Argentina (guida completa)

terre selvagge sterminate, umanità dirompente e sensualità del tango

 

Capitale: Buenos Aires
Lingua ufficiale: spagnolo
Valuta: 1 € = 105,25 pesos argentini
Costo della vita: Nord €, Centro €€, Sud €€€

 

La vastità e la varietà dei paesaggi fanno dell’Argentina quello che forse è il paese simbolo per antonomasia del viaggio, un viaggio prima di tutto interiore. Impossibile infatti non confrontarsi con sé stessi e la propria anima di fronte alle meraviglie della natura che da un estremo all’altro danno vita a questa terra piena di fascino ed emozione.
L’Argentina racchiude dentro di sé tutte le esperienze possibili per qualsiasi genere di viaggiatore, dal vagabondo in cerca di avventura a colui che ama il lusso e non vuole rinunciare a nulla. Le violente scosse della capitale si dissolvono nella pace della Pampa, terra di gauchos (versione sudamericana del cowboy) a cavallo col viso sporco e bruciato dal sole che sembrano apparire all’improvviso come da un passato dimenticato. Il caldo soffocante del nord con le maestose Cascate di Iguazù immerse nella giungla si contrappone al freddo del sud, con i suoi imponenti ghiacciai, primo fra tutti, il solenne Perito Moreno. La maestosa Cordigliera delle Ande veglia sulle indimenticabili distese della Patagonia, e ancora la Regione dei Laghi, paludi, deserti di sale, spiagge, montagne che sembrano dipinte con tutti i colori della tavolozza di un pittore. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti.

 

 

INDICE GUIDA

CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE
QUANDO ANDARE
COSTO DELLA VITA, TRASPORTI E ALLOGGI
GASTRONOMIA
CULTURA ED EVENTI
RELIGIONE
SICUREZZA
CENNI STORICI
COMUNITÀ GAY
CONSIGLI
CONCLUSIONE
LINKS UTILI

 

 

CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE

BUENOS AIRES
Pur trattandosi di una gigantesca metropoli, resterete stupiti da quanto la capitale argentina possa essere a misura d’uomo. Come spesso accade, il miglior modo per conoscere pienamente la città è camminare tra i suoi tanti quartieri, tutti così diversi e contemporaneamente in totale armonia tra loro. Le distanze non sono per niente brevi, ma i punti di interesse si susseguono uno dopo l’altro, così tanto, da rendere inutile qualsiasi altro mezzo di trasporto. La soluzione migliore quindi è quella di suddividere la propria visita a zone, e di prepararsi a una lunga, ma indimenticabile passeggiata. Se non amate camminare ad ogni modo le alternative non mancano, taxi e autobus sono molto economici e data la struttura geometrica della città non vi sarà difficile orientarvi, il rischio però è quello di restare imbottigliati nel traffico, specie durante le ore di punta. L’ottima rete metropolitana al contrario vi permetterà di spostarvi rapidamente e senza grandi fatiche.

Il cuore della città è il Microcentro dove, nonostante la frenesia che lo pervade, il contesto urbano risulta sorprendentemente elettrizzante. Qui si concentrano principalmente negozi, ristoranti, cinema e locali, ma anche musei ed edifici storici dall’architettura europea. Le due vie pedonali di Florida e Lavalle (non tutta) sono ovviamente le più affollate e rappresentano le arterie principali del quartiere attraverso le quali la vita scorre incessante a tutte le ore del giorno e della notte.
Qui vi sono inoltre alcuni dei simboli di Buenos Aires, come l’Obelisco della Avenida 9 de Julio, la strada più larga al mondo con i suoi 125 m che vi sfido ad attraversare in una volta sola prima che il semaforo torni a essere rosso.

Buenos Aires


Il Teatro Colòn, considerato non a caso uno dei 5 teatri più belli al mondo, che finalmente, dopo tanti anni di restauro, è tornato al suo originario splendore ed è nuovamente aperto alle visite guidate che raccomando assolutamente, soprattutto se non avete l’occasione di vedere uno spettacolo, in modo da poterlo ammirare anche internamente. La prima volta che visitai il Colòn fu nel lontano 2005, a quell’epoca la visita comprendeva anche i sotterranei, un’infinità di cunicoli tortuosi che si estendono sotto al teatro, dove lavorano e studiano centinaia di persone. Ne restai a dir poco affascinato. Laboratori artigianali dove vengono prodotti gli abiti di scena, studi scenografici dalle dimensioni impressionanti proprio al di sotto del palco, sale di danza e recitazione, insomma un mondo sotterraneo dal quale non avrei più voluto uscire. Si respirava arte lì sotto, passione, una passione coinvolgente e ammaliante. Purtroppo nei miei 6 viaggi successivi sino a oggi, i sotterranei del teatro sono stati esclusi dalla visita guidata e non vi è alcun modo di entrarvi a meno che non lavoriate lì dentro. Sperando quindi che la situazione cambi presto, il Colòn resterà comunque uno dei ricordi indelebili della vostra permanenza nella capitale.

La Plaza de Mayo, punto di riferimento per ogni tipo di manifestazione, evento o protesta. Qui da quasi 40 anni sfilano ogni giovedì dalle 15.30 alle 16.00 le celebri madri della Plaza de Mayo, girando in tondo in un’atmosfera di commozione, sofferenza e rabbia che il trascorrere degli anni non accenna ad affievolire. Se siete a conoscenza di cosa sia accaduto e come me ne siete indignati allora unitevi a loro, non per fare una foto ricordo, ma per dare il vostro sostegno affinché queste donne, rimaste sole per troppo tempo, non lo siano mai più.
La Casa Rosada, cioè la casa del governo che molti di voi riconosceranno come il luogo da dove Evita si rivolgeva alla folla sottostante.
Infine la Galerias Pacifico, che non è altro che un elegante centro commerciale, ma che merita una capatina per dare un’occhiata ai suoi murales posizionati sul soffitto.

A est rispetto al Microcentro troviamo Puerto Madero. Quella che un tempo era una delle zone più malfamate e pericolose della città, oggi al contrario è stata completamente riconvertita nella parte più lussuosa. Qui infatti sorgono gli hotel più costosi, ristoranti e locali esclusivi, il tutto immerso in un’atmosfera magica specialmente verso sera grazie a percorsi pedonali ben curati e da uno sfondo portuale decisamente accattivante.

Buenos Aires - Argentina - 2014

 

Più a sud sorge La Boca, quartiere portuale celebre per le sue abitazioni in lamiera dai colori sgargianti e per il gusto un po’ kitsch dei suoi negozi e dei suoi addobbi. Nonostante sia molto turistico, il colpo d’occhio del Caminito (piccola via pedonale coloratissima molto celebre) è notevole e l’effetto sulle vostre foto sarà spettacolare.
Per gli appassionati di calcio è d’obbligo una visita alla Bombonera, stadio sede del Boca Juniors, costruito quasi in verticale, si tratta di un vero e proprio tempio. Assistere ad una partita equivale a immergersi totalmente nella realtà argentina, per capire fino in fondo quanto un semplice sport possa rappresentare un popolo.
Non bisogna però dimenticare che vi trovate in uno dei quartieri più poveri della città, motivo per il quale allontanarsi troppo dalle vie più battute sia di giorno che di notte può essere pericoloso.

Buenos Aires - La Boca - El Caminito 2014

 

Attiguo a Puerto Madero e La Boca, San Telmo è la culla del tango oltre che il centro del commercio di antiquari e rigattieri. La domenica la Plaza Dorrego, attrae una moltitudine di persone grazie al suo mercato d’antiquariato, ma soprattutto per le superlative esibizioni di tango realizzate in mezzo alla folla. Lo spettacolo è gratuito, e i ballerini sono gli stessi che la sera si esibiscono nei famosi e costosi locali storici o alla moda, quindi se avrete gradito, non dimenticate di lasciar loro qualche moneta. Non è raro incontrarli anche durante altri giorni, ma se volete avere la certezza di assistere a uno spettacolo di tango ricordatevi di venirci la domenica pomeriggio prima delle 17.00, ora in cui il mercato si conclude.
Se il tango di strada ancora non vi è bastato, San Telmo è celebre per i suoi ristoranti chic dove cenare o assaporare un buon vino a lume di candela assistendo a emozionanti balli, accompagnati dalle struggenti note della fisarmonica. Tutto molto affascinante e suggestivo, ma i prezzi solitamente sono piuttosto alti. In alternativa vi sono altri locali storici come La Confiteria Ideal nel Microcentro dove non solo è possibile assistere a esibizioni di tango a prezzi estremamente accessibili, ma anche cimentarsi nelle danze al piano superiore, dove troverete una milonga, cioè una pista da ballo frequentata per lo più da argentini. Osservare i meccanismi che nascono tra i ballerini è seducente. L’uomo non va a chiedere semplicemente a voce a una donna se vuole ballare, la osserva, le fa capire che è interessato a lei, se lei risponde con lo sguardo allora lui si alza, la prende per mano e la porta a ballare.
Per rilassarvi un po’ distaccandovi dalla moltitudine di turisti che circondano Plaza Dorrego, recatevi poco lontano al parco Lezama e mischiatevi agli argentini che giocano a scacchi giganti.

Buenos Aires - Argentina - 2014

Proprio come nel più classico dei cliché i quartieri a nord del centro sono quelli riservati alle classi sociali più elevate. Recoleta è infatti un centro residenziale chic e alla moda, ma non solo, qui si concentra anche la vita culturale della città. Tra le sue attrazioni più interessanti vi è il Museo Nacional de Bellas Artes, che presenta una collezione molto varia e numerosa, il celebre Cementerio de la Recoleta con le sue tombe ornate da statue e mausolei impressionanti, luogo di riposo anche della celebre Evita Peròn, e infine un enorme fiore meccanico che scorgerete lungo la strada che si apre e si chiude al calar della sera.

L’altro centro residenziale chic è Palermo, famoso più che altro per essere il polmone verde della città. Vi è infatti un gigantesco parco con laghi, giardini fioriti, centri botanici, percorsi pedonali e ciclabili, prati ben curati dove sonnecchiare all’ombra di un albero, insomma tutti gli elementi per una fuga dal caos della capitale. Meritano inoltre di essere menzionati l’interessante Planetario e il Jardìn Japonés, giardino giapponese, omaggio della comunità nipponica, una vera oasi di paradiso che vi farà credere di esser stati catapultati in un altro continente.

Buenos Aires - Argentina - 2014

 

Vi sono poi decine e decine di altri quartieri, a mio parere però quelli sino ad ora descritti rappresentano i più interessanti. Piccola nota merita forse anche il Barrio Once, pensate al mercato che fanno nella vostra cittadina dove vendono alimentari e abbigliamento d’ogni genere, ora immaginate un intero quartiere mercato! Donne aspettate a gioire, la qualità dei capi è scadente, ma gli aspetti positivi sono i prezzi bassissimi e la certezza di trovare qualsiasi cosa abbiate bisogno. Personalmente non vi consiglio di andare, ma può essere utile in alcuni casi. Ad esempio io ci sono finito perché durante un viaggio di diversi mesi a basso budget, da un giorno all’altro ho comprato un biglietto aereo per Ushuaia, ma l’abbigliamento che avevo dentro lo zaino era esclusivamente estivo, così il Barrio Once con poche decine di euro ha risolto ogni mio problema. Credetemi però, la qualità della merce è pessima.

La bellezza delle donne argentine, in particolare delle porteñas (appellativo con il quale si indicano gli abitanti di Buenos Aires) è celebre in tutta l’America Latina, e gli uomini resteranno estremamente colpiti non solo dal loro aspetto esteriore, ma anche dal loro carattere e dalla loro intraprendenza. Non lasciatevi quindi intimorire e ricordate che il fascino italiano fa sempre colpo.

Da sempre Buenos Aires è una meta che affascina viaggiatori da ogni angolo del pianeta e le altissime aspettative non vengono mai deluse. La sua dinamicità stimola la mente senza mai stancarla. La vita scorre piena di opportunità di ogni genere sia di giorno che di notte, rendendo praticamente impossibile annoiarsi nella capitale argentina.

Sino ad ora abbiamo parlato quasi esclusivamente degli aspetti positivi della capitale, ma non è tutto solo rose e fiori. Nei dintorni di Buenos Aires lontano dagli occhi dei turisti si estendono le villas miserias, così vengono chiamate qui le favelas, che sfortunatamente danno alloggio a una fetta estremamente considerevole della popolazione, costretta a vivere in condizioni di estrema povertà. Purtroppo questo è un fenomeno presente nella quasi totalità delle capitali latinoamericane al quale ancora oggi non è stata trovata una soluzione adeguata.
Anche se quasi sicuramente non avrete modo di vedere le villas miserias, ciò che invece rimarrà a lungo impresso nei vostri occhi sarà la vista dei cartoneros. Al calar del sole un esercito di invisibili scende lungo le strade, si tratta di uomini donne e bambini di ogni età, anche molto piccoli e spesso soli, che con l’intento di racimolare qualche soldo raccolgono carta, cartone e metalli immersi nell’immondizia. È uno “spettacolo” che strazia il cuore. Questa triste realtà nel corso degli anni ha avuto un’evoluzione altalenante a seconda delle crisi economiche che il paese ha attraversato. Così se durante i miei primi viaggi erano relativamente pochi e per lo più uomini, con il passare degli anni e con l’aggravarsi dell’economia argentina a riversarsi per le strade ora sono intere famiglie.
Durante i miei viaggi ho imparato tante cose, forse la più importante è l’essermi reso realmente conto di quanto io sia fortunato. Certo è una cosa che spesso diciamo e ci sentiamo dire, ma non è così facile da interiorizzare completamente fino in fondo, sino a che non ci si trova davanti a persone che indipendentemente da ciò che fanno o faranno, non potranno mai avere le possibilità che abbiamo noi. E per possibilità non intendo beni materiali, ma concessione di scegliere, di decidere quale direzione dare alla propria vita. C’è chi non ha alcuna scelta. Si io sono fortunato, non ho alcun merito, non sono migliore del ragazzo sporco a bordo strada, sono solo più fortunato. Fortunato nell’avere una famiglia che mi sta vicino, nell’avere persone a cui voglio bene e che me ne vogliono, acqua e cibo ogni giorno in quantità superiore a quella di cui avrei bisogno. E proprio a questo proposito vorrei fare una raccomandazione a tutti. Che vi troviate in Argentina o in qualsiasi altro paese del Mondo, non gettate o sprecate mai il cibo. Se ad esempio siete al ristorante e vi avanza qualcosa, chiedete di portar via gli avanzi e dateli alla prima persona che trovate a terra per strada. Certo qualcuno di voi starà pensando “che figura faccio con il cameriere”. Rifletteteci bene, è meglio per voi non fare una “brutta figura” con un cameriere argentino che non rivedrete mai più per il resto della vostra vita, o è meglio che per una sera una persona abbia un pasto invece di digiunare?
Abbiamo la possibilità di cambiare tutto drasticamente in qualsiasi istante della nostra vita, ci basta solo prendere coraggio e farlo. Non dimentichiamocene mai.

 

PUERTO IGUAZU’
Contrariamente a quanto si possa pensare, visto il considerevole numero di visitatori che le Cararatas del Iguazù richiamano ogni anno, Puerto Iguazù mantiene le caratteristiche e l’atmosfera del piccolo villaggio sperduto. Vi troverete alle porte della giungla, motivo per il quale dovrete essere pronti a condividere il vostro spazio vitale con i numerosi insetti che vorranno fare la vostra conoscenza, in particolare le cucarachas (simili ai nostri scarafaggi) che girano per le strade (spesso di terra battuta) e che potrebbero tentare di passare sotto la porta della vostra abitazione durante la notte. Niente panico, la situazione non è poi così drammatica, repellente tropicale, una zanzariera da appendere sopra il letto, ed eventualmente un asciugamano da mettere sotto la porta d’ingresso e tutti i vostri problemi saranno risolti. Per non parlare poi del fatto che non appena vedrete le cascate questo diventerà, nonostante tutto, uno dei vostri luoghi preferiti al mondo.

Puerto Iguazu - Argentina - 2014

Dal comodo terminal del villaggio partono i bus diretti al Parque Nacional del Iguazù, fondamentale a mio parere, prendere il primo della giornata, in modo da giungere al parco quando ancora le orde dei gruppi organizzati non sono presenti. Il punto più celebre e impressionante è ovviamente la maestosa Garganta del Diablo, luogo in cui vi consiglio di recarvi subito al vostro arrivo, per poi magari tornarci a fine giornata per poter costatare le notevoli differenze al variare della luce del sole. Descrivere a parole ciò che troverete di fronte a voi è praticamente impossibile. Bisogna essere lì per ascoltare il fragore delle cascate, sentire le gocce d’acqua sulla pelle, osservare gli stormi di uccelli che tentano di acchiappare al volo i pesci che cadono, provare un senso di vertigine sorreggendosi al parapetto sospeso nel vuoto, contemplare il vapore che si solleva e che giocando con i raggi del sole crea arcobaleni dappertutto. Una cosa è certa, sarà uno spettacolo che resterà per sempre impresso nella vostra memoria. Da qui poi partono due percorsi che si sviluppano all’interno della giungla lungo itinerari ben segnalati e non eccessivamente difficili tra centinaia di cascate minori la cui visione d’insieme non sarà meno affascinante di quella della Garganta del Diablo.

Puerto Iguazù - Argentina - 2014

Il circuito “superior” dura circa 1 h e vi porterà sopra ad ogni cascata, mentre quello “inferior”, più impegnativo, richiede 2 h di cammino. Vale assolutamente la pena percorrere entrambi i circuiti. A circa metà di quello inferior potrete attraversare gratuitamente il Rio Iguazù con un’imbarcazione che vi condurrà all’Isla Grande San Martin. Ricordatevi di portare con voi il costume, qui è possibile infatti fare il bagno in uno scenario unico. Vi troverete non più all’interno delle cascate, ma di fronte e qui sarà possibile rinfrescarvi immersi tra pesciolini che si divertono a mordicchiarvi delicatamente. Fondamentale non oltrepassare mai per nessuna ragione il limite di balneazione, le correnti possono essere molto forti e in passato vi sono stati diversi incidenti mortali.
Nell’isola a sua volta, si sviluppano altri due brevi sentieri. Quello che troverete alla vostra destra giunge a quello che, dopo la Garganta del Diablo, è probabilmente il miglior punto d’osservazione del parco. Quello invece alla vostra sinistra è perfettamente trascurabile.

Puerto Iguazù - Argentina - 2014

Se avete ancora energie invece di tornare all’ingresso con il trenino del parco, imboccate il “sendero verde”, sentiero che erroneamente pochissime persone percorrono. Vi ritroverete da soli, completamente avvolti dalla vegetazione e potrete così ascoltare gli affascinanti suoni della giungla.

Tra la grande varietà di flora e fauna del parco difficile sarà non innamorarsi dei coati, endemici mammiferi simili a procioni, ma col muso più allungato che proliferano incuranti della presenza umana. Questi simpatici animaletti sono sempre alla ricerca di cibo, e grazie alle loro manine hanno imparato anche ad aprire gli zaini dei turisti per impossessarsi di qualsiasi cosa commestibile possa esserci all’interno. Come vi diranno anche i ranger e come troverete scritto dappertutto, non date loro da mangiare, prima di tutto perché si tratta di una consuetudine che solo le persone ignoranti continuano a portare avanti, in quanto nutrire animali selvatici significa modificare gli equilibri della natura e far si che non siano più in grado di procurarsi il cibo da soli. Inoltre nonostante quell’aria da angioletti i coati possono diventare molto aggressivi se si tratta di mangiare, e i loro morsi oltre ad essere molto dolorosi provocano spesso infezioni a causa della quantità di batteri presenti nella loro bocca.

All’ingresso del parco vi è anche un interessante museo dove è possibile avere svariate informazioni, in particolare sulle diverse specie animali e sugli indios Guaranì che da sempre hanno abitato questi territori prendendosi cura della madre terra con intelligenza e rispetto. Gli stessi Guaranì che incontrerete appena fuori, e che oggi vendono il loro artigianato, con un’aria talmente sottomessa e afflitta che è inevitabile chiedersi se tutto ciò sia giusto nel nome del progresso.

Le Cascate di Iguazù si estendono non solo sul lato argentino, ma anche su quello brasiliano, ed è possibile visitarle anche da Foz do Iguazù. Il confine è veramente molto vicino e sempre dal piccolo terminal partono i bus per attraversare la frontiera. Sebbene il colpo d’occhio da entrambi i lati sia magnifico, vi sono alcune differenze sostanziali di cui dovrete tenere conto. Prima di tutto mentre in Argentina si è completamente immersi all’interno delle cascate, circondati da una lussureggiante vegetazione, in Brasile avrete le cascate di fronte a voi, come un fondale da ammirare, ma non toccare. Non fraintendetemi, è comunque meraviglioso, ma a mio parere, meno coinvolgente. Il lato brasiliano è tutto un insieme di passerelle molto ben curate, che però trasmettono la sensazione di essere all’interno di un parco divertimenti molto turistico, mentre il lato argentino alterna passerelle a sentieri immersi nella natura. Inoltre a rovinare decisamente l’atmosfera delle cascate brasiliane c’è uno scempio paesaggistico che solo l’ignoranza umana poteva realizzare, un orribile Hotel Sheraton che nonostante sia in territorio argentino rovina il paesaggio del lato brasiliano.
Riassumendo quindi, se avete abbastanza tempo a disposizione consiglio assolutamente di visitare anche il lato brasiliano delle cascate, ma conviene vedere prima quest’ultimo e poi quello argentino, altrimenti rischiate di rimanere delusi.
Per quanto riguarda le tempistiche tenete presente che per visitare il lato argentino sarà necessario un giorno intero, dal mattino alla sera, mentre per quello brasiliano basterà metà giornata.

 

SALTA
Senza dubbio la città più affascinante del nord del paese, non a caso conosciuta come “la linda”, cioè la bella. Salta colpisce per i suoi edifici coloniali straordinariamente conservati, la cura dei dettagli, la pulizia delle sue strade e un clima fresco in netto contrasto col caldo soffocante di città come Puerto Iguazù o Buenos Aires. La vita si sviluppa attorno all’ampia e verde piazza centrale, proseguendo poi attraverso la pedonale Florida fino al Mercado Central, un imperdibile mercato coperto, decisamente autentico, dove poter assaporare le specialità locali a prezzi ridottissimi insieme agli abitanti del posto. Tutt’altra storia invece riguarda il Mercado Artesanal, che personalmente ho trovato molto turistico ed eccessivamente caro.
Le pittoresche e variopinte chiese ricordano in parte quelle messicane e se proprio dobbiamo trovare un difetto a questa perla del nord è l’eccesiva presenza di turisti, soprattutto argentini, che specialmente in alta stagione invadono le sue strade.
Se non soffrite eccessivamente di vertigini, prendete la teleferica che dal parco San Martìn vi porterà in cima al Cerro San Bernardo dove potrete godere della vista di tutta la città. È possibile anche salire a piedi attraverso un tortuoso e impegnativo sentiero.

La strada che va da Salta a La Quiaca attraversa scenari splendidi, quindi scegliete bene il vostro posto accanto al finestrino e occhi puntati fuori.

 

CAFAYATE E CACHI
Nei dintorni di Salta vi sono due escursioni a dir poco imperdibili, due esperienze agli antipodi che vi lasceranno senza parole. Contrariamente al solito, in questo caso consiglio di appoggiarsi a un’agenzia e comprare un’escursione organizzata, per il semplicissimo fatto che il prezzo del bus pubblico ha un costo identico a quello dell’escursione e non permette di ottimizzare i tempi, cosa estremamente necessaria visto il tipo di percorso da affrontare e le distanze tra le tre città. Per di più l’aspetto fondamentale di queste due mete sono i paesaggi e i punti d’osservazione dove non sarebbe possibile sostare con un mezzo pubblico. Quindi o noleggiate una macchina oppure vi affidate ad un’escursione organizzata. Personalmente mi sono trovato molto bene in termini di professionalità e di rapporto qualità-prezzo con la “Nordic Travel”. Per di più mi sono venuti a prendere in hotel e mi hanno riportato a fine giornata, il tutto accompagnato dalle spiegazioni di un’eccentrica, ma ottima guida.

Cafayate - Argentina - 2014

A Cafayate si attraversa un territorio totalmente arido, con gigantesche rocce multicolori plasmate nei millenni dall’acqua e dal vento, per intenderci qualcosa di vagamente simile al Gran Canyon, per poi passeggiare all’interno di profonde gole.

Cafayate - Argentina - 2014

A Cachi al contrario si viene catapultati in mezzo a verdi montagne lussureggianti attorniati da una flora e una fauna a dir poco inconsueta come i giganteschi cactus che rendono il paesaggio unico. Qui si raggiungono i 3500 m, ma i disturbi dovuti all’altitudine non si percepiscono più di tanto.

Argentina Cachi 2014

 

TILCARA
Villaggio attorniato da montagne dai mille colori dove proliferano centinaia di giganteschi cactus che rendono il paesaggio incredibilmente suggestivo. Tilcara è uno di quei luoghi che per mille motivi, e contemporaneamente per nessuno apparente, vi farà rimandare di giorno in giorno la vostra partenza, stregandovi con la sua atmosfera al di fuori del tempo e trasmettendovi un’inebriante pace interiore.
Lungo le strade di terra battuta sorgono colorate bancarelle dove l’influenza con l’artigianato boliviano comincia a farsi notare. Inoltre con qualche moneta è possibile assaggiare diverse specialità locali che vi renderanno schiavi da street food.
A Tilcara si conduce una vita semplice e dai ritmi più lenti, cosa che aiuta molto a lasciarsi andare staccando la spina per un po’.
Nelle montagne circostanti le escursioni si sprecano. Una passeggiata imperdibile e non particolarmente impegnativa è quella che dal villaggio giunge alla “garganta del diablo” attraverso un percorso di 4 km immersi in un panorama mozzafiato tra cactus, burroni, fiumi, cascate e picchi innevati all’orizzonte.

Tilcara - Argentina - 2014

Se avrete la fortuna di giungere fino a qui non dimenticherete mai la moltitudine di stelle che, grazie alla scarsa illuminazione artificiale del villaggio, splendono abbaglianti nel cielo. Potrete ammirare ad occhio nudo in tutto il suo splendore persino la via lattea.
Tilcara è una meta d’obbligo per hippy e mochileros e, per quanto mi riguarda, è senza dubbio la mia meta preferita nel nord dell’Argentina.

 

SALINAS GRANDES
Sfortunatamente non ho ancora avuto occasione di andarci, ma sia i miei amici argentini che diversi viaggiatori conosciuti lungo la strada me ne hanno sempre parlato come di un luogo stupefacente seppur di ben minor impatto e fascino rispetto al più grande e celebre Salar de Uyuni in Bolivia. Ad ogni modo si tratta di un piccolo deserto di sale che offre un paesaggio indimenticabile specialmente durante la stagione delle piogge quando un sottile strato d’acqua copre il suolo creando uno specchio tra terra e cielo che vi lascerà senza parole e renderà le vostre foto incredibili.
Se non siete mai stati al Salar de Uyuni vale assolutamente la pena andarci, in caso contrario tenete presente che potreste rimanere alquanto delusi.

 

EL CAMPO DE PIEDRA POMEZ
Poco conosciuto persino tra gli stessi argentini, è un’area naturale protetta che sorge non lontano da Antofagasta de la Sierra dove la pietra pomice, attraverso un processo di erosione durato millenni, ha dato vita a questo paesaggio surreale fatto di bianche onde che sembrano pronte a infrangersi l’una sull’altra.
Fondamentale per accedervi è avere un mezzo 4×4 e possibilmente una guida in quanto è molto facile perdersi.

 

LA QUIACA
Non è altro che una città di frontiera priva di interesse dall’atmosfera più boliviana che argentina. Non vale la pena fermarsi qui a meno che non dobbiate passare il confine. In compenso tutto il tragitto che porta da qui fino a Salta è a dir poco straordinario.

 

USHUAIA
Passiamo direttamente dall’estremo nord all’estremo sud, Ushuaia è infatti la città più australe al mondo e sebbene per molti giungere sin qui ha come unico obbiettivo quello di poter mettere una bandierina sulla propria mappa e poter affermare di esserci stati, in realtà questa città portuale ha un suo particolare fascino e le attività non mancano affatto specialmente per i più intraprendenti.
Ushuaia sorge sulle rive del Canale di Beagle, mentre alle sue spalle a farle da sfondo si ergono vette andine innevate. Montagne, laghi e ghiacciai offrono diversi tipi di escursioni in territori fortunatamente ancora incontaminati in netto contrasto con il centro della città che pur essendo di piccole dimensioni appare molto turistico.

Ushuaia - Argentina - 2014

La salita al Glacial Martial è d’obbligo, non tanto per il ghiacciaio in sé, quanto per la vista che si apre su tutta la baia, il canale e la città stessa. Inoltre la salita in funivia rende il tutto più semplice e piacevole.
Le escursioni sul Canale di Beagle vanno per la maggiore e rappresentano il modo migliore per poter ammirare la fauna marina composta da leoni marini, cormorani e pinguini. Attenzione però per chi soffre di mal di mare. Qui il vento soffia forte e le acque sono spesso movimentate, non è infatti raro che vi presentiate al porto col vostro biglietto in mano e che vi vengano restituiti i soldi perché le imbarcazioni non riescono a salpare.
Non lontano dalla città, da non perdere, il Parque Nacional Tierra del Fuego che, nonostante i modesti sentieri sia per numero che per dimensioni, offre scorci sulla costa impressionanti.
A mio parere trascurabile invece il Tren del Fin del Mundo, un treno a vapore molto carino, ma eccessivamente turistico, frequentato quasi esclusivamente da persone di una certa età tanto che vi sembrerà di essere in gita con qualche casa di cura per anziani. Bada bene, gli anziani sono spesso i compagni di viaggio più interessanti che si possano avere, ma in questo caso di interessante c’è ben poco.

Ushuaia è anche il punto di partenza per gli avventurieri che vogliono spingersi sino al continente bianco dell’Antartide. Vi sono infatti diverse piccole navi che offrono crociere a prezzi che possiamo definire non impossibili, ma nemmeno a buon mercato. Se ve lo potete permettere, fatelo! Si vive una volta sola.

In estate inoltre potrete assistere a un fenomeno curioso che vi sballerà un po’ influenzando il vostro ciclo del sonno. Alle 23.00 di sera infatti ci sarà ancora luce, una luce del tutto inconsueta che va vista almeno una volta nella vita.
Non dimenticate però che ciò che rende indimenticabile la Terra del Fuoco non sono i suoi centri abitati, ma piuttosto i percorsi che affronterete per spostarvi tra essi. Uscire o entrare via terra da Ushuaia rappresenta la parte più interessante del vostro viaggio.
Posso assicurarvi che ve ne capiteranno di tutti i colori, ma il bello è proprio questo, l’inaspettato che dopo anni sarà ciò che ricorderete meglio e che inevitabilmente vi strapperà un sorriso.
La prima volta che visitai “el fin del mundo” il viaggio che dovetti affrontare per risalire attraverso queste terre selvagge fu una vera epopea. Ore di attesa per l’arrivo del nostro mezzo, un tamponamento nel parcheggio, bucato una gomma, rotto il motore, affrontato un violento temporale, attraversato 2 volte le dogane tra Argentina e Cile dove non volevano farci passare a causa di una denuncia pendente a carico di un passeggero, soccorso due ragazzi che erano bloccati in un villaggio da una settimana senza riuscire a trovare un modo per andarsene, …. tutto questo e non eravamo ancora giunti nemmeno allo stretto di Magellano. Una volta lì, il mare era così mosso che il traghetto non era in grado di approdare, tentò diverse volte, ma invano. L’unica cosa da fare era attendere. Tutti questi inconvenienti avevano fatto sì che un po’ alla volta conoscessimo tutti i membri del nostro minivan: 3 italiani, 2 argentine, 4 argentini, 4 polacchi, 1 svedese, 1 finlandese e 2 uruguayani. Ci rifugiammo nell’unica costruzione presente, un bar scarsamente fornito di generi alimentari che però offriva riparo dal gelido vento che soffiava da sud. Le ore passavano, il sole stava ormai tramontando, e noi facevamo gruppo, bevendo mate tutti insieme, giocando a carte, scherzando, parlando di noi, della vita, del mondo. Alle 01:00 del mattino arrivò la notizia che non saremmo riusciti ad attraversare lo stretto di Magellano prima delle 09:00. Il bar doveva chiudere, quindi stremati e affamati non ci restò altro da fare che tornare nel minivan e passare lì la notte. Fu la notte più fredda della mia vita, e contemporaneamente una delle più calde perché quelle persone avevano scaldato il mio cuore e mi avevano fatto sentire vicino al genere umano.

 

EL CHALTEN
Parola d’ordine: “Trekking!!!”. Non vi è infatti molto altro da fare in quello che un tempo non era altro che un minuscolo e sconosciuto villaggio ai piedi del meraviglioso Monte Fitz Roy. La prima volta che ci andai quasi non c’erano strutture ricettive, erano gli abitanti del posto ad ospitare i pochi visitatori. Nel giro di pochi anni le cose sono decisamente cambiate, e l’estrema bellezza dei paesaggi e dei sentieri di El Chaltén sono divenute ben note al mondo esterno, tanto da costruire hotel, ristoranti e persino un bel terminal dei bus. Fortunatamente, almeno per ora, non vi sono stati scempi edilizi, né il villaggio si è ingrandito eccessivamente, permettendo così di conservare quell’atmosfera autentica e selvaggia che si respira da queste parti.
El Chaltén è un’oasi di pace dove poter godere del silenzio e dell’armonia della natura, insomma un luogo quasi terapeutico dove ritrovare sé stessi. I favolosi percorsi di trekking possono essere impegnativi, ma la fatica è sempre ben ricompensata. Affrettatevi quindi prima che il turismo di massa invada anche questa rara perla del sud.
Vale la pena il viaggio sino a qui anche solo per poter ammirare l’alba, uno spettacolo che resterà a lungo inciso nella vostra memoria. Non appena appaiono i primi raggi di sole, le montagne, che fanno da cornice alla steppa desertica, si incendiano e tutto viene avvolto da un’aurea magica che vi farà sentire ai confini del tempo lontano da tutto e da tutti.
Tra questi territori cresce liberamente il calafate, un arbusto che produce delle bacche commestibili dal colore blu-porpora. Si dice che chi li mangia inevitabilmente tornerà in Patagonia, ed effettivamente almeno per me è stato così.

El Chalten - Argentina - 2006

Un’ultima cosa da sapere è che il Fitz Roy è un pochino timido, le sue cime infatti tendono a nascondersi spesso tra le nuvole. Se il cielo è terso quindi approfittatene e correte a prendere la macchina fotografica, difficilmente avrete una seconda occasione.

 

 

PUERTO MADRYN (PENINSULA DE VALDES)
Anche se le sue spiagge non sono nulla di eccezionale e la città sembra una semplice meta di villeggiatura,
il contrasto tra le dune di sabbia che la circondano e l’intenso blu del golfo crea piacevoli scorci. Il motivo per il quale ci si spinge sino a qui però, è senza dubbio, per esplorare la vicina Peninsula de Valdés. Lo si può fare o tramite un tour organizzato o, come consiglio fortemente, noleggiando una macchina per una giornata. La penisola è una riserva naturale patrimonio dell’Unesco, dove gli animali proliferano in totale libertà, motivo per il quale è importantissimo tenere gli occhi aperti durante la guida e moderare la velocità. Ad ogni modo non avrete la possibilità di correre molto dato che le strade sono tutte di sabbia e ghiaia e la presenza di numerose e inaspettate buche vi obbligheranno a un’andatura poco sostenuta.
Il giro dell’intero circuito comprende un percorso di circa 400 km, motivo per il quale se non volete rischiare di perdervi qualcosa è bene partire al mattino molto presto e dedicare così l’intera giornata ad ammirare paesaggi desertici in netta contrapposizione con l’oceano e animali d’ogni genere, tra cui lepri dalle lunghe orecchie, pinguini, balene, leoni marini, orche, elefanti marini, uccelli, volpi, guanachi, ñandù (simili a struzzi). Inutile dire che si tratta di un’esperienza incredibile.
Per quanto riguarda i pinguini il periodo migliore è tra ottobre e marzo, mentre le balene giungono numerose da giugno a dicembre per partorire e allevare qui i propri piccoli.

Puerto Madryn - Argentina - 2006

Le enormi colonie di leoni ed elefanti marini metteranno a dura prova i vostri sensi, in quanto l’odore sarà insopportabile anche a una certa distanza. Consiglio di portarvi qualche unguento o profumo che sia, da mettervi sotto il naso in modo da tollerare meglio la situazione.

Puerto Madryn - Argentina - 2006

Interessanti sono anche le passeggiate a cavallo sulla spiaggia, organizzate da alcuni ranch dei dintorni di Puerto Madryn. I prezzi sono convenientissimi e la possibilità di galoppare sulla costa in totale libertà non è poi cosa da tutti i giorni.

 

EL CALAFATE
Nonostante il continuo via vai di turisti, si tratta di una meta graziosa sviluppata attorno ad una via centrale dove sorgono locali, negozi e numerosi ristoranti. El Calafate è la base di partenza per la visita al Parque Nacional los Glaciares, e in particolare al celebre Perito Moreno. Maestoso, magnifico, imponente, non vi sono parole adeguate per definire questa forza della natura e se credete di saperne abbastanza perché avete visto qualche documentario sui ghiacciai, state pur certi che resterete esterrefatti di fronte a tanta bellezza. Non si tratta infatti solo di vedere dal vivo un ghiacciaio. Si tratta di sentirlo, come se fosse una creatura vivente. Ascoltare il crepitio prodotto dal suo lento, ma inesorabile avanzare. Udire il frastuono dei giganteschi blocchi che si staccano e precipitano lungo le pareti scoscese, provocando nell’impatto con l’acqua, una mitragliata di schegge di ghiaccio che schizzano via come proiettili impazziti e obbligano tutti a mantenersi a una certa distanza di sicurezza. Una serie di passerelle ben organizzate e ben distribuite, permettono di ammirare il Perito Moreno frontalmente da quello che è il punto più semplice, ma anche il più suggestivo. È possibile anche godere della sua vista dal basso grazie ad alcune imbarcazioni che però, per motivi di sicurezza, non si avvicinano alle sue pareti tanto quanto un affascinato visitatore vorrebbe.

El Calafate - Argentina - 2014

In alternativa potrete indossare le ciaspole e camminare sopra il ghiacciaio, ovviamente solo in determinati punti adeguati a tale attività, permettendovi così di toccare con mano il Perito Moreno. Quest’ultima escursione privata è piuttosto cara, ma sicuramente rappresenta qualcosa di unico nel suo genere.
Per giungere al Parco Nazionale non è assolutamente necessario comprare alcuna escursione organizzata, vi sono infatti autobus che per tutto il giorno raggiungono la meta in circa 1 h e 30 min.

El Calafate - Argentina - 2014

 

BARILOCHE
“Dove sono finito? In Svizzera?”. Questo è ciò che continuerete a chiedervi guardandovi attorno. Bariloche è infatti una destinazione chic amata dagli argentini delle classi sociali più agiate proprio per la sua somiglianza alle nostre Alpi e perché d’inverno offre le migliori piste da sci del paese. I visitatori però non mancano mai nemmeno nelle altre stagioni, in quanto le attività turistiche sono numerose e varie, dalle tranquille passeggiate sulle sponde del meraviglioso lago Nahuel Huapi su cui si estende la città, all’adrenalina del rafting per i più avventurosi. A fare inoltre da scenografia al quadro d’insieme vi sono montagne perennemente innevate, che anche durante l’estate non perdono mai le bianche cime a causa di un’impressionante escursione termica tra il giorno e la notte.
I più golosi saranno ben lieti di sapere che oltre al turismo, Bariloche ha sviluppato ed è divenuta celebre per la sua industria del cioccolato. Sia qui che nelle città limitrofe troverete infatti diversi laboratori artigianali e svariati negozi dove potrete assaggiare innumerevoli sapori e generi diversi di cioccolata.

Questa zona è conosciuta come la Regione dei Sette Laghi (pur essendo otto) e personalmente ritengo che l’aspetto più interessante di un viaggio sino a qui non sia tanto quello di visitare le città che, come detto precedentemente, potrebbero sembrare troppo simili alle nostre mete alpine, quanto quello di immergersi nella natura tra questi laghi dal fascino intramontabile.
La strada che da qui attraversa Villa la Angostura, San Martin de los Andes e Valle Encantado è a dir poco imperdibile.

 

VILLA LA ANGOSTURA (PENINSULA DE QUETRIHUE’)
Questa minuscola cittadina appare da subito più piacevole e particolare rispetto a Bariloche che di certo, a causa della sua fama, è più turistica e vivace. Qui si viene alla ricerca di quiete e i mochileros la preferiscono anche grazie ad alloggi più economici.
L’attrattiva principale però è la Peninsula de Quetrihué dove sorge il Parque Nacional Los Arrayanes, una spettacolare riserva ambientale sulle rive del Lago Nahuel Huapi caratterizzata dalla presenza di un bosco di arrayanes, originalissimi alberi color cannella, e soprattutto, da paesaggi indimenticabili che meritano di essere assaporati senza fretta. Per questo motivo sconsiglio vivamente l’escursione in giornata da Bariloche.

Villa La Angostura - Argentina - 2006

Il sentiero che da Villa porta sino a Los Arrayanes è un continuo sali-scendi di 12 km non eccessivamente impegnativo, ma nemmeno semplicissimo che, ad ogni modo, merita assolutamente di essere percorso. Un’ alternativa meno faticosa e comunque affascinante è il battello che parte sia da Bahia Mansa che da Bahia Brava e conduce al parco nazionale attraversando il bellissimo lago. Da entrambe le baie la vista è meravigliosa anche se molti apprezzano di più quella dalla Bahia Brava. Il mio consiglio è quello di fare l’andata in barca e il ritorno a piedi per non perdere nessuno scorcio di questo magico territorio.

 

SAN MARTIN DEL LOS ANDES
Piccolo villaggio tra le montagne frequentato soprattutto da giovani anche grazie ai prezzi piuttosto economici di alloggi e ristoranti. Non vi sono particolari attrattive nella zona, se non i soliti percorsi di trekking e la possibilità di fare rafting spendendo molto meno che altrove. Resterete però piacevolmente sorpresi dalla gentilezza e dalla cordialità dei suoi abitanti.
Insomma non siamo di fronte a una meta imperdibile, ma se siete di passaggio merita una sosta.

 

MENDOZA
Graziosa e affascinante città celebre oltre che per le sue piantagioni vinicole anche per la qualità della vita lontana dalla frenesia, ma allo stesso tempo stimolante.
I suoi ottimi vini sono ormai divenuti celebri in tutto il mondo e per gli amanti di Bacco rappresenta una tappa obbligatoria che non vi deluderà di certo.

 

CORDOBA
Una fervente vita culturale è ciò che probabilmente caratterizza maggiormente Corboba. Non a caso infatti, è una città universitaria dove si respira aria di gioventù e voglia di innovazione. Gli eventi d’ogni genere non mancano mai, basta scegliere tra musica, cinema, teatro o danza. La vita notturna è, insieme a quella di Buenos Aires, la più stimolante del paese e non deluderà di certo i più giovani. Meta spesso non considerata dagli europei, richiama al contrario molti argentini durante il periodo estivo.

 

CAPILLA DEL MONTE
Spesso nemmeno menzionato nelle guide turistiche, Capilla del Monte è un villaggio più unico che raro situato a meno di 100 km a nord di Cordoba. Premetto di essere una persona piuttosto razionale e poco incline al mondo del misticismo new age, motivo per il quale quando alcuni mochileros me ne parlarono per la prima volta come un luogo magico quasi sacro non avevo preso del tutto seriamente la cosa. Fortunatamente però la curiosità mi spinse a modificare il mio itinerario e Capilla del Monte si rivelò una vera sorpresa.

Capilla del Monte - Argentina - 2014

Questo villaggio dall’atmosfera hippie sembra essere la culla dell’esoterico, tra le sue placide vie infatti troverete una concentrazione incredibile di terapeuti d’ogni genere, trattamenti di medicina alternativa, dalla pulizia dell’aurea all’armonizzazione dei chakra, lettura dei tarocchi, della mano, dell’iride, librerie a tema ufologico o spirituale, centri di meditazione, di yoga e svariate altre attività di cui onestamente ignoro totalmente il significato. Nessun altro luogo inoltre vanta un numero così cospicuo di avvistamenti UFO. Si crede infatti che Capilla del Monte sia la porta di accesso ad un altro mondo e che al di sotto del Cerro Uritorco, montagna che le fa da scenografia, vi sia una città sotterranea chiamata Erk. Altri ritengono che l’Uritorco sia una porta verso un’altra dimensione, altri ancora che si tratti di un centro energetico. Insomma come avrete capito vi sono diverse e svariate teorie, alcune si basano su leggende, altre su basi pseudoscientifiche, altre ancora sembrano semplicemente i deliri di un pazzo.
Indipendentemente da ciò che ognuno di voi può pensare riguardo a questo particolare mondo, che ammetto essere molto lontano dal mio, un dato di fatto invece indiscutibile è che la cittadina è incantevole nella sua semplicità e che nei dintorni si possono fare escursioni tra paesaggi spettacolari. Inoltre si respira un’atmosfera di totale pace e armonia con il cosmo che potrebbe giustificare l’influenza e il fascino che Capilla ha sulle persone.

Troverete anche diversi ristoranti vegetariani eccellenti (cosa estremamente rara per un paese che fa della carne il suo alimento principale), eleganti hotel boutique dai quali sarà difficile andare via e gelaterie da far concorrenza alla miglior tradizione italiana. Solitamente non è mia consuetudine raccomandare dove dormire o dove mangiare, principalmente perché credo sia giusto che ognuno faccia le proprie scoperte in totale indipendenza e poi per evitare qualsiasi tipo di pubblicità in modo che le mie informazioni possano essere sempre obbiettive. Detto ciò, non posso esimermi dal nominare la gelateria “La Fresh’s” dove non credo di esagerare nell’affermare di aver mangiato forse il miglior gelato della mia vita. I prezzi sono ridicoli e tutto è realizzato con frutta fresca e ingredienti naturali. Imperdibile il cocco al dulche de leche.

Capilla del Monte - Argentina - 2019

Infine credo sia giusto raccontare che, nonostante il mio scetticismo in materia, anche io sono stato spettatore di qualcosa a cui tutt’oggi tento invano di dare una spiegazione razionale. Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno di questo evento, ma dato che il mio obbiettivo è quello di essere onesto fino in fondo in tutte le sfaccettature di questo blog, è giusto non tralasciare nulla indipendentemente dal fatto che tale cosa possa influenzare in un senso o nell’altro il giudizio delle persone.

Una sera mi trovavo sulla terrazza in cima al mio albergo rivolto verso il Cerro Uritorco sorseggiando un bicchiere di vino e chiacchierando in compagnia (so già cosa state pensando, no non ero ubriaco, ero al primo bicchiere 😀 ), quando ad un tratto, in un lasso di tempo che non sarà stato superiore ai 2 secondi, il cielo sopra la montagna si squarciò e una fiamma cilindrica di grandi dimensioni venne giù in traiettoria perfettamente perpendicolare alla terra. Non avevo mai visto niente di simile prima di allora. Inutile dire che lì per lì mi spaventai parecchio.
Dopo di che da brava persona razionale quale sono, cominciai a valutare che tipo di fenomeno ambientale potesse essere accaduto. Ipotizzai persino qualche tipo di operazione militare o spaziale, ma non riuscii a giungere a nessuna conclusione plausibile. Avevo già visto in passato, satelliti, stelle cadenti, e cose simili, ma questa era tutt’altra storia. Non si era trattato di una scia luminosa, ma di una specie di lanciafiamme gigante e soprattutto il moto non era stato ellittico o orizzontale, bensì perfettamente perpendicolare dal cielo alla terra. L’unica considerazione vagamente razionale alla quale giunsi è che ci potesse essere qualche fenomeno elettromagnetico dovuto al fatto che l’Uritorco è una formazione granitica ricchissima di quarzo, ma in totale sincerità la tesi mi sembrava un po’ fiacca.
La mattina seguente così mi recai perplesso e quasi imbarazzato dalla proprietaria dell’hotel con la speranza che potesse darmi qualche spiegazione plausibile su quanto accaduto. Prima ancora che iniziassi a raccontare l’evento, lei stessa mi descrisse alla perfezione ciò che avevo visto, e questo per me fu un vero sollievo, perché implicava che non ero impazzito e ciò che avevo visto era stato reale. Poi come se fosse una cosa normalissima mi disse che si trattava delle navi aliene che entravano nella città di Erk. Dopodiché avendo probabilmente visto il mio volto assumere un’espressione perplessa, tirò fuori il computer e mi mostrò tutta una serie di foto di UFO scattate sia di giorno che di notte proprio dalla terrazza. Personalmente non sono un esperto di Photoshop, ma devo ammettere che mi sembravano autentiche. Mi raccontò poi di gnomi, folletti, persone che levitano, che si incendiano di luce, che parlano con gli extraterrestri e tante altre cose a cui in tutta onestà pur sforzandomi faccio davvero fatica a credere. Spiegai alla signora che per me era davvero difficile credere a tutto questo e che non ero venuto a Capilla con l’intento di vedere navi aliene o fenomeni paranormali. Lei si mise a ridere e mi disse che accade sempre così, gli scettici se ne vanno sconvolti, mentre coloro che credono fortemente e giungono qui appositamente nel tentativo di avvistare qualcosa se ne tornano a casa delusi.

Infine mi raccontò la storia della sua vita e il motivo che l’avesse spinta a trasferirsi a Capilla del Monte. La storia è abbastanza inquietante e affascinante, ma naturalmente dato che fa parte della sfera privata di un’altra persona non sta a me divulgarla senza il suo consenso. Vi basti sapere che un brivido lungo la schiena l’ho provato anche io.
Per concludere, sono convinto che ritenere la Terra l’unico pianeta dotato di esseri viventi evoluti in un universo infinito sia pura superbia e scientificamente assurdo. Credo quindi nell’esistenza di altre forme di vita, ma è tutto il contorno che mi lascia perplesso. Non so cosa fosse ciò che vidi quella notte, l’unica certezza è che non era qualcosa di normale.
Qualche anno dopo sono tornato in cerca di spiegazioni. Sono salito al Cerro Uritorco, escursione che consiglio a tutti perché davvero piacevole, non troppo impegnativa e la vista dalla cima merita ogni sforzo.
Ho alloggiato poi proprio alla base del Cerro trascorrendo notti col naso all’insù, ma niente da fare, non ho visto assolutamente nulla. Non demordo però, tornerò ancora finché non avrò dato una spiegazione a quanto visto quella sera.

 

PARQUE PROVINCIAL DEL ISCHIGUALASTO
Collocata a nord della provincia di San Juan si tratta di una riserva dal valore scientifico inestimabile, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità grazie ai suoi giacimenti paleontologi. Gli appassionati di dinosauri qui troveranno pane per i loro denti, mentre tutti gli altri resteranno senza parole davanti a un paesaggio incredibile dall’aspetto lunare. Non a caso il parco è conosciuto anche con il nome “Valle de la Luna”. Solo una parte del territorio è visitabile e obbligatoriamente con un’escursione e una guida professionista.

 

 

QUANDO ANDARE

Le stagioni qui sono esattamente invertite rispetto alle nostre in Europa.


Dicembre, gennaio e febbraio = estate (alta stagione)
Giugno, luglio ed agosto = inverno (bassa stagione)
Settembre, ottobre e novembre = primavera
Marzo, aprile e maggio = autunno


Trattandosi di un paese così grande con diverse fasce climatiche, il periodo migliore per visitarlo varia a seconda di quali intenzioni avete. Se il vostro obbiettivo è vedere un po’ di tutto probabilmente i mesi migliori sono da ottobre a novembre e da marzo ad aprile per evitare il caldo soffocante del nord e della capitale in piena estate. Il discorso naturalmente cambia se volete andare a sciare sulle Ande (da giugno ad agosto), o se volete andare in spiaggia a prendere il sole (da novembre a marzo).


Per poter visitare la Patagonia senza patire il freddo e senza trovare la Panamericana bloccata dalla neve i mesi migliori vanno da novembre a febbraio.


Spesso se prese con largo anticipo, si possono trovare buone offerte sui voli prima di metà dicembre, il giorno di Capodanno, e dopo la metà di febbraio.

 

 

COSTO DELLA VITA, TRASPORTI E ALLOGGI

Nonostante siano trascorsi molti anni dalla crisi economica del 2001 che ha portato il paese sul ciglio del baratro, l’Argentina non si è mai ripresa totalmente. Negli anni seguenti vi sono stati altri periodi difficili che hanno reso l’economia estremamente fragile. Questo ha portato ovviamente per i turisti un notevole abbassamento dei prezzi a costo però dell’aumento della povertà che già rappresentava un problema considerevole.

Ad ogni modo l’Argentina è sicuramente una meta molto conveniente, in particolare per quel che riguarda il nord. La Patagonia invece merita un discorso a parte in quanto si tratta di una zona purtroppo divenuta molto turistica, e in quanto tale, ha subito un aumento dei prezzi importante. Non spaventatevi, i prezzi non sono per nulla folli, ma la differenza con il resto del paese è notevole, aspettatevi quindi qui di spendere anche il doppio sia per mangiare che per dormire.


I trasporti via terra sono, senza alcun dubbio, i migliori dell’America Latina, e collegano efficientemente tutte le città argentine. I prezzi sono ragionevoli anche se più alti rispetto agli altri paesi sudamericani, ma considerato l’alto livello del servizio, il rapporto qualità-prezzo è davvero ottimo. Per coloro che hanno viaggiato in bus nel sud-est asiatico, beh questa è tutta un’altra storia. Vi sono diversi tipi di autobus cosa che dovrete tenere molto bene a mente nel momento in cui acquisterete i vostri biglietti. Per poche ore il servizio standard è più che sufficiente, i posti sono comunque comodi e la pulizia è impeccabile in ogni mezzo. Se il tragitto che dovete percorrere invece è molto lungo, la cama (letto) o la semi-cama rappresentano la miglior soluzione. Sebbene non si tratti di veri e propri letti, vi permetteranno di distendere le gambe e di riposare su una poltroncina simile a quella del destista. Nel servizio cama (a volte anche in quello semi-cama) sono compresi i pasti che vi verrano serviti da una hostess e la proiezione di film come se foste in aereo. Naturalmente la cama che costa di più rispetto alla semi-cama offre ancora maggior spazio di comfort.
Un’ottima idea per coprire le lunghissime distanze è quella di viaggiare con gli autobus notturni, magari con un servizio cama, così da poter dormire abbastanza comodamente e svegliarvi a destinazione.
Ogni villaggio o metropoli che sia ha almeno un teminal da dove partono in continuazione bus per qualsiasi meta. I biglietti si possono comprare in loco anche all’ultimo momento presso uno dei tanti sportelli delle diverse compagnie che effettuano il servizio. Tutto molto semplice, intuitivo e veloce. Naturalmente se vi trovate a viaggiare in alta stagione e avete particolari tempistiche da rispettare, è sempre meglio arrivare con un po’ di anticipo o ancora meglio comprare il biglietto il giorno prima per evitare di non trovare posto nel mezzo da voi desiderato. L’acquisto può essere effettuato anche online per quanto riguarda le compagnie più importanti.


La rete ferroviaria è praticamente inesistente, basti pensare quali sarebbero i costi di manutenzione in Patagonia dove persino le strade hanno bisogno di continui interventi e soprattutto dove la neve e il ghiaccio bloccano completamente la Panamericana durante l’inverno.


I voli interni rappresentano un’ottima opzione per risparmiare tempo viste le notevoli dimensioni del paese. Le tariffe non sono alte, ma considerando che i paesaggi argentini sono mozzafiato rischiate di perdervi una delle parti migliori del viaggio.


Per quel che riguarda gli alloggi variano molto dalle zone in termini di qualità e prezzi. Solitamente gli standard di pulizia sono buoni dappertutto, tranne che a Buenos Aires, dove sarebbe meglio spendere qualcosa in più ed evitare così spiacevoli sorprese. Anche a Iguazù potreste imbattervi in insetti che vengono a fare la vostra conoscenza passando sotto la porta, ma questa non è una mancanza di igiene, quanto una condizione naturale che dovrete accettare dato che vi troverete praticamente nella giungla, territorio dove gli ospiti siamo noi, non gli animali.
Per i mochileros o backpackers l’Argentina è un vero Paradiso, spesso vi sono più ostelli che classici alberghi, e di certo la naturale propensione degli argentini ai rapporti interpersonali, che coinvolge tutti, fanno di questo modo di viaggiare il miglior metodo per vivere intensamente questo paese.

 

 

GASTRONOMIA

Non c’è argentino che si rispetti che non abbia almeno un nonno di origine italiana e questo dovuto agli imponenti flussi migratori, soprattutto italiani e spagnoli che verso la fine del XIX secolo hanno colonizzato questi territori. Ovviamente tali influenze culturali si notano prima di tutto in ambito culinario, dove la cucina italiana la fa da padrone, in particolare quella del meridione. In Argentina infatti, i nostri connazionali vengono etichettati affettuosamente con il termine “tano”, che però contrariamente a quanto molti pensano, non è il diminutivo di “italiano”, bensì di “napoletano”, dato il gran numero di meridionali che hanno cercato fortuna in questo paese in un passato non così lontano.
Quindi se fate parte di quella categoria di viaggiatori che anche all’estero non riesce a rinunciare alla cucina del proprio paese, qui non avrete grossi problemi. Pizza, pasta, gnocchi e ravioli sono presenti nella quasi totalità dei ristoranti.
Le porzioni sono sempre molto abbondanti e le mance sono praticamente d’obbligo in quanto vanno a compensare un salario estremamente modesto.

 

Asado
Definirlo semplicemente una grigliata mista di manzo e maiale sarebbe a dir poco oltraggioso. Gli argentini prendono molto sul serio quello che senza ombra di dubbio è il loro piatto nazionale. Per rendersene conto basta dare un’occhiata a qualsiasi rivista o sito immobiliare, che si tratti di un mini appartamento o di una villa da sogno, dopo il numero delle stanze e dei bagni troverete sempre la scritta “parrillero” che è appunto la griglia esterna, prerogativa essenziale per qualsiasi abitazione.
La varietà di tagli che compongono l’asado, dalle parti più classiche a quelle più insolite, ognuno con le sue modalità e tempi di cottura, ne fanno quasi una forma d’arte. Esiste infatti persino una figura professionale che viene ingaggiata durante le feste o i pranzi in famiglia che si reca a casa del cliente a cucinare per lui.
Asado de tira, colita de quadril, entraña, chorizos, morcillas, mollejas, achuras, chinchulines, hungaras, sono solo alcune delle specialità che compongono questo piatto. Consiglio sempre di assaggiare senza pregiudizi e poi dare una sentenza. Per farvi capire, las mollejas sono le ghiandole salivari della mucca, cosa che ai più (compreso il sottoscritto) farebbe a dir poco rabbrividire, eppure si tratta di una vera e propria leccornia se cucinate in modo corretto.
Per i più raffinati imperdibile è il bife de lomo, cioè il filetto di manzo.
Dove mangiarlo: Ovunque.

 

Milanesa
Si tratta della nostra bistecca alla milanese, diffusissima ovunque in Argentina, accompagnata quasi sempre da patatine fritte che rappresenta spesso il piatto più economico di ogni ristorante.

 

Empanadas
Una specie di mini calzone ripieno di carne, pollo, prosciutto e formaggio, mais, solo per citare le più diffuse. La varietà di gusti è limitata solo dalla fantasia del cuoco. Ovviamente ne esistono anche dolci, prime tra tutte quelle al dulce de leche. Possono essere cotte al forno o fritte, le prime ovviamente più salutari e leggere, le seconde più gustose, ma più impegnative. Molto economiche e molto diffuse sia presso i ristoranti che nelle bancarelle disseminate in giro per le città. Buonissime, assolutamente da provare.

Empanadas

 

Provoletas
Formaggio cotto alla parrilla, spesso usato come accompagnamento per l’asado.

 

Tortillas
Omelette giganti di origine spagnola, a base di patate, cipolla e salamino piccante.

 

Trucha e Centolla
Il pesce non è molto diffuso nella cucina argentina principalmente per questioni economiche, insomma perché è caro e rappresenta quindi un consumo di nicchia per i ceti sociali più elevati. Per gli amanti del genere è possibile però gustare la trucha (trota) tra le montagne di Bariloche e dintorni, e la centolla (granchio) nella Terra del Fuoco.

 

Humitas, Tamales e Locro
Anche se si tratta di piatti della tradizione boliviana sono largamente diffusi nel nord-ovest del paese, in particolare a Salta. Si trovano specialmente nei mercati e sono pasti molto sostanziosi e al contempo molto economici.
Le humitas sono composte da una pasta di farina di mais con formaggio, salsa alla cipolla e peperoncino, il tutto racchiuso all’interno di una foglia di mais dove viene anche cucinato. Possono essere dolci o salate, quest’ultime, a mio parere, decisamente più buone.
I tamales anche se simili alle humitas hanno un gusto molto più forte che ad alcuni potrebbe non piacere. Sempre all’interno di una foglia di mais questa volta vi è una specie di polenta di mais, carne, cipolla e diverse spezie.
Il locro infine è una zuppa di fagioli con mais bianco e carne di maiale.

 

Dulce de leche
Così come avviene per Gardel, l’origine del dulce de leche è contesa con i vicini uruguayani. E’ una specie di crema mou a base di latte, zucchero e vaniglia che troverete in un’infinità di dolci rioplatensi. La versione argentina è leggermente meno densa di quella uruguayana.

 

Alfajores
Di origine araba e ispanica, diffusosi poi in tutto il Sudamerica, l’alfajor è composto da due biscotti uniti da un ripieno dolce (dulche de leche, cioccolata o crema) e generalmente bagnati nel cioccolato, glassa o zucchero in polvere. Quelli confezionati non rendono onore a quelli freschi che possono essere acquistati in pasticceria o nella maggior parte dei panifici.

 

 

CULTURA ED EVENTI

Il mate
Comprendere cosa rappresenti il mate per un argentino è un po’ come tentare di capire a pieno la cerimonia del tè giapponese. Si tratta infatti di un vero e proprio rito di aggregazione e di condivisione, sebbene non sia difficile vedere persone che bevono il mate da sole. Generalmente è un momento comune, dove amici, parenti e colleghi bevono a turno dalla stessa cannuccia metallica (detta “bombilla”) secondo regole ferree che vanno sempre rispettate. Si tratta di un infuso di erbe originarie del Sudamerica chiamate appunto “yerba mate”, poste all’interno di una piccola zucca (“calabaza”) dentro la quale si versa l’acqua calda che viene poi succhiata attraverso una cannuccia. Questa è la versione decisamente semplificata della faccenda. Vi sono alcune cose da sapere assolutamente nel caso vi venga offerto il mate: solo ed esclusivamente il matero, cioè colui che ha preparato il mate è autorizzato a versare l’acqua nella calabaza; ogni singola persona deve consumare tutta l’acqua contenuta all’interno del mate prima di restituirlo sempre e solo in mano al matero che verserà nuovamente l’acqua e lo passerà alla persona seguente, rigorosamente in senso orario; non ringraziate mai quando vi viene passato il mate, questo perché dire “gracias” implica che siete soddisfatti e quello sarà il vostro ultimo giro.

Il consumo di mate riguarda principalmente Uruguay e Argentina, che ne fanno un uso smisurato. Infatti non ci si limita a berlo a colazione, ma lo si fa continuamente a tutte le ore. In particolare per gli uruguayani è una vera e propria ossessione, le persone lo gustano mentre camminano per strada, mentre guidano, mentre lavorano, insomma ovunque vedrete persone col mate sotto braccio.
In Argentina molti, per addolcire il sapore piuttosto amaro del mate, aggiungono zucchero o fette di arancia, cosa non gradita invece dagli uruguayani.
In Paraguay, Brasile e nel nord-est dell’Argentina il mate viene servito freddo ed è chiamato “tereré”.

 

Il tango
Si potrebbero scrivere interi libri sul tango, chiunque abbia avuto la fortuna di assistere a un’esibizione sa bene che definirlo semplicemente una danza sarebbe estremamente riduttivo. Il tango, è prima di tutto desiderio, passione, istinto, insomma un risveglio dei sensi a cui è difficile resistere senza farsi travolgere. I corpi intrecciati si muovono con ritmo suadente, a volte quasi lottano, altre volte amano, in un incalzare di emozioni scandite dal nostalgico suono della fisarmonica e da struggenti voci che arrivano dritte all’anima.

Tango - Buenos Aires

Difficile credere che il tango sia nato nei bordelli di Buenos Aires e che alle origini venisse ballato solo tra uomini come strumento di comunicazione tra culture differenti per esprimere in particolare il male di vivere, la nostalgia di casa ed il desiderio di trovare una donna.

 

Qualità della vita e rapporti interpersonali
Purtroppo si stima che circa un terzo della popolazione viva in stato di povertà ed i problemi economici e politici del paese, ben lontani dall’essere risolti, non fanno di certo sperare a un miglioramento di tale situazione nell’immediato futuro. Le bidonville, che qui vengono chiamate villas miseria, sono in espansione e collidono con l’opulenza di pochi. Un contrasto tristemente tipico delle grandi città latinoamericane.
Nonostante le difficoltà, gli argentini sono un popolo caldo e accogliente, con il quale sarà molto semplice e naturale relazionarsi ed entrare in sintonia. Vi è poi una particolare simpatia per gli italiani che vengono accolti sempre con entusiasmo e familiarità.
È opinione comune che i porteños, cioè gli abitanti di Buenos Aires, siano persone snob ed egocentriche, in netta contrapposizione però con coloro che vivono nel resto del paese. Come spesso accade con queste dicerie, un fondo di verità c’è, ma è estremamente sciocco far di tutta l’erba un fascio. Di certo è vero che vi sono porteños arroganti che se la tirano un po’, ma per quella che è la mia esperienza, la maggior parte di loro è esattamente come il resto degli argentini, persone umili e umanamente straordinarie con le quali stringerete facilmente rapporti di autentica e profonda amicizia.

Gli argentini hanno un forte senso della famiglia e degli affetti in generale. Le domeniche solitamente sono riservate alle tradizionali grigliate con parenti e amici.

Le persone sono solite salutarsi con un solo bacio, porgendo la propria guancia destra, anziché i due italiani, ed è consuetudine baciarsi anche tra uomini.

 

Aperitivi e cocktail
Gli argentini sono dei buoni bevitori, in particolare consumano birra (la migliore e più diffusa è la Quilmes), whisky soprattutto come aperitivo, e vino vista l’ottima produzione del paese.
Per quanto riguarda invece locali notturni e discoteche il cocktail d’obbligo, diventato ormai simbolo della gioventù argentina, è il Fernet-Cola. Si avete proprio capito bene, Fernet Branca mischiato a Coca-cola, e se nel vostro volto è comparsa un’espressione di disgusto, probabilmente non avete tutti i torti. Per quanto mi riguarda sebbene le prime volte non lo apprezzassi particolarmente, adesso ammetto che piace molto anche a me. Questo consumo esagerato ha fatto nei decenni la fortuna del celebre marchio italiano a tal punto che ormai produce direttamente in suolo argentino per far fronte a cotanta incessante richiesta.

 

 

RELIGIONE

La quasi totalità della popolazione argentina è cattolica, una piccola percentuale protestante. Degna di nota, è anche la presenza di una delle più grandi comunità ebraiche al Mondo.

 

 

SICUREZZA

Sebbene l’Argentina possa definirsi una meta sicura, la difficile situazione economica dalla quale il paese fatica a risollevarsi, ha fatto sì che la criminalità, specie quella di strada, aumentasse notevolmente in particolare nella capitale e nei suoi dintorni. Negli ultimi anni inoltre la popolazione, stanca di continui scippi e rapine anche nei ristoranti a danno di tutti i commensali, soprattutto nei sobborghi di Buenos Aires durante le ore serali, ha dato vita a un fenomeno assai discutibile, ma piuttosto efficace, e cioè la collaborazione tra le persone nell’aiutarsi e nel farsi giustizia da sé. Diversi sono stati gli episodi infatti in cui i ladri sono stati letteralmente linciati dalla folla accorsa in aiuto della vecchietta di turno. Da un lato eventi del genere suscitano ammirazione per la collaborazione tra gli individui, che ad esempio nel nostro paese è totalmente assente in casi di questo tipo dove l’indifferenza regna sovrana. Dall’altro lato pone in evidenza una difficile situazione a cui le forze dell’ordine non sono ancora state in grado di trovare un’adeguata soluzione, oltre a sollevare poi tutta una serie di quesiti morali su quali siano i limiti a cui si possa giungere spinti dall’esasperazione di una realtà divenuta insostenibile.
Detto ciò non spaventatevi, con le solite precauzioni del caso sarà ben difficile che vi troviate in situazioni di questo genere specie al di fuori della capitale. Unica raccomandazione importante da fare è non girare a piedi dopo il tramonto per i quartieri di San Telmo e La Boca a Buenos Aires.

 

 

CENNI STORICI

Solitamente non parlo molto di storia, non perché non la ritenga importante, tutt’altro, piuttosto per questioni prettamente pratiche. Spesso le persone si annoiano a leggere la storia di un paese, e per i pochi realmente interessati basta dare un’occhiata a Wikipedia per avere tutte le informazioni necessarie. In alcuni casi però il discorso è molto diverso. Chi visita l’Argentina ha l’obbligo morale di informarsi su avvenimenti di cui purtroppo ancora oggi molti in Europa non hanno mai sentito parlare o ne hanno una conoscenza per lo più sommaria ed elementare. In questo modo potrete inoltre comprendere pienamente, e perché no, partecipare ad alcuni eventi che vedrete, come ad esempio la protesta de las abuelas de la Plaza de Mayo che manifestano ogni giovedì a Buenos Aires davanti alla Casa Rosada.

Nel 1976 in un contesto di caos e sull’orlo di una guerra civile, il generale Jorge Videla con un colpo di stato diede inizio a quello che fu senza alcun dubbio il capitolo più sanguinoso della storia di questo paese. Cominciò così la Guerra Sucia (la guerra sporca), 5 anni di atrocità d’ogni genere, durante i quali la giunta militare al potere, con l’intento di eliminare i movimenti rivoluzionari di estrema sinistra, rapì, torturò e uccise più di 30.000 persone. Il loro operato non riguardò solo i combattenti rivoluzionari, ben presto questa missione di epurazione si estese a rivali politici, intellettuali, professori universitari, maestri di scuola, individui contrari alla dittatura vigente o semplicemente a tutti coloro che si sospettava potessero avere ideologie politiche di sinistra. Naturalmente non era necessario avere alcuna prova, bastava la denuncia di un vicino di casa, o che uno dei prigionieri sfinito dalle disumane torture facesse un nome a caso per far cessare tali atrocità, e durante la notte i militari giungevano senza dare alcuna spiegazione a portar via l’imputato di turno.
Ci sarebbero molte cose da scrivere su questi anni bui, del prima, del dopo, dei bambini delle prigioniere incinta che venivano regalati a coppie di militari che non potevano avere figli e che, inconsapevoli, crescevano senza sapere che coloro che chiamavano mamma e papà erano in realtà i carnefici dei loro veri genitori. Ci sarebbe tanto da sapere ancora, ma lascio a voi e alla vostra sensibilità il compito di informarvi per rispetto delle vittime e perché cose come queste non accadano mai più.

 

 

COMUNITÀ GAY

Nonostante l’Argentina sia fortemente condizionata dalla religione cattolica, è un paese piuttosto tollerante, specie per quel che riguarda Buenos Aires dove non mancano locali e discoteche gay. La capitale infatti dal 2002 è divenuta una meta molto apprezzata da gay e lesbiche in quanto è stata la prima in Sudamerica ad accettare i matrimoni civili tra coppie dello stesso sesso.

 

 

CONSIGLI

Come arrivare
Buenos Aires è la destinazione più economica del Sudamerica per quanto riguarda i voli in partenza dall’Italia. Non vi sarà quindi difficile trovare una buona offerta.


Denaro
È possibile prelevare dappertutto attraverso i bancomat pagando le solite commissioni internazionali. Se volete portare con voi dei contanti è possibile cambiare senza alcun problema sia euro che dollari, anche se quest’ultimi hanno tassi di cambio più vantaggiosi.
Sebbene si debba essere molto cauti si possono cambiare contanti anche per strada o in alcuni negozi (operazione molto sicura) a tassi straordinariamente convenienti. Questo perché al di là del solito mercato nero di valuta, ci sono molti argentini che tentano di mettere da parte dollari o euro data la fragilità della loro moneta e le assurde restrizioni che erano state poste in passato sui prelievi di denaro dai propri conti correnti. Raccomando come al solito di non perdere mai d’occhio la propria valuta durante il cambio e di non seguire eventuali personaggi in luoghi eccessivamente sospetti, come vicoli scuri o piani superiori di edifici. I casi di truffa sono molto rari, ma il rischio c’è sempre, per cui meglio essere previdenti. Trovare questo tipo di cambio è semplicissimo perché vi basterà camminare per strada e vi verrà proposto svariate volte (calle Florida a Buenos Aires per fare un esempio pullula di procacciatori).


Patagonia
Molte persone che desiderano visitare in poco tempo gli straordinari territori del sud del paese commettono il grosso errore di prendere un volo Buenos Aires – El Calafate, poi uno El Calafate – Ushuaia e infine uno Ushuaia – Buenos Aires. Risultato? Tornano a casa senza aver visto nulla dei paesaggi della Patagonia e per di più credendo che sia solo una meta sopravvalutata invasa dal turismo di massa. La vera Patagonia, quella che colpisce gli occhi e il cuore si trova nel viaggio, cioè negli interminabili spazi tra queste città oramai purtroppo turistiche. Quindi scegliere di utilizzare come unico mezzo di trasporto l’aereo è la cosa più sbagliata che si possa fare. Le distanze sono notevoli è vero, ma come ogni cosa che valga davvero la pena nella vita, richiede un po’ di sforzo e sacrificio che verrà ripagato da una visione senza eguali che resterà incisa dentro di voi per sempre.
Il mio consiglio è quello di fare l’andata da Buenos Aires a Ushuaia via terra fermandovi in tutti i punti di interesse da voi scelti, per poi fare ritorno in volo. O vice versa, andata in volo e ritorno via terra, personalmente ho provato entrambi i sistemi e non ho riscontrato pro o contro che possano indurmi a ritenere una soluzione migliore dell’altra.
Attenzione che spesso in alta stagione si può rimanere bloccati a Ushuaia per la mancanza di posti liberi sui voli e sugli autobus. Quindi se avete intenzione di viaggiare in questo periodo e avete tempi stretti è consigliabile prenotare per tempo i biglietti aerei o il bus che vi farà uscire da Ushuaia attraversando lo stretto di Magellano grazie a un traghetto. Se ad ogni modo vi dovesse capitare di restare bloccati, niente panico, fate come me, parlate con gli altri viaggiatori, specie quelli che vedete girovagare attorno agli uffici delle compagnie di trasporti e raggruppate circa una decina di persone che come voi non hanno trovato posti liberi. Dopodichè andate presso una delle compagnie di trasporti e spiegate la situazione. Vi organizzeranno un minibus o fuoristrada che sia per poter partire senza alcun problema.


Viaggiare di notte
Vista la quantità di luoghi imperdibili e le vaste distanze che le separano viaggiare di notte può essere una soluzione che vi farà risparmiare tempo e denaro dato che vi permetterà di svegliarvi direttamente a destinazione e di non pagare l’albergo. Come abbiamo già detto, sebbene i bus cama non possano essere paragonati al letto di casa vostra, permettono di dormire abbastanza comodamente.


Contrattare sui prezzi
Sia nei mercati che negli alberghi è concesso contrattare, senza però esagerare. A Ushuaia ad esempio se si è bravi a mercanteggiare spesso conviene la doppia in un hotel rispetto al prezzo dell’ostello per due persone.


Mate
Nel caso vi venisse offerto del mate, pensateci bene prima di rifiutare, si tratta di un grande onore in quanto il mate viene condiviso tra parenti e amici ed il significato intrinseco di tale evento è che venite accettati e accolti come una persona cara e che quindi in un certo senso fate parte della famiglia.


Autostop
Questo avventuroso sistema di trasporto e di socializzazione non solo è consentito, ma anche molto diffuso e non è difficile trovare un passaggio se si esclude la Patagonia a causa del ridotto numero di veicoli che l’attraversano. Le pompe di benzina appena fuori dalle città sono un buon luogo per gli autostoppisti dove tentare la fortuna.


Ostelli e hotel
Durante i vostri spostamenti, una volta giunti a destinazione, vi basterà mettere piede giù dal vostro bus o uscire dal terminal che spesso sarete assaliti da persone che vi offrono ostelli o hotel. Vi sono dei pro e dei contro in tutto questo e sta a voi a seconda della situazione in cui vi trovate valutare il da farsi.
L’aspetto positivo se accettate una di queste offerte è che verrete portati fino alla struttura ricettiva in macchina, taxi o se la distanza è poca a piedi, risparmiandovi così eventuali spese e fatiche se vi trovate lontani dal centro, e risolvendo immediatamente il problema di dove trascorrere la notte. D’altro canto però bisogna considerare anche altri aspetti. Non sempre coloro che vi vengono a cercare lavorano per un ostello o hotel che sia, spesso sono procacciatori che prendono ovviamente una percentuale per il servizio, questa ricompensa viene versata dalla struttura ricettiva, ma implica che non vi sarà possibile più di tanto contrattare il prezzo del vostro soggiorno dato che parte del denaro andrà al procacciatore. Inoltre accettare una proposta di alloggio di questo tipo non vi permetterà di vedere quali altri strutture vi sono e quindi di scegliere quella che fa più al caso vostro per prezzo e qualità.
Naturalmente tutto ciò riguarda coloro che viaggiano senza pianificare tutto, come faccio solitamente io per quanto riguarda i viaggi lunghi, e quindi coloro che non hanno già prenotato gli hotel dove dormire.
Per quel che è la mia esperienza, escludendo le metropoli come Buenos Aires, dove le dimensioni complicano notevolmente le operazioni, la soluzione migliore è arrivare nella zona che preferite (se si tratta di una cittadina o villaggio consiglio la piazza principale), lasciare lì una persona con i bagagli, e girare comodamente in cerca di un alloggio. In questo modo potrete vedere le camere se sono di vostro gradimento e contrattare sul prezzo in totale libertà. Ovviamente se viaggiate da soli, lo zaino o la valigia che sia, vi toccherà portarvela dietro durante la vostra ricerca.


Corsi di spagnolo e di tango
Da decenni Buenos Aires è scelta da molti stranieri per la qualità e i costi contenuti dei suoi corsi di lingua e di tango. La durata di tali corsi è molto variabile e varia da scuola a scuola e dalle esigenze degli iscritti. Se quindi non siete così di fretta e la cosa stuzzica il vostro interesse, informatevi e non ve ne pentirete, anche perché se un buon corso di spagnolo tutto sommato si può trovare in diversi paesi, un corso di tango in Argentina non ha eguali al Mondo.


Soprannomi
Sia in Argentina che in Uruguay è consuetudine trovare appellativi che facciano riferimento alle caratteristiche fisiche delle persone, i più comuni sono gordo (grasso), flaco (magro), negro (nero), rubia (bionda), morena (mora), pelado (pelato), ecc… Questi nomignoli però assumono in questo caso una valenza affettuosa e ben lontana dal peso che solitamente diamo noi a certi termini nel nostro paese. Se in Italia sentiste urlare per strada “ciao grassa!” rivolto a una signora in leggero sovrappeso, come minimo pensereste di essere di fronte a un individuo villano e maleducato e vi sentireste mortificati per la povera signora. Beh qui non funziona allo stesso modo, appellativi di questo genere sono usati e accettati di buon grado da ambedue le parti, segno di confidenza e affetto tra i due interlocutori. Non prendetevela quindi in questi casi, ma state al gioco e vi renderete conto che spesso sdrammatizzare è il modo migliore di accettare sé stessi comprendendo che quello che per voi può essere un difetto magari per gli altri è solo una caratteristica di poco conto.


Mochileros (o backpackers)
Indipendentemente dal fatto che siate degli amanti del genere o meno, l’Argentina si presta particolarmente a questo tipo di viaggio. Sfido infatti chiunque di voi a giungere con una bella valigia tra i villaggi del nord, come ad esempio a Tilcara, dove le polverose strade sono di terra battuta. Fareste una fatica assurda e finireste per suscitare le risate di coloro che vi circondano. Lo zaino in determinati territori è molto più idoneo, e vedrete che resterete stupiti da quanto sia semplice e coinvolgente questa filosofia di viaggio che vi appassionerà e vi farà vivere con occhi nuovi la vostra avventura.
(per ulteriori informazioni vi consiglio di dare un’occhiata all’articolo “Valigia o zaino in spalla?” e “Zaino in spalla, cosa portare con sé e cosa no” nella sezione “Prima di partire”)


Orientamento
Gli argentini misurano le strade in cuadras cioè isolati di circa 100 m. Tenetelo bene a mente perché quando chiederete indicazioni vi sentirete rispondere “si trova a 3 cuadras, 4 cuadras …”. In alcune città come Buenos Aires, concepita con una struttura geometrica a scacchiera, ogni cuadra possiede 99 numeri civici, cosa che rende estremamente facile orientarsi e trovare un indirizzo.


Tenedor libre
Letteralmente “forchetta libera”, così vengono definiti i ristoranti, solitamente gestiti da asiatici, che con un prezzo fisso molto economico vi danno la possibilità di mangiare a volontà tutto quello che volete. Esistono anche in Italia, e spesso da noi la qualità non è eccelsa, ma la differenza sostanziale è che mentre nel nostro paese la cucina proposta è quasi esclusivamente quella asiatica, in Argentina invece la proposta culinaria è quella locale. Ovviamente la qualità non sarà quella di un classico ristorante, ma vale la pena andarci magari anche una sola volta, per poter assaggiare piatti che altrimenti non ordinereste mai altrove temendo di non gradirli.


Indios o indigeni
In Argentina come nel resto dell’America Latina vi sono svariati gruppi di indios diversi tra loro. Indipendentemente dalla tribù o ceppo etnico al quale vi riferite, non chiamateli “indios”, ma col più adeguato appellativo “indigeni”. Questo perché nella lingua spagnola per “indios” si intendono gli abitanti dell’India, e non i nativi americani, che a volte se la possono anche prendere se etichettati con questo termine. È inoltre importante mantenere un comportamento consono e pacato nei loro confronti dato che, come è giusto che sia, non amano essere trattati come fenomeni da baraccone.

 

 

CONCLUSIONE

Per riuscire a comprendere pienamente l’Argentina purtroppo non saranno sufficienti un paio di settimane, la quantità e varietà di cose da vedere ed esperienze da vivere richiedono o mesi di permanenza, o diversi viaggi. Questo però non sarà un problema perché vi innamorerete a tal punto di questo paese che non vedrete l’ora di tornarci. Ormai ho perso il conto di quanto tempo ho trascorso complessivamente tra queste terre meravigliose, e ciononostante ancora oggi mi mancano alcuni luoghi da visitare. In tutta onestà se dovessi consigliare un solo paese da vedere in America Latina credo proprio che la mia scelta sarebbe l’Argentina, questo per diverse ragioni, in primis per la sua bellezza, poi per la sua semplicità negli spostamenti, la sua gente aperta e genuina, la buona cucina, ma forse al di sopra di ogni altra cosa, per poter ammirare paesaggi unici al mondo e così tanto diversi tra loro. Purtroppo però, vi avviso, le foto che porterete a casa, indipendentemente dalle vostre capacità, non saranno mai in grado di rendere giustizia all’immensità che avrà pervaso i vostri occhi e il vostro cuore.

 

 

 

LINKS UTILI

https://www.youtube.com/watch?v=PeIHQN2z5Wk

Video promozionale ufficio turismo argentino.

 

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