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	<title>Racconti di viaggio Archivi - Va&#039; dove ti porta il blog</title>
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	<description>tutto ci&#242; che serve per pianificare la vostra prossima avventura</description>
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		<title>Colombia 2022 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 23:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 17 giorni   Paesi percorsi: Colombia   Itinerario: Bogotà – Villa de Leyva – Barichara<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/colombia-2022-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 17 giorni   </span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Paesi percorsi</u>: Colombia  </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Bogotà – Villa de Leyva – Barichara – Santa Marta – Palomino – Cartagena – Medellín – Guatapé – Jardin – Bogotà   </span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Periodo</u>: giugno</strong>    </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene la pandemia covid non sembra ancora essere terminata, le restrizioni si allentano e dopo quasi 3 anni possiamo finalmente rimettere piede in quello che da sempre è il continente di cui siamo follemente innamorati: l’America Latina. La scelta questa volta ricade sulla Colombia, un paese che durante i nostri primi anni di vagabondaggio avevamo saltato in parte per timori legati alla sicurezza, in parte molto più banalmente per mancanza di tempo. È giunto quindi il momento di porre rimedio a questa nostra mancanza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4792" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Quanto segue è il resoconto giorno per giorno del nostro viaggio, tra emozioni, incontri e riflessioni.</strong> Questo “diario di viaggio” è stato pubblicato anche in tempo reale all’interno della <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener"><u>pagina Facebook di “Va’ dove ti porta il blog</u></a>” con la presenza di un gran numero di fotografie. Buona lettura a tutti!<strong><u><br /><br /><br /><br /><br /></u><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">COLOMBIA &#8211; 1° PARTE</span><u><br /></u></span></strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Bogotá &#8211; Villa de Leyva – Barichara</u></strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo 2 anni e mezzo di restrizioni dovute alla pandemia, finalmente torniamo a viaggiare fuori dall&#8217;<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/europa/" target="_blank" rel="noopener">Europa</a>!</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come spesso accade con le grandi città, l&#8217;impatto con <strong>Bogotá</strong> è forte. Sebbene la capitale colombiana vanti numerosi spazi verdi, un continuo via vai di veicoli, motorini e persone danno vita a un caos opprimente. Alloggiamo nel quartiere della <em>Candelaria</em>, teoricamente il più sicuro. In realtà purtroppo la percezione è ben diversa, motivo che ci spinge a non andare in giro la notte. Giusto il tempo di mischiarci con i locali che, seduti sulle gradinate della Plaza Mayor, assistono divertiti ai monologhi comici di un artista di strada. Polizia e militari armati sono numerosi e disseminati agli angoli delle zone più a rischio e fungono certamente da deterrente sebbene non risolvano del tutto il problema della delinquenza.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le 7 ore di fuso orario mischiate con la stanchezza accumulata ingannano i ritmi del sonno. All&#8217;alba siamo già pronti per esplorare la città. Una fitta coltre di nuvole basse avvolge ogni cosa. Si dice che in tutto il paese pioverà da luglio a novembre incessantemente. Fortunatamente però si tratta in realtà di pioggerelle leggere e sporadiche. L&#8217;aria è pungente, d&#8217;altro canto ci troviamo sulle Ande a un&#8217;altitudine di 2640 m. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo subito il bellissimo <em>Museo di Botero</em>, che come la maggior parte dei musei cittadini è gratuito. Ho sempre pensato che ogni Stato dovrebbe farsi carico delle spese legate alla cultura, permettendo così a tutti di averne libero accesso.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo poi in funicolare sulla cima del <em>Monserrate</em> (3152 m.) da cui si gode di una spettacolare vista su tutta la città. Il luogo è anche meta di pellegrinaggio per i cristiani gemellato con Santiago de Compostela. Mentre passeggio tra ristorantini tradizionali e punti panoramici un ragazzo di circa 15 anni mi chiede in inglese da dove vengo. Sentendomi rispondere in spagnolo resta stupito che sappia parlare la sua lingua e parte con una raffica di domande inerenti ai paesi da me visitati e che ho amato maggiormente. Ascolta affascinato e curioso ogni mia singola parola. Prima di salutarci mi dice che è la prima volta in vita sua che esce da Cali, la città in cui vive. Ovviamente cerco di consolarlo dicendogli che è giovane e che ha tanto tempo per recuperare e vedere il Mondo. Mi ha fatto molta tenerezza questo ragazzo e contemporaneamente anche un po&#8217; di tristezza. Non vi sono meriti o demeriti nel nascere in un luogo o in un altro. Si tratta solo di fortuna, una fortuna che ad alcuni concede opportunità d&#8217;ogni genere, mentre ad altri nessuna.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scendiamo dal <em>Monserrate</em> a piedi convinti, come ci avevano detto, che il percorso sia molto semplice e si realizzi in solo mezz&#8217;ora. Non è affatto così&#8230; In realtà è necessaria un&#8217;ora abbondante attraverso grandi massi irregolari che di certo non agevolano l&#8217;avanzare. Lungo il tragitto una poliziotta mi si avvicina e mi chiede di mettere via la reflex e di tirarla fuori solo quando devo fotografare. Anche qui la polizia è molto presente e vigile nei confronti dei turisti. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Seguono altri musei gratuiti d&#8217;arte e di storia cittadina prima di rifugiarci nuovamente nel nostro alloggio. Qui facciamo la conoscenza di <strong>Ego</strong>, un simpatico ragazzo spagnolo di Bilbao e di una coppia di Bruxelles che sta viaggiando attraverso il Sudamerica da 6 mesi e proprio oggi è giunta all&#8217;ultimo giorno. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a> quasi si commuove ripensando all&#8217;ultimo giorno vissuto da noi due e <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/christian/" target="_blank" rel="noopener">Christian</a> dopo i nostri <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2014-insieme-a-myriam-e-christian/" target="_blank" rel="noopener">6 mesi di viaggio nel 2014</a>. A me invece suscita tanta felicità il fatto che altre persone abbiano provato sulla loro pelle un&#8217;esperienza così straordinaria come quella vissuta anche da noi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ad essere onesti lasciamo con piacere Bogotá, desiderosi di immergerci nella natura e curiosi di scoprire quel che ci attende tra i villaggi delle montagne. Le distanze seppur relativamente modeste in termini di chilometri, qui in Colombia divengono estremamente impegnative. La strada è spesso una sola e il trasporto merci dei camion ostruisce e rallenta il flusso dei veicoli.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Villa de Leyva</strong> è una fermata obbligatoria per ammirare oltre alle suggestive vie acciottolate anche la piazza più grande di tutto il paese e una delle più grandi dell&#8217;America Latina. A rendere il tutto ancor più magico è la presenza di lussureggianti verdi montagne sullo sfondo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È impressionante vedere come anche qui, come a Bogotá, la <em>Plaza Mayor</em> ricopra un ruolo così importante nella vita delle persone. Diviene punto d&#8217;incontro, pista da ballo, teatro all&#8217;aperto, o semplicemente luogo dove sedersi e osservare la vita che scorre. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I problemi di Bogotà legati alla sicurezza sono ormai lontani. Tra le montagne tutto scorre serenamente. I colombiani poi sono un popolo meraviglioso, sorridente, gentile, accogliente. Un popolo profondamente interessato a conoscere chi gli sta di fronte, a maggior ragione se si tratta di uno straniero.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nell&#8217;hostel in cui alloggiamo conosciamo una coppia di olandesi che ci raccontano di aver subito un tentativo di rapina a Bogotà proprio a due passi dalla piazza principale e dal luogo in cui alloggiavamo anche noi. Il malintenzionato ha mostrato loro un coltello, ma sono riusciti a scappare. L&#8217;evento non mi stupisce particolarmente in quanto anche io avevo percepito chiaramente un forte senso di insicurezza lungo le strade della capitale.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il viaggio necessario a giungere alla destinazione successiva dimostra di essere particolarmente lungo e impegnativo. Ben 3 cambi tra minivan e bus che ci permettono però di ammirare da vicino la vita rurale delle piccole comunità disseminate tra le montagne. Le donne alle prime luci dell&#8217;alba sono già indaffarate e intente a mungere le mucche manualmente come si faceva un tempo. La strada si fa breccia tra le montagne e una vegetazione tropicale incredibilmente fitta. Di turisti oltre a noi neanche l&#8217;ombra. Mentre percorriamo una strada particolarmente impegnativa vedo che tutti attorno a me si fanno il segno della croce e penso: &#8220;La strada è brutta, ma mi sembra un po&#8217; esagerato&#8230;! Sono tentato di compiere gesti volgari molto meno sacri e molto più profani. Quando nuovamente tutto l&#8217;autobus compreso l&#8217;autista si fa il segno della croce, capisco che non stiamo per morire, ma che in realtà tra le rocce di tanto in tanto sbucano delle Madonnine alle quali porgono così omaggio. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Barichara</strong> si rivela un villaggio incantevole situato sulla cima di una montagna proprio di fronte ad una vallata che toglie il fiato. Le difficoltà necessarie a raggiungere questa perla scoraggiano spesso i viaggiatori, inconsapevoli di perdere così una delle cittadine più affascinanti di tutta la Colombia. Il sole è tornato a splendere e tutto appare ancor più suggestivo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo lunghe chiacchierate con i colombiani, scoprendo così moltissime cose interessanti sulla cultura e sulla situazione socio-politica del paese.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sino all&#8217;ultimo istante ne approfittiamo per girovagare tra le viuzze di pietra in un continuo sali-scendi. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per risparmiare tempo ed evitare estenuanti viaggi in autobus, decidiamo di recarci a <em>Bucaramanga</em> da dove prenderemo un volo interno per raggiungere le zone costiere del nord.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo il tragitto però ci attende una sorpresa. Attraversiamo infatti il <em>Canyon del Chicamocha</em>, il secondo canyon più grande al mondo. Le dimensioni e in particolare la profondità di tale capolavoro della natura fanno venire i brividi e le vertigini.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Caraibi stiamo arrivando!<br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4795" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4798" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff6600;"><strong><u>COLOMBIA &#8211; 2° PARTE<br />Santa Marta &#8211; Palomino &#8211; Cartagena</u></strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con estrema facilità atterriamo a <strong>Santa Marta</strong> in soli 45 min. Avremmo voluto scappare subito a Palomino, ma si sta facendo notte e non ci sono più autobus in partenza. Santa Marta decisamente non é una località che fa per noi. Traffico esasperante e un massiccio turismo legato alle spiagge e al divertimento notturno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il fresco delle montagne diviene improvvisamente solo un vago ricordo. Le temperature qui sono talmente alte che la quasi totalità delle case e delle strutture ricettive sono sprovviste di acqua calda. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il giorno seguente ci spostiamo a <strong>Palomino</strong>, precisamente un paio di km più avanti, all&#8217;interno della piacevolmente isolata riserva naturale El Matuy. Il luogo è incantevole e finalmente possiamo dormire all&#8217;interno di un bungalow sulla spiaggia. Addormentarsi cullati dalle onde del mare non ha prezzo, ed è un&#8217;emozione che non provavo da un po&#8217;.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Al calare della notte tutto diviene ancor più magico. La corrente elettrica è presente solo nella reception, perciò nei bungalow si rimane a lume di candela. La cena viene servita ai piedi di un enorme albero secolare al quale sono state appese decine e decine di candele. Puro incanto! </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vorremmo rimanere qui almeno qualche giorno, nostro malgrado la seconda notte eravamo stati costretti a prenotarla in un&#8217;altra struttura per mancanza di disponibilità. Sebbene il cambiamento sia in meglio, in un bungalow più lussuoso, sentiamo la mancanza delle ristrettezze e del profondo senso di libertà che suscitava la nostra capanna illuminata solo dalla tenue luce del fuoco. Mi rendo conto che sembri assurdo, ma è proprio così. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rinfrancati dai giorni di relax riprendiamo carichi la nostra marcia. Purtroppo notiamo subito che tutta la costa nord presenta gli stessi problemi già riscontrati nelle zone caraibiche di tanti altri paesi come Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Belize&#8230; Tanti cani randagi abbandonati a sé stessi e spazzatura ovunque. Il problema dei rifiuti è da sempre un grave piaga del Mar dei Caraibi legata all&#8217;ignoranza di coloro che abitano queste zone. In passato avevamo conosciuto i <em>garifuna</em>, una popolazione di origine africana che abita parte dei territori caraibici e che purtroppo mi duole dirlo, ma si era rivelata sempre razzista, alcolizzata ed estremamente irrispettosa nei confronti della natura. In Colombia i <em>garifuna</em> non sono presenti, ma il risultato sembra essere sempre lo stesso. È un vero peccato perché sino ad ora invece eravamo rimasti colpiti dalla pulizia dei villaggi e dall&#8217;impegno dei colombiani verso iniziative green e verso la salvaguardia ambientale.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Cartagena</strong> ci accoglie con temperature da capogiro. Il caldo è davvero opprimente, e da quel che affermano i suoi abitanti è da così a peggio tutto l&#8217;anno. Esco dalla porta del nostro alloggio bello fresco grazie all&#8217;aria condizionata e inizio a sudare, sudare, sudare&#8230;e smetto di grondare solo al mio rientro. La colorata e vitale città coloniale però è talmente affascinante da far dimenticare ogni sofferenza legata alla calura. Passeggiamo in lungo e in largo attraverso il centro storico, le mura e il quartiere artistico di <em>Getsemani</em>. Nonostante l&#8217;innegabile fascino, bisogna ammettere che Cartagena è una città estremamente turistica. Qui arrivano principalmente statunitensi ed europei, in particolare francesi, belgi e olandesi. Gli europei si fanno notare poco ci dicono. Visitano i luoghi di interesse storico culturale, mangiano in buoni ristoranti, fanno qualche escursione. Gli statunitensi invece giungono qui quasi esclusivamente per fare festa e tanto baccano. Bevono spropositatamente, cercano donne e non si muovono da Cartagena.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora una volta per guadagnare tempo optiamo per un altro volo interno che ci condurrà rapidamente a Medellín, città per la quale nutriamo molta curiosità, tante aspettative e qualche timore.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4800" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, 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class="alignnone size-full wp-image-4801" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4803" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff6600;"><strong><u>COLOMBIA &#8211; 3° PARTE<br />Medellín</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La “città dell’eterna primavera” ci concede finalmente una tregua dal caldo opprimente della costa. <strong>Medellín</strong> gode infatti di un clima mite tutto l’anno ed è considerata dai colombiani come il luogo ideale in cui vivere all’interno del paese. Si tratta a tutti gli effetti di una metropoli, le periferie però sono piuttosto tranquille e gli spazi verdi non mancano. Quella che meno di vent’anni fa era considerata una delle città più pericolose al mondo, oggi ha di certo cambiato rotta o almeno tenta di farlo con tutte le sue forze.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La metropolitana collega comodamente gran parte della città, permettendoci così di evitare le trafficate vie del centro. Iniziamo la nostra esplorazione proprio dalla <em>Plaza de las Eculturas</em> uno dei luoghi più rappresentativi. Decine di sculture di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fernando_Botero" target="_blank" rel="noopener">Botero</a> sono ubicate qua e là e fungono da attrattiva per grandi e piccini. Tutte le opere sono state generosamente donate alla municipalità dallo stesso artista che qui è nato e cresciuto. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci dirigiamo verso il <em>Giardino Botanico</em>, ma dopo meno di un isolato ci rendiamo conto che la situazione si sta facendo eccessivamente pericolosa. Attorno a noi neanche una donna o un bambino. Ovunque persone svenute faccia a terra che non danno segni di vita. Quattro uomini con i vestiti laceri giocano a calcio in mezzo alla strada. Altri appoggiati alle pareti faticano a stare in piedi e appaiono alterati da alcool o droga. Controlliamo le vie adiacenti in cerca di un contesto più sicuro, ma niente da fare. Al siparietto si aggiungono anche le prostitute. Così per la prima volta in tutti i miei viaggi, sono costretto a tornare sui miei passi e a prendere nuovamente la metropolitana. Capiremo successivamente che essendo domenica le attività commerciali sono chiuse, e per questo motivo, alcune vie del centro divengono terra di nessuno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Appena tre fermate della metro e sembra di esser stati catapultati in una città completamente diversa. Famiglie che passeggiano tranquillamente o fanno picnic con bambini e cani a seguito in un clima di festa che ben poco ha a che vedere con quanto visto poco prima. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’affascinante <em>Giardino Botanico</em> che solitamente rappresenta un’oasi di pace, oggi ospita una specie di fiera con musica da vivo, stand gastronomici e qualche bancarella di artigianato. Ci lanciamo nella mischia approfittando della situazione per assaggiare diverse prelibatezze locali e sviluppando una preoccupante dipendenza per una bevanda chiamata “<em>guarapo</em>” composta da succo di canna da zucchero e lime. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani ci troviamo con <strong>Zoe</strong> (argentina) e <strong>Jules</strong> (canadese), una simpatica coppia di Montreal con la quale abbiamo condiviso il taxi il giorno prima. L’obbiettivo è visitare <em>La Comuna 13</em>, un agglomerato di abitazioni disseminate lungo la montagna che si erge alle spalle della stazione della metropolitana di <em>San Javier</em>. Pochi anni fa sarebbe stato impossibile uscire indenni da quella che un tempo era la zona più pericolosa della città, una zona che, per molti aspetti, può essere paragonata alle favelas brasiliane. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oggi si organizzano veri e propri tour gratuiti (donazione volontaria) con l’obbiettivo non solo di far conoscere il quartiere, ma e direi soprattutto, di riqualificare la zona dimostrando che i turisti possono entrare senza correre nessun tipo di rischio. Tra i vari gruppi che effettuano questi tour il migliore e il più serio è sicuramente quello di <em>Zippy Tour Comuna 13</em> le cui guide sono ragazzi che vivono realmente all’interno della <em>Comuna 13</em>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tour è incentrato sui graffiti e sui murales disseminati praticamente ovunque, ma ad essere onesti, questo è l’aspetto che ho trovato meno stimolante. Le strade di Cartagena sono tappezzate di murales altrettanto belli se non addirittura superiori. Ad essere invece estremamente interessante e a rendere imperdibile la visita è la storia di questo luogo, raccontata in prima persona da coloro che la vivono tutti i giorni e che sono sopravvissuti agli anni più bui. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sull’argomento si potrebbero scrivere interi libri e le parti chiamate in causa sono talmente tante che ci vorrebbero settimane di studi per comprendere anche solo una minima parte della complessa situazione socio-politica colombiana. Cercherò di riassumente, mi rendo conto in modo superficiale ed eccessivamente riduttivo, la storia della <em>Comuna 13</em> per coloro che non ne hanno mai sentito parlare. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">All’inizio degli anni ’80 ai margini della città era nato spontaneamente questo agglomerato di baracche e casupole che in brevissimo tempo era cresciuto a tal punto che le forze dell’ordine non erano più state in grado di controllare. Abbandonato quindi completamente a sé stesso, il territorio aveva visto dilagare ogni genere di delinquenza. Per far fronte a tale problema nacquero spontaneamente tra i giovani, milizie urbane con lo scopo di garantire la sicurezza. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Al principio tutto sembrava andare bene, ma come sempre, prima o poi gli ideali vengono accantonati quando entrano in gioco potere e denaro. Si passò così dal rubare cibo ai camion per poi distribuirlo ai bisognosi chiedendo un piccolo contributo, fino all’esigere denaro come ricompensa di protezione, incrementando sempre più i rapporti con il cartello della droga del celebre Pablo Escobar. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Questi piccoli gruppi armati attirarono presto l’attenzione del <em>ELN</em> (<em>Esercito di Liberazione Nazionale</em>) che pensò di poterli controllare estendendo e rafforzando la sua presenza a Medellín. Non furono però gli unici. Anche le <em>FARC</em> (<em>Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia</em>) videro una possibilità di reclutamento e vi stabilirono una specie di quartier generale. D’altro canto la particolare conformazione della <em>Comuna 13</em>, fatta di stradine tortuose e molteplici luoghi dove nascondersi facilmente, la rendevano il luogo ideale dove insediarsi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tra il 2001 e il 2002 l’allora presidente Alvaro Uribe lanciò ben 6 operazioni militari per tentare di recuperare il territorio. Finirono tutte in un bagno di sangue nel quale vennero utilizzati costantemente paramilitari (gruppi di mercenari) per compiere il lavoro sporco. Il peggiore tra tutti gli interventi fu probabilmente l’<em>operazione Orión</em>, durante la quale per 4 giorni le case di lamiera furono bombardate ed esposte al fuoco di elicotteri che indistintamente sparavano a qualsiasi cosa si muovesse. I paramilitari fecero di peggio. Portarono via chiunque potesse far parte dei gruppi guerriglieri, e questo implicava praticamente qualunque maschio sopra i 16 anni. Tutte persone che non fecero più ritorno a casa e i cui corpi sono ora sepolti sulla <em>Escombrera</em>, un promontorio non lontano usato un tempo come discarica edile. Si ipotizza che lì siano state giustiziate e sepolte più di 300 persone.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A tutto questo si aggiungono i “<em>falsi positivi</em>”. Nel gergo militare i “positivi” erano i nemici dello Stato, spesso guerriglieri delle <em>FARC</em>. I “falsi positivi” erano quindi una simulazione per far passare l’uccisione di un cittadino comune per quella di un militante della guerriglia ai fini di riscuoterne la taglia. Recentemente si è scoperto che solo nei primi anni della presidenza di Uribe i “falsi positivi” ufficialmente riconosciuti furono oltre 6500. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>La Comuna 13</em> oggi ha subito un cambiamento enorme. Il processo di riqualificazione della zona da parte della municipalità è risultato vincente grazie allo sviluppo di vie di comunicazione che potessero collegare in sicurezza il territorio con il centro di Medellín. Sono nate così teleferiche e scale mobili elettriche divenute oggi simbolo di riqualificazione e di rinascita.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Alla fine del tour, <strong>John</strong>, la nostra guida ci mette seduti e ci racconta dei tragici giorni dell’<em>operazione Orión</em>. Attorno a me gli sguardi sono seri. Qualche colombiano sorride e controbatte alcune affermazioni. Come spesso accade quando in una discussione subentra la politica, le opinioni possono essere molto diverse. Io cerco di non farmi vedere, ma fatico a trattenere le lacrime. L’empatia non è un dono come sostengono molti, è una vera condanna che ti obbliga non ad essere dispiaciuto, ma a sentire fisicamente il dolore delle altre persone. Chiedo a John dove si trovava quel giorno, quando tutto è iniziato. Mi racconta che aveva 13 anni ed era a casa con i suoi genitori e i suoi fratelli più piccoli. I paramilitari hanno fatto irruzione distruggendo parte dei loro averi, ma fortunatamente non hanno portato via nessuno vista la loro tenera età.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo esserci fermati a parlare qualche minuto da soli con John, pranziamo presso “<em>El Arte del Chocolate</em>” situato proprio nella stessa struttura dove si è concluso il tour. Siamo gli unici clienti. Mamma e figlio che gestiscono questo piccolo ristorante si dimostrano delle persone davvero deliziose e il cibo sarà tra i migliori di tutto il viaggio in Colombia. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giro veloce tra i vicoli ormai estremamente turistici di questa parte de <em>La Comuna 13</em>, per poi correre in centro al <em>Museo Antioquia</em> prima che chiuda. Escludendo alcune opere del solito Botero, la visita si dimostra di scarso interesse. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Torniamo nuovamente a <em>La Comuna 13</em>, questa volta però non prendiamo le scale mobili verso la parte turistica, ma ci dirigiamo con il teleferico in direzione della zona più autentica, quella che non visita nessuno. Siamo venuti sino a qui per conoscere <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/viaggiare-sempre-col-sorriso-intervista-a-dario-nisivoccia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dario Nisivoccia</strong></a>, un ragazzo che avevo intervistato circa 1 anno e mezzo fa attraverso la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/" target="_blank" rel="noopener">pagina web di Va dove ti porta il blog</a>. Dario attualmente si trova qui come volontario dell’associazione benefica <em>Sembradores de la Comuna 13</em>. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scendiamo a <em>San Juan XXXIII</em> e ben presto ci troviamo da soli lungo una strada in salita in mezzo a una moltitudine di piccole e basilari abitazioni. Sbagliamo strada non una, ma ben due volte, nonostante abbia con me il gps. Finalmente troviamo il campo da calcio e la sede dei <em>Sembradores</em>. Incontrare finalmente dal vivo Dario è una vera gioia, così come lo è conoscere <strong>Jenny</strong> la fondatrice dell’associazione e tutti coloro che ne fanno parte. La mia mente torna per qualche istante alle emozioni e alle sensazioni provate nel 2014 durante il nostro breve periodo di volontariato nel nord dell’Argentina per la ONG <em>Jardin de los Niños</em>. Jenny ci mostra la struttura e ci racconta dettagliatamente la storia dei <em>Sembradores</em> e le attività che svolgono. Parliamo a lungo della situazione de <em>La Comuna 13</em> e dei bimbi per i quali spesso lei è l’unico punto di riferimento. Jenny è riuscita partendo da un terreno adibito a discarica, a creare un campo da calcio, una sala dove poter studiare o seguire corsi di vario genere e una cucina, perché sembra assurdo, ma i bambini qui svenivano anche per la fame. Naturalmente non ha fatto tutto da sola. Molti sono coloro che come Dario si sono appassionati a questo progetto e hanno sostenuto sia economicamente che attraverso il loro tempo e la loro passione i <em>Sembradores</em>. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La storia personale di Jenny è estremamente drammatica. Anche lei ha vissuto sulla propria pelle l’<em>operazione</em> <em>Orión</em>, ma dal punto di vista opposto. Jenny infatti era tenuta prigioniera dalla guerriglia che oltre ai maltrattamenti le aveva portato via persino la figlia di appena un anno. Nel suo caso la sanguinaria operazione paramilitare le ha restituito la libertà. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci sentiamo talmente a nostro agio con queste persone che restiamo con loro anche dopo il calar della notte. Prima di andare i bambini e le bambine ci abbracciano e ci ringraziano di esser venuti a trovarli. Scendiamo insieme a Dario che deve tornare in città anche lui e ne approfittiamo per continuare a conoscerci meglio. L’oscurità ha ormai invaso i vicoli della <em>Comuna</em> e mentre percorriamo le strette scale che serpeggiano tra le numerose e umili abitazioni, mi sorprendo di quanto mi senta totalmente in pace con me stesso e non avverta minimamente la sensazione di essere in pericolo. Tutt’altro. Le persone ci sorridono e ci salutano amichevolmente. Mi sono sentito molto meno sicuro in pieno centro città e alla luce del giorno che qui di notte in uno dei quartieri più temuti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di scendere prendiamo il teleferico in senso opposto per poter così ammirare il panorama dalla cima della montagna. Durante il percorso la cabina sorvola zone ancor più in difficoltà della <em>Comuna 13</em>, dove le case non sono altro che rifugi di fortuna privi di qualsivoglia comodità. Senza neppure scendere dal nostro mezzo, la cabina fa il giro e inizia la sua discesa. La vista è mozzafiato e rappresenta il modo migliore per concludere questa giornata ricca di emozioni.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4806" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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Jardín – Bogotà</span></span></strong><strong> <br /><br /></strong>Un paio d’ore di autobus e il paesaggio cambia completamente. Le campagne nei dintorni di Medellín, a lungo rimaste inaccessibili a causa della guerra civile, offrono la possibilità di immergersi in un’atmosfera di profonda quiete circondati dalla natura.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Meta imperdibile, e nostra prima tappa, la <em>Piedra del Peñol</em>, un gigantesco monolite dalla cui cima si gode di una vista mozzafiato sul lago <em>Embalse Guatapé</em>, caratterizzato da una serie di lussureggianti isolotti che ne arricchiscono l’indiscutibile fascino. Per raggiungere la vetta si devono percorrere ben 659 gradini attraverso stretti cunicoli scavati nella roccia. Ad essi si aggiunge anche il ripido pendio che dalla strada conduce all’ingresso della <em>Piedra</em>. Insomma, non proprio una passeggiata. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tutta la zona appare curata e molto pulita. A giudicare dalle ampie vetrate e dall’architettura moderna delle abitazioni disseminate attorno al lago, il territorio sembra essere destinato ai ceti più alti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo per pochissimi chilometri fino a <strong>Guatapé</strong>, località presa d’assalto dai colombiani durante i weekend. Nonostante questa piccola cittadina possa apparire eccessivamente turistica, le abitazioni colorate e la gentilezza dei suoi abitanti rendono la visita piuttosto gradevole. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera, tornati a Medellín, decidiamo di esplorare il quartiere dove alloggiamo. <em>El Poblado</em> è considerato il <em>barrio</em> più sicuro e proprio per questa ragione ospita la maggior parte dei ristoranti e dei locali alla moda. Alcune strade vengono riservare solo ai pedoni che non si fanno di certo attendere, accalcandosi lungo le vie decorate a festa da ammalianti luminarie. I cocktails si susseguono rapidamente tra i tavolini all’aperto inondati da musica d’ogni genere rigorosamente a tutto volume.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Ego</strong>, il ragazzo spagnolo che avevamo conosciuto a Bogotà, è giunto in città proprio oggi. Ne approfittiamo così per rivederci e trascorrere una bellissima serata insieme. Ego fa parte di quelle persone speciali conosciute nel corso degli anni durante i nostri numerosi viaggi. Quelle persone che riconosci subito come affini e con le quali si instaura un rapporto di fiducia e complicità. Giunto il momento dei saluti, in noi non c’è tristezza, bensì gratitudine. Sono certo che ci rivedremo presto, in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/italia/" target="_blank" rel="noopener">Italia</a>, in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> o a Dubai, dove Ego vive per metà dell’anno.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le piogge delle ultime settimane hanno creato non pochi problemi alle già precarie condizioni delle vie di collegamento colombiane. Molte sono state infatti le frane che hanno ostruito le strade della così detta “<em>zona cafetera</em>”, creando così ingorghi di ore ed ore. La nostra prossima meta sarebbe stata la <em>Valle del Cocora</em>, ma questi problemi di viabilità uniti ai violenti temporali previsti nei prossimi giorni, ci induco a cambiare i nostri piani. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ne approfittiamo così per conoscere <strong>Jardín</strong>, un villaggio consigliatoci da molti colombiani, situato 3-4 ore a sud di Medellín. Anche Dario aveva insistito per farci conoscere questo luogo a lui profondamente caro. In effetti non è difficile comprendere il motivo per cui recentemente Dario è rimasto “bloccato” per ben 2 settimane in questa piccola cittadina. Jardín incarna in sé quanto di più affascinante e autentico possa assaporare un viaggiatore in Colombia. Qui la vita scorre lentamente scandita dai ritmi del sole. Gli anziani indossano ancora il tradizionale cappello paisa e trascorrono le giornate conversando tra i caffè del <em>Parque Principal El Libertador</em>, vero fulcro della vita cittadina. Sedie e tavolini di legno inondano di colore la piazza, così come le variopinte abitazioni che rendono ogni vicolo un vero incanto per gli amanti della fotografia. Molti abitanti si spostano ancora a cavallo, motivo per cui non è difficile vedere legati all’ingresso dei bar questi meravigliosi animali, in attesa che il loro padrone finisca la sua birra. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A prima vista Jardín può sembrare un villaggio sperduto con ben poco da fare. In realtà non è affatto così. Numerosi sono infatti i trekking che partendo proprio dal centro cittadino conducono a sorprendenti cascate, grotte e viste mozzafiato sulla vallata. Tutto attorno a Jardín poi sorgono piccole aziende agricole produttrici di caffè, disseminate lungo i pendii di suggestive verdi montagne. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo così la <em>Finca Tour Cafetero Los Correa</em>, che nonostante il mio scetticismo iniziale si rivela molto interessante, permettendoci non solo di conoscere ampiamente i processi di lavorazione del caffè, ma anche di trascorrere una mattinata a chiaccherare con coloro che abitano queste zone.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le condizioni metereologiche appaiono incerte, ma la voglia di esplorare i sentieri naturalistici circostanti è tanta. Sorpresi dalla pioggia, ci facciamo condurre da un tuk tuk sulla cima della montagna, fino al <em>Café Jardin</em>. La vista è spettacolare. Ben presto torna il sole, permettendoci così di riprendere il cammino e raggiungere prima la bellissima <em>Cascada la Escalera</em> e successivamente anche la <em>Cascada del Amor</em>. Ci sarebbero anche luoghi ancor più affascinanti a circa 7 h di cammino, ma il tempo a nostra disposizione sfortunatamente è troppo poco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il nostro viaggio sta per giungere al termine. Visti i vari problemi di viabilità che continuano ad affliggere il paese, siamo costretti a tornare a Medellín e prendere un volo per Bogotà dove trascorriamo l’ultima notte prima del nostro rientro in Italia. Abbiamo ancora a disposizione un’intera giornata dato che il nostro volo parte in tarda serata. Non avendo apprezzato particolarmente il centro della capitale colombiana al nostro arrivo, optiamo questa volta per il tranquillo <em>Jardin Botanico</em> e per il gigantesco <em>Parque Metropolitano Simón Bolivar</em>. La scelta risulta vincente e ci permette di scoprire così lo spirito più pacato e sereno di Bogotà.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È ora di salutare la nostra tanta amata America Latina e di tirare le somme di un’altra avventura, …ma questo lo vedremo nella prossima puntata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4810" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4813" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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Nel complesso posso affermare di non aver avuto grandi sorprese. Le mie aspettative sia in positivo che in negativo si sono rivelate corrette. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Colombia non è un paese che vanta mastodontiche attrazioni turistiche, per intenderci, non sono presenti alcuni di quei luoghi da vedere assolutamente almeno una volta nella vita. A renderla una meta imperdibile però sono i suoi abitanti. Il calore con il quale si viene accolti ovunque, la gentilezza a volte quasi ostentata o addirittura l’affetto con il quale le persone si rivolgono a voi, lasciano davvero esterrefatti. Se, ad esempio, per strada chiedete informazioni a una donna, questa vi risponderà con appellativi del tipo “<em>mi amor</em>”, “<em>cariño</em>”, “<em>mi corazón</em>”, “<em>mi vida</em>”, ecc… . Capite che, avere di fronte a sé qualcuno che vi parla in questo modo, predispone già in partenza un dialogo positivo e amichevole. Per dovere di cronaca bisogna dire che anche gli argentini tendono a usare questi epiteti, ma in modo minore e solitamente vengono utilizzati dalle persone anziane.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Risulta impossibile quindi essere di cattivo umore o arrabbiati con qualcuno. Tutti vi sorridono, nessuno tenta mai di ingannarvi o di trarre profitto dalla vostra presenza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4794" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Eravamo consapevoli che avremmo trovato un popolo straordinario proprio perché, nel nostro intenso girovagare per l’America Latina, avevamo sempre conosciuto persone meravigliose di nazionalità colombiana. Un popolo curioso, appassionato, gioviale e autentico. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non è un paese semplice da girare però, o almeno non lo è rispetto a molti altri latinoamericani. Le sue dimensioni sono molto più ampie di quanto possa sembrare. Il territorio poi, principalmente montagnoso, complica notevolmente gli spostamenti. Quasi sempre, è presente una sola strada, spesso in cattive condizioni. Attraverso di essa transitano di continuo, enormi camion merci. Ovviamente questo provoca rallentamenti considerevoli, aggravati ancor di più dalle continue frane che divengono frequenti nei mesi più piovosi. Si è quindi quasi costretti a ricorrere a voli interni che fortunatamente offrono costi abbastanza ridotti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tanto i villaggi di montagna quanto quelli sulla costa si rivelano davvero affascinanti. Più sono sperduti e difficili da raggiungere, più appaiono autentici e privi di turisti. Al contrario le grandi città come Bogotà o Medellín destabilizzano un po’ e risultano prive di quel fascino particolare tipico delle località sudamericane. Vi sono poi grossi problemi legati alla sicurezza, difficoltà quasi inesistenti invece nelle zone più remote. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il clima di festa che si respira però è davvero contagioso. Ovunque vi troviate, che si tratti di un autobus, un negozio o semplicemente per strada, la gente canta e balla di continuo, trasmettendo quella gioia di vivere che spesso dimentichiamo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4793" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vale la pena quindi di visitare la Colombia? Assolutamente sì, sebbene non mi sentirei di consigliarla come prima esperienza nel continente latinoamericano. Altro fattore importante poi è quello di avere tempo. Per godere davvero fino in fondo di questa destinazione è necessario viaggiare con lentezza, assaporando così ogni sfumatura di questa esplosiva e colorata Colombia.</span> <br /><br /></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br /><br /><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span><br /></strong></p>
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		<title>Cammino di Santiago Portoghese 2021 &#8211; Senda Litoral &#8211; (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 15:55:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni   Paesi percorsi: Portogallo – Spagna    Itinerario: Porto – Mindelo –<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/cammino-di-santiago-portoghese-2021-senda-litoral-insieme-a-myriam-rachele-kasia-paolo-igor-jonatan-e-jose/">Continua a leggere</a></p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Durata: 16 giorni   <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Paesi percorsi: Portogallo – Spagna   <br /><br /></span></strong><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Itinerario: Porto – Mindelo – Esposende – Viana do Castelo – A Guarda – Mougás – Patos – Vigo – Redondela – Briallos – Iria Flavia – Santiago de Compostela – Finisterre   <br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Periodo: settembre </strong>  <br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo due anni di restrizioni e limitazioni negli spostamenti, la pandemia ancora non sembra giungere al termine. Tamponi e quarantene richieste dalla quasi totalità dei paesi, scoraggiano o rendono estremamente difficile organizzare qualsiasi viaggio. Questo clima di incertezza però ci offre il pretesto per realizzare finalmente uno dei miei sogni. Quale miglior momento per il Cammino di Santiago? Tornare a spostarsi come si faceva una volta, lontano dalle folle e immersi nella natura sembra davvero essere la soluzione più semplice e contemporaneamente la più geniale. I dubbi di <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a> vengono velocemente accantonati quando invece del lungo, faticoso e purtroppo affollato Cammino Francese, le propongo quello Portoghese. Le basta sentire la parola “oceano” e i preparativi sono già iniziati.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4192" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Quanto segue è il resoconto giorno per giorno del nostro cammino. Emozioni, incontri e riflessioni di un’esperienza lontana dalla consuetudine, rivelatasi inaspettatamente meravigliosa.</strong> Questo “diario di viaggio” è stato pubblicato anche in tempo reale all’interno della <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">pagina Facebook di “Va’ dove ti porta il blog”</a> con la presenza di un gran numero di fotografie. Buona lettura a tutti!<br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline; color: #b00505;"><span style="color: #bd1111; text-decoration: underline;">SENDA LITORAL &#8211; 1° tappa (lunghezza 30 km, da PORTO a MINDELO)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4559" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=640%2C978&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="978" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=520%2C795&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></span><br /></span><u><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dalla cattedrale scendiamo fino al <em>Ponte Luis I</em>, dove il giorno prima ci eravamo uniti agli abitanti del luogo nel quotidiano relax. Comincia la nostra marcia!!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Si cammina sempre seguendo il fiume. Il primo tratto non è particolarmente piacevole in quanto si fiancheggia la strada dove sfrecciano veloci le automobili. Il <em>Duero</em> all&#8217;alba però ha il suo fascino. Numerosi anziani pescano sulla riva per tutto il percorso fino alla foce. Un ragazzo rasta a piedi nudi, gambe incrociate, suona il clarinetto rivolto verso il fiume. Unici spettatori paganti i gabbiani.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avanziamo rapidi e sicuri. Nessuna fatica, nonostante il nostro scarsissimo allenamento. La scelta di portare con noi solo l&#8217;essenziale si rivela assolutamente azzeccata. Appena 4,5 kg per zaino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Breve sosta per fare colazione in un piccolo caffè che sa di tradizione e di famiglia. Uno di quei luoghi autentici che tanto ci piacciono. Tutto squisito e prezzi quasi ridicoli. Temiamo che abbiano sbagliato il conto, non può essere così basso&#8230; forse è perché siamo pellegrini&#8230; o forse è perché davvero questo paese è così economico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superato <em>Matosinhos</em> tutto diventa più affascinante. Si attraversa una piccola cittadina le cui strade e abitazioni ricordano la mia tanto amata Montevideo. E poi finalmente l&#8217;oceano! Iniziano le distese di sabbia&#8230; dapprima piccole insenature rocciose, che divengono poi sempre più grandi e ci regalano lunghe spiagge selvagge di sabbia chiara finissima. Compaiono anche le passerelle di legno che caratterizzano il percorso portoghese della costa e che permettono di passeggiare accanto al mare. La vegetazione dapprima bassissima e arsa dal sole, diviene via via più verde e lussureggiante.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La gente si dimostra gentilissima e cordiale. A volte i tratti rudi dei volti inducono in errore. Ognuno di loro ci regala un sorriso accompagnato a volte da un &#8220;<em>Buen camino</em>!&#8221;, mentre una mano sventola come faceva mia nonna dalla finestra quando ero piccolo. In realtà ora che ci penso lo fa ancora adesso&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Di pellegrini come noi ce ne sono diversi. Ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere. La sensazione è quella di incontrare un amico che sta condividendo con te un&#8217;esperienza unica.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Soffia una fresca brezza che rende i nostri sforzi meno gravi. Il sole si affaccia ogni tanto tra le nuvole. Nel complesso la temperatura è perfetta. La fatica e il fiato reggono alla grande. I problemi sopraggiungono solo dopo circa 20 km dalla partenza quando facciamo una sosta per rifocillarci. Il momento di ripartire diviene vera sofferenza. I muscoli delle gambe si sono contratti e faticano a riprendere il ritmo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra guida consiglia di fermarsi a <em>Labruge</em>, ma non è ancora finita la stagione estiva e gli alloggi sono tutti pieni. Pellegrini ce ne sono vari, non tantissimi, ma abbastanza da rendere al completo i pochissimi albergues presenti. Così si continua.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo 30 km e circa 6 h e 30 min di cammino, finalmente possiamo fermarci a <em>Mindelo</em>. Un piccolo villaggio dove godersi il tramonto sul mare sorseggiando una bella pinta ghiacciata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4202" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 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Al nostro risveglio tutti i dolori muscolari del giorno precedente sono spariti&#8230; tutti tranne quella fastidiosa fitta al tendine d&#8217;Achille comparsa verso la fine della prima tappa. Il sole è sorto da poco, l&#8217;aria è pungente, siamo carichi e di buon umore. Appena inizio a camminare però appare evidente che il problema al tendine è piuttosto serio. Ogni passo è una fitta quasi insopportabile, la caviglia è visibilmente gonfia. Stringo i denti e si va avanti, altre soluzioni non ci sono.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo tratto continua lungo la seducente riva oceanica. Qualche nave da pesca e surfisti intenti a domare le onde, sembrano essere gli unici svegli a quest&#8217;ora oltre a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ben presto però la strada devia verso l&#8217;interno. È necessario attraversare il fiume <em>Ave</em>. Giungiamo a <em>Vila do Conde</em>, cittadina che offre scorci interessanti, tra giardini, chiese e un antico acquedotto romano.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci fermiamo a fare colazione in un caffè dove conosciamo <strong>José</strong>, un pellegrino spagnolo. Ci racconta che molti albergues sono chiusi. I pochi aperti sono costretti a occupare le stanze con la metà dei posti disponibili a causa del covid. Le prenotazioni, un tempo non concesse, ora lo sono. Sicché molti si prenotano già tutte le notti. Bisognerebbe poi indossare sempre la mascherina nelle camerate, ma ovviamente non lo fa nessuno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È indubbio che l&#8217;aspetto più interessante del Cammino di Santiago sia quello umano. Quindi l&#8217;esperienza dell&#8217;albergue o ostello diviene quasi imprescindibile. Avendo noi viaggiato per anni da mochileros, anche per ostelli, ben conosciamo i meccanismi di questi alloggi, con tutti i loro pro e i loro contro. Ovviamente il covid costringe a mantenere alcuni accorgimenti in più. Sì quindi ad albergue e ostelli, ma meglio se con camere private con bagno in camera, in modo da poterci godere comunque quegli istanti di condivisione, ma sempre in sicurezza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mia tendinite non mi dà tregua, non riesco a pensare ad altro se non al dolore battente. Prendo degli antinfiammatori in farmacia. Mi dicono che dovrei fermarmi e stare a riposo se voglio guarire&#8230; purtroppo la tendinite non può che peggiorare se continuo a camminarci sopra. Questo è uno dei tanti motivi per cui amo viaggiare per mesi e non per settimane, e cioè il poter far fronte facilmente agli imprevisti. Non è il nostro attuale caso però&#8230; il tempo è poco quindi non ci sono alternative. Si continua e si tiene duro.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I cartelli blu con la conchiglia gialla che indicano la direzione per il cammino da qui divengono numerosi, impossibile sbagliare strada.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo dall&#8217;interno attraverso il Camino da Costa fino a <em>Póvoa do Varzim</em> tra il caos dei vacanzieri e strade cittadine di scarso interesse. Troviamo anche un locale che non saprei come definire&#8230; una cerealeria? In pratica un luogo dove entri e fai colazione o merenda solo con cereali. Nella vetrina decine e decine di marchi e generi diversi, scodelle e sgabelli. Fighissimo! Come può essere venuto in mente a qualcuno di crearne uno?<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il sole batte forte e il caldo si fa sentire. Superata <em>Póvoa</em> tornano per diversi chilometri le tanto amate passerelle di legno lungo l&#8217;arenile. Dopo <em>Aguçadoura</em> però il cammino vira nuovamente verso l&#8217;interno. Si passa accanto a bellissimi e nuovissimi campi da calcio, un campo da golf, coltivazioni di vario genere, vivai e soprattutto splendidi boschetti di eucalipto che ci regalano un po&#8217; di fresco e soprattutto un inebriante profumo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attraversiamo <em>Apúlia</em> un pittoresco villaggio dove a quanto pare tutti fanno la siesta. È la volta poi di <em>Fão</em> e infine <em>Esposende</em>, la nostra meta finale. Troviamo facilmente alloggio e, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti, si esce a esplorare i dintorni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche oggi 30 km in ben 7 h e 30 minuti di cammino, 1 ora in più rispetto a ieri, un ritardo dovuto al mio avanzare ostacolato dalla tendinite.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4552" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, 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decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4553" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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La nostra guida consiglia di camminare direttamente sulla sabbia, ma l&#8217;idea non mi fa impazzire. In alternativa bisognerebbe seguire alla lettera le loro indicazioni strada per strada all&#8217;interno. Decidiamo così di farci guidare dalle frecce gialle che indicano il cammino e di non preoccuparci troppo. La scelta si rivelerà positiva e negativa allo stesso tempo. Positiva perché i paesaggi saranno bellissimi&#8230; negativa perché dovremo attraversare grandi alture.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il percorso vira drasticamente verso l&#8217;interno, in un continuo sali-scendi di colline e paesini d&#8217;altri tempi dove la vita scorre lenta. Terminate poi le colline inizia la montagna&#8230; Montagna? Ma io non pensavo ci fossero montagne sulla costa portoghese!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il promontorio è totalmente ricoperto da boschi di eucalipto che offrono fresco e riparo dal sole. La salita non è impegnativa, almeno per la prima parte&#8230; poi diventa più tosta sia per la pendenza che per il suolo. Fortunatamente la temperatura è perfetta, il sole batte sempre forte, ma l&#8217;aria è quasi fredda quindi non permette di percepire il calore. Faccenda ovviamente pericolosa perché si rischia di ustionarsi senza rendersene conto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mia tendinite non accenna minimamente a darmi pace… i primi 2/3 km della giornata sono stati sofferenza pura&#8230; dopodiché tra l&#8217;effetto dell&#8217;antinfiammatorio e il fatto che il corpo si scalda riesco seppur con difficoltà a proseguire. Di certo però le discese tra i massi, i sanpietrini e le pavimentazioni romane, seppur molto affascinanti, non aiutano.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vari incontri con i pellegrini oggi. Sembra quasi che più ci si avvicini alla metà più aumenti l&#8217;afflusso. Tra i vari, Antonio di Madrid e una coppia italiana di Bari.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il lungo <em>Ponte Eiffel</em> ci permette di attraversare il <em>Limia</em> e giungere a <em>Viana do Castelo</em> dove la fortuna ci assiste e, proprio come avvenuto ieri, troviamo alloggio al primo tentativo. L&#8217;ingresso in città avviene attraverso un viale alberato circondato da giardini in fiore. <em>Vian</em>a sembra essere davvero carina&#8230; tanto verde e numerose vie dedicate solo ai pedoni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli sforzi di oggi hanno messo a dura prova le gambe. Speriamo che la notte ci permetta di recuperare. Domani si continua&#8230; ci attende l&#8217;ultima tappa in territorio portoghese.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4563" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4219" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4564" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO DA COSTA e SENDA LITORAL &#8211; 4° tappa (lunghezza 32 km, da VIANA DO CASTELO a A GUARDA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4565" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=640%2C1112&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="1112" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=173%2C300&amp;ssl=1 173w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=589%2C1024&amp;ssl=1 589w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=520%2C904&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo prima che suoni la sveglia a causa dei forti tuoni. Un bel temporale ci dà il buongiorno!  Questo piccolo imprevisto ci obbliga a partire alle 10:00, con ben 2 h e mezza di ritardo rispetto al solito. Il clima è umido, ma fresco, e ci permette di avanzare abbastanza rapidamente. La stanchezza e i dolori fisici però si fanno sentire e non poco.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le frecce ci conducono ancora una volta sulle colline, tra coltivazioni e meravigliose <em>Quintas</em> (l&#8217;equivalente di estancias, tenute, ranch) tutte molto curate o in restauro. Ieri al contrario avevamo attraversato diversi edifici storici purtroppo abbandonati a sé stessi, anche se probabilmente, proprio questo fascino decadente incarna ciò che li rende così intriganti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superata <em>Areosa</em> le frecce indicano su verso la montagna. Memori di quanto accaduto ieri decidiamo di cercare la Senda Litoral che a quanto pare non viene mai segnalata. Puntiamo così verso la spiaggia. Mai scelta fu più azzeccata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Raggiungiamo facilmente l&#8217;oceano e troviamo le nostre amate passerelle di legno, immerse in un paesaggio stupefacente. Ex mulini fanno da guardiani lungo la costa, mentre la sabbia si alterna alle formazioni rocciose. Il percorso di tanto in tanto attraversa qualche pineta, qualche bosco di eucalipto e alcuni gruppi di pecore, caprette e cavalli, tutti intenti a brucare avidamente l&#8217;erba. A mala pena si spostano dal sentiero incuranti del nostro passaggio.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;obbiettivo di oggi è quello di fermarci un po&#8217; prima del solito e di dormire a <em>Moledo</em>. Giunti a destinazione però non troviamo un alloggio, ma questa in realtà si rivelerà una grande fortuna.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Incontriamo infatti <strong>José</strong> e <strong>Paolo</strong>, lo spagnolo e il milanese conosciuti nei giorni scorsi. Bevono una birra in compagnia di altri pellegrini e ci accolgono come vecchi amici. L&#8217;atmosfera è talmente positiva che decidiamo di unirci a loro.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>José</strong> deve proseguire addirittura fino in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> perché ha già l&#8217;albergue prenotato. <strong>Paolo</strong> e la polacca <strong>Kasia</strong> hanno le tende e anche loro vogliono raggiungere la sponda opposta. <strong>Igor</strong> e <strong>Jonathan</strong> di Bilbao e <strong>Rachele</strong> di Milano invece come noi non hanno programmi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per entrare in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> è necessario attraversare il fiume <em>Miño</em>, ma il ponte più vicino si trova a 7 km di distanza verso l&#8217;interno. Tutti i pellegrini passano all&#8217;altra riva o con il traghetto (il prossimo sarebbe domani alle 11:40) o con una lancia privata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Camminiamo così altri 3 km, ma invece di entrare a Caminha decidiamo di proseguire e andare tutti insieme in Spagna con un discutibile barcaiolo in un’operazione che sembrava tutto tranne che legale&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sbarcati nella riva opposta esausti, riprendiamo a camminare. Circa un&#8217;altra ora per raggiungere <em>A Guarda</em>. L&#8217;entusiasmo però di conoscere altri <em>peregrinos</em> condividendo con loro questa magnifica esperienza ci distrae dai problemi fisici e dalla stanchezza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Troviamo alloggio tutti insieme e, dopo una bella doccia, usciamo in gruppo a cenare.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante la lunga marcia di oggi non programmata, i chilometri sono decorsi rapidamente sotto i nostri piedi, soprattutto dopo l&#8217;incontro con i nostri nuovi compagni di viaggio. Credo che questo fosse ciò che ci mancava per rendere indimenticabile la nostra esperienza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4215" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4214" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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I chilometri da percorrere sono relativamente pochi. Così dopo una bella colazione scendiamo verso il mare e inizia il nostro cammino seguendo sempre la Senda Litoral.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avanziamo tutti insieme (<strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong>, <strong>Rachele</strong>, <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong>) e, grazie alle chiacchiere e al clima festoso, nessuno ha il tempo di pensare ai dolori e alla fatica.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio è seducente, la costa sabbiosa è scomparsa del tutto, ma le roccie scure aggiungono fascino a un&#8217;acqua particolarmente limpida e azzurra.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Presto ci raggiungono <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> che hanno trascorso la notte in tenda, o per lo meno, così avrebbero dovuto fare… <br />Preoccupati per un temporale mai arrivato, decidono di dormire all&#8217;aperto sotto la tettoia di un bar abbandonato.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Pochi minuti e ritroviamo anche <strong>José</strong> che come sempre è partito presto e ha corso perché deve raggiungere le tappe prefissate dalle sue prenotazioni. Questa volta però non ce la fa più. Ha i piedi pieni di vesciche e non riesce quasi più a camminare. È evidente che non raggiungerà <em>Baiona</em> in giornata come programmato.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il gruppo è di nuovo unito e avanziamo tutti e 8 tra racconti di vita e tante risate. Presto scorgiamo un bar lungo il cammino in un bel punto panoramico. Come non fermarsi per una birretta e una <em>tortilla de papas</em>!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il resto del cammino scorre veloce. I 21 km di oggi ci sembrano uno scherzo rispetto alle tappe precedenti. Meglio così, tutti abbiamo qualche acciacco e con essi la necessità di riposare.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Arrivati a <em>Mougás</em>, troviamo facilmente un albergue fronte mare e occupiamo completamente una camera da 8. Laviamo come sempre gli abiti sporchi, noi stessi e poi giù tra le rocce a mettere i piedi nell&#8217;oceano o a fare il bagno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Cena tutti insieme nel locale accanto e la giornata è già finita. Semplice, piena, bellissima.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4569" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4570" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4571" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />SENDA LITORAL e CAMINO DE LA COSTA &#8211; 6° tappa (lunghezza 23 km, da MOUGÁS a PATOS)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4572" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=640%2C971&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="971" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=520%2C789&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4573" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=640%2C981&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="981" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=520%2C797&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Notte movimentata&#8230; <strong>Jonatan</strong> non solo russa, si agita, parla nel sonno, urta più volte la scala metallica del letto a castello. Risultato, non riesco a dormire per più di 3 h e come me anche <strong>Paolo</strong>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il mattino ci accoglie però con una notizia ben più triste. <strong>José</strong> ha deciso di abbandonare il cammino. Non ce la fa più. Le vesciche gli danno davvero il tormento e la situazione dei suoi piedi appare effettivamente piuttosto grave. Prenderà l&#8217;autobus fino a <em>Pontevedra</em> e poi vedrà se tornare a casa o riprendere il cammino al nostro arrivo. Speriamo possa unirsi nuovamente a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La notizia abbatte tutti, <strong>José</strong> è una roccia e vederlo così demoralizzato è un brutto colpo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo il cammino, le tappe che ci attendono d&#8217;ora in avanti non dovrebbero essere lunghissime, ma come sempre i promontori fronte oceano rendono arduo il percorso. Dopo pochi chilometri infatti il sentiero ci conduce su, lungo una ripida salita.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Incontriamo diversi pellegrini che avevamo conosciuto nei giorni scorsi. Tutti con le loro storie e disavventure. Non conta più l&#8217;età, la nazionalità o qualsiasi altro fattore che nella vita quotidiana in qualche modo, consciamente o inconsciamente, tende a influenzarci. Sentiamo tutti di far parte di qualcosa di speciale, come se un filo sottile invisibile ci legasse lungo questa straordinaria esperienza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oltrepassata la cima giungiamo a <em>Baiona</em>, di certo una delle cittadine più affascinanti incontrate sino ad ora. Attraversiamo i suoi pittoreschi vicoli acciottolati e facciamo sosta per il pranzo in uno dei tanti localini disseminati nel centro storico. Nel frattempo anche altri pellegrini scendono dalle alture e vedendoci mangiare lì fuori, decidono di fermarsi anche loro. In poco tempo grazie a noi il ristorante si riempie.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rifocillati dal buon cibo e dalla buona compagnia proseguiamo lungo il litorale. Si susseguono varie fontane storiche che sembrano esser state posizionate lì di proposito a sostegno dei pellegrini.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attraversiamo un magnifico ponte romanico del XII sec. e, in men che non si dica, sbuchiamo tra le spiagge di <em>San Pedro Ramallosa</em>. <em>Playa América</em> in particolare ci stupisce per la sua bellezza. La voglia di gettare a terra gli zaini e fare un tuffo è tanta. Dobbiamo però trovare alloggio per stanotte. Albergues qui non ce ne sono e le strutture sono poche e care. <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> riescono a trovare un’ultima piazzola in un camping a circa mezz&#8217;ora di distanza, ma dovranno in parte tornare indietro. Noi 5 invece dopo varie peripezie e un paio di disavventure con i classici albergatori disonesti, decidiamo di proseguire per altri 3 km fino a <em>Praia Pato</em>. Troviamo finalmente un bel hostel dove da subito ci sentiamo perfettamente a nostro agio. La ragazza alla reception è carinissima e riesce a farci dimenticare le brutte esperienze vissute poco prima. Tutta la zona gode davvero di &#8220;<em>buena onda</em>&#8220;. Evidentemente era destino che venissimo qui.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tempo di lasciare gli zaini in stanza e siamo già in spiaggia con birre e panini. L&#8217;arenile è ampio, l&#8217;aria pungente, il calore della giornata va via via affievolendosi, mentre il sole cala dietro all&#8217;oceano. Un momento magico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tornati in camera sono talmente stanco che crollo senza nemmeno rendermene conto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oggi per la prima volta ho evitato di prendere l&#8217;antinfiammatorio. Volevo fare almeno una pausa in modo da evitare di prendere farmaci per troppi giorni consecutivi. Il dolore è stato piuttosto forte, ma non così tanto da costringermi a fermarmi, motivo per cui sono molto soddisfatto. La sfortuna però evidentemente ha deciso di accanirsi su di me, o qualche entità a me ignota non vuole proprio che arrivi a Santiago. Tolte scarpe e calzini mi accorgo infatti di avere 3 belle vesciche. Speriamo bene&#8230;<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4574" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4217" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4575" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />SENDA LITORAL &#8211; 7° tappa (lunghezza 18 km, da PATOS a VIGO)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4577" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=640%2C981&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="981" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=520%2C797&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Comincia l&#8217;ultima tappa sulla costa, poi saremo costretti a salutare l&#8217;oceano. Fortunatamente la maggior parte di questa giornata si svolgerà lungo l&#8217;arenile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> partono presto dato che si trovano a circa 6 km di distanza da noi. Iniziamo così a camminare con la consapevolezza che ben presto ci raggiungeranno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel frattempo <strong>José</strong> ci fa sapere che sta bene e che si è fatto medicare. Purtroppo hanno dovuto persino asportargli l&#8217;unghia dell&#8217;alluce. Non sa ancora se riuscirà a unirsi nuovamente a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Senda Litoral finalmente appare ben segnalata con frecce e conchiglie verdi. Dapprima ci fa camminare proprio sulla sabbia per poi condurci nel solito continuo sali-scendi. Stavolta però niente montagne, ma meravigliose calette nascoste senza anima viva.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Segue qualche tratto meno piacevole dove le macchine sfrecciano accanto a noi, per poi attraversare una dopo l&#8217;altra diverse spiagge dotate di finissima sabbia bianca e acqua limpida e azzurra in stile caraibi!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le persone che incontriamo lungo il cammino si dimostrano amichevoli e sorridenti nei nostri confronti. Una signora carinissima dalla soglia di casa, vedendoci passare, ci domanda se abbiamo bisogno di qualcosa. Quanta gentilezza! Un gesto se vogliamo anche banale, ma pieno di umanità che riempie il cuore e rinfranca lo spirito. A volte basta così poco a far svoltare in positivo una giornata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le spiagge appaiono una più bella dell&#8217;altra, così ne troviamo una piccola, tutta per noi, con una parte ombreggiata&#8230; Ci fermiamo a riposare, pranzare e, alcuni di noi, persino a fare il bagno. Che relax! Ci voleva proprio. <em>Praia do Tombo do Gato</em> sembra davvero un paradiso.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Arrivano finalmente anche <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> che hanno seguito una strada diversa su per la montagna, macinando tra l&#8217;altro chilometri in più. Ora possiamo dare inizio ai festeggiamenti per il compleanno di <strong>Kasia</strong>! Purtroppo non c&#8217;è stato modo di trovarle un regalo decente, così dovrà accontentarsi di un tortino di crema e mele con un lecca lecca al posto della candelina.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tempo passa ed è ora di andare se vogliamo raggiungere <em>Vigo</em>. Cerchiamo un alloggio per la notte attraverso internet e la situazione anche qui appare piuttosto difficile, non tanto per la disponibilità, quanto per i prezzi davvero alti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> decidono di attendere la notte lì in spiaggia e montare le tende. Si offrono anche di dormire fuori lasciando agli altri i loro alloggi, ma la cosa sarebbe davvero complicata. <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> così scegliamo di proseguire fino a <em>Vigo</em>, in modo da macinare qualche chilometro in più oggi, dato che ne abbiamo fatti davvero pochi, e risparmiarli così domani. Torneremo a camminare insieme al resto del gruppo domani mattina quando raggiungeranno la città.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Poco più di 1 ora di cammino e arriviamo alla nostra meta. <em>Vigo</em> tra l&#8217;altro non si rivela una città grigia come credevo. Al contrario appare davvero piacevole. Così, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti sporchi, facciamo un giro per il centro cittadino e troviamo un bel ristorante vegetariano dove mangiare qualcosa di sano.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4578" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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Non sapendo a che ora partiranno i ragazzi dalla spiaggia abbiamo deciso di alzarci alle 7. Quando mi accorgo che nel telefono non ci sono ancora messaggi, capisco subito che probabilmente stanno ancora tutti dormendo&#8230; Giustamente, trovandosi sulla spiaggia, hanno approfittato per fare festa. Appare evidente che non raggiungeranno <em>Vigo</em> molto presto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> quindi, dopo una bella colazione, ci mettiamo in cammino. Sicuramente tra la mia tendinite e le mie vesciche, sono certo che i ragazzi non tarderanno a raggiungerci.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Inizia a essere tardi, la temperatura aumenta e il sole batte alto nel cielo. Un anziano ci ferma e vuole a tutti i costi spiegarci nei minimi dettagli il percorso, anche se non ne abbiamo bisogno. Un altro ci regala due pesche e vorrebbe darci anche i suoi pomodori. Sembrano tutti gentilissimi e ben disposti nei confronti dei pellegrini.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La strada si inerpica su verso il promontorio che sovrasta la città. Poco prima che il sentiero si immerga nei bellissimi boschi di eucalipto, scorgiamo in lontananza su una panchina, un volto familiare. Si tratta di <strong>José</strong>! Non ci aveva detto nulla, voleva farci una sorpresa! Che gioia per tutti noi sapere che può riprendere il cammino. Sicuramente non sta ancora bene e fatica ad avanzare. Vedremo come si evolverà la situazione.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superata la montagna scendiamo la ripida discesa che mette a dura prova le nostre caviglie e i tanti acciacchi. I chilometri che ci separano dalla meta di oggi fortunatamente però sono davvero pochi. Questa sarà probabilmente la tappa più breve di tutto il viaggio. Così dopo appena 17 km siamo già a <em>Redondela</em>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I ragazzi si trovano ancora a 6 km di distanza. Così per ingannare il tempo, <strong>José</strong>, <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong>, beviamo qualcosa in uno dei localini del centro. Nel frattempo <strong>Myriam</strong> trova un ostello davvero carino, disposto a lasciare tutta la struttura solo per noi con eccezione di una coppia di signori americani di Portland, tra l&#8217;altro molto carini. Un&#8217;occasione da non farsi sfuggire. La struttura del hostal mi ricorda molto quelli di Buenos Aires, con i soffitti alti e decorati, pavimenti in legno e quegli intonaci rovinati dalle incurie del tempo che ne aggiungono un fascino decadente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera dopo esserci uniti ai festeggiamenti popolari per il <em>Festival Internazionale de Títeres</em>, compriamo 6 pizze da asporto, 4 bottiglie di vino e torniamo al nostro alloggio. L&#8217;ostello diventa così, improvvisamente, la nostra casa, dove cenare tutti insieme, brindare alla vita e tornare bambini per qualche istante, tra risate e sciocchi scherzi che alimentano l&#8217;euforia generale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Inebriati dal vino e carichi della stanchezza accumulata, piombiamo infine in un sonno profondo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4582" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, 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Dopo un confronto sul da farsi per i prossimi giorni, ieri sera concordiamo di tentare le ultime 4 tappe in soli 3 giorni. Le motivazioni sono fondamentalmente due:<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- Rachele ha il volo di rientro in Italia venerdì sera, e vorremmo andare tutti insieme a <em>Finisterre</em> a festeggiare il completamento del Cammino. Raggiungendo <em>Santiago</em> in 4 giorni probabilmente non riuscirebbe a essere dei nostri.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- Le previsioni metereologiche indicano che ci attendono giorni di piogge e temporali. Dovremo quindi approfittare e avanzare il più possibile ora che ci è concesso farlo senza problemi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci alziamo quindi presto e ci prepariamo in fretta. Siamo tutti carichi e motivatissimi. La mia tendinite fa davvero male, e la caviglia appare ormai perennemente un melone. Conscio della missione che ci attende oggi, prendo un antidolorifico che farà bene il suo mestiere.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Redondela</em> è la città dove si riuniscono tutti e tre i Cammini Portoghesi di Santiago. Da ora vi è una sola via. Molti inoltre iniziano a camminare da qui o da <em>Vigo</em> in quanto bastano gli ultimi 100 km per poter ottenere la <em>compostela</em>. Solo nelle prime due ore, superiamo più pellegrini di quanti visti in tutto il resto del viaggio. Gli incontri divengono quindi banali e questo continuo flusso di persone rovina in parte quell&#8217;intimità e quel senso di impresa personale che trasmette il Cammino di Santiago. Tutto diviene quindi piuttosto commerciale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Partiamo a mille, mai così rapidi come oggi. Sembriamo stare tutti abbastanza bene, così aumentiamo al massimo. Il percorso è davvero piacevole perché attraversa quasi costantemente i boschi. L&#8217;aspetto negativo ovviamente è che tali boschi si trovano tra le montagne, perciò gran parte della tappa sarà impegnativa. Nonostante le salite i primi 20 km scorrono rapidi a una media impressionante. Solo 3 h e 40 min. <strong>José</strong> purtroppo può avanzare solo lentamente, motivo per cui rimane indietro. Non pensa di riuscire a fare chilometri in più, perciò saremo costretti a separarci con la speranza di rincontrarci a <em>Santiago</em>.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo il cammino compaiono spesso scatoloni di frutta che i negozianti o gli agricoltori offrono gratuitamente ai pellegrini. Tanta gentilezza mi sorprende positivamente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;umidità è altissima, e il caldo ci mette alla prova. Dopo aver attraversato un enorme bellissimo ponte romano, entriamo a <em>Pontevedra</em>. Restiamo stupiti nel constatare quanto il centro cittadino sia affascinante. Pittoresche viuzze si alternano ad ampi spazi che compongono piazze e piazzette, veri e propri punti di ritrovo per i locali.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di proseguire nella nostra folle marcia cechiamo qualcosa di pronto e veloce per pranzo. La nostra attenzione viene richiamata da un’alimentari con l&#8217;insegna: &#8220;<em>Take away, cocina casera</em>&#8220;. Avvicinatomi alla vetrina noto subito la <em>yerba mate</em> e il <em>dulce de leche</em> &#8220;<em>Los nietitos</em>&#8220;. Non possono che essere uruguaiani! E infatti è proprio così.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Finito il break riprendiamo a marciare seppur con meno vigore. Ci vuole sempre qualche chilometro per riuscire a scaldare nuovamente i muscoli. Attraversiamo tutta la città e puntiamo verso nord. Altro ponte, altri boschi, vigneti, coltivazioni varie e purtroppo anche qualche tratto di strada dove le automobili sfrecciano a velocità assurde. Riusciamo a mantenere una buona andatura sebbene accusiamo tutti il colpo e, chi più chi meno, soffre non tanto per la fatica quanto per i dolori.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo ben 38 km giungiamo all&#8217;albergue di <em>Briallos</em>, un villaggio sperduto, situato a soli 5 km da <em>Caldas de Reis</em>, meta ufficiale della tappa successiva. Insomma siamo riusciti nel nostro intento.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche qui la struttura è tutta per noi e per altri due ragazzi italiani che hanno compiuto il Cammino Francese e hanno deciso di proseguire fino a Fatima. L&#8217;atmosfera è di quelle che amiamo e trascorriamo così una bella serata seppur un po&#8217; ammaccati dalla tanta stanchezza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4218" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4586" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4619" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=1170%2C821&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="821" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?w=1319&amp;ssl=1 1319w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=1024%2C719&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=768%2C539&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=520%2C365&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=740%2C520&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO CENTRAL &#8211; 10° tappa (lunghezza 26 km, da BRIALLOS a IRIA FLAVIA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4588" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=640%2C1037&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="1037" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=185%2C300&amp;ssl=1 185w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=632%2C1024&amp;ssl=1 632w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=520%2C843&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le previsioni meteorologiche indicano che oggi pioverà tutto il giorno. Piccoli rovesci al mattino e violenti temporali dalle 11:00 fino a sera. Impietosa sveglia quindi alle 04:45 con l&#8217;intento di compiere la tappa odierna prima della tempesta.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A quest&#8217;ora siamo tutti parecchio rintronanti, quindi le operazioni vanno piuttosto a rilento. Infiliamo il k-way integrale che copre anche lo zaino, la pila da fronte e siamo pronti a partire.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A infastidire non sono tanto la pioggia e il buio, quanto il caldo infernale causato dal tessuto sintetico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo soli 5 km giungiamo a <em>Caldas de Reis</em>, dove facciamo sosta per una rapida colazione, al termine della quale, la pioggia decide di darci tregua e di non farsi più vedere.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo il nostro buon ritmo di marcia. Oggi però è tutto molto più difficile in quanto, i 38 km di ieri, hanno incrementato i problemi fisici di tutti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il cammino ci conduce attraverso splendidi boschi, ancora vigneti e qualche altura, ma niente di eccessivamente complicato. Temendo il mal tempo cerchiamo di evitare le soste. Così in men che non si dica siamo già a <em>Padrón</em>. La levataccia sicuramente non è stata per niente piacevole. Volendo però guardare il lato positivo delle cose, c&#8217;è da dire che in questo modo avremo a disposizione tutto il pomeriggio per lavare i vestiti, stare insieme e recuperare le forze.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per la nottata <strong>Myriam</strong> ha trovato un&#8217;intera casa per tutti e 7 a un prezzo talmente ridicolo da essere più conveniente dell&#8217;albergue. La struttura, ubicata circa 2 km dopo <em>Padrón</em>, è stupenda e, dato che abbiamo anche la cucina, ne approfittiamo per trascorrere un&#8217;altra piacevole serata tra noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Domani è il grande giorno, se tutto va bene raggiungeremo la meta finale. Siamo partiti da appena 10 giorni, eppure la percezione è quella che siano trascorsi mesi. Ogni singola giornata è stata carica di eventi, incontri ed emozioni.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4589" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4590" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4591" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO CENTRAL &#8211; 11° tappa (lunghezza 23 km, da IRIA FLAVIA a SANTIAGO DE COMPOSTELA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4592" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=640%2C934&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="934" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=206%2C300&amp;ssl=1 206w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=520%2C759&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo carichi per compiere gli ultimi chilometri che ci separano dalla meta. Purtroppo però il meteo ci è decisamente avverso. La pioggia scende incessante e non sembra curarsi dei nostri progetti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attendiamo un paio d&#8217;ore, non che smetta, ma almeno che diminuisca.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante la pioggia avanziamo velocemente. La voglia di raggiungere <em>Santiago</em> è tantissima. Non c&#8217;è nessun dispiacere in noi, consapevoli che, terminato il Cammino, non dovremo salutarci. Continueremo infatti tutti insieme fino a <em>Finisterre</em>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio non cambia molto rispetto a quello degli ultimi due giorni. Qualche villaggio, molti vigneti e tantissimi boschi di eucalipto. Nel complesso un tratto molto affascinante, sebbene le continue salite mettano un po&#8217; in difficoltà.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo circa un&#8217;oretta il cielo si placa e riusciamo a toglierci gli ingombranti k-way. Scorgiamo alcuni tavoli in stile picnic sotto alcuni alberi. È il momento di una pausa &#8220;<em>tortilla</em>&#8221; avanzata dal giorno prima. Pochi minuti e siamo già nuovamente in cammino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Copriamo praticamente l&#8217;intero tragitto senza soste. Alle porte della città però ci fermiamo. Il motivo ufficiale è quello di fare un brindisi prima della conclusione del nostro pellegrinaggio. In realtà probabilmente si tratta, più che altro, di assaporare il momento.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Man mano che ci avviciniamo alla cattedrale il flusso umano aumenta. Diverse persone ci salutano e ci danno il benvenuto indicandoci la direzione da seguire. L&#8217;emozione aumenta passo dopo passo. Varchiamo la celebre piazza di <em>Santiago de Compostela</em> dal lato est. Il cuore batte forte, le gambe tremano. Siamo tutti insieme, vicini, uno accanto all&#8217;altro. Ci portiamo di fronte alla facciata verso il centro, ma sul fondo, poco prima del colonnato. Lasciamo cadere gli zaini a terra. Gli occhi si riempiono di lacrime, mentre ci abbracciamo l&#8217;un l&#8217;altro esultando.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante le difficoltà e i tanti dolori fisici ci siamo riusciti. Dopo ben 301 km di cammino, siamo giunti al traguardo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La facciata della cattedrale è davvero stupenda. Finalmente il restauro durato anni è terminato, concedendoci il privilegio di ammirarla in tutto il suo splendore. Restiamo a lungo a goderci il momento e a fare varie foto di gruppo per immortalare l&#8217;evento. Potrei osservare questa piazza per ore, non so se sia tanto per la sua bellezza o più che altro, per ciò che essa rappresenta.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche qui <strong>Myriam</strong> ha trovato un appartamento per tutti e 7 proprio dietro la Cattedrale. Prima però dobbiamo andare a ritirare la meritatissima &#8220;<em>compostela</em>&#8220;, l&#8217;attestato in lingua latina che viene rilasciato a tutti coloro che compiono almeno gli ultimi 100 km di pellegrinaggio.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ormai si è fatta sera, ma prima di dare inizio ai festeggiamenti, andiamo a porgere omaggio alla tomba di Santiago, ovvero San Giacomo, conservato nella cripta all&#8217;interno della Cattedrale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Compiuto il nostro dovere non ci resta altro da fare se non festeggiare!!!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Domani ci attende <em>Finisterre</em>&#8230;<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4593" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, 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Motivo? La messa del pellegrino delle 07:30. Sebbene nessuno di noi sia particolarmente credente, si tratta di una messa inconsueta, durante la quale coloro che sono giunti a <em>Santiago</em> in pellegrinaggio vengono ringraziati e benedetti per il loro ritorno a casa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Poco più di mezz&#8217;ora e siamo pronti per spostarci a <em>Finisterre</em>! Ovvero il luogo che un tempo rappresentava la fine del mondo conosciuto. Questa volta però prenderemo tutti l&#8217;autobus&#8230; o almeno quasi tutti. <strong>Paolo</strong> infatti, che in passato ha già compiuto parte del tragitto a piedi, vuole assolutamente scendere a <em>Cee</em> e camminare per gli ultimi 14 km. Dice che il panorama è meraviglioso e ne vale la pena. Purtroppo però piove e con tutti i dolori che ancora mi affliggono, per me sarebbe impossibile. Giungere a <em>Santiago</em> in queste condizioni è già stato un miracolo. <strong>Kasia</strong> decide di scendere con lui, mentre <strong>io</strong>, <strong>Myriam</strong>, <strong>Rachele</strong>, <strong>Jonatan</strong> e <strong>Igor</strong> restiamo a bordo e proseguiamo fino al capolinea.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre attendiamo i nostri amici che stoicamente stanno camminando sotto la pioggia, ci rifugiamo all&#8217;interno di un ristorante hippy vegetariano, situato proprio di fronte alla fermata finale del bus. L&#8217;atmosfera è di quelle che piacciono a noi. Tutti gentili, tutti sorridono e sono cordiali. Due ragazzi suonano la chitarra e cantano. Una ragazza danza a piedi nudi. Tutto molto affascinante. Il cibo è squisito e i prezzi sono estremamente convenienti. Terminato il pranzo si placa anche la pioggia e un tenero sole fa breccia tra le nuvole.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un ragazzo alle mie spalle con in mano un pennarello nero continua a disegnarsi cerchi sul petto e lungo la maglia bianca che indossa. Ok forse così è un po&#8217; troppo&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora una volta <strong>Myriam</strong> ha trovato un bellissimo appartamento, più economico dell&#8217;albergue, con cucina e due bagni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Approfittando del bel tempo decidiamo di salire la montagna su cui è collocato il faro. Siamo a quasi 4 km di distanza, ma ormai per noi le distanze hanno un metro di valutazione del tutto differente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Onestamente il faro di per sé è piuttosto bruttino, ma il paesaggio lascia senza fiato. Le violente onde oceaniche si infrangono vigorose contro le rocce che compongono l&#8217;alta scogliera. Il vento soffia fortissimo, quasi fosse un monito a non avvicinarsi troppo al dirupo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci allontaniamo dai tanti turisti che affollano la base del faro. Scendiamo tra i grandi massi sospesi nel vuoto. Ognuno di noi si sceglie una roccia e si rifugia nei suoi pensieri avvolto da una scenografia indimenticabile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tornati in città, rapida spesa e poi dritti senza indugi alla spiaggia &#8220;<em>Praia do Mar de Fóra</em>&#8221; conosciuta anche come la &#8220;<em>Spiaggia Hippy</em>&#8220;. Diverse infatti sono le tende degli hippy piazzatisi lì sull&#8217;arenile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La spiaggia è incantevole ed entra di prepotenza tra le più belle viste in vita mia. Non sembra nemmeno di essere in Europa, ricorda molto quelle selvagge dell&#8217;America Latina. Il fatto poi che vi siano pochissime persone, ovviamente ne incrementa il fascino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Praia do Mar de Fóra</em> però è celebre soprattutto per i suoi tramonti, dato che il sole si tuffa nell&#8217;acqua proprio di fronte alla spiaggia. </span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un paio di birre, qualcosa da sgranocchiare e il gioco è fatto, siamo pronti per goderci lo spettacolo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientrati in appartamento, consapevoli che si tratta dell&#8217;ultima serata tutti insieme, si cucina, si mangia e soprattutto si brinda, tante volte&#8230; troppe volte… con birra, vino e tequila.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Rachele</strong> ha stampato per ognuno di noi la foto fatta ieri all&#8217;arrivo in Cattedrale. Dietro alla foto scrive: &#8220;<em>Caminante no hay camino, se hace camino al andar</em>&#8220;. Una frase che conosco bene e che ho sempre apprezzato. È stata davvero tanto carina. Un gesto semplice che riempie il cuore. E qui iniziano i primi sentori di cedimento emotivo da parte di tutti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;indomani, complici i festeggiamenti e il semplice fatto di non avere impegni, ci svegliamo tardi. Facciamo una passeggiata per il centro del paesino fino alla spiaggia &#8220;<em>Praia da Langosteira</em>&#8220;, carina, ma niente in confronto a quella di ieri.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per il nostro ultimo pranzo insieme scegliamo ancora una volta il ristorante hippy, un po&#8217; perché essendo in 4 vegetariani su 7 diventa molto più semplice accontentare tutti, e un po&#8217; perché ormai abbiamo fatto amicizia con tutti e ci sentiamo come a casa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I nostri pensieri però sembrano già essere rivolti a ciò che sta per accadere. <strong>Rachele</strong>, <strong>Kasia</strong>, <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong> tra poco prenderanno l&#8217;autobus per <em>Santiago</em>. <strong>Rachele</strong> ha il volo di rientro in Italia stasera stessa. <strong>Kasia</strong> andrà a trovare la sorella a Madrid in treno, a bordo del quale, troverà anche <strong>José</strong> che ieri è riuscito a concludere il Cammino! <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong> passeranno la notte a <em>Santiago</em> per poter prendere il mattino successivo un autobus per Bilbao. <strong>Paolo</strong>, <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> resteremo a <em>Finisterre</em> un giorno in più approfittando del bel tempo per goderci una giornata di mare e un altro incredibile tramonto sulla spiaggia. Domani poi torneremo a <em>Santiago</em> per visitare meglio la città, e poi tutti a casa con lo stesso volo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È giunto il momento, le nostre strade si dividono. Li accompagnamo al bus e quando iniziano gli abbracci di rito, nessuno riesce più a trattenere le lacrime. Sembra assurdo essersi affezionati talmente tanto gli uni agli altri in così poco tempo. Senza dubbio siamo stati davvero fortunati a trovarci e ad entrare così in sintonia sin da subito. Siamo tutti così diversi, ma in fondo così uguali.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Terminati i saluti, con gli occhi gonfi e un nodo alla gola, un gesto spontaneo che non dimenticherò mai. Ci abbracciamo in cerchio tutti insieme, quasi testa contro testa. Un ultimo istante di coesione che vale più di mille parole.<br /></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre osserviamo l&#8217;autobus che si allontana ci rendiamo conto di quanto ci mancheranno tutti. Abbiamo trascorso quasi due settimane sempre insieme 24 h su 24 h. Doversi lasciare adesso fa male veramente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una certezza però ce l&#8217;abbiamo. Il nostro non sarà di certo un addio. Trascorse appena 2 ore dal momento dei saluti, già stiamo organizzando sul nostro gruppo WhatsApp una rimpatriata a metà novembre a Treviso a casa nostra.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4596" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4597 size-full" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, 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Me la immaginavo piuttosto dura, e lo è stata. Me la immaginavo carica di soddisfazioni ed è stato così. Me la immaginavo bellissima, ed è stata stupenda.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I cammini che conducono a <em>Santiago</em> sono davvero tanti. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con i suoi pro e i suoi contro. Credo che abbia poco senso affermare che uno sia migliore o peggiore dell’altro, per il semplice motivo che ogni singolo cammino rappresenta un’esperienza a sé, un’esperienza che viene vissuta in modi diversi secondo le molteplici variabili che si incontrano lungo il percorso.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sicuramente per noi, aver scelto la <em>Senda Litoral Portoghese</em> è stata una decisione azzeccatissima. Ci ha permesso infatti di camminare accanto all’oceano per giorni e giorni attraversando paesaggi straordinariamente malinconici e meravigliosi. Allo stesso tempo però ci ha fatto assaggiare alcuni tratti del <em>Camino de la Costa</em>, che molti erroneamente credono essere simili o addirittura uguali. Infine, giunti a <em>Redondela</em>, ricongiungendoci allo storico <em>Camino Central</em>, ci ha catapultato tra montagne e città storiche. Insomma un piccolo assaggio di tutto. Il percorso poi, lungo circa 300 km è ideale per chi si approccia per la prima volta a un viaggio a piedi, trattandosi appunto di una distanza non breve, ma nemmeno impossibile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Camminare ogni giorno 25-30 km non è però affatto semplice. Sapevo che prima o poi i problemi fisici sarebbero arrivati, ma speravo accadesse verso le ultime tappe e non dal 2° giorno. Mentirei se non dicessi che fisicamente per me è stato un calvario. Due tendiniti piuttosto gravi mi hanno davvero messo a dura prova. Tanti anni di volley agonistico sia da giocatore che da allenatore mi hanno insegnato a stringere i denti in qualsiasi situazione. Arrivare ultimi non è un problema, ma mollare è fuori discussione. Per questo non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarei giunto comunque al traguardo finale, consapevole appunto che piuttosto di rinunciare ci sarei arrivato in ginocchio se fosse stato necessario.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Mi sbagliavo alla grande però su una cosa. Credevo che la mia fosse una sfida con me stesso, una prova da portare a termine con le mie sole forze. Niente di più errato. Se sono riuscito a concludere il cammino nonostante tutto, il merito non è mio, ma di quelle splendide 7 persone che hanno camminato al mio fianco, sostenendomi passo dopo passo. Tra risate, discorsi frivoli e discussioni profonde, hanno tenuto impegnata la mia mente anche quando i pensieri erano offuscati dal dolore. Sono loro che mi hanno dato la forza di andare avanti rendendo questo viaggio indimenticabile.<br /></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Credo che il fulcro del Cammino si celi proprio nella condivisione umana. Certo i paesaggi sono affascinanti, ma al mondo di luoghi più belli ce ne sono migliaia. A rendere unica questa avventura sono gli incontri che si fanno lungo la strada. E la variabile più grande per me è proprio questa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Ciò che ho amato di più del Cammino di Santiago quindi sono loro: <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/gli-amici-del-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè</a>. Non sarebbe stato lo stesso senza di loro.</strong> Abbiamo condiviso tutto per quasi due settimane, un tempo che può sembrare estremamente limitato, ma che in realtà non lo è. Le settimane divengono mesi quando si vive intensamente ogni singolo giorno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante non sia ancora guarito, sarei pronto a ripartire anche subito, ma non vorrei nessun altro se non loro accanto a me.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Questo post quindi è solo per dire un enorme e sincero GRAZIE DI CUORE </strong></span><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">a queste bellissime persone che hanno arricchito la mia vita.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4602" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Myriam-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Myriam-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"><u>Cammino di Santiago Portoghese (guida completa)</u></a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener"><u>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</u></a></span><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br /><br /><br /><br /><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span><br /></strong></p>
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		<title>Nepal 2019 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2021 11:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
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		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni   Itinerario: Kathmandu – Pokhara – Sarangkot – Chitwan National Park –<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal-2019-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Durata: 16 giorni  <br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Itinerario: Kathmandu – Pokhara – Sarangkot – Chitwan National Park – Patan – Bhaktapur – Sanga – Nagarkot – Pashupatinath – Doha (QATAR)  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Periodo: aprile  </span></strong><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il 2018 si rivela un anno particolarmente impegnativo, ricco però di grandi soddisfazioni. Realizziamo infatti uno dei nostri sogni, quello di acquistare un terreno lontano dalla città e costruirci una casa in bioedilizia. Avete presente quando dicono che costruire una casa da zero è meraviglioso, ma contemporaneamente l’impresa più stressante della vita? Ecco, non è un modo di dire, è proprio così. Tempo libero e finanze sono ridotte all’osso. Per questo motivo l’annata scorre via velocemente permettendoci di concederci a mala pena un piccolo viaggetto in Lapponia che si rivelerà però uno dei più sorprendenti delle nostre vite (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/tromso/" target="_blank" rel="noopener">Tromso – a caccia dell’aurora boreale senza spendere una fortuna</a>).</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Terminati i lavori ed entrati nella nuova casa giunge finalmente il momento di ricominciare a sognare e quindi a viaggiare. Riprendiamo così a esplorare l’Asia, facendo rotta verso un paese unico, capace nel bene e nel male, di stravolgere completamente il visitatore. Si parte per il <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>!</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sin dagli anni ’60 Kathmandu ha richiamato a sé avventurieri e hippie da ogni parte del mondo, affascinati in parte dal melting pot culturale, in parte da quel senso di spiritualità impregnato nei gesti della vita quotidiana nepalese. Oggigiorno la maggior parte dei visitatori è composta da escursionisti e amanti della montagna. Il Nepal è infatti il paradiso del trekking, specialmente per coloro che dispongono di molto tempo e possono così spingersi sino alle zone più remote e selvagge.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante le dimensioni del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a> non siano così vaste, visitare in un unico viaggio i centri urbani, i parchi naturali e cimentarsi nel trekking su alcune delle cime più alte del pianeta appare estremamente difficile. Dovendo scegliere abbiamo così deciso di rimandare le spedizioni, lunghe settimane di cammino, a un viaggio successivo, senza però tralasciare escursioni in giornata immersi nella natura. L’obbiettivo come sempre è quello di entrare in contatto il più possibile con la popolazione locale per conoscere a fondo la cultura nepalese.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da questa esperienza nascerà una piccola guida (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal – guida completa</a>) nella quale ho raccolto tutte le informazioni utili necessarie e tutte quelle sensazioni che hanno pervaso mente e spirito durante la mia visita. In questo articolo quindi mi limiterò a un breve resoconto del nostro itinerario, rimandando alla lettura della guida tutti coloro che sono in procinto di organizzare un viaggio in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1329" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo impatto con <strong>Kathmandu</strong> risulta a dir poco frastornante. Smog, clacson, veicoli di ogni genere, orde di persone ovunque. Insomma, un caos totale. Con il passare delle ore però, è come se la città inglobasse anche noi, mostrandoci anche il suo lato più profondo e nascosto. La capitale nepalese è un connubio tra amore e odio, fascino e disprezzo. Un turbinio di emozioni contrastanti da far girare la testa.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci immergiamo nel fiume umano lungo il dedalo di stradine che attraversano la città vecchia, fino alla celebre <em>Durbar Square</em>. Il sisma del 2015 ha purtroppo causato notevoli danni e molti dei templi sono ancora ridotti in macerie. È domenica e la piazza gremita sembra essere il principale punto di ritrovo della comunità. Intere famiglie e gruppi di amici d’ogni età, chiaccherano, ridono, mangiano o semplicemente osservano la folla, dalle gradinate o dalla cima dei vari templi. <strong>Trovo affascinante e in netto contrasto con la nostra concezione di salvaguardia storica, questo loro modo di inglobare l’antico alla vita quotidiana. Si crea così una specie di continuità e di intima relazione tra passato e presente capace di dare nuova linfa alla staticità di un mondo ormai scomparso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1315" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tra i pochi palazzi rimasti miracolosamente in piedi vi è il <em>Kumari Bahal</em>, che merita di essere visitato per la bellezza del cortile interno caratterizzato da colonne e balconi in legno intarsiato. Questa è anche la residenza della <em>kumari</em>, una bambina considerata la reincarnazione della dea della città. Vive in uno stato di quasi segregazione fino all’arrivo della pubertà, quando, secondo la tradizione, con l’arrivo delle prime mestruazioni, tornerà a essere un comune essere umano. Si mostra raramente, di solito si affaccia al balcone al mattino per pochi istanti. È severamente proibito fotografarla, e bisogna inchinarsi al suo cospetto. A me tutta la situazione ha lasciato particolarmente perplesso, vista soprattutto la tenera età della bambina. Mi è difficile non guardare a tutto ciò con occhio critico, senza pensare ai diritti di chi subisce passivamente una situazione a dir poco particolare. È anche giusto cercare di non giudicare culture diverse mantenendo la mente più aperta possibile. Confesso però che, a me, la vista della <em>kumari</em> ha suscitato un velo di tristezza. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Continuiamo a esplorare i vicoli di Kathmandu. Piccoli stupa, altari, candele e offerte d’ogni genere rivolte alle divinità. Tutto questo si alterna continuamente alla frenesia della vita moderna, tra botteghe, mercati, automobili e cavi elettrici che, come una fitta ragnatela, si diramano sopra le nostre teste lungo le zone maggiormente urbanizzate.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Alloggiamo nel quartiere di <em>Thamel</em> considerata da sempre zona di backpakers e hippie. Qui sorgono anche alcuni tra i migliori ristoranti e hotel a disposizione. Le sue viuzze sono costituite da un’infinita serie di negozi che vanno dall’artigianato ai classici souvenir, fino ad arrivare all’attrezzatura da trekking.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera scoviamo un ristorantino tradizionale di cui diverremo totalmente dipendenti, sperimentando così le varie specialità locali. La cucina nepalese risente fortemente delle influenze newari e indiane, e a noi che amiamo le spezie e i cibi piccanti, è piaciuta tantissimo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani saliamo la lunga scalinata che conduce allo <em>Swayambhunath</em>, conosciuto anche come il <em>Tempio delle Scimmie</em> per via appunto delle numerose scimmie che popolano il sito. Giunti in cima alla collina ci troviamo immersi in un emozionante complesso religioso, tra ruote di preghiere, mantra, bandiere colorate accarezzate dal vento e sadhu, i celebri asceti nepalesi. Osservo a lungo i fedeli che girano in senso orario attorno allo stupa centrale facendo girare le ruote di preghiera. L’aria è impregnata dall’inebriante profumo di incenso. Attorno a noi riecheggiano parole tanto ammalianti quanto incomprensibili, a volte recitate ad alta voce, altre volte appena sussurrate. Affascinato e coinvolto dal senso di spiritualità, mi unisco a loro. Potrei restare qui anche tutto il giorno senza nemmeno accorgermi del tempo che scorre.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La zona circostante al tempio è ricca di localini e ristoranti caratteristici che, pur affacciandosi sulle trafficate vie urbane, nascondono all’interno cortili e giardini del tutto inaspettati. Sembra quasi di oltrepassare una porta magica, dove il frastuono e il caos non possono entrare. Dopo aver quindi rinfrancato lo spirito, soddisfiamo anche lo stomaco avvolti da pace e beatitudine.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1317" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1170%2C1760&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1760" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?w=1702&amp;ssl=1 1702w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=681%2C1024&amp;ssl=1 681w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=768%2C1155&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1021%2C1536&amp;ssl=1 1021w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1362%2C2048&amp;ssl=1 1362w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=520%2C782&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=740%2C1113&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciata Katmandu, ci dirigiamo verso nord-ovest fino a <strong>Pokhara</strong>, un villaggio in netta contrapposizione con la capitale nepalese. La vita infatti, qui scorre lentamente. Numerosi chioschi dove rilassarsi sorseggiando una birra fresca, sono disposti in fila sulle rive del lago. Colorate e pittoresche imbarcazioni a remi, amache e sfondi montuosi altamente suggestivi, completano il quadro di una delle mete più hippie del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4406" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=2048%2C1366&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo quando ancora l’oscurità avvolge ogni cosa, mentre l’aria fredda e pungente di montagna ha sostituito quella densa e afosa della città. Saliamo di quota fino al villaggio di <strong>Sarangkot</strong> per poter godere della vista dell’<em>Annapurna</em> e di un lungo tratto della catena himalayana al sorgere del sole. Lo spettacolo lascia senza fiato.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dedichiamo poi l’intera giornata al trekking, ma la fortuna questa volta non è dalla nostra parte. Il cielo molto nuvoloso ci impedisce di godere dei diversi punti panoramici lungo il cammino. Ciononostante il percorso si rivela piacevole e interessante, soprattutto quando si attraversano piccolissime comunità dislocate tra le montagne.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1323" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1170%2C778&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="778" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1024%2C681&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1536%2C1021&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=2048%2C1362&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=520%2C346&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=740%2C492&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Altro stravolgimento di scenario e siamo al <strong>Chitwan National Park</strong>. Questa riserva naturale situata a pochissimi chilometri dal confine con l’India è considerata una delle migliori di tutta l’Asia. A contribuire a questo riconoscimento oltre al fascino selvaggio del parco, è sicuramente anche la quantità e varietà delle specie animali presenti. Qui è infatti possibile avvistare senza grandi difficoltà rinoceronti, ippopotami, cervi, scimmie, svariate tipologie di uccelli, coccodrilli, bisonti (gaur) e, se si è particolarmente fortunati anche elefanti, ghepardi, orsi e soprattutto la magnifica tigre del Bengala, animale simbolo del parco, sebbene gli avvistamenti siano assai sporadici.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1314" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giungiamo al villaggio di <strong>Sauraha</strong> dopo pranzo, da qui si entra nella riserva. Ormai è tardi per addentrarci nel parco come vorremmo. Ne approfittiamo per conoscere e valutare le varie agenzie e i tipi di escursioni possibili. Dopo aver escluso a priori il giro a dorso di elefante che rappresenta un autentico maltrattamento nei confronti di questi animali, eliminiamo anche l’opzione a piedi, in quanto permette di conoscere una minima parte del parco. Optiamo così per il veicolo 4&#215;4.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scopriamo che le classiche escursioni partono nel primo pomeriggio e durano circa 3-4 ore, ma i mezzi vengono riempiti il più possibile, compromettendo ovviamente il fascino dell’esperienza. Come di consueto scoviamo uno stratagemma geniale. Esistono anche le escursioni private che partono al mattino presto, durano tutto il giorno e permettono di godere del parco in totale solitudine. Ovviamente è molto più caro, ma mentre vaghiamo per le polverose strade di Sauraha incontriamo <strong>Lis </strong>e<strong> Geert</strong>, una coppia di olandesi carinissima. Anche loro cercano un modo per visitare il parco. Decidiamo così di dividere la spesa del tour privato e di goderci al meglio la giornata. Un’esperienza indimenticabile, resa tale non solo dalla quantità e varietà di animali incontrati, ma anche dalla bellezza prorompente dei paesaggi che caratterizzano questa giungla incontaminata. Quando al pomeriggio torniamo indietro e incrociamo i tradizionali gruppi ammassati sui sedili che sgomitano per fare una foto, ci accorgiamo di quanto la nostra idea sia stata decisamente azzeccata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4524" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mi sveglio nel cuore della notte, disturbato da una luce intermittente. Dalle ampie vetrate della nostra abitazione affacciata sul fiume che delimita l’ingresso alla riserva, osservo il cielo notturno illuminato da una vera e propria pioggia di fulmini come non avevo mai visto in tutta la mia vita. Lo scenario è tanto magnifico quanto inquietante. Il vento soffia fortissimo e crea dei piccoli uragani ben visibili. Quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte alla devastante forza della natura. Fortunatamente tutto si concluderà con danni al villaggio piuttosto lievi, almeno rispetto alle premesse iniziali.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Torniamo in direzione della capitale fermandoci a <strong>Patan</strong>, altra città medievale che proprio come Katmandu e Bhaktapur racchiude il cuore pulsante nella splendida <em>Durbar Square</em>. Impossibile non fare confronti tra le tre, contemporaneamente così simili e così diverse. La <em>Durbar Square</em> di Patan è forse la più pittoresca per il suo impatto visivo. Il fascino dei suoi templi poi è indiscutibile. Ciò che la rende unica però è la possibilità di visitare non solo gli splendidi cortili interni, ma anche il palazzo principale fino ai piani superiori. Le vie limitrofe alla piazza poi sono un susseguirsi continuo di negozietti e ristoranti molto interessanti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1310" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">All’interno di uno dei cortili un gruppo di uomini mi chie di poter fare una foto insieme a me. Naturalmente acconsento pur non comprendendone il motivo. A turno tutta la comitiva desidera fotografarsi in mia compagnia. Eventi di questo genere ci erano già accaduti in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2015-insieme-a-myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myanmar</a>, ma questa volta le persone sono interessate solo a me e non a <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È la volta di <strong>Bhaktapur</strong>. Probabilmente la meglio conservata e di certo quella dall’atmosfera più placida e rilassata. I suoi vicoli pullulano di artigiani tra stoffe, gioielli, oggetti in legno e vasellame esposto ad asciugare al sole. Personalmente è una delle città che ho amato di più durante questo viaggio. La sera quando la maggior parte dei turisti scompare, Bhaktapur sa offrire il suo volto più autentico e accogliente verso coloro che, come noi, trascorrono qui la notte. Passeggiamo tra le tipiche costruzioni dai mattoni rossi, templi, altari, statue, fontane. Ovunque si posi lo sguardo trova pura bellezza. Quando però cala l’oscurità e le strade si svuotano completamente, purtroppo si rivela necessario chiudersi nei propri alloggi. Il considerevole numero di cani randagi infatti si raggruppa in branchi divenendo pericolosi. Per delle persone come noi, estremamente sensibili nei confronti degli animali, vedere così tanti cani lasciati a sé stessi fa davvero male. Affronteremo questo argomento e molti altri inerenti alle piaghe che affliggono questo paese insieme ai proprietari della struttura dove passeremo la notte, il <em>Cafe Beyond &amp; Guesthouse</em>. Due persone davvero meravigliose, lui nepalese e lei coreana, che devolgono praticamente la totalità degli introiti di questa struttura a progetti di sostegno per l’infanzia in particolare in ambito scolastico. Grazie a loro, qui ci siamo sentiti davvero a casa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1330" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritroviamo anche Lis e Geert, che non sapendo dove andare a dormire, sotto nostro consiglio si fermano nella nostra struttura. Un’occasione per poter stare insieme e conoscerci meglio.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Assaggiamo il celebre <em>juju dhau</em>, uno yogurt davvero squisito di produzione locale talmente buono da creare dipendenza.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con i mezzi pubblici raggiungiamo facilmente il vicino villaggio di <strong>Sanga</strong>, dove sorge la <em>Kailashnath Mahadev</em>, una spettacolare statua di Shiva alta 43,5 metri. Naturalmente il sito è un luogo di culto induista e i gruppi di indiani arrivano numerosi.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come spesso accade durante le mie avventure, parlando con gli abitanti del luogo e con gli altri viaggiatori si scoprono sempre destinazioni affascinanti e inaspettate. <strong>Nagarkot</strong> è infatti un fuori programma, suggeritoci caldamente da un commerciante nepalese. Questo villaggio si erge lungo un crinale e offre una delle più ampie vedute possibili sull’Himalaya. Alloggeremo all’<em>Hotel Mystic</em> <em>Mountain</em> che si trova in una posizione straordinaria da un punto di vista paesaggistico. La fortuna non ci assisterà molto però, permettendoci di godere della meravigliosa vista per pochi momenti, data l’eccesiva presenza di nubi all’orizzonte.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientriamo a <strong>Kathmandu</strong> e dedichiamo gli ultimi due giorni a ciò che avevamo tralasciato. Visitiamo il <em>Boudhanath</em>, uno dei centri religiosi più grandi di tutta l’<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/asia/" target="_blank" rel="noopener">Asia</a> e punto di riferimento per il buddhismo tibetano. La moltitudine di visitatori, i negozi attorno allo stupa, la musica e il caos cittadino rendono di certo l’esperienza meno affascinante di quanto ci si potesse aspettare, ma la struttura colpisce davvero per le sue dimensioni. L’impatto visivo è forte, ma il profondo senso di spiritualità che avevamo percepito nel <em>Swayambhunath</em>, qui è decisamente assente. La sensazione è quella che i pellegrini si rechino allo <em>Swayambhunath</em> per pregare, mentre allo <em>Boudhanath</em> per farsi una foto ricordo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1303" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Nepal" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’esperienza più toccante e introspettiva di tutto il viaggio sarà però <em>Pashupatinath</em>, il più importante tempio hindu del paese. Il complesso religioso sorge sulle sponde del fiume sacro Bagmati a cui i fedeli affidano le ceneri dei propri cari che vengono cremati nei ghat appositamente predisposti sulla riva. Il rituale è lo stesso che avviene nella più celebre Varanasi sulle sponde del Gange. L’intensità emotiva del luogo è palpabile. Non vogliamo in nessun modo essere irrispettosi e comportarci come molti turisti che si fanno largo tra i parenti dei defunti per scattare qualche foto da vicino. Così ci sediamo sulla riva opposta e osserviamo rapiti la coinvolgente cerimonia funebre. Vi sono atti e gesti ben precisi da compiere che lasciano senza fiato l’osservatore, in parte per la sacralità del momento, in parte perché si tratta di una cultura totalmente diversa e lontana dalla nostra. Il dolore però è una componente comune a tutti noi, al di là di razza, sesso o religione.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1322" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come già accaduto a Patan e in altre cittadine, le persone continuano a chiedermi di fare foto insieme. Finalmente riesco a ottenere qualche spiegazione in merito da due giovani ragazzi. Mi dicono che si tratta della mia barba. I nepalesi solitamente non la portano, o comunque non in questo modo. Le loro guance sono sempre rasate, ma le mode stanno cambiando e il mio taglio (assolutamente normale) è quello attualmente di tendenza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br />Il nostro viaggio giunge al termine. Mentre stiamo uscendo dal nostro albergo per recarci in aeroporto, il personale della reception ci ferma e ci mette al collo una pashmina come dono d’addio. Un’usanza del luogo, un piccolo gesto che però riempie i nostri cuori.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le emozioni però non sono ancora finite. Il nostro volo farà scalo a <strong>Doha</strong> in Qatar, e invece di attendere una decina di ore in aeroporto, abbiamo deciso di uscire a conoscere la città. Purtroppo però avremo la possibilità di trascorrere fuori solo la serata. La nostra sarà quindi appena una rapida occhiata. Onestamente quel poco che ho visto non mi ha entusiasmato. Tutto mi è apparso finto, irreale, quasi mi trovassi all’interno di un parco divertimenti. Ciononostante i grattacieli illuminati che fanno da sfondo alle imbarcazioni tradizionali, compongono un inconsueto e affascinante sposalizio tra passato e presente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4525" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Nepal si è rivelato in parte diverso da quelle che erano le mie aspettative.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In termini positivi, ero a conoscenza della gentilezza del popolo nepalese, ma non me lo credevo potesse essere così tanto aperto e accogliente.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Temevo inoltre che avrei patito molto di più il caos delle zone urbane che spesso si rivela insopportabile nelle città asiatiche, ma così non è stato. Poco alla volta si entra quasi a far parte di un vortice che invece di disturbare diviene quasi consapevolezza di umanità.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Infine non ritenevo fosse possibile vivere un safari nella giungla in Nepal, un paese che nel mio immaginario era sinonimo solo di trekking e cime innevate.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In termini negativi invece, non mi aspettavo un livello di inquinamento così alto. Fiumi che scorrono senza nemmeno poterne intravedere la superficie, tanta è la quantità di immondizia che vi galleggia.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paese è poi afflitto da una serie di gravi problematiche sociali, economiche e culturali. Si va dalla suddivisione in caste al randagismo canino, dal marginale ruolo della donna all’analfabetismo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Insomma, un viaggio in Nepal lascia un segno indelebile, sotto tutti i punti di vista, un segno che col tempo invita a fare ritorno per mille motivi e per contemporaneamente per nessuno.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4529" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span><br /><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
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</span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">

</span></p>


<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal-2019-insieme-a-myriam/">Nepal 2019 (insieme a Myriam)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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		<title>Europa Centrale 2017 (insieme a Myriam e Isotta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 19:35:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni  Paesi percorsi: Germania – Polonia – Slovacchia – Austria   Itinerario: Monaco di<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/europa-centrale-2017-insieme-a-myriam-e-isotta/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 16 giorni  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Paesi percorsi</u>: Germania – Polonia – Slovacchia – Austria   <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Monaco di Baviera – Norimberga – Dresda – Kromlauer Park – Breslavia – Danzica – Varsavia – Cracovia – Auschwitz – Bratislava – Graz   <br /><u><br />Periodo</u>: ottobre   </span></strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-527" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Kromlauer Park - Germania - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo una breve fuga alla scoperta delle bellezze nostrane tra Napoli, Sorrento e la Costiera Amalfitana, giunge il momento di sperimentare una nuova tipologia di viaggio. O meglio, il viaggiare in compagnia del nuovo membro della famiglia. Nel novembre del 2016 infatti abbiamo adottato <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a>, una meravigliosa cagnolona di 10 mesi che aveva assoluta urgenza di trovare una famiglia. Inutile dire che il suo arrivo ha stravolto completamente le nostre vite e le nostre abitudini, donandoci però un amore puro e incondizionato meritevole d’ogni genere di sacrificio. Nelle nostre ultime avventure statunitensi e marocchine, ovviamente avevamo dovuto lasciarla a casa con i nonni, ma questa volta vogliamo sperimentare un viaggio <em>on the road</em> insieme a lei. Fortunatamente <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> non soffre l’automobile, anzi, si siede dietro e osserva curiosa il mondo che scorre fuori dal finestrino. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Partiremo quindi direttamente da casa e dedicheremo la maggior parte delle nostre attenzioni alla <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener"><u>Polonia</u></a>, un paese che troppo spesso non riceve le attenzioni che merita.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Naturalmente i nostri timori sono legati principalmente agli aspetti prettamente organizzativi di un viaggio con un cane di grosse dimensioni a seguito. Bisognerà anteporre sempre le sue esigenze. Trovare soluzioni adeguate per poter comunque visitare i musei e individuare le strutture alberghiere che accettano anche la nostra Isotta. In alcuni paesi infatti la faccenda è piuttosto semplice, in altri un po’ meno. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima tappa <strong>Monaco di Baviera</strong> dove la sera, dopo un bel giro per la città, ci mischiamo ai tedeschi in una delle tante locande tradizionali, dove la birra scorre a fiumi. Devo ammettere però che Monaco non mi ha colpito particolarmente, né per la sua bellezza, né per la sua popolazione che appare piuttosto fredda e poco accogliente nei confronti degli stranieri. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo così fino a <strong>Norimberga</strong>. Caratterizzata da una pittoresca architettura medievale, regala affascinanti scorci tra statue d’arte moderna e bellissimi ponti di legno che attraversano il fiume <em>Pegnitz</em>. L’atmosfera è piacevole e anche <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> sembra apprezzare le ampie vie pedonali cittadine.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4498" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ultima destinazione in territorio tedesco è la barocca <strong>Dresda</strong>, che si rivela una vera sorpresa. Non ne avevo mai sentito parlare da un punto di vista turistico, e invece Dresda è talmente bella che anche da sola meriterebbe un viaggio sino a qui.  Un intenso fervore culturale sottolineato da numerosi musei, gallerie d’arte, teatri e persino da un piccolo quartiere dedicato a designer e artisti. Il luogo più spettacolare però rimane il gigantesco <em>Grande Giardino</em>, che davvero non ha nulla da invidiare ai più celebri parchi europei. Ovviamente <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> ne approfitta per scatenarsi un po’ facendo anche amicizia con gli altri cani che corrono liberi e felici lungo queste immense distese. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di lasciare la Germania però c’è un luogo quasi sconosciuto, situato a soli 3 km di distanza dal confine polacco, che attendo di visitare da anni. Sto parlando del <strong>Kromlauer Park</strong> e del suo <em>Rakotzbr</em><em>ücke</em>, conosciuto anche come il <em>Ponte del Diavolo</em>. La giornata è soleggiata e l’autunno decora le foglie degli alberi incendiandone i colori e accogliendoci con un crepitante tappeto rossastro che ravviva lo sfondo. È mattina presto e non c’è anima viva oltre a noi. Giungiamo facilmente sulle rive del laghetto dove si erge il ponte da me tanto agognato. Sgancio Isotta dal guinzaglio e neanche il tempo di aprire bocca che sta già correndo verso l’acqua come se fosse scattato il via a una gara di velocità canina. Il fango sulla riva però è così denso che le sue zampe affondano all’improvviso bloccandone l’avanzata e la costringono a tornare indietro imbrattata fino alla pancia. Sporchissima, ma felice. Il <em>Ponte del Diavolo</em> è un meraviglioso ponte di pietra risalente al XIX sec, che indipendentemente dal punto di osservazione, riflettendosi sull’acqua crea sempre un incredibile cerchio perfetto. Proprio questa caratteristica ha suscitato l’immaginazione popolare creando leggende che hanno dato vita a questo soprannome.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-526" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Kromlauer Park - Germania - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Varchiamo il confine polacco senza quasi nemmeno accorgercene e ci dirigiamo verso <strong>Breslavia</strong>. Pochi istanti bastano per renderci conto che tutto è cambiato. Le persone per strada ci fermano in continuazione per poter accarezzare <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> che, quando si tratta di coccole, non si tira mai indietro. Contrariamente poi a quanto mi aspettassi da un paese con una storia travagliata come la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>, tutti appaiono sorridenti, pronti al dialogo e straordinariamente gentili. Pur essendo il quarto centro urbano per dimensioni del paese, Breslavia offre la tipica atmosfera rilassata della provincia. Non mancano poi i raffinati palazzi color pastello che caratterizzano quasi tutti i centri storici delle città polacche. Degna di nota la sorprendente installazione artistica chiamata “<em>Passage</em>”, composta da sette pedoni che vengono inghiottiti dal marciapiede per poi riemergere dall’altro lato della strada. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo rotta verso i mari del nord fino a <strong>Danzica</strong>, probabilmente la città più romantica e affasciante di tutta la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>. Passeggiamo tra corsi d’acqua e pittoresche vie pedonali circondate dai tipici palazzi colorati. La quiete che pervade ogni cosa è rigenerante e riesce persino a farci dimenticare il freddo vento che soffia implacabile. La sera le temperature scendono drasticamente, ma noi rientriamo presto in hotel, in parte per la stanchezza, in parte perché i polacchi cenano prestissimo, basti pensare che i ristoranti chiudono alle 18:30.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-504" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="Danzica - Polonia - 2017" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Cominciamo a tornare indietro, scendendo fino a <strong>Varsavia</strong>. Osservando la capitale è incredibile pensare che appena a metà del secolo scorso la città non era altro che un cumulo di macerie. Varsavia è stata infatti completamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale. Oggi rappresenta il contrasto tra passato e futuro, da una parte il quartiere storico riedificato, dall’altra la parte moderna tra luccicanti grattacieli e locali alla moda. Nonostante l’incessante sviluppo, Varsavia vanta numerosi spazi verdi che rendono più piacevole il contesto urbano.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tappa seguente la meta più rappresentativa del paese in termini di cultura, punti di interesse e testimonianze storiche. A <strong>Cracovia</strong> infatti è davvero difficile annoiarsi.  Fortunatamente troviamo un appartamento dotato di garage, dato che i parcheggi sono pochi e molto costosi. Lasciamo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> a sonnecchiare sul divano e ne approfittiamo per visitare le sbalorditive <em>miniere di sale di Wieliczka</em>. Un vero labirinto composto da 300 km di gallerie distribuite su 9 livelli, il più profondo dei quali raggiunge i 327 m. Fortunatamente i cunicoli sono ampi e ben arieggiati in modo da non percepire mai una sensazione di claustrofobia. Si scende a piedi attraverso un’interminabile scala di legno che sembra non finire mai. Da lì inizia il tour rigorosamente guidato che percorre circa 2 km culminando nella splendida <em>Cappella di Santa Cunegonda</em>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-514" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Cracovia - Polonia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Questa chiesa sotterranea è stata interamente scavata nel sale, così come qualsiasi elemento presente al suo interno, dall’altare alle numerose statue che la ornano. Un luogo che lascia senza parole. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo poi il <em>Museo d’Arte Contemporanea</em> e la <em>Fabbrica di Schindler</em> che merita per le ricostruzioni storiche e per l’impatto visivo di alcune stanze. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> poi ricorriamo in lungo e in largo la città, dal quartiere ebraico di <em>Kazimierz</em> alla maestosa piazza <em>Rynek G</em><em>łòwny</em> che diviene magica al calar del sole quando si accendono i palazzi circostanti e le candele poste a terra. Ovunque poi si incontrano istallazioni artistiche dense di significato disseminate lungo le strade cittadine. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non lontano da Cracovia sorge il tristemente noto campo di sterminio di <strong>Auschwitz</strong>. Per evitare il sovraffollamento che risulterebbe poco rispettoso, gli ingressi anche se gratuiti, vengono regolati drasticamente. I pochi biglietti disponibili online sono esauriti da giorni. Non ci resta quindi che presentarci al mattino presto prima dell’apertura e metterci in coda per primi. Troviamo così un hotel proprio di fronte al campo. La sera tardi, mentre <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> dorme già, porto fuori <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> e mi accorgo che in giro non c’è anima viva. È notte fonda e, avvolto da un assordante silenzio, mi ritrovo solo davanti ai cancelli di Auschwitz, mentre un brivido scende giù lungo la schiena. Non si tratta di paura, ma di dolore. Il preludio a ciò che vedremo con i nostri occhi il giorno seguente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-530" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Auschwitz - Polonia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ovviamente ai cani è vietato l’ingresso. Fortunatamente il personale dell’hotel è carinissimo e ci permette di lasciare <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> in stanza per qualche ora senza alcun problema. Visitiamo così sia Auschwitz che Birkenau, situati a soli 2,4 km di distanza l’uno dall’altro e ben collegati da una navetta gratuita. Il primo è senza dubbio più completo e istruttivo, il secondo però permette di comprendere fino in fondo le proporzioni in termini di dimensioni e di numeri dell’olocausto. Sarò onesto, la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau è un’esperienza molto forte, che mette a dura prova le persone particolarmente sensibili come il sottoscritto. Per me è stata una vera sofferenza, un susseguirsi di rabbia, orrore e dolore che si alternano lasciando nella mente una sola domanda: “Perchè?”. Le lacrime offuscano la vista e alcune stanze lasciano impietriti e impotenti. Tra queste, la montagna di capelli delle vittime e il cumulo di scarpette da bambino. Un’esperienza dura, ma doverosa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4499" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciata la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>, cogliamo l’occasione per conoscere <strong>Bratislava</strong>. La capitale slovacca è uno di quei luoghi da cui si fatica a ripartire. Il dedalo di stradine pedonali che compongono il quartiere storico rappresenta una gioia per gli occhi e per lo spirito. Tutto appare pulito e ordinato. La quiete viene interrotta solo la sera quando inizia la movida notturna. I giovani sono tanti, e le donne, che si tratti di semplici bambine o di signore anziane, stupiscono per la cura maniacale nell’aspetto e nel vestiario. Sempre impeccabili in qualsiasi situazione. Non a caso vengono considerate tra le donne più belle d’Europa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4501" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /> </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ultima sosta prima di rientrare a casa a <strong>Graz</strong>. Una piccola metropoli austriaca che nonostante tutto non intimorisce il visitatore, invitandolo a scoprire la città poco a poco. Ovunque si percepisce la spinta verso il futuro mischiata all’attenzione verso la cultura, l’arte e il design. Senza dubbio una tappa imperdibile per chi si trova nelle vicinanze.  </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo viaggio all’estero in compagnia della nostra cagnolona è andato nel complesso meglio di quanto immaginassimo. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> è stata bravissima, rivelandosi una viaggiatrice provetta. Sicuramente le difficoltà non sono mancate. Gli ostacoli maggiori li abbiamo affrontati in Germania, dove la presenza di un cane è stata vista come un grosso problema sia dagli albergatori che dalle persone in generale. Entrati in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a> invece tutto è cambiato. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> è stata sempre accolta con grande affetto, a volte anche troppo. Per strada ci fermavano continuamente e in diversi ristoranti i camerieri chiamano il personale della cucina per far loro conoscere la nostra pelosa. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> poi non è ancora capace di passeggiare al guinzaglio senza tirare, condizione particolarmente fastidiosa quando si cammina tutto il giorno. La stanchezza accumulata con il passare dei giorni però, l’ha resa più mansueta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Polonia - Varsavia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le destinazioni visitate, considerate per lo più poco convenzionali, si sono rivelate al contrario una vera scoperta. Abbiamo attraversato territori incontaminati e cittadine meravigliose. Conosciuto lo spirito generoso e accogliente di alcune popolazioni, e patito la follia umana nei campi di sterminio. Insomma un complesso insieme di emozioni che costituiscono il nucleo centrale di un vero viaggio.<br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong><br /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marocco 2017 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 14:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
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		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Zaino in spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 9 giorni    Itinerario: Casablanca – Rabat – Chefchaouen – Fès – Marrakech<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/marocco-2017-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 9 giorni   <br /><br /></span></strong><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Casablanca – Rabat – Chefchaouen – Fès – Marrakech – Casablanca   </span></strong><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Periodo</u>: marzo   </span></strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4341" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante i nostri continui e lunghi viaggi, l’Africa rimane ancora un continente a noi quasi sconosciuto. L’unico assaggio risale infatti a molti anni fa quando avevamo soggiornato a Ilha do Sal (Capo Verde). L’idea quindi di esplorare nuove realtà e una cultura così diversa dalla nostra suscita in noi grande entusiasmo. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Marocco è forse uno dei migliori punti d’accesso e di approccio al continente africano. Un paese aperto al mondo esterno, ma con radici ben ancorate alle proprie tradizioni. Sfortunatamente i giorni a disposizione sono pochi, specialmente se consideriamo la quantità di attività e di meraviglie disseminate lungo tutto il territorio. Oltre al celebre deserto del Sahara e ai caratteristici affollati mercati infatti, il Marocco cela paesaggi del tutto inaspettati. Pochi conoscono le sue alte montagne, i villaggi di pescatori e le spiagge tanto amate dai surfisti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Marocco è estremamente affasciante, ma è anche un paese ricco di contraddizioni. Un luogo dove la gente si prende letteralmente a pugni per strada per poi abbracciarsi e baciarsi come fossero migliori amici. Dove il primo tassista non vuole farsi pagare la corsa in omaggio al figlio che vive in Italia, e il secondo tassista tenta invece di fregarti in tutti i modi. Dove la straordinaria ospitalità radicata nella cultura marocchina, si alterna alle insistenti attenzioni dei procacciatori d’affari. Si crea così un’atmosfera che abbraccia il visitatore con il suo calore e la sua umanità, e che contemporaneamente, si rivela frastornante e disorientante.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Viaggiare attraverso il Marocco è fondamentalmente un’esperienza sensoriale.</strong> Quando i ricordi riaffiorano nella mia mente, riesco quasi a sentire in bocca il dolce sapore del tè alla menta. I profumi delle piramidi di spezie che colorano le bancarelle dei <em>souk</em>. Il trambusto umano tra quel labirintico dedalo di stradine che compongono la <em>Medina</em>. La profonda quiete dei <em>riad</em>, oasi di pace nascoste e custodite gelosamente. Il possente richiamo del <em>muezzin</em> che dalla cima del minareto rompe il silenzio della notte e, inaspettatamente, invece di infastidire diviene un compagno fedele, una carezza per l’anima. Insomma un insieme di odori, suoni e colori che si fondono e sovrastano i sensi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4336" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Atterrati a Casablanca decidiamo di non fermarci e di visitare la città al nostro ritorno. Ancor prima di lasciare l’aeroporto assistiamo a una scena che ci lascia un tantino basiti. All’interno di un noleggio auto due uomini che discutono animatamente perdono la testa e iniziano a picchiarsi. Volano sedie, calci, pugni, tra l’indifferenza generale dei passanti. Mi trovo davvero in difficoltà perché non capisco se sia il caso di intervenire o di avvisare qualcuno. La scontro si conclude in fretta lasciando evidenti ferite e vestiti lacerati in colui che ha avuto la peggio. Tutto riprende come se nulla fosse accaduto. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Troviamo facilmente un autobus per Rabat. Nonostante le brevi distanze ci accorgiamo subito che gli spostamenti con i mezzi pubblici in questo paese sono molto simili a quelli dell’America Latina. Tutto avviene con grande calma. L’autista attende senza alcuna fretta che la maggior parte dei posti siano occupati. Poi una volta partito inizia un tortuoso percorso simile a quello di uno scuola bus. E come se non bastasse dopo nemmeno un’ora fa anche una lunga pausa. Situazioni alle quali siamo ben abituati e che non ci infastidiscono minimante, al contrario, suscitano in noi un sorriso. Molto meno divertente è invece la seconda rissa a cui assistiamo al nostro primo giorno in suolo marocchino. Al momento di favorire il biglietto infatti, un signore seduto proprio dietro di me, ingaggia un’accesa discussione con il controllore. Il passeggero sostiene di aver pagato la cifra corretta per giungere a destinazione, mentre il controllore afferma che debba pagare di più. Mi offro di pagare la differenza, ma niente da fare, un ragazzo mi spiega che si tratta di una questione di principio. In pochi istanti la situazione degenera, e dalle grida si passa alle mani. I due scendono dal mezzo fermo a bordo strada, e iniziano a menarsi. Noi siamo in parte sconvolti, in parte seccati da questo inutile contrattempo. Gli altri passeggeri sembrano essere abituati a scene come queste e vivono la situazione con estrema rassegnazione. Dopo più di un’ora arriva anche la polizia che invece di portarseli via entrambi si getta nell’accesa discussione. Il tutto si conclude con i due protagonisti che si abbracciano, si baciano e risalgono felici e sorridenti nel bus. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giunti a <strong>Rabat</strong>, un po’ sconvolti per l’accaduto, facciamo subito la conoscenza della straordinaria accoglienza del popolo marocchino che caratterizzerà tutto il viaggio. Il nostro <em>riad</em> infatti, ci attende con tè alla menta, dolcetti tipici e tutta una serie di attenzioni che rinfrancano lo spirito. Questi alloggi rappresentano senza dubbio il miglior modo di immergersi nella cultura locale. Si tratta delle tradizionali abitazioni marocchine. Un insieme di stanze quasi sempre a due piani sviluppate attorno a un cortile interno. Dai più umili ai più lussuosi, tutti conservano un fascino indiscusso che alimenta la magia di questo paese. Quasi tutti i riad poi sono dotati di una terrazza sul tetto che offre pittoreschi scorci della città e seducenti visioni del cielo stellato. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di uscire in esplorazione, saliamo quindi sulla terrazza ad ammirare il repentino variare della luce al tramonto. All’improvviso una potente voce si diffonde nell’aria sovrastando il brusio delle vie di Rabat. È il richiamo del muezzin che esorta i fedeli alla preghiera. Questo evento avviene ben 5 volte al giorno. Le parole per noi incomprensibili che si propagano dalla cima del <em>minareto</em> (torre della moschea) simili a un canto o a una preghiera, smuovono qualcosa dentro. Non serve essere devoti ad Allah per percepirne la solennità e la profonda spiritualità.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per cena entriamo subito a contatto con la comunità locale, fermandoci in un affollato caffè-ristorante all’interno del quale siamo di certo gli unici stranieri presenti. Quando viaggiamo cerchiamo sempre di evitare i ristoranti turistici, prediligendo esperienze più autentiche e stimolanti. Attorno a noi le donne sono pochissime. Tutti fumano e sorseggiano tè alla menta, osservando il continuo via vai della strada.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proviamo subito la <em>tajine</em> un tipico piatto della cucina berbera, in versione vegetariana. Un piccolo assaggio della squisita cucina marocchina che ci accompagnerà per tutto il nostro soggiorno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rabat non sembra affatto una capitale. Le strade appaiono pulite, curate e poco trafficate. Situata lungo la costa proprio di fronte all’oceano è ricca di spazi aperti e angoli nascosti dove rifugiarsi se si desidera una pausa dal contesto urbano. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Percorriamo le strade di una <em>medina</em> meno affascinante rispetto a quelle che ci attendono a Fès o a Marrakech, ma sicuramente più tranquilla, dove i venditori non si dimostrano per niente insistenti. Passeggiamo lungo la costa, prima di immergerci tra i pittoreschi vicoli della <em>Kasbah les Oudaias</em>, un quartiere fortificato posto su uno sperone roccioso, caratterizzato dalle pareti dipinte di bianco e azzurro.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo con i <em>Giardini Andalusi</em>, <em>Le Tour Hassan</em> e il <em>Mausoleo di Mohammed V</em>, per poi allontanarci dal centro città visitando il suggestivo sito archeologico di <em>Chellah</em>. Dapprima insediamento fenicio, poi importante città romana e infine necropoli della dinastia dei Merinidi. Oggi ad aver preso possesso del complesso è una stupefacente colonia di cicogne. Questi meravigliosi animali hanno fatto di Chellah la loro casa, costruendo decide e decine di enormi nidi in cima ad ex minareti e ad alte mura in rovina, dalla cui sommità osservano incuranti i visitatori.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4337" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci spostiamo a nord verso le montagne, per conoscere uno di quei luoghi che non si dimenticano. <strong>Chefchaouen</strong>, conosciuta anche come la “perla blu”, è una destinazione più unica che rara. Per secoli proibita agli stranieri, in quanto ritenuta città sacra. Oggi, nonostante il considerevole afflusso turistico, è riuscita a preservare l’autenticità e la semplicità di un tempo. Girovagare per le strette vie della medina è un viaggio nel viaggio. I visitatori giungono fino a qui ammaliati dall’azzurro intenso delle case che pervade ogni cosa e dall’atmosfera rilassata e bohemien che si respira. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proprio come già accaduto a Rabat, anche qui il nostro bellissimo riad ci riserba attenzioni che scaldano il cuore. Scopriremo presto che questa è proprio la consuetudine in questa tipologia di alloggi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Chefchaouen è anche la città dei gatti. Sono dappertutto! Mi spiegano che sono di tutti e di nessuno, nel senso che non hanno un padrone, ma tutti se ne prendono cura. Sembra quasi che il gatto sia un animale apprezzato in Marocco, non so se per questioni pratiche (caccia ai topi) o per ragioni culturali o religiose. Sfortunatamente questo non avviene anche nei confronti dei cani che al contrario sono spesso cacciati in malo modo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4395" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo il nostro itinerario alla volta di <strong>Fès</strong>. Giunti a destinazione ancora a bordo dell’autobus, un episodio del tutto banale, mi induce però a riflettere. Al momento di scendere tutti sembrano avere fretta. Tutti tranne le donne che se ne stanno ferme in piedi aspettando che passino gli altri. A me è stato insegnato che donne, bambini ed anziani hanno la precedenza. Così in piedi nel corridoio blocco il flusso di persone e cedo il passo ad una giovane ragazza. Indossa lo <em>hijab</em> (velo) e un abito tradizionale color porpora che però sembra essere una versione moderna della classica tunica. Questo infatti aderisce completamente al corpo sottolineandone le forme invece di nasconderle come di consueto. La ragazza appare stupita dal mio gesto, e con un gran sorriso mi ringrazia rivolgendosi a me in inglese. Il suo tono e gli sguardi degli altri passeggeri sembrano redarguirmi. Come se avessi infranto una loro tradizione. Non voglio fare nessun tipo di polemica. Sono fortemente convinto che ciò che a noi può sembrare strano o ingiusto, faccia parte di usi e costumi che costituiscono la cultura di un popolo. Senza alcun dubbio alcune nostre usanze risulteranno incomprensibili ai loro occhi. Non posso però non confessare di essermi interrogato molto sulla condizione femminile in questo paese e più generalmente nel mondo musulmano. Il Marocco in verità è un paese molto tollerante. La maggior parte delle donne indossano solo lo <em>hijab</em>, sebbene per le strade si vedano anche donne con lo <em>niqab</em> (velo nero che lascia scoperti solo gli occhi) o il <em>burqa</em> (velo azzurro che copre tutto completamente). Non voglio affermare che sia giusto o sbagliato. Fa parte di una cultura diversa dalla mia. Mi piacerebbe solo capire se queste donne siano fiere di indossare questi abiti o se venga loro imposto di farlo. Le osservo e mi chiedo cosa provino davvero. Se tali vesti nascondano solo i loro corpi o anche le loro anime.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4340" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Fès, è senza alcun dubbio una delle città più rappresentative e autentiche di tutto il Marocco. L’antica medina infatti sembra quasi non accorgersi della presenza turistica proseguendo incurante le sue attività. La sensazione è che qui tutto sia rimasto uguale nonostante il trascorrere dei secoli. A primo impatto questo affollato labirinto può sopraffare i sensi. Ben presto però ci si accorge che non c’è proprio nulla da temere. Gli angusti vicoli sbucano di tanto in tanto in graziose piazze e il caotico via vai umano interessa solo le zone più centrali dedite al commercio di tutti i giorni. Ovunque c’è sempre un volto sorridente pronto a darti una mano in caso di necessità. Perdersi in questo intreccio di stradine non solo è più che normale, ma rappresenta forse il modo migliore di esplorare la medina. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I bazar e le bancarelle che offrono ogni genere di mercanzia si alternano alle botteghe artigianali. Chi martella il rame, chi incide i giganteschi piatti metallici, chi ancora decora le tipiche lampade. Si possono trascorrere ore senza rischiare mai di annoiarsi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo sul tetto di uno dei tanti negozi di pellame che si affacciano sulle colorate vasche delle concerie. L’odore è nauseabondo, ma la scena è di straordinario impatto visivo. Sebbene ovviamente si tratti di un’esperienza estremamente turistica, permette di osservare qualcosa di reale, di autentico, senza intralciare o infastidire il duro lavoro di questi uomini.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4339" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra esplorazione continua tra la visita di musei, mederse (scuole coraniche), riad e antichi palazzi. Soffitti in legno scolpiti, pavimenti a mosaico, fontane al centro di cortili, colonne incise dalla sinuosa calligrafia araba, ogni cosa, ogni dettaglio è votato alla ricerca della bellezza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciamo un po’ a malincuore Fès, ma emozionati di conoscere la celebre <strong>Marrakech</strong>. L’impatto iniziale non è dei migliori. I racconti sui venditori eccessivamente insistenti e sui bambini che ti seguono instancabili per avere una moneta purtroppo sono veri. La città è sicuramente invasa dal turismo e proprio questo ha fatto sì che la popolazione si abituasse alla presenza straniera con tutti i suoi pro e contro. Marrakech offre infatti tutto ciò che un visitatore possa desiderare e incarna probabilmente ogni stereotipo occidentale rispetto al mondo arabo. Appare così meno tradizionale rispetto a Fès, ma più cosmopolita e per assurdo forse la meta più bella tra tutte dal punto di vista prettamente estetico.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Marrakech non è una città che si può semplicemente osservare dall’esterno senza immergersi completamente in essa con il giusto atteggiamento. Il trambusto della folla che culmina nella gigantesca e sbalorditiva piazza <em>Jemma el-Fna</em> si alterna agli anziani assopiti sulle porte delle loro abitazioni. Il vivace e colorato souk al benessere degli <em>hammam</em>. Le sofisticate gallerie d’arte all’intramontabile fascino delle moschee, dei riad e dei curatissimi giardini. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Decidiamo così di provare e vedere tutto senza mai tirarci indietro. Visitiamo la <em>Moschea Kotoubia</em>, il <em>Palazzo El Bahia</em>, la <em>Medersa di Ali ben Youssef</em>, la <em>Maison de la Photographie</em>, le <em>Tombe dei Saaditi</em> e il <em>Jardin Majorelle</em>. Tutti luoghi che lasciano senza fiato per fascino e magnificenza. La sera poi dalla cima di una terrazza che si affaccia su piazza<em> Jemma el-Fna</em>, osserviamo incantati cantastorie, musicisti e artisti di strada, sorseggiando il tipico tè alla menta marocchino.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4342" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1024%2C686&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Marrakech è celebre anche per la sua straordinaria tradizione culinaria. In effetti si mangia talmente bene che vale la pena venire fino a qui anche solo per questo motivo. Da non perdere il cous cous, tipico piatto marocchino, che andrebbe mangiato però solo di venerdì. Questo perché tradizionalmente sia i privati che i ristoranti lo cucinano appunto il venerdì e ne preparano così tanto da farlo bastare per l’intera settimana. Ovviamente però il sapore cambia col passare dei giorni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giunge l’ora di tornare a <strong>Casablanca</strong>, la nostra ultima destinazione prima di fare rientro in Italia. Come la maggior parte delle metropoli anche qui le contraddizioni tra fasto e povertà assoluta sono piuttosto evidenti. La città non ha niente a che vedere con il fascino esotico delle altre tappe di questo viaggio. In tutta onestà non posso affermare che mi sia piaciuta. Vale però assolutamente la pena di conoscere la possente <em>Moschea di Hassan II</em>, situata proprio di fronte all’oceano, che possiede il minareto più alto al mondo. Un vero e proprio vanto e simbolo del mondo islamico. La visita è strettamente guidata e consentita anche alle donne. Le dimensioni sono davvero impressionanti, basti pensare che la struttura può accogliere 25.000 mila fedeli al suo interno e altri 80.000 tra cortili e piazze adiacenti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4343" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera tornando in albergo ci imbattiamo in una giovane ragazza a terra in un giaciglio di fortuna. Stringe al petto un neonato, tentando di proteggerlo dal freddo pungente della notte. Non indossa nemmeno una giacca adatta alla stagione. Le lasciamo qualche soldo, ma una volta sdraiati nel nostro caldo letto non riesco a chiudere occhio. Decidiamo così nel cuore della notte di uscire e di portarle da mangiare e il giubbotto imbottito di Myriam. Purtroppo capita spesso nei nostri viaggi di incontrare persone in grave difficoltà economiche e sfortunatamente è impossibile aiutare tutti. Non so per qualche motivo questa ragazza con il suo bambino mi abbia così profondamente sconvolto. Forse per la totale indifferenza dei passanti o forse perché al posto suo poteva esserci chiunque di noi. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Innamorarsi del Marocco è davvero facile, così come lo è anche il rischio di esserne travolti. <strong>Per conoscere davvero questo paese e la sua accogliente popolazione è necessario sposarne la lentezza, la calma, la pace interiore. Le città brulicano di vita e se affrontate nel modo sbagliato possono rivelarsi estenuanti. È come l’impeto di un fiume, se ci si oppone, lo sforzo diviene arduo e le possibilità di trionfo minime. Se al contrario si abbandona ogni genere di resistenza, lasciandosi trasportare dalla corrente, allora tutto cambia. </strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ciò che più colpisce però sono gli sguardi. Quegli occhi carichi di parole non dette, di attimi rubati. Un insieme di timore e curiosità nascosto a volte sotto a un velo, altre volte dietro a un sorriso, altre ancora sotto un piccolo inchino. Confesso di essermi follemente innamorato degli occhi del popolo marocchino. Che si tratti di un anziano, di una giovane donna o di un bambino, tutti possiedono una tale intensità capace di suscitare profonde emozioni.<br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span></p>
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		<title>Stati Uniti 2016 – Route 66 + Parchi Nazionali (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 17:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Nord America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 1 mese  Itinerario: Chicago – Tucumcari – Santa Fe – Mesa Verde National<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-2016-route-66-parchi-nazionali-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 1 mese <br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Chicago – Tucumcari – Santa Fe – Mesa Verde National Park – Goosenecks State Park – Monument Valley – Horseshoe Bend – Antelope Canyon – Sedona – Grand Canyon – Zion National Park – Yellowstone National Park – Portland – Astoria – Redwood National Park – Yosemite National Park – Sequoia National Park – Half Moon Bay – Sausalito – San Francisco<br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Periodo</u>: agosto</span></strong><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sono trascorsi diversi anni dal nostro primo viaggio negli USA (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-east-coast-2009-insieme-a-myriam-e-flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Stati Uniti &#8211; East Coast 2009 insieme a Myriam e Flavio</u></a>). Nonostante non fosse in cima alla nostra lista dei paesi da visitare, poter attraversare “on the road” i territori a stelle e strisce si era rivelata un’esperienza esaltante. Di certo, il modo migliore per conoscere e apprezzare questo immenso paese. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come proseguire la nostra esplorazione si rivela una scelta piuttosto semplice. Solitamente prediligiamo la natura rispetto alle grandi città e in materia di parchi nazionali gli Stati Uniti regalano panorami tra i più spettacolari al mondo. Ovviamente dovendo spostarsi tra i vari National Park avremo bisogno di un mezzo tutto nostro. Perché quindi non approfittare per compiere almeno in parte la leggendaria Route 66? Nel frattempo poi, il nostro amico <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Flavio</u></a> si è trasferito per motivi di lavoro nella costa ovest, precisamente a Portland.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ricapitolando quindi, Parchi Nazionali + Route 66 + Costa Ovest. Non ci resta che allacciare le cinture e dare il via a una nuova prorompente avventura.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3334" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Voliamo direttamente su <strong>Chicago</strong>, una metropoli spesso paragonata a New York per i tanti grattacieli che si stagliano all’orizzonte. Nonostante le dimensioni però possiede uno spirito più intimo e personale. Gli enormi spazi infatti garantiscono respiro e permettono di isolarsi dalla folla in qualsiasi momento. Confesso di essermi letteralmente innamorato di Chicago, grazie a quello spirito culturale che sembra inglobare ogni cosa e mischiarsi alla vivace vita mondana. Spazi verdi, spiagge in riva al lago, stimolanti musei, elementi di interesse architettonico, ristoranti e locali per tutti i gusti. Una città che sembra invitare a rallentare nonostante corra senza tregua.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Agli appassionati di cinema come me poi, sembrerà di essere finiti all’interno di uno dei tanti film e telefilm qui ambientati. Impossibile infatti non pensare alla Gotham City di Nolan. Imponenti scure strutture d’acciaio sovrastano le strade sostenendo la metropolitana sospesa che si destreggia tra i moderni palazzi di vetro. Vi scoprirete a passeggiare con il naso all’insù in attesa che da qualche tetro vicolo possa spuntare la sagoma di Batman.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Capitiamo a Chicago proprio durante il <em>Lollapalooza</em>, un festival musicale che vede esibirsi artisti di fama mondiale e richiama migliaia di persone. Sfortunatamente i biglietti sono tutti sold-out, ma il clima di festa che invade le strade è contagioso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3329" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritiriamo la nostra macchina a noleggio e diamo ufficialmente inizio al nostro viaggio “<em>on the road</em>”! La madre di tutte le strade americane, così viene definita la mitica <strong>Route 66</strong>. Quasi 4000 km che collegano Chicago a Los Angeles, in un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Contrariamente a quanto si pensi la Route 66 non è una sola e unica strada continua, o almeno non lo è sempre. Alcuni tratti sono rimasti quelli storici mentre altri sono stati sormontati da altre carreggiate. Fortunatamente i caratteristici cartelli stradali indicano abbastanza bene la via da seguire.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ciò che si espande davanti ai nostri occhi è <strong>un inno di libertà e un inebriante profumo di avventura</strong>. Trascorreremo diversi giorni macinando chilometri, ma non sarà assolutamente un peso. Tutt’altro. L’asfalto scorre incessante sotto di noi, tra diner dall’atmosfera retrò, storiche pompe di benzina ormai dismesse, auto d’epoca abbandonate e motel dalle colorate insegne al neon. Tutto molto affascinante, sebbene debba ammettere che con il passare del tempo appaia un tantino ripetitivo, e la sorpresa iniziale perde di intensità e interesse. L’aspetto più stimolante del nostro “andare” però, non è dato da questi pittoreschi e folcloristici elementi, bensì dagli incontri lungo il cammino. Tatuati centauri coperti di pelle e borchie, squattrinati autostoppisti a bordo strada, stravaganti eccelsi artigiani e rassicuranti cameriere vestite in stile anni ’60, alimentano le più classiche delle fantasie del sogno americano.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3315" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci lasciamo alle spalle l’<em>Illinois</em>, il <em>Missouri</em>, l’<em>Oklahoma</em>, il <em>Texas</em> e il <em>Nuovo Messico</em>. Giunti alla bellissima <strong>Santa Fe</strong> infatti, dopo aver compiuto più di metà percorso della Route 66, soddisfatti e desiderosi di nuovi stimoli, viriamo verso nord in direzione dei tanti parchi nazionali che ci attendono.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo è quello di <strong>Mesa Verde</strong>, un paesaggio insolito che alterna desertici canyon a lussureggianti vallate. Questo parco viene raramente incluso nei classici circuiti turistici, sebbene da un punto di vista archeologico rappresenti uno dei siti più importanti di tutto il Nord America. All’interno di enormi nicchie rocciose sono infatti ancora oggi straordinariamente conservati veri e propri villaggi rupestri attribuiti ai nativi &#8220;pueblo&#8221;. Attorno a questo antico popolo aleggia una coltre di mistero. Studi e ricerche proseguono, ma sino ad oggi non molto è stato scoperto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3316" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo fino al <strong>Goosenecks State Park</strong>. Una vista a dir poco spettacolare da un’altezza di circa 300 m sul letto del fiume <em>San Juan</em> che nel corso di milioni di anni ha letteralmente scavato la roccia creando tortuosi meandri davvero impressionanti. Il parco si trova in pieno deserto, motivo per cui è poco frequentato. Fattore che rende la visita ancor più suggestiva.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3330" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1170%2C433&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="433" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=300%2C111&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1024%2C379&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=768%2C284&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1536%2C568&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=2048%2C757&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=520%2C192&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=740%2C274&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Più ci addentriamo in questi territori e più le temperature aumentano. Una ritta lingua di cemento si perde all’orizzonte circondata da infinite distese di terra rossa e sporadici bassi cespugli, unici abitanti di una natura tanto affascinante quanto inospitale. Da queste parti è possibile guidare anche per ore senza incontrare anima viva. Il calore inganna la vista distorcendo le immagini attorno a noi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci alziamo all’alba nel tentativo di godere delle ore più clementi del giorno. In lontananza, ci appaiono simili a un miraggio, le celebri guglie rocciose della leggendaria <strong>Monument Valley</strong>. Un vero tuffo nel Far West! Tutta la valle è gestita dalla comunità Navajo che ancora oggi abita questo territorio. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio è davvero impressionante. Ci addentriamo con la nostra automobile dentro la valle seguendo il percorso creato appositamente dai nativi americani. Naturalmente però i momenti più emozionanti sono quelli in cui si abbandona il proprio mezzo per arrampicarsi su qualche altura. Potremmo stare seduti tra queste rocce per giorni senza mai distogliere lo sguardo da questo panorama.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3317" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo a viaggiare verso ovest fino all’<strong>Horseshoe Bend</strong>, un meandro del fiume <em>Colorado</em>, in parte simile al Goosenecks, ma dai colori più contrastanti. Non credo di esagerare affermando che si tratta di una delle cose più belle che abbia mia visto in vita mia. Lasciata l’auto, si cammina per soli 700 m lungo un percorso in parte in salita e privo di ombra. La distanza sembra breve, ma obbiettivamente il sole batte talmente forte da rendere spesso necessario l’intervento del personale medico situato nei pressi del parcheggio. Giunti sul ciglio del baratro, un brivido mi attraversa tutta la schiena. La vista lascia letteralmente senza fiato. Non vi sono protezioni di nessun genere, e visto il notevole numero di visitatori qualche timore sorge. La bellezza però è talmente tanta da offuscare qualsiasi altro pensiero.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3318" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1170%2C611&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="611" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1024%2C535&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=768%2C401&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1536%2C802&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=2048%2C1069&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=520%2C271&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=740%2C386&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non ci è concesso un attimo di tregua. Si passa da una meraviglia all’altra. Nelle vicinanze infatti sorge l’<strong>Altelope Canyon</strong>. Anche qui ci troviamo in territorio Navajo, e sono proprio loro a gestire le visite guidate. Per motivi di sicurezza non è permesso accedere da soli. Il canyon sotterraneo infatti è soggetto a improvvisi allagamenti anche se nei dintorni non sta piovendo. Anni fa morirono numerosi turisti nel sottosuolo, così si rese necessario regolamentare gli accessi. L’Antelope si divide in <em>Upper</em> e <em>Lower</em>, due formazioni separate che la strada suddivide idealmente. Il primo è piuttosto corto, appena 270 m, mentre il secondo supera i 4 km. Decidiamo di scendere nelle viscere della terra del Lower. Una stretta e lunga scala di ferro ci conduce sempre più giù fino a quando la temperatura diminuisce e la roccia rossa sembra prendere vita avvolgendoci teneramente. Il sole filtra attraverso le fessure sopra di noi creando spettacolari fasci di luce che alterano la percezione dei colori. Avanziamo lentamente nel canyon attraverso stretti canali simili più a opere d’arte che a tortuosi canali formati dall’acqua e dal vento nel corso di millenni. Una meraviglia della natura difficile da descrivere e ancor più da fotografare. Le condizioni di luce sono talmente particolari da rappresentare una vera sfida anche per i fotografi più esperti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3313" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una rapida occhiata a <strong>Sedona</strong>, giusto il tempo di una passeggiata immersi nella natura, per poi dirigerci verso una di quelle mete che non necessitano di presentazioni, il <strong>Grand Canyon</strong>. Lo esploreremo da sud, il <em>South Rim</em> appunto. Il programma è quello di trascorrere due giorni di trekking dormendo in una delle strutture alberghiere situate all’interno del parco nazionale. Un piccolo regalo che ci siamo concessi. Ad attenderci però c’è una brutta sorpresa che si rileverà al contrario un gran colpo di fortuna. Il nostro hotel è in overbooking, così ci offrono una camera panoramica migliore proprio davanti al precipizio. Il paesaggio lascia senza fiato. <strong>L’immensità che si staglia davanti a noi stimola la percezione di quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte a tutto questo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3314" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></strong> </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo giorno lo trascorriamo ad esplorare il Grand Canyon dall’alto. Il percorso panoramico è sviluppato in salita, così usufruiamo della navetta fino al punto più estremo per poi ridiscendere a piedi fermandoci a godere dei vari punti di osservazione. Una scelta assolutamente vincente data la lunghezza del tragitto e le elevate temperature. Man mano che ci si allontana dall’ingresso del parco, la folla di turisti svanisce e presto ci si ritrova ad essere soli, seduti su una roccia, con le gambe a penzoloni nel vuoto, avvolti da una pace irreale. Lo sguardo si perde nella vastità e nella magnificenza di un orizzonte talmente inconsueto da sembrare finto, come una foto ben incollata sullo sfondo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Abbiamo quasi terminato la discesa che si odono suonare delle sirene. Una navetta si ferma e ci chiede di salire a bordo, stanno evacuando il parco, è in arrivo un forte temporale. Appena il tempo di sederci che un violento acquazzone si abbatte su di noi. Fortunatamente alloggiando all’interno del parco non siamo costretti ad andarcene. Passato il pericolo ci godiamo il tramonto sul Grand Canyon, un’immagine commuovente, quasi mistica.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani perlustriamo il canyon da un punto di vista opposto. Scendiamo giù a piedi. Ore ed ore di cammino sufficienti a offrire solo un piccolo assaggio di un territorio infinito. Seppur l’effetto visivo sia di minor impatto, risulta comunque interessante ritrovarsi all’interno del canyon.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3326" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1170%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=300%2C197&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1024%2C672&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=768%2C504&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1536%2C1009&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=2048%2C1345&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=520%2C341&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=740%2C486&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È tempo di tornare al volante e riprendere il cammino. Ad attenderci questa volta c’è lo <strong>Zion National Park</strong>. La natura circostante cambia notevolmente. La caratteristica principale di questo parco infatti è la massiccia presenza di acqua e di conseguenza di verde nei dintorni del <em>Virgin River</em>. Tra i tanti trekking che offre lo Zion sicuramente il più particolare e affascinante è quello dei <em>Narrows</em>. Camminiamo con i piedi dentro l’acqua risalendo controcorrente il letto del fiume che si riduce via via sempre di più, districandosi tra strette alte pareti rocciose. Ci troviamo presto a tutti gli effetti dentro a un canyon. Il livello dell’acqua aumenta sempre di più fino a che siamo costretti a fermarci e tornare indietro. L’esperienza è una di quelle che non si dimenticano e che ripaga ampiamente lo sforzo compiuto. Siamo stati un pochino sfortunati, dato che solitamente, l’acqua è talmente limpida da permettere la visione di eventuali rocce sul fondale. Le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno però portato con sé fango e detriti, rendendo l’acqua scura e rallentando così notevolmente il nostro avanzare.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3331" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di andarcene, mentre attendo che <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> esca dal bagno all’ingresso del parco, noto un ragazzo dall’aria familiare che parla al telefono. Mi ricorda Matteo, un ragazzo milanese che ho conosciuto in Birmania (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2015-insieme-a-myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Sud-Est Asiatico 2015 insieme a Myriam</u></a>). Pochi istanti dopo lo raggiunge una ragazza dai lunghi capelli biondi. Non ho più dubbi. Si tratta di Chiara e Matteo! È a dir poco incredibile! Ci siamo conosciuti esattamente 1 anno fa a Bagan, per poi viaggiare insieme fino a Mandalay. Eravamo rimasti in contatto su Facebook, ma ci eravamo completamente persi di vista. Incontrarsi così per caso, all’altro capo del mondo ha davvero dell’incredibile. Sfortunatamente loro sono appena arrivati, mentre noi siamo in partenza. Così dopo una bella chiaccherata ci salutiamo scambiandoci i numeri, con la speranza di incontrarci nei prossimi giorni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo rotta verso nord, lasciandoci alle spalle quell’affascinante e inospitale territorio desertico, tra <em>Colorado</em>, <em>Arizona</em> e <em>Utah</em>, per avventurarci tra le fitte foreste e le vaste praterie del <em>Wyoming</em>, precisamente all’interno dello <strong>Yellowstone National Park</strong>. Le nostre aspettative sono altissime, e non saranno affatto deluse. Le dimensioni del parco sono gigantesche, motivo per cui ci si sposta in automobile, fermandosi poi di tanto in tanto a visitare i diversi punti di interesse. Impossibile riuscire a vedere tutto in un solo giorno. Noi trascorreremo 2 giorni interni e probabilmente sarebbe stato meglio disporre di ancor più tempo per godere pienamente di questa meravigliosa natura selvaggia.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3320" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lo Yellowstone si caratterizza principalmente per le numerose sorgenti termali che creano impetuosi e suggestivi geyser, e per l’incredibile concentrazione di fauna selvatica che prospera incurante della presenza umana. Possenti bisonti attraversano la strada passeggiando tra i veicoli come se niente fosse, per poi raggiungere le mandrie disseminate lungo le vallate. Cervi e alci spuntano all’improvviso tra la boscaglia, specialmente durante le ore meno calde. Orsi e lupi invece sono certamente più difficili da individuare, soprattutto se non ci si allontana dal classico percorso automobilistico battuto dai tanti visitatori.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un ecosistema straordinario, all’interno del quale è necessario addentrarsi con cautela e profondo rispetto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3319" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene vorremo restare qui per sempre, è arrivato il momento di sospendere temporaneamente la nostra scoperta dei grandi parchi americani, per dirigerci verso la West Coast, dove ci attende il nostro caro amico <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Flavio</u></a>. Il viaggio è piuttosto lungo, ma gli sperduti villaggi del <em>Montana</em> e dell’<em>Idaho </em>ci regalano emozioni autentiche, a stretto contatto con la comunità locale. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Portland</strong> si rivela da subito una bellissima città a misura d’uomo. Ampi spazi verdi, ristoranti e locali alla moda, birrifici artigianali e una fervente vita culturale, la rendono una delle località con la miglior qualità della vita di tutti gli Stati Uniti. L’unico grande difetto è che piove molto spesso, almeno a quanto pare dalle autoironiche t-shirt con la scritta “Sono stato a Portland e… pioveva”. Fortunatamente durante il nostro breve soggiorno però il sole splenderà alto nel cielo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Flavio purtroppo si ammala proprio in questi giorni, e così toccherà soprattutto a <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/rosina/" target="_blank" rel="noopener"><u>Rosina</u></a> farci da Cicerone prima a Portland, e poi ad <strong>Astoria</strong>. Mi rendo conto di cosa sia questa città solo giunto in loco. Si tratta niente meno che del set di uno dei film cult della mia infanzia: “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_Goonies" target="_blank" rel="noopener">I Goonies</a>”! Non sto più nella pelle, mi sembra di essere tornato bambino. Visitiamo la prigione, la casa, le strade, il ristorante e le spiagge in cui è ambientata la pellicola. Un regalo inaspettato ed emozionante. Inoltre abbiamo anche avuto la possibilità di conoscere bene Rosina, una ragazza simpaticissima con la quale abbiamo da subito legato. Spero proprio che Flavio se la tenga ben stretta, anche perché non so dove possa trovare un’altra ragazza così paziente e generosa, capace di sopportarlo tutti i giorni! ?<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3332" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci piacerebbe poter rimanere più tempo con Flavio e Rosina, ma c’è ancora tanto da vedere. Così imbocchiamo la <em>Pacific Coast Highway</em>, una strada panoramica che ci permetterà di attraversare tutto l’<em>Oregon</em> e la <em>California</em> godendo di meravigliosi panorami e fermandoci lungo il tragitto a visitare vari pittoreschi villaggi costieri. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A circa metà del percorso facciamo sosta al <strong>Redwood National Park</strong>. Il nome del parco deriva dal colore rossastro delle sue gigantesche sequoie. Sebbene si tratti degli alberi più alti al mondo, il fattore che più sconvolge è dato dalla loro larghezza. Alcuni dei tronchi presentano cavità talmente grandi che permettono di entrare all’interno, e per assurdo vi si potrebbe anche vivere dentro date le dimensioni. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Restiamo sconvolti dalle dimensioni di queste affascinanti creature, che ancora una volta ci ricordano quanto possiamo essere piccoli e insignificanti. Probabilmente è così che si sente una formica passeggiando in mezzo all’erba.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3322" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Continuiamo a percorrere la strada panoramica costiera fino a quando ci è possibile, prima di virare a est per raggiungere lo <strong>Yosemite National Park</strong>. Devo ammettere che tra tutti, questo è il parco che ho apprezzato meno. Non perché non sia bello come tutti gli altri, tutt’altro, ma perché dal punto di vista paesaggistico è quello che più si avvicina alle nostre Dolomiti. Motivo per cui mi è sembrato qualcosa già visto e rivisto. Ciò non toglie che meriti assolutamente di essere visitato. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Probabilmente per godere pienamente dello Yosemite bisognerebbe dedicare alla sua esplorazione più giorni, allontanandosi dai percorsi escursionistici più battuti. Nonostante ciò, il nostro trekking giornaliero è davvero piacevole e le alte montagne circostanti rivelano continue cascate mozzafiato.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3321" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora un altro parco, il <strong>Sequoia National Park</strong>, purtroppo l’ultimo del nostro itinerario. Come è facile intuire dal nome anche in qui le protagoniste assolute sono le imponenti sequoie. Il paragone con il Redwood Nation Park sorge spontaneo. Paesaggio e vegetazione appaiono molto simili, sebbene qui tutto sembri più organizzato, ma anche molto più turistico. Il Sequoia è sicuramente più vasto e l’impatto visivo è notevole, ma visitarlo in totale solitudine come avevamo fatto noi al Redwood risulta praticamente impossibile.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3323" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritorniamo sulla costa, fermandoci ad assaporare il profumo dell’oceano a <strong>Half Moon Bay</strong>. Un po’ di relax prima di gettarci a capofitto alla scoperta di San Francisco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avendo l’auto ancora a disposizione, ne approfittiamo per visitare la vicina <strong>Sausalito</strong>, una località molto carina considerata anche una zona residenziale di lusso. Tralasciando la passeggiata del centro piacevole seppur estremamente turistica, l’aspetto più interessante va ricercato nel piccolo porticciolo. Qui infatti dagli anni ’60, si è stabilita una comunità di artisti e hippie che vive tutt’oggi su piccole case galleggianti estremamente pittoresche e stravaganti. Sebbene tutti siano i benvenuti, è fondamentale addentrarsi nel porticciolo con rispetto ed educazione. In fondo è come infilarsi nel giardino di casa di qualcuno.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3333" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non lontano sorge anche il <em>Golden Gate Bridge</em>, l’iconico ponte rosso simbolo di San Francisco. La nebbia rovina un tantino il panorama, ma l’atmosfera è magica.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3324" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Restituiamo l’automobile, cara fedele compagna di questa straordinaria avventura, e dedichiamo gli ultimi giorni a conoscere <strong>San Francisco</strong>. La città è celebre in tutto il mondo non solo per il suo indiscutibile fascino, ma anche e soprattutto per le idee liberali e anticonformiste dei suoi abitanti. A San Francisco convivono due anime, quella colta e sofisticata, e quella stravagante e mondana. Un enorme calderone che racchiude in sé raffinati parchi e locali alla moda, stimolanti musei e shopping sfrenato, eventi culturali e una vita notturna fatta di eccessi. Ciò che amalgama tutto questo tenendolo saldamente unito è la consapevolezza che la diversità non è un difetto, bensì esattamente l’opposto. Un’occasione di arricchire e migliorare sé stessi e quindi la comunità. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se devo essere del tutto sincero però c’è una cosa che non ho apprezzato. San Francisco è suddivisa in vari quartieri, ciascuno caratterizzato dalla presenza di uno specifico gruppo etnico. Da una parte tutti gli afroamericani, dall’altra tutti gli asiatici, di qua tutti gli italiani, di là tutti i latinoamericani. Questa specie di ghettizzazione mi è sembrata del tutto inutile e contraddittoria in una città dalla mente così aperta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3337" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel corso degli anni ho avuto occasione di conoscere molti statunitensi, sia durante i miei viaggi che per motivi di lavoro. Spessissimo mi dicevano che non nutrivano il desiderio di uscire dagli USA perché tutto ciò che a loro serviva era già lì. Sebbene non condivida minimamente questo modo di pensare, grazie a questo viaggio sono riuscito a comprendere realmente cosa intendessero. In effetti gli Stati Uniti sono talmente vasti e possiedono così tanti luoghi meravigliosi da rendere inutile concentrare la propria attenzione verso l’estero. I parchi nazionali e le riserve indiane con la loro natura incontaminata ci hanno lasciato letteralmente senza fiato.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3325" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli Stati Uniti sono un paese davvero adatto a tutti. Quasi sempre gli scenari più celebri ed emozionanti dei vari parchi sono raggiungibili in poche centinaia di metri dal luogo in cui si parcheggia l’auto. Questo aspetto per certi versi è fantastico perché offre, anche a coloro con problemi motori, la possibilità di godere di cotanta bellezza. Dall’altro lato però, ammetto che mi ha letteralmente destabilizzato, perché sono sempre stato abituato a guadagnarmi la meta con il sudore della fronte. Ore di cammino o faticose scalate che offrono in cambio il raggiungimento di un panorama gratificante. Si tratta però non di un difetto, quanto di una semplice questione di abitudini. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Abbiamo attraversato ben 14 stati, ciononostante siamo riusciti a vedere solo una briciola di questi affascinanti territori. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che la modalità “<em>on the road</em>” è sicuramente la più adatta per vivere al meglio il sogno americano.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Molto altro resta ancora da esplorare, ma siamo sulla buona strada. </span><br /><br /></p>
<p><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Croazia 2013 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 13:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Backpackers]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 7 giorni   Itinerario: Umago – Spalato – Parco Nazionale del Krka – Laghi<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/croazia-2013-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/croazia-2013-insieme-a-myriam/">Croazia 2013 (insieme a Myriam)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Durata</span>: 7 giorni  <br /> </span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Itinerario</span>: Umago – Spalato – Parco Nazionale del Krka – Laghi di Plitviche – Kuterevo – Capo Kamenjak – Bale  <br />   </span></strong><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Periodo</span>: settembre</strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1754" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=1170%2C1747" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0075-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Spesso mi accorgo che tendo a trascurare, o meglio, a rimandare le destinazioni più vicine. In parte può essere un errore, in parte una strategia, cercando di affrontare così i viaggi più lunghi e impegnativi ora che sono ancora relativamente giovane. Per anni ho sentito parlare della Croazia, fedele meta estiva di tanti amici e colleghi. Tutti però si concentrano solitamente solo sulla costa, attratti dalle sue acque limpide e dai prezzi molto convenienti. Non essendo io un amante delle spiagge rocciose e nemmeno dell’acqua gelida, confesso di non esser mai stato particolarmente attratto dall’idea di una vacanza in questi territori. Tutto ciò però, prima di vedere per caso, alcune immagini dei Laghi di Plitviche, uno spettacolare parco nazionale dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Così nel 2013, <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Myriam</a> ed io, ci lanciamo in una nuova avventura on the road, con l’idea non solo di crogiolarci al sole, ma anche di esplorare le città e soprattutto le bellezze naturali di questo paese.<br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong>Umago</strong> è per noi il primo assaggio della Croazia, inteso come territorio, ma anche come ottime specialità culinarie. Nonostante la massiccia presenza turistica questa località vacanziera risulta essere gradevole per una breve parentesi balneare. Dico “breve” perché per come sono fatto io al secondo giorno già comincio a sentire la necessità di qualcosa di più stimolante. Al tramonto però, sorseggiare un cocktail ammirando il sole che si tuffa in acqua dietro l’orizzonte è certamente un’esperienza da non lasciarsi sfuggire.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Puntiamo dritti a <strong>Spalato</strong>, custode dell’inestimabile <em>Palazzo di Diocleziano</em>, altro patrimonio dell’umanità UNESCO. L’elegante lungomare, tra palme, bancarelle e un mare color turchese, completano l’intrigante scenario. Anche qui importante presenza di turisti e soprattutto prezzi piuttosto elevati che ci costringono a non dormire in città proseguendo così il nostro itinerario.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci addentriamo nell’entroterra fermandoci nel <strong>Parco Nazionale del Krka</strong>, un complesso di favolose cascate dove è possibile fare il bagno tra le sue rigeneranti acque. Stupiti da tanta bellezza siamo ormai ansiosi di scoprire cosa ci attende nella prossima tappa che per noi rappresenta l’obbiettivo principale di questo viaggio. I <strong>Laghi di Plitviche</strong> sono tutto ciò che immaginavo e molto, molto di più. Un insieme di lagune color turchese e verde nelle cui acque limpide e trasparenti proliferano una quantità impressionate di pesci. Alte cascate e rigogliosi boschi circondano le acque. I pochi visitatori si disperdono lungo passerelle di legno perfettamente integrate al paesaggio, che ne aumentano il fascino e permettono di immergersi nella natura a 360°. Il percorso offre scorci incantevoli sia dall’alto che dal basso, superando ponti sospesi, costeggiando argini e attraversando completamente le varie lagune.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1756" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0288-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Guardandoci attorno e parlando con le persone che ci circondano, ci accorgiamo che il sito è estremamente conosciuto in Oriente e in America Latina. Gli europei e in particolar modo gli italiani invece sono quasi del tutto assenti. È inspiegabile come una meraviglia del genere non sia celebre nel nostro paese.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1757" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0369-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tornando verso la costa ci imbattiamo nei paesaggi più desolati e affascinanti di questo viaggio. Non incrociamo nemmeno un veicolo per tutto il tragitto. In mezzo a questo placido paradiso facciamo sosta a <strong>Kuterevo</strong>, precisamente in un rifugio per orsi lontano dalla civiltà. Il personale è giovane e molto disponibile. Ammirare questi animali da vicino è un privilegio senza eguali. Rimarrei qui per sempre, ma presto sarà buio e bisogna proprio andare. La strada scende dalle montagne e poco prima di tuffarsi in mare, si apre di fronte ai nostri occhi su un tramonto da togliere il fiato.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1758" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0396-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Abbiamo ancora voglia di spiaggia e relax, ma vorremmo un luogo meno turistico e più appartato rispetto alla nostra precedente esperienza balneare. <strong>Capo Kamenjak</strong> fa proprio al caso nostro. Una piccola penisola poco frequentata dove poter godere del dolce far niente e di un mare cristallino anche se gelido.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Lungo la strada del ritorno, la nostra ultima tappa è <strong>Bale</strong>. Un borgo medievale dall’atmosfera bohémien che fa venir voglia di una piccola fuga dalla realtà, rifugiandosi tra i suoi vicoli alla ricerca di sé stessi, leggendo, scrivendo, insomma allontanandosi per un po’ dal mondo esterno.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1760" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0467-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">L’aspetto più affascinante di questo viaggio è stato sicuramente quello di girovagare tra villaggi sperduti nell’entroterra e piccoli paesini lungo la costa, spesso soli o comunque circondati da pochissimi turisti. La sensazione è stata quindi, quella di essere veri e propri esploratori immersi nella quiete surreale di una natura selvaggia e incontaminata.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">La prima impressione del popolo croato confesso che non è stata delle più rosee. Camerieri e negozianti non sono stati affatto gentili, sembravano quasi infastiditi dalla nostra presenza. Ho capito però successivamente che in realtà gesti e tono della voce, fanno parte del loro modo di essere e, sebbene possa trarre in inganno, non si tratta di atteggiamenti ostili, quanto di una specie di barriera di diffidenza. Se si riesce a rompere il ghiaccio poi le cose cambiano radicalmente.<br /></span><br /><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">La Croazia si è rivelata una meta seducente e inaspettata, capace di premiare i più audaci, coloro che si allontanano dai classici itinerari turistici alla ricerca di qualcosa di più autentico e concreto.</span></strong><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong>Il mio consiglio quindi è quello di individuare i luoghi che non si vuole assolutamente perdere, per poi lasciarsi portare dal vento, fermandosi dove capita, senza pianificare troppo.</strong><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1759" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/DSC_0399-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span></strong><br /><br /><br /></span></p>
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		<title>Sud-Est Asiatico 2012 (insieme a Myriam, Simone e Ilaria)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 12:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Backpackers]]></category>
		<category><![CDATA[Cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mochileros]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 23 giorni  Paesi percorsi: Thailandia – Cambogia – Vietnam  Periodo: agosto &#8211; settembre<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Durata</span>: 23 giorni  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Paesi percorsi</span>: Thailandia – Cambogia – Vietnam  <br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Periodo</span>: agosto &#8211; settembre<br /></strong><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1728" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-735-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il 2010 e il 2011 per me sono anni impegnativi e di grandi cambiamenti. Un nuovo lavoro. Una nuova casa. Due importanti stagioni sportive da allenatore di volley in cui mi butto a capofitto in un progetto che mi porterà a ottenere risultati incredibili. Il matrimonio con <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Myriam</a> che, da bravi viaggiatori quali siamo, non si svolge in Italia, ma in modo un po’ anticonvenzionale, in <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/uruguay/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uruguay</a>. In questi due anni finanze e tempo libero scarseggiano. Così ci concentriamo soprattutto sulle capitali europee e sul nostro paese.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Finalmente però nel 2012 riprendiamo in mano i nostri zaini e si dà il via all’esplorazione di un nuovo affascinante continente, l’<a href="http://www.vadovetiportailblog.com/category/asia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asia</a>. Sin da bambino ho sempre sognato di addentrarmi tra i templi di Angkor. Quale miglior luogo di questo quindi, per iniziare una nuova avventura? Già che ci siamo poi, perché non discendere le acque del Mekong entrando in Vietnam, per poi risalire il paese fino alla Baia di Ha Long? Di cose da vedere ce ne sarebbero tantissime! Così nell’imbastire l’itinerario cerco di ottimizzare i tempi pianificando gli spostamenti soprattutto di notte. La scelta si rivelerà azzeccatissima, ma renderà il viaggio decisamente faticoso.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ad accompagnare me e Myriam stavolta troviamo una vecchia conoscenza e una new entry. <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone</a>, con il quale avevo già condiviso il mio primo viaggio da mochilero di 4 mesi in <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2005-2006-insieme-a-christian-e-simone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">America Latina nel 2005-2006</a>, e la sua ragazza <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ilaria</a>, con la quale siamo da subito entrati in sintonia legando molto.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Nonostante la nostra esperienza però, il continente asiatico, suscita inevitabilmente in noi alcuni timori legati alle nuove problematiche che dovremo affrontare. Una nuova cultura lontanissima dalla nostra, forti barriere linguistiche e un livello di igiene piuttosto scarso. D’altro canto però, ci attendono anche una spiritualità senza precedenti, emozionanti territori inesplorati e i sorrisi di un popolo accogliente e genuino. </span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Siamo quindi tutti impazienti di scoprire questa nuova realtà.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Giunti in loco, ci accorgeremo che, come sempre, tutto è più semplice di quanto sembri. Conosceremo così tre nazioni magiche. <strong>Un piccolo assaggio della Thailandia basterà per sentire tutto il calore della sua gente, solare e sempre allegra. La Cambogia, capace di entrarti dentro come pochi altri paesi al mondo sanno fare, tra la magnificenza di antiche vestigia e il dolore della follia umana. E infine il Vietnam, che rapisce con paesaggi surreali immersi nella natura e conquista con la sua esotica tradizione culinaria senza eguali.</strong><br /><br /><br /><br /><br /></span><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Itinerario dettagliato e rapida descrizione:</span></span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>BANGKOK – ARANYAPRATHET</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Cambogia<br /></u></strong>SIEM REAP – PHNOM PENH</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Vietnam<br /></u></strong>CHAU DOC – CAN THO – HO CHI MINH – DALAT – NHA TRANG – DA NANG – HOI AN – HUÉ – NAM DINH – HAIPHONG – CAT BA – BAIA DI HA LONG – HANOI</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Thailandia</u><br /></strong>BANGKOK<br /><br /><br /><br /><br />La metropoli col maggior numero di visitatori al mondo ci attende. <strong>Bangkok</strong> è la porta d’ingresso al sud-est asiatico. I nostri piani prevedono però di immergerci nella caotica capitale thailandese al nostro ritorno, così dopo una breve sosta per recuperare le forze, si parte verso il confine cambogiano. Le procedure doganali sono lente e snervanti, ma ciò che ci infastidisce non è l’attesa, bensì i vari tentativi di fronde che, alla frontiera, vanno dal pagamento di visti turistici inutili, agli autobus per proseguire il viaggio. Fortunatamente non siamo degli sprovveduti, basta non dare retta a nessuno di coloro che cercano di aiutarti, anche quando sfoggiano sul petto ipotetici tesserini identificativi. Per una serie di coincidenze però, per poco, non cadiamo nel tranello di un terminal dei bus “fasullo”, dove vengono portati gratuitamente i turisti per poi far loro pagare il doppio del biglietto. Incontriamo diversi backpackers, con i quali ci confrontiamo intavolando interessanti conversazioni. Tra tutti sarà un ragazzo inglese con i capelli lunghi e la chitarra in mano a lasciare il segno. Un personaggio che vaga per il mondo da 16 anni con niente più che un piccolo zainetto sulle spalle e il suo strumento. Questo “pazzo”, in senso buono, ci spiega che si fa la doccia con tutti i vestiti addosso in modo da lavarli.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1730" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/si-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Superate le difficoltà di ingresso in Cambogia è già ora della meta forse più attesa. <strong>Siem Reap</strong> è infatti la base di partenza per esplorare <strong>Angkor</strong>. Conosciamo subito per caso Sros Chea, un giovane tassista di tuc-tuc che si propone come autista personale durante la visita al celebre sito archeologico, restando a nostra disposizione per tutto il giorno, al prezzo complessivo di soli 15 dollari a giornata. Sembra assurdo, ma questa è la fragile, e per noi convenientissima, economica cambogiana.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Siem Reap è una città prettamente turistica, gli stranieri affollano le sue strade godendosi i numerosi e squisiti ristorantini disseminati ovunque. Nonostante tutto però l’atmosfera è piacevole e spensierata. Gli standard qualitativi sono alti e tutto appare ben curato. I cambogiani poi sono davvero gentilissimi, sorridono e ringraziano sempre unendo i palmi delle mani davanti alla bocca quasi in segno di preghiera e chinando lentamente il capo. Un gesto affascinante comune a molti paesi asiatici.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Sveglia alle 04.00 del mattino per poter ammirare il sorgere del sole alle spalle dei templi di <strong>Angkor Wat</strong>. Ci siamo, è giunto il momento tanto atteso. L’aria è fresca. L’oscurità avvolge ogni cosa. Nel buio si intravede una grande porta di pietra. Stiamo varcando l’ingresso di un mondo antico. Stiamo entrando ad Angkor. Descrivere lo splendore di questo sito archeologico a parole è praticamente impossibile. Un territorio vastissimo disseminato da centinaia di edifici, templi e santuari, immersi nella giungla. Alberi maestosi che con le loro avvenenti radici avvolgono quanto edificato in un dolce abbraccio, quasi a rivendicarne il possesso, nel tentativo di proteggere cotanta bellezza dalle mani dell’uomo. Vivere veramente Angkor significa perdersi tra le sue rovine, passeggiando tra sculture e bassorilievi egregiamente conservati nonostante il passare del tempo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1727" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-193-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Dedicheremo due giorni interi a sito, il minimo necessario per poter conoscere questa meraviglia che, da sola, vale lo sforzo e il viaggio fino a qui. L’idea poi di Sros di condurre al contrario l’esplorazione rispetto alle classiche escursioni organizzate, risulta essere vincente e fondamentale per evitare le folle di turisti. L’unico aspetto negativo è dovuto alle temperature e all’alto tasso di umidità. Non credo di aver mai patito così tanto caldo in tutta la mia vita. Lo sforzo sarà però ben ricompensato, cogliendo così il pretesto per dedicarci a un po’ di sano relax, affidandoci alle sublimi mani delle massaggiatrici cambogiane che, tutt’oggi, reputo le migliori in assoluto.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Viaggiamo di notte verso <strong>Phnom Penh</strong> su un bus imbastito con posti simili a letti a castello. Non sono male, ma lo spazio è al limite della claustrofobia e l’igiene lascia un po’ a desiderare.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1724" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-605-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">L’impatto con la capitale è forte. Un concerto assordante di motorini, tuc tuc e automobili. Un caos colossale che alimenta il preoccupante livello di smog. Ad attenderci poi c’è la giornata più difficile dal punto di vista emotivo. Visiteremo infatti il centro di detenzione <em>S-21</em> e i tristemente noti “<em>Campi della Morte</em>”. Due luoghi simbolo dell’orrore durante il regime di Pol Pot che caratterizzano il capitolo più buio della storia di questo paese. Un’esperienza tanto dolorosa quanto doverosa, necessaria per comprendere la Cambogia e il suo popolo straordinario.<br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Navighiamo lungo il Mekong verso sud, varcando il confine vietnamita fino a <strong>Chau Doc</strong>. Tornati su strada raggiungiamo <strong>Can Tho</strong>, dove esploriamo gli affascinanti mercati galleggianti. Un mondo sorprendentemente autentico, frammenti di vita vera che scorrono incuranti dei turisti che si mischiano alle imbarcazioni dedite al commercio. A rendere il tutto ancor più indimenticabile, ci penserà il nostro folle barcaiolo, iniziandoci alle bevande alcoliche locali. Finiremo così a fare karaoke in un piccolo ristorantino di passaggio tra gli sguardi allibiti dei presenti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1726" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-502-b.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Proseguiamo in direzione di <strong>Ho Chi Minh</strong>, meglio conosciuta con il nome di <strong>Saigon</strong>. Il desiderio di natura e di un po’ di tranquillità, ci spinge però a non fermarci. A <strong>Dalat</strong> invece, troviamo ciò di cui abbiamo bisogno in questo preciso momento. Un clima fresco e ventilato unito alla tipica quiete delle località di montagna. Non a caso questa è conosciuta come “la città dell’eterna primavera”. In sella alle nostre bici percorriamo il lungo lago e i vari giardini fioriti che sono il vanto di Dalat. Conosciamo anche la “<em>Crazy House</em>” una casa-hotel ideata dall’architetto vietnamita Hang Nga con lo scopo di riavvicinare le persone al contatto con la natura e la Terra. La totale assenza di simmetrie e linee rette unite alla stravaganza delle forme e decorazioni, ricorda vagamente le opere di Gaudì a Barcellona o la <em>Casapueblo</em> di Carlos Pàez Vilarò a Punta del Este.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tra un fenomenale massaggio e l’altro, esploriamo anche i villaggi delle minoranze etniche dei dintorni. Ad attenderci bizzarre esperienze gastronomiche come insetti fritti e il caffè <em>Kopi Luwak</em>, conosciuto non solo per l’elevato prezzo, ma soprattutto perché ricavato dalle bacche parzialmente digerite e defecate da un piccolo mammifero simile ad una mangusta chiamato “civetta delle palme”. Seguono poi interessanti laboratori artigianali di lavorazione della seta e produzione di noodle.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1733" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-704-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Rinfrancati dal riposo ci rimettiamo in marcia verso Hoi An. Giunti però a <strong>Nha Trang</strong>, dove ci attende il nostro solito autobus notturno, ci accorgiamo che due dei sedili a noi assegnati sono del tutto assenti. Ora, dovessimo affrontare 2 ore di bus me le farei anche in piedi senza problemi, ma tutta la notte è improponibile. Nasce così un’accesa discussione in quanto si rifiutano di restituirci il denaro. Conclusa la lite e ottenuto quanto ci spetta, avviliti andiamo a vedere la spiaggia, ma dobbiamo anche pensare a come lasciare la città. Troviamo un treno che porta a <strong>Da Nang</strong>, città balneare con una bellissima spiaggia puntellata di lussuosi alberghi e resort esclusivi. L’esperienza ferroviaria non è così male. Siamo gli unici stranieri a bordo, e la cosa non mi dispiace affatto. Certo il mezzo è piuttosto lento, l’igiene non è il massimo, ma nulla di diverso rispetto agli autobus. In compenso però permette di alzarsi e sgranchire le gambe di tanto in tanto. Da qui riusciamo finalmente a raggiungere la nostra tanto agognata meta.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong>Hoi An</strong> è sicuramente una delle cittadine più affascinanti di tutto il Vietnam. Il centro storico è un insieme di viuzze e antiche costruzioni che si intrecciano tra loro creando una cornice d’altri tempi. La vita notturna è frizzante e coinvolgente. Suggestive lanterne rosse illuminano vicoli e locali di questa località a misura d’uomo dove poter passeggiare tra bancarelle e piccoli negozi di artigiani. Simone e Ilaria ne approfittano per farsi fare camicie e abiti su misura.  </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Grazie alle bici, che anche qui abbiamo noleggiato per appena 1 dollaro al giorno, possiamo recarci facilmente al mare, una spiaggia talmente bella da essere quasi all’altezza di quelle caraibiche.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tappa successiva <strong>Hué</strong>, una fusione tra antico e moderno che non mi convince del tutto. La città imperiale, sebbene a mio parere meriti assolutamente una visita, si rivela un po’ una delusione in quanto quasi completamente ricostruita. Di originale resta ben poco. Viste le distanze noleggiare le bici qui è davvero fondamentale e ci permette così di esplorare anche altri validi punti di interesse come il tempio buddista <em>Thien Mu Pagoda</em>.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci affidiamo nuovamente ai treni vietnamiti fino a <strong>Nam Dinh</strong>, dove contrattiamo un taxi che ci condurrà a <strong>Haiphong</strong> fino al molo per <strong>Cat Ba</strong>. Superato lo scoglio di scovare l’imbarcadero, la traversata si rivela piuttosto rapida. Il piccolo centro abitato non è niente di speciale, ma vanta un intrigante vista sulla <strong>Baia di Ha Long</strong>. Restiamo a Cat Ba una sola notte, giusto il tempo di organizzare i dettagli del nostro prossimo tour. Noleggiamo così una barca intera solo per noi quattro, con rispettivo capitano di bordo che si rivelerà anche un cuoco straordinario. L’escursione comprende due giorni di navigazione attraverso la baia, tutti i pasti all-inclusive, una notte in un lussuoso bungalow sulla spiaggia, kayak, snorkeling, visita ad alcune grotte e isole, tra le quali <em>Monkey Island</em>. Tutto per soli 80 dollari a testa. Non ci resta quindi che partire!<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1729" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1057-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">La nostra imbarcazione è davvero enorme! Realizzata completamente in legno e dipinta di bordeaux. Sembra di essere su un galeone dei pirati che esplora terre sconosciute. Abbiamo persino una terrazza panoramica dove poterci rilassare, prendere il sole e tuffarci in acqua. <br />All’improvviso ci troviamo completamente soli, attorno a noi solo picchi calcarei che spuntano dall’acqua dando vita ad uno scenario mozzafiato che si perde all’orizzonte e sembra non avere fine. I nostri occhi sono colmi di incanto. Tutto appare etereo, sospeso nel tempo. È l’inizio di due giorni indimenticabili. Il bungalow in cui pernotteremo è situato in un’isoletta avvolta quasi totalmente dalla vegetazione. Un luogo selvaggio, primitivo, che invoglia ad addentrarsi nella selva avvolti dai suoni delle creature che la abitano. Tutte le escursioni si rivelano all’altezza delle aspettative. Il kayak poi, che personalmente non amo per niente, ci regala invece emozioni intense. Ci consente infatti di addentrarci in piccole caverne che sbucano in baie nascoste, veri e propri paradisi immersi in un silenzio surreale.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1737" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1170%2C783" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/prova-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Conclusa la nostra esperienza nautica ci dirigiamo verso la capitale vietnamita. Il timore è quello di trovarci di fronte a un’altra caotica metropoli che disorienta i sensi, ma sorprendentemente non è affatto così. <strong>Hanoi</strong> si rivela una città elegante, piacevole, un connubio tra oriente e occidente, modernità e tradizione. Passeggiamo tra templi, antiche pagode, giardini, laghi e mausolei, senza mai avere la sensazione di essere sopraffatti dalla realtà che ci circonda.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il nostro viaggio volge al termine. Un volo ci permette di tornare rapidamente sui nostri passi e trascorrere gli ultimi giorni nella pazza e impetuosa <strong>Bangkok</strong>. Dopo tanto girovagare, ci concediamo la suite di un hotel extra-lusso, un piccolo sfizio che possiamo affermare di esserci meritati. Non vediamo l’ora però di buttarci a capofitto nel dinamismo di Bangkok, una meta che non ha bisogno di presentazioni. Sofisticati grattaceli si alternano ai tetti dorati dei luoghi di culto. Centri commerciali esclusivi ad affollati mercati di ogni genere. Locali cosmopoliti e ristoranti internazionali a piccoli chioschi e carretti da street food. Bangkok offre tutto ciò che si cerca e anche di più. Per non parlare poi della travolgente vita notturna, simbolo di una città instancabile che non dorme mai.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1723" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1170%2C1747" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-1354-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /></span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il primo assaggio del continente asiatico è stato un turbinio di emozioni. Abbiamo affrontato un lungo itinerario che si è dimostrato piuttosto impegnativo e stancante. Di certo sarebbe stato meglio avere più giorni a disposizione. Le lunghe distanze sono infatti penalizzate ancor di più dalle condizioni stradali che ne dilatano i tempi di percorrenza. Nonostante ciò però, è stato un viaggio affascinante, carico di bellezza, una bellezza che riempie gli occhi penetrando in profondità. Il primo passo di una lunga serie, volti alla scoperta dell’Oriente.<br /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. <br /><br /></span></span></strong><br /></span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">

</span><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">

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<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2012-insieme-a-myriam-simone-e-ilaria-2/">Sud-Est Asiatico 2012 (insieme a Myriam, Simone e Ilaria)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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		<title>Stati Uniti – East Coast 2009 (insieme a Myriam e Flavio)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 09:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Nord America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 23 giorni   Itinerario: Washington &#8211; Arlington &#8211; Penn State University &#8211; New<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-east-coast-2009-insieme-a-myriam-e-flavio/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Durata</span>: 23 giorni  <br /><br /></span></strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Itinerario</span>: Washington &#8211; Arlington &#8211; Penn State University &#8211; New York &#8211; Boston &#8211; Cambridge &#8211; Somerville &#8211; Salem &#8211; Gloucester &#8211; Ipswich &#8211; Cape Cod &#8211; Hyannis &#8211; Yarmouth &#8211; Orleans &#8211; Provincetown &#8211; Alexandria  </strong><br /><br /><strong><span style="text-decoration: underline;">Periodo</span>: giugno &#8211; luglio</strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1522" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10547-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span></p>
<h4><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">

</span></h4>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">

</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br /><br />Rientrato dalla mia <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/sud-america-2007-2008-insieme-a-myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avventura di 4 mesi</a> con <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Myriam</a> mi ritrovo presto impantanato nuovamente nella routine della vita quotidiana. A rendere tutto ancor più difficile è la crisi finanziaria che attraversa il paese e che mi costringe a cambiare più volte lavoro, allontanando per ora quindi la possibilità di partire per diversi mesi come avrei voluto continuare a fare. In questo contesto mi accontento di visitare per brevi periodi l’Italia e l’Austria, approfittando anche per andare a trovare parenti e amici.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tutto questo fino a ché nel 2009 cedo alle richieste del mio caro amico <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/flavio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flavio</a> che vorrebbe lo raggiungessi a Penn State dove studia ormai da tempo. Così finalmente mi decido e insieme a Myriam compriamo un biglietto aereo per Washington! Disponiamo di 23 giorni, l’idea quindi è sì di vedere Flavio, ma anche di sfruttare l’occasione per girare e conoscere un po’ la east coast statunitense.<br /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Un nuovo mondo si apre dinnanzi ai nostri occhi, un paese molto diverso rispetto al nostro tanto amato Sudamerica, con tutti i suoi pro e i suoi contro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">

</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Fortunatamente Flavio riesce a prendersi alcuni giorni liberi in modo da poter condividere con noi una parte del nostro itinerario facendoci da Cicerone a <strong>Washington</strong> e a <strong>Penn State</strong> dove viviamo da vicino la vita dei college universitari americani. Il campus è senza alcun dubbio dotato di strutture e sevizi molto curati e affascinanti, di certo un ambiente decisamente stimolante per gli studenti.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Confesso invece di non aver apprezzato molto la capitale americana, composta principalmente da uffici e proiettata quasi esclusivamente verso il mondo del lavoro. Meravigliosa però tutta la zona del <em>National Mall</em>, per intenderci il celebre parco dove sorge il <em>Lincoln Memorial</em>.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Dopo alcuni giorni di relax tocca a <strong>New York</strong>, la destinazione più attesa di questo viaggio e per la quale nutriamo inevitabilmente grandi aspettative. E come può essere altrimenti? La Grande Mela fa parte oramai dell’immaginario collettivo di ognuno di noi. Cinema, tv e letteratura ne hanno da sempre tessuto le lodi, ambientandone talmente spesso le loro storie che in qualche modo tutti noi sentiamo già di conoscerla a fondo. In realtà non è proprio così. New York bisogna viverla in prima persona, toccare con mano la sua vibrante energia che scorre incessante senza mai concedersi una pausa. Un vero e proprio organismo vivente in continua evoluzione. Un crogiolo di culture diverse, sperimentazioni culinarie, innovazioni architettoniche, ricerche artistiche di ogni genere, insomma una città che può travolgere completamente, ma che allo stesso tempo può anche mandare nel pallone. Durante questi giorni oltre a Flavio si unirà a noi anche Enzhu, una sua amica di nazionalità cinese dando vita ad un confronto culturale che renderà ancor più interessante il nostro soggiorno.</span><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1528" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/02-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Purtroppo è giunta l’ora di salutare Flavio che deve tornare ai suoi impegni scolastici. Mi ha fatto davvero piacere aver potuto conoscere da vicino la sua realtà quotidiana così lontana dalla nostra.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci spostiamo così a <strong>Boston</strong>, una città che ci conquista fin da subito con i suoi pittoreschi mattoni rossi e con il suo temperamento pacato, più a misura d’uomo rispetto alla metropoli che ci siamo appena lasciati alle spalle. La visita poi della vicina <strong>Cambridge</strong> suscita un fascino particolare, probabilmente dovuto in parte alla sua fama, ispirando quasi la voglia di ricominciare a studiare.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Noleggiamo una macchina con la quale ci dirigiamo verso nord attraversando piccole cittadine di provincia immerse nel verde, strade quasi deserte tra baie, spiagge e feste paesane. Un contesto rilassante e piacevole, passando da villaggi un po’ kitsch come <strong>Salem</strong> con le sue storie di streghe e fantasmi, a località affascinanti come <strong>Gloucester</strong> che con i suoi caratteristici moli e le sue tante imbarcazioni sembra il set di un telefilm adolescenziale in stile <em>Dawson’s Creek</em>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Facciamo poi rotta verso sud-est, obbiettivo la penisola di <strong>Cape Cod</strong>, un lungo braccio a forma di uncino, meta estiva per eccellenza del New England. Ad attenderci pittoreschi villaggi e piccole comunità di pescatori immerse in una natura selvaggia tra interminabili e ventose lingue di sabbia, fari che si stagliano all’orizzonte, placide baie e avvistamenti di balene.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1525" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=1170%2C1560" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/SDC10881-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Da qui infine, terminato il tempo a nostra disposizione faremo ritorno a Washington.</span><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Non sapevo cosa aspettarmi da questo viaggio. Certo l’idea di rivedere Flavio e di metter piede per la prima volta in Nord America era elettrizzante, ma non sapevo se avrei apprezzato fino in fondo queste realtà ben lontane dalla mia tanto amata America Latina. I miei timori si sono fortunatamente dimostrati del tutto inutili. Sebbene generalmente molti luoghi comuni appaiano del tutto infondati, sono rimasto colpito dal fatto che la maggior parte di ciò che si dice degli Stati Uniti corrisponda a verità. E questo sia in positivo che in negativo. Sono certo che coloro i quali si sono innamorati degli USA per quanto visto, letto e sentito di questo colossale paese, non resteranno affatto delusi. Tutto appare perfetto, forse anche troppo, l’impressione a volte è che sia quasi solo una facciata. Detto questo però ho incontrato giovani ignorantissimi, come da stereotipo dell’americano medio, e persone straordinariamente colte e gentili. Generalizzare come sempre è una cosa del tutto inutile e priva di senso.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ho potuto vedere in prima persona aspetti positivi che noi in Italia nemmeno ci sogniamo, come la meritocrazia e le possibilità lavorative che offre questo paese. Al contempo i lati negativi, come lo spreco alimentare, gli eccessi e la mancanza di un’assistenza medica gratuita per tutti. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Pro e contro come avviene in ogni paese. Di una cosa sono certo, a questo seguiranno senza dubbio altri viaggi alla scoperta di questa vasta e straordinaria nazione che percorrere on the road aggiunge quel tocco di magia in più.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1529" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/04-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-east-coast-2009-insieme-a-myriam-e-flavio/">Stati Uniti – East Coast 2009 (insieme a Myriam e Flavio)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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		<title>Sud America 2007-2008 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 12:19:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Zaino in spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 4 mesi  Paesi percorsi: Uruguay – Argentina – Brasile – Bolivia – Perù<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-america-2007-2008-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Durata</span>: 4 mesi  <br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Paesi percorsi</span>: Uruguay – Argentina – Brasile – Bolivia – Perù – Ecuador – Isole Galapagos  </strong><br /><br /><strong><span style="text-decoration: underline;">Periodo</span>: novembre &#8211; dicembre &#8211; gennaio &#8211; febbraio</strong><br /><br /></span></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1392" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br />La prima esperienza di vagabondaggio zaino in spalla verso l’ignoto del <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2005-2006-insieme-a-christian-e-simone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2005-2006</a>, era andata talmente bene che aveva cambiato profondamente il mio modo di pensare e di interagire con gli altri. Il ragazzo timido e timoroso d’un tempo non c’era più, e in me fremeva una voglia talmente forte di scoprire, di conoscere e di esplorare nuove realtà, da non permettermi più di stare fermo. Inevitabilmente quindi, appena ne ho l’occasione adesso, si parte, non importa la destinazione, voglio vedere ogni cosa, tutto ciò che il mondo e la vita hanno da offrire. Anche questo però sembra non bastare più. La tentazione di afferrare la mia <em>mochila</em> e di immergermi per mesi nella più totale libertà in un contesto dove poter essere realmente me stesso, diventa ingestibile. Così a meno di due anni di distanza dalla mia prima grande avventura si riparte! </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Nel frattempo però conosco <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Myriam</a>, colei che oggi è mia moglie e che da questo momento in poi sarà la mia immancabile e insostituibile compagna di viaggio e di vita. Ci accorgiamo subito che vedere il mondo è una passione che ci accomuna e, sebbene Myriam lo abbia fatto sempre in modo convenzionale, il suo spirito d’avventura non le concede esitazioni e la prospettiva di un viaggio del genere la rende entusiasta. In un primo momento qualche timore ce l’ho, sento infatti la responsabilità di dovermi prendere cura non più solo di me stesso, ma anche di un’altra persona che per di più non ha mai provato la vita del <em>mochilero</em>. Le mie preoccupazioni fortunatamente si rivelano del tutto infondate, Myriam conferma di essere una ragazza forte, indipendente, priva delle paranoie che caratterizzano la maggior parte delle sue coetanee. Neanche a dirlo si lascia travolgere completamente anche lei da questo modo di viaggiare che diventerà in seguito quasi uno stile di vita.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Se l’<a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2005-2006-insieme-a-christian-e-simone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esperienza del 2005</a> con i miei amici <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/christian/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian</a> e <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone</a> era stata la rivelazione, un percorso di crescita e consapevolezza interiore, questo con Myriam sarà il viaggio della maturità, dell’evoluzione personale verso il mondo adulto, ma anche verso un nuovo modo di essere adulti lontano dalle imposizioni della società e dei ben pensanti.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">In questi quattro mesi abbiamo visitato luoghi da togliere il fiato, conosciuto persone meravigliose, consolidato profondamente il nostro legame, ma anche affrontato momenti difficili che si spera non accadano mai durante un viaggio. Tuttavia saranno alcuni dei mesi più emozionanti della mia vita ai quali resterò profondamente legato e per i quali conserverò sempre un posto speciale in fondo al cuore.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><u>Itinerario dettagliato e rapida descrizione</u>:</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Argentina<br /></u></strong>BUENOS AIRES</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Uruguay<br /></u></strong>COLONIA DEL SACRAMENTO – MONTEVIDEO – PUNTA DEL ESTE – PORTEZUELO – SAN CARLOS – VALIZAS – CABO POLONIO – PUNTA DEL ESTE – MONTEVIDEO – PAYSANDÚ – SALTO</span> <br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1387" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/02-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Uruguay.jpg?resize=320%2C320" alt="" width="320" height="320" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/02-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Uruguay.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/03-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Argentina.jpg?resize=320%2C214" alt="" width="320" height="214" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/03-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Argentina.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/03-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Argentina.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u><br />Bolivia<br /></u></strong>VILLAZON – TUPIZA – ATOCHA – UYUNI – SALAR DE UYUNI – SUD DEL LIPEZ (VILLA MAR, LAGUNA COLORADA, LAGUNA CAPIÑA, LAGUNA VERDE, MIRADOR FLAMENGO, ARBOL DE PIEDRA, LAGUNA ONDA, LAGUNA EDIONDA, LAGUNA CAÑAPA, SAN CRISTOBAL, CEMENTERIO DE TRENES) – POTOSI – SUCRE – TARABUCO – LA PAZ – TIQUINA – COPACABANA – LAGO TITICACA</span> <br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1389" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/04-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Bolivia.jpg?resize=320%2C320" alt="" width="320" height="320" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/04-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Bolivia.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/04-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Bolivia.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/04-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Bolivia.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u><br />Perù<br /></u></strong>PUNO – CUZCO – PISAC – URUBAMBA – OLLATAYTAMBO – AGUAS CALIENTES – MACHU PICCHU – AREQUIPA – CABANACONDE – CANYON DEL COLCA – NAZCA – LINEAS DE NAZCA – ICA – LAGUNA HUACACHINA – LIMA – CHIMBOTE – TRUJILLO – HUANCHACO – MANCORA – TUMBES – AGUAS VERDES</span><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1390" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/05-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Per%C3%B9.jpg?resize=288%2C360" alt="" width="288" height="360" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/05-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Per%C3%B9.jpg?w=288&amp;ssl=1 288w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/05-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Per%C3%B9.jpg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w" sizes="auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u><br />Ecuador<br /></u></strong>CUENCA – QUITO – OTAVALO – GUAYAQUIL </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Isole Galapagos (Ecuador)<br /></u></strong>BALTRA – PUERTO AYORA – PURTO VILLAMIL </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong><u>Ecuador<br /></u></strong>GUAYAQUIL – LAS TUNAS – GUAYAQUIL</span> <br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1391" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/06-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Ecuador.jpg?resize=320%2C180" alt="" width="320" height="180" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/06-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Ecuador.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/06-Sud-America-2007-2008-con-Myriam-Ecuador.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il lungo volo è reso ancora più pesante dai ritardi dell’aeromobile che ci fanno toccare il suolo argentino alle 02.00 del mattino. Naturalmente abbiamo già un hotel prenotato, ma questa volta non è affatto una fortuna. L’albergo risulta essere una vera bettola, le foto visionate online erano chiaramente una truffa, ma l’ora tarda e la grande stanchezza ci inducono a chiudere un occhio per la prima sera. Nonostante tutto poi l’entusiasmo relativo all’inizio di questa nuova avventura è così forte da non lasciarci abbattere cercando così di cogliere con ironia la spiacevole situazione. Il mattino seguente, dopo aver risolto abbastanza velocemente il problema relativo all’alloggio ci buttiamo tra il brulicante fiume umano che caratterizza la vivace <strong>Buenos Aires</strong>. Per me è il ritorno a un amore a prima vista nato due anni orsono, mentre per <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a> si tratta di un nuovo stimolante mondo che si apre davanti ai suoi occhi. Percorriamo in lungo e in largo la capitale argentina, rigorosamente a piedi, alternando romantiche passeggiate condite dall’immancabile suono del tango, al fervore delle pedonali sovraccariche di negozi, ristoranti e locali d’ogni genere. E ancora, momenti di puro relax tra la quiete dei numerosi parchi e visite a sofisticati musei e centri culturali. Il fascino di Buenos Aires non sembra essere per niente cambiato, il calore e l’accoglienza che gli argentini riservano ai visitatori poi, in particolare a quelli di nazionalità italiana, conquistano chiunque, rendendo di certo l’Argentina il paese ideale come primo approccio al continente latino americano. Decido anche di fare un tuffo nel passato entrando nell’ostello in cui avevo alloggiato con <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/christian/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian</a> e <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone</a> due anni fa. Alcune cose sono cambiate, ma l’atmosfera è quella di sempre e, con mia grande incredulità, il personale mi riconosce subito, non hanno dimenticato i tre pazzi italiani.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Attraversando il Rio de la Plata, un’imbarcazione ci conduce rapidamente nel mio tanto amato Uruguay. Tappa obbligatoria proprio come due anni fa è <strong>Colonia del Sacramento</strong>, dove comincio subito a far conoscere le prelibatezze della cucina uruguayana a Myriam. Gli spettacolari tramonti sul delta del fiume e la pace assoluta che regna lungo le vie acciottolate del centro storico, creano poi un’atmosfera romantica dalla quale è difficile separarsi. A <strong>Montevideo</strong> però ci attende la mia famiglia, ansiosa di conoscere la mia compagna. Fortunatamente Myriam parla correttamente spagnolo, vantaggio non da poco, grazie al quale fa capire subito di che pasta è fatta. Quando in macchina i miei zii, temendo che possa non piacerle, non le porgono il <em>mate (</em>tipico infuso rioplatense dal sapore decisamente amaro), subito tuona scherzosamente: “Ed io?”. Pochi minuti dopo Myriam sarà seduta in soggiorno con mio nonno a bere whisky e a scherzare come se si conoscessero da sempre. Insomma, la mancanza di barriere linguistiche ed il suo approccio straordinariamente aperto e sincero, ha fatto si che venisse da subito accolta con grande affetto e simpatia in famiglia. Presto ci raggiungeranno anche i miei genitori e mia sorella con suo marito, in quanto tutti desiderano partecipare al grande imminente evento, l’ottantesimo compleanno di mio nonno!<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1409" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/249-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br />Qualche giorno per ambientarci ed immergerci nella pulsante e malinconica capitale uruguayana ed è già ora di spostarci lungo la costa sino a <strong>Punta del Este</strong>, elegante ed esclusivo centro balneario dove trascorriamo momenti di puro relax tra lunghe distese sabbiose e tramonti dalle sfumature talmente accese che sembrano esser state alterate con Photoshop.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Unitisi a noi mia sorella e suo marito, non posso esimermi dal portarli a conoscere due villaggi davvero speciali lungo la costa. Facciamo base a <strong>Valizas</strong>, dove troviamo facilmente un appartamento in affitto per un paio di notti. Valizas è tale e quale a come l’avevamo lasciata, un’oasi di pace dove il tempo sembra non trascorrere mai, immersa in un’atmosfera bohémien tanto amata da <em>mochileros</em> e artisti di strada. Entro un po’ per nostalgia nell’ostello in cui avevo alloggiato due anni fa e subito il mio sguardo viene catturato da una foto situata dietro il bancone al centro della parete. Ebbene sì, sembra assurdo, ma anche qui non si sono scordati di noi, la fotografia ritrae me, <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/christian/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian</a> e <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/simone-e-ilaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone</a>. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Memore dell’impegnativa, ma appagante esperienza già vissuta, convinco gli altri a percorrere a piedi gli 8 km che ci separano da <strong>Cabo Polonio</strong> attraverso alte dune di sabbia che si innalzano di fronte all’oceano creando una scenografia sorprendente. Piccolissimo inconveniente, giunti alla base delle prime dune ci troviamo di fronte un profondo e impetuoso fiume. Non capisco, sono certo che non c’era nulla del genere due anni fa. Scoprirò in seguito che il corso d’acqua c’è sempre stato, solo che la mia <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2005-2006-insieme-a-christian-e-simone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente avventura</a> aveva coinciso con un evento di eccezionale siccità che aveva prosciugato completamente per un breve periodo tale ostacolo sul nostro cammino. Niente paura però, per pochi spiccioli, un anziano su una piccola imbarcazione fa da Caronte tra una sponda e l’altra. I nostri sforzi sono decisamente ricompensati, Cabo Polonio è una perla di rara bellezza, un pittoresco villaggio di pescatori, meta di hippies e personaggi stravaganti sin dagli anni 60, privo dei confort di base, dove però la vita scorre languida di fronte all’oceano. Un luogo imperdibile.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tornati a Montevideo prima dei festeggiamenti di rito per l’arrivo del nuovo anno, scopriamo che il 31 dicembre al <em>Mercado del Puerto</em> si svolge tradizionalmente una festa a cui non possiamo mancare. Orde di giovani si riversano lungo le strade del porto cantando, ballando e, muniti di centinaia e centinaia di bottiglie cariche di vino, sidro ed acqua, danno vita ad una divertente “lotta” il cui unico intento è quello di bagnarsi gli uni con gli altri. L’atmosfera è allegra e coinvolgente. Col passare del tempo la folla cresce e si stringe attorno ad un gruppo di musicisti che, instancabili, danno vita a qualcosa di magico attraverso i ritmi tribali del <em>candombe</em>, mentre corpi sinuosi danzano avvinghiati tra loro in un travolgente crescendo di pathos.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Giunge purtroppo l’ora dei saluti, un momento sempre straziante dato che non sappiamo quanto tempo passerà prima di poterci nuovamente riabbracciare. Per di più i miei nonni cominciano ad avere una certa età, e la consapevolezza che gli anni passano inesorabili e incessanti rendono la nostra dipartita ancor più drammatica. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Puntiamo verso nord, addentrandoci nell’Uruguay più sconosciuto e rurale. Verdi colline a perdita d’occhio, e un numero impressionante di bovini che pascolano liberi e indisturbati, dando l’illusione di una libertà purtroppo effimera. Terra rossa, scura, scura come i volti sporchi e bruciati dal sole dei <em>gauchos</em> a cavallo che sembrano apparire all’improvviso come da un passato dimenticato. Prima sosta a <strong>Paysandù</strong>, che ad essere sinceri ha ben poco da offrire oltre al <em>postre chajà</em>, tipico dolce della zona, tanto stomachevole quanto squisito. Rimaniamo però colpiti dalla pulizia delle strade e dalla gente estremamente gentile e onesta.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Proseguiamo fino a <strong>Salto</strong>, ottimo punto dove poter attraversare la frontiera argentina via terra, ma soprattutto celebre località termale. Naturalmente ne approfittiamo per rilassarci un po’ immergendoci fino a tarda notte nelle bollenti acque delle terme di <em>Dayman</em>. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Varcato il confine, dopo aver gironzolato a lungo per <strong>Concordia</strong>, prendiamo un autobus notturno che ci permetterà di coprire comodamente la lunga distanza che ci separa da <strong>Puerto Iguazù</strong>. Nonostante il notevole afflusso turistico la città conserva le caratteristiche del placido villaggio a misura d’uomo. Impazienti di poter ammirare le celebri cascate, visitiamo subito il lato brasiliano rimanendo senza parole di fronte a tanta bellezza. Niente in confronto però a quel che ci attende il giorno seguente alle <em>cascate di Iguazù</em> del lato argentino. La differenza sostanziale è che mentre in Brasile ci si trova le cascate di fronte come se si trattasse di una cartolina, in Argentina si viene completamente inglobati, vivendole direttamente sulla pelle, addentrandosi nella giungla, immergendosi nelle sue fresche acque, insomma un&#8217;esperienza sensoriale a 360° da fare assolutamente almeno una volta nella vita.<br /></span></p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-340" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=1170%2C878" alt="Puerto Iguazu - Argentina - 2014" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?w=4000&amp;ssl=1 4000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/DSC_0224-c.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
<p><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ancora un viaggio notturno ed è la volta dell’affascinante <strong>Salta</strong>. Eleganti palazzi colorati, cura per i dettagli e vivaci vie pedonali, la rendono una delle mete più ambite del nord del paese. Il paesaggio poi si fa sempre più particolare e intrigante. La strada che collega Salta a <strong>La Quiaca </strong>infatti attraversa scenari splendidi, dalle tonalità simili alla tavolozza di un pittore. Prima però di lasciare il paese argentino facciamo tappa a <strong>Tilcara</strong>, un villaggio incastonato tra montagne di mille colori, dove proliferano giganteschi cactus talmente sorprendenti da sembrare finti. Con Tilcara sarà amore a prima vista, e faremo davvero fatica a ripartire, lasciandoci alle spalle le sue polverose strade di terra battuta, le sue pittoresche bancarelle e quell’atmosfera di quiete al di fuori del tempo.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Continuiamo a salire in direzione nord e i disturbi legati all’altitudine iniziano a farsi sentire. I volti di coloro che ci circondano cominciano a mutare. Più avanziamo e più i tratti somatici delineano una discendenza indigena che non può che suscitare la nostra curiosità e il nostro interesse. Superiamo velocemente gli esigui controlli doganali e ci immergiamo nel caos tipico delle città di frontiera a <strong>Villazon</strong>. Un fiume di colori, botteghe, mercati, ovunque c’è gente che fa affari. Le colorate gonne delle donne andine sono talmente grandi che non stupisce scoprire che vengano spesso utilizzate per contrabbandare merci di vario tipo da un paese all’altro. Alla stazione ferroviaria troviamo lunghe code e una folla di <em>mochileros</em> che avvilita attende invano accampata a terra. Tutti i treni con destinazione <strong>Uyuni</strong> non dispongono di posti liberi per i prossimi due giorni. Lo sgomento e lo smarrimento di tutti è evidente e sconcertante. Prendiamo in mano la situazione e in men che non si dica altre 9 persone ci seguono speranzosi, interrogandoci sul da farsi. La strada che collega Villazon a Uyuni è impervia e le piogge degli ultimi giorni l’hanno resa ancor più pericolosa. Parlo un po’ con la gente del posto e con le diverse compagnie di autobus. Molti mi consigliano di salire fino a Potosí per poi tornare indietro a Uyuni, ma al di là della perdita di tempo non mi sembra una buona soluzione dato che tutti stiamo accusando il <strong>soroche</strong>, un disturbo legato all’altitudine che si manifesta quando il corpo non ha avuto il tempo di abituarsi a tale condizione. Ci troviamo a 3400 m e giungere subito a Potosí che si trova a 4000 m sarebbe un suicidio. Basta accelerare il passo attraversando la strada per avere capogiri e fiato corto. Così decidiamo di proseguire in direzione Uyuni fino a <strong>Tupiza</strong>, che trovandosi a 2850 m, ci aiuterà a combattere i nostri disturbi fisici. Da qui, il giorno seguente, troviamo una jeep che ci condurrà alla volta della nostra tanto ambita Uyuni. La strada, se così si può chiamare, è effettivamente all’altezza della sua fama. Il nostro 4&#215;4 si arrampica lungo sentieri impervi fatti di fango, sabbia e rocce. È un continuo sali-scendi con pendenze da montagne russe e quando, fortunatamente molto di rado, si incrociano atri mezzi le ruote sfiorano il ciglio del precipizio che neanche a dirlo è privo di qualsiasi tipo di protezione. Saranno 7 lunghe ore al cardiopalma, ripagate però da scenari spettacolari.<br /></span><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1404" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/425-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br />Giunti a destinazione acquistiamo un indimenticabile tour organizzato di 3 giorni attraverso il <strong>Salar de Uyuni</strong> e il <strong>sud del Lipez</strong>. Non vi è altro modo di visitare queste zone desolate se non affidandosi alle agenzie organizzate del luogo. Il timore di dover condividere alcuni giorni con dei perfetti sconosciuti viene presto spazzato via. I nostri compagni di avventura sono tutti personaggi fantastici, degni d’un romanzo d’appendice. Il legame che nascerà tra noi sarà immediato e profondo, e renderà questa esperienza ancor più stimolante dandole una connotazione e un valore umano inestimabile. Oltre agli argentini Nahuel, Angeles e Carola, che si erano aggregati a noi già a Villazon, si aggiungono così le argentine Fernanda e Carola, i due italiani Edoardo e Guglielmo, la spagnola Miriam (fidanzata di Guglielmo), e il francese Manù. Infine una coppia di brasiliani che sfortunatamente resterà spesso in disparte, probabilmente un po’ per la grossa differenza d’età, un po’ per le difficoltà linguistiche in quanto non parlano spagnolo. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">La prima tappa del nostro tour è quella che lascia chiunque senza fiato. Il Salar de Uyuni, il deserto di sale più grande al mondo, è una di quelle immagini che ci si porta dentro per il resto della vita. Mai avevo avuto davanti agli occhi così tanta bellezza. L’emozione è talmente grande da far scendere le lacrime. Una distesa bianca a perdita d’occhio, sopra la quale, si crea uno strato di circa 10 cm d’acqua, fondendo terra e cielo in un unico elemento. Non si riesce a capire dove finisca l’uno e cominci l’altro. Tutto e tutti vengono inglobati e l’ingannevole sensazione è quella di fluttuare nel vuoto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1430" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/466-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Vorremmo rimanere qui per sempre, ma è tempo di addentrarci nel sud del Lipez. La nostra guida di viaggio definisce questa zona come “il luogo dove si possono ammirare i paesaggi più belli di tutta l’America Latina”, e inaspettatamente bisogna ammettere che ha proprio ragione. Ci attendono 3 giorni di lagune dai colori sgargianti, distese desertiche, giganteschi cactus, alberi pietrificati, geyser, e ancora, lama, vigogne, infinite colonie di fenicotteri rosa, veri padroni di queste terre tanto inospitali quanto meravigliose. <br /></span><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2553" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/01/08-Salar-de-Uyuni-scaled.jpeg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br />Sfortunatamente però per noi le emozioni non sono ancora finite. L’ultimo giorno, proprio mentre stiamo oramai tornado verso la civiltà urbana, durante la consueta sosta per il pranzo, avviene un episodio apparentemente banale che ci condurrà successivamente a dover affrontare momenti drammatici. Manù, che si diletta di giocoleria, utilizzando alcuni sassi come palline e coinvolgendo in tutto questo anche Guglielmo, colpisce accidentalmente alla testa quest’ultimo con un sasso. Un po’ di dolore, un bel bernoccolo, ma niente di così grave o allarmante in condizioni normali. Ci troviamo però a quasi 5000 m di altitudine e i nostri corpi sono già così sottoposti a uno sforzo di adattamento notevole. Divisi in 2 jeep iniziamo a percorrere la lunga strada del ritorno, quando il nostro autista, accortosi che da troppo tempo non vede il secondo mezzo decide di fermarsi e attenderlo. D’un tratto arriva a tutta velocità la seconda jeep da cui scendono correndo Miriam ed Edoardo sorreggendo Guglielmo che piange e grida come un pazzo. Ha perso l’uso prima della bocca e poi del viso, non riesce a respirare ed è stato necessario tirargli fuori la lingua per evitare che soffocasse. In queste condizioni è più che comprensibile che Guglielmo si sia fatto prendere dal panico. Ci scambiamo le jeep, dato che quella in cui stavamo viaggiando noi è più veloce, e parte una folle corsa verso il primo punto medico a disposizione. Purtroppo siamo davvero in mezzo al nulla. La tensione è palpabile. Dopo ben 40 minuti troviamo il primo villaggio, ma l’ambulatorio è totalmente in disuso e non vi è anima viva. Riprendiamo le ricerche, ancora 1 ora ci separa dal villaggio successivo dove, ahimè, la situazione è la medesima. Guglielmo non migliora affatto, continua a urlare e ad agitarsi. Ci vogliono altri 15 minuti per raggiungere l’ospedale di San Cristobal, che più che una struttura medica sembra essere una scuola. Il medico sembra un bidello e l’acqua che sgorga a fatica dai rubinetti esce marrone. A Guglielmo viene somministrato dell’ossigeno, grazie al quale fortunatamente si calma un po’. Probabilmente ha subito un trauma cranico, ma sono necessari esami più approfonditi che qui non possono essere eseguiti. Tornati in città si avvicina il momento dei saluti, ognuno di noi andrà per la sua strada, ma prima, ci concediamo un ultima serata, cenando insieme, omaggiando la vita e cosa ancor più importante, tenendo compagnia fino a tardi a Guglielmo che, visto l’accaduto, per precauzione deve restare sveglio tutta la notte.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1411" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/556-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Riprendiamo il nostro itinerario verso nord fino a <strong>Potosí</strong>, celebre per le sue miniere d’argento, sfruttate senza tregua per secoli dai conquistatori spagnoli. Nonostante molti dubbi, decidiamo di scendere nelle viscere della terra e visitare il <em>Cerro Rico</em>, una miniera tutt’ora attiva, conoscendo così da vicino questa realtà sconvolgente. Un ambiente malsano e pericoloso, lavoro minorile, condizioni estreme e un sincretismo religioso che sa più di rassegnazione a una vita di sofferenze che di fede. Questo è ciò che ci troveremo davanti agli occhi. Indossiamo l’attrezzatura necessaria e giunti all’ingresso accendiamo le pile in dotazione sui nostri caschi. Inizia così la discesa all’Inferno. Il cunicolo è angusto e avanzando diviene sempre più buio. L’aria è satura di una polvere nera che disturba la respirazione. La terra sulla quale poggiamo i piedi diviene presto fango, mentre il soffitto si abbassa sempre di più. Myriam sarà decisamente più brava di me, riuscendo a compiere il percorso completo lungo 2 km, arrivando persino a strisciare attraverso un angusto e soffocante cunicolo. Io al contrario preso da un senso estremo di claustrofobia dopo alcuni minuti darò forfait, accodandomi ad alcuni minatori che trasportano un carico verso l’esterno. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Nonostante tutto, coloro che lavorano nelle miniere si considerano fortunati dato che lo stipendio è quasi il quadruplo rispetto alla media, permettendo così ai minatori di vivere una vita relativamente agiata seppur per breve tempo. L’aspettativa di vita infatti in questo paese è di 65 anni, mentre quella di un minatore è di 45 anni. Alcuni di loro però non superano nemmeno i 30 anni a causa di malattie respiratorie, cardiache o vittime di incidenti sul lavoro.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Tappa seguente l’affascinante <strong>Sucre</strong> che fa piombare improvvisamente il visitatore in un contesto decisamente più benestante rispetto al resto del paese. Città dall’aspetto curato e pulito dove però i contrasti sociali appaiono molto più evidenti. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Per degli amanti dei mercatini come noi, l’escursione giornaliera a <strong>Tarabuco</strong> è a dir poco obbligatoria. Questo piccolo villaggio infatti, la domenica trasforma le sue viuzze in un’esplosione di colori dove prodotti artigianali d’ogni genere insieme a un clima festoso e gioviale vanno a comporre quello che senza dubbio è il mercato più grande e affascinante del paese. Inutile dire che compreremo talmente tanta roba che giunti a <strong>La Paz</strong> saremo obbligati a spedire un pacco a casa tramite le efficientissime poste boliviane. L’impatto con la capitale è davvero forte, La Paz ci investe con tutto il suo caos vitale. A nostra insaputa siamo capitati durante i festeggiamenti in onore del dio <em>Ekeko</em>, quando migliaia di persone dopo aver acquistato miniature di ciò che desidererebbero ricevere, si riversano lungo le strade del centro creando fiumi umani impenetrabili, ammassati attorno a bizzarri personaggi che bruciano tali offerte insieme a quintali di incenso con la speranza che il dio realizzi appunto i loro desideri. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Lasciamo presto questo marasma e facciamo rotta verso il lago navigabile più alto del mondo, il <strong>Lago Titicaca</strong>, precisamente nella cittadina di <strong>Copacabana</strong> dove alloggeremo. Ci troviamo a ben 3810 m e, sebbene siano poca cosa in confronto alle altitudini raggiunte nel sud del Lipez, sia io che Myriam accusiamo diversi problemi di salute. Nel mio caso saranno talmente gravi da costringermi a rivolgermi in piena notte all’ospedale locale dove mi verranno somministrati farmaci per abbassare la pressione.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Superata anche questa disavventura ci dirigiamo verso la frontiera dove con estrema facilità a piedi entriamo in Perù fermandoci a <strong>Puno</strong> proprio durante un importante festa popolare tra musicisti e danze in abiti tradizionali. Escursione in giornata poi alla scoperta delle<strong> Isole</strong> <strong>Uros</strong>. La navigazione del Lago Titicaca è particolarmente affascinante e la visita alle “isole galleggianti” per quanto assuma un’inevitabile connotazione turistica, si rivela comunque molto istruttiva. Gli Uros inoltre sembrano interessati quanto noi a capire meglio chi si trovano davanti, così l’interazione seppur difficile assume di significato.<br /></span><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1426" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Prova1-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Si prosegue, ad attenderci la tanto blasonata <strong>Cuzco</strong>. Architettura coloniale, paesaggi incantevoli, atmosfera pacifica, inestimabile bagaglio storico archeologico, frizzante vita notturna e un’accoglienza del tutto atipica per una meta turistica così famosa. Cuzco è uno di quei luoghi magici che sa stregare i viaggiatori, facendo loro rimandare di giorno in giorno la partenza. La nostra avventura però prosegue e l’obbiettivo è raggiungere Machu Picchu senza spendere una fortuna. Il treno da Cuzco infatti è davvero molto caro, la compagnia inglese Orient Express detiene il monopolio di tutte le vie d’accesso al celebre sito archeologico, in questo modo può dettare legge sui prezzi. Noi però non ci arrendiamo, un autobus ci conduce a <strong>Pisac</strong>, dove cogliamo l’occasione per lanciarci nei festeggiamenti del carnevale insieme alla popolazione locale. Passando poi per <strong>Urubamba</strong>, facciamo tappa a <strong>Ollataytambo</strong>, un pittoresco villaggio andino incastonato tra le montagne. Da qui alle prime luci dell’alba prendiamo un treno che ci conduce finalmente a <strong>Machu Picchu</strong>. Con questo metodo non solo riusciamo a risparmiare molto, ma soprattutto entriamo nel sito archeologico per primi, quando ancora le orde barbariche di turisti non sono nemmeno partite da Cuzco. L’impatto è indimenticabile, dinnanzi a noi una fitta coltre di nuvole che all’improvviso si dissolve davanti ai nostri occhi dando vita a una scena surreale. L’emozione è tanta che Myriam non riesce a trattenere le lacrime. Restiamo in contemplazione per quasi un’ora, prima di immergerci tra rovine e lama che incuranti della presenza umana passeggiano attorno a noi. Scendiamo a piedi fino ad <strong>Aguas Calientes</strong> dove trascorriamo la notte dopo esserci rilassati per bene nelle sue terme naturali con vista sulla montagna sacra. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1413" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=1170%2C875" alt="" width="1170" height="875" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?w=2288&amp;ssl=1 2288w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=1024%2C766&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=768%2C575&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=1536%2C1149&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=2048%2C1532&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=520%2C389&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/878.jpg?resize=740%2C554&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Tornati a Cuzco ci ritroviamo nel bel mezzo di una dura manifestazione popolare contro il governo inerente a diverse motivazioni. L’attenzione viene rivolta specialmente alla vendita dei siti archeologici e delle attività a essi connessi, a imprese straniere, impedendo così introiti a favore dei locali. Le proteste si protrarranno per settimane culminando persino con la chiusura di Machu Picchu.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Lasciatoci tutto alle spalle, una piccola deviazione verso sud ci permette di godere del coloratissimo e fotogenico <em>Monasterio di Santa Catalina</em> ad <strong>Arequipa</strong> e successivamente della vista dei condor nel <em>Canyon del Colca</em>, poco distante da <strong>Cabanaconde</strong> dove per l’ennesima volta capitiamo in un giorno di festa tra canti, balli e fiumi di alcool. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Una sosta a <strong>Nazca</strong> è d’obbligo per poter osservare da vicino le enigmatiche “linee” che ancora oggi suscitano perplessità e domande. Vista la quantità e le dimensioni di queste antiche e misteriose figure tracciate sul terreno, il modo migliore per osservarle è ovviamente dall’alto. Così Myriam, che è molto più coraggiosa di me, si concede questo brivido, e di brivido davvero si tratta, dato che per ben due volte è costretta a svegliare un pilota particolarmente assonato.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Procediamo lungo la Panamericana verso nord. A due passi da <strong>Ica</strong>, proprio alle porte del deserto, sorge un’oasi di rara bellezza, circondata da alte dune sabbiose, sto parlando della <strong>Laguna Huacachina</strong>. Attendere il tramonto dalla cima di una duna, sentire il vento sulla pelle scottata dal sole, osservare la luce attorno a noi dipingere la sabbia e il cielo, è un’esperienza che non si dimentica facilmente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1414" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1047-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Abbandoniamo questo paradiso per piombare tra le moderne e cosmopolite vie della capitale. <strong>Lima</strong> ci accoglie con la sua eleganza, ma anche con tutto il suo consumismo, aspetto ovviamente molto comune alle grandi città.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Un paio di giorni ed è già tempo di fare i bagagli, allontanarci dal caos e dirigerci verso le spiagge. Viaggeremo di notte per poterci svegliare così a <strong>Trujillo</strong>, o almeno questo sarebbe il piano. Ho però una brutta sensazione, come di qualche evento nefasto che sta per accadere, temo che durante il tragitto qualcosa vada storto, bucheremo una gomma, si romperà il motore, non funzionerà l’aria condizionate, niente di particolarmente drammatico insomma. Così dopo aver manifestato le mie perplessità a Myriam decidiamo comunque di partire, i biglietti del bus sono già stati acquistati, e i miei timori si basano sul nulla. Probabilmente il contatto con una metropoli piuttosto pericolosa mi ha reso semplicemente un po’ paranoico. Non potevamo nemmeno immaginare ciò che di lì a poco sarebbe accaduto. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il nostro bus parte alle 22.00 come da programma, alle 01.30 della notte veniamo svegliati da uno dei nostri due autisti che ci comunica che è in atto uno sciopero agrario. L’autobus è quindi costretto a fermarsi per far passare i manifestanti. Dopo una breve attesa sembra esser tutto risolto, così ci addormentiamo senza altri indugi. Al nostro risveglio però ci accorgiamo di essere ancora in mezzo al deserto, bloccati lungo un’interminabile fila di bus e camion che si perdono all’orizzonte. Gli agricoltori hanno costituito quattro posti di blocco lungo la Panamericana, unica strada che attraversa queste terre, così ora siamo intrappolati tra il primo e il secondo stop senza poter ne proseguire ne tornare indietro. Il caldo inizia a farsi sentire, disponiamo di una modesta quantità di acqua e cibo che non durerà a lungo. Dall’unico villaggio relativamente vicino alcuni venditori arrivano a piedi in nostro aiuto. La maggior parte di loro però se ne approfitta applicando prezzi molto alti per l’acqua. Niente di impossibile per noi, ma molti peruviani non se lo possono permettere. Inoltre per poter accaparrarsela è necessario farsi largo tra la bolgia in uno scenario apocalittico di disperazione. Riesco quasi per miracolo a recuperare due bottigliette d’acqua, ma mentre torniamo al nostro mezzo, Myriam vede una mamma con due bambini che ci fissano all’ombra di un autobus. Non ci pensa un attimo, si avvicina e regala loro la bottiglia d’acqua da me conquistata con tanta fatica. Nei primi secondi prendo in considerazione l’idea di ucciderla, subito dopo invece decido al contrario che questa donna dovrà per forza diventare mia moglie. Le ore passano e dalle aride colline circostanti iniziano ad apparire loschi personaggi armati, delinquenti a tutti gli effetti che si mischiano ai contadini con ben altre intenzioni. Nel bus ormai si comincia a fraternizzare, in particolare facciamo amicizia con padre e figlio peruviani che hanno in passato già vissuto un’esperienza del genere durata ben quattro giorni. La tensione aumenta, tutti attendono l’arrivo dell’esercito che però non si fa vivo. Alle 13.00 però la polizia in tenuta antisommossa riesce a prendere il controllo del varco stradale, così si inizia ad avanzare lentamente, ma tutto questo rende la protesta più violenta. Iniziano le sassaiole contro i bus, ci fanno inginocchiare con la testa bassa e le tende chiuse per evitare che pietre o frammenti di vetro possano ferirci. Il caos fuori è tremendo. Myriam per la prima volta in questo viaggio va comprensibilmente in crisi, io però devo mantenere l’autocontrollo, così mi infilo la carta di credito dentro a una scarpa e le memorie della macchina fotografica in tasca, invitando Myriam a fare lo stesso. Tutto il resto non è importante, che si prendano ciò che vogliono. Le intense sassaiole proseguono, ma riusciamo a passare senza grossi danni. Il bus davanti al nostro invece non sarà così fortunato, non resterà integro nemmeno un vetro. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Giungiamo a <strong>Chimbote</strong>, ma i problemi non sono finiti. Appena fuori dalla cittadina gli scontri proseguono più violenti che mai. Noi passeggeri chiediamo di sostare nel terminal centrale e di attendere che faccia giorno, ma gli autisti al contrario hanno l’ordine di non fermarsi. Prendiamo in considerazione l’idea di scendere dal bus e di trovare un albergo qui, ma tutti ce lo sconsigliano. I malintenzionati non aspettano altro che qualche turista si avventuri da solo per strada. Quindi si va avanti, ma appena fuori città la polizia obbliga noi e altri sette bus che viaggiavano in carovana ad accostare, è troppo pericoloso. A bordo strada le case aprono le porte e iniziano a distribuire gratuitamente limonate. Un gesto pieno di umanità che in qualche modo solleva il morale. Dopo un’ora di attesa ci fanno tornare al terminal, ma niente da fare, non c’è più posto. Fuori si vedono persone armate di machete, sembra di essere in Rwuanda ai tempi della guerra civile. La polizia ci scorta in una grande zona adibita a fiere, una specie di stadio, dove sostiamo insieme a una sessantina di bus e dove la protezione civile distribuisce acqua. Alle 01.30 di notte ci comunicano che si può ripartire, l’esercito infatti ha preso il controllo dei posti di blocco lungo la Panamericana. Sulla strada restano incendi, pali della luce abbattuti, massi e vetri ovunque, insomma un disastro. Alle 03.30 il nostro calvario giunge al termine e padre e figlio conosciuti nel bus non ne vogliono sapere di lasciarci soli. Ci portano in taxi fino a casa loro, prendiamo la loro macchina e ci accompagnano in hotel. Due persone davvero gentilissime che ci sono state vicino durante tutta questa brutta avventura. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><strong>Trujillo</strong> è una cittadina coloniale piacevole e animata, evoluta, ma a misura d’uomo. La parola d’ordine ora però è relax. Non ci resta altro da fare che spostarci a <strong>Huanchaco</strong> per godere delle sue spiagge e della sua squisita cucina di mare. L’aspetto che più colpisce qui è la cura per i dettagli e la pulizia dei luoghi pubblici. Trascorriamo alcuni giorni di spensieratezza e di riposo, ma poco prima di ripartire siamo costretti a far la conoscenza del sistema sanitario peruviano. Myriam infatti inizia ad avere la febbre altissima e non riesce a trattenere i farmaci che le somministro. Così sono costretto a portarla in ospedale in piena notte. Sebbene i prezzi siano bassissimi la sanità non è pubblica, quindi dopo aver visitato Myriam devo correre alla farmacia dell’ospedale per acquistare ciò che serve al medico per curarla. La diagnosi è intossicazione alimentare. Cinque ore sdraiata su una barella in corridoio con flebo alla mano e ci lasciamo alle spalle anche questa brutta esperienza. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Impieghiamo tutta la notte e un altro viaggio stressante, tra problemi tecnici e ritardi del mezzo, per arrivare a <strong>Mancora</strong>, la più celebre località balneare del paese. Tutta questa fama però è ingiustificata ai nostri occhi. I prezzi sono molto alti, la spiaggia sporchissima, certo le alte onde e l’acqua limpida e, relativamente temperata, sono un richiamo per i surfisti, ma per il resto non ci entusiasma particolarmente. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Proseguiamo lungo a costa, passando per <strong>Tumbes</strong>, fino a <strong>Aguas</strong> <strong>Verdes</strong>, da dove varchiamo il confine equadoregno. Ci dirigiamo subito verso <strong>Cuenca</strong>, città universitaria incantevole e vivace, nominata non a caso Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui ad attenderci ci sono i parenti del ragazzo di Samanta che è la sorella di Myriam. Veniamo accolti in famiglia con un tale affetto che ci sembra di essere a casa. Zii e cugini si faranno in quattro per farci conoscere bene i principali punti di interesse del luogo e saranno fondamentali nel darci una mano quando, anche io, avrò problemi di salute leganti nuovamente a un’intossicazione alimentare. Non scorderò mai la bontà d’animo di queste persone meravigliose. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Dopo alcuni giorni di stop, legati al mio malessere, è tempo per Myriam di riabbracciare una cara amica con cui lavorava in nave. Abbiamo appuntamento a <strong>Quito</strong> con <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/isabel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Isabel</a>, ragazza sempre allegra e meravigliosamente pazza che anche io conoscevo già, ma solo da un punto di vista lavorativo. Visitiamo la capitale con l’occhio privilegiato di chi ci vive. Alloggiamo infatti da Pietro, un caro amico di Isabel, un personaggio strampalato al di fuori di ogni convenzione con cui entreremo subito in sintonia. La sera si aggiungono anche altri amici, una scusa per uscire a festeggiare nonostante la stanchezza.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1428" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/prova-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><br />Degli amanti dei mercatini andini come noi non possono perdersi <strong>Otavalo</strong>, meta di culto in materia, un’esplosione di colori tra stoffe, abiti sgargianti e artigianato d’ogni genere. Una cartolina indelebile nella memoria. </span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Terminati i giorni di vacanza di Isabel rientriamo insieme a lei nella sua città natale <strong>Guayaquil</strong>, dove vive tutt’oggi. Anche qui saremo ospiti di un altro gentilissimo amico di Isabel. Cesar e sua figlia Camil si aggiungono così al lungo elenco di incontri che convertono una vacanza in un viaggio. Guayaquil è una città curatissima dove edifici storici si mischiano con classe a quelli moderni. Offre una gran numero di passeggiate e di avvenenti scorci da scoprire. Unico difetto è l’alto tasso di criminalità che un turista disinformato non sospetterebbe mai così a prima vista. Cesar però ci mette a disposizione Eddy, il suo autista personale, che sa metterci in guardia dalle zone meno sicure, e che addirittura, gira armato, aspetto contemporaneamente inquietante e rassicurante.<br /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ci concediamo un fuoriprogramma, una piccola pazzia delle nostre. Acquistiamo il volo per le isole <strong>Galapagos</strong>! I nostri dubbi sono legati soprattutto all’aspetto economico. La quasi totalità dei visitatori stranieri infatti, una volta atterrato si imbarca immediatamente in una delle tante navi da crociera che, a prezzi esorbitanti, offrono ogni genere di confort spostandosi da un’isola all’altra. Questo fenomeno fa sì che i locali non traggano alcun beneficio dal flusso turistico, le navi sono infatti di proprietà di imprese internazionali. Non è in questo modo che vogliamo visitare questo paradiso, lo faremo in totale autonomia interagendo con la popolazione locale in tutto e per tutto, dimostrando così che è possibile visitare le Galapagos spendendo poco e facendo del bene a chi ti accoglie nella sua terra.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Il volo è senza dubbi il più movimentato che abbia mai dovuto affrontare in vita mia, avrei preferito prendere una zattera piuttosto, ma questo purtroppo è l’unico modo. Atterrati a <strong>Baltra</strong>, ci si sposta subito all’Isola di <strong>Santa Cruz</strong>, precisamente a <strong>Puerto Ayora</strong>, dove troviamo una sistemazione addirittura con cucina a un prezzo irrisorio. Questa sarà per una settimana la nostra prima base che ci permetterà di esplorare i dintorni. Non possiamo resistere dal correre subito alla <em>Stazione Scientifica Internazionale Darwin</em>, dove abbiamo la fortuna più unica che rara di trovarci totalmente soli. Nessun visitatore, nessuna guardia. Siamo solo noi e decine di tartarughe giganti, talmente grandi che noi accanto a loro sembriamo bambini. Non dimenticheremo mai l’emozione di entrare in contatto con queste magnifiche creature, quasi avessimo il privilegio di dare uno sguardo a un’era lontana ormai scomparsa. <br />Altro lungo che resterà indelebile nei nostri occhi sarà <em>Tortuga</em> <em>Bay</em>, non tanto per l’indiscutibile bellezza della sabbia bianca e dell’acqua turchese, ma per la varietà e quantità di animali d’ogni genere che ci girano attorno totalmente incuranti della nostra presenza. Iguane, mante enormi, pellicani, paguri, e ancora svariate specie di pesci e uccelli.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1394" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=1170%2C878" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1313-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Seguono diverse escursioni, a volte per conto nostro, altre volte, quando è necessario navigare verso isole lontane ci affidiamo a quelle organizzate. Ad ogni modo dimostriamo che è possibile vedere tutte le specie animali presenti senza dover usufruire obbligatoriamente di una costosa crociera.</span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Ora che siamo qui, riusciamo finalmente a comprendere fino in fondo il motivo per cui anche solo nominare le Isole Galapagos induce chiunque a sognare. Sembra di essere su un altro pianeta, un luogo dove gli animali non hanno motivo di temere l’essere umano che rispetta loro e l’ambiente in cui vivono.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Una rapida imbarcazione ci conduce all’isola di <strong>Isabela</strong>, precisamente a <strong>Puerto Villamil</strong>, secondo punto base, dove trascorreremo un’altra settimana di gite, passeggiate, navigazioni, spiagge deserte, snorkeling, insomma non ci faremo mancare proprio niente. Un aspetto che abbiamo apprezzato molto e che senza alcun dubbio fa la differenza, è il numero molto limitato di turisti presenti. Ciò permette di essere spesso totalmente da soli rendendo ancor più unico questo paradiso. Anche qui facciamo la conoscenza di molte specie animali tra cui <em>piqueros patas azules</em>, <em>piqueros patas rojas</em>, fenicotteri, pinguini, squali, foche, pesci e mante più grandi di me, e ancora tartarughe sia di terra che di mare. Durante un’escursione in barca mentre osservo i meravigliosi fondali con la maschera noto sotto di me un bel serpente giallo che nuota sereno e aggraziato. Riemergo e rivolgendomi al barcaiolo chiedo se ci sono serpenti velenosi? Lui risponde di non preoccuparmi, che ne esiste solo un tipo di colore giallo molto velenoso, ma che è rarissimo incontrarlo. All’improvviso comprendo come aveva fatto Gesù a camminare sulle acque, e torno sulla mia imbarcazione in tempi da record. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Una volta tornati a Guayaquil, <a href="http://www.vadovetiportailblog.com/isabel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Isabel</a> e Cesar organizzano per noi un paio di giorni di relax da trascorrere tutti insieme a <strong>Las Tunas</strong>, località balneare dove l’ex moglie di Cesar possiede un piccolo resort sulla spiaggia. La zona è remota proprio come piace a noi, e tra amache e tramonti memorabili avremo l’occasione di goderci i nostri cari amici prima di del nostro volo di rientro in Italia.<br /></span><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1395" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=1170%2C875" alt="" width="1170" height="875" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?w=2288&amp;ssl=1 2288w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=1024%2C766&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=768%2C575&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=1536%2C1149&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=2048%2C1532&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=520%2C389&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/1659.jpg?resize=740%2C554&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Conclusione</u></span></strong><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;">Abbiamo vissuto quattro mesi di emozioni, quattro mesi durante i quali ci siamo sentiti davvero liberi, felici di ciò che eravamo e di ciò che stavamo facendo. Certo non sono mancate le difficoltà e i momenti difficili, ma sono stati proprio questi a rendere grandiosa la nostra avventura, permettendo a noi stessi di superare i nostri limiti e di conoscerci a fondo consolidando il nostro legame. Esperienze come queste non hanno prezzo e ci insegnano che la vita va vissuta al massimo ogni singolo giorno senza rimandare a chissà quando i nostri sogni.</span></strong> </p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1393" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=1170%2C875" alt="" width="1170" height="875" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?w=2288&amp;ssl=1 2288w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=1024%2C766&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=768%2C575&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=1536%2C1149&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=2048%2C1532&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=520%2C389&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/08.jpg?resize=740%2C554&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></p>
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<p><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. <br /></span></span></strong><br /><br /></p>
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