Uruguay - Cabo Polonio - 2014

Uruguay (guida completa)

tra i suoni tribali del candombe, la parilla, leoni marini che gridano al vento e cieli incendiati di porpora

 

Capitale: Montevideo
Lingua ufficiale: spagnolo
Valuta: 1 € = 51,30 pesos uruguaiani
Costo della vita: €€

 

Alcune persone non sanno nemmeno dove sia collocato esattamente nella mappa. Qualcuno sa che esiste grazie alla nazionalità di qualche calciatore famoso. Pochissimi ci sono stati. Quasi nessuno l’ha vissuto col cuore. Il mio problema è esattamente il contrario. Parlare di Uruguay per me è come raccontarvi di una parte della mia anima, un luogo al quale mi sento di appartenere tanto quanto all’Italia, e chiedermi se preferisca l’uno o l’altra è come chiedere a una persona se vuole più bene a mamma o a papà.
Sin da quando ero in fasce ho viaggiato attraverso queste terre decine e decine di volte, dato che ancora oggi, gran parte della mia famiglia si trova lì. Ciononostante al di là dell’aspetto affettivo e della sfera dei ricordi che mi legano inevitabilmente a questo paese, si tratta di una meta che lascia sempre senza parole coloro che hanno l’ardire di spingersi fino a qui.

Se siete quindi alla ricerca di una destinazione talmente particolare e caratteristica da essere unica nel suo genere allora questo è un viaggio che fa per voi. In Uruguay due paesi convivono in uno, quello del traffico intenso della capitale e quello del gaucho del “interior”, versione sudamericana del cowboy che vive nelle zone rurali più interne. Le rumorose partite di calcio dei ragazzi si alternano alle serene conversazioni degli anziani seduti sulla porta di casa mentre sorseggiano l’immancabile “mate”, una specie di infuso, vero e proprio simbolo del popolo rioplatense.

Numerosi sono i punti di interesse turistico che, fortunatamente, non sono ancora stati presi d’assalto dalle masse, mantenendo così integra la propria autenticità. Splendide spiagge, cultura, tradizioni, relax, sport, vita notturna e un’eccelsa gastronomia fanno da contorno a una delle popolazioni più ospitali dell’America Latina. Ma il vero Uruguay non è solo questo. È un luogo dove il cielo appare di un azzurro disarmante mentre le nuvole invitano a fantasticare sulle loro forme che cambiano veloci sospinte da una lieve brezza giocosa. Un luogo dove infinite verdi praterie si perdono all’orizzonte popolate da un numero così elevato di ovini e bovini che sembrano essere nati insieme a queste stesse colline. Un luogo dove interminabili campi di girasoli salutano sorridenti i passanti senza mai però distogliere lo sguardo dal loro amato sole.

 

 


INDICE ARTICOLO

CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE
QUANDO ANDARE
COSTO DELLA VITA, TRASPORTI E ALLOGGI
GASTRONOMIA
CULTURA ED EVENTI
RELIGIONE
SICUREZZA
CENNI STORICI
COMUNITÀ GAY
CONSIGLI
CONCLUSIONE
LINK UTILI

 


CITTÀ E LUOGHI DI INTERESSE

COLONIA DEL SACRAMENTO
Partendo dall’estremo ovest, proprio a due passi dalla celeberrima Buenos Aires, al di là del Rio de la Plata è possibile fare un vero e proprio tuffo nel passato della romantica Colonia. Fondata nel 1680, rende onore al nome che porta, mantenendo un inconfondibile stile coloniale che si rispecchia nell’architettura delle abitazioni e delle botteghe dei piccoli artigiani disseminate lungo le sue antiche strade di pietra, costituite da enormi ciottoli poco pratici, ma dal fascino indiscutibile.

Colonia del Sacramento - Uruguay - 2014

Dichiarata nel 1995 Patrimonio Culturale dell’Umanità da parte dell’UNESCO, Colonia è il luogo ideale per rilassarsi lontano dal fragore della capitale. Potrete immergervi in una dimensione di pace e serenità passeggiando attraverso il quartiere storico tra case di fango e pietra, dipinte con le tonalità più disparate che garantiscono un inevitabile effetto cartolina alle vostre fotografie.

Colonia del Sacramento - Uruguay - 2014

Troverete poi disseminate qua e là automobili d’epoca che ormai, sconfitte dal tempo, oggi posano come modelle per le foto dei pochi turisti che giungono sino a qui.
Lo splendido faro e i suoi moli di legno infine fanno da contorno a indimenticabili tramonti sul delta del fiume più largo al mondo.

Colonia del Sacramento - Uruguay - 2006

 

MONTEVIDEO
Proseguendo verso est, ci si immerge nella frenetica vita lavorativa di Montevideo. La malinconica capitale uruguayana, fatta di piccole case e giardini curati, si è oramai trasformata in una città moderna e crepitante.
Lo scrittore Edoardo Galeano afferma che, se i peruviani discendono dagli Inca e i messicani dagli Aztechi, gli abitanti di Montevideo discendono dalle navi. La sua popolazione aperta e multietnica infatti, deriva da immigranti spagnoli e italiani, ma possiede anche una minoranza nera, giunta in schiavitù dall’Africa nei secoli scorsi. A loro si deve l’introduzione del ritmo del “candombe”, caratterizzato dal suono dei tamburi e protagonista assoluto delle notti di Carnevale. Questa varietà etnica rappresenta un importante punto di forza della comunità uruguayana, in quanto, bambini di culture diverse crescono in armonia con la consapevolezza che la diversità spesso è solo un’occasione di arricchimento e di crescita personale. Grazie a questo i fenomeni di razzismo sono quindi praticamente inesistenti.

Montevideo

Come ogni capitale che si rispetti anche Montevideo ha il suo mercato delle pulci: la “Feria de Tristàn Narvaja” dove l’impronta umana è ciò che lo contraddistingue e dove è possibile scovare tra le innumerevoli bancarelle qualsiasi oggetto che la mente umana possa concepire.

L’immagine però che rimane ben salda nella mente di chi visita Montevideo è quella della “Ciudad Vieja”, un meraviglioso quartiere coloniale tipico per le sue passeggiate tra giardini, bancarelle e costruzioni storiche che qui concentrano, di giorno la vita culturale della città, mentre di notte quella dello svago giovanile. Spingendosi fino al porto si percorrono poi strade silenziose e palazzi abbandonati, dove spesso, da una delle poche finestre ancora aperte si odono le struggenti note di un antico giradischi che suona un tango di Carlos Gardel, vero e proprio idolo di questo paese.
Tappa obbligatoria qui, sia per gli abitanti che per i turisti, è il “Mercado del Puerto”, un incredibile agglomerato di stand gastronomici, dove non si può perdere l’occasione di mangiare una tipica “parrillada” uruguayana, grigliata di quella che probabilmente è la miglior carne al mondo, più buona persino della tanto osannata carne argentina.

Montevideo - Uruguay - 2014

 

PUNTA DEL ESTE
Senza dubbio il più elegante ed esclusivo centro balneario del paese, amato soprattutto da brasiliani e argentini delle classi sociali più abbienti per trascorrere le loro vacanze. Negli ultimi anni però, ha iniziando a richiamare anche l’attenzione di un numero considerevole di europei, alla ricerca di nuove località alla moda. Definita non a caso, la Monaco del sud America, Punta del Este è divenuta una tappa obbligatoria del mercato crocieristico e luogo di culto di milionari che giungono con i loro splendidi yatch in cerca di eventi mondani, con tanta voglia di mostrare e mostrarsi.
Le insegne al neon delle boutique di lusso illuminano la notte, che si consuma tra un party alla moda e una puntata al Casinò.

Punta del Este - Uruguay - 2006

 

 

Punta è una penisola che divide le spiagge in due tipi: “Brava” e “Mansa”. Nella costa “de aguas mansas” raramente soffia un forte vento e le sue acque assomigliano a quelle di un tranquillo lago; mentre al contrario la costa “de aguas bravas” presenta eccitanti onde che si infrangono rumorose, generando uno sfondo accattivante e un luogo ideale per la pratica di sport acquatici come il surf.

La città riserva anche altre sorprese, come la “Isla de Lobos”, isola situata a 8,5 km dalla costa in cui vive una straordinaria colonia di leoni marini, alcuni dei quali da anni si sono trasferiti nel porto. I “lobos de mar” infatti, hanno scoperto come procurarsi il cibo senza tanta fatica. I pescatori dopo l’intera nottata di lavoro, ripuliscono il pesce pronto per essere venduto nella banchina, ma gli scarti invece di essere gettati via, vanno a costituire il goloso banchetto di queste imponenti creature. Terminato il pesce, ormai a pancia piena, ai lobos non resta altro da fare che sdraiarsi sui moli al sole, incuranti dei bambini incuriositi che spesso si avvicinano sino a toccarli.

E ancora, non potete perdervi, monumentali opere architettoniche come “Casa Pueblo”, innalzata lungo una ripida scogliera di fronte all’oceano da Carlos Pàez Vilarò, artista emblematico dell’Uruguay, seguendo un’unica regola: la totale assenza di linee rette. Di grande impatto visivo, evoca grazie al colore bianco e alla posizione impervia, le costruzioni moresche e mediterranee. In molti affermano che da qui si possano ammirare i più spettacolari tramonti di tutta l’America Latina ed effettivamente, per quella che è la mia esperienza, potrebbero avere ragione.

Casa Pueblo - Uruguay - 2006

 

CABO POLONIO
Situato di fronte all’oceano tra immense dune questo villaggio di pescatori che saprà conquistarvi per la sua semplicità, rappresenta il luogo ideale dove nascondersi dal mondo intero cambiando, almeno per alcuni giorni, stile di vita. Nonostante sia privo dei confort più elementari come acqua calda e corrente elettrica, Cabo Polonio è una perla di rara bellezza. Può essere raggiunto solo tramite appositi camioncini 4×4 o a piedi partendo dalla pittoresca cittadina di Valizas lungo un impegnativo percorso di circa 8 km che passa da una duna all’altra attraverso paesaggi straordinari.

Cabo Polonio - Uruguay - 2014

Non c’è da sorprendersi che Cabo Polonio sia nato intorno agli anni 60, quando alcuni hippies vennero qui e semplicemente vi si stabilirono costruendo le loro case di legno in riva al mare senza ovviamente alcun tipo di permesso, cosa che ancora oggi causa una serie di problemi legali ai suoi abitanti. Nonostante tutto però il tempo passa, le pittoresche abitazioni sono ancora in piedi e la vita prosegue languida di fronte all’oceano.
Il villaggio offre anche la possibilità di visitare una gigantesca riserva di leoni marini che incontrerete liberi tra le rocce e il faro dalla cui cima si gode una vista da brivido. Questo ambiente crea la cornice ideale per una notte romantica sotto un cielo incredibilmente stellato a causa della totale assenza di luci, o per le lunghe chiacchierate tra amici riuniti attorno a un fuoco con il solo rumore delle onde come sottofondo musicale.


– VALIZAS

Come detto pocanzi, a breve distanza da Cabo Polonio sorge un’oasi di pace che sembra dimenticata dal resto del mondo. Intendiamoci a Valizas obbiettivamente non c’è veramente nulla, se non un minuscolo e polveroso terminal dei bus, più simile a una fermata dell’autobus che ad un vero terminal, una “panaderia” (panificio), un paio di ostelli, un paio di ristoranti molto basilari e un mini market. Perché andare quindi? In tutta onestà la prima volta che ci sono finito è stato per caso, era troppo tardi per arrivare a Cabo Polonio e alcuni viaggiatori mi avevano detto che dormire a Valizas era più semplice e poteva essere più economico. La prima sera, uscendo lungo le strade di sabbia e terra battuta, l’oscurità che avvolgeva tutto attorno a me, era interrotta solo da una moltitudine di candele poste a terra in prossimità di giovani che vendevano e producevano collane e bracciali in “hilo encerado” (filo di cotone immerso nella cera) o “hilo metalico” (filo di diversi tipi di metalli). Altri suonavano nell’oscurità, qualcuno ballava, insomma era una notte magica. Poche volte nella mia vita poi ho potuto ammirare una volta stellata come quella, sdraiato sulla spiaggia con solo la Luna a indicarmi il cammino.

Valizas - Uruguay - 2006

A parte questa breve parentesi nostalgica, una cosa invece da tenere in seria considerazione è che il percorso che a piedi lungo la spiaggia collega Valizas con Cabo Polonio è indimenticabile, 8 km percorrendo alte dune che si innalzano di fronte all’oceano. Si impiegano circa 2 h e 30 min e dovrete anche attraversare un piccolo ma profondo fiume, non a piedi ovviamente, c’è sempre un pescatore che per pochi spiccioli si presta a Caronte. Troverete anche mandrie di mucche che brucano i pochi fili d’erba che emergono dalla sabbia, insomma sarà una bella avventura, ripagata dall’emozione di scorgere all’orizzonte la vostra meta come in miraggio nel deserto.

Valizas - Uruguay - 2007

 


– LA PALOMA E LA PEDRERA

Sebbene Punta del Este, rappresenti la meta vacanziera principale del paese, vi sono anche altri balneari totalmente immersi nella natura, decisamente più selvaggi e semplici, ma che offrono comunque adeguati servizi per trascorrere le proprie vacanze in piena comodità lontano dal caos. Se quindi la semplicità e la tranquillità sono ciò che cercate, la Paloma e la Pedrera fanno decisamente al caso vostro. Accomunati da infinite lingue di sabbia semideserte, distano appena 5 km l’una dall’altra e sono in parte molto simile, anche se la Pedrera appare più urbanizzata. Solitamente a la Paloma si concentrano maggiormente le famiglie, mentre a la Pedrera i giovani se non giovanissimi.


– PUNTA DEL DIABLO

Vicino al confine brasiliano sorge quello che un tempo era solo un minuscolo villaggio di pescatori. Negli ultimi anni la fama di Punta del Diablo è però cresciuta notevolmente in particolar modo tra i mochileros e soprattutto tra i surfisti, richiamati da impressionati onde che ne fanno una meta d’obbligo per gli amanti del genere. Fortunatamente nonostante l’incremento turistico specie in alta stagione, le strade di terra e le abitazioni di legno continuano a garantire un senso di autenticità e di fascino al luogo.


– PIRIAPOLIS

Vale la pena di fermarsi a Piriapolis solo se si ha tempo da perdere o se si è di passaggio. La cittadina seppur dotata di una vasta spiaggia e di acque cristalline non ha molto da offrire e in termini di charme è ben lontana dalle mete precedentemente trattate. Merita un occhiata comunque lo storico “Hotel Argentino”, ancora oggi in funzione, e una passeggiata fino alla croce in cima al “Pan de Azucar”, una collina che si erge sopra la piccola città.


– PAYSANDU’ E SALTO

Non dimentichiamo che il nord dell’ Uruguay è celebre per le sue terme. Città come Salto e Paisandù sono sinonimo di relax e benessere, dove il tempo sembra essersi fermato al XVIII secolo e dove si possono incontrare ancora i leggendari gauchos intenti a domare cavalli selvaggi. In entrambi i casi vale la pena fermarsi solo se si intende approfittare dei loro centri termali, le città di per sé, in particolare Paisandù non hanno molto da offrire. Salto rappresenta anche un comodo punto di accesso alla frontiera argentina.
Per quanto riguarda le strutture termali ce n’è davvero per tutti i gusti, dal lusso degli hotel 5 stelle agli economici parchi pubblici. Le migliori sono certamente le Termas del Daymàn e le Termas del Arapey, entrambe localizzate nei dintorni di Salto. Quest’ultime sono comunemente considerate di maggior prestigio e quindi i prezzi sono ovviamente più alti. Da non tralasciare però le Termas del Daymàn che offrono un gigantesco parco termale pubblico, adattissimo soprattutto alle famiglie ad un prezzo quasi simbolico.


– “EL INTERIOR”

L’interno del paese è caratterizzato da infinite distese di prati e colline dal verde intenso, sempre in contrasto con l’azzurro del cielo e il rosso della terra. Qui a farla da padrone sono i “gauchos”, la versione del cowboy sudamericano. Molti ranch hanno adibito parte delle infrastrutture a scopo ricettivo, spesso si tratta si servizi di altissimo livello che offrono sicuramente esperienze indimenticabili anche se a volte più turistiche che autentiche.
Nell’immaginario collettivo la carne argentina è considerata la migliore al mondo, ma questo solo perché non si conosce quella uruguayana. Ad oggi non ho ancora incontrato nessuno che dopo averle assaggiate entrambe non propenda con sicurezza per la carne uruguayana. Anni fa avevo cercato possibili spiegazioni a questo fatto, e mio nonno aveva esposto una teoria molto interessante che non so se sia vera, perché come si dice, gli uruguayani quando non sanno inventano. Mio nonno però, era una persona molto colta quindi propendo per l’autenticità della teoria. Sosteneva infatti che l’eccessivo consumo di carne degli argentini considerato l’elevato numero di abitanti rispetto all’Uruguay, avevano portato l’Argentina non solo a importare carne dall’Uruguay, ma soprattutto a dare vita ad allevamenti intensivi, che al contrario non esistono in Uruguay, dove bovini e ovini sono lasciati sempre liberi di brucare l’erba sulle sterminate colline.

 

LA QUEBRADA DE LOS CUERVOS
Giungere in questa area naturale protetta non è cosa da tutti per diverse ragioni. Quella più semplice e più sciocca è che sono davvero poche le persone che ne conosco l’esistenza, cosa che vi permetterà di visitare il parco quasi in totale solitudine. Bisogna poi ammettere che non è facilissimo da raggiungere perché si devono affrontare 25 km di sterrato, buche e pietre che non sono proprio piacevolissime, specie se non siete muniti di un 4×4. Niente paura, tutto è fattibile, e soprattutto il luogo è talmente affascinante che vale la pena di farsi sballottare un po’ per conquistare la meta.
Per chi è stato negli Stati uniti possiamo dire che questa è la versione uruguaiana del “Horseshoe Bend” sebbene con dimensioni e colori totalmente diversi. Insomma si tratta del meandro di un fiume che serpeggia tra le montagne creando uno scenario particolarmente affascinante.
Il biglietto di ingresso ha un prezzo irrisorio, una volta lasciato il proprio mezzo si può percorrere una semplicissima passarella lunga 500 m che vi porta direttamente alla terrazza dalla quale è possibile godere della vista più spettacolare del parco. Per i meno pigri invece si può intraprendere un sentiero di 3 km che scende lungo la vallata immergendosi completamente nella selva e regalando emozioni ben diverse. Il percorso non è particolarmente impegnativo con eccezione della salita finale che è comunque fattibilissima a meno che non soffriate di particolari patologie. Se non doveste farcela niente paura, sopra le vostre teste ci sono sempre numerosi condor che attendono di banchettare. Ovviamente sto scherzando, sebbene l’impressione sia davvero quella dato che girano insistentemente sopra le vostre teste quasi a controllare se ce la fate o meno a risalire il crinale che sbuca poi nello stesso “mirador” della passerella più breve.

Quebrada de los Cuervos - Uruguay

Se state percorrendo la costa vi consiglio la strada numero 14 che collega Punta del Diablo con Treinta y Tres attraverso un percorso che sembra un safari di ornitologia. Centinaia di uccelli che spiccano il volo al passaggio della vostra vettura. Se siete fortunati potrete avvistare persino nandù, una specie di struzzo endemico dell’Uruguay.


– VILLA SERRANA
Entrando in questo villaggio diversi cartelli invitano i visitatori a godere della quiete del luogo mantenendo la pulizia e rispettando l’ambiente. Villa Serrana non è di certo un luogo per chi cerca la vita mondana, è un’oasi di pace dove ricaricare le batterie e rilassarsi in una delle tante casette in affitto disseminare qua e là tra queste verdeggianti colline. Non mancano personaggi stravaganti in stile hippies e ristoranti vegetariani. Insomma un luogo per chi vuole sentirsi in armonia con la Terra.
Imperdibili i cannelloni di spinaci del ristorante “La mia cucina”, Virginia e suo marito si dedicano alla cucina ayurvedica producendo delle bevande squisite. Oltre alla yurta e alla tinozza esterna per il bagno caldo, è possibile anche pernottare nella splendida casa davanti al ristorante. Insomma vale la pena una sosta se passate da queste parti. L’unico pericolo sarà quello di non riuscire più a ripartire. Noi dovevamo fermarci solo a pranzo e siamo rimasti intrappolati due giorni.

 

 

QUANDO ANDARE

Le stagioni qui sono esattamente invertite rispetto alle nostre in Europa.

Dicembre, gennaio e febbraio = estate (alta stagione)
Giugno, luglio ed agosto = inverno (bassa stagione)
Settembre, ottobre e novembre = primavera
Marzo, aprile e maggio = autunno

Probabilmente il periodo migliore per visitare il paese è tra novembre ed aprile in modo da poter godere anche delle diverse località balneare disseminate lungo la costa.

Spesso se prese con largo anticipo, si possono trovare buone offerte sui voli prima di metà dicembre, il giorno di Capodanno, e dopo la metà di febbraio.

 


COSTO DELLA VITA, TRASPORTI E ALLOGGI

L’Uruguay è da sempre definito la Svizzera del Sud America, e questo non solo perché sino al 2009 era un paradiso fiscale, ma anche perché considerato un paese ricco. In parte è così, anche se come la maggior parte dei paesi dell’America Latina, vive un profondo conflitto interiore, fatto di contraddizioni e di enormi disparità sociali.
Se in passato per noi poteva essere una meta estremamente economica negli ultimi anni i prezzi sono aumentati a tal punto da renderli oggi poco inferiori a quelli italiani. Solitamente mangiare è decisamente più economico, mentre l’acquisto di beni non essenziali come tecnologia e abbigliamento sono spesso più cari. Il mercato immobiliare è molto conveniente rispetto ai nostri standard, mentre i prezzi delle automobili sono più elevati che in Italia.

La rete stradale è ben sviluppata e rappresenta il metodo migliore per visitare il paese in considerazione del fatto che le distanze non sono mai eccessive da richiedere spostamenti aerei e che la rete ferroviaria è praticamente inesistente. Quindi le soluzioni si riducono o al noleggio di un’automobile o ai mezzi pubblici. L’automobile rappresenta un’opzione relativamente economica rispetto alla media degli altri paesi e può essere quindi utile per avere una totale indipendenza o per chi ha particolari esigenze, ma a mio parere non è poi così necessaria. Questo perché in ogni città vi sono diversi terminal da dove partono in continuazione bus per tutte le destinazioni. Il servizio è eccellente, di qualità elevata ed economico.

Per quel che riguarda gli alloggi variano molto dalle zone in termini di qualità e prezzi. Solitamente gli standard di pulizia sono ottimi dappertutto. Nelle città principali come Montevideo e Punta del Este i prezzi sono in media più alti, ma offrono ogni tipo di scelta, dall’ostello all’hotel 5 stelle. Nei villaggi costieri i prezzi scendono notevolmente, in genere le tipologie ricettive sono ostelli, campeggi e case vacanze. Nelle zone termali a nord del paese e nelle “estancias” del centro la fanno da padrone gli alberghi di lusso, ma le strutture sono così tante che non è difficile trovare ottimi hotel a prezzi vantaggiosi.
Concludendo sia che viaggiate zaino in spalla a basso budget, sia che cerchiate il lusso non avrete grossi problemi a trovare il vostro alloggio ideale.

 


GASTRONOMIA

Asado
Definirlo semplicemente una grigliata mista di manzo e maiale sarebbe a dir poco oltraggioso. Gli uruguayani prendono molto sul serio quello che senza ombra di dubbio è il loro piatto nazionale. Per rendersene conto basta dare un’occhiata a qualsiasi rivista o sito immobiliare, che si tratti di un mini appartamento o di una villa da sogno, dopo il numero delle stanze e dei bagni troverete sempre la scritta “parrillero” che è appunto la griglia esterna, prerogativa essenziale per qualsiasi abitazione.
La varietà di tagli che compongono l’asado, dalle parti più classiche a quelle più insolite, ognuno con le sue modalità e tempi di cottura ne fanno quasi una forma d’arte, tanto che esiste persino una figura professionale che viene ingaggiata durante le feste o i pranzi in famiglia che si reca a casa del cliente a cucinare per lui.
Asado de tira, colita de quadril, entraña, chorizos, morcillas, mollejas, achuras, chinchulines, hungaras, sono solo alcune delle specialità che compongono questo piatto. Consiglio sempre di assaggiare senza pregiudizi e poi dare una sentenza. Per farvi capire, las mollejas sono le ghiandole salivari della mucca, cosa che ai più (compreso il sottoscritto) farebbe a dir poco rabbrividire, eppure si tratta di una vera e propria leccornia se cucinate in modo corretto.
Per i più raffinati imperdibile è il bife de lomo, cioè il filetto di manzo.
Dove mangiarlo: Sebbene si trovi praticamente ovunque, una tappa d’obbligo è il Mercado del Puerto, nella parte più antica di Montevideo.


Chivito
Gigantesco panino imbottito con un tenero filetto di manzo, formaggio, prosciutto, olive, pancetta, uova fritte o sode, pomodoro, lattuga e maionese. Il tutto accompagnato da patatine fritte. Una cosetta leggera leggera, ma così buona che non ne potrete più fare a meno. Fortunatamente è anche particolarmente economico, specie se consumato per strada come street food. È possibile anche ordinarlo “al plato” cioè senza pane tutto in un piatto.
Dove mangiarlo: Ovunque. Esistono persino chiviterias, catene specializzate quasi esclusivamente nella produzione di chivitos, tra le più famose ci sono “Marcos” e “La Pasiva”. Spesso però per quanto siano indiscutibilmente buoni, i chivitos migliori potrete trovarli nei locali più inaspettati, magari in un villaggio sperduto come è accaduto a me.


Fainà
Non è altro che la farinata di ceci ligure. Introdotta dai marinai italiani si è diffusa così tanto da diventare più famosa della pizza. Il fainà, viene cucinato nel forno a legna, ma la cottura è disomogenea, il centro (del medio) infatti resta più spesso e morbido, mentre i bordi (del orillo) più sottili e croccanti. Non dimenticate quindi di specificare al cameriere quale parte preferite. Si condisce sempre con il pepe, e negli ultimi anni è nata anche la versione coperta di mozzarella.


Provoletas
Formaggio cotto alla parrilla, spesso usato come accompagnamento per l’asado.


Tortillas
Omelette giganti di origine spagnola, a base di patate, cipolla e salamino piccante.


Dulce de leche
Così come avviene per Gardel, l’origine del dulce de leche è contesa con i vicini argentini. È una specie di crema mou a base di latte, zucchero e vaniglia che troverete in un’infinità di dolci rioplatensi. La versione uruguayana è leggermente più densa di quella argentina. Le marche migliori sono “Conaprole” e “Lapataya”.


Churros
È una pastella fritta spolverata di zucchero e ripiena di dulce de leche, cioccolato o crema. Esistono anche in Spagna dove però sono più piccoli e privi di ripieno.
Dove mangiarli: I migliori del paese si trovano a Punta del Este da “Churros Manolo”.

Churros - Uruguay - 2014


Alfajores

Di origine araba ed ispanica, diffusosi poi in tutto il Sudamerica l’alfajor è composto da due biscotti uniti da un ripieno dolce (dulche de leche, cioccolata o crema) e generalmente bagnati nel cioccolato, glassa o zucchero in polvere. Quelli confezionati non rendono onore a quelli freschi che possono essere acquistati in pasticceria o nella maggior parte dei panifici.


Chajà
Squisito dolce inventato a Paysandù e composto da pan di Spagna, meringhe, panna e pesche. Una bomba calorica poco adatto a chi ci tiene alla linea.


Tortas fritas
La tradizione vuole che nei giorni di pioggia si debbano mangiare tortas fritas, usanza che deriva dalle campagne, quando gli agenti atmosferici non permettevano di lavorare nei campi si aveva il tempo per mettersi ai fornelli. Si tratta di un impasto simile al pane, ma con meno lievito fritto nell’olio.
Dove mangiarli: Si comprano quasi esclusivamente per strada, sempre presenti in occasioni speciali, feste, manifestazioni, luna park, giostre e porti.


Martin Fierro
Oltre ad essere un classico della letteratura uruguayana, è anche il nome di un comune dolce molto semplice, composto da una fetta di formaggio con sopra una fetta di egual misura di dulce de membrillo che non sarebbe altro che la cotognata, cioè una pasta gelatinosa e soda dal gusto simile alla marmellata di mela cotogna.


Medio y medio
Inventato al Mercado del Puerto dall’unione tra Pinot Bianco e vino Moscato, rappresenta un aperitivo fresco e ideale per assaggiare le varie prelibatezze della cucina uruguayana.
Dove berlo: Ovviamente al Mercado del Puerto di Montevideo.

 

 

Rassegnatevi, sarà inevitabile tornare a casa con qualche chilo in più.

 

 

CULTURA ED EVENTI

Il Carnevale e il candombe
Pochi sanno che il carnevale uruguayano con i suoi 40 giorni di festeggiamenti è a tutti gli effetti il più lungo al mondo. Gli eventi in questo lasco di tempo sono molteplici e variano molto da regione a regione. Il carnevale di Artigas ad esempio è molto simile a quello di Rio de Janeiro, seppur con dimensioni ridotte, dove infatti si sfidano tra loro diverse scuole di samba. Degno di nota è anche quello di Rivera, ma senza dubbio quello più importante è quello della capitale. In particolare la festa che tutti attendono con fermento è “El desfile de Llamadas” che si svolge nei quartieri di Sur e Palermo dove il candombe la fa da padrone.

Montevideo - Uruguay - 2006

Dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO, il candombe è una danza caratterizzata dal ritmo coinvolgente dei tamburi, nata durante la seconda metà del XVIII secolo da parte degli schiavi che giungevano dall’Africa fino al porto di Montevideo ed era usata come principale mezzo di comunicazione, danza e religione.
Quando: Da fine gennaio ad inizio marzo.

 

Capodanno al Mercado del Puerto
Il 31 dicembre, come di consueto, orde di giovani si riversano lungo le strade del porto per festeggiare la fine dell’anno cantando, ballando e ovviamente, vista la temperatura, rovesciandosi addosso migliaia di bottiglie di sidro, vino ed acqua, scatenando un “lotta” a dir poco coinvolgente. Fondamentale quindi è indossare i peggiori vestiti che avete a disposizione perché tentare di osservare lo spettacolo rimanendo in disparte è praticamente impossibile. Uno dei divertimenti preferiti dagli uruguayani è appunto innaffiare coloro che ignari della festa si trovano a passare da quelle parti. Ad avere la peggio solitamente sono gli statunitensi che, sbarcati da qualche crociera, non sono a conoscenza di questa tradizione. Il clima goliardico però, è talmente coinvolgente da impedire a chiunque di prendersela.
Col passare del tempo la folla cresce e si stringe attorno a un gruppo di musicisti che, instancabili, danno vita a qualcosa di magico attraverso i ritmi tribali del candombe. La piazza gremita assomiglia più a un concerto o a uno stadio, dove corpi sinuosi danzano avvinghiati tra loro in un travolgente crescendo di pathos.
Terminati i festeggiamenti il vostro unico desiderio sarà quello di potervi lavare, ma niente paura perché dai balconi delle abitazioni della Ciudad Vieja saranno ben lieti di accontentarvi concedendovi secchiate d’acqua a volontà.
Quando: il 31 dicembre dal primo pomeriggio.


Il mate

Comprendere cosa rappresenti il mate per un uruguayano è un po’ come tentare di capire a pieno la cerimonia del tè giapponese. Si tratta infatti di un vero e proprio rito di aggregazione e di condivisione, sebbene non sia difficile vedere persone che bevono il mate da sole, generalmente è un momento comune, dove amici, parenti e colleghi bevono a turno dalla stessa cannuccia metallica (detta “bombilla”) secondo regole ferree che vanno sempre rispettate. Si tratta di un infuso di erbe originarie del Sudamerica chiamate appunto “yerba mate”, poste all’interno di una piccola zucca (“calabaza”) dentro la quale si versa l’acqua calda che viene poi succhiata attraverso una cannuccia. Questa è la versione decisamente semplificata della faccenda. Vi sono alcune cose da sapere assolutamente nel caso vi venga offerto il mate: solo ed esclusivamente il matero, cioè colui che ha preparato il mate è autorizzato a versare l’acqua nella calabaza; ogni singola persona deve consumare tutta l’acqua contenuta all’interno del mate prima di restituirlo sempre e solo in mano al matero che verserà nuovamente l’acqua e lo passerà alla persona seguente, sempre e rigorosamente in senso orario; non ringraziate mai quando vi viene passato il mate, questo perché dire “gracias” implica che siete soddisfatti e quello sarà il vostro ultimo giro.

Mate - Uruguay - 2014

Il consumo di mate riguarda principalmente Uruguay e Argentina, che ne fanno un uso smisurato. Infatti non ci si limita a berlo a colazione, ma lo si fa continuamente a tutte le ore. In particolare per gli uruguayani è una vera e propria ossessione, le persone lo gustano mentre camminano per strada, mentre guidano, mentre lavorano, insomma ovunque vedrete persone col mate sotto braccio.
In Argentina molti, per addolcire il sapore piuttosto amaro del mate, aggiungono zucchero o fette di arancia, cosa non gradita invece dagli uruguayani.
In Paraguay, Brasile e nel nord-est dell’Argentina il mate viene servito freddo ed è chiamato “tereré”.


Aperitivo

Non stupitevi se vi verrà offerto un whisky prima di cena, qui è considerato l’aperitivo per antonomasia. Si consuma molto anche la birra, tanto che vi sono locali specializzati che servono bicchierini di birre dai sapori più disparati come assaggi con tanto di spiegazioni per i più esperti. La migliore e la più diffusa è la “Pilsen”.
Al contrario il vino non è molto considerato, anche se negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi, ma più che atro come status quo tra le classi sociali più alte.


Qualità della vita e rapporti interpersonali

Gli uruguayani sono un popolo estremamente aperto e accogliente, più tranquilli nei modi rispetto ai vicini argentini, ma allo stesso modo ugualmente straordinari. Vanno fieri di prendere la vita con calma e le domeniche sono dedicate alla famiglia e agli amici quasi sempre davanti a una bella parrilla.
Le persone sono solite salutarsi con un solo bacio, porgendo la propria guancia destra, anziché i due italiani ed è consuetudine baciarsi anche tra uomini. Anzi è così normale che vi basterà scambiare due parole anche all’interno di un negozio o dal macellaio per essere poi salutati con un bacio.


Droghe leggere

In Uruguay il consumo della cannabis è legale e può essere acquistata in farmacia solo però dai cittadini uruguayani. L’utilizzo da parte degli stranieri è infatti vietato. Vi sono poi dei limiti da rispettare, non si può acquistare più di 10 grammi a settimana e non più di 40 grammi al mese. Il prezzo dovrebbe essere di 1,20 € al grammo.
D’accordo o meno, questa è una delle tante leggi che hanno portato il paese ad essere considerato a livello internazionale come innovativo e dalla mentalità aperta. Tanto per citarne un’altra, sono riconosciuti i matrimoni tra persone dello stesso sesso.


Tramonti

Una particolare abitudine caratterizza tutto il popolo uruguayano: ogni sera, quando la giornata volge al termine, amici, famiglie, fidanzati, si riuniscono, sorseggiando un buon mate, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, per contemplare il sole che stanco, si immerge nelle acque dell’oceano in un meraviglioso spettacolo di luci e colori che non li delude mai, ed essi ringraziano con un lungo e fragoroso applauso.

 


RELIGIONE

Sebbene possa essere considerato a tutti gli effetti un paese di religione cattolica, una fetta considerevole di uruguayani si dichiara ateo o agnostico, cosa estremamente rara in America Latina.

 


SICUREZZA

L’Uruguay è senza dubbio uno dei paesi più sicuri dell’America Latina, ciononostante negli ultimi anni a Montevideo sono aumentati gli episodi di borseggi nella Ciudad Vieja in particolare nelle ore notturne. Vanno quindi prese le precauzioni generiche che troverete approfondite nella sezione “Prima di partire”.

 


CENNI STORICI

Come avvenuto in tutti i paesi dell’America Latina durante gli anni ‘70 anche l’Uruguay ha vissuto gli anni bui della dittatura, e sebbene questo fenomeno non abbia raggiunto le tragiche dimensioni argentine anche qui vi sono stati i tristemente noti desaparecidos.
Solitamente non parlo molto di storia, non perché non la ritenga importante, tutt’altro, piuttosto per questioni prettamente pratiche. Spesso le persone si annoiano a leggere gli avvenimenti storici di un paese, e per i pochi realmente interessati basta dare un’occhiata a Wikipedia per ottenere tutte le informazioni necessarie.

 


COMUNITÀ GAY

Nel 2008 sono state legalizzate le unioni civili tra individui dello stesso sesso. Da allora il paese ha continuato a fare passi in avanti sviluppando una cultura di tolleranza nei confronti di qualsiasi minoranza.

 


CONSIGLI

Come arrivare
Solitamente i voli più economici per il Sudamerica sono quelli con destinazione Buenos Aires. Questa è di certo un’ottima soluzione dato che, la capitale argentina si trova proprio di fronte a quella uruguayana, separata solo dal Rio de la Plata. È possibile quindi atterrare a Buenos Aires e poi prendere le imbarcazioni del “Buquebus”, che a seconda delle tariffe vi porterà più o meno velocemente a Montevideo o a Colonia.
Per chi arriva via terra dai paesi limitrofi, le frontiere non presentano particolari problemi. Gli accessi più comodi sono il Tigre (via acquea), Colòn e Concordia per quanto riguarda l’Argentina, mentre il Chuì per il Brasile.


Denaro

È possibile prelevare attraverso i bancomat pagando le solite commissioni internazionali praticamente dappertutto, ad esclusione di poche zone rurali del paese. Se volete portare con voi dei contanti è possibile cambiare senza alcun problema sia euro che dollari, anche se quest’ultimi hanno tassi di cambio più vantaggiosi.


Percorso Valizas-Cabo Polonio

Pur avendo già affrontato l’argomento non posso esimermi dal raccomandare a chi ne ha il tempo questo percorso a piedi attraverso le dune. Importantissimo partire presto al mattino per evitare la calura del sole, in media si impiegano 2 h e 30 min per coprire gli 8 km. Orientarsi è facilissimo, avrete sempre l’oceano a lato, non c’è modo di sbagliare strada. Tra le mucche al mare che troverete sul vostro cammino potrebbe esserci qualche toro, mantenete la calma ed evitate di avvicinarvi troppo.


Teatro Solis

Il teatro in Uruguay non ha una connotazione così d’elite come nel nostro paese, o almeno non del tutto. Le rappresentazioni della Compagnia Nazionale infatti hanno prezzi alla portata di tutti, questo proprio per garantire l’accesso alla cultura a chiunque e non rendere il teatro un luogo per pochi eletti. Se parlate spagnolo consiglio assolutamente di vederne una.
Inoltre è possibile visitare il magnifico teatro indipendentemente dalle rappresentazioni, le visite guidate sono gratuite il mercoledì e rappresentano un’esperienza emozionante. Infatti mentre vi verrà spiegata la storia e le caratteristiche del palazzo di tanto in tanto spunteranno attori che vi lasceranno di stucco recitando frammenti di importanti opere teatrali in mezzo a voi.


Casa Pueblo

Per chi non ha grossi problemi di budget la celebre casa-museo di Carlos Pàez Vilarò è anche un lussuoso hotel nonché un rinomato ristorante. Inutile dire che la struttura è magnifica ed il paesaggio ancor di più.


Playa Solanas

Molti sostengono che da questa spiaggia, che si trova di fronte a Casa Pueblo a Punta del Este, si possano ammirare i tramonti più belli di tutto il Sudamerica. Non so dirvi se questo sia vero, anche se effettivamente da qui ho potuto ammirare tramonti mozzafiato. Di certo il sole scompare dietro al mare, la spiaggia non è mai affollata e l’acqua è limpida. Se visitate Casa Pueblo vale la pena di farci un salto.


Mochileros

In generale l’America Latina, così come il sud-est asiatico, sono considerate mete adatte ai backpackers o come preferisco chiamarli io ai mochileros, insomma per coloro che viaggiano zaino in spalla a basso budget. L’Uruguay da questo punto di vista è senza dubbio una meta imperdibile, specialmente per quanto riguarda i villaggi costieri.


– “Manos del Uruguay

È una cooperativa di tessitrici che vivono nelle zone rurali e che danno vita a capi di altissima qualità conosciuti in tutto il mondo. Sebbene i prezzi siano più cari che altrove i suoi negozi, presenti nelle principali città del paese, meritano una capatina. A Montevideo nella sede in calle San Josè 1111 al piano superiore c’è anche un piccolo spaccio a prezzi più contenuti.


Soprannomi

Sia in Argentina che in Uruguay è consuetudine trovare appellativi che facciano riferimento alle caratteristiche fisiche delle persone, i più comuni sono gordo (grasso), flaco (magro), negro (nero), rubia (bionda), morena (mora), ecc… Questi nomignoli però assumono in questo caso una valenza affettuosa e ben lontana dal peso che solitamente diamo noi a certi termini nel nostro paese. Se in Italia sentiste urlare per strada “ciao grassa!” rivolto a una signora in leggero sovrappeso, come minimo pensereste di essere di fronte a un individuo villano e maleducato e vi sentireste mortificati per la povera signora. Beh qui non funziona allo stesso modo, appellativi di questo genere sono usati e accettati di buon grado da ambedue le parti, segno di confidenza e affetto tra i due interlocutori. Non prendetevela quindi in questi casi, ma state al gioco e vi renderete conto che spesso sdrammatizzare è il modo migliore di accettare sé stessi comprendendo che quello che per voi può essere un difetto magari per gli altri è solo una caratteristica di poco conto.

 


CONCLUSIONE

L’aria che si respira in Uruguay è totalmente diversa rispetto a qualsiasi altro luogo al mondo. Quando ero piccolo credevo che fosse dovuto all’odore degli alberi di eucalipto, al profumo dei fiori di gelsomino, alle tante grigliate presenti ad ogni isolato. Oggi mi rendo conto che probabilmente si tratta di un qualcosa che ho ereditato dai miei genitori nel mio DNA, come un’impronta del passato impressa nella mia anima.

Ho iniziato a viaggiare attraverso questo paese da piccolissimo e da sempre ne sono stato affascinato. Nel corso degli anni ho portato con me amici e affetti. Tutti, nessuno escluso, se ne sono innamorati, stupiti e conquistati da questi luoghi sconosciuti e incontaminati. Al di là dei giudizi personali una certezza è che siamo di fronte a una delle mete più sottovalutate in assoluto, probabilmente perché incastonata tra due colossi del turismo come Brasile e Argentina. Senza dubbio personaggi straordinari come l’ex presidente Mujica hanno contribuito a far parlare dell’Uruguay anche all’estero, sia per quanto riguarda le sue politiche liberali (come la legalizzazione della marijuana), sia e soprattutto grazie alle sue idee sulla vita e sulla moralità che hanno affascinato individui in ogni parte del mondo e alle quali personalmente mi ispiro ogni giorno. Nei prossimi anni quindi è probabile che anche l’Uruguay venga preso d’assalto dal turismo di massa, sarebbe quindi un vero peccato non approfittare e goderselo adesso nella sua autenticità.

 

 

 

LINK UTILI

Video promozionale ente turismo uruguayano

https://www.youtube.com/watch?v=8SHxnAoWQR8

 

 

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3 pensieri riguardo “Uruguay (guida completa)

  1. Ciao, sono dell’Uruguay e ogni tanto mi manca tantissimo. Leggere il tuo articolo per caso sul web mi ha regalato un viaggio di ritorno con la memoria. Grazie dell’affetto che hai per noi.
    Un saluto
    Andrea

    1. Ciao Andrea, grazie a te di cuore. Comprendo molto bene ciò che provi, essere lontani da casa non è mai facile, una parte di noi resta sempre li, li dove siamo nati e cresciuti, è un qualcosa che si sente dentro. Ti auguro di poter tornare presto in questo paese straordinario che tanto amiamo.
      Un abbraccio
      Maurizio

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