L’Abbazia di San Galgano e la spada nella roccia

misteri e leggende della Camelot toscana


Un antico eremo, una abbazia medievale, una spada conficcata in una roccia. No, non siamo alla corte di re Artù, bensì nella parte più settentrionale della Maremma. Un luogo poco visitato e sconosciuto ai più nonostante il valore storico e l’indiscutibile fascino.

Il complesso è costituito da due strutture, da un lato l’Abbazia di San Galgano che rappresenta la parte più suggestiva grazie alla chiesa sconsacrata priva di soffitto, e dall’altro la Rotonda di Montesiepi che dà asilo a una misteriosa spada e che, secondo alcuni, avrebbe visto addirittura nel corso dei secoli transitare o persino custodire il leggendario Sacro Graal.




L’Eremo o Rotonda di Montesiepi fu eretto sulla cime della collina tra il 1182 e il 1185, nel punto esatto in cui San Galgano visse all’interno della sua capanna. Al suo interno oltre alla tomba del santo è possibile vedere tutt’oggi la celebre spada che, secondo la tradizione Galgano, all’epoca cavaliere, conficcò nella roccia ponendo fine al suo passato dissoluto e abbracciando una nuova vita dedita alla preghiera e alla spiritualità. Questo fu il primo di una lunga serie di miracoli attribuiti al santo.
La spada si trova proprio a terra al centro della sala, protetta da una teca di vetro che ne ostacola in parte una visione accurata, ma contribuisce d’altro canto a salvaguardare la reliquia e, perché no, ad alimentare quel velo di mistero che aleggia attorno a sé. Purtroppo tali misure di sicurezza si sono rese necessarie dopo che l’idiota di turno danneggiò la spada nel tentativo di estrarla.



I misteri però non terminano qui. Molti credono che la Rotonda di Montesiepi sia stato o sia tutt’ora il luogo dove è sepolto e il Sacro Graal e che Galgano altri non sia che Re Artù o quanto meno uno dei suoi fedeli cavalieri. Vi sono infatti molti riferimenti storici e corrispondenze che alimentano tali miti. Dai romanzi cavallereschi medievali che descrivono in tutto e per tutto la vita del santo, alla teoria che associa Galgano al nipote di Re Artù, il migliore dei cavalieri della tavola rotonda chiamato Gawain e italianizzato in Galvano. Altri affermano che la stessa cupola della Rotonda ricordi la forma rovesciata del Graal e sono convinti che all’interno della struttura vi sia un passaggio segreto che conduca alla leggendaria coppa.



Insomma le teorie si sprecano, e indipendentemente da come la pensiate, una visita è in grado di riportare all’infanzia, quando la magia era reale e ogni nuova esperienza diventava un’emozionate avventura.


I “miracoli” attribuiti a San Galgano divennero presto celebri, tanto da richiamare pellegrini da ogni dove. I monaci cistercensi stabilitisi nell’Eremo si videro quindi costretti a realizzare nella pianura sottostante una struttura più grande che potesse contenere loro e i tanti fedeli. L’Abbazia fu realizzata tra il 1220 e il 1268 fondendo lo stile Romanico a quello Gotico, utilizzando inoltre precisi codici geometrici da sempre custoditi gelosamente dai monaci cistercensi.
Saccheggi, eventi storici e l’incuria del tempo ne causarono poi il graduale abbandono, avvenuto definitivamente nel 1789.

Il tetto della chiesa è crollato e da allora è rimasto così. L’assenza del soffitto è proprio la caratteristica che rende unico questo luogo affascinante, dove la pietra si fonde con il cielo e con la spiritualità di un’era ormai scomparsa.

 





UBICAZIONE E CONTATTI

Indirizzo: Strada Comunale di San Galgano, 53012, Chiusdino (SI)
Telefono: 0577 756738
Sito web: https://abbazia-san-galgano.business.site/


ORARIO DI APERTURA

Aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00.


PREZZI

Biglietto intero: 4,00 €
Studenti: 3,00 €
Età superiore a 65 anni: 3,00 €
Ingresso gratuito: bambini di età inferiore a 6 anni, disabili e residenti nel comune di Chiusdino.

Il biglietto è necessario per l’accesso all’Abbazia, mentre per quanto riguarda la Rotonda di Montesiepi l’ingresso è gratuito.





INFORMAZIONI UTILI E CONSIGLI

– Nel complesso la visita è piuttosto veloce sia per quanto riguarda l’abbazia sia per l’eremo. Invece di spostarsi in macchina però è possibile percorrere il sentiero in salita, lungo 500 m, che collega l’una all’altro. Ovviamente in questo caso i tempi si dilatano seppur di poco. Considerate nel complesso da 30 min a un massimo di 1 h.

– All’interno dell’Abbazia l’ingresso è consentito anche ai cani, a patto che restino sempre al guinzaglio. Diverso il discorso per quanto riguarda l’Eremo dove l’accesso è vietato. 

– Naturalmente il fascino del luogo è purtroppo in parte relazionato al numero di persone che incontrerete all’interno dell’abbazia durante la vostra visita. Ho avuto la fortuna di godere di 10-15 min in totale solitudine prima che arrivassero numerosi gruppetti. Inutile dirvi che cambia tutto completamente. Cercate quindi di evitare i weekend o i giorni festivi e magari scegliere anche un orario anomalo in modo da aumentare le possibilità di essere soli.

– Se il vostro obbiettivo è quello di portarvi a casa una bellissima foto dell’interno dell’abbazia dovete obbligatoriamente tenere conto della luce. A qualsiasi orario del giorno avrete sempre alcune zone molto scure e altre molto esposte ai raggi solari. Le uniche soluzioni possono essere o approfittare di una giornata nuvolosa, oppure andare verso sera quando la luce si riduce. Eventualmente si può provare anche a 12.00 quando il sole è perfettamente alto e perpendicolare sebbene credo che qualche ombra scura sia inevitabile vista la struttura.

– Il sentiero di 500 m che collega l’abbazia all’eremo non è particolarmente impegnativo seppur in salita. Sconsiglio comunque di affrontarlo in infradito e in caso di problemi di deambulazione ricordate che è possibile raggiungere la vetta della collina comodamente in auto. Sebbene vi siano alcuni alberi infatti, parte del percorso è sotto il sole e d’estate le temperature sono davvero alte.

– Poco prima della biglietteria c’è una fontanella di acqua potabile. Purtroppo era fuori uso durante la mia visita, ma probabilmente si trattava di un guasto temporaneo.

– Per le automobili è stato predisposto un ampio parcheggio che troverete sulla vostra sinistra una volta imboccata la strada che conduce all’abbazia. Lasciata la vostra vettura è necessario però proseguire a piedi percorrendo un bellissimo viale alberato alla fine del quale è presente anche un agriturismo sulla vostra destra.

– Non dimenticate che la domenica mattina alle 11.30 nell’Eremo in cima alla collina si svolge la messa. Può capitare anche che all’ora di pranzo venga temporaneamente chiuso.


 

 

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