso è meglio lasciar stare, ne rimarreste sicuramente delusi.


CHITWAN NATIONAL PARK
Non vi sarà difficile comprendere il motivo per cui questo parco nazionale sia considerato uno dei migliori di tutta l’Asia. Qui è infatti possibile avvistare senza grandi difficoltà rinoceronti, ippopotami, cervi, scimmie, svariate tipologie di uccelli, coccodrilli, bisonti (gaur) e, se si è particolarmente fortunati anche elefanti, ghepardi, orsi e soprattutto la magnifica tigre del Bengala, animale simbolo del parco, sebbene gli avvistamenti siano assai sporadici.

Per visitare il parco la soluzione migliore è fare base a Sauraha, villaggio da cui partono le escursioni e dove troverete alloggi di ogni genere e per tutte le tasche. Molto importante è tenere in considerazione che le escursioni più interessanti partono presto al mattino e durano tutta la giornata, motivo per cui è bene prevedere di alloggiare qui almeno due notti.
Esistono svariate tipologie di visite al parco, a piedi, in veicoli 4×4 o a dorso d’elefante. Al di là del fatto che inviterei chiunque ad evitare assolutamente le escursioni a dorso d’elefante che rappresentano veri e propri maltrattamenti nei confronti di questi straordinari animali, la soluzione che aumenterà notevolmente le vostre possibilità di avvistamento è una soltanto: il veicolo 4×4. Il motivo è molto semplice e piuttosto ovvio se ci pensate. La macchina infatti permette di coprire un raggio di territorio più vasto nel minor tempo. È vero che il motore può in quale modo spaventare gli animali, ma è anche vero che i mezzi non escono mai dal sentiero tracciato e gli animali questo lo sanno molto bene, motivo per cui sono ben consapevoli di non essere mai in pericolo. I prezzi sono molto più convenienti qui rispetto all’acquisto di pacchetti già organizzati nelle altre città, opzione che consiglio solo nel caso siate davvero a corto di tempo.
Sauraha è molto piccolo e si sviluppa attorno a una via centrale dove le agenzie turistiche sono molteplici. Personalmente avendo avuto tempo le ho visitate tutte facendomi così una chiara idea di prezzi e qualità dei servizi. La cosa migliore poi, come sempre, è quella di fermare per strada le persone che hanno già visitato il parco e chiedere loro opinioni sull’agenzia utilizzata. Dopo le numerose ricerche la miglior scelta si è rivelata essere “Nepal Dynamic Eco Tours” (www.nepaldynamicecotours.com). Si trova alla fine della strada sulla destra, poco prima dell’imbarcadero che attraversa il fiume per entrare nella riserva naturale.



Le escursioni classiche, quelle più economiche per intenderci, partono nel primo pomeriggio e durano circa 3-4 ore, l’aspetto negativo è che i veicoli 4×4 sono molto capienti, quindi vi ritroverete stipati insieme a molti altri viaggiatori. Non disperate, c’è una soluzione. In alternativa vi sono le escursioni private, partenza al mattino presto, tutto il giorno a disposizione, pranzo incluso, guida e veicolo tutto per voi. Il prezzo ovviamente sale, ma in questo caso vi basterà trovare qualcuno con cui dividere la spesa e la cifra diverrà uguale o di poco superiore, dipenderà ovviamente da quante persone porterete con voi. Il limite massimo di passeggeri per le escursioni private è di 10 partecipanti. Noi abbiamo optato per andare via solo in 4, godendoci davvero a pieno l’esperienza, e al pomeriggio, quando abbiamo iniziato ad incrociare i gruppi tradizionali ammassati sui sedili che sgomitano per fare una foto, ci siamo accorti di quanto la nostra idea fosse stata decisamente azzeccata. Un’esperienza indimenticabile, resa tale non solo dalla quantità e varietà di animali incontrati, ma anche dalla bellezza prorompente dei paesaggi che caratterizzano questa giungla incontaminata.

Da non dimenticare che all’interno del parco non è possibile a portare con sé in nessun caso sacchetti di plastica.


NAGARKOT
Questo villaggio che si erge lungo un crinale inizialmente non doveva far parte del mio itinerario, ma come spesso accade durante le mie avventure, parlando con gli abitanti del luogo e con gli altri viaggiatori si scoprono sempre destinazioni affascinanti e inaspettate. In questo caso devo ringraziare un commerciante nepalese che mi ha consigliato questo luogo come una meta a suo parere imperdibile. In effetti è proprio così, sebbene non vi siano particolari attività o luoghi di interesse, Nagarkot offre una delle più ampie vedute possibili sull’Himalaya, il tutto godibile direttamente dal balcone della propria camera d’albergo. Fondamentale quindi è scegliere bene dove alloggiare. Nel mio caso per andare sul sicuro ho scelto l’Hotel Mystic Mountain che si trova in una posizione straordinaria da un punto di vista paesaggistico. Probabilmente ci sarà anche qualche altro hotel valido, ma credo siano davvero pochi, in quanto per ammirare bene il panorama, è necessario che l’hotel si trovi in alto, senza niente che possa ostacolare la visuale e, sembra sciocco, ma in realtà non lo è, che si trovi dal lato giusto del promontorio.

C’è poi da considerare un aspetto molto importante. Se sarete fortunati potrete ammirare uno dei paesaggi più incredibili che il Nepal possa offrire, ma se la dea bendata non sarà dalla vostra parte, troverete davanti ai vostri occhi solo tante, tante nuvole e niente che vi possa intrattenere. Personalmente credo che valga la pena correre il rischio, ma la scelta è vostra e dovete essere preparati anche a questa evenienza. Una soluzione può essere quella di alloggiare in un buon resort che possa offrivi in caso di mal tempo almeno l’opportunità di rilassarvi un po’.


CAMPI BASE E TREKKING SULLE CATENE MONTUOSE
Qui potremmo aprire un capitolo infinito, tantissime sono infatti le escursioni e le opzioni possibili. Tuttavia ci sono tre elementi fondamentali che condizioneranno inevitabilmente le vostre scelte:


1- preparazione fisica
2- budget
3- giorni a disposizione

I trekking più spettacolari, quelli che davvero sono imperdibili per i veri appassionati, necessitano in media dai 10 ai 20 giorni. I più celebri ad esempio sono il Campo Base dell’Everest con almeno 15 gg, e il Circuito dell’Annapurna con almeno 12 gg.
L’aspetto economico non è da trascurare, avendo bisogno di un così gran numero di giorni è ovvio che le spese aumenteranno drasticamente, specie se intendete affidarvi a guide, cuochi e sherpa che vi aiutino a trasportare lo zaino e quant’altro vi sia necessario.
Essere allenati poi è fondamentale, sebbene i limiti siano fatti per essere superati e la forza di volontà è sempre più forte di quella fisica, stiamo pur sempre parlando delle vette più alte al mondo.



I più intraprendenti e preparati possono abbattere i costi facendo tutto in maniera indipendente, dato che le teahouse trek, disseminate lungo i percorsi principali, offrono vitto e alloggio a prezzi più che onesti. Ma si tratta pur sempre di un rischio che consiglio solo ai non principianti. Con queste catene montuose non si scherza. Nel corso degli anni sono stati moltissimi coloro che hanno perso la vita per aver preso con troppa leggerezza la questione.


Le regioni Dolpo e Mustang sono forse quanto di più autentico e spettacolare abbia da offrire il Nepal. Zone fuori dal tempo dove è ancora visibile l’autentica cultura tibetana. Il Dolpo è una delle zone più remote del paese, difficile da raggiungere, ma con paesaggi e monasteri buddhisti che vi stregheranno con la loro bellezza. Nel Mustang invece i trekking sono più semplici ed è molto più facile trovare altri escursionisti.



QUANDO ANDARE

Sebbene si tratti di un territorio relativamente piccolo, il Nepal presenta diverse fasce climatiche influenzate naturalmente dall’altitudine, motivo per cui la scelta dipenderà soprattutto dal tipo di viaggio che vorrete intraprendere. Per quanto riguarda infatti le città, il clima è mite e permette di stare in maniche corte durante il giorno praticamente tutto l’anno, mentre le condizioni cambiano drasticamente se si intende svolgere trekking ad alta quota.

Stagione dei monsoni = va da metà giugno a inizio ottobre. Le piogge sono diffuse un po’ ovunque, in particolare nelle regioni del sud, periodo non adatto quindi allo svolgimento di safari. Sconsigliatissimo anche per il trekking, in quanto le nuvole coprono la visuale sulle montagne. Per quanto riguarda le città medievali (Kathmandu, Patan e Bhaktapur) le piogge si svolgono solitamente durante la notte, ma il rischio di incorrere in violenti acquazzoni non è da escludere.

Stagione secca = va da metà ottobre a inizio giugno. Senza dubbio la stagione preferita dei trekker in quanto i cieli sono solitamente limpidi per poter ammirare le imponenti cime.
Nei mesi più freddi (dicembre, gennaio e febbraio) la neve può causare qualche problema di viabilità ad alta quota. D’altro canto, se il freddo non vi spaventa, e desiderate poter godere di un trekking quasi in solitaria senza orde di escursionisti a rovinare l’atmosfera, questo è il momento che fa per voi.
Da tenere in considerazione sono i mesi che vanno da marzo a maggio, quando la fioritura dei rododendri colora le vallate.

Quindi, quando andare? Probabilmente i periodi migliori per quanto riguarda il clima sono quelli del nostro autunno e della nostra primavera:
– ottobre e novembre sono considerati però “alta stagione”, prezzi piuttosto alti e tanti, troppi escursionisti
marzo e aprile, sono i mesi che mi sentirei di consigliare, i prezzi sono bassi, il clima è mite e la presenza turistica è ancora tollerabile




COSTO DELLA VITA, ALLOGGI E TRASPORTI

Escludendo le escursioni di trekking di diversi giorni che spesso hanno prezzi calibrati sugli stranieri e che soprattutto in alta stagione appaiono molto elevati, l’economia nepalese vi apparirà da subito estremamente conveniente, soprattutto in rapporto alla qualità offerta.

Mangiare bene in un ristorante vi costerà in media 4-5 euro. Se poi siete di poche pretese e vi accontentate di mangiare per strada ve la caverete con appena 1 euro o poco più. Il rischio visti i prezzi sarà farsi prendere dalla foga di voler assaggiare tutto ordinando più del dovuto, ma tranquilli, l’occasione di smaltire qualche chiletto in più in Nepal non vi mancherà di certo.

Gli hotel di media-alta categoria sono spesso la soluzione migliore proprio perché risultano essere davvero alla portata di tutti. Gli standard igienici sono piuttosto alti, cosa non sempre così scontata nei paesi asiatici. Ci sono comunque alloggi di qualsiasi prezzo e livello. I backpakers troveranno un’infinità di opportunità a costi quasi ridicoli. Lungo i sentieri di trekking troverete delle case da tè, alloggi spartani dove poter dormire e mangiare.

Visti i prezzi e date le ottime possibilità sia in campo culinario che alberghiero, il mio consiglio è quello di cogliere l’occasione per togliersi qualche sfizio, concedendosi qualche lusso inaspettato.

Gli autobus rappresentano la miglior soluzione per spostarsi da una città all’altra. I costi sono estremamente economici, ma il confort purtroppo non è dei migliori. Per i viaggi più lunghi la soluzione può essere quella di utilizzare gli autobus turistici della Greenline, un po’ più cari, ma più comodi e meno affollati. Non aspettatevi però una differenza abissale.
Se invece optate per un volo interno, mi raccomando, lasciate perdere assolutamente la compagnia nazionale di bandiera Nepal Airlines. Totalmente inaffidabile ed estremamente pericolosa. Vi basta fare una rapida ricerca su internet per trovare informazioni allarmanti sotto ogni punto di vista. Le compagnie aeree private sono un po’ più care, ma ne vale senza alcun dubbio la pena. Tra le tante vi segnalo le migliori che sono Buddha Air e Yeti Airlines.



GASTRONOMIA

L’offerta culinaria nepalese è straordinariamente vasta e stimolante. Certo se non amate le spezie e i cibi piccanti non avrete vita facile, con esclusione di Kathmandu, dove i ristoranti internazionali sono numerosissimi.
Così come avviene con la cultura in generale, anche la cucina in Nepal è fortemente soggetta alle contaminazioni dei paesi limitrofi. In particolare la tradizione culinaria è soprattutto un misto tra influenze indiane e newari, che personalmente ho apprezzato moltissimo.
I vegetariani avranno una vastissima gamma di opzioni, ovviamente dovuto a motivi religiosi.


Momo
Sebbene questi gnocchi derivino dalla tradizione tibetana, sono diventati un vero e proprio simbolo del paese, osannati scherzosamente persino nelle t-shirt. Possono essere cotti al vapore o fritti, ripieni di patate e verdure o di carne. In entrambi i casi sempre molto speziati. Una vera e propria delizia di cui non potrete più fare a meno.




Daal Bhaat tarkari
Il piatto nepalese per eccellenza. Zuppa di lenticchie con riso al vapore, verdure al curry, verdure in foglie al vapore, frittella croccante di farina di lenticchie, una specie di yogurt e talvolta sottaceti o patate. Non credo vi sia un modo migliore per immergersi meglio di così nella cultura locale. Una vera riserva di energia per i trekker, da provare assolutamente.

Nei centri urbani vi forniranno sicuramente le posate, cosa non del tutto scontata nei villaggi più remoti. In caso contrario, formate delle palline di riso con le dita per poi intingerle e accompagnare gli altri alimenti. Ricordate poi che, come da tradizione, si utilizza sempre e solo rigorosamente la mano destra per non rendere impuro il cibo.




Chatamari
L’aspetto è quello di una pizza sebbene non abbia molto a che vedere. Tipico della tradizione newari, si tratta di una specie di piadina di riso aperta, farcita con formaggio, uova, patate, funghi e piselli.




Aloo tama
Stufato di patate con bambù e fagioli, il tutto rigorosamente al curry.


Vegetable pakauda
Speziate frittelle a base di farina di ceci con carote e cappuccio. Molto simili a quelle indiane.


Juju dhau
Il dessert più buono del paese, prelibatezza tipica della città di Bhaktapur. Definirlo semplicemente uno yogurt non gli farebbe giustizia. Assolutamente da non perdere, e ahimè, chi pensa di ordinarlo semplicemente al ristorante non può essere più in errore di così. Il vero juju dhau, quello davvero squisito, si compra nei chioschi o nei piccoli locali lungo le strade meno battute di Bhaktapur.



CULTURA ED EVENTI

Società e famiglia

Non è facile stabilire chiaramente le linee di demarcazione che caratterizzano il popolo nepalese. Siamo di fronte infatti ad una varietà incredibile di etnie, caste, lingue diverse, influenze dei paesi limitrofi, insomma un vero e proprio groviglio di usanze e credenze che convivono tra loro in totale armonia.



Anche qui come in India, la vita è rigidamente condizionata dalla divisione in caste. Una realtà che vincola e limita la libertà individuale in ogni sfera sociale, dalle opportunità lavorative, ai matrimoni combinati come da tradizione. Il senso del dovere nei confronti della famiglia, del gruppo etnico e della propria casta è quindi profondamente radicato nel singolo individuo, ancorandolo così drasticamente alla sua condizione sociale di nascita. 



Istruzione
Il tasso di alfabetizzazione non raggiunge nemmeno il 64%. Dato ancor più allarmante se si guarda nello specifico distinguendo uomini e donne. Sono quest’ultime infatti a soffrire maggiormente la carenza di istruzione. Per quale motivo vi chiederete? La risposta è a dir poco sconvolgente. La maggior parte degli uomini nepalesi, e aggiungerei anche indiani, non sa cosa siano le mestruazioni. Si tratta infatti per loro di un vero e proprio tabù. Le donne durante il ciclo vengono considerate esseri impuri che vanno allontanati per non contaminare gli altri. Questa credenza a dir poco assurda obbliga le ragazzine ad assentarsi da scuola ogni mese durante il ciclo mestruale, anche perché, con esclusione dei centri urbani più grandi, gli assorbenti sono rari, costosi e spesso sconosciuti. A lungo andare, le difficoltà e il senso di inadeguatezza instillato nelle piccole studentesse, fa sì che rinuncino autonomamente alla vita scolastica. Nei villaggi remoti le donne vengono addirittura esiliate in capanne per tutta la durata del ciclo mestruale senza la possibilità nemmeno di lavarsi. Fortunatamente questa sconvolgente situazione, che poco ha a che fare con le tradizioni “culturali”, sta cambiando, soprattutto grazie a molte associazioni internazionali. Il percorso però appare ancora lungo e difficile. Per coloro che volessero approfondire meglio l’argomento c’è un interessante documentario, “Il ciclo del progresso”, che affronta il medesimo problema in India.



A tutto ciò va aggiunta un’altra questione prettamente logistico. Molte sono infatti le zone isolate dove semplicemente non vi sono scuole. Questo fa sì che alcuni bambini debbano compiere lunghissimi tragitti a piedi ogni giorno. Altri invece, aiutati spesso da ONG, vengono accolti in strutture dove trascorrono tutta la settimana se non addirittura mesi, per poi tornare a casa nel weekend o nei periodi in cui gli impervi sentieri di montagna ne garantiscano il passaggio.



Inquinamento
Facciamo subito una premessa. Purtroppo che si tratti di smog, riscaldamento globale, plastica o rifiuti di qualsiasi altro genere, l’inquinamento oggigiorno è un problema comune a tutti i paesi del mondo. Nel corso degli anni ho potuto vivere da vicino e vedere con i miei occhi come abbiamo ridotto questo pianeta. I luoghi più fragili e più impensati sono spesso quelli che soffrono maggiormente dell’incuranza e dell’ignoranza del genere umano. Nonostante quindi non sia per me una tematica nuova, il Nepal mi ha messo davvero a dura prova sotto questo punto di vista. Mai avevo visto veri e propri fiumi di plastica, dove si fatica a vedere persino l’acqua, tanta è la mole di rifiuti presente sulla superficie. Va detto che questo spettacolo, che davvero fa male all’anima, è presente solo all’interno dei centri urbani. Non pensate però che nel resto del paese le cose vadano molto meglio. I villaggi più remoti hanno l’abitudine di bruciare la spazzatura o di gettarla da un dirupo in modo da nascondere il problema. Persino i trekking più celebri sono divenuti un problema, in quanto gli escursionisti, nel tentativo di alleggerire la propria marcia, abbandonano tende, bombole d’ossigeno e quant’altro, violentando luoghi meravigliosi e incontaminati.
Anche in questo caso il cambiamento deve passare prima attraverso un processo culturale di istruzione e di consapevolezza. Ognuno di noi però può fare la sua parte. Di fronte a certe scene devo ammettere che è difficile però non pensare di aver raggiunto ormai un punto di non ritorno.


Birra
Gli amanti della birra non resteranno di certo delusi. L’ottima qualità delle produzioni locali trova radici storicamente nelle influenze inglesi. Non vi resta che assaggiarle tutte per trovare la vostra preferita. Tra le più celebri e comuni vi sono Gorkha, Everest, Sherpa e Kathmandu Beer.


Festività
Il calendario nepalese è un incessante susseguirsi di ricorrenze e celebrazioni popolari, la maggior parte di esse legate alle tradizioni religiose buddhiste e induiste. La probabilità quindi che vi imbattiate in qualche evento è altissima. Non temete, sarete i benvenuti e vi sentirete partecipanti attivi come tutti i locali.



Sherpa
Chi non ha mai sentito parlare degli sherpa? Un gruppo etnico di origine tibetana che deve la fama alla sua straordinaria resistenza fisica soprattutto in alta quota. Sono loro infatti a rendere possibili i trekking più impegnativi, trasportando tutto il necessario, aprendo strade, occupandosi insomma di tutto il pesante lavoro che c’è dietro le quinte. Se vi capiterà di incontrarli resterete a dir poco sconvolti dal carico che portano sulle spalle che raggiunge fino agli 80 kg, per non parlare poi dell’assenza di vestiario adatto alle circostanze. Tutti gli sherpa che ho incrociato nel mio cammino avevano ai piedi semplici infradito.
Inutile dirvi che questa categoria di lavoratori viene fortemente sfruttata e opera in condizioni davvero precarie. Spesso i turisti cercano di tirare molto sul prezzo quando ne contrattano uno e accade così che piuttosto di perdere il lavoro gli sherpa accettino di trasportare carichi disumani invece di avvalersi di un secondo collega. Tenetelo bene a mente.



RELIGIONE

Ben l’81% della popolazione è di religione hindu.

Il 9% è buddista. Degna di nota è anche la presenza di una piccola comunità musulmana.





SICUREZZA

Il Nepal è un paese piuttosto sicuro, furti e rapine sono quasi inesistenti, sebbene come sempre, sia necessario seguire le regole dettate dal buon senso.

Ad ogni modo, il rischio più grande che possiate correre è quello di rimanere coinvolti in un incidente stradale se avrete l’ardire di lanciarvi nel prorompente traffico della capitale.
Prestate particolare attenzione alle uscite notturne. Quando non c’è più anima viva in giro purtroppo, in alcune località come Bhaktapur, le strade diventano terra dei purtroppo numerosissimi cani randagi, che unendosi in branchi, possono diventare addirittura aggressivi e rappresentare un vero e proprio pericolo. Questo problema non si presenta assolutamente durante il giorno o comunque quando circolano ancora molte persone.
Cercate infine di non lasciare oggetti di valore in hotel o all’interno dei vostri zaini incustoditi per evitare spiacevoli inconvenienti.



CENNI STORICI

Come sempre non vi tedierò con lunghi racconti di avvenimenti storici. Lascio a voi l’onere di dare un’occhiata veloce almeno a quelli che sono gli avvenimenti più recenti che possono farvi comprendere meglio questo popolo. La divisione in caste, la convivenza tra induismo e buddhismo, il recente passaggio dalla monarchia alla repubblica, e perché no anche le antiche leggende sulla nascita di questi territori. Tutte informazioni fondamentali che daranno un sapore più consapevole e interessante al vostro viaggio.
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COMUNITÀ GAY

Rispetto ai suoi vicini, il Nepal è particolarmente tollerante nei confronti delle minoranze sessuali. Certo la comunità non gode di una vita notturna particolarmente vivace, ma gli episodi di aggressioni o discriminazioni sono davvero pochi. Degno di nota è anche il fatto che il paese riconosce ufficialmente anche un terzo genere, i hijra, che non sono altro che i transessuali.



CONSIGLI

Come arrivare

In molti lamentano prezzi eccessivi sui biglietti aerei per Kathmandhu e optano per volare sulla più economica Nuova Delhi, approfittando poi dei tanti semplici valichi di confine via terra che collegano India e Nepal. Per quanto mi riguarda, la trovo una scelta poco pratica e poco logica. Se avete intenzione di girare per mesi visitando anche l’India, allora appoggio tale scelta. In caso contrario, il prezzo del visto, il trasporto, il tempo che si impiega per spostarsi da un paese all’altro, finirà per farvi spendere la stessa cifra se non di più del volo diretto alla capitale nepalese. I prezzi poi non sono così cari se non in alta stagione, nel resto dell’anno infatti si trovano facilmente buone offerte.


Come scegliere il proprio itinerario
In media una persona che lavora può prendere 2-3 settimane di ferie consecutive al massimo da dedicare alle sue vacanze. Come fare quindi a visitare tutte le città e cimentarsi anche nei trekking d’alta quota? La risposta è tanto dolorosa quanto semplice. È necessario decidere a cosa dare la priorità, e se volete conoscere completamente questo paese saranno necessari 2 viaggi. Personalmente quando mi sono trovato di fronte a questo dilemma ho deciso che il mio primo viaggio in Nepal l’avrei dedicato a conoscere più città e luoghi di interesse possibili, mentre il secondo lo avrei dedicato unicamente al trekking. Questa può essere una chiave di lettura, anteponendo naturalmente ciò che a voi interessa maggiormente.


Dove alloggiare? Katmandu, Patan o Bhaktapur?
Vista la vicinanza tra queste tre città molti si domanderanno dove sia meglio alloggiare, spostandosi poi in giornata per visitare le altre. Personalmente sono fortemente convinto che se avete tempo a disposizione valga assolutamente la pena di trascorrere almeno una notte in ciascuna delle tre. In caso contrario vi perdereste tutta una serie di sfumature del luogo visitandoli solo da turisti senza poterli apprezzare e comprendere fino in fondo.



Indipendentemente poi dal fatto che ci andiate solo a mangiare o anche a dormire, non dimenticatevi del Cafe Beyond & Guesthouse a Bhaktapur. Per maggiori informazioni leggete quanto scritto sopra nella sezione “CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE”.



Attrezzatura da trekking
Sebbene siano in molti a consigliare di comprare direttamente a Kathmandu ciò che serve per le vostre escursioni, devo ammettere di avere qualche dubbio sull’argomento. Certamente l’offerta è ampia e non farete difficoltà a trovare qualunque cosa di cui abbiate bisogno. Nei negozi internazionali però i prezzi sono praticamente identici ai nostri. Al contrario, nei negozietti sparsi per tutto Thamel troverete offerte molto vantaggiose, ma spesso l’impressione che ho avuto è che la merce fosse vecchia o addirittura usata. Lascio quindi a voi la decisione.


Dolpo e Mustang
Se non siete interessati ai safari e il vostro unico intento è quello di visitare le remote regioni del Dolpo e del Mustang, prendete in considerazione l’opzione di organizzare il vostro viaggio nel periodo con meno affluenza turistica, la stagione dei monsoni. Questo perché in queste zone l’influenza dei monsoni è lieve e non dovrebbe quindi creare nessun tipo di problema. Si tratta pur sempre di un azzardo che ha i suoi rischi, ma può essere una soluzione per chi non possa partire in altri periodi dell’anno. 


Compagnie aeree
Non utilizzate per nessuno motivo la Nepal Airlines. Compagnia totalmente inaffidabile. Voli cancellati, ritardi di giorni, problemi tecnici e igienici di ogni sorta, ma soprattutto molti, troppi incidenti. Pensate che l’Unione Europea ha vietato l’accesso alla compagnia proprio a causa delle precarie norme di sicurezza da loro adottate.


Durbar Square
La celebre piazza simbolo della capitale nepalese nei giorni festivi, in particolare la domenica, viene presa d’assalto dai suoi abitanti, che spesso trascorrono ore ed ore seduti sotto qualche tempio osservando i passanti, oppure si riuniscono con tutta la famiglia mangiando e bevendo in compagnia. Tutto ciò, se da un punto di vista culturale appare molto interessante, dall’altro, rovina un po’ l’atmosfera. Come sempre avviene per qualsiasi luogo, quando è sovraffollato appare meno affascinante di quanto sia in realtà. Se potete quindi, cercate di visitarlo durante la settimana.
Altra cosa importante. Accedere alla piazza senza pagare il biglietto di ingresso non è poi così difficile, specie in alcuni orari. Tenete presente che il denaro raccolto viene utilizzato per la ricostruzione dei templi crollati dopo il terribile sisma del 2015. Invito quindi tutti a dare il proprio piccolo contributo per aiutare questo paese a superare questo momento difficile. Lo stesso vale anche per gli accessi alle Durbar Square di Patan e Bhaktapur.


Cani randagi
Il problema purtroppo è tristemente diffuso in tutto il paese. Fortunatamente nei villaggi ho potuto constatare che spesso gli abitanti cercano di prendersene cura e li trattano con rispetto. Il discorso è ben diverso per quanto riguarda i centri urbani più grandi. Personalmente è una tematica a cui sono particolarmente sensibile e che ho fatto fatica ad accettare.

A Bhaktapur evitate di uscire in piena notte dato che quando le strade si svuotano possono formarsi addirittura branchi che spesso si rivelano aggressivi e quindi pericolosi.


Safari
Alcuni piccoli accorgimenti possono fare la differenza tra un’esperienza bellissima e una indimenticabile.
Portate con voi un buon binocolo, sebbene infatti la maggior parte degli animali sarà molto vicina, in certe zone, come le vedute sulle vallate, non sarà facile ammirare alcuni esemplari senza la giusta strumentazione. Coloro che dispongono già di un buon obbiettivo per la reflex ovviamente non necessitano di altro.
Ricordate di portare con voi anche un k-way. Indipendentemente dalla stagione, questa è una zona piuttosto umida e gli acquazzoni violenti sono alquanto frequenti.


Denaro
È possibile prelevare attraverso i bancomat pagando le solite commissioni internazionali praticamente dappertutto, a esclusione di poche zone rurali del paese. Se volete portare con voi dei contanti è possibile cambiare senza alcun problema sia euro che dollari.



CONCLUSIONE

Il Nepal è un paese decisamente molto affasciante, impantanato però da contraddizioni di fondo e da convinzioni che appaiono difficili da definire come “culturali”. Non sarà quindi una destinazione semplice da comprendere e da vivere fino in fondo. Probabilmente o lo amerete o lo odierete, a volte contemporaneamente, altre volte a momenti alterni in un incessante susseguirsi di emozioni contrastanti. Molto dipenderà da come affronterete il viaggio e da quali saranno le vostre aspettative. Se nel vostro immaginario il Nepal non è altro che il Tibet prima dell’invasione cinese, natura incontaminata, pace interiore e beatitudine, il rischio di rimane delusi c’è, specialmente se intendete visitare solo le città senza avventurarvi in uno dei tanti trekking indimenticabili che spesso però richiedono diversi giorni di cammino.

Se al contrario riuscirete a guardare con occhio puro, limitandovi a vivere il momento senza dare giudizi di sorta, e focalizzando la vostra attenzione sui singoli individui, allora sì, conoscerete una meta che vi porterà via una parte del cuore.





LINK UTILI

Video promozionale ente turismo nepalese.

https://www.youtube.com/watch?v=_x7E38ULU-Y


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