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	<title>Zaino in spalla Archivi - Va&#039; dove ti porta il blog</title>
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	<description>tutto ci&#242; che serve per pianificare la vostra prossima avventura</description>
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		<title>Colombia 2022 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 23:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Sud America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 17 giorni   Paesi percorsi: Colombia   Itinerario: Bogotà – Villa de Leyva – Barichara<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/colombia-2022-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 17 giorni   </span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Paesi percorsi</u>: Colombia  </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Bogotà – Villa de Leyva – Barichara – Santa Marta – Palomino – Cartagena – Medellín – Guatapé – Jardin – Bogotà   </span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Periodo</u>: giugno</strong>    </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene la pandemia covid non sembra ancora essere terminata, le restrizioni si allentano e dopo quasi 3 anni possiamo finalmente rimettere piede in quello che da sempre è il continente di cui siamo follemente innamorati: l’America Latina. La scelta questa volta ricade sulla Colombia, un paese che durante i nostri primi anni di vagabondaggio avevamo saltato in parte per timori legati alla sicurezza, in parte molto più banalmente per mancanza di tempo. È giunto quindi il momento di porre rimedio a questa nostra mancanza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4792" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0454-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Quanto segue è il resoconto giorno per giorno del nostro viaggio, tra emozioni, incontri e riflessioni.</strong> Questo “diario di viaggio” è stato pubblicato anche in tempo reale all’interno della <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener"><u>pagina Facebook di “Va’ dove ti porta il blog</u></a>” con la presenza di un gran numero di fotografie. Buona lettura a tutti!<strong><u><br /><br /><br /><br /><br /></u><span style="color: #ff6600;"><span style="text-decoration: underline;">COLOMBIA &#8211; 1° PARTE</span><u><br /></u></span></strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Bogotá &#8211; Villa de Leyva – Barichara</u></strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo 2 anni e mezzo di restrizioni dovute alla pandemia, finalmente torniamo a viaggiare fuori dall&#8217;<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/europa/" target="_blank" rel="noopener">Europa</a>!</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come spesso accade con le grandi città, l&#8217;impatto con <strong>Bogotá</strong> è forte. Sebbene la capitale colombiana vanti numerosi spazi verdi, un continuo via vai di veicoli, motorini e persone danno vita a un caos opprimente. Alloggiamo nel quartiere della <em>Candelaria</em>, teoricamente il più sicuro. In realtà purtroppo la percezione è ben diversa, motivo che ci spinge a non andare in giro la notte. Giusto il tempo di mischiarci con i locali che, seduti sulle gradinate della Plaza Mayor, assistono divertiti ai monologhi comici di un artista di strada. Polizia e militari armati sono numerosi e disseminati agli angoli delle zone più a rischio e fungono certamente da deterrente sebbene non risolvano del tutto il problema della delinquenza.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le 7 ore di fuso orario mischiate con la stanchezza accumulata ingannano i ritmi del sonno. All&#8217;alba siamo già pronti per esplorare la città. Una fitta coltre di nuvole basse avvolge ogni cosa. Si dice che in tutto il paese pioverà da luglio a novembre incessantemente. Fortunatamente però si tratta in realtà di pioggerelle leggere e sporadiche. L&#8217;aria è pungente, d&#8217;altro canto ci troviamo sulle Ande a un&#8217;altitudine di 2640 m. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo subito il bellissimo <em>Museo di Botero</em>, che come la maggior parte dei musei cittadini è gratuito. Ho sempre pensato che ogni Stato dovrebbe farsi carico delle spese legate alla cultura, permettendo così a tutti di averne libero accesso.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo poi in funicolare sulla cima del <em>Monserrate</em> (3152 m.) da cui si gode di una spettacolare vista su tutta la città. Il luogo è anche meta di pellegrinaggio per i cristiani gemellato con Santiago de Compostela. Mentre passeggio tra ristorantini tradizionali e punti panoramici un ragazzo di circa 15 anni mi chiede in inglese da dove vengo. Sentendomi rispondere in spagnolo resta stupito che sappia parlare la sua lingua e parte con una raffica di domande inerenti ai paesi da me visitati e che ho amato maggiormente. Ascolta affascinato e curioso ogni mia singola parola. Prima di salutarci mi dice che è la prima volta in vita sua che esce da Cali, la città in cui vive. Ovviamente cerco di consolarlo dicendogli che è giovane e che ha tanto tempo per recuperare e vedere il Mondo. Mi ha fatto molta tenerezza questo ragazzo e contemporaneamente anche un po&#8217; di tristezza. Non vi sono meriti o demeriti nel nascere in un luogo o in un altro. Si tratta solo di fortuna, una fortuna che ad alcuni concede opportunità d&#8217;ogni genere, mentre ad altri nessuna.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scendiamo dal <em>Monserrate</em> a piedi convinti, come ci avevano detto, che il percorso sia molto semplice e si realizzi in solo mezz&#8217;ora. Non è affatto così&#8230; In realtà è necessaria un&#8217;ora abbondante attraverso grandi massi irregolari che di certo non agevolano l&#8217;avanzare. Lungo il tragitto una poliziotta mi si avvicina e mi chiede di mettere via la reflex e di tirarla fuori solo quando devo fotografare. Anche qui la polizia è molto presente e vigile nei confronti dei turisti. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Seguono altri musei gratuiti d&#8217;arte e di storia cittadina prima di rifugiarci nuovamente nel nostro alloggio. Qui facciamo la conoscenza di <strong>Ego</strong>, un simpatico ragazzo spagnolo di Bilbao e di una coppia di Bruxelles che sta viaggiando attraverso il Sudamerica da 6 mesi e proprio oggi è giunta all&#8217;ultimo giorno. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a> quasi si commuove ripensando all&#8217;ultimo giorno vissuto da noi due e <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/christian/" target="_blank" rel="noopener">Christian</a> dopo i nostri <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/america-latina-2014-insieme-a-myriam-e-christian/" target="_blank" rel="noopener">6 mesi di viaggio nel 2014</a>. A me invece suscita tanta felicità il fatto che altre persone abbiano provato sulla loro pelle un&#8217;esperienza così straordinaria come quella vissuta anche da noi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ad essere onesti lasciamo con piacere Bogotá, desiderosi di immergerci nella natura e curiosi di scoprire quel che ci attende tra i villaggi delle montagne. Le distanze seppur relativamente modeste in termini di chilometri, qui in Colombia divengono estremamente impegnative. La strada è spesso una sola e il trasporto merci dei camion ostruisce e rallenta il flusso dei veicoli.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Villa de Leyva</strong> è una fermata obbligatoria per ammirare oltre alle suggestive vie acciottolate anche la piazza più grande di tutto il paese e una delle più grandi dell&#8217;America Latina. A rendere il tutto ancor più magico è la presenza di lussureggianti verdi montagne sullo sfondo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È impressionante vedere come anche qui, come a Bogotá, la <em>Plaza Mayor</em> ricopra un ruolo così importante nella vita delle persone. Diviene punto d&#8217;incontro, pista da ballo, teatro all&#8217;aperto, o semplicemente luogo dove sedersi e osservare la vita che scorre. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I problemi di Bogotà legati alla sicurezza sono ormai lontani. Tra le montagne tutto scorre serenamente. I colombiani poi sono un popolo meraviglioso, sorridente, gentile, accogliente. Un popolo profondamente interessato a conoscere chi gli sta di fronte, a maggior ragione se si tratta di uno straniero.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nell&#8217;hostel in cui alloggiamo conosciamo una coppia di olandesi che ci raccontano di aver subito un tentativo di rapina a Bogotà proprio a due passi dalla piazza principale e dal luogo in cui alloggiavamo anche noi. Il malintenzionato ha mostrato loro un coltello, ma sono riusciti a scappare. L&#8217;evento non mi stupisce particolarmente in quanto anche io avevo percepito chiaramente un forte senso di insicurezza lungo le strade della capitale.</span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il viaggio necessario a giungere alla destinazione successiva dimostra di essere particolarmente lungo e impegnativo. Ben 3 cambi tra minivan e bus che ci permettono però di ammirare da vicino la vita rurale delle piccole comunità disseminate tra le montagne. Le donne alle prime luci dell&#8217;alba sono già indaffarate e intente a mungere le mucche manualmente come si faceva un tempo. La strada si fa breccia tra le montagne e una vegetazione tropicale incredibilmente fitta. Di turisti oltre a noi neanche l&#8217;ombra. Mentre percorriamo una strada particolarmente impegnativa vedo che tutti attorno a me si fanno il segno della croce e penso: &#8220;La strada è brutta, ma mi sembra un po&#8217; esagerato&#8230;! Sono tentato di compiere gesti volgari molto meno sacri e molto più profani. Quando nuovamente tutto l&#8217;autobus compreso l&#8217;autista si fa il segno della croce, capisco che non stiamo per morire, ma che in realtà tra le rocce di tanto in tanto sbucano delle Madonnine alle quali porgono così omaggio. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Barichara</strong> si rivela un villaggio incantevole situato sulla cima di una montagna proprio di fronte ad una vallata che toglie il fiato. Le difficoltà necessarie a raggiungere questa perla scoraggiano spesso i viaggiatori, inconsapevoli di perdere così una delle cittadine più affascinanti di tutta la Colombia. Il sole è tornato a splendere e tutto appare ancor più suggestivo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo lunghe chiacchierate con i colombiani, scoprendo così moltissime cose interessanti sulla cultura e sulla situazione socio-politica del paese.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sino all&#8217;ultimo istante ne approfittiamo per girovagare tra le viuzze di pietra in un continuo sali-scendi. </span><br /><br /></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per risparmiare tempo ed evitare estenuanti viaggi in autobus, decidiamo di recarci a <em>Bucaramanga</em> da dove prenderemo un volo interno per raggiungere le zone costiere del nord.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo il tragitto però ci attende una sorpresa. Attraversiamo infatti il <em>Canyon del Chicamocha</em>, il secondo canyon più grande al mondo. Le dimensioni e in particolare la profondità di tale capolavoro della natura fanno venire i brividi e le vertigini.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Caraibi stiamo arrivando!<br /><br /><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4795" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0064-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4798" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0251-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff6600;"><strong><u>COLOMBIA &#8211; 2° PARTE<br />Santa Marta &#8211; Palomino &#8211; Cartagena</u></strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con estrema facilità atterriamo a <strong>Santa Marta</strong> in soli 45 min. Avremmo voluto scappare subito a Palomino, ma si sta facendo notte e non ci sono più autobus in partenza. Santa Marta decisamente non é una località che fa per noi. Traffico esasperante e un massiccio turismo legato alle spiagge e al divertimento notturno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il fresco delle montagne diviene improvvisamente solo un vago ricordo. Le temperature qui sono talmente alte che la quasi totalità delle case e delle strutture ricettive sono sprovviste di acqua calda. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il giorno seguente ci spostiamo a <strong>Palomino</strong>, precisamente un paio di km più avanti, all&#8217;interno della piacevolmente isolata riserva naturale El Matuy. Il luogo è incantevole e finalmente possiamo dormire all&#8217;interno di un bungalow sulla spiaggia. Addormentarsi cullati dalle onde del mare non ha prezzo, ed è un&#8217;emozione che non provavo da un po&#8217;.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Al calare della notte tutto diviene ancor più magico. La corrente elettrica è presente solo nella reception, perciò nei bungalow si rimane a lume di candela. La cena viene servita ai piedi di un enorme albero secolare al quale sono state appese decine e decine di candele. Puro incanto! </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vorremmo rimanere qui almeno qualche giorno, nostro malgrado la seconda notte eravamo stati costretti a prenotarla in un&#8217;altra struttura per mancanza di disponibilità. Sebbene il cambiamento sia in meglio, in un bungalow più lussuoso, sentiamo la mancanza delle ristrettezze e del profondo senso di libertà che suscitava la nostra capanna illuminata solo dalla tenue luce del fuoco. Mi rendo conto che sembri assurdo, ma è proprio così. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rinfrancati dai giorni di relax riprendiamo carichi la nostra marcia. Purtroppo notiamo subito che tutta la costa nord presenta gli stessi problemi già riscontrati nelle zone caraibiche di tanti altri paesi come Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Belize&#8230; Tanti cani randagi abbandonati a sé stessi e spazzatura ovunque. Il problema dei rifiuti è da sempre un grave piaga del Mar dei Caraibi legata all&#8217;ignoranza di coloro che abitano queste zone. In passato avevamo conosciuto i <em>garifuna</em>, una popolazione di origine africana che abita parte dei territori caraibici e che purtroppo mi duole dirlo, ma si era rivelata sempre razzista, alcolizzata ed estremamente irrispettosa nei confronti della natura. In Colombia i <em>garifuna</em> non sono presenti, ma il risultato sembra essere sempre lo stesso. È un vero peccato perché sino ad ora invece eravamo rimasti colpiti dalla pulizia dei villaggi e dall&#8217;impegno dei colombiani verso iniziative green e verso la salvaguardia ambientale.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Cartagena</strong> ci accoglie con temperature da capogiro. Il caldo è davvero opprimente, e da quel che affermano i suoi abitanti è da così a peggio tutto l&#8217;anno. Esco dalla porta del nostro alloggio bello fresco grazie all&#8217;aria condizionata e inizio a sudare, sudare, sudare&#8230;e smetto di grondare solo al mio rientro. La colorata e vitale città coloniale però è talmente affascinante da far dimenticare ogni sofferenza legata alla calura. Passeggiamo in lungo e in largo attraverso il centro storico, le mura e il quartiere artistico di <em>Getsemani</em>. Nonostante l&#8217;innegabile fascino, bisogna ammettere che Cartagena è una città estremamente turistica. Qui arrivano principalmente statunitensi ed europei, in particolare francesi, belgi e olandesi. Gli europei si fanno notare poco ci dicono. Visitano i luoghi di interesse storico culturale, mangiano in buoni ristoranti, fanno qualche escursione. Gli statunitensi invece giungono qui quasi esclusivamente per fare festa e tanto baccano. Bevono spropositatamente, cercano donne e non si muovono da Cartagena.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora una volta per guadagnare tempo optiamo per un altro volo interno che ci condurrà rapidamente a Medellín, città per la quale nutriamo molta curiosità, tante aspettative e qualche timore.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4800" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0277-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, 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class="alignnone size-full wp-image-4801" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0295-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4803" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0335-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff6600;"><strong><u>COLOMBIA &#8211; 3° PARTE<br />Medellín</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La “città dell’eterna primavera” ci concede finalmente una tregua dal caldo opprimente della costa. <strong>Medellín</strong> gode infatti di un clima mite tutto l’anno ed è considerata dai colombiani come il luogo ideale in cui vivere all’interno del paese. Si tratta a tutti gli effetti di una metropoli, le periferie però sono piuttosto tranquille e gli spazi verdi non mancano. Quella che meno di vent’anni fa era considerata una delle città più pericolose al mondo, oggi ha di certo cambiato rotta o almeno tenta di farlo con tutte le sue forze.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La metropolitana collega comodamente gran parte della città, permettendoci così di evitare le trafficate vie del centro. Iniziamo la nostra esplorazione proprio dalla <em>Plaza de las Eculturas</em> uno dei luoghi più rappresentativi. Decine di sculture di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fernando_Botero" target="_blank" rel="noopener">Botero</a> sono ubicate qua e là e fungono da attrattiva per grandi e piccini. Tutte le opere sono state generosamente donate alla municipalità dallo stesso artista che qui è nato e cresciuto. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci dirigiamo verso il <em>Giardino Botanico</em>, ma dopo meno di un isolato ci rendiamo conto che la situazione si sta facendo eccessivamente pericolosa. Attorno a noi neanche una donna o un bambino. Ovunque persone svenute faccia a terra che non danno segni di vita. Quattro uomini con i vestiti laceri giocano a calcio in mezzo alla strada. Altri appoggiati alle pareti faticano a stare in piedi e appaiono alterati da alcool o droga. Controlliamo le vie adiacenti in cerca di un contesto più sicuro, ma niente da fare. Al siparietto si aggiungono anche le prostitute. Così per la prima volta in tutti i miei viaggi, sono costretto a tornare sui miei passi e a prendere nuovamente la metropolitana. Capiremo successivamente che essendo domenica le attività commerciali sono chiuse, e per questo motivo, alcune vie del centro divengono terra di nessuno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Appena tre fermate della metro e sembra di esser stati catapultati in una città completamente diversa. Famiglie che passeggiano tranquillamente o fanno picnic con bambini e cani a seguito in un clima di festa che ben poco ha a che vedere con quanto visto poco prima. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’affascinante <em>Giardino Botanico</em> che solitamente rappresenta un’oasi di pace, oggi ospita una specie di fiera con musica da vivo, stand gastronomici e qualche bancarella di artigianato. Ci lanciamo nella mischia approfittando della situazione per assaggiare diverse prelibatezze locali e sviluppando una preoccupante dipendenza per una bevanda chiamata “<em>guarapo</em>” composta da succo di canna da zucchero e lime. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani ci troviamo con <strong>Zoe</strong> (argentina) e <strong>Jules</strong> (canadese), una simpatica coppia di Montreal con la quale abbiamo condiviso il taxi il giorno prima. L’obbiettivo è visitare <em>La Comuna 13</em>, un agglomerato di abitazioni disseminate lungo la montagna che si erge alle spalle della stazione della metropolitana di <em>San Javier</em>. Pochi anni fa sarebbe stato impossibile uscire indenni da quella che un tempo era la zona più pericolosa della città, una zona che, per molti aspetti, può essere paragonata alle favelas brasiliane. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oggi si organizzano veri e propri tour gratuiti (donazione volontaria) con l’obbiettivo non solo di far conoscere il quartiere, ma e direi soprattutto, di riqualificare la zona dimostrando che i turisti possono entrare senza correre nessun tipo di rischio. Tra i vari gruppi che effettuano questi tour il migliore e il più serio è sicuramente quello di <em>Zippy Tour Comuna 13</em> le cui guide sono ragazzi che vivono realmente all’interno della <em>Comuna 13</em>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tour è incentrato sui graffiti e sui murales disseminati praticamente ovunque, ma ad essere onesti, questo è l’aspetto che ho trovato meno stimolante. Le strade di Cartagena sono tappezzate di murales altrettanto belli se non addirittura superiori. Ad essere invece estremamente interessante e a rendere imperdibile la visita è la storia di questo luogo, raccontata in prima persona da coloro che la vivono tutti i giorni e che sono sopravvissuti agli anni più bui. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sull’argomento si potrebbero scrivere interi libri e le parti chiamate in causa sono talmente tante che ci vorrebbero settimane di studi per comprendere anche solo una minima parte della complessa situazione socio-politica colombiana. Cercherò di riassumente, mi rendo conto in modo superficiale ed eccessivamente riduttivo, la storia della <em>Comuna 13</em> per coloro che non ne hanno mai sentito parlare. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">All’inizio degli anni ’80 ai margini della città era nato spontaneamente questo agglomerato di baracche e casupole che in brevissimo tempo era cresciuto a tal punto che le forze dell’ordine non erano più state in grado di controllare. Abbandonato quindi completamente a sé stesso, il territorio aveva visto dilagare ogni genere di delinquenza. Per far fronte a tale problema nacquero spontaneamente tra i giovani, milizie urbane con lo scopo di garantire la sicurezza. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Al principio tutto sembrava andare bene, ma come sempre, prima o poi gli ideali vengono accantonati quando entrano in gioco potere e denaro. Si passò così dal rubare cibo ai camion per poi distribuirlo ai bisognosi chiedendo un piccolo contributo, fino all’esigere denaro come ricompensa di protezione, incrementando sempre più i rapporti con il cartello della droga del celebre Pablo Escobar. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Questi piccoli gruppi armati attirarono presto l’attenzione del <em>ELN</em> (<em>Esercito di Liberazione Nazionale</em>) che pensò di poterli controllare estendendo e rafforzando la sua presenza a Medellín. Non furono però gli unici. Anche le <em>FARC</em> (<em>Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia</em>) videro una possibilità di reclutamento e vi stabilirono una specie di quartier generale. D’altro canto la particolare conformazione della <em>Comuna 13</em>, fatta di stradine tortuose e molteplici luoghi dove nascondersi facilmente, la rendevano il luogo ideale dove insediarsi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tra il 2001 e il 2002 l’allora presidente Alvaro Uribe lanciò ben 6 operazioni militari per tentare di recuperare il territorio. Finirono tutte in un bagno di sangue nel quale vennero utilizzati costantemente paramilitari (gruppi di mercenari) per compiere il lavoro sporco. Il peggiore tra tutti gli interventi fu probabilmente l’<em>operazione Orión</em>, durante la quale per 4 giorni le case di lamiera furono bombardate ed esposte al fuoco di elicotteri che indistintamente sparavano a qualsiasi cosa si muovesse. I paramilitari fecero di peggio. Portarono via chiunque potesse far parte dei gruppi guerriglieri, e questo implicava praticamente qualunque maschio sopra i 16 anni. Tutte persone che non fecero più ritorno a casa e i cui corpi sono ora sepolti sulla <em>Escombrera</em>, un promontorio non lontano usato un tempo come discarica edile. Si ipotizza che lì siano state giustiziate e sepolte più di 300 persone.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A tutto questo si aggiungono i “<em>falsi positivi</em>”. Nel gergo militare i “positivi” erano i nemici dello Stato, spesso guerriglieri delle <em>FARC</em>. I “falsi positivi” erano quindi una simulazione per far passare l’uccisione di un cittadino comune per quella di un militante della guerriglia ai fini di riscuoterne la taglia. Recentemente si è scoperto che solo nei primi anni della presidenza di Uribe i “falsi positivi” ufficialmente riconosciuti furono oltre 6500. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>La Comuna 13</em> oggi ha subito un cambiamento enorme. Il processo di riqualificazione della zona da parte della municipalità è risultato vincente grazie allo sviluppo di vie di comunicazione che potessero collegare in sicurezza il territorio con il centro di Medellín. Sono nate così teleferiche e scale mobili elettriche divenute oggi simbolo di riqualificazione e di rinascita.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Alla fine del tour, <strong>John</strong>, la nostra guida ci mette seduti e ci racconta dei tragici giorni dell’<em>operazione Orión</em>. Attorno a me gli sguardi sono seri. Qualche colombiano sorride e controbatte alcune affermazioni. Come spesso accade quando in una discussione subentra la politica, le opinioni possono essere molto diverse. Io cerco di non farmi vedere, ma fatico a trattenere le lacrime. L’empatia non è un dono come sostengono molti, è una vera condanna che ti obbliga non ad essere dispiaciuto, ma a sentire fisicamente il dolore delle altre persone. Chiedo a John dove si trovava quel giorno, quando tutto è iniziato. Mi racconta che aveva 13 anni ed era a casa con i suoi genitori e i suoi fratelli più piccoli. I paramilitari hanno fatto irruzione distruggendo parte dei loro averi, ma fortunatamente non hanno portato via nessuno vista la loro tenera età.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo esserci fermati a parlare qualche minuto da soli con John, pranziamo presso “<em>El Arte del Chocolate</em>” situato proprio nella stessa struttura dove si è concluso il tour. Siamo gli unici clienti. Mamma e figlio che gestiscono questo piccolo ristorante si dimostrano delle persone davvero deliziose e il cibo sarà tra i migliori di tutto il viaggio in Colombia. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giro veloce tra i vicoli ormai estremamente turistici di questa parte de <em>La Comuna 13</em>, per poi correre in centro al <em>Museo Antioquia</em> prima che chiuda. Escludendo alcune opere del solito Botero, la visita si dimostra di scarso interesse. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Torniamo nuovamente a <em>La Comuna 13</em>, questa volta però non prendiamo le scale mobili verso la parte turistica, ma ci dirigiamo con il teleferico in direzione della zona più autentica, quella che non visita nessuno. Siamo venuti sino a qui per conoscere <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/viaggiare-sempre-col-sorriso-intervista-a-dario-nisivoccia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dario Nisivoccia</strong></a>, un ragazzo che avevo intervistato circa 1 anno e mezzo fa attraverso la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/" target="_blank" rel="noopener">pagina web di Va dove ti porta il blog</a>. Dario attualmente si trova qui come volontario dell’associazione benefica <em>Sembradores de la Comuna 13</em>. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scendiamo a <em>San Juan XXXIII</em> e ben presto ci troviamo da soli lungo una strada in salita in mezzo a una moltitudine di piccole e basilari abitazioni. Sbagliamo strada non una, ma ben due volte, nonostante abbia con me il gps. Finalmente troviamo il campo da calcio e la sede dei <em>Sembradores</em>. Incontrare finalmente dal vivo Dario è una vera gioia, così come lo è conoscere <strong>Jenny</strong> la fondatrice dell’associazione e tutti coloro che ne fanno parte. La mia mente torna per qualche istante alle emozioni e alle sensazioni provate nel 2014 durante il nostro breve periodo di volontariato nel nord dell’Argentina per la ONG <em>Jardin de los Niños</em>. Jenny ci mostra la struttura e ci racconta dettagliatamente la storia dei <em>Sembradores</em> e le attività che svolgono. Parliamo a lungo della situazione de <em>La Comuna 13</em> e dei bimbi per i quali spesso lei è l’unico punto di riferimento. Jenny è riuscita partendo da un terreno adibito a discarica, a creare un campo da calcio, una sala dove poter studiare o seguire corsi di vario genere e una cucina, perché sembra assurdo, ma i bambini qui svenivano anche per la fame. Naturalmente non ha fatto tutto da sola. Molti sono coloro che come Dario si sono appassionati a questo progetto e hanno sostenuto sia economicamente che attraverso il loro tempo e la loro passione i <em>Sembradores</em>. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La storia personale di Jenny è estremamente drammatica. Anche lei ha vissuto sulla propria pelle l’<em>operazione</em> <em>Orión</em>, ma dal punto di vista opposto. Jenny infatti era tenuta prigioniera dalla guerriglia che oltre ai maltrattamenti le aveva portato via persino la figlia di appena un anno. Nel suo caso la sanguinaria operazione paramilitare le ha restituito la libertà. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci sentiamo talmente a nostro agio con queste persone che restiamo con loro anche dopo il calar della notte. Prima di andare i bambini e le bambine ci abbracciano e ci ringraziano di esser venuti a trovarli. Scendiamo insieme a Dario che deve tornare in città anche lui e ne approfittiamo per continuare a conoscerci meglio. L’oscurità ha ormai invaso i vicoli della <em>Comuna</em> e mentre percorriamo le strette scale che serpeggiano tra le numerose e umili abitazioni, mi sorprendo di quanto mi senta totalmente in pace con me stesso e non avverta minimamente la sensazione di essere in pericolo. Tutt’altro. Le persone ci sorridono e ci salutano amichevolmente. Mi sono sentito molto meno sicuro in pieno centro città e alla luce del giorno che qui di notte in uno dei quartieri più temuti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di scendere prendiamo il teleferico in senso opposto per poter così ammirare il panorama dalla cima della montagna. Durante il percorso la cabina sorvola zone ancor più in difficoltà della <em>Comuna 13</em>, dove le case non sono altro che rifugi di fortuna privi di qualsivoglia comodità. Senza neppure scendere dal nostro mezzo, la cabina fa il giro e inizia la sua discesa. La vista è mozzafiato e rappresenta il modo migliore per concludere questa giornata ricca di emozioni.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4806" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0605-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0713-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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Jardín – Bogotà</span></span></strong><strong> <br /><br /></strong>Un paio d’ore di autobus e il paesaggio cambia completamente. Le campagne nei dintorni di Medellín, a lungo rimaste inaccessibili a causa della guerra civile, offrono la possibilità di immergersi in un’atmosfera di profonda quiete circondati dalla natura.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Meta imperdibile, e nostra prima tappa, la <em>Piedra del Peñol</em>, un gigantesco monolite dalla cui cima si gode di una vista mozzafiato sul lago <em>Embalse Guatapé</em>, caratterizzato da una serie di lussureggianti isolotti che ne arricchiscono l’indiscutibile fascino. Per raggiungere la vetta si devono percorrere ben 659 gradini attraverso stretti cunicoli scavati nella roccia. Ad essi si aggiunge anche il ripido pendio che dalla strada conduce all’ingresso della <em>Piedra</em>. Insomma, non proprio una passeggiata. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tutta la zona appare curata e molto pulita. A giudicare dalle ampie vetrate e dall’architettura moderna delle abitazioni disseminate attorno al lago, il territorio sembra essere destinato ai ceti più alti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo per pochissimi chilometri fino a <strong>Guatapé</strong>, località presa d’assalto dai colombiani durante i weekend. Nonostante questa piccola cittadina possa apparire eccessivamente turistica, le abitazioni colorate e la gentilezza dei suoi abitanti rendono la visita piuttosto gradevole. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera, tornati a Medellín, decidiamo di esplorare il quartiere dove alloggiamo. <em>El Poblado</em> è considerato il <em>barrio</em> più sicuro e proprio per questa ragione ospita la maggior parte dei ristoranti e dei locali alla moda. Alcune strade vengono riservare solo ai pedoni che non si fanno di certo attendere, accalcandosi lungo le vie decorate a festa da ammalianti luminarie. I cocktails si susseguono rapidamente tra i tavolini all’aperto inondati da musica d’ogni genere rigorosamente a tutto volume.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Ego</strong>, il ragazzo spagnolo che avevamo conosciuto a Bogotà, è giunto in città proprio oggi. Ne approfittiamo così per rivederci e trascorrere una bellissima serata insieme. Ego fa parte di quelle persone speciali conosciute nel corso degli anni durante i nostri numerosi viaggi. Quelle persone che riconosci subito come affini e con le quali si instaura un rapporto di fiducia e complicità. Giunto il momento dei saluti, in noi non c’è tristezza, bensì gratitudine. Sono certo che ci rivedremo presto, in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/italia/" target="_blank" rel="noopener">Italia</a>, in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> o a Dubai, dove Ego vive per metà dell’anno.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le piogge delle ultime settimane hanno creato non pochi problemi alle già precarie condizioni delle vie di collegamento colombiane. Molte sono state infatti le frane che hanno ostruito le strade della così detta “<em>zona cafetera</em>”, creando così ingorghi di ore ed ore. La nostra prossima meta sarebbe stata la <em>Valle del Cocora</em>, ma questi problemi di viabilità uniti ai violenti temporali previsti nei prossimi giorni, ci induco a cambiare i nostri piani. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ne approfittiamo così per conoscere <strong>Jardín</strong>, un villaggio consigliatoci da molti colombiani, situato 3-4 ore a sud di Medellín. Anche Dario aveva insistito per farci conoscere questo luogo a lui profondamente caro. In effetti non è difficile comprendere il motivo per cui recentemente Dario è rimasto “bloccato” per ben 2 settimane in questa piccola cittadina. Jardín incarna in sé quanto di più affascinante e autentico possa assaporare un viaggiatore in Colombia. Qui la vita scorre lentamente scandita dai ritmi del sole. Gli anziani indossano ancora il tradizionale cappello paisa e trascorrono le giornate conversando tra i caffè del <em>Parque Principal El Libertador</em>, vero fulcro della vita cittadina. Sedie e tavolini di legno inondano di colore la piazza, così come le variopinte abitazioni che rendono ogni vicolo un vero incanto per gli amanti della fotografia. Molti abitanti si spostano ancora a cavallo, motivo per cui non è difficile vedere legati all’ingresso dei bar questi meravigliosi animali, in attesa che il loro padrone finisca la sua birra. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A prima vista Jardín può sembrare un villaggio sperduto con ben poco da fare. In realtà non è affatto così. Numerosi sono infatti i trekking che partendo proprio dal centro cittadino conducono a sorprendenti cascate, grotte e viste mozzafiato sulla vallata. Tutto attorno a Jardín poi sorgono piccole aziende agricole produttrici di caffè, disseminate lungo i pendii di suggestive verdi montagne. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo così la <em>Finca Tour Cafetero Los Correa</em>, che nonostante il mio scetticismo iniziale si rivela molto interessante, permettendoci non solo di conoscere ampiamente i processi di lavorazione del caffè, ma anche di trascorrere una mattinata a chiaccherare con coloro che abitano queste zone.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le condizioni metereologiche appaiono incerte, ma la voglia di esplorare i sentieri naturalistici circostanti è tanta. Sorpresi dalla pioggia, ci facciamo condurre da un tuk tuk sulla cima della montagna, fino al <em>Café Jardin</em>. La vista è spettacolare. Ben presto torna il sole, permettendoci così di riprendere il cammino e raggiungere prima la bellissima <em>Cascada la Escalera</em> e successivamente anche la <em>Cascada del Amor</em>. Ci sarebbero anche luoghi ancor più affascinanti a circa 7 h di cammino, ma il tempo a nostra disposizione sfortunatamente è troppo poco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il nostro viaggio sta per giungere al termine. Visti i vari problemi di viabilità che continuano ad affliggere il paese, siamo costretti a tornare a Medellín e prendere un volo per Bogotà dove trascorriamo l’ultima notte prima del nostro rientro in Italia. Abbiamo ancora a disposizione un’intera giornata dato che il nostro volo parte in tarda serata. Non avendo apprezzato particolarmente il centro della capitale colombiana al nostro arrivo, optiamo questa volta per il tranquillo <em>Jardin Botanico</em> e per il gigantesco <em>Parque Metropolitano Simón Bolivar</em>. La scelta risulta vincente e ci permette di scoprire così lo spirito più pacato e sereno di Bogotà.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È ora di salutare la nostra tanta amata America Latina e di tirare le somme di un’altra avventura, …ma questo lo vedremo nella prossima puntata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4810" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0726-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0773-f-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4813" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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Nel complesso posso affermare di non aver avuto grandi sorprese. Le mie aspettative sia in positivo che in negativo si sono rivelate corrette. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Colombia non è un paese che vanta mastodontiche attrazioni turistiche, per intenderci, non sono presenti alcuni di quei luoghi da vedere assolutamente almeno una volta nella vita. A renderla una meta imperdibile però sono i suoi abitanti. Il calore con il quale si viene accolti ovunque, la gentilezza a volte quasi ostentata o addirittura l’affetto con il quale le persone si rivolgono a voi, lasciano davvero esterrefatti. Se, ad esempio, per strada chiedete informazioni a una donna, questa vi risponderà con appellativi del tipo “<em>mi amor</em>”, “<em>cariño</em>”, “<em>mi corazón</em>”, “<em>mi vida</em>”, ecc… . Capite che, avere di fronte a sé qualcuno che vi parla in questo modo, predispone già in partenza un dialogo positivo e amichevole. Per dovere di cronaca bisogna dire che anche gli argentini tendono a usare questi epiteti, ma in modo minore e solitamente vengono utilizzati dalle persone anziane.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Risulta impossibile quindi essere di cattivo umore o arrabbiati con qualcuno. Tutti vi sorridono, nessuno tenta mai di ingannarvi o di trarre profitto dalla vostra presenza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4794" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0929-a-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Eravamo consapevoli che avremmo trovato un popolo straordinario proprio perché, nel nostro intenso girovagare per l’America Latina, avevamo sempre conosciuto persone meravigliose di nazionalità colombiana. Un popolo curioso, appassionato, gioviale e autentico. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non è un paese semplice da girare però, o almeno non lo è rispetto a molti altri latinoamericani. Le sue dimensioni sono molto più ampie di quanto possa sembrare. Il territorio poi, principalmente montagnoso, complica notevolmente gli spostamenti. Quasi sempre, è presente una sola strada, spesso in cattive condizioni. Attraverso di essa transitano di continuo, enormi camion merci. Ovviamente questo provoca rallentamenti considerevoli, aggravati ancor di più dalle continue frane che divengono frequenti nei mesi più piovosi. Si è quindi quasi costretti a ricorrere a voli interni che fortunatamente offrono costi abbastanza ridotti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tanto i villaggi di montagna quanto quelli sulla costa si rivelano davvero affascinanti. Più sono sperduti e difficili da raggiungere, più appaiono autentici e privi di turisti. Al contrario le grandi città come Bogotà o Medellín destabilizzano un po’ e risultano prive di quel fascino particolare tipico delle località sudamericane. Vi sono poi grossi problemi legati alla sicurezza, difficoltà quasi inesistenti invece nelle zone più remote. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il clima di festa che si respira però è davvero contagioso. Ovunque vi troviate, che si tratti di un autobus, un negozio o semplicemente per strada, la gente canta e balla di continuo, trasmettendo quella gioia di vivere che spesso dimentichiamo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4793" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2023/01/DSC_0328-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vale la pena quindi di visitare la Colombia? Assolutamente sì, sebbene non mi sentirei di consigliarla come prima esperienza nel continente latinoamericano. Altro fattore importante poi è quello di avere tempo. Per godere davvero fino in fondo di questa destinazione è necessario viaggiare con lentezza, assaporando così ogni sfumatura di questa esplosiva e colorata Colombia.</span> <br /><br /></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br /><br /><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span><br /></strong></p>
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		<title>Rota Vicentina – Sentiero dei Pescatori (guida completa)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 18:59:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi anni, caratterizzati purtroppo dalle tante restrizioni dovute alla pandemia, hanno incrementato considerevolmente<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/rota-vicentina-sentiero-dei-pescatori-guida-completa/">Continua a leggere</a></p>
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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli ultimi anni, caratterizzati purtroppo dalle tante restrizioni dovute alla pandemia, hanno incrementato considerevolmente il cosiddetto turismo sostenibile. Obbiettivo? Riscoprire un modo di viaggiare più autentico, lontano dalle masse, ecosostenibile, a stretto contatto con la natura e con noi stessi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Recentemente abbiamo analizzato approfonditamente il celebre <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener">Cammino di Santiago</a>, un percorso che per molti rappresenta spesso la prima esperienza di “viaggio a piedi”. Tantissimi però sono i cammini che, seppur meno noti, meriterebbero maggior attenzione. In questo articolo andremo alla scoperta della <strong>Rota Vicentina</strong>, un sentiero che, senza esagerare, da un punto di vista paesaggistico, si candida tra i migliori, se non addirittura come il migliore tra i cammini europei.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4686" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0551-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>INDICE ARTICOLO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora1">PRESENTAZIONE DEI CAMMINI DELLA ROTA VICENTINA</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora2">SEGNALETICA</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora3">QUANDO ANDARE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora4">DOVE DORMIRE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora5">DOVE MANGIARE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora6">COSA METTERE NELLO ZAINO</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora7">SUDDIVISIONE DELLE TAPPE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora8">DOMANDE FREQUENTI</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora9">CONSIGLI E INFORMAZIONI UTILI</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora10">CONCLUSIONE</a></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora1"></a>PRESENTAZIONE DEI CAMMINI DELLA ROTA VICENTINA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il termine “Vicentina” potrebbe trarre in inganno. La città italiana di Vicenza non c’entra assolutamente niente. Ci troviamo in realtà nel sud del Portogallo, tra le regioni dell’Alentejo e dell’Algarve. Il nome deriva infatti dal Cabo de São Vicente, punta sud-ovest della penisola iberica.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Rota Vicentina è un cammino piuttosto recente (2013), costituito da due possibili itinerari ben diversi tra loro. Questi due percorsi si mantengono lontani per la prima metà del tragitto, per poi incontrarsi più volte, condividendo poi alla fine persino alcuni tratti.  </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>SENTIERO DEI PESCATORI </strong>(<em>Trilho dos pescadores</em> o <em>Fishermen’s Trail</em>) = Un percorso quasi esclusivamente costiero, caratterizzato da paesaggi mozzafiato. Ideato lungo i sentieri utilizzati tutt’oggi dalla popolazione locale per accedere alle spiagge e alle zone di pesca. Affianca sul lato ovest portoghese, la selvaggia e desolata costa oceanica dell’Alentejo e dell’Algarve, lungo arenili che si perdono all’orizzonte, capaci di scavare dentro l’animo umano. Si procede a volte direttamente sulla riva, ma la maggior parte del cammino si svolge sulla cima delle falesie che si stagliano di fronte all’oceano. Enormi formazioni di roccia scura si spingono sin dentro l’acqua, divenendo spesso vere opere d’arte plasmate col tempo dalla furia degli elementi. Il fragore delle onde è continuo e accompagna i passi dei viandanti quasi a scandirne l’avanzare. Altro compagno di viaggio inseparabile è il vento, a volte lieve e rigenerante, a volte violento e incontenibile. Valicato poi il Cabo de São Vicente, il percorso prosegue lungo la costa sud e tutto si placa. L’estrema bellezza della natura rimane intatta, ma l’oceano diviene più mansueto, mentre le spiagge invase dai turisti perdono parte di quel fascino legato alla solitudine del luogo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4674" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0135-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Sentiero dei Pescatori non risulta particolarmente impegnativo per quanto riguarda i dislivelli, che comunque non mancano di tanto in tanto. Le difficoltà sono da attribuire invece al suolo per lo più sabbioso, a volte sottile e compatto, altre volte talmente spesso da far affondare i piedi.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lunghezza <span style="text-decoration: underline;">221 km</span> circa.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>CAMMINO STORICO </strong>(<em>Caminho Hist</em><em>órico</em> o <em>Historical Way</em>) = Un itinerario diametralmente opposto al Sentiero dei Pescatori che si svolge quasi esclusivamente nell’entroterra. Attraversa pascoli, terreni agricoli e piccoli villaggi rurali che sembrano riemergere da un passato lontano, quando la presenza umana era ancora marginale. Nonostante la presenza di zone boschive, di torrenti e soprattutto di piccole montagne, il percorso risulta essere piuttosto semplice, adatto quindi anche ai principianti. Il terreno è quasi sempre compatto, lontano perciò dalle difficoltà legate al fondo sabbioso.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lunghezza <span style="text-decoration: underline;">263 km</span> circa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4680" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0327-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attorno a questi due itinerari, nel corso degli anni sono stati annessi tutta una serie di <strong>PERCORSI CIRCOLARI </strong>(<em>Percursos Circulares </em>o<em> Circular Routes</em>). Ben 24 sentieri brevi ad anello, quindi con partenza e arrivo nello stesso punto, creati con l’intento di promuovere e valorizzare le zone meno turistiche e quindi più autentiche del territorio. Un totale di <span style="text-decoration: underline;">263 km</span> che spesso si sovrappongono ad alcuni tratti del Sentiero dei Pescatori.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4681" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0350-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quale cammino scegliere quindi? La decisione è ovviamente una questione prettamente personale. Senza dubbi il Cammino Storico pur essendo molto piacevole, presenta panorami comuni a molti altri cammini europei. Il Sentiero dei Pescatori riserva invece paesaggi unici di una bellezza disarmante, che difficilmente lasciano indifferenti i viandanti. La scelta perciò, a mio parere, non è poi così difficile.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In questa breve guida ci concentreremo in particolare sul Sentiero dei Pescatori, cercando di fare finalmente un po’ di chiarezza sulle poche e spesso errate informazioni presenti sul web.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora2"></a>SEGNALETICA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il percorso è solitamente ben segnalato, nonostante ciò, l’incuria del tempo e l’espansione incontrollata della vegetazione in alcuni tratti, hanno danneggiato o nascosto le indicazioni, costringendo i viandanti a guardarsi a lungo attorno per scovare la strada giusta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4671" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0059-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I simboli variano a seconda del cammino che si sta percorrendo.<br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <span style="text-decoration: underline;">linee verdi e azzurre lungo il Sentiero dei Pescatori<br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4698" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-1.jpg?resize=550%2C120&#038;ssl=1" alt="" width="550" height="120" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-1.jpg?w=550&amp;ssl=1 550w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-1.jpg?resize=300%2C65&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-1.jpg?resize=520%2C113&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></span></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br />&#8211; <span style="text-decoration: underline;">linee bianche e rosse lungo il Cammino Storico<br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4699" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-2.jpg?resize=516%2C130&#038;ssl=1" alt="" width="516" height="130" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-2.jpg?w=516&amp;ssl=1 516w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-2.jpg?resize=300%2C76&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 516px) 100vw, 516px" /><br /></span></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <span style="text-decoration: underline;">linee gialle e rosse lungo i Percorsi Circolari<br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4700" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-3.jpg?resize=548%2C130&#038;ssl=1" alt="" width="548" height="130" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-3.jpg?w=548&amp;ssl=1 548w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-3.jpg?resize=300%2C71&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Segnaletica-3.jpg?resize=520%2C123&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 548px) 100vw, 548px" /><br /></span></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I segnali sono posti principalmente su paletti di legno rettangolari conficcati nel terreno. Altre volte le indicazioni vengono dipinte direttamente su sassi, pali della luce, muretti, insomma ovunque sia possibile.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nei tratti in comune tra i diversi Cammini, la segnaletica ne indica la presenza posizionando una sopra l’altra le varie linee colorate.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4676" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0204-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ad ogni modo, orientarsi non è poi così difficile, specie se si percorre il Sentiero dei Pescatori, dove l’oceano diviene un amico fidato che procede sempre accanto a voi indicandovi la rotta.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da non dimenticare poi che, indipendentemente dal Cammino scelto, la Rota Vicentina può essere percorsa in entrambe le direzioni. Per questo motivo la segnaletica sarà sempre presente sia di fronte a voi che alle vostre spalle.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora3"></a>QUANDO ANDARE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli inverni (da dicembre a febbraio) sono relativamente miti, ma le considerevoli precipitazioni rendono difficoltoso il cammino, sia nei fangosi sentieri rurali interni, che lungo la costa dove il vento non concede tregua.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Sentiero dei Pescatori poi non è assolutamente adatto ai mesi più caldi. La quasi totalità del percorso infatti si presenta privo di riparo dal sole. Un sole cuocente che, seppur mitigato dalla frescura del vento, lascia inevitabilmente i suoi segni sulla pelle.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il periodo migliore è quindi o la primavera o l’autunno. In particolare quindi <strong>tra marzo e maggio</strong>, o <strong>tra settembre e novembre</strong>. In questo modo potrete godere di un clima perfetto per camminare evitando allo stesso tempo il cospicuo numero di turisti presenti in alta stagione nelle località costiere.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4672" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0086-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora4"></a>DOVE DORMIRE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Purtroppo non esistono strutture ideate appositamente per la Rota Vicentina come invece accade per i pellegrini del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener">Cammino di Santiago</a>. Ciononostante le soluzioni sono diverse e molteplici.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nelle città più grandi o comunque in quelle considerate “tappe ufficiali” della Rota Vicentina, è spesso presente almeno un <strong>ostello</strong>. Opzione economica e adatta a chi viaggia da solo. Si dorme in letti a castello all’interno di camerate. I bagni sono in comune, divisi tra donne e uomini e dotati di docce calde. Vi sono alcuni spazi comuni e, quasi sempre, sono presenti e disponibili cucina e lavanderia.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per coloro che preferissero un po’ più di privacy, nessun problema. Ovunque sorgono infatti altre tipologie ricettive. Un’ottima soluzione è rappresentata dagli <strong>hostel</strong>, il cui nome può trarre in inganno facendo pensare ancora alle camerate degli ostelli. Si tratta in realtà di vere e proprie camere con bagno, spesso gestite all’interno di case private e, proprio per questo motivo, molto curate e pulite. I prezzi poi sono piuttosto economici e per una doppia si aggirano sui 40-50 € a notte. La cucina è presente, ma non sempre utilizzabile se non per operazioni basilari come l’uso del microonde o l’ebollizione dell’acqua.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4685" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0515-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se viaggiate in gruppo, un’altra valida soluzione è quella degli <strong>appartamenti</strong>. A volte le tariffe risultano talmente vantaggiose da essere nel complesso addirittura inferiori a quelle degli ostelli. Solitamente vi sono due bagni e soprattutto è possibile utilizzare la cucina.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se escludiamo la lussuosa e turistica costa sud dell’Algarve, la presenza dei classici <strong>hotel</strong> non è così frequente come si possa pensare. I prezzi poi tendono ad essere piuttosto alti e possono risultare addirittura proibitivi in alta stagione. Nei villaggi rurali e nelle zone meno densamente abitate non mancano mai le <strong>abitazioni gestite da privati</strong> che si differenziano dagli hotel solo per la mancanza di una reception.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un discorso a parte è necessario per quanto riguarda <strong>bungalow</strong> e <strong>campeggi</strong>. Impossibile in questo caso definire un target economico. I prezzi infatti variano enormemente a seconda della stagione e dell’affluenza. Tendenzialmente rappresenta comunque una soluzione economica.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Indicativamente possiamo riassumere:</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; Ostello = 15/20 euro a notte a persona</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; Hostel, Abitazione Privata o Appartamento = 35/55 euro a notte per camera doppia</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; Hotel = 50/80 euro a notte per camera doppia<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4682" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0352-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><a id="ancora5"></a>DOVE MANGIARE</strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Portogallo è un paese estremamente economico se paragonato agli standard europei. Locande, bar e ristoranti offrono spesso menù molto consistenti a 6-8 euro. Se non si hanno poi grandi pretese è possibile saziarsi anche con molto meno. Per farvi un esempio un piatto di vellutata di verdure o legumi costa in media 1,65 euro.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Coloro che percorrono il Sentiero dei Pescatori però, devono essere consapevoli che alcune tappe attraversano zone desolate dove non sono presenti punti di ristoro lungo il cammino. È quindi necessario premunirsi di tutto l’occorrente per un pranzo al sacco e di acqua sufficiente a giungere alla destinazione prefissata. Naturalmente il problema non si presenta quando vi sono cittadine da attraversare durante il tragitto.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La colazione portoghese solitamente è dolce e sostanziosa. In alternativa quasi ovunque sono disponibili anche grandi e gustosi toast al formaggio preparati con un pane rustico casereccio.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Trovandoci sulla costa ovviamente il pesce è uno degli alimenti principali, ma non mancano comunque alternative di altro genere.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4684" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0394-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora6"></a>COSA METTERE NELLO ZAINO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Soprattutto per coloro che non hanno mai sperimentato la vita da mochilero (zaino in spalla), è più che normale nutrire dubbi e incertezze. Essendo un argomento piuttosto ampio e di fondamentale importanza per la buona riuscita di un cammino, già in passato avevo preparato un articolo di approfondimento: “<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a>”. Sebbene in questo caso si parli della Rota Vicentina, le regole di base e gli indumenti necessari sono sempre i medesimi.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’unica cosa che vi anticipo è che dovrete portare con voi solo ed esclusivamente lo stretto necessario.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora7"></a>SUDDIVISIONE DELLE TAPPE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non esiste una suddivisione ferrea delle tappe da rispettare. Vi sono delle indicazioni di massima offerte dall’ente ufficiale del turismo portoghese che delineano un ipotetico itinerario. Nessuno vi vieta però di avanzare più velocemente o più lentamente. L’aspetto fondamentale è ascoltare sempre il proprio corpo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene la Rota Vicentina possa essere intrapresa in entrambe le direzioni, ritengo abbia più senso percorrerla da nord a sud. Le motivazioni sono principalmente due:</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- Nel Cammino Storico il punto di arrivo, da cui trae nome il cammino stesso, è da sempre considerato il Cabo de São Vicente.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- Nel Sentiero dei Pescatori, appena partiti, lungo il tragitto che da Porto Covo conduce a Vila Nova de Milfontes, è purtroppo ben visibile alle spalle, la zona industriale e portuale di Sines. Uno spettacolo che deturpa la meraviglia del paesaggio e resta lì ingombrante per quasi 20 km. Procedendo in senso contrario, cioè da sud a nord si avrebbe quindi davanti agli occhi tale scempio per tutta la tappa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per comodità sia nei trasporti che nella logistica, coloro che scelgono il Sentiero dei Pescatori tendono a iniziare da Porto Covo. In realtà il vero punto di partenza si trova ben 7 km prima, precisamente nella spiaggia di São Torpes.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4678" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0283-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">SENTIERO DEI PESCATORI</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>12 giorni<br /></strong>Porto Covo – 19,5 km – Vila Nova de Milfontes – 12 km – Almograve – 22 km – Zambujeira do Mar – 18 km – Odeceixe – 22,5 km – Aljezur – 19,5 km – Arrifana – 21,5 km – Carrapateira – 16 km – Vila do Bispo – 20,5 km – Sagres – 18 km – Salema – 12 km – Luz – 11 km – Lagos</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">CAMMINO STORICO</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>11 giorni<br /></strong>Santiago do Cacém – 18 km – Vale Seco – 23 km – Central do Alentejo – 20 km – S. Luís – 25 km – Odemira – 19 km – S. Teotónio – 17 km – Odeceixe – 19 km – Aljezur – 12 km – Arrifana – 24 km – Carrapateira – 21,5 km – Vila do Bispo – 14 km – Cabo de S. Vicente<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4702" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?resize=1020%2C708&#038;ssl=1" alt="" width="1020" height="708" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?w=1020&amp;ssl=1 1020w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?resize=300%2C208&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?resize=768%2C533&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?resize=520%2C361&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/Mappa-completa.jpg?resize=740%2C514&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora8"></a>DOMANDE FREQUENTI</u><br /><br />&#8211; <u>Diversi siti e blog presenti online affermano che per Sentiero dei Pescatori si intende solo il tragitto di 70 km che va da Porto Covo a Odeceixe. È vero?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Assolutamente no! Come già detto il percorso lungo la costa inizia poco prima di Porto Covo e termina a Lagos, per un totale di 221 km. Questa informazione errata che circola sul web dimostra purtroppo che spesso chi scrive non ha realmente visitato i luoghi di cui parla, o ancora peggio, non ne ha verificato le fonti attraverso i canali ufficiali. <strong><br /><br /><br />&#8211; <u>In quanto tempo si percorre un chilometro?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Naturalmente la questione è molto soggettiva. Dipende dal proprio ritmo, da quante volte vi fermate. Se fate soste per fare foto o per riposare. In linea di massima però possiamo dire che con una buona camminata si avanza di circa 5 km ogni ora. Se si è in forma e si mantiene un ritmo costante abbastanza alto si può fare anche qualcosina in più, ma raramente si superano i 6 km/h. Se al contrario si cammina con calma o si percorrono alture, di solito si avanza di 4 &#8211; 4.5 km/h.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo il Sentiero dei Pescatori nei tratti in cui la sabbia è particolarmente abbondante spesso si fatica a raggiungere i 4 km/h.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4677" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0213-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quanti giorni sono necessari per compiere la Rota Vicentina e quanti chilometri si devono fare ogni giorno?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Entrambi i percorsi della Rota sono concepiti per coprire indicativamente 20 km circa a tappa. Chi ha già affrontato viaggi a piedi sa bene che non si tratta di una distanza particolarmente impegnativa. È necessario tenere ben presente però che qui il terreno sabbioso può rallentare considerevolmente la marcia. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per esperienza personale posso affermare che una persona in salute può affrontare i primi 20 km senza nessun problema. Dai 20 ai 30 km invece la fatica si fa sentire. Dopo i 30 km il piacere del camminare diviene puro dolore e desiderio di giungere alla meta.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ovviamente queste sono delle indicazioni di massima che non valgono per coloro che sono molto allenati e abituati a fare trekking.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Indicativamente comunque possiamo affermare che per percorrere il Sentiero dei Pescatori sono necessari 10-12 giorni, mentre per il Cammino Storico 10 -11 giorni.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Come si trovano gli alloggi una volta giunti a destinazione?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il modo più semplice e immediato è quello di utilizzare “<a href="https://www.booking.com/" target="_blank" rel="noopener">Booking</a>”, “<a href="https://www.agoda.com/it-it/" target="_blank" rel="noopener">Agoda</a>” o altre app simili. Solitamente sono presenti tutte le categorie di alloggi. Se si scelgono le strutture private molto probabilmente vi verrà chiesto o l’orario di arrivo o un recapito telefonico in modo che il proprietario o l’incaricato in questione possa venire a darvi le chiavi.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In alternativa si possono anche trovare le strutture ricettive direttamente in loco guardandosi intorno, chiedendo ai locali o cercando su <a href="https://www.google.it/maps" target="_blank" rel="noopener">Google Maps</a>. Quest’ultima opzione è molto utile se siete alla ricerca dei pochi ostelli presenti sul territorio.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per coloro che desiderassero invece pianificare in anticipo gli alloggi è possibile farlo anche attraverso <a href="https://rotavicentina.com/en/accommodation/" target="_blank" rel="noopener">il sito ufficiale della Rota Vicentina</a>. Nella sezione alloggi infatti è presente un elenco di strutture convenzionate prenotabili direttamente online.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4696" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0518-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Lungo il cammino vi sono fontane per rifornirsi di acqua?</u><br /></strong>Il Sentiero dei Pescatori non presenta fonti d’acqua naturale. È quindi fondamentale partire al mattino con la borraccia piena e rivolgersi poi ai pochi punti di ristoro presenti lungo il cammino per fare rifornimento.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quanto si spende mediamente al giorno?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ipotizzando di dormire in ostello o nella camera doppia di un hostel se viaggiate in coppia, fare una buona colazione fuori, pranzare al sacco e sedersi invece in qualche ristorante per cena, si può prevedere una spesa tra i 30 e i 45 € al giorno. Ovviamente si può spendere molto meno o molto di più, dipende esclusivamente da voi.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Dove si possono lavare gli indumenti?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quasi tutti gli ostelli sono dotati di lavatrice e asciugatrice. L’utilizzo è a pagamento, ma estremamente economico. Anche gli appartamenti privati dispongono di lavatrice il cui uso è del tutto gratuito. Nelle città più grandi sono spesso presenti le classiche lavanderie o quelle self-service a gettoni. Nella peggiore delle ipotesi, sarete costretti a lavare i vestiti a mano. Se avrete seguito i miei consigli (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a>) avrete con voi il sapone di marsiglia e uno spago per appendere i vostri indumenti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4673" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0116-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quali sono i principali problemi fisici che possono insorgere durante il cammino? Come si possono prevenire?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La difficoltà più comune che, prima o poi tutti devono affrontare, è l’insorgere delle vesciche. Molto spesso il problema diviene talmente serio da costringere ad abbandonare il cammino. È necessario seguire alcune precauzioni in modo da ridurre al minimo i rischi:</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Portare con sé scarpe comode. Molti consigliano addirittura una mezza taglia in più, soprattutto durante l’estate quando i piedi tendono a gonfiarsi. Mai partire con scarpe nuove a cui non si è ancora abituati.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Indossare calzini specifici da trekking senza cuciture, per ridurre al massimo l’attrito con il piede.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Mattina e sera spalmare vaselina bianca sulla pianta del piede e tra le dita. Questo ridurrà l’attrito e renderà più morbido il piede. Fondamentale che la vaselina sia piuttosto solida. In Italia si trovano tubetti molto economici in farmacia, simili a delle creme, che vanno abbastanza bene. Se trovate la versione in barattolo solido ancora meglio. In Spagna il medesimo tubetto tende ad essere molto più liquido e a lasciare quindi il piede bagnato. In quel caso è meglio lasciar perdere perché si rischia di ottenere l’effetto contrario.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per nessun motivo indossare i calzini con i piedi ancora bagnati o non del tutto asciutti. Soprattutto se avete appena fatto il bagno nel mare e c’è il rischio che siano presenti anche alcuni granelli di sabbia. Potete stare certi che la sera avrete i piedi pieni di vesciche.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nel caso in cui compaiano, tutti suggeriscono di bucarle con un ago, facendo scorrere all’interno un filo di cotone. Niente di più sbagliato. Il filo non è mai sterile quindi si rischia di provocare infezioni. Munitevi di ago per siringhe sterile (facilmente reperibile in farmacia anche in loco), e dopo aver ben disinfettato la zona da trattare bucate semplicemente la vescica facendo uscire l’acqua.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A livello muscolare invece le patologie più comuni sono le tendiniti o i dolori relativi a ginocchia e schiena. Spesso sono legati all’eccessivo peso dello zaino che compromette postura e distribuzione del carico. Le tendiniti poi tendono ad essere particolarmente pericolose perché possono guarire solo col riposo assoluto, condizione difficilmente realizzabile durante il Cammino. L’unico modo per andare avanti è stringere i denti e utilizzare antinfiammatori con trattamenti di minimo 5 giorni.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per cercare di prevenire queste patologie è necessario allenarsi prima della partenza compiendo gradualmente qualche trekking, meglio ancora se con un carico simile a quello che avrete durante il Cammino.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4679" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0294-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Esistono servizi di trasporto zaino?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Assolutamente sì. Se si soffre di particolari patologie o condizioni fisiche precarie può rappresentare davvero un aiuto fondamentale. È possibile prenotare online in anticipo tutto il tragitto su <a href="https://www.vicentinatransfers.pt/" target="_blank" rel="noopener">Vicentina Transfers</a>. I prezzi sono più cari rispetto a quelli del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener">Cammino di Santiago</a> per una questione puramente numerica. I viaggiatori lungo la Rota Vicentina infatti sono decisamente meno.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da 1 a 3 tappe = 15 € a bagaglio per tratta</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da 4 tappe in su = 15 € per due bagagli per tratta</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per ogni ulteriore bagaglio si aggiungono 5 € a tratta.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per tutti coloro che invece godono di buona salute, a mio parere, il servizio non è necessario. Basta seguire qualche semplice accorgimento (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a>). Lo zaino è parte integrante dell’esperienza che consiste anche nell’essere autosufficienti con il minimo indispensabile.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>La Rota Vicentina può essere percorsa anche in bicicletta?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Cammino Storico assolutamente sì, sebbene vi siano alcune parti concepite appositamente per i ciclisti diverse da quelle dei viandanti. Per conoscere più nel dettaglio i percorsi è bene consultare <a href="https://rotavicentina.com/en/cycling/" target="_blank" rel="noopener">il sito ufficiale della Rota Vicentina</a>.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Sentiero dei Pescatori invece, può essere intrapreso solo a piedi. La tipologia di percorso che sale e scende tra le falesie non si presta infatti a nessun genere di mezzo di locomozione.<br /><br /><br /><strong>&#8211; <u>Come si arriva dall&#8217;aeroporto di Lisbona fino a Porto Covo?</u></strong><br />Il modo più semplice e veloce è prendere la metropolitana direttamente dall&#8217;aeroporto fino al Terminal dei bus di <em>Sete Rios</em>. Da qui poi un autobus conduce in 2 h e 10 min fino a Porto Covo.<br />Bisogna prendere la linea rossa da <em>Aeroporto</em> a <em>Sao Sebasti</em></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>ão</em>, poi cambiare alla linea viola e scendere dopo 2 fermate a <em>Jardim Zool</em><em>ógico</em>. Una volta fuori guardate alla vostra destra e vedrete già il terminal. Il viaggio dura circa 30 min e costa 2 €.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I biglietti degli autobus a lunga percorrenza possono essere acquistati anche attraverso la comoda app <span style="text-decoration: underline;">myRNE</span>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4687" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0576-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora9"></a>CONSIGLI E INFORMAZIONI UTILI</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- Non è consentito campeggiare ovunque si voglia. Ciononostante ho incontrato diverse persone che viaggiavano con la loro <strong>tenda</strong> senza incontrare difficoltà. Come sempre vale il buon senso. Difficilmente qualcuno verrà a disturbarvi se vi accampate in una zona isolata, montando la tenda quando si fa buio e smontandola al sorgere del sole.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Minivan</strong>, furgoni, camper o simili sono invece tollerati senza restrizioni. Ne incontrerete molti soprattutto lungo le coste dell’Alentejo, dove gli spazi sono talmente ampi da consentire loro di sparpagliarsi di fronte all’oceano.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- Anche se fa caldo munitevi sempre di <strong>pantaloni lunghi</strong>, o ancora meglio, di quelli con le gambe che si staccano tramite una cerniera. In diversi tratti si attraversano brevi percorsi di fitta vegetazione che col tempo hanno invaso parte dei sentieri. Alcuni degli arbusti sono spinosi e senza pantaloni lunghi è impossibile uscirne indenni.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">3- La tappa <strong>Vila Nova de Milfontes / Almograve</strong> è piuttosto corta. Volendo si può fare una tappa e mezza fermandosi per la notte a <strong>Cavaleiro</strong>. In questo caso è possibile risparmiare qualche chilometro evitando di entrare nel centro di Almograve. Giunti a <em>Praia Foz do Ouriços</em> infatti il cammino conduce in città per poi tornare nuovamente nella medesima spiaggia. Si può quindi scendere tramite un piccolo sentiero direttamente sull’arenile e risalire dal lato opposto della falesia per proseguire la Rota Vicentina, risparmiando tra andata e ritorno almeno 3 km.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">4- Arrivando da Vila do Bispo a <strong>Cabo de São Vicente</strong> dovrete affrontare un tratto piuttosto difficoltoso, non adatto certamente a persone anziane o con problemi fisici. Gli ultimi 2 km prima del faro infatti sono caratterizzati da una distesa di pietre ben appuntite. È necessario prestare estrema attenzione mentre si avanza. Una caduta accidentale significherebbe come minimo finire in ospedale.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4689" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0689-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">5- Nel centro di Vila Nova de Milfontes non perdetevi il <strong><em>18 e Piques</em></strong>. Un localino dove si mangia davvero benissimo a prezzi a dir poco irrisoli.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">6- La presenza del vento è costante lungo la costa. Può essere quindi molto utile avere con sé qualcosa per proteggere le orecchie. Le ragazze possono risolvere il problema facilmente con una <strong>fascia larga per capelli</strong>.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">7- Le coste portoghesi sono particolarmente adatte alla pratica di sport acquatici, in particolare a quella del <strong>surf</strong>. Specialmente in Algarve troverete diverse scuole lungo gli arenili.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">8- La <a href="https://amzn.to/3a9uIEB" target="_blank" rel="noopener"><strong><u>guida della Rota Vicentina</u></strong></a> tappa per tappa non è fondamentale, ma sicuramente può essere molto utile. Per risparmiare peso si può optare per la versione digitale, anche se in questo caso quella cartacea è di dimensioni piuttosto ridotte, quindi il problema non sussiste.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La miglior guida ad oggi resta sempre la seguente:</span></p>



<p><a href="https://amzn.to/4a9GN6i" target="_blank" rel="noopener"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4869 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/71BlETZXyfL._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=164%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="164" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/71BlETZXyfL._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=164%2C300&amp;ssl=1 164w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/71BlETZXyfL._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=520%2C951&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/71BlETZXyfL._AC_UF10001000_QL80_.jpg?w=547&amp;ssl=1 547w" sizes="auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px" /></a><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora10"></a>CONCLUSIONE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ho percorso il <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"><u>Cammino di Santiago Portoghese</u></a> e la Rota Vicentina a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra. Il confronto nella mia mente è stato quindi inevitabile. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il punto di forza della <strong>Rota Vicentina</strong> è sicuramente la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi. Uno spettacolo che toglie il fiato e fa sentire piccoli e insignificanti di fronte a una natura selvaggia e prorompente. Il suo punto debole invece è proprio ciò che contraddistingue ed esalta il Cammino di Santiago, e cioè la componente umana. I viaggiatori lungo la Rota Vicentina sono davvero pochi e questo, di per sé, può essere anche positivo. Si sente però la mancanza di quel senso di condivisione con gli altri.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4675" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0156-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Sentiero dei Pescatori poi è decisamente più impegnativo rispetto al <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"><u>Cammino di Santiago Portoghese</u></a>, non tanto per le alture, quanto piuttosto per il fondo sabbioso che in alcuni tratti rallenta e rende faticosa la marcia. Si affrontano poi anche una ventina di km senza trovare nessun villaggio o punto di ristoro. Risulta quindi fondamentale organizzarsi bene portando con sé tutto il necessario. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per questi motivi consiglio a chi si approccia per la prima volta a un’esperienza del genere, di iniziare dal <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"><u>Cammino di Santiago Portoghese</u></a> per poi affrontare con maggior preparazione e consapevolezza la Rota Vicentina.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Qualcuno potrebbe sostenere che alla Rota Vicentina manchi la componente spirituale del Cammino di Santiago. A mio parere non è assolutamente così. Non bisogna infatti confondere la spiritualità con la religiosità, due concetti profondamente diversi. Cosa può esserci di più spirituale di camminare accanto all&#8217;oceano, accompagnati dal suono delle onde, circondati da una natura incontaminata? </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Rota Vicentina è un cammino che obbliga a guardarsi dentro. Un percorso denso di bellezza, adattissimo a chi è in cerca di quiete e solitudine. Un’esperienza indimenticabile e carica di emozioni.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4688" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/05/DSC_0641-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><br /></span><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Articoli correlati</span><br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a><br />&#8211; </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cammino di Santiago Portoghese 2021 &#8211; Senda Litoral &#8211; (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)</title>
		<link>https://www.vadovetiportailblog.com/cammino-di-santiago-portoghese-2021-senda-litoral-insieme-a-myriam-rachele-kasia-paolo-igor-jonatan-e-jose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 15:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini e Sentieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni   Paesi percorsi: Portogallo – Spagna    Itinerario: Porto – Mindelo –<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/cammino-di-santiago-portoghese-2021-senda-litoral-insieme-a-myriam-rachele-kasia-paolo-igor-jonatan-e-jose/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Durata: 16 giorni   <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Paesi percorsi: Portogallo – Spagna   <br /><br /></span></strong><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Itinerario: Porto – Mindelo – Esposende – Viana do Castelo – A Guarda – Mougás – Patos – Vigo – Redondela – Briallos – Iria Flavia – Santiago de Compostela – Finisterre   <br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Periodo: settembre </strong>  <br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo due anni di restrizioni e limitazioni negli spostamenti, la pandemia ancora non sembra giungere al termine. Tamponi e quarantene richieste dalla quasi totalità dei paesi, scoraggiano o rendono estremamente difficile organizzare qualsiasi viaggio. Questo clima di incertezza però ci offre il pretesto per realizzare finalmente uno dei miei sogni. Quale miglior momento per il Cammino di Santiago? Tornare a spostarsi come si faceva una volta, lontano dalle folle e immersi nella natura sembra davvero essere la soluzione più semplice e contemporaneamente la più geniale. I dubbi di <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a> vengono velocemente accantonati quando invece del lungo, faticoso e purtroppo affollato Cammino Francese, le propongo quello Portoghese. Le basta sentire la parola “oceano” e i preparativi sono già iniziati.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4192" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Quanto segue è il resoconto giorno per giorno del nostro cammino. Emozioni, incontri e riflessioni di un’esperienza lontana dalla consuetudine, rivelatasi inaspettatamente meravigliosa.</strong> Questo “diario di viaggio” è stato pubblicato anche in tempo reale all’interno della <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">pagina Facebook di “Va’ dove ti porta il blog”</a> con la presenza di un gran numero di fotografie. Buona lettura a tutti!<br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline; color: #b00505;"><span style="color: #bd1111; text-decoration: underline;">SENDA LITORAL &#8211; 1° tappa (lunghezza 30 km, da PORTO a MINDELO)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4559" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=640%2C978&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="978" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-1-A-A-1.jpg?resize=520%2C795&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></span><br /></span><u><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dalla cattedrale scendiamo fino al <em>Ponte Luis I</em>, dove il giorno prima ci eravamo uniti agli abitanti del luogo nel quotidiano relax. Comincia la nostra marcia!!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Si cammina sempre seguendo il fiume. Il primo tratto non è particolarmente piacevole in quanto si fiancheggia la strada dove sfrecciano veloci le automobili. Il <em>Duero</em> all&#8217;alba però ha il suo fascino. Numerosi anziani pescano sulla riva per tutto il percorso fino alla foce. Un ragazzo rasta a piedi nudi, gambe incrociate, suona il clarinetto rivolto verso il fiume. Unici spettatori paganti i gabbiani.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avanziamo rapidi e sicuri. Nessuna fatica, nonostante il nostro scarsissimo allenamento. La scelta di portare con noi solo l&#8217;essenziale si rivela assolutamente azzeccata. Appena 4,5 kg per zaino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Breve sosta per fare colazione in un piccolo caffè che sa di tradizione e di famiglia. Uno di quei luoghi autentici che tanto ci piacciono. Tutto squisito e prezzi quasi ridicoli. Temiamo che abbiano sbagliato il conto, non può essere così basso&#8230; forse è perché siamo pellegrini&#8230; o forse è perché davvero questo paese è così economico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superato <em>Matosinhos</em> tutto diventa più affascinante. Si attraversa una piccola cittadina le cui strade e abitazioni ricordano la mia tanto amata Montevideo. E poi finalmente l&#8217;oceano! Iniziano le distese di sabbia&#8230; dapprima piccole insenature rocciose, che divengono poi sempre più grandi e ci regalano lunghe spiagge selvagge di sabbia chiara finissima. Compaiono anche le passerelle di legno che caratterizzano il percorso portoghese della costa e che permettono di passeggiare accanto al mare. La vegetazione dapprima bassissima e arsa dal sole, diviene via via più verde e lussureggiante.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La gente si dimostra gentilissima e cordiale. A volte i tratti rudi dei volti inducono in errore. Ognuno di loro ci regala un sorriso accompagnato a volte da un &#8220;<em>Buen camino</em>!&#8221;, mentre una mano sventola come faceva mia nonna dalla finestra quando ero piccolo. In realtà ora che ci penso lo fa ancora adesso&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Di pellegrini come noi ce ne sono diversi. Ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere. La sensazione è quella di incontrare un amico che sta condividendo con te un&#8217;esperienza unica.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Soffia una fresca brezza che rende i nostri sforzi meno gravi. Il sole si affaccia ogni tanto tra le nuvole. Nel complesso la temperatura è perfetta. La fatica e il fiato reggono alla grande. I problemi sopraggiungono solo dopo circa 20 km dalla partenza quando facciamo una sosta per rifocillarci. Il momento di ripartire diviene vera sofferenza. I muscoli delle gambe si sono contratti e faticano a riprendere il ritmo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra guida consiglia di fermarsi a <em>Labruge</em>, ma non è ancora finita la stagione estiva e gli alloggi sono tutti pieni. Pellegrini ce ne sono vari, non tantissimi, ma abbastanza da rendere al completo i pochissimi albergues presenti. Così si continua.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo 30 km e circa 6 h e 30 min di cammino, finalmente possiamo fermarci a <em>Mindelo</em>. Un piccolo villaggio dove godersi il tramonto sul mare sorseggiando una bella pinta ghiacciata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4202" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0122-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 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Al nostro risveglio tutti i dolori muscolari del giorno precedente sono spariti&#8230; tutti tranne quella fastidiosa fitta al tendine d&#8217;Achille comparsa verso la fine della prima tappa. Il sole è sorto da poco, l&#8217;aria è pungente, siamo carichi e di buon umore. Appena inizio a camminare però appare evidente che il problema al tendine è piuttosto serio. Ogni passo è una fitta quasi insopportabile, la caviglia è visibilmente gonfia. Stringo i denti e si va avanti, altre soluzioni non ci sono.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo tratto continua lungo la seducente riva oceanica. Qualche nave da pesca e surfisti intenti a domare le onde, sembrano essere gli unici svegli a quest&#8217;ora oltre a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ben presto però la strada devia verso l&#8217;interno. È necessario attraversare il fiume <em>Ave</em>. Giungiamo a <em>Vila do Conde</em>, cittadina che offre scorci interessanti, tra giardini, chiese e un antico acquedotto romano.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci fermiamo a fare colazione in un caffè dove conosciamo <strong>José</strong>, un pellegrino spagnolo. Ci racconta che molti albergues sono chiusi. I pochi aperti sono costretti a occupare le stanze con la metà dei posti disponibili a causa del covid. Le prenotazioni, un tempo non concesse, ora lo sono. Sicché molti si prenotano già tutte le notti. Bisognerebbe poi indossare sempre la mascherina nelle camerate, ma ovviamente non lo fa nessuno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È indubbio che l&#8217;aspetto più interessante del Cammino di Santiago sia quello umano. Quindi l&#8217;esperienza dell&#8217;albergue o ostello diviene quasi imprescindibile. Avendo noi viaggiato per anni da mochileros, anche per ostelli, ben conosciamo i meccanismi di questi alloggi, con tutti i loro pro e i loro contro. Ovviamente il covid costringe a mantenere alcuni accorgimenti in più. Sì quindi ad albergue e ostelli, ma meglio se con camere private con bagno in camera, in modo da poterci godere comunque quegli istanti di condivisione, ma sempre in sicurezza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mia tendinite non mi dà tregua, non riesco a pensare ad altro se non al dolore battente. Prendo degli antinfiammatori in farmacia. Mi dicono che dovrei fermarmi e stare a riposo se voglio guarire&#8230; purtroppo la tendinite non può che peggiorare se continuo a camminarci sopra. Questo è uno dei tanti motivi per cui amo viaggiare per mesi e non per settimane, e cioè il poter far fronte facilmente agli imprevisti. Non è il nostro attuale caso però&#8230; il tempo è poco quindi non ci sono alternative. Si continua e si tiene duro.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I cartelli blu con la conchiglia gialla che indicano la direzione per il cammino da qui divengono numerosi, impossibile sbagliare strada.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo dall&#8217;interno attraverso il Camino da Costa fino a <em>Póvoa do Varzim</em> tra il caos dei vacanzieri e strade cittadine di scarso interesse. Troviamo anche un locale che non saprei come definire&#8230; una cerealeria? In pratica un luogo dove entri e fai colazione o merenda solo con cereali. Nella vetrina decine e decine di marchi e generi diversi, scodelle e sgabelli. Fighissimo! Come può essere venuto in mente a qualcuno di crearne uno?<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il sole batte forte e il caldo si fa sentire. Superata <em>Póvoa</em> tornano per diversi chilometri le tanto amate passerelle di legno lungo l&#8217;arenile. Dopo <em>Aguçadoura</em> però il cammino vira nuovamente verso l&#8217;interno. Si passa accanto a bellissimi e nuovissimi campi da calcio, un campo da golf, coltivazioni di vario genere, vivai e soprattutto splendidi boschetti di eucalipto che ci regalano un po&#8217; di fresco e soprattutto un inebriante profumo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attraversiamo <em>Apúlia</em> un pittoresco villaggio dove a quanto pare tutti fanno la siesta. È la volta poi di <em>Fão</em> e infine <em>Esposende</em>, la nostra meta finale. Troviamo facilmente alloggio e, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti, si esce a esplorare i dintorni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche oggi 30 km in ben 7 h e 30 minuti di cammino, 1 ora in più rispetto a ieri, un ritardo dovuto al mio avanzare ostacolato dalla tendinite.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4552" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, 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decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4553" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-2-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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La nostra guida consiglia di camminare direttamente sulla sabbia, ma l&#8217;idea non mi fa impazzire. In alternativa bisognerebbe seguire alla lettera le loro indicazioni strada per strada all&#8217;interno. Decidiamo così di farci guidare dalle frecce gialle che indicano il cammino e di non preoccuparci troppo. La scelta si rivelerà positiva e negativa allo stesso tempo. Positiva perché i paesaggi saranno bellissimi&#8230; negativa perché dovremo attraversare grandi alture.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il percorso vira drasticamente verso l&#8217;interno, in un continuo sali-scendi di colline e paesini d&#8217;altri tempi dove la vita scorre lenta. Terminate poi le colline inizia la montagna&#8230; Montagna? Ma io non pensavo ci fossero montagne sulla costa portoghese!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il promontorio è totalmente ricoperto da boschi di eucalipto che offrono fresco e riparo dal sole. La salita non è impegnativa, almeno per la prima parte&#8230; poi diventa più tosta sia per la pendenza che per il suolo. Fortunatamente la temperatura è perfetta, il sole batte sempre forte, ma l&#8217;aria è quasi fredda quindi non permette di percepire il calore. Faccenda ovviamente pericolosa perché si rischia di ustionarsi senza rendersene conto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La mia tendinite non accenna minimamente a darmi pace… i primi 2/3 km della giornata sono stati sofferenza pura&#8230; dopodiché tra l&#8217;effetto dell&#8217;antinfiammatorio e il fatto che il corpo si scalda riesco seppur con difficoltà a proseguire. Di certo però le discese tra i massi, i sanpietrini e le pavimentazioni romane, seppur molto affascinanti, non aiutano.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Vari incontri con i pellegrini oggi. Sembra quasi che più ci si avvicini alla metà più aumenti l&#8217;afflusso. Tra i vari, Antonio di Madrid e una coppia italiana di Bari.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il lungo <em>Ponte Eiffel</em> ci permette di attraversare il <em>Limia</em> e giungere a <em>Viana do Castelo</em> dove la fortuna ci assiste e, proprio come avvenuto ieri, troviamo alloggio al primo tentativo. L&#8217;ingresso in città avviene attraverso un viale alberato circondato da giardini in fiore. <em>Vian</em>a sembra essere davvero carina&#8230; tanto verde e numerose vie dedicate solo ai pedoni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli sforzi di oggi hanno messo a dura prova le gambe. Speriamo che la notte ci permetta di recuperare. Domani si continua&#8230; ci attende l&#8217;ultima tappa in territorio portoghese.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4563" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4219" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4564" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-3-c-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO DA COSTA e SENDA LITORAL &#8211; 4° tappa (lunghezza 32 km, da VIANA DO CASTELO a A GUARDA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4565" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=640%2C1112&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="1112" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=173%2C300&amp;ssl=1 173w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=589%2C1024&amp;ssl=1 589w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-4-A-A.jpg?resize=520%2C904&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo prima che suoni la sveglia a causa dei forti tuoni. Un bel temporale ci dà il buongiorno!  Questo piccolo imprevisto ci obbliga a partire alle 10:00, con ben 2 h e mezza di ritardo rispetto al solito. Il clima è umido, ma fresco, e ci permette di avanzare abbastanza rapidamente. La stanchezza e i dolori fisici però si fanno sentire e non poco.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le frecce ci conducono ancora una volta sulle colline, tra coltivazioni e meravigliose <em>Quintas</em> (l&#8217;equivalente di estancias, tenute, ranch) tutte molto curate o in restauro. Ieri al contrario avevamo attraversato diversi edifici storici purtroppo abbandonati a sé stessi, anche se probabilmente, proprio questo fascino decadente incarna ciò che li rende così intriganti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superata <em>Areosa</em> le frecce indicano su verso la montagna. Memori di quanto accaduto ieri decidiamo di cercare la Senda Litoral che a quanto pare non viene mai segnalata. Puntiamo così verso la spiaggia. Mai scelta fu più azzeccata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Raggiungiamo facilmente l&#8217;oceano e troviamo le nostre amate passerelle di legno, immerse in un paesaggio stupefacente. Ex mulini fanno da guardiani lungo la costa, mentre la sabbia si alterna alle formazioni rocciose. Il percorso di tanto in tanto attraversa qualche pineta, qualche bosco di eucalipto e alcuni gruppi di pecore, caprette e cavalli, tutti intenti a brucare avidamente l&#8217;erba. A mala pena si spostano dal sentiero incuranti del nostro passaggio.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;obbiettivo di oggi è quello di fermarci un po&#8217; prima del solito e di dormire a <em>Moledo</em>. Giunti a destinazione però non troviamo un alloggio, ma questa in realtà si rivelerà una grande fortuna.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Incontriamo infatti <strong>José</strong> e <strong>Paolo</strong>, lo spagnolo e il milanese conosciuti nei giorni scorsi. Bevono una birra in compagnia di altri pellegrini e ci accolgono come vecchi amici. L&#8217;atmosfera è talmente positiva che decidiamo di unirci a loro.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>José</strong> deve proseguire addirittura fino in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> perché ha già l&#8217;albergue prenotato. <strong>Paolo</strong> e la polacca <strong>Kasia</strong> hanno le tende e anche loro vogliono raggiungere la sponda opposta. <strong>Igor</strong> e <strong>Jonathan</strong> di Bilbao e <strong>Rachele</strong> di Milano invece come noi non hanno programmi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per entrare in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a> è necessario attraversare il fiume <em>Miño</em>, ma il ponte più vicino si trova a 7 km di distanza verso l&#8217;interno. Tutti i pellegrini passano all&#8217;altra riva o con il traghetto (il prossimo sarebbe domani alle 11:40) o con una lancia privata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Camminiamo così altri 3 km, ma invece di entrare a Caminha decidiamo di proseguire e andare tutti insieme in Spagna con un discutibile barcaiolo in un’operazione che sembrava tutto tranne che legale&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sbarcati nella riva opposta esausti, riprendiamo a camminare. Circa un&#8217;altra ora per raggiungere <em>A Guarda</em>. L&#8217;entusiasmo però di conoscere altri <em>peregrinos</em> condividendo con loro questa magnifica esperienza ci distrae dai problemi fisici e dalla stanchezza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Troviamo alloggio tutti insieme e, dopo una bella doccia, usciamo in gruppo a cenare.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante la lunga marcia di oggi non programmata, i chilometri sono decorsi rapidamente sotto i nostri piedi, soprattutto dopo l&#8217;incontro con i nostri nuovi compagni di viaggio. Credo che questo fosse ciò che ci mancava per rendere indimenticabile la nostra esperienza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4215" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-A-A.jpg?resize=190%2C300&amp;ssl=1 190w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-A-A.jpg?resize=520%2C821&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oggi la giornata comincia con calma. I chilometri da percorrere sono relativamente pochi. Così dopo una bella colazione scendiamo verso il mare e inizia il nostro cammino seguendo sempre la Senda Litoral.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avanziamo tutti insieme (<strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong>, <strong>Rachele</strong>, <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong>) e, grazie alle chiacchiere e al clima festoso, nessuno ha il tempo di pensare ai dolori e alla fatica.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio è seducente, la costa sabbiosa è scomparsa del tutto, ma le roccie scure aggiungono fascino a un&#8217;acqua particolarmente limpida e azzurra.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Presto ci raggiungono <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> che hanno trascorso la notte in tenda, o per lo meno, così avrebbero dovuto fare… <br />Preoccupati per un temporale mai arrivato, decidono di dormire all&#8217;aperto sotto la tettoia di un bar abbandonato.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Pochi minuti e ritroviamo anche <strong>José</strong> che come sempre è partito presto e ha corso perché deve raggiungere le tappe prefissate dalle sue prenotazioni. Questa volta però non ce la fa più. Ha i piedi pieni di vesciche e non riesce quasi più a camminare. È evidente che non raggiungerà <em>Baiona</em> in giornata come programmato.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il gruppo è di nuovo unito e avanziamo tutti e 8 tra racconti di vita e tante risate. Presto scorgiamo un bar lungo il cammino in un bel punto panoramico. Come non fermarsi per una birretta e una <em>tortilla de papas</em>!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il resto del cammino scorre veloce. I 21 km di oggi ci sembrano uno scherzo rispetto alle tappe precedenti. Meglio così, tutti abbiamo qualche acciacco e con essi la necessità di riposare.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Arrivati a <em>Mougás</em>, troviamo facilmente un albergue fronte mare e occupiamo completamente una camera da 8. Laviamo come sempre gli abiti sporchi, noi stessi e poi giù tra le rocce a mettere i piedi nell&#8217;oceano o a fare il bagno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Cena tutti insieme nel locale accanto e la giornata è già finita. Semplice, piena, bellissima.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4569" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4570" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4571" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-5-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />SENDA LITORAL e CAMINO DE LA COSTA &#8211; 6° tappa (lunghezza 23 km, da MOUGÁS a PATOS)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4572" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=640%2C971&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="971" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-A.jpg?resize=520%2C789&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4573" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=640%2C981&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="981" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-A-B.jpg?resize=520%2C797&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Notte movimentata&#8230; <strong>Jonatan</strong> non solo russa, si agita, parla nel sonno, urta più volte la scala metallica del letto a castello. Risultato, non riesco a dormire per più di 3 h e come me anche <strong>Paolo</strong>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il mattino ci accoglie però con una notizia ben più triste. <strong>José</strong> ha deciso di abbandonare il cammino. Non ce la fa più. Le vesciche gli danno davvero il tormento e la situazione dei suoi piedi appare effettivamente piuttosto grave. Prenderà l&#8217;autobus fino a <em>Pontevedra</em> e poi vedrà se tornare a casa o riprendere il cammino al nostro arrivo. Speriamo possa unirsi nuovamente a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La notizia abbatte tutti, <strong>José</strong> è una roccia e vederlo così demoralizzato è un brutto colpo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo il cammino, le tappe che ci attendono d&#8217;ora in avanti non dovrebbero essere lunghissime, ma come sempre i promontori fronte oceano rendono arduo il percorso. Dopo pochi chilometri infatti il sentiero ci conduce su, lungo una ripida salita.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Incontriamo diversi pellegrini che avevamo conosciuto nei giorni scorsi. Tutti con le loro storie e disavventure. Non conta più l&#8217;età, la nazionalità o qualsiasi altro fattore che nella vita quotidiana in qualche modo, consciamente o inconsciamente, tende a influenzarci. Sentiamo tutti di far parte di qualcosa di speciale, come se un filo sottile invisibile ci legasse lungo questa straordinaria esperienza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oltrepassata la cima giungiamo a <em>Baiona</em>, di certo una delle cittadine più affascinanti incontrate sino ad ora. Attraversiamo i suoi pittoreschi vicoli acciottolati e facciamo sosta per il pranzo in uno dei tanti localini disseminati nel centro storico. Nel frattempo anche altri pellegrini scendono dalle alture e vedendoci mangiare lì fuori, decidono di fermarsi anche loro. In poco tempo grazie a noi il ristorante si riempie.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rifocillati dal buon cibo e dalla buona compagnia proseguiamo lungo il litorale. Si susseguono varie fontane storiche che sembrano esser state posizionate lì di proposito a sostegno dei pellegrini.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attraversiamo un magnifico ponte romanico del XII sec. e, in men che non si dica, sbuchiamo tra le spiagge di <em>San Pedro Ramallosa</em>. <em>Playa América</em> in particolare ci stupisce per la sua bellezza. La voglia di gettare a terra gli zaini e fare un tuffo è tanta. Dobbiamo però trovare alloggio per stanotte. Albergues qui non ce ne sono e le strutture sono poche e care. <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> riescono a trovare un’ultima piazzola in un camping a circa mezz&#8217;ora di distanza, ma dovranno in parte tornare indietro. Noi 5 invece dopo varie peripezie e un paio di disavventure con i classici albergatori disonesti, decidiamo di proseguire per altri 3 km fino a <em>Praia Pato</em>. Troviamo finalmente un bel hostel dove da subito ci sentiamo perfettamente a nostro agio. La ragazza alla reception è carinissima e riesce a farci dimenticare le brutte esperienze vissute poco prima. Tutta la zona gode davvero di &#8220;<em>buena onda</em>&#8220;. Evidentemente era destino che venissimo qui.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tempo di lasciare gli zaini in stanza e siamo già in spiaggia con birre e panini. L&#8217;arenile è ampio, l&#8217;aria pungente, il calore della giornata va via via affievolendosi, mentre il sole cala dietro all&#8217;oceano. Un momento magico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tornati in camera sono talmente stanco che crollo senza nemmeno rendermene conto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Oggi per la prima volta ho evitato di prendere l&#8217;antinfiammatorio. Volevo fare almeno una pausa in modo da evitare di prendere farmaci per troppi giorni consecutivi. Il dolore è stato piuttosto forte, ma non così tanto da costringermi a fermarmi, motivo per cui sono molto soddisfatto. La sfortuna però evidentemente ha deciso di accanirsi su di me, o qualche entità a me ignota non vuole proprio che arrivi a Santiago. Tolte scarpe e calzini mi accorgo infatti di avere 3 belle vesciche. Speriamo bene&#8230;<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4574" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4217" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4575" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-6-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />SENDA LITORAL &#8211; 7° tappa (lunghezza 18 km, da PATOS a VIGO)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4577" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=640%2C981&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="981" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-A-A.jpg?resize=520%2C797&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Comincia l&#8217;ultima tappa sulla costa, poi saremo costretti a salutare l&#8217;oceano. Fortunatamente la maggior parte di questa giornata si svolgerà lungo l&#8217;arenile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> partono presto dato che si trovano a circa 6 km di distanza da noi. Iniziamo così a camminare con la consapevolezza che ben presto ci raggiungeranno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel frattempo <strong>José</strong> ci fa sapere che sta bene e che si è fatto medicare. Purtroppo hanno dovuto persino asportargli l&#8217;unghia dell&#8217;alluce. Non sa ancora se riuscirà a unirsi nuovamente a noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Senda Litoral finalmente appare ben segnalata con frecce e conchiglie verdi. Dapprima ci fa camminare proprio sulla sabbia per poi condurci nel solito continuo sali-scendi. Stavolta però niente montagne, ma meravigliose calette nascoste senza anima viva.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Segue qualche tratto meno piacevole dove le macchine sfrecciano accanto a noi, per poi attraversare una dopo l&#8217;altra diverse spiagge dotate di finissima sabbia bianca e acqua limpida e azzurra in stile caraibi!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le persone che incontriamo lungo il cammino si dimostrano amichevoli e sorridenti nei nostri confronti. Una signora carinissima dalla soglia di casa, vedendoci passare, ci domanda se abbiamo bisogno di qualcosa. Quanta gentilezza! Un gesto se vogliamo anche banale, ma pieno di umanità che riempie il cuore e rinfranca lo spirito. A volte basta così poco a far svoltare in positivo una giornata.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le spiagge appaiono una più bella dell&#8217;altra, così ne troviamo una piccola, tutta per noi, con una parte ombreggiata&#8230; Ci fermiamo a riposare, pranzare e, alcuni di noi, persino a fare il bagno. Che relax! Ci voleva proprio. <em>Praia do Tombo do Gato</em> sembra davvero un paradiso.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Arrivano finalmente anche <strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> che hanno seguito una strada diversa su per la montagna, macinando tra l&#8217;altro chilometri in più. Ora possiamo dare inizio ai festeggiamenti per il compleanno di <strong>Kasia</strong>! Purtroppo non c&#8217;è stato modo di trovarle un regalo decente, così dovrà accontentarsi di un tortino di crema e mele con un lecca lecca al posto della candelina.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il tempo passa ed è ora di andare se vogliamo raggiungere <em>Vigo</em>. Cerchiamo un alloggio per la notte attraverso internet e la situazione anche qui appare piuttosto difficile, non tanto per la disponibilità, quanto per i prezzi davvero alti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Paolo</strong> e <strong>Kasia</strong> decidono di attendere la notte lì in spiaggia e montare le tende. Si offrono anche di dormire fuori lasciando agli altri i loro alloggi, ma la cosa sarebbe davvero complicata. <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> così scegliamo di proseguire fino a <em>Vigo</em>, in modo da macinare qualche chilometro in più oggi, dato che ne abbiamo fatti davvero pochi, e risparmiarli così domani. Torneremo a camminare insieme al resto del gruppo domani mattina quando raggiungeranno la città.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Poco più di 1 ora di cammino e arriviamo alla nostra meta. <em>Vigo</em> tra l&#8217;altro non si rivela una città grigia come credevo. Al contrario appare davvero piacevole. Così, dopo una doccia e i consueti lavaggi dei vestiti sporchi, facciamo un giro per il centro cittadino e troviamo un bel ristorante vegetariano dove mangiare qualcosa di sano.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4578" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-7-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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Non sapendo a che ora partiranno i ragazzi dalla spiaggia abbiamo deciso di alzarci alle 7. Quando mi accorgo che nel telefono non ci sono ancora messaggi, capisco subito che probabilmente stanno ancora tutti dormendo&#8230; Giustamente, trovandosi sulla spiaggia, hanno approfittato per fare festa. Appare evidente che non raggiungeranno <em>Vigo</em> molto presto.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> quindi, dopo una bella colazione, ci mettiamo in cammino. Sicuramente tra la mia tendinite e le mie vesciche, sono certo che i ragazzi non tarderanno a raggiungerci.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Inizia a essere tardi, la temperatura aumenta e il sole batte alto nel cielo. Un anziano ci ferma e vuole a tutti i costi spiegarci nei minimi dettagli il percorso, anche se non ne abbiamo bisogno. Un altro ci regala due pesche e vorrebbe darci anche i suoi pomodori. Sembrano tutti gentilissimi e ben disposti nei confronti dei pellegrini.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La strada si inerpica su verso il promontorio che sovrasta la città. Poco prima che il sentiero si immerga nei bellissimi boschi di eucalipto, scorgiamo in lontananza su una panchina, un volto familiare. Si tratta di <strong>José</strong>! Non ci aveva detto nulla, voleva farci una sorpresa! Che gioia per tutti noi sapere che può riprendere il cammino. Sicuramente non sta ancora bene e fatica ad avanzare. Vedremo come si evolverà la situazione.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Superata la montagna scendiamo la ripida discesa che mette a dura prova le nostre caviglie e i tanti acciacchi. I chilometri che ci separano dalla meta di oggi fortunatamente però sono davvero pochi. Questa sarà probabilmente la tappa più breve di tutto il viaggio. Così dopo appena 17 km siamo già a <em>Redondela</em>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I ragazzi si trovano ancora a 6 km di distanza. Così per ingannare il tempo, <strong>José</strong>, <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong>, beviamo qualcosa in uno dei localini del centro. Nel frattempo <strong>Myriam</strong> trova un ostello davvero carino, disposto a lasciare tutta la struttura solo per noi con eccezione di una coppia di signori americani di Portland, tra l&#8217;altro molto carini. Un&#8217;occasione da non farsi sfuggire. La struttura del hostal mi ricorda molto quelli di Buenos Aires, con i soffitti alti e decorati, pavimenti in legno e quegli intonaci rovinati dalle incurie del tempo che ne aggiungono un fascino decadente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera dopo esserci uniti ai festeggiamenti popolari per il <em>Festival Internazionale de Títeres</em>, compriamo 6 pizze da asporto, 4 bottiglie di vino e torniamo al nostro alloggio. L&#8217;ostello diventa così, improvvisamente, la nostra casa, dove cenare tutti insieme, brindare alla vita e tornare bambini per qualche istante, tra risate e sciocchi scherzi che alimentano l&#8217;euforia generale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Inebriati dal vino e carichi della stanchezza accumulata, piombiamo infine in un sonno profondo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4582" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-8-c-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, 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Dopo un confronto sul da farsi per i prossimi giorni, ieri sera concordiamo di tentare le ultime 4 tappe in soli 3 giorni. Le motivazioni sono fondamentalmente due:<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- Rachele ha il volo di rientro in Italia venerdì sera, e vorremmo andare tutti insieme a <em>Finisterre</em> a festeggiare il completamento del Cammino. Raggiungendo <em>Santiago</em> in 4 giorni probabilmente non riuscirebbe a essere dei nostri.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- Le previsioni metereologiche indicano che ci attendono giorni di piogge e temporali. Dovremo quindi approfittare e avanzare il più possibile ora che ci è concesso farlo senza problemi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci alziamo quindi presto e ci prepariamo in fretta. Siamo tutti carichi e motivatissimi. La mia tendinite fa davvero male, e la caviglia appare ormai perennemente un melone. Conscio della missione che ci attende oggi, prendo un antidolorifico che farà bene il suo mestiere.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Redondela</em> è la città dove si riuniscono tutti e tre i Cammini Portoghesi di Santiago. Da ora vi è una sola via. Molti inoltre iniziano a camminare da qui o da <em>Vigo</em> in quanto bastano gli ultimi 100 km per poter ottenere la <em>compostela</em>. Solo nelle prime due ore, superiamo più pellegrini di quanti visti in tutto il resto del viaggio. Gli incontri divengono quindi banali e questo continuo flusso di persone rovina in parte quell&#8217;intimità e quel senso di impresa personale che trasmette il Cammino di Santiago. Tutto diviene quindi piuttosto commerciale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Partiamo a mille, mai così rapidi come oggi. Sembriamo stare tutti abbastanza bene, così aumentiamo al massimo. Il percorso è davvero piacevole perché attraversa quasi costantemente i boschi. L&#8217;aspetto negativo ovviamente è che tali boschi si trovano tra le montagne, perciò gran parte della tappa sarà impegnativa. Nonostante le salite i primi 20 km scorrono rapidi a una media impressionante. Solo 3 h e 40 min. <strong>José</strong> purtroppo può avanzare solo lentamente, motivo per cui rimane indietro. Non pensa di riuscire a fare chilometri in più, perciò saremo costretti a separarci con la speranza di rincontrarci a <em>Santiago</em>.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo il cammino compaiono spesso scatoloni di frutta che i negozianti o gli agricoltori offrono gratuitamente ai pellegrini. Tanta gentilezza mi sorprende positivamente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;umidità è altissima, e il caldo ci mette alla prova. Dopo aver attraversato un enorme bellissimo ponte romano, entriamo a <em>Pontevedra</em>. Restiamo stupiti nel constatare quanto il centro cittadino sia affascinante. Pittoresche viuzze si alternano ad ampi spazi che compongono piazze e piazzette, veri e propri punti di ritrovo per i locali.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di proseguire nella nostra folle marcia cechiamo qualcosa di pronto e veloce per pranzo. La nostra attenzione viene richiamata da un’alimentari con l&#8217;insegna: &#8220;<em>Take away, cocina casera</em>&#8220;. Avvicinatomi alla vetrina noto subito la <em>yerba mate</em> e il <em>dulce de leche</em> &#8220;<em>Los nietitos</em>&#8220;. Non possono che essere uruguaiani! E infatti è proprio così.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Finito il break riprendiamo a marciare seppur con meno vigore. Ci vuole sempre qualche chilometro per riuscire a scaldare nuovamente i muscoli. Attraversiamo tutta la città e puntiamo verso nord. Altro ponte, altri boschi, vigneti, coltivazioni varie e purtroppo anche qualche tratto di strada dove le automobili sfrecciano a velocità assurde. Riusciamo a mantenere una buona andatura sebbene accusiamo tutti il colpo e, chi più chi meno, soffre non tanto per la fatica quanto per i dolori.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo ben 38 km giungiamo all&#8217;albergue di <em>Briallos</em>, un villaggio sperduto, situato a soli 5 km da <em>Caldas de Reis</em>, meta ufficiale della tappa successiva. Insomma siamo riusciti nel nostro intento.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche qui la struttura è tutta per noi e per altri due ragazzi italiani che hanno compiuto il Cammino Francese e hanno deciso di proseguire fino a Fatima. L&#8217;atmosfera è di quelle che amiamo e trascorriamo così una bella serata seppur un po&#8217; ammaccati dalla tanta stanchezza.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4218" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4586" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4619" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=1170%2C821&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="821" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?w=1319&amp;ssl=1 1319w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=1024%2C719&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=768%2C539&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=520%2C365&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-9-c-da-FAcebbok-1.jpg?resize=740%2C520&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO CENTRAL &#8211; 10° tappa (lunghezza 26 km, da BRIALLOS a IRIA FLAVIA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4588" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=640%2C1037&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="1037" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=185%2C300&amp;ssl=1 185w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=632%2C1024&amp;ssl=1 632w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-A-A.jpg?resize=520%2C843&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le previsioni meteorologiche indicano che oggi pioverà tutto il giorno. Piccoli rovesci al mattino e violenti temporali dalle 11:00 fino a sera. Impietosa sveglia quindi alle 04:45 con l&#8217;intento di compiere la tappa odierna prima della tempesta.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A quest&#8217;ora siamo tutti parecchio rintronanti, quindi le operazioni vanno piuttosto a rilento. Infiliamo il k-way integrale che copre anche lo zaino, la pila da fronte e siamo pronti a partire.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A infastidire non sono tanto la pioggia e il buio, quanto il caldo infernale causato dal tessuto sintetico.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo soli 5 km giungiamo a <em>Caldas de Reis</em>, dove facciamo sosta per una rapida colazione, al termine della quale, la pioggia decide di darci tregua e di non farsi più vedere.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo il nostro buon ritmo di marcia. Oggi però è tutto molto più difficile in quanto, i 38 km di ieri, hanno incrementato i problemi fisici di tutti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il cammino ci conduce attraverso splendidi boschi, ancora vigneti e qualche altura, ma niente di eccessivamente complicato. Temendo il mal tempo cerchiamo di evitare le soste. Così in men che non si dica siamo già a <em>Padrón</em>. La levataccia sicuramente non è stata per niente piacevole. Volendo però guardare il lato positivo delle cose, c&#8217;è da dire che in questo modo avremo a disposizione tutto il pomeriggio per lavare i vestiti, stare insieme e recuperare le forze.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per la nottata <strong>Myriam</strong> ha trovato un&#8217;intera casa per tutti e 7 a un prezzo talmente ridicolo da essere più conveniente dell&#8217;albergue. La struttura, ubicata circa 2 km dopo <em>Padrón</em>, è stupenda e, dato che abbiamo anche la cucina, ne approfittiamo per trascorrere un&#8217;altra piacevole serata tra noi.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Domani è il grande giorno, se tutto va bene raggiungeremo la meta finale. Siamo partiti da appena 10 giorni, eppure la percezione è quella che siano trascorsi mesi. Ogni singola giornata è stata carica di eventi, incontri ed emozioni.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4589" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-a-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4590" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-b-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4591" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-10-c-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #bd1111;"><strong><u>CAMMINO DI SANTIAGO PORTOGHESE<br />CAMINO CENTRAL &#8211; 11° tappa (lunghezza 23 km, da IRIA FLAVIA a SANTIAGO DE COMPOSTELA)<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4592" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=640%2C934&#038;ssl=1" alt="" width="640" height="934" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=206%2C300&amp;ssl=1 206w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-A-A.jpg?resize=520%2C759&amp;ssl=1 520w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><br /><br /></u></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo carichi per compiere gli ultimi chilometri che ci separano dalla meta. Purtroppo però il meteo ci è decisamente avverso. La pioggia scende incessante e non sembra curarsi dei nostri progetti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Attendiamo un paio d&#8217;ore, non che smetta, ma almeno che diminuisca.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante la pioggia avanziamo velocemente. La voglia di raggiungere <em>Santiago</em> è tantissima. Non c&#8217;è nessun dispiacere in noi, consapevoli che, terminato il Cammino, non dovremo salutarci. Continueremo infatti tutti insieme fino a <em>Finisterre</em>.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio non cambia molto rispetto a quello degli ultimi due giorni. Qualche villaggio, molti vigneti e tantissimi boschi di eucalipto. Nel complesso un tratto molto affascinante, sebbene le continue salite mettano un po&#8217; in difficoltà.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo circa un&#8217;oretta il cielo si placa e riusciamo a toglierci gli ingombranti k-way. Scorgiamo alcuni tavoli in stile picnic sotto alcuni alberi. È il momento di una pausa &#8220;<em>tortilla</em>&#8221; avanzata dal giorno prima. Pochi minuti e siamo già nuovamente in cammino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Copriamo praticamente l&#8217;intero tragitto senza soste. Alle porte della città però ci fermiamo. Il motivo ufficiale è quello di fare un brindisi prima della conclusione del nostro pellegrinaggio. In realtà probabilmente si tratta, più che altro, di assaporare il momento.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Man mano che ci avviciniamo alla cattedrale il flusso umano aumenta. Diverse persone ci salutano e ci danno il benvenuto indicandoci la direzione da seguire. L&#8217;emozione aumenta passo dopo passo. Varchiamo la celebre piazza di <em>Santiago de Compostela</em> dal lato est. Il cuore batte forte, le gambe tremano. Siamo tutti insieme, vicini, uno accanto all&#8217;altro. Ci portiamo di fronte alla facciata verso il centro, ma sul fondo, poco prima del colonnato. Lasciamo cadere gli zaini a terra. Gli occhi si riempiono di lacrime, mentre ci abbracciamo l&#8217;un l&#8217;altro esultando.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante le difficoltà e i tanti dolori fisici ci siamo riusciti. Dopo ben 301 km di cammino, siamo giunti al traguardo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La facciata della cattedrale è davvero stupenda. Finalmente il restauro durato anni è terminato, concedendoci il privilegio di ammirarla in tutto il suo splendore. Restiamo a lungo a goderci il momento e a fare varie foto di gruppo per immortalare l&#8217;evento. Potrei osservare questa piazza per ore, non so se sia tanto per la sua bellezza o più che altro, per ciò che essa rappresenta.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Anche qui <strong>Myriam</strong> ha trovato un appartamento per tutti e 7 proprio dietro la Cattedrale. Prima però dobbiamo andare a ritirare la meritatissima &#8220;<em>compostela</em>&#8220;, l&#8217;attestato in lingua latina che viene rilasciato a tutti coloro che compiono almeno gli ultimi 100 km di pellegrinaggio.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ormai si è fatta sera, ma prima di dare inizio ai festeggiamenti, andiamo a porgere omaggio alla tomba di Santiago, ovvero San Giacomo, conservato nella cripta all&#8217;interno della Cattedrale.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Compiuto il nostro dovere non ci resta altro da fare se non festeggiare!!!<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Domani ci attende <em>Finisterre</em>&#8230;<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4593" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-a-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-11-c-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, 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Motivo? La messa del pellegrino delle 07:30. Sebbene nessuno di noi sia particolarmente credente, si tratta di una messa inconsueta, durante la quale coloro che sono giunti a <em>Santiago</em> in pellegrinaggio vengono ringraziati e benedetti per il loro ritorno a casa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Poco più di mezz&#8217;ora e siamo pronti per spostarci a <em>Finisterre</em>! Ovvero il luogo che un tempo rappresentava la fine del mondo conosciuto. Questa volta però prenderemo tutti l&#8217;autobus&#8230; o almeno quasi tutti. <strong>Paolo</strong> infatti, che in passato ha già compiuto parte del tragitto a piedi, vuole assolutamente scendere a <em>Cee</em> e camminare per gli ultimi 14 km. Dice che il panorama è meraviglioso e ne vale la pena. Purtroppo però piove e con tutti i dolori che ancora mi affliggono, per me sarebbe impossibile. Giungere a <em>Santiago</em> in queste condizioni è già stato un miracolo. <strong>Kasia</strong> decide di scendere con lui, mentre <strong>io</strong>, <strong>Myriam</strong>, <strong>Rachele</strong>, <strong>Jonatan</strong> e <strong>Igor</strong> restiamo a bordo e proseguiamo fino al capolinea.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre attendiamo i nostri amici che stoicamente stanno camminando sotto la pioggia, ci rifugiamo all&#8217;interno di un ristorante hippy vegetariano, situato proprio di fronte alla fermata finale del bus. L&#8217;atmosfera è di quelle che piacciono a noi. Tutti gentili, tutti sorridono e sono cordiali. Due ragazzi suonano la chitarra e cantano. Una ragazza danza a piedi nudi. Tutto molto affascinante. Il cibo è squisito e i prezzi sono estremamente convenienti. Terminato il pranzo si placa anche la pioggia e un tenero sole fa breccia tra le nuvole.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un ragazzo alle mie spalle con in mano un pennarello nero continua a disegnarsi cerchi sul petto e lungo la maglia bianca che indossa. Ok forse così è un po&#8217; troppo&#8230;<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora una volta <strong>Myriam</strong> ha trovato un bellissimo appartamento, più economico dell&#8217;albergue, con cucina e due bagni.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Approfittando del bel tempo decidiamo di salire la montagna su cui è collocato il faro. Siamo a quasi 4 km di distanza, ma ormai per noi le distanze hanno un metro di valutazione del tutto differente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Onestamente il faro di per sé è piuttosto bruttino, ma il paesaggio lascia senza fiato. Le violente onde oceaniche si infrangono vigorose contro le rocce che compongono l&#8217;alta scogliera. Il vento soffia fortissimo, quasi fosse un monito a non avvicinarsi troppo al dirupo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci allontaniamo dai tanti turisti che affollano la base del faro. Scendiamo tra i grandi massi sospesi nel vuoto. Ognuno di noi si sceglie una roccia e si rifugia nei suoi pensieri avvolto da una scenografia indimenticabile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tornati in città, rapida spesa e poi dritti senza indugi alla spiaggia &#8220;<em>Praia do Mar de Fóra</em>&#8221; conosciuta anche come la &#8220;<em>Spiaggia Hippy</em>&#8220;. Diverse infatti sono le tende degli hippy piazzatisi lì sull&#8217;arenile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La spiaggia è incantevole ed entra di prepotenza tra le più belle viste in vita mia. Non sembra nemmeno di essere in Europa, ricorda molto quelle selvagge dell&#8217;America Latina. Il fatto poi che vi siano pochissime persone, ovviamente ne incrementa il fascino.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><em>Praia do Mar de Fóra</em> però è celebre soprattutto per i suoi tramonti, dato che il sole si tuffa nell&#8217;acqua proprio di fronte alla spiaggia. </span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un paio di birre, qualcosa da sgranocchiare e il gioco è fatto, siamo pronti per goderci lo spettacolo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientrati in appartamento, consapevoli che si tratta dell&#8217;ultima serata tutti insieme, si cucina, si mangia e soprattutto si brinda, tante volte&#8230; troppe volte… con birra, vino e tequila.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Rachele</strong> ha stampato per ognuno di noi la foto fatta ieri all&#8217;arrivo in Cattedrale. Dietro alla foto scrive: &#8220;<em>Caminante no hay camino, se hace camino al andar</em>&#8220;. Una frase che conosco bene e che ho sempre apprezzato. È stata davvero tanto carina. Un gesto semplice che riempie il cuore. E qui iniziano i primi sentori di cedimento emotivo da parte di tutti.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L&#8217;indomani, complici i festeggiamenti e il semplice fatto di non avere impegni, ci svegliamo tardi. Facciamo una passeggiata per il centro del paesino fino alla spiaggia &#8220;<em>Praia da Langosteira</em>&#8220;, carina, ma niente in confronto a quella di ieri.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per il nostro ultimo pranzo insieme scegliamo ancora una volta il ristorante hippy, un po&#8217; perché essendo in 4 vegetariani su 7 diventa molto più semplice accontentare tutti, e un po&#8217; perché ormai abbiamo fatto amicizia con tutti e ci sentiamo come a casa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I nostri pensieri però sembrano già essere rivolti a ciò che sta per accadere. <strong>Rachele</strong>, <strong>Kasia</strong>, <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong> tra poco prenderanno l&#8217;autobus per <em>Santiago</em>. <strong>Rachele</strong> ha il volo di rientro in Italia stasera stessa. <strong>Kasia</strong> andrà a trovare la sorella a Madrid in treno, a bordo del quale, troverà anche <strong>José</strong> che ieri è riuscito a concludere il Cammino! <strong>Igor</strong> e <strong>Jonatan</strong> passeranno la notte a <em>Santiago</em> per poter prendere il mattino successivo un autobus per Bilbao. <strong>Paolo</strong>, <strong>Myriam</strong> ed <strong>io</strong> resteremo a <em>Finisterre</em> un giorno in più approfittando del bel tempo per goderci una giornata di mare e un altro incredibile tramonto sulla spiaggia. Domani poi torneremo a <em>Santiago</em> per visitare meglio la città, e poi tutti a casa con lo stesso volo.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È giunto il momento, le nostre strade si dividono. Li accompagnamo al bus e quando iniziano gli abbracci di rito, nessuno riesce più a trattenere le lacrime. Sembra assurdo essersi affezionati talmente tanto gli uni agli altri in così poco tempo. Senza dubbio siamo stati davvero fortunati a trovarci e ad entrare così in sintonia sin da subito. Siamo tutti così diversi, ma in fondo così uguali.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Terminati i saluti, con gli occhi gonfi e un nodo alla gola, un gesto spontaneo che non dimenticherò mai. Ci abbracciamo in cerchio tutti insieme, quasi testa contro testa. Un ultimo istante di coesione che vale più di mille parole.<br /></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mentre osserviamo l&#8217;autobus che si allontana ci rendiamo conto di quanto ci mancheranno tutti. Abbiamo trascorso quasi due settimane sempre insieme 24 h su 24 h. Doversi lasciare adesso fa male veramente.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una certezza però ce l&#8217;abbiamo. Il nostro non sarà di certo un addio. Trascorse appena 2 ore dal momento dei saluti, già stiamo organizzando sul nostro gruppo WhatsApp una rimpatriata a metà novembre a Treviso a casa nostra.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4596" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-a-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, 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2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4597 size-full" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-c-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Tappa-12-g-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, 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Me la immaginavo piuttosto dura, e lo è stata. Me la immaginavo carica di soddisfazioni ed è stato così. Me la immaginavo bellissima, ed è stata stupenda.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I cammini che conducono a <em>Santiago</em> sono davvero tanti. Ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con i suoi pro e i suoi contro. Credo che abbia poco senso affermare che uno sia migliore o peggiore dell’altro, per il semplice motivo che ogni singolo cammino rappresenta un’esperienza a sé, un’esperienza che viene vissuta in modi diversi secondo le molteplici variabili che si incontrano lungo il percorso.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sicuramente per noi, aver scelto la <em>Senda Litoral Portoghese</em> è stata una decisione azzeccatissima. Ci ha permesso infatti di camminare accanto all’oceano per giorni e giorni attraversando paesaggi straordinariamente malinconici e meravigliosi. Allo stesso tempo però ci ha fatto assaggiare alcuni tratti del <em>Camino de la Costa</em>, che molti erroneamente credono essere simili o addirittura uguali. Infine, giunti a <em>Redondela</em>, ricongiungendoci allo storico <em>Camino Central</em>, ci ha catapultato tra montagne e città storiche. Insomma un piccolo assaggio di tutto. Il percorso poi, lungo circa 300 km è ideale per chi si approccia per la prima volta a un viaggio a piedi, trattandosi appunto di una distanza non breve, ma nemmeno impossibile.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Camminare ogni giorno 25-30 km non è però affatto semplice. Sapevo che prima o poi i problemi fisici sarebbero arrivati, ma speravo accadesse verso le ultime tappe e non dal 2° giorno. Mentirei se non dicessi che fisicamente per me è stato un calvario. Due tendiniti piuttosto gravi mi hanno davvero messo a dura prova. Tanti anni di volley agonistico sia da giocatore che da allenatore mi hanno insegnato a stringere i denti in qualsiasi situazione. Arrivare ultimi non è un problema, ma mollare è fuori discussione. Per questo non ho mai avuto dubbi sul fatto che sarei giunto comunque al traguardo finale, consapevole appunto che piuttosto di rinunciare ci sarei arrivato in ginocchio se fosse stato necessario.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Mi sbagliavo alla grande però su una cosa. Credevo che la mia fosse una sfida con me stesso, una prova da portare a termine con le mie sole forze. Niente di più errato. Se sono riuscito a concludere il cammino nonostante tutto, il merito non è mio, ma di quelle splendide 7 persone che hanno camminato al mio fianco, sostenendomi passo dopo passo. Tra risate, discorsi frivoli e discussioni profonde, hanno tenuto impegnata la mia mente anche quando i pensieri erano offuscati dal dolore. Sono loro che mi hanno dato la forza di andare avanti rendendo questo viaggio indimenticabile.<br /></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Credo che il fulcro del Cammino si celi proprio nella condivisione umana. Certo i paesaggi sono affascinanti, ma al mondo di luoghi più belli ce ne sono migliaia. A rendere unica questa avventura sono gli incontri che si fanno lungo la strada. E la variabile più grande per me è proprio questa.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Ciò che ho amato di più del Cammino di Santiago quindi sono loro: <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/gli-amici-del-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè</a>. Non sarebbe stato lo stesso senza di loro.</strong> Abbiamo condiviso tutto per quasi due settimane, un tempo che può sembrare estremamente limitato, ma che in realtà non lo è. Le settimane divengono mesi quando si vive intensamente ogni singolo giorno.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante non sia ancora guarito, sarei pronto a ripartire anche subito, ma non vorrei nessun altro se non loro accanto a me.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Questo post quindi è solo per dire un enorme e sincero GRAZIE DI CUORE </strong></span><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">a queste bellissime persone che hanno arricchito la mia vita.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4602" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Myriam-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Myriam-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Kasia-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/03/Jonatan-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, 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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"><u>Cammino di Santiago Portoghese (guida completa)</u></a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener"><u>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</u></a></span><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br /><br /><br /><br /><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span><br /></strong></p>
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		<title>25 destinazioni per spiriti liberi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 19:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amore, pace e libertà. I punti saldi che hanno segnato un’epoca, dando vita ad<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/destinazioni-per-spiriti-liberi/">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/destinazioni-per-spiriti-liberi/">25 destinazioni per spiriti liberi</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Amore, pace e libertà. I punti saldi che hanno segnato un’epoca, dando vita ad un movimento che ancora oggi affascina le nuove generazioni. Non serve però essere hippie per aver nostalgia di un tempo in cui viaggiare significava lasciarsi andare totalmente verso l’ignoto. Aprirsi all’imprevedibilità del mondo con ottimismo e bontà d’animo. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se dentro di voi si cela uno spirito un po’ bohémien, se siete soliti vagare per il mondo zaino in spalla, o se semplicemente siete alla ricerca di voi stessi, questo è l’articolo che fa al caso vostro. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scopriremo insieme destinazioni inconsuete e per la maggior parte semisconosciute. Luoghi in cui sentirsi davvero liberi, lontani dal consumismo e dal conformismo della società moderna. Viaggi all’insegna del minimalismo, inteso come ricerca dei valori essenziali dove spesso “meno” significa avere “di più”. Lontani da lussuosi resort, discoteche alla moda e spiagge affollare, ma sempre più vicini a quella tanto agognata sensazione chiamata <strong>felicità</strong>. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- <strong><u>Cabo Polonio e Valizas &#8211; URUGUAY</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Costruita negli anni ’60 da alcuni hippie, Cabo Polonio è un villaggio di pescatori situato di fronte all’oceano tra immense dune. Le colorate abitazioni di legno sono prive di corrente elettrica e acqua corrente, ma molti degli abitanti oggi dispongono di pannelli solari e cisterne per rendere più agevole la vita che qui scorre languida e serena. La rara bellezza di Cabo Polonio richiama a sé diversi visitatori, ma mai così tanti da comprometterne il fascino. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non lontano sorge Valizas, un’oasi di pace raggiungibile da Cabo Polonio in circa 2 h e 30 min di cammino tra le dune sabbiose. Località balneare in alta stagione, diviene invece per il resto dell’anno meta di riposo e produzione artigianale per coloro che lavorano il filo cerato e i fili metallici, creando bracciali, collane e orecchini. La sera lungo le strade di sabbia si suona e si danza tutti insieme a lume di candela.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sia Cabo Polonio che Valizas spiccano per la straordinaria nitidezza del cielo stellato, dovuta ovviamente alla mancanza di inquinamento luminoso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4421" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/01-Cabo-Polonio-URUGUAY-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- <strong><u>Auroville &#8211; INDIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una città sperimentale nata nel 1968 con l’obbiettivo di creare un nuovo modo di intendere la società. Qui ogni uomo e donna può vivere in pace e armonia indipendentemente da nazionalità, religione, ideologia politica e orientamento sessuale. Se al principio sembrava una specie di “comune”, col tempo si è evoluta in un progetto ambizioso che mira a cambiare radicalmente la concezione di comunità. Un luogo assolutamente unico al mondo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4391" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=1170%2C658&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="658" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=1024%2C575&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=1536%2C863&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=520%2C292&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/02-Auroville-INDIA.jpg?resize=740%2C416&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">3- <strong><u>Sausalito &#8211; STATI UNITI</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene si tratti di un’esclusiva zona residenziale di San Francisco, la nostra attenzione è rivolta al suo piccolo porticciolo. Qui infatti si stabilì negli anni ’60 una comunità di artisti e hippie che vive tutt’oggi su imbarcazioni in disuso o piccole case galleggianti estremamente pittoresche e stravaganti. I visitatori sono i benvenuti, ma occorre mantenere un atteggiamento educato e rispettoso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3333" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">4- <strong><u>Capilla del Monte &#8211; ARGENTINA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Considerato da molti come una località magica, quasi sacra, Capilla del Monte sembra essere la culla dell’esoterico. Nessun altro luogo vanta un numero così cospicuo di avvistamenti UFO. Si crede infatti che questa sia la porta di accesso ad un altro mondo e che al di sotto del <em>Cerro Uritorco</em>, montagna che le fa da scenografia, vi sia una città sotterranea chiamata <em>Erk</em>. Altri ritengono che l’<em>Uritorco</em> sia una porta verso un&#8217;altra dimensione, altri ancora che si tratti di un centro energetico.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Al di là di queste credenze e teorie stravaganti, l’atmosfera che si respira è di totale pace e armonia con il cosmo, motivo che potrebbe giustificare l’influenza e il fascino che Capilla ha sulle persone.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1270" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Capilla del Monte - Argentina - 2019" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/02/DSC_0476-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">5- <strong><u>Finisterre &#8211; SPAGNA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un tempo il limite del mondo conosciuto. Oggi meta finale di tutti quei pellegrini che, terminato il Cammino di Santiago, decidono di proseguire fino all’oceano. A Finisterre vive una piccola comunità di figli dei fiori che alloggia solitamente in tenda sulla spiaggia di <em>Praia do Mar de Fóra</em>, conosciuta non a caso, anche come la “Spiaggia Hippie”. Un paradiso naturale dove poter ammirare spettacolari tramonti sul mare.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4204" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">6- <strong><u>Chefchaouen &#8211; MAROCCO</u></strong> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Conosciuta anche come la “perla blu”, è una destinazione più unica che rara. Per secoli proibita agli stranieri, in quanto ritenuta città sacra. Oggi, nonostante il considerevole afflusso turistico, è riuscita a preservare l’autenticità e la semplicità di un tempo. Girovagare per le strette vie della medina è un viaggio nel viaggio. I visitatori giungono fino a qui ammaliati dall’azzurro intenso delle case che pervade ogni cosa e dall’atmosfera rilassata e bohemien che si respira.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4395" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">7- <strong><u>San Marco &#8211; GUATEMALA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Situato lungo le rive del meraviglioso <em>Lago di Atitlán</em>, San Marco gode di un’atmosfera spensierata e bohemien. Non è difficile infatti veder passeggiare persone completamente scalze. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tra la fitta vegetazione che copre le pendici della montagna sono nati pittoreschi ostelli, piccoli centri di meditazione, corsi di macramè e spartani centri massaggi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4396" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=1170%2C779&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="779" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=1536%2C1023&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=520%2C346&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/07-San-Marco-GUATEMALA.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">8- <strong><u>Muang Ngoy &#8211; LAOS</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il fatto che Muang Ngoy sia raggiungibile solo risalendo il fiume con una piccola lancia di legno, già la dice lunga su questo villaggio. Sebbene non si trovi su un’isola, non esistono strade percorribili in grado di penetrare la fitta vegetazione che la avvolge. Piccoli sentieri di terra battuta, natura incontaminata e un luogo al di fuori dal tempo, sono l’ideale per chi vuole letteralmente scomparire, riscoprendo i valori essenziali della vita.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4397" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/08-Muang-Ngoy-LAOS-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">9- <strong><u>Nimbin e Byron Bay &#8211; AUSTRALIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Queste due cittadine rappresentano, seppur in modo diverso, le destinazioni australiane più alternative. Nimbin è interessante per le numerose iniziative ambientali, sebbene sia celebre più che altro per la libertà di consumo della cannabis. Byron Bay invece è una località balneare situata sulla costa est, celebre sin dagli anni ’70 tra surfisti e hippie in cerca di uno stile di vita fuori dal comune.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4398" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/09-Byron-Bay-AUSTRALIA.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">10- <strong><u>Valle dell’Elqui &#8211; CILE<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un’affascinante vallata dal verde intenso, centro nevralgico della produzione vinicola cilena e sede di rinomati osservatori astronomici internazionali. Questa zona è celebre non solo per avvistamenti ufo ed energie cosmiche particolari, ma anche per la quiete e per la gentilezza dei suoi stravaganti abitanti, particolarmente inclini al dialogo e ai rapporti interpersonali.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4399" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=1170%2C574&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="574" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=300%2C147&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=1024%2C502&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=768%2C376&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=1536%2C753&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=2048%2C1004&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=520%2C255&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?resize=740%2C363&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/10-Valle-dellElqui-CILE-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">11- <strong><u>Gavdos &#8211; GRECIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Spiagge da sogno su un’isola remota e poco turistica. Quanto basta per rendere Gavdos un rifugio per chi cerca solitudine, libertà e natura. La sera sull’arenile si accendono falò accompagnati dal suono della chitarra come nel più classico dei cliché. Poche strutture a disposizione, ma possibilità di montare la tenda in spiaggia senza problemi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4400" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=1170%2C877&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="877" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=1024%2C767&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=1536%2C1151&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=2048%2C1535&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/11-Gavdos-GRECIA-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">12- <strong><u>Tulum &#8211; MESSICO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un sogno a occhi aperti. Una distesa di sabbia bianca finissima e un mare turchese degno delle fantasie più recondite. Se un tempo guardandosi attorno era difficile scorgere altre persone all’orizzonte, oggi la fama di Tulum richiama sempre più visitatori. Per ora il suo spirito selvaggio e alternativo è ancora salvo. Alloggiare in una basilare capanna di paglia, senza corrente, mantenendo sempre i piedi sulla sabbia è ancora possibile. Da evitare però in alta stagione.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1663" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/04/Tulum-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">13- <strong><u>Paraty &#8211; BRASILE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gente aperta e cordiale tra pittoresche case colorate e caratteristiche viuzze composte da grosse e irregolari pietre. Una perla dell’architettura coloniale che, grazie a splendide spiagge deserte, al calore della sua gente e al clima di festa che avvolge ogni cosa al calar della sera, rende difficile ripartire.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4402" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=2048%2C1366&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?resize=740%2C494&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/13-Paraty-BRASILE-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">14- <strong><u>Valle della Luna &#8211; ITALIA<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene il nome possa evocare mete lontane, ci troviamo proprio nella nostra amata Sardegna. Immersi in una natura primordiale, tanto selvaggia quanto affascinante, qui vive sin dagli anni ’60 una piccola comunità di figli dei fiori. Ci troviamo in una caletta vicino a <em>Santa Teresa di Gallura</em> dove enormi massi, scolpiti e levigati dall’erosione e dall’azione dei venti, sembrano catapultare il visitatore in una specie di galleria d’arte contemporanea all’aperto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4403" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/14-Valle-della-Luna-ITALIA.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">15- <strong><u>Cape Maclear &#8211; MALAWI <br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Meta autentica e decisamente poco convenzionale. Cape Maclear si trova sulle rive del Lago Malawi e nonostante il considerevole afflusso turistico, rappresenta il luogo ideale per rilassarsi, ammaliati dal dolce dondolio di un’amaca. Amata dai backpakers di tutto il mondo, sta cercando di distinguersi sempre più, sviluppando piani per aumentare l’ecoturismo.<br /><br /></span></p>
<figure id="attachment_4404" aria-describedby="caption-attachment-4404" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4404" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=1170%2C877&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="877" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/15-Cape-Maclear-MALAWI-by-Mickael-T.-is-licensed-under-CC-BY-2.0-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><figcaption id="caption-attachment-4404" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;">by Mickaël T. is licensed under CC BY 2.0</span></figcaption></figure>
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">16- <strong><u>El Bols</u></strong><strong><u>ó</u></strong><strong><u>n &#8211; ARGENTINA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ubicato tra le alte catene montuose andine, El Bolsón è il sogno di ogni ambientalista. La municipalità si è infatti dichiarata ecologica e denuclearizzata. Molti sono i mochileros che giungono fin qui in cerca di mercati artigianali, prodotti biologici a chilometro zero, ristorantini vegetariani e alimenti naturali. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4405" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=1170%2C998&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="998" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=300%2C256&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=1024%2C873&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=768%2C655&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=1536%2C1310&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=2048%2C1747&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=520%2C444&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?resize=740%2C631&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/16-El-Bolson-ARGENTINA.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">17- <strong><u>Pokhara &#8211; NEPAL</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il luogo ideale dove rifugiarsi lontani dalla frenesia e dal traffico delle grandi città nepalesi. Punto di partenza ideale per numerosi trekking, Pokhara offre la possibilità di riposarsi e rilassarsi, sorseggiando una birra ghiacciata in uno dei tanti chioschi affacciati sul <em>Lago Phewa</em>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4406" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=2048%2C1366&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">18- <strong><u>Bale &#8211; CROAZIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un borgo medievale dall’atmosfera bohémien che induce a rallentare, rifugiandosi tra i suoi accoglienti vicoli di pietra grezza. Botteghe di artisti ed eccentriche locande dallo spirito alternativo ne alimentano poi l’indiscutibile fascino.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4407" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=960%2C643&#038;ssl=1" alt="" width="960" height="643" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/18-Bale-CROAZIA.jpg?resize=740%2C496&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">19- <strong><u>Suchitoto &#8211; EL SALVADOR</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La piazza principale di Suchitoto brulica di bancarelle, artisti e talentuosi artigiani. L’inebriante profumo dello street food locale si propaga attraverso le pittoresche vie acciottolate. Prezzi bassissimi per una delle località più sicure del martoriato paese centroamericano.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4408" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/19-Suchitoto-EL-SALVADOR-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">20- <strong><u>Ko Phangan &#8211; TAILANDIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Piccola isola nel Golfo della Tailandia, nota per il <em>Full Moon Party</em>, una festa in spiaggia che si svolge durante le notti di Luna piena. Al di là di questo evento mondano, la vita scorre placida e serena immersa nella natura. Molti viaggiatori giungono qui per dedicarsi alla meditazione in uno dei vari templi buddisti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4409" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=1170%2C877&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="877" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=1024%2C767&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=768%2C575&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=1536%2C1151&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=2048%2C1534&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?resize=740%2C554&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/20-Ko-Phangan-TAILANDIA.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">21- <strong><u>Monta</u></strong><strong><u>ñ</u></strong><strong><u>ita &#8211; ECUADOR</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Questa poco nota cittadina costiera è in realtà celebre a tutto il circuito internazionale del surf. Montañita ha però da sempre richiamato anche l’attenzione di numerosi viaggiatori dallo spirito hippie, in cerca di uno stile di vita alternativo. Oggi riunisce nazionalità d’ogni parte del mondo tra musica reggae, simboli di pace e striscioni ritraenti i volti di Che Guevara e Bob Marley.<br /><br /></span></p>
<figure id="attachment_4410" aria-describedby="caption-attachment-4410" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4410" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?resize=520%2C293&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/21-Montanita-ECUADOR-by-Yassef-is-licensed-under-CC-BY-NC-SA-2.0.jpg?resize=740%2C416&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-4410" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;">by Yássef is licensed under CC BY-NC-SA 2.0</span></figcaption></figure>
<p><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">22- <strong><u>Goa &#8211; INDIA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Storicamente la destinazione simbolo della generazione dei figli dei fiori. Negli anni ’60 Goa divenne in fretta la meta preferita degli hippie di tutto il mondo richiamati da un’atmosfera carica di spiritualità e una straordinaria natura tropicale. Incantevoli spiagge bianche fanno poi da scenografia a corsi di meditazione e yoga. Goa è però sopra ogni altra cosa un esempio di tolleranza, dove cattolici, induisti, musulmani e minoranze religiose convivono tutt’oggi in pace.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4411" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/22-Goa-INDIA.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">23- <strong><u>Villa Serrana &#8211; URUGUAY</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Entrando in questo villaggio, i cartelli invitano i visitatori a godere della quiete del luogo mantenendo la pulizia e rispettando l’ambiente. Villa Serrana non è di certo un luogo per chi cerca la vita mondana. È un’oasi di pace dove ricaricare le batterie rilassandosi tra le sue verdeggianti colline. Non mancano personaggi stravaganti, yurte e ristoranti vegetariani.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4412" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/23-Villa-Serrana-URUGUAY-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" />  <br /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">24- <strong><u>Luang Prabang &#8211; LAOS</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lunghe file di monaci in preghiera, motorini che sfrecciano, meravigliosi templi buddisti, rilassanti centri massaggi, natura selvaggia e indimenticabili baguette farcite. Luang Prabang è tutto questo e molto di più. Un mix tra sacro e profano che stranamente, non solo non disturba, ma sembra arricchire entrambe le fazioni. I backpackers giungono numerosi senza compromettere il fascino del luogo, divenuto un punto di incontro tra viaggiatori. <br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4413" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/24-Luang-Prabang-LAOS.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">25- <strong><u>Tilcara &#8211; ARGENTINA</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Villaggio attorniato da montagne dai mille colori dove proliferano centinaia di giganteschi cactus rendendo il paesaggio incredibilmente suggestivo. A Tilcara si conduce una vita semplice e dai ritmi più lenti. Strade di terra battuta ospitano colorate bancarelle dall’influenza boliviana e piastre roventi cariche di prelibatezze locali. Meta d’obbligo per hippie e mochileros.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4414" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/25-Tilcara-ARGENTINA-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span></p>
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		<title>Il Cammino di Santiago Portoghese (guida completa)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 12:48:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre il Cammino di Santiago evoca nell’immaginario collettivo un senso di libertà, spiritualità<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da sempre il Cammino di Santiago evoca nell’immaginario collettivo un senso di libertà, spiritualità e ricerca interiore. Chiunque lo percorra ne rimane quasi stregato, immergendosi in un’esperienza che diviene unica e catartica anche per i viaggiatori più incalliti. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le motivazioni che spingono a intraprendere un’avventura come questa, degna d’altri tempi, sono tra le più disparate. Se un tempo si trattava solo di un pellegrinaggio a fini prettamente religiosi, oggi sempre più sono coloro che partono per ragioni turistiche, culturali o addirittura sportive. Perciò indipendentemente da quelle che sono le vostre intenzioni, idee e aspettative, preparatevi per un travolgente turbinio di emozioni. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>INDICE ARTICOLO</u></strong><u><br /><br /></u>&#8211; <a href="#ancora1">PRESENTAZIONE DEI PRINCIPALI CAMMINI CHE CONDUCONO A SANTIAGO</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora2">SCELTA TRA I VARI PERCORSI DEL CAMMINO PORTOGHESE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora3">LA CREDENZIALE E LA COMPOSTELA</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora4">SEGNALETICA</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora5">QUANDO ANDARE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora6">DOVE DORMIRE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora7">DOVE MANGIARE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora8">COSA METTERE NELLO ZAINO</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora9">SUDDIVISIONE DELLE TAPPE</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora10">DOMANDE FREQUENTI</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora11">CONSIGLI E INFORMAZIONI UTILI</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora12">SITUAZIONE COVID</a></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="#ancora13">CONCLUSIONE</a><u><br /><br /><br /></u></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora1"></a>PRESENTAZIONE DEI PRINCIPALI CAMMINI CHE CONDUCONO A SANTIAGO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quando si parla di Cammino di Santiago, automaticamente si fa riferimento al Cammino Francese. Non tutti però sanno che i Cammini che portano alla Tomba di San Giacomo sono molteplici. Se ad essi poi si aggiungono anche le varianti minori divengono davvero tantissimi. Facciamo quindi una piccola carrellata dei più importanti in modo da collocarli al posto giusto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4196" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=1170%2C672&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="672" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?w=1596&amp;ssl=1 1596w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=300%2C172&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=1024%2C588&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=768%2C441&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=1536%2C882&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=520%2C298&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Spagna-Cammini-di-Santiago.jpg?resize=740%2C425&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <u>Cammino Francese</u>: il più famoso e meglio fornito tra tutti i cammini per quanto riguarda i servizi. La celebrità comporta però anche il difetto di essere il più affollato. Si parte solitamente da Saint Jean Pied de Port, sul versante francese dei Pirenei. Valicate le montagne si prosegue lungo le regioni di Navarra, La Roja, Castilla, Leon e infine Galizia. Lunghezza di 810 km circa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong><u>Cammino Portoghese</u></strong>: quasi tutti i pellegrini iniziano da Porto sebbene il percorso parta da Lisbona. Si prosegue quindi da sud a nord fino alla frontiera spagnola entrando in Galizia. Lunghezza 300 km circa da Porto, mentre 630 km circa da Lisbona.           </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <u>Cammino del Nord</u>: attraversa tutta la costa nord della Spagna lungo le pendici della Cordigliera Cantabrica. Inizia a Irun, al confine con la Francia, per poi proseguire nei Paesi Baschi (San Sebastián e Bilbao), la Cantabria (Santander), le Asturie (Gijón e Avilés) e infine la Galizia. Lunghezza 800 km circa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <u>Cammino Primitivo</u>: caratterizzato dalle impegnative montagne del nord della Spagna. Inizia a Oviedo nelle Asturie proseguendo da est a ovest fino alla Galizia. Lunghezza 313 km circa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <u>Cammino Inglese</u>: anch’esso considerato tra i più difficili. Inizia a Ferrol, nella costa nord occidentale spagnola, per poi proseguire verso sud fino a Santiago de Compostela. Lunghezza 113 km circa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <u>Via de la Plata</u>: percorre la Spagna da sud verso nord. Inizia a Siviglia, in Andalusia, per poi salire attraverso l’Estremadura, la Castiglia e infine la Galizia. Lunghezza 960 km circa.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In questo articolo ci occuperemo del Cammino Portoghese e di tutto ciò ad esso correlato per rendere più semplice l’organizzazione di questo meraviglioso pellegrinaggio.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora2"></a>SCELTA TRA I VARI PERCORSI DEL CAMMINO PORTOGHESE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Cammino Portoghese non è costituito da un semplice e singolo percorso. Anche in questo caso bisogna quindi stabilire quale sia quello più adatto ai propri gusti e alle proprie esigenze.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4195" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=1126%2C862&#038;ssl=1" alt="" width="1126" height="862" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?w=1126&amp;ssl=1 1126w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=300%2C230&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=1024%2C784&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=768%2C588&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=520%2C398&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Cammino-Portoghese.jpg?resize=740%2C567&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1126px) 100vw, 1126px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Fatta eccezione per la Variante per Fatima, il tragitto <strong><u>da Lisbona a Porto</u></strong> è uno solo, il Caminho Central. Pochi però sono coloro che decidono di partire da Lisbona. Non si tratta solo di una questione legata alle tempistiche, visti i 630 km di lunghezza, ma più che altro al tipo di percorso. Sebbene infatti stiano sorgendo sempre più servizi e si stia lavorando per renderla più accattivante, la tratta che parte da Lisbona non si rivela particolarmente attraente. Manca un’adeguata segnaletica, mancano strutture ricettive, e molto spesso si cammina lungo strade asfaltate dove sfrecciano le automobili. Non tutto l’itinerario però si svolge così. Si percorrono anche vie secondarie, aree agricole, zone boschive e piccoli centri urbani. Il frequente passaggio attraverso le grandi città però, rende costante la presenza di caos e asfalto. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se partite da Lisbona, l’unica scelta che dovrete fare fino a Porto sarà, una volta giunti a Santarém, se proseguire verso nord lungo il <strong>Caminho Central</strong> o se deviare leggermente a ovest imboccando la <strong>Variante per Fatima</strong>. Quest’ultima naturalmente vi conduce al celebre santuario ricongiungendosi poi con il Caminho a Tomar. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Da Porto a Santiago de Compostela</u></strong> il discorso cambia radicalmente. Il Cammino si divide in tre: “Il <strong>Camino Central</strong>, il <strong>Camino de la Costa</strong> e la <strong>Senda Litoral</strong>”. Tutti e tre si ricongiungono a Redondela e proseguono verso nord fino alla meta finale con la possibilità di una piccola deviazione poco dopo Pontevedra attraverso la <strong>Variante Espiritual</strong>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>CAMINO CENTRAL</strong> = Il cammino storico, quello più conosciuto e frequentato. Si tratta del proseguo del Caminho Central che parte da Lisbona. Il percorso resta sempre interno senza mai affacciarsi sulla costa. Si attraversano di continuo piccole cittadine alternate a importanti centri urbani, ma quasi sempre seguendo vie secondarie poco trafficate. Numerose sono poi le zone boschive e le alte colline, dove l’asfalto viene sostituito da terra battura o da sentieri rocciosi.  Diverse anche le aree agricole e le zone rurali, soprattutto dopo aver varcato la frontiera spagnola. Lunghezza <u>260 km</u> circa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4218" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0559-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>CAMINO DE LA COSTA</strong> = Come facilmente deducibile dal nome, segue principalmente la costa oceanica. Alcuni tratti si svolgono lungo le spiagge, altri invece si allontanano dagli arenili, a volte passando all’interno di piccole città, altre volte salendo su alture o montagne. Parte del percorso è in comune con la Senda Litoral. Giunto a Redondela in territorio spagnolo, si ricongiunge con il Camino Central. Lunghezza <u>280 km</u> circa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4214" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0266-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>SENDA LITORAL</strong> = Nato da pochi anni, è probabilmente il meno conosciuto. Segue sempre gli arenili o le spiagge rocciose fino a Vigo, dove poi devia verso l’interno ricongiungendosi a Redondela con il Camino Central. Si cammina principalmente su passerelle di legno accanto all’oceano, attraversando di continuo villaggi di pescatori o piccole destinazioni vacanziere del turismo locale. La bellezza dei suoi paesaggi e la semplicità di gran parte del tragitto sta aumentando di anno in anno il numero di pellegrini, ma siamo ancora molto lontani dai numeri del Camino Central e ancor di più da quelli del Cammino Francese. Lunghezza <u>300 km</u> circa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4211" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0152-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong>VARIANTE ESPIRITUAL</strong> = Piccola deviazione dal Cammino Central in territorio spagnolo, conosciuta anche come <em>translatio jacobaea</em>. Si tratta infatti del percorso fluviale e terrestre compiuto, secondo la tradizione, dal corpo dell’apostolo Giacomo. Oltre ai <u>45 km</u> di cammino tra boschi e colline, è necessario compiere un piccolo tragitto in barca, grazie a un servizio per i pellegrini.  </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quale cammino scegliere quindi? La decisione è ovviamente una questione prettamente personale. Non credo abbia molto senso affermare che uno sia meglio dell’altro. È una questione di gusti. Vi sono di certo diversi fattori da prendere in considerazione. Le tempistiche ad esempio. Se disponete di pochi giorni, essendo il Camino Central il più breve, sarà più facile optare per quello. Se amate follemente il mare e al contrario non siete grandi fans delle alture, la Senda Litoral è quella che fa al caso vostro. Se vi piace l’idea di camminare accanto all’oceano, ma anche quella di attraversare montagne e città, allora vince il Camino de la Costa.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come già detto è solo una questione di gusti. Quando è toccato a me, ho pensato che il Camino Central lo avrei comunque conosciuto dato che le ultime 4 tappe si svolgono obbligatoriamente lungo questo percorso. Tanto valeva quindi dare un’occhiata anche alle altre tipologie di cammino. Considerando poi che la Senda Litoral e il Camino de la Costa avanzano paralleli l’un l’altro sovrapponendosi addirittura in parte del tragitto potevo optare per uno dei due facendo di tanto in tanto qualche deviazione.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4219" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0219-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora3"></a>LA CREDENZIALE E LA COMPOSTELA</u></strong><u><br /><br /></u>La <strong>Credenziale</strong> o <em>Credencial</em> è una specie di passaporto che deve essere timbrato ad ogni tappa e che permette così di ripercorrere idealmente l’itinerario del pellegrino. Consente inoltre l’accesso agli albergues, le economiche strutture ricettive destinate appunto solo ai pellegrini. Giunti poi a Santiago permette di ottenere la <strong>Compostela</strong>, cioè l’attestato in lingua latina rilasciato a chi compie almeno gli ultimi 100 km a piedi o a cavallo, oppure gli ultimi 200 km in bicicletta. Durante quest’ultimo tratto è necessario timbrare la Credenziale almeno 2 volte al giorno. Il rilascio della Compostela è gratuito, ma relazionato anche alle motivazioni che spingono ciascun individuo a compiere il cammino. Se le finalità sono religiose o spirituali si riceve la Compostela, in caso contrario un attestato di benvenuto. Può essere ritirato presso <em>l’Ufficio di Accoglienza del Pellegrino</em> situato in <em>R</em><em>úa das Carretas, 33</em>, vicino alla piazza della Cattedrale. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ottenere i timbri (<em>carimbo</em> in portoghese e <em>sello</em> in spagnolo) è semplicissimo. Oltre agli albergues o agli ostelli, li troverete lungo tutto il percorso anche all’interno degli uffici turistici, in molte chiese e persino nei bar e nei ristoranti. Ovviamente il servizio è totalmente gratuito e non è relazionato a nessun tipo di acquisto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4625" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=1170%2C878&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="878" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=520%2C390&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?resize=740%2C555&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Credencial-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Credenziale può essere ritirata facilmente presso le cattedrali di Porto (<em>Sé do Porto</em>) o di Lisbona (<em>Sé de Lisboa</em>) al prezzo di 2 €. Nell’ufficio turistico situato proprio di fronte alla cattedrale di Porto è possibile apporre già il primo timbro. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In alternativa la Credenziale può essere rilasciata anche in Italia dall’unico ente abilitato, <a href="https://www.confraternitadisanjacopo.it/Credenziale/indexcredenziale.htm" target="_blank" rel="noopener"><em><u>Confraternita di San Jacopo di Compostella</u></em></a> con sede a Perugia. La consegna non è immediata, perciò è necessario contattare la confraternita con largo anticipo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Negli ultimi anni oltre alla Compostela è nato anche il <strong>Certificado de Distancia</strong>, una pergamena in cui viene indicato il cammino svolto, la città di partenza, i chilometri compiuti e il giorno di arrivo. È possibile ottenere questo documento (3 €) presso la <a href="http://oficinadelperegrino.com/" target="_blank" rel="noopener"><em><u>Oficina de Acogida del Peregrino</u></em></a> di Santiago, oppure richiederla anche posteriormente tramite email (<a href="mailto:certificadodedistancia@catedraldesantiago.es">certificadodedistancia@catedraldesantiago.es</a>). </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora4"></a>SEGNALETICA</u></strong><u><br /><br /></u>La celebre <u>conchiglia</u> con la <u>freccia</u>, entrambe di colore giallo, rappresentano il simbolo per antonomasia che indica la direzione verso Santiago de Compostela. Vi sono però alcune differenze nella forma e nei colori a seconda del paese in cui ci si trova e del cammino che si sta percorrendo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4192" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/01-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La segnaletica è ben presente quasi ovunque. Può essere individuata sotto forma di veri e propri cartelli, oppure di frecce gialle dipinte sui pali della luce, sulle pareti, sul manto stradale, o sulle classiche piastrelle dallo sfondo blu. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel Camino de la Costa le piastrelle sono di metallo color ruggine, a volte incise con conchiglia e freccia, altre volte semplicemente dipinte di giallo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La Senda Litoral è poco segnalata, motivo per cui è molto facile confondersi con le indicazioni del Camino de la Costa. Basta però seguire sempre l’oceano senza mai allontanarsi dalla riva per evitare qualsiasi inganno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le indicazioni sui chilometri residui alla meta compaiono solo una volta entrati in Galizia. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da non dimenticare che le frecce blu sono invece quelle che conducono al santuario di Fatima e, a meno che non siate partiti da Lisbona, indicano sempre la direzione opposta rispetto alla vostra meta.  </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora5"></a>QUANDO ANDARE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non trattandosi di zone estreme, il Cammino Portoghese può essere percorso tutto l’anno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il lungo tratto di costa offre un clima fresco adatto anche ai mesi più caldi. Nelle zone interne invece, le temperature salgono considerevolmente tra giugno e agosto, soprattutto in territorio spagnolo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli inverni (da dicembre a febbraio) sono relativamente miti, ma le considerevoli precipitazioni rendono difficoltoso il cammino, soprattutto tra i fangosi sentieri boschivi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il periodo migliore è quindi sicuramente quello della tarda primavera o dell’inizio dell’autunno. In particolare <strong>tra fine aprile e maggio</strong>, o nel mese di <strong>settembre</strong>. In questo modo potrete godere di un clima perfetto per camminare evitando allo stesso tempo il cospicuo numero di pellegrini presente in alta stagione durante l’estate. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per chi sceglie la Variante per Fatima, è bene ricordare che, il giorno 13 dei mesi da maggio a ottobre, viene spesso presa d’assalto in quanto data in cui la Madonna sarebbe apparsa ai tre pastorelli.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4216" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0261-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora6"></a>DOVE DORMIRE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le strutture tradizionalmente destinate ai pellegrini sono gli <strong>albergues</strong>, dotati di una o più camerate caratterizzate solitamente da letti a castello e bagni in comune. Sebbene ai più possa sembrare poco allettante, rappresenta in realtà, una componente importante dell’esperienza del Cammino.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per coloro che preferissero un po’ più di privacy, nessun problema. Ovunque sorgono infatti altre tipologie ricettive. Dai classici hotel ai bed &amp; breakfast, dagli appartamenti privati agli ostelli, dai bungalow alle locande. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>ALBERGUES</u> = Possono essere pubblici o privati, gestiti da enti istituzionali o religiosi. Rappresentano sicuramente l’opzione più economica e più significativa dal punto di vista umano. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Si dorme tutti insieme in camerate miste, che variano dai 6 posti letto fino ai 60, tipici delle chiese sconsacrate. Nella maggior parte dei casi le stanze sono organizzate in letti a castello da 8-12 posti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La qualità degli albergues può variare enormemente. Quelli pubblici sono i più economici (5-10 €), forniscono lenzuola di carta, e quasi sempre cuscino e coperte. Nei privati i prezzi aumentano (12-15 €), ma con essi anche i confort. Le lenzuola e le federe divengono di cotone. Cuscini e coperte sempre presenti, e compaiono persino gli asciugamani. Tra le strutture pubbliche, solitamente di carattere religioso, è possibile trovare anche situazioni estremamente basiche, nelle quali viene richiesta una semplice donazione. In questi casi si dorme quasi sempre in grandi stanzoni con numerosi letti a castello. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I bagni sono in comune, divisi tra donne e uomini e dotati di docce calde. Vi sono alcuni spazi comuni, e in alcuni sono presenti e disponibili cucina e lavanderia.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Esistono albergues che offrono anche camere doppie con bagno privato, ma sono pochissime e quasi sempre occupate. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quasi tutte le strutture, specie quelle pubbliche, hanno un orario di apertura e di chiusura da rispettare. L’incaricato infatti arriva solitamente al pomeriggio, accoglie i pellegrini, timbra la Credencial e riscuote la tariffa dovuta. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non è possibile alloggiare negli albergues se si è sprovvisti della Credencial, ed è consentito trascorrere una sola notte, salvo in casi particolari di estrema necessità. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli albergues sono tanti e ben distribuiti lungo il Cammino tra Porto e Santiago. Il discorso è un tantino diverso per quanto riguarda il tratto Lisbona-Porto, dove come già detto in precedenza, i servizi per i pellegrini sono ancora piuttosto scarsi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4217" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0365-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>ALTRE TIPOLOGIE DI ALLOGGI</u> = La migliore alternativa agli albergues è rappresentata dagli <strong>hostel</strong> (o <em>hostales</em>), il cui nome può trarre in inganno facendo pensare alle camerate degli ostelli. Si tratta in realtà di vere e proprie camere come bagno privato, spesso gestite all’interno di case private e, proprio per questo motivo, molto curate e pulite. I prezzi poi sono piuttosto economici e per una doppia si aggirano sui 40-50 € a notte. La cucina è presente, ma non sempre utilizzabile se non per operazioni basilari come l’uso del microonde o l’ebollizione dell’acqua. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se viaggiate in gruppo, o se come spesso accade, il gruppo si crea lungo il cammino, un’altra valida soluzione è quella degli <strong>appartamenti</strong>. Specialmente in Spagna si trovano interi appartamenti per 7-8 persone a tariffe talmente vantaggiose da essere nel complesso addirittura inferiori a quelle degli albergues. Solitamente vi sono due bagni e soprattutto è possibile utilizzare la cucina. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lungo la costa portoghese si incontrano anche camping che offrono alloggi in <strong>bungalow</strong> a ottimi prezzi (30-40 €). Purtroppo però a volte sono situati verso l’interno e specie in alta stagione richiedono un soggiorno minimo di 2-3 notti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nella peggiore delle ipotesi troverete sempre un <strong>hotel</strong> libero. I prezzi però salgono e anche di molto nelle grandi città come Vigo o nelle località balneari in alta stagione.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora7"></a>DOVE MANGIARE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Portogallo e Spagna sono due paesi molto economici se paragonati agli standard europei. Specialmente in territorio portoghese vi capiterà di chiedervi spesso se il cameriere non abbia dimenticato di addebitarvi qualcosa sul conto. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una delle comodità del Cammino Portoghese è quella di attraversare di continuo piccole località che garantiscono in qualsiasi momento ogni genere di sostentamento. I pellegrini solitamente fanno una sostanziosa colazione in uno dei tanti bar. Dolce in Portogallo, salata in Spagna, spesso a base di <em>tortilla de patatas</em> (frittata di patate). Poi si fermano in qualche supermercato o alimentari presenti lungo il cammino per acquistare il necessario per un veloce pranzo al sacco. La sera infine, giunti a destinazione si cena o in albergue (servizio al momento sospeso a causa del covid), o nei ristoranti spesso adiacenti agli alloggi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ognuno poi è libero di ascoltare il proprio corpo e mangiare quando ne ha voglia. Di certo il cibo non mancherà mai in nessuna occasione. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora8"></a>COSA METTERE NELLO ZAINO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Soprattutto per coloro che non hanno mai sperimentato la vita da mochilero (zaino in spalla), è più che normale nutrire dubbi e incertezze. Essendo un argomento piuttosto ampio e di fondamentale importanza per la buona riuscita del Cammino ho preparato un articolo di approfondimento: “<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener"><u>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</u></a>”.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’unica cosa che vi anticipo è che dovrete portare con voi solo ed esclusivamente lo stretto necessario.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4167" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora9"></a>SUDDIVISIONE DELLE TAPPE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non esiste una suddivisione ferrea delle tappe da rispettare. Se prendete due guide e due app del Cammino Portoghese, mettendole a confronto vi accorgerete di avere di fronte a voi 4 elenchi diversi di tappe. Ovviamente vi sono alcune fermate comuni, ma nessuno vi impone di farle, così come nessuno vi obbliga a fermarvi in una città o nel bel mezzo del nulla. Alcuni albergues ad esempio sorgono tra una cittadina e l’altra lungo il percorso, in posizioni apparentemente assurde.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di partire, analizzando le varie distanze ho cercato di creare un itinerario di massima che potesse essere ottimale senza dover affrontare né troppi chilometri in un solo giorno, né troppo pochi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Naturalmente gli eventi vissuti lungo il cammino mi hanno portato a modificare alcune fermate, e senza alcun dubbio così accadrà anche a voi. Questo però rappresenta un buon punto da cui partire.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4200 size-full" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?resize=932%2C852&#038;ssl=1" alt="" width="932" height="852" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?w=932&amp;ssl=1 932w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?resize=300%2C274&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?resize=768%2C702&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?resize=520%2C475&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/Mappa-Porto-Santiago-1.jpg?resize=740%2C676&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>CAMINO CENTRAL</u></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>10 giorni<br /></strong>Porto – 25 km – Vairão – 29 km – Barcelos – 34 km – Ponte de Lima – 18 km – Rubiães – 19 km – Tui – 32 km – Redondela – 18 km – Pontevedra – 21 km – Caldas de Reis – 19 km – Padrón – 25 km – Santiago de Compostela<strong><br /></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>SENDA LITORAL e CAMINO DE LA COSTA</u><strong><br /></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>11 giorni<br /></strong>Porto – 30 km – Mindelo – 27 km – Esposende – 25 km – Viana do Castelo – 32 km – A Guarda – 31 km – Baiona – 26 km – Vigo – 17 km – Redondela – 18 km – Pontevedra – 21 km – Caldas de Reis – 19 km – Padrón – 25 km – Santiago de Compostela<strong><br /><br />oppure<br /><br />12 giorni<br /></strong>Porto – 30 km – Mindelo – 27 km – Esposende – 25 km – Viana do Castelo – 32 km – A Guarda – 21 km – Mougás – 23 km – Patos – 18 km – Vigo – 17 km – Redondela – 18 km – Pontevedra – 21 km – Caldas de Reis – 19 km – Padrón – 25 km – Santiago de Compostela<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4212" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0164-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora10"></a>DOMANDE FREQUENTI</u><br /><br />&#8211; <u>In quanto tempo si percorre un chilometro?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Naturalmente la questione è molto soggettiva. Dipende dal proprio ritmo, da quante volte vi fermate. Se fate soste per fare foto o per riposare. In linea di massima però possiamo dire che con una buona camminata si avanza di circa 5 km ogni ora. Se si è in forma e si mantiene un ritmo costante abbastanza alto si può fare anche qualcosina in più, ma raramente si superano i 6 km/h. Se al contrario si cammina con calma o si percorrono alture, di solito si avanza di 4 &#8211; 4.5 km/h.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quanti giorni sono necessari per compiere il Cammino Portoghese e quanti chilometri si devono fare ogni giorno?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Solitamente i pellegrini avanzano di 25-30 km al giorno. Per esperienza personale posso affermare che una persona in salute può affrontare i primi 20 km senza nessun problema. Dai 20 ai 30 km invece la fatica si fa sentire. Dopo i 30 km il piacere del camminare diviene puro dolore e desiderio di giungere alla meta. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ovviamente queste sono delle indicazioni di massima che non valgono per coloro che sono molto allenati e abituati a fare trekking. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Come si trovano gli alloggi una volta giunti a destinazione?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il modo più semplice e immediato è quello di aprire Google Maps, digitare “albergue” e visualizzare quelli più vicini al luogo in cui ci si trova. Se però si desidera pianificare e conoscere in anticipo le strutture presenti è possibile farlo anche attraverso altri canali. Vi sono diverse app che forniscono informazioni utili sugli albergues. Tra quelle gratuite le migliori sono “<em>Buen Camino</em>”, “<em>Camino Ninja</em>”, “<em>Peregrino Online (Portugues)</em>”. Sul web si trovano alcuni elenchi, ma sono spesso incompleti e frastagliati. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Lungo il cammino vi sono fontane per rifornirsi di acqua?</u><br /></strong>In Spagna, specialmente lungo il Camino Central dopo Redondela le fontane sono numerose. Negli altri tratti e negli altri Cammini se ne trova qualcuna di tanto in tanto, ma non così di frequente. A volte vengono posizionate nei pressi delle chiese o nei parchi cittadini.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È sempre meglio partire al mattino con la borraccia piena e se proprio non si trova nulla, supermercati, bar e alimentari non mancano mai. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quanto si spende mediamente al giorno?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ipotizzando di dormire sempre negli albergues, fare una buona colazione fuori, pranzare al sacco e sedersi invece in qualche ristorante per cena, si può prevedere una spesa tra i 25 e i 40 € al giorno. Ovviamente si può spendere molto meno o molto di più, dipende esclusivamente da voi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4215" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0248-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Dove si possono lavare gli indumenti?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quasi tutti gli albergues sono dotati di lavatrice e asciugatrice. L’utilizzo è a pagamento, ma estremamente economico. Nelle città più grandi sono spesso presenti le classiche lavanderie o quelle self-service a gettoni. Nella peggiore delle ipotesi, sarete costretti a lavare i vestiti a mano. Se avrete seguito i miei consigli (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener"><u>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</u></a>) avrete con voi il sapone di marsiglia e uno spago per appendere i vostri indumenti. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quali sono i principali problemi fisici che possono insorgere durante il cammino? Come si possono prevenire?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La difficoltà più comune che, prima o poi tutti devono affrontare, è l’insorgere delle vesciche. Molto spesso il problema diviene talmente serio da costringere ad abbandonare il cammino. È necessario seguire alcune precauzioni in modo da ridurre al minimo i rischi: </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Portare con sé scarpe comode. Molti consigliano addirittura una mezza taglia in più, soprattutto durante l’estate quando i piedi tendono a gonfiarsi. Mai partire con scarpe nuove a cui non si è ancora abituati.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Indossare calzini specifici da trekking senza cuciture, per ridurre al massimo l’attrito con il piede. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Mattina e sera spalmare vaselina bianca sulla pianta del piede e tra le dita. Questo ridurrà l’attrito e renderà più morbido il piede. Fondamentale che la vaselina sia piuttosto solida. In Italia si trovano tubetti molto economici in farmacia, simili a delle creme, che vanno abbastanza bene. Se trovate la versione in barattolo solido ancora meglio. In Spagna il medesimo tubetto tende ad essere molto più liquido e a lasciare quindi il piede bagnato. In quel caso è meglio lasciar perdere perché si rischia di ottenere l’effetto contrario.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per nessun motivo indossare i calzini con i piedi ancora bagnati o non del tutto asciutti. Soprattutto se avete appena fatto il bagno nel mare e c’è il rischio che siano presenti anche alcuni granelli di sabbia. Potete stare certi che la sera avrete i piedi pieni di vesciche. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nel caso in cui compaiano, tutti suggeriscono di bucarle con un ago, facendo scorrere all’interno un filo di cotone. Niente di più sbagliato. Il filo non è mai sterile quindi si rischia di provocare infezioni. Munitevi di ago per siringhe sterile (facilmente reperibile in farmacia anche in loco), e dopo aver ben disinfettato la zona da trattare bucate semplicemente la vescica facendo uscire l’acqua.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A livello muscolare invece le patologie più comuni sono le tendiniti o i dolori relativi a ginocchia e schiena. Spesso sono legati all’eccessivo peso dello zaino che compromette postura e distribuzione del carico. Le tendiniti poi tendono ad essere particolarmente pericolose perché possono guarire solo col riposo assoluto, condizione difficilmente realizzabile durante il Cammino. L’unico modo per andare avanti è stringere i denti e utilizzare antinfiammatori con trattamenti di minimo 5 giorni.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per cercare di prevenire queste patologie è necessario allenarsi prima della partenza compiendo gradualmente qualche trekking, meglio ancora se con un carico simile a quello che avrete durante il Cammino.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4224" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0746-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Esistono servizi di trasporto zaino?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Assolutamente sì. Se si soffre di particolari patologie o condizioni fisiche precarie può rappresentare davvero un aiuto fondamentale. È possibile prenotare in anticipo tutto il tragitto con <a href="https://www.elcaminoconcorreos.com/it/transporto-zaini" target="_blank" rel="noopener"><u>Correos</u></a>, oppure contattando i vari trasportatori i cui riferimenti sono appesi nelle bacheche dei vari albergues. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per tutti coloro che invece godono di buona salute, a mio parere, il servizio non è necessario. Basta seguire qualche semplice accorgimento (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener"><u>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</u></a>). Lo zaino è parte integrante dell’esperienza che consiste anche nell’essere autosufficienti con il minimo indispensabile. Considerate anche che gli altri pellegrini spesso non vedono di buon occhio chi si fa portare lo zaino in quanto appare come “barare”.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Il Cammino può essere percorso anche in bicicletta?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Certamente. Il Cammino può essere compiuto non solo a piedi, ma anche in bici, a cavallo e addirittura in barca. Naturalmente trattandosi di un pellegrinaggio, l’opzione barca l’ho sempre trovata poco sensata. Per quanto riguarda la bici o il cavallo vi sono alcune difficoltà legate ai percorsi che non sempre sono adatti a queste due forme di locomozione. Chi si avventura in tal senso è spesso costretto a seguire itinerari alternativi e a studiare bene le strade. Le biciclette avranno qualche difficoltà nei sentieri di montagna, mentre i cavalli dovranno affrontare le problematiche legate agli alloggi notturni. Tutto è fattibile, basta organizzarsi bene.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per dover di cronaca riporto però che diversi ciclisti di mia conoscenza si sono pentiti di non averlo fatto a piedi. Essi lamentano infatti che, soprattutto in alta stagione, la presenza di numerose persone costringe a continui rallentamenti per poter superare ed evitare i pellegrini lungo il cammino. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Quali sono gli aeroporti più comodi per arrivare in Portogallo e ripartire dalla Spagna?</u><br /></strong>Lisbona e Porto sono facilmente raggiungibili dall’Italia grazie a diverse compagnie aeree. Per il ritorno le opzioni sono meno. La soluzione migliore è sicuramente la <a href="https://www.ryanair.com/it/it" target="_blank" rel="noopener"><u>Ryanair</u></a> direttamente da Santiago de Compostela che offre voli diretti su Bologna e Milano Bergamo o con 1 scalo su Bari, Brindisi e Cagliari.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In alternativa i due aeroporti più vicini a Santiago sono quelli di La Coruña (68 km) e Vigo (89 km). </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>&#8211; <u>Negli albergues ci sono prese per ricaricare il cellulare?</u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ovviamente sì. I migliori albergues sono dotati di una presa elettrica personale sulla testiera del letto. Altri invece presentano solo qualche presa qua e là nelle abitazioni e negli spazi comuni. In un modo o nell’altro il problema è comunque risolvibile.  <br /><br /><br /><strong>&#8211; <u>Come si arriva dall’aeroporto alla cattedrale di Porto?</u></strong><br />La metropolitana è certamente il metodo più comodo ed economico (1,60 €). Bisogna prendere la linea E fino a Trindade, poi cambiare alla linea D e scendere a Sao Bento.<br /><br /><br /><strong>&#8211; <u>È vero che durante la prima tappa, uscendo da Porto, si attraversa una brutta zona industriale? È meglio saltarla?</u></strong><br />La zona industriale si attraversa solo nel caso in cui optiate per il Camino Central. Se si scelgono la Senda Litoral o il Camino de la Costa il problema non sussiste assolutamente. In questi casi quindi saltare la prima tappa non ha alcun senso. Se invece scegliete il Camino Central la decisione sta a voi. Sicuramente la prima tappa non sarà particolarmente piacevole, però è anche vero che un cammino è bello farlo dall’inizio alla fine senza salti. <br /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora11"></a>CONSIGLI E INFORMAZIONI UTILI</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">1- Se temete di non riuscire a dormire negli <strong>albergues</strong> perché immaginate feste sfrenate tutta la notte, potete tranquillizzarvi. I pellegrini si alzano presto per mettersi in marcia, e tutti sono stanchi e provati dalle fatiche del cammino. La maggior parte degli albergues inoltre impongono orari di silenzio e luci spente all’interno delle camerate. Quando ciò non avviene, sta al buon senso e all’educazione delle persone agire di conseguenza.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il vero problema semmai sarà legato a coloro che russano, che si alzano per andare in bagno in piena notte o che all’alba preparano lo zaino tra zip, sacchetti e rumori vari. Se avete il sonno leggero quindi portate con voi dei tappi per le orecchie.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">2- Sebbene la scelta del Cammino sia del tutto personale, se siete indecisi, vi consiglio assolutamente la <strong>Senda Litoral</strong>. Il percorso è adatto a tutti, senza presentare eccessive difficolta lungo il tragitto. Avanza tra panorami mozzafiato lungo passerelle di legno sviluppate sugli arenili e sulle coste. Attraversa villaggi di pescatori, piccole località rurali, zone agricole e boschi. Si interseca spesso con il Camino de la Costa permettendovi così di salire su colline e montagne che si stagliano fronte oceano. Infine si ricongiunge a Redondela con il Camino Central. Insomma offre la visione più completa dei tre Cammini che da Porto conducono a Santiago.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4210" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0114-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">3- È fondamentale ricordare sempre che <strong>Senda Litoral e Camino de la Costa</strong> sono due cose ben distinte sebbene molti tratti siano in comune. Ad oggi la segnaletica indica sempre il Camino de la Costa e non la Senda Litoral. Seguendo quindi le frecce capiterà più volte di allontanarsi dall’arenile per inerpicarsi sulle alture. Se volete quindi percorrere la Senda Litoral seguite sempre, solo ed esclusivamente l’oceano. Gli unici momenti in cui sarete costretti a ripiegare verso l’interno saranno quelli in cui dovrete attraversare un fiume.  </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">4- Durante il cammino si incontrano tanti viaggiatori e spesso si creano dei piccoli gruppi che proseguono insieme per tutto il percorso. In questo caso trascorrere di tanto in tanto la notte in <strong>appartamenti</strong> invece che negli albergues permette di cucinare tutti insieme e di <strong>cenare</strong> in un clima di festa e di intimità che difficilmente riuscireste a ricreare in un qualsiasi ristorante. Un’esperienza da non perdere.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">5- Non pianificate mai tutto l’itinerario giorno per giorno prenotando gli alloggi già in partenza. Le variabili che si incontrano lungo il cammino sono molteplici e possono rivoluzionare completamente la situazione. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il mal tempo, i problemi fisici, gli incontri, rappresentano eventi imprevedibili che possono indurre un pellegrino ad accelerare o rallentare il suo avanzare. Se partite con tutte le <strong>notti già prenotate</strong> sarete costretti a correre per dover raggiungere obbligatoriamente la meta che vi siete preposti. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">6- Durante il Cammino è necessario <strong>ascoltare il proprio corpo</strong>. Non si tratta di una gara, non si vince nulla se si arriva primi, così come non si perde nulla se si arriva ultimi. Quindi cercate di non partire con i giorni contati e godetevela senza porvi troppi paletti. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">7- Per entrare in Spagna dal suolo portoghese è necessario <strong>attraversare il fiume Miño</strong>. Il ponte più vicino si trova a 7 km verso l&#8217;interno. Per evitare di percorrere più di 14 km tra andata e ritorno in mezzo alle automobili, esiste un servizio di traghetto che permette ai pellegrini di raggiungere la riva opposta. Gli orari sono i seguenti: da martedì a venerdì 10.30 &#8211; 19.30 (ogni ora) con ultimo alle 20.15 / sabato e domenica prima uscita ore 11.30 / lunedì servizio assente. Il prezzo è di 1,50 € per persona.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In alternativa mano a mano che vi avvicinerete al fiume troverete appesi qua e là sui pali della luce dei volantini con un numero di telefono da chiamare per farsi venire a prendere da una barca privata. Il prezzo è di 5 € per persona e la traversata è piuttosto comoda e veloce. La barca si prende prima di raggiungere Caminha, ma lascia sulla spiaggia a circa 1 h di cammino da A Guarda. Fattore da tenere in considerazione per evitare di arrivare col buio.  </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">8- Terminato il Cammino, se avete ancora tempo a disposizione, proseguite fino a <strong>Finisterre</strong>. Si può fare con altri 3 giorni di cammino o con 2 h e 30 min di autubus (7 €) che parte dalla <em>Estación Intermodal</em>. Un buon compromesso è quello di prendere il bus e scendere a <strong>Cee</strong>, a circa 12 km da Finisterre. In questo tratto il sentiero regala panorami meravigliosi che vale la pena di ammirare nonostante la fatica accumulata nei giorni antecedenti.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A Finisterre non perdetevi per nessun motivo <strong>Praia do mar de Fóra</strong>, ubicata alle spalle della cittadina e facilmente raggiungibile a piedi in circa 10-15 min dal centro cittadino. Questa spiaggia è conosciuta anche con il nome di <em>Playa Hippie</em>, proprio perché vari hippie sono accampati con le loro tende in questo paradiso naturale.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4204" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0806-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Risalite anche il promontorio fino al <strong>faro</strong> (3,5 km in salita). In cima troverete oltre ad una vista spettacolare, il celebre pilastro con l’insegna del km 0 del Cammino di Santiago. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">9- Giunti a Santiago de Compostela, che siate religiosi o meno, oltre a porre omaggio alla tomba dell’apostolo Giacomo è possibile assistere all’interno della cattedrale alla <strong>Messa del Pellegrino</strong>. Si tratta di una messa molto veloce e abbastanza inconsueta, durante la quale i pellegrini vengono ringraziati e benedetti per il loro ritorno a casa. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una curiosità che richiama l’attenzione del pubblico, è quella dell’<strong>ombra del pellegrino</strong>. In un piccolo angolo nascosto della <em>Plaza de la Quintana</em>, al calar della notte appare una figura misteriosa che si staglia contro la parete della cattedrale e ricorda molto chiaramente l’ombra di un pellegrino incappucciato. Effetto voluto o pura casualità, non è dato saperlo. Diverse sono le leggende nate attorno a questo evento.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4226" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0873-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">10- La <strong>Compostela</strong> viene rilasciata gratuitamente, ma senza nessuna custodia. Per evitare di danneggiarla durante il trasporto è possibile acquistare un piccolo tubo di cartone al prezzo di 3 € direttamente presso lo stesso <em>Ufficio di Accoglienza del Pellegrino</em> situato in <em>R</em><em>úa das Carretas, 33</em>, vicino alla piazza della Cattedrale. In alternativa si può trovare a 1 o 2 € nei vari negozi di souvenirs circostanti.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">12- Alcuni pellegrini portano con sé la <strong>tenda</strong> e alloggiano o all’interno dei camping o addirittura in aperta natura. Fare camping è consentito praticamente ovunque a patto di occupare una posizione piuttosto isolata, montare la tenda quando si fa buio e smontarla al sorgere del sole. L’unica vera seccatura legata a questo tipo di pernottamento è data dal peso dell’attrezzatura che si costretti a caricare sulle spalle. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">13- In Giappone esiste un cammino gemellato con il Cammino di Santiago chiamato <strong>Kumano Kodo</strong>. Un sentiero piuttosto impegnativo immerso tra alte montagne lungo circa 70 km che viene generalmente completato in 4 giorni. Chi porta a termine il Kumano Kodo avendo già percorso il Cammino di Santiago riceve la <strong>Dual-Pilgrim</strong>, una pergamena in carta di riso che attesta ufficialmente il doppio pellegrinaggio.<br /><br /><br />14- Non tutti sanno che il Cammino può essere svolto anche al posto di qualcun altro. Eventi drammatici come la <strong>scomparsa di una persona cara</strong>, o l’impossibilità fisica di svolgere questa esperienza, fanno purtroppo parte della vita di ognuno di noi. Al momento del ritiro della Compostela, è possibile far inserire oltre al proprio nome, anche quello di colui/colei per cui si ha intrapreso tale pellegrinaggio. Non è invece possibile riceverne una solo per sé stessi e una solo per l’altra persona. <br /><br /><br />15- Coloro che hanno visto il bellissimo film “<a href="https://amzn.to/3PlG9Jl" target="_blank" rel="noopener"><em><u>Il Cammino per Santiago</u></em></a>” (“<em>The Way</em>”), di certo ricorderanno tra le toccanti scene finali quelle del <strong>Botafumeiro</strong>. Si tratta di un gigantesco porta incensi di metallo che, tramite un sistema di corde e carrucole, viene fatto oscillare alla velocità di 70 km/h attraverso tutta la navata centrale della Cattedrale di Santiago. La cerimonia assume un significato estremamente simbolico divenendo al contempo un momento tanto spettacolare quanto emotivo. <br />A causa dei lavori di restauro della cattedrale, il Botafumeiro negli ultimi anni, è stato limitato solo alle festività o agli eventi particolari. Ciononostante le testimonianze giunte di recente (maggio 2022) attraverso i pellegrini, indicano che le funzioni hanno ripreso a svolgersi con maggior frequenza. Sembra che il Botafumeiro ad oggi abbia luogo il venerdì e il sabato alle 19.30 e la domenica alle 12.30. Vi sono però spesso variazioni o cancellazioni di tale evento. È quindi opportuno chiedere conferma direttamente al servizio informazioni della Cattedrale per non avere brutte sorprese.<br /><br /><br />16- Una <strong>guida del Cammino di Santiago</strong> tappa per tappa può essere utile, ma non fondamentale. Visto che i libri pesano, sarebbe meglio optare per la versione digitale. In caso contrario comprate pure il cartaceo, ma estrapolate ciò che vi serve davvero senza portarvi l’intero volume. Come? Fatevi qualche fotocopia o fotografate le pagine fondamentali. La miglior guida ad oggi resta sempre la seguente:  <br /><br /><a href="https://amzn.to/3T5nKTO" target="_blank" rel="noopener"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4866 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/9788861896284_0_464_0_75.jpg?resize=166%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="166" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/9788861896284_0_464_0_75.jpg?resize=166%2C300&amp;ssl=1 166w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/9788861896284_0_464_0_75.jpg?w=464&amp;ssl=1 464w" sizes="auto, (max-width: 166px) 100vw, 166px" /></a><br /></span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora12"></a>SITUAZIONE COVID</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’emergenza covid ha certamente alterato alcune abitudini legate alla vita del Cammino. Le maggiori seccature riguardano il divieto di uso delle cucine e la sospensione dei servizi legati alla cena. Alcuni albergues hanno preferito rimanere chiusi, ma la maggior parte restano operativi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le normative indicano che si dovrebbe occupare solo il 50% dei posti letto, e che la mascherina andrebbe indossata sempre. Non tutti rispettano queste regole, in particolare l’obbligo della mascherina che viene seguito negli spazi comuni, ma che diviene insostenibile una volta a letto. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le prenotazioni negli albergues sono sempre state vietate. Ora con le problematiche relative alla pandemia vengono invece accettate, creando un po’ di caos tra chi arriva, chi non arriva, chi deve correre perché ha prenotato, chi non trova posto, ma forse sì… insomma meno chiarezza e tanta confusione in più. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La speranza di tutti ovviamente è che questo divenga presto solo un brutto ricordo del passato.<br /><br /><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTI = Da maggio 2022 non è più in vigore l’obbligo di mascherine all’aperto o al chiuso né in Portogallo né in Spagna.</span></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u><a id="ancora13"></a>CONCLUSIONE</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Cammino di Santiago è molto più di un viaggio. È una finestra sull’anima, un frammento di riflessione e contemporaneamente uno schiaffo interiore che porta a rimettere tutto in discussione. Un’occasione di condivisione durante la quale dimenticare chi si è e riflettere su chi si vuole essere. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">C’è qualcosa di magico che avvolge e accomuna tutti coloro che intraprendono il Cammino e che in qualche modo li legherà per sempre. Un filo invisibile che rende complici e membri attivi di una comunità di illuminati travolti da un sentimento di umanità capace di dare un senso a una vita intera.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4213" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/12/DSC_0263-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /></p>
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Articoli correlati</span><br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/" target="_blank" rel="noopener">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a><br />&#8211; <a class="row-title" href="https://www.vadovetiportailblog.com/cammino-di-santiago-portoghese-2021-senda-litoral-insieme-a-myriam-rachele-kasia-paolo-igor-jonatan-e-jose/" target="_blank" rel="noopener" aria-label="“Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)” (Modifica)">Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. <br /></span></span></strong><br /><br /><br /></p>
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		<title>Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 15:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle difficoltà maggiori per chi si appresta a intraprendete il Cammino di Santiago<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/">Continua a leggere</a></p>
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<p><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una delle difficoltà maggiori per chi si appresta a intraprendete il Cammino di Santiago è rappresentato dalla preparazione dello zaino. Questo fattore, spesso sottovalutato, può fare la differenza tra godersi un’esperienza meravigliosa o affrontare un vero e proprio calvario.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Molte persone mi chiedono sovente quanto debba pesare al massimo lo zaino. In realtà la risposta più corretta è sempre la stessa: “il meno possibile!”. La regola ufficiale che troverete un po’ ovunque sulle guide o sul web indica che non si dovrebbe <strong>mai superare il 10% del proprio peso corporeo</strong>. Per intenderci se pesate ad esempio 70 kg, il vostro zaino non dovrà superare i 7 kg.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sicuramente questa norma è un ottimo punto di partenza, personalmente però credo si possa fare molto meglio. Prima di tutto, è fondamentale rendersi conto che, indipendentemente dal cammino scelto e dal tempo che impiegherete a percorrerlo, ciò di cui avrete davvero bisogno sarà pochissimo. Dimenticate totalmente le abitudini della vita quotidiana. Qui nessuno vi giudicherà per il vostro aspetto estetico, a nessuno importa cosa indossate, se siete pettinati alla moda o truccate adeguatamente. Tutto ciò che è superfluo lungo il Cammino perde di significato. Conta solo l’essenziale, l’essenza delle persone e l’essenza delle cose.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Durante la mia indimenticabile esperienza ho incontrato decine e decine di viaggiatori sofferenti a causa dell’eccessivo peso dei loro zaini. Oltre allo sforzo fisico poi, inevitabilmente, il carico aumenta le possibilità di sviluppare problemi muscolari o vesciche. L’unica soluzione quindi è quella di <strong>portare con sé il minimo indispensabile</strong>. Prima di mettere qualcosa dentro allo zaino, dovete essere certi al 100% che lo userete, e che lo userete spesso, altrimenti via, non serve. Che stiate percorrendo il Cammino Francese o quello Portoghese o qualsiasi altro tra quelli che conducono a Santiago, in caso di necessità potrete sempre fare acquisti nelle località che attraverserete. Non siete in Amazzonia o nel Deserto del Sahara.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sia io che mia moglie, siamo riusciti a partire con soli 4,5 kg a testa. Entriamo quindi nello specifico, e vediamo insieme come realizzare uno zaino così leggero senza dover rinunciare a nulla.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>VARIABILI FONDAMENTALI</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Bisogna chiarire subito che vi sono alcune variabili che influiscono drasticamente sul peso dello zaino.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <span style="text-decoration: underline;">Stagione estiva o invernale</span> = ovviamente gli indumenti adatti alle basse temperature hanno un ingombro e un peso ben maggiore rispetto a quelli estivi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <span style="text-decoration: underline;">Modalità di alloggio</span> = se invece degli albergue, ostelli o hotel, preferite dormire in tenda, sarete costretti a portare con voi tutto il necessario per il campeggio, aumentando così considerevolmente il carico sulle vostre spalle.</span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">In questo articolo affronteremo la realizzazione dello zaino adatto alla stagione estiva, alloggiando in strutture coperte come albergue, ostelli o hotel</span>.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>ZAINO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se siete mochileros come me, e già in passato avete viaggiato zaino in spalla, di certo disponete di uno zaino di circa 75/85 litri. Perfetto, sappiate che non serve. Bastano <strong>40 litri</strong>. Qualcuno addirittura consiglia di partire con un 30 litri, ma onestamente per quella che è stata la mia esperienza personale, credo che il 40 litri sia l’ideale. Le dimensioni dello zaino sono importanti prima di tutto perché lo zaino stesso ha un peso da non sottovalutare e poi perché vi induce a riempirlo più o meno inutilmente.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ricordate inoltre che il limite per non dover imbarcare il vostro bagaglio a bordo dell’aeromobile e proprio quello di 40 litri.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non serve spendere una fortuna, esistono ottimi zaini a prezzi ragionevoli. Fondamentale però, è che lo zaino sia di buona qualità e che vi aiuti a caricare correttamente il peso. Nel mio caso, giusto per farvi un esempio, ho optato per lo zaino <a href="https://www.decathlon.it/p/zaino-trekking-mh500-40-litri/_/R-p-310102?mc=963085" target="_blank" rel="noopener">Quechua MH500</a> della <a href="https://www.decathlon.it/" target="_blank" rel="noopener">Decathlon</a> che, avendo un’anima di sostegno in metallo pesa già di per sé 1.390 g (nella versione taglia L), ma svolge egregiamente il suo compito.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4167" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0550-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>ABBIGLIAMENTO</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Che ci crediate o no, nel comporre lo zaino ho preso una bilancia da cucina e pesando ogni singolo indumento ho scelto cosa portare e cosa no. Moda, colori, estetica, in questo momento scordateveli.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>pantaloncino corto da trekking</u></strong> = tessuto tecnico leggero e resistente.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>pantalone lungo da trekking</u></strong> = con gambe che si staccano a cerniera in modo da fungere anche da pantaloncino corto. In alternativa le donne possono utilizzare anche i <strong><u>leggings</u></strong>, ottimi in quanto comodi e leggeri.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 3 <strong><u>t-shirt in tessuto tecnico</u></strong> = per intenderci quelle economiche che si acquistano alla <a href="https://www.decathlon.it/" target="_blank" rel="noopener">Decathlon</a>. Vanno benissimo sia quelle da trekking che quelle da running.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 paio di <strong><u>scarpe da trekking</u></strong> = comode, traspiranti, possibilmente in goretex per tenere il piede all’asciutto. Alte o basse? Dipende dalle vostre abitudini. Personalmente preferisco quelle basse, specie se non si devono affrontare grandi montagne dove il maggior supporto per le caviglie non è necessario. Le scarpe alte inoltre pesano di più e presentano spesso maggiori punti di contatto con la caviglia e di conseguenze più rischi di sfregamento e quindi di sviluppare vesciche. <br />Importantissimo non partire con scarpe nuove appena comprate, o che vi stiano strette. Sarebbe meglio addirittura indossare mezzo numero in più rispetto al </span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">solito.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>paio di sandali</u></strong> = utili a fine giornata per far respirare il piede. Sebbene ritenuto dalla maggior parte delle persone un indumento capace di assopire improvvisamente qualsiasi desiderio sessuale, garantisce un minimo di stabilità in più rispetto alle semplici infradito. Vi serviranno inoltre per farvi la doccia negli albergues, andare in spiaggia e in caso di necessità (se dotati di una buona suola) come alternativa alle scarpe da trekking.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 3 <strong><u>paia di calzini</u></strong> = professionali, senza cuciture per evitare le vesciche. A molti sembrerà assurdo spendere 25 euro per due paia di calzini, ma si tratta di un investimento che non rimpiangerete. Se avete optato per delle scarpe basse, vanno benissimo quelli corti. Non è necessario acquistare quelli a doppio strato se non li avete mai provati, sebbene infatti migliorino la frizione, aumentano anche sudorazione e soprattutto il volume del piede all’interno della scarpa.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 3 <strong><u>paia di mutande</u></strong> = se siete abituati con i tessuti elastici e sintetici tanto meglio. Personalmente almeno in questo caso non riesco a rinunciare al cotone.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>cappellino</u></strong> = in tessuto tecnico leggero. Evitate quelli di cotone, pesanti e troppo lenti ad asciugarsi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>pashmina</u></strong> = la più leggera che abbiate. Servirà solo per ripararvi dal vento al mattino presto prima che la marcia vi scaldi a sufficienza, o al massimo la sera se siete particolarmente freddolosi.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>costume</u></strong> = il più piccolo e leggero che abbiate. Occasioni per fare il bagno nell’oceano ce ne saranno diverse, quindi è meglio essere preparati ad ogni evenienza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>asciugamano</u></strong> = perfetti i teli in microfibra, leggeri e rapidi ad asciugarsi. Se non siete particolarmente schizzinosi potete eventualmente adoperare lo stesso asciugamano anche per la spiaggia. In caso contrario portate con voi un <u>pareo</u>, leggerissimo e ottimo per sdraiarsi sulla sabbia. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>sacco lenzuolo</u></strong> = fondamentale solo per chi intende alloggiare negli albergues. Ne esistono di diversi materiali, prezzi e soprattutto peso.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Cotone</span> → confortevole, resistente, economico, ma piuttosto pesante.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Seta</span> → confortevole, leggerissimo, ma caro e molto delicato.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Sintetico</span> → leggerissimo, economico, resistente, minuscolo, ma poco confortevole.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Insomma la scelta dipende dalle vostre esigenze. Nel mio caso, consapevole che avrei avuto caldo e quindi mi sarebbe bastato un semplice lenzuolo su cui sdraiarmi, ho optato per quello sintetico della <a href="https://amzn.to/3CCOrFn" target="_blank" rel="noopener">Backpackers’s Journey</a>, incredibilmente piccolo e pesante solo 155 g.</span></p>

<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B07CVCJL93&amp;linkId=5788a1522b4590ef8cbd4ebd8b5bed07" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>k-way</u></strong> = da valutare se individuale o se capace di coprire contemporaneamente sia voi e il vostro zaino. Sebbene la maggior parte degli zaini da trekking siano dotati di una sacca antipioggia incorporata, in caso di forti piogge, l’acqua scivolerebbe lungo il vostro k-way, bagnando inevitabilmente lo schienale dello zaino. Per questo motivo, dovendo mettere in previsione anche eventuali lunghe camminate sotto la pioggia battente, consiglio di dotarsi di un k-way integrale. Anche in questo caso, non comprate il più economico che pesa il triplo rispetto ai più sofisticati. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>pile</u></strong> = capace di tenervi al caldo nonostante la sua leggerezza e compattezza. </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff0000;"><strong><u>CONSIGLI FONDAMENTALI</u>: <br />&#8211; Avrete notato che non ho previsto pigiami o indumenti per dormire. Questo perché dormirete con ciò che andrete a indossare il mattino seguente e che laverete a fine giornata. In questo modo risparmierete inutile peso, e soprattutto sarete già pronti al mattino presto per partire.<br /></strong></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #ff0000;"><strong>&#8211; Se costanti con il lavaggio quotidiano dei vestiti, si potrebbero prevedere anche solo 2 cambi di magliette, mutante e calzini, invece dei 3 da me suggeriti. Spesso però imprevisti e mal tempo possono ostacolarvi. Perciò ritengo più cauto e pratico usufruire dei 3 cambi.<br />&#8211; Qualsiasi sia l&#8217;indumento in questione, prediligete sempre i tessuti tecnici. Al di là del peso, ciò che varia enormemente è il tempo necessario ad asciugare tali capi.</strong> </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>OGGETTI UTILI<br /><br /></u></strong>&#8211; 1 <strong><u>torcia da fronte</u></strong> = utile sia la notte in camerata, sia durante il cammino in caso di oscurità. Non è necessario spendere grandi cifre. Per farvi un esempio, io mi sono trovato benissimo con <a href="https://amzn.to/3CB9GYc" target="_blank" rel="noopener"><u>questo modello</u></a> molto economico.</span></p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=B096B8ZDW4&amp;linkId=802c0dfd2987d7021fe7ff53a31ee4d1" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>spago sintetico</u></strong> = per appendere gli indumenti lavati da un capo all’altro della stanza in mancanza di alternative. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>moschettone</u></strong> = per agganciare le scarpe o eventuali altri oggetti allo zaino. Optate per quelli ultraleggeri, non comprate quelli pesantissimi da scalata. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 2 <strong><u>mollette</u></strong> = per appendere allo zaino indumenti non ancora asciutti come ad esempio i calzini. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>cellulare + carica batteria</u></strong> = sebbene consiglierei di godervi il cammino lasciando il telefono chiuso in una tasca, può rivelarsi molto utile per trovare dove dormire e per utilizzare come gps. Non sono necessari adattatori per le prese di corrente. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211;  <strong><u>posate da campeggio</u></strong> = in realtà vi basterà portare con voi un semplice cucchiaio in plastica da campeggio, utile se acquisterete cibo nei supermercati per i vostri pranzi al sacco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>coltellino</u></strong> = sempre utile, ma non consentito a bordo del vostro aeromobile come bagaglio a mano. Nel mio caso ho optato per acquistarlo direttamente in loco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>guida del Cammino di Santiago</u></strong> = utile, ma non fondamentale. Visto che i libri pesano, sarebbe meglio optare per la versione digitale. In caso contrario comprate pure il cartaceo, ma estrapolate ciò che vi serve davvero senza portarvi l’intero volume. Come? Fatevi qualche fotocopia o fotografate le pagine fondamentali. Pur con tutti i suoi limiti, la miglior guida ad oggi resta sempre la seguente:</span></p>
<p><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8861894526&amp;linkId=a927b45669384200112ba5613cedc115" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8861895433&amp;linkId=e53e3a39e1c3f4cf96ffc7061e616908" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8861896146&amp;linkId=f283180471fe0c91c8fd57d6d25aaea7" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><iframe style="width: 120px; height: 240px;" src="//rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?lt1=_blank&amp;bc1=000000&amp;IS2=1&amp;bg1=FFFFFF&amp;fc1=000000&amp;lc1=0000FF&amp;t=vadovetipor0d-21&amp;language=it_IT&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as4&amp;m=amazon&amp;f=ifr&amp;ref=as_ss_li_til&amp;asins=8861894518&amp;linkId=868e3599d93f62cc2b3603307dff0f02" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <strong><u>tappi per le orecchie</u></strong> = estremamente utili se dormite in camerata.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>borraccia</u></strong> = scegliete sempre la più leggera. Le possibilità di ristoro sono sempre tante, quindi opterei per la capienza di 700 ml o al massimo di 1 litro. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>portafoglio </u></strong>di stoffa = più leggero dei classici in pelle. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>marsupio o mini zainetto</u></strong> = utile per portare con voi documenti e oggetti di valore una volta abbandonato lo zaino.<strong><u><br /><br /><br /><br />FARMACI E IGIENE PERSONALE<br /><br /></u></strong>&#8211; 1 <strong><u>piccolo beauty</u></strong> = con solo ciò che è strettamente necessario. Spazzolino, dentifricio, deodorante, pinzetta, forbicina taglia unghie, cotton fioc, fazzoletti, piccolo rasoio elettrico, assorbenti e un piccolo shampoo. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>sapone di marsiglia</u></strong> = con il quale laverete sia voi stessi che i vostri indumenti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 <strong><u>crema solare</u></strong> = nella confezione più piccola possibile. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 confezione di <strong><u>cerotti per vesciche</u></strong> = utili da avere a portata di mano sebbene facilmente reperibili in qualsiasi farmacia lungo il Cammino. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 piccolo <strong><u>spray disinfettante</u></strong> e 1 <strong><u>ago sterile per siringa</u></strong> = acquistabili anche questi in caso di necessità in qualsiasi farmacia lungo il Cammino. Ovunque leggerete di portare con voi un ago da cucito e un filo per bucare eventuali vesciche e asciugarle facendo passare un filo di cotone al suo interno. Niente di più sbagliato. Il filo non è sterile, quindi il rischio è quello di infettare voi stessi le vesciche. Prima di intervenire disinfettate bene la zona e con la punta di una siringa sterile bucate la vescica facendo uscire il liquido. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 tubetto di <strong><u>vaselina</u></strong> bianca = da spalmare sui piedi mattina e sera per affievolire l’attrito con le scarpe e ammorbidire i piedi. Ottimo metodo per prevenire la comparsa di vesciche. Più densa è la vaselina, più efficace si rivela il risultato. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; 1 flaconcino di <strong><u>gel disinfettante</u></strong> per le mani = sempre utile in qualsiasi situazione.<br /><br />&#8211; <span style="text-decoration: underline;"><strong>brufen</strong></span> e <span style="text-decoration: underline;"><strong>tachipirina</strong></span> = il primo utile per qualsiasi tipo di dolore, mentre il secondo in caso di febbre. Più che sufficiente considerando che troverete farmacie praticamente ovunque.</span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Quanto indicato in questo articolo è più che sufficiente per affrontare al meglio questa esperienza straordinaria. Non mi resta quindi che augurare a tutti “<em>BUEN CAMINO!</em>”.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4168" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/11/DSC_0556-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;">Articoli correlati</span><br /></span></strong><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">&#8211; <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/il-cammino-di-santiago-portoghese-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener">Il Cammino di Santiago Portoghese (guida completa)</a><br />&#8211; <a class="row-title" href="https://www.vadovetiportailblog.com/cammino-di-santiago-portoghese-2021-senda-litoral-insieme-a-myriam-rachele-kasia-paolo-igor-jonatan-e-jose/" target="_blank" rel="noopener" aria-label="“Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)” (Modifica)">Cammino di Santiago Portoghese 2021 – Senda Litoral – (insieme a Myriam, Rachele, Kasia, Paolo, Igor, Jonatan e Josè)</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p><p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/come-preparare-uno-zaino-di-soli-45-kg-per-il-cammino-di-santiago/">Come preparare uno zaino di soli 4,5 kg per il Cammino di Santiago</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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		<title>Nepal 2019 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2021 11:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni   Itinerario: Kathmandu – Pokhara – Sarangkot – Chitwan National Park –<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal-2019-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal-2019-insieme-a-myriam/">Nepal 2019 (insieme a Myriam)</a> proviene da <a href="https://www.vadovetiportailblog.com">Va&#039; dove ti porta il blog</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Durata: 16 giorni  <br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Itinerario: Kathmandu – Pokhara – Sarangkot – Chitwan National Park – Patan – Bhaktapur – Sanga – Nagarkot – Pashupatinath – Doha (QATAR)  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Periodo: aprile  </span></strong><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il 2018 si rivela un anno particolarmente impegnativo, ricco però di grandi soddisfazioni. Realizziamo infatti uno dei nostri sogni, quello di acquistare un terreno lontano dalla città e costruirci una casa in bioedilizia. Avete presente quando dicono che costruire una casa da zero è meraviglioso, ma contemporaneamente l’impresa più stressante della vita? Ecco, non è un modo di dire, è proprio così. Tempo libero e finanze sono ridotte all’osso. Per questo motivo l’annata scorre via velocemente permettendoci di concederci a mala pena un piccolo viaggetto in Lapponia che si rivelerà però uno dei più sorprendenti delle nostre vite (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/tromso/" target="_blank" rel="noopener">Tromso – a caccia dell’aurora boreale senza spendere una fortuna</a>).</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Terminati i lavori ed entrati nella nuova casa giunge finalmente il momento di ricominciare a sognare e quindi a viaggiare. Riprendiamo così a esplorare l’Asia, facendo rotta verso un paese unico, capace nel bene e nel male, di stravolgere completamente il visitatore. Si parte per il <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>!</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sin dagli anni ’60 Kathmandu ha richiamato a sé avventurieri e hippie da ogni parte del mondo, affascinati in parte dal melting pot culturale, in parte da quel senso di spiritualità impregnato nei gesti della vita quotidiana nepalese. Oggigiorno la maggior parte dei visitatori è composta da escursionisti e amanti della montagna. Il Nepal è infatti il paradiso del trekking, specialmente per coloro che dispongono di molto tempo e possono così spingersi sino alle zone più remote e selvagge.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante le dimensioni del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a> non siano così vaste, visitare in un unico viaggio i centri urbani, i parchi naturali e cimentarsi nel trekking su alcune delle cime più alte del pianeta appare estremamente difficile. Dovendo scegliere abbiamo così deciso di rimandare le spedizioni, lunghe settimane di cammino, a un viaggio successivo, senza però tralasciare escursioni in giornata immersi nella natura. L’obbiettivo come sempre è quello di entrare in contatto il più possibile con la popolazione locale per conoscere a fondo la cultura nepalese.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Da questa esperienza nascerà una piccola guida (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal – guida completa</a>) nella quale ho raccolto tutte le informazioni utili necessarie e tutte quelle sensazioni che hanno pervaso mente e spirito durante la mia visita. In questo articolo quindi mi limiterò a un breve resoconto del nostro itinerario, rimandando alla lettura della guida tutti coloro che sono in procinto di organizzare un viaggio in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1329" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-1-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo impatto con <strong>Kathmandu</strong> risulta a dir poco frastornante. Smog, clacson, veicoli di ogni genere, orde di persone ovunque. Insomma, un caos totale. Con il passare delle ore però, è come se la città inglobasse anche noi, mostrandoci anche il suo lato più profondo e nascosto. La capitale nepalese è un connubio tra amore e odio, fascino e disprezzo. Un turbinio di emozioni contrastanti da far girare la testa.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci immergiamo nel fiume umano lungo il dedalo di stradine che attraversano la città vecchia, fino alla celebre <em>Durbar Square</em>. Il sisma del 2015 ha purtroppo causato notevoli danni e molti dei templi sono ancora ridotti in macerie. È domenica e la piazza gremita sembra essere il principale punto di ritrovo della comunità. Intere famiglie e gruppi di amici d’ogni età, chiaccherano, ridono, mangiano o semplicemente osservano la folla, dalle gradinate o dalla cima dei vari templi. <strong>Trovo affascinante e in netto contrasto con la nostra concezione di salvaguardia storica, questo loro modo di inglobare l’antico alla vita quotidiana. Si crea così una specie di continuità e di intima relazione tra passato e presente capace di dare nuova linfa alla staticità di un mondo ormai scomparso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1315" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Durbar-Square-Kathmandu-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tra i pochi palazzi rimasti miracolosamente in piedi vi è il <em>Kumari Bahal</em>, che merita di essere visitato per la bellezza del cortile interno caratterizzato da colonne e balconi in legno intarsiato. Questa è anche la residenza della <em>kumari</em>, una bambina considerata la reincarnazione della dea della città. Vive in uno stato di quasi segregazione fino all’arrivo della pubertà, quando, secondo la tradizione, con l’arrivo delle prime mestruazioni, tornerà a essere un comune essere umano. Si mostra raramente, di solito si affaccia al balcone al mattino per pochi istanti. È severamente proibito fotografarla, e bisogna inchinarsi al suo cospetto. A me tutta la situazione ha lasciato particolarmente perplesso, vista soprattutto la tenera età della bambina. Mi è difficile non guardare a tutto ciò con occhio critico, senza pensare ai diritti di chi subisce passivamente una situazione a dir poco particolare. È anche giusto cercare di non giudicare culture diverse mantenendo la mente più aperta possibile. Confesso però che, a me, la vista della <em>kumari</em> ha suscitato un velo di tristezza. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Continuiamo a esplorare i vicoli di Kathmandu. Piccoli stupa, altari, candele e offerte d’ogni genere rivolte alle divinità. Tutto questo si alterna continuamente alla frenesia della vita moderna, tra botteghe, mercati, automobili e cavi elettrici che, come una fitta ragnatela, si diramano sopra le nostre teste lungo le zone maggiormente urbanizzate.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Alloggiamo nel quartiere di <em>Thamel</em> considerata da sempre zona di backpakers e hippie. Qui sorgono anche alcuni tra i migliori ristoranti e hotel a disposizione. Le sue viuzze sono costituite da un’infinita serie di negozi che vanno dall’artigianato ai classici souvenir, fino ad arrivare all’attrezzatura da trekking.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera scoviamo un ristorantino tradizionale di cui diverremo totalmente dipendenti, sperimentando così le varie specialità locali. La cucina nepalese risente fortemente delle influenze newari e indiane, e a noi che amiamo le spezie e i cibi piccanti, è piaciuta tantissimo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani saliamo la lunga scalinata che conduce allo <em>Swayambhunath</em>, conosciuto anche come il <em>Tempio delle Scimmie</em> per via appunto delle numerose scimmie che popolano il sito. Giunti in cima alla collina ci troviamo immersi in un emozionante complesso religioso, tra ruote di preghiere, mantra, bandiere colorate accarezzate dal vento e sadhu, i celebri asceti nepalesi. Osservo a lungo i fedeli che girano in senso orario attorno allo stupa centrale facendo girare le ruote di preghiera. L’aria è impregnata dall’inebriante profumo di incenso. Attorno a noi riecheggiano parole tanto ammalianti quanto incomprensibili, a volte recitate ad alta voce, altre volte appena sussurrate. Affascinato e coinvolto dal senso di spiritualità, mi unisco a loro. Potrei restare qui anche tutto il giorno senza nemmeno accorgermi del tempo che scorre.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La zona circostante al tempio è ricca di localini e ristoranti caratteristici che, pur affacciandosi sulle trafficate vie urbane, nascondono all’interno cortili e giardini del tutto inaspettati. Sembra quasi di oltrepassare una porta magica, dove il frastuono e il caos non possono entrare. Dopo aver quindi rinfrancato lo spirito, soddisfiamo anche lo stomaco avvolti da pace e beatitudine.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1317" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1170%2C1760&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1760" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?w=1702&amp;ssl=1 1702w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=681%2C1024&amp;ssl=1 681w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=768%2C1155&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1021%2C1536&amp;ssl=1 1021w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=1362%2C2048&amp;ssl=1 1362w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=520%2C782&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Sadhu-scaled.jpg?resize=740%2C1113&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciata Katmandu, ci dirigiamo verso nord-ovest fino a <strong>Pokhara</strong>, un villaggio in netta contrapposizione con la capitale nepalese. La vita infatti, qui scorre lentamente. Numerosi chioschi dove rilassarsi sorseggiando una birra fresca, sono disposti in fila sulle rive del lago. Colorate e pittoresche imbarcazioni a remi, amache e sfondi montuosi altamente suggestivi, completano il quadro di una delle mete più hippie del <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/nepal/" target="_blank" rel="noopener">Nepal</a>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4406" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=2048%2C1366&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/17-Pokhara-NEPAL-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci svegliamo quando ancora l’oscurità avvolge ogni cosa, mentre l’aria fredda e pungente di montagna ha sostituito quella densa e afosa della città. Saliamo di quota fino al villaggio di <strong>Sarangkot</strong> per poter godere della vista dell’<em>Annapurna</em> e di un lungo tratto della catena himalayana al sorgere del sole. Lo spettacolo lascia senza fiato.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dedichiamo poi l’intera giornata al trekking, ma la fortuna questa volta non è dalla nostra parte. Il cielo molto nuvoloso ci impedisce di godere dei diversi punti panoramici lungo il cammino. Ciononostante il percorso si rivela piacevole e interessante, soprattutto quando si attraversano piccolissime comunità dislocate tra le montagne.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1323" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1170%2C778&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="778" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1024%2C681&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=1536%2C1021&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=2048%2C1362&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=520%2C346&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?resize=740%2C492&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Phokara-trekkin-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Altro stravolgimento di scenario e siamo al <strong>Chitwan National Park</strong>. Questa riserva naturale situata a pochissimi chilometri dal confine con l’India è considerata una delle migliori di tutta l’Asia. A contribuire a questo riconoscimento oltre al fascino selvaggio del parco, è sicuramente anche la quantità e varietà delle specie animali presenti. Qui è infatti possibile avvistare senza grandi difficoltà rinoceronti, ippopotami, cervi, scimmie, svariate tipologie di uccelli, coccodrilli, bisonti (gaur) e, se si è particolarmente fortunati anche elefanti, ghepardi, orsi e soprattutto la magnifica tigre del Bengala, animale simbolo del parco, sebbene gli avvistamenti siano assai sporadici.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1314" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Chitwan-National-Park-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giungiamo al villaggio di <strong>Sauraha</strong> dopo pranzo, da qui si entra nella riserva. Ormai è tardi per addentrarci nel parco come vorremmo. Ne approfittiamo per conoscere e valutare le varie agenzie e i tipi di escursioni possibili. Dopo aver escluso a priori il giro a dorso di elefante che rappresenta un autentico maltrattamento nei confronti di questi animali, eliminiamo anche l’opzione a piedi, in quanto permette di conoscere una minima parte del parco. Optiamo così per il veicolo 4&#215;4.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Scopriamo che le classiche escursioni partono nel primo pomeriggio e durano circa 3-4 ore, ma i mezzi vengono riempiti il più possibile, compromettendo ovviamente il fascino dell’esperienza. Come di consueto scoviamo uno stratagemma geniale. Esistono anche le escursioni private che partono al mattino presto, durano tutto il giorno e permettono di godere del parco in totale solitudine. Ovviamente è molto più caro, ma mentre vaghiamo per le polverose strade di Sauraha incontriamo <strong>Lis </strong>e<strong> Geert</strong>, una coppia di olandesi carinissima. Anche loro cercano un modo per visitare il parco. Decidiamo così di dividere la spesa del tour privato e di goderci al meglio la giornata. Un’esperienza indimenticabile, resa tale non solo dalla quantità e varietà di animali incontrati, ma anche dalla bellezza prorompente dei paesaggi che caratterizzano questa giungla incontaminata. Quando al pomeriggio torniamo indietro e incrociamo i tradizionali gruppi ammassati sui sedili che sgomitano per fare una foto, ci accorgiamo di quanto la nostra idea sia stata decisamente azzeccata.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4524" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/18-E-tanti-altri...-foto-25-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Mi sveglio nel cuore della notte, disturbato da una luce intermittente. Dalle ampie vetrate della nostra abitazione affacciata sul fiume che delimita l’ingresso alla riserva, osservo il cielo notturno illuminato da una vera e propria pioggia di fulmini come non avevo mai visto in tutta la mia vita. Lo scenario è tanto magnifico quanto inquietante. Il vento soffia fortissimo e crea dei piccoli uragani ben visibili. Quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte alla devastante forza della natura. Fortunatamente tutto si concluderà con danni al villaggio piuttosto lievi, almeno rispetto alle premesse iniziali.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Torniamo in direzione della capitale fermandoci a <strong>Patan</strong>, altra città medievale che proprio come Katmandu e Bhaktapur racchiude il cuore pulsante nella splendida <em>Durbar Square</em>. Impossibile non fare confronti tra le tre, contemporaneamente così simili e così diverse. La <em>Durbar Square</em> di Patan è forse la più pittoresca per il suo impatto visivo. Il fascino dei suoi templi poi è indiscutibile. Ciò che la rende unica però è la possibilità di visitare non solo gli splendidi cortili interni, ma anche il palazzo principale fino ai piani superiori. Le vie limitrofe alla piazza poi sono un susseguirsi continuo di negozietti e ristoranti molto interessanti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1310" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Patan-Nepal-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">All’interno di uno dei cortili un gruppo di uomini mi chie di poter fare una foto insieme a me. Naturalmente acconsento pur non comprendendone il motivo. A turno tutta la comitiva desidera fotografarsi in mia compagnia. Eventi di questo genere ci erano già accaduti in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2015-insieme-a-myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myanmar</a>, ma questa volta le persone sono interessate solo a me e non a <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener">Myriam</a>.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È la volta di <strong>Bhaktapur</strong>. Probabilmente la meglio conservata e di certo quella dall’atmosfera più placida e rilassata. I suoi vicoli pullulano di artigiani tra stoffe, gioielli, oggetti in legno e vasellame esposto ad asciugare al sole. Personalmente è una delle città che ho amato di più durante questo viaggio. La sera quando la maggior parte dei turisti scompare, Bhaktapur sa offrire il suo volto più autentico e accogliente verso coloro che, come noi, trascorrono qui la notte. Passeggiamo tra le tipiche costruzioni dai mattoni rossi, templi, altari, statue, fontane. Ovunque si posi lo sguardo trova pura bellezza. Quando però cala l’oscurità e le strade si svuotano completamente, purtroppo si rivela necessario chiudersi nei propri alloggi. Il considerevole numero di cani randagi infatti si raggruppa in branchi divenendo pericolosi. Per delle persone come noi, estremamente sensibili nei confronti degli animali, vedere così tanti cani lasciati a sé stessi fa davvero male. Affronteremo questo argomento e molti altri inerenti alle piaghe che affliggono questo paese insieme ai proprietari della struttura dove passeremo la notte, il <em>Cafe Beyond &amp; Guesthouse</em>. Due persone davvero meravigliose, lui nepalese e lei coreana, che devolgono praticamente la totalità degli introiti di questa struttura a progetti di sostegno per l’infanzia in particolare in ambito scolastico. Grazie a loro, qui ci siamo sentiti davvero a casa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1330" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Katmandu-Nepal-statua-2-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritroviamo anche Lis e Geert, che non sapendo dove andare a dormire, sotto nostro consiglio si fermano nella nostra struttura. Un’occasione per poter stare insieme e conoscerci meglio.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Assaggiamo il celebre <em>juju dhau</em>, uno yogurt davvero squisito di produzione locale talmente buono da creare dipendenza.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con i mezzi pubblici raggiungiamo facilmente il vicino villaggio di <strong>Sanga</strong>, dove sorge la <em>Kailashnath Mahadev</em>, una spettacolare statua di Shiva alta 43,5 metri. Naturalmente il sito è un luogo di culto induista e i gruppi di indiani arrivano numerosi.  </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come spesso accade durante le mie avventure, parlando con gli abitanti del luogo e con gli altri viaggiatori si scoprono sempre destinazioni affascinanti e inaspettate. <strong>Nagarkot</strong> è infatti un fuori programma, suggeritoci caldamente da un commerciante nepalese. Questo villaggio si erge lungo un crinale e offre una delle più ampie vedute possibili sull’Himalaya. Alloggeremo all’<em>Hotel Mystic</em> <em>Mountain</em> che si trova in una posizione straordinaria da un punto di vista paesaggistico. La fortuna non ci assisterà molto però, permettendoci di godere della meravigliosa vista per pochi momenti, data l’eccesiva presenza di nubi all’orizzonte.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rientriamo a <strong>Kathmandu</strong> e dedichiamo gli ultimi due giorni a ciò che avevamo tralasciato. Visitiamo il <em>Boudhanath</em>, uno dei centri religiosi più grandi di tutta l’<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/category/asia/" target="_blank" rel="noopener">Asia</a> e punto di riferimento per il buddhismo tibetano. La moltitudine di visitatori, i negozi attorno allo stupa, la musica e il caos cittadino rendono di certo l’esperienza meno affascinante di quanto ci si potesse aspettare, ma la struttura colpisce davvero per le sue dimensioni. L’impatto visivo è forte, ma il profondo senso di spiritualità che avevamo percepito nel <em>Swayambhunath</em>, qui è decisamente assente. La sensazione è quella che i pellegrini si rechino allo <em>Swayambhunath</em> per pregare, mentre allo <em>Boudhanath</em> per farsi una foto ricordo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1303" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Nepal" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/01-Principale-Articolo-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’esperienza più toccante e introspettiva di tutto il viaggio sarà però <em>Pashupatinath</em>, il più importante tempio hindu del paese. Il complesso religioso sorge sulle sponde del fiume sacro Bagmati a cui i fedeli affidano le ceneri dei propri cari che vengono cremati nei ghat appositamente predisposti sulla riva. Il rituale è lo stesso che avviene nella più celebre Varanasi sulle sponde del Gange. L’intensità emotiva del luogo è palpabile. Non vogliamo in nessun modo essere irrispettosi e comportarci come molti turisti che si fanno largo tra i parenti dei defunti per scattare qualche foto da vicino. Così ci sediamo sulla riva opposta e osserviamo rapiti la coinvolgente cerimonia funebre. Vi sono atti e gesti ben precisi da compiere che lasciano senza fiato l’osservatore, in parte per la sacralità del momento, in parte perché si tratta di una cultura totalmente diversa e lontana dalla nostra. Il dolore però è una componente comune a tutti noi, al di là di razza, sesso o religione.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1322" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2020/03/Pashupatinath-Nepal-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come già accaduto a Patan e in altre cittadine, le persone continuano a chiedermi di fare foto insieme. Finalmente riesco a ottenere qualche spiegazione in merito da due giovani ragazzi. Mi dicono che si tratta della mia barba. I nepalesi solitamente non la portano, o comunque non in questo modo. Le loro guance sono sempre rasate, ma le mode stanno cambiando e il mio taglio (assolutamente normale) è quello attualmente di tendenza.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><br />Il nostro viaggio giunge al termine. Mentre stiamo uscendo dal nostro albergo per recarci in aeroporto, il personale della reception ci ferma e ci mette al collo una pashmina come dono d’addio. Un’usanza del luogo, un piccolo gesto che però riempie i nostri cuori.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le emozioni però non sono ancora finite. Il nostro volo farà scalo a <strong>Doha</strong> in Qatar, e invece di attendere una decina di ore in aeroporto, abbiamo deciso di uscire a conoscere la città. Purtroppo però avremo la possibilità di trascorrere fuori solo la serata. La nostra sarà quindi appena una rapida occhiata. Onestamente quel poco che ho visto non mi ha entusiasmato. Tutto mi è apparso finto, irreale, quasi mi trovassi all’interno di un parco divertimenti. Ciononostante i grattacieli illuminati che fanno da sfondo alle imbarcazioni tradizionali, compongono un inconsueto e affascinante sposalizio tra passato e presente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4525" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/Doha-Qatar-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Nepal si è rivelato in parte diverso da quelle che erano le mie aspettative.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In termini positivi, ero a conoscenza della gentilezza del popolo nepalese, ma non me lo credevo potesse essere così tanto aperto e accogliente.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Temevo inoltre che avrei patito molto di più il caos delle zone urbane che spesso si rivela insopportabile nelle città asiatiche, ma così non è stato. Poco alla volta si entra quasi a far parte di un vortice che invece di disturbare diviene quasi consapevolezza di umanità.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Infine non ritenevo fosse possibile vivere un safari nella giungla in Nepal, un paese che nel mio immaginario era sinonimo solo di trekking e cime innevate.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">In termini negativi invece, non mi aspettavo un livello di inquinamento così alto. Fiumi che scorrono senza nemmeno poterne intravedere la superficie, tanta è la quantità di immondizia che vi galleggia.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paese è poi afflitto da una serie di gravi problematiche sociali, economiche e culturali. Si va dalla suddivisione in caste al randagismo canino, dal marginale ruolo della donna all’analfabetismo.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Insomma, un viaggio in Nepal lascia un segno indelebile, sotto tutti i punti di vista, un segno che col tempo invita a fare ritorno per mille motivi e per contemporaneamente per nessuno.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4529" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/05/Noi-a-Pokhara-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span><br /><br /><br /></p>
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		<title>Europa Centrale 2017 (insieme a Myriam e Isotta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 19:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 16 giorni  Paesi percorsi: Germania – Polonia – Slovacchia – Austria   Itinerario: Monaco di<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/europa-centrale-2017-insieme-a-myriam-e-isotta/">Continua a leggere</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 16 giorni  <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Paesi percorsi</u>: Germania – Polonia – Slovacchia – Austria   <br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Monaco di Baviera – Norimberga – Dresda – Kromlauer Park – Breslavia – Danzica – Varsavia – Cracovia – Auschwitz – Bratislava – Graz   <br /><u><br />Periodo</u>: ottobre   </span></strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-527" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Kromlauer Park - Germania - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-9.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Dopo una breve fuga alla scoperta delle bellezze nostrane tra Napoli, Sorrento e la Costiera Amalfitana, giunge il momento di sperimentare una nuova tipologia di viaggio. O meglio, il viaggiare in compagnia del nuovo membro della famiglia. Nel novembre del 2016 infatti abbiamo adottato <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a>, una meravigliosa cagnolona di 10 mesi che aveva assoluta urgenza di trovare una famiglia. Inutile dire che il suo arrivo ha stravolto completamente le nostre vite e le nostre abitudini, donandoci però un amore puro e incondizionato meritevole d’ogni genere di sacrificio. Nelle nostre ultime avventure statunitensi e marocchine, ovviamente avevamo dovuto lasciarla a casa con i nonni, ma questa volta vogliamo sperimentare un viaggio <em>on the road</em> insieme a lei. Fortunatamente <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> non soffre l’automobile, anzi, si siede dietro e osserva curiosa il mondo che scorre fuori dal finestrino. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Partiremo quindi direttamente da casa e dedicheremo la maggior parte delle nostre attenzioni alla <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener"><u>Polonia</u></a>, un paese che troppo spesso non riceve le attenzioni che merita.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Naturalmente i nostri timori sono legati principalmente agli aspetti prettamente organizzativi di un viaggio con un cane di grosse dimensioni a seguito. Bisognerà anteporre sempre le sue esigenze. Trovare soluzioni adeguate per poter comunque visitare i musei e individuare le strutture alberghiere che accettano anche la nostra Isotta. In alcuni paesi infatti la faccenda è piuttosto semplice, in altri un po’ meno. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima tappa <strong>Monaco di Baviera</strong> dove la sera, dopo un bel giro per la città, ci mischiamo ai tedeschi in una delle tante locande tradizionali, dove la birra scorre a fiumi. Devo ammettere però che Monaco non mi ha colpito particolarmente, né per la sua bellezza, né per la sua popolazione che appare piuttosto fredda e poco accogliente nei confronti degli stranieri. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo così fino a <strong>Norimberga</strong>. Caratterizzata da una pittoresca architettura medievale, regala affascinanti scorci tra statue d’arte moderna e bellissimi ponti di legno che attraversano il fiume <em>Pegnitz</em>. L’atmosfera è piacevole e anche <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> sembra apprezzare le ampie vie pedonali cittadine.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4498" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0112-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ultima destinazione in territorio tedesco è la barocca <strong>Dresda</strong>, che si rivela una vera sorpresa. Non ne avevo mai sentito parlare da un punto di vista turistico, e invece Dresda è talmente bella che anche da sola meriterebbe un viaggio sino a qui.  Un intenso fervore culturale sottolineato da numerosi musei, gallerie d’arte, teatri e persino da un piccolo quartiere dedicato a designer e artisti. Il luogo più spettacolare però rimane il gigantesco <em>Grande Giardino</em>, che davvero non ha nulla da invidiare ai più celebri parchi europei. Ovviamente <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> ne approfitta per scatenarsi un po’ facendo anche amicizia con gli altri cani che corrono liberi e felici lungo queste immense distese. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di lasciare la Germania però c’è un luogo quasi sconosciuto, situato a soli 3 km di distanza dal confine polacco, che attendo di visitare da anni. Sto parlando del <strong>Kromlauer Park</strong> e del suo <em>Rakotzbr</em><em>ücke</em>, conosciuto anche come il <em>Ponte del Diavolo</em>. La giornata è soleggiata e l’autunno decora le foglie degli alberi incendiandone i colori e accogliendoci con un crepitante tappeto rossastro che ravviva lo sfondo. È mattina presto e non c’è anima viva oltre a noi. Giungiamo facilmente sulle rive del laghetto dove si erge il ponte da me tanto agognato. Sgancio Isotta dal guinzaglio e neanche il tempo di aprire bocca che sta già correndo verso l’acqua come se fosse scattato il via a una gara di velocità canina. Il fango sulla riva però è così denso che le sue zampe affondano all’improvviso bloccandone l’avanzata e la costringono a tornare indietro imbrattata fino alla pancia. Sporchissima, ma felice. Il <em>Ponte del Diavolo</em> è un meraviglioso ponte di pietra risalente al XIX sec, che indipendentemente dal punto di osservazione, riflettendosi sull’acqua crea sempre un incredibile cerchio perfetto. Proprio questa caratteristica ha suscitato l’immaginazione popolare creando leggende che hanno dato vita a questo soprannome.<br /><br /></span><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-526" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Kromlauer Park - Germania - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/06-Kromlauer-Park-1-b.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Varchiamo il confine polacco senza quasi nemmeno accorgercene e ci dirigiamo verso <strong>Breslavia</strong>. Pochi istanti bastano per renderci conto che tutto è cambiato. Le persone per strada ci fermano in continuazione per poter accarezzare <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> che, quando si tratta di coccole, non si tira mai indietro. Contrariamente poi a quanto mi aspettassi da un paese con una storia travagliata come la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>, tutti appaiono sorridenti, pronti al dialogo e straordinariamente gentili. Pur essendo il quarto centro urbano per dimensioni del paese, Breslavia offre la tipica atmosfera rilassata della provincia. Non mancano poi i raffinati palazzi color pastello che caratterizzano quasi tutti i centri storici delle città polacche. Degna di nota la sorprendente installazione artistica chiamata “<em>Passage</em>”, composta da sette pedoni che vengono inghiottiti dal marciapiede per poi riemergere dall’altro lato della strada. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo rotta verso i mari del nord fino a <strong>Danzica</strong>, probabilmente la città più romantica e affasciante di tutta la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>. Passeggiamo tra corsi d’acqua e pittoresche vie pedonali circondate dai tipici palazzi colorati. La quiete che pervade ogni cosa è rigenerante e riesce persino a farci dimenticare il freddo vento che soffia implacabile. La sera le temperature scendono drasticamente, ma noi rientriamo presto in hotel, in parte per la stanchezza, in parte perché i polacchi cenano prestissimo, basti pensare che i ristoranti chiudono alle 18:30.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-504" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="Danzica - Polonia - 2017" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/02-Danzica-11-e1515932123823.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Cominciamo a tornare indietro, scendendo fino a <strong>Varsavia</strong>. Osservando la capitale è incredibile pensare che appena a metà del secolo scorso la città non era altro che un cumulo di macerie. Varsavia è stata infatti completamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale. Oggi rappresenta il contrasto tra passato e futuro, da una parte il quartiere storico riedificato, dall’altra la parte moderna tra luccicanti grattacieli e locali alla moda. Nonostante l’incessante sviluppo, Varsavia vanta numerosi spazi verdi che rendono più piacevole il contesto urbano.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Tappa seguente la meta più rappresentativa del paese in termini di cultura, punti di interesse e testimonianze storiche. A <strong>Cracovia</strong> infatti è davvero difficile annoiarsi.  Fortunatamente troviamo un appartamento dotato di garage, dato che i parcheggi sono pochi e molto costosi. Lasciamo <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> a sonnecchiare sul divano e ne approfittiamo per visitare le sbalorditive <em>miniere di sale di Wieliczka</em>. Un vero labirinto composto da 300 km di gallerie distribuite su 9 livelli, il più profondo dei quali raggiunge i 327 m. Fortunatamente i cunicoli sono ampi e ben arieggiati in modo da non percepire mai una sensazione di claustrofobia. Si scende a piedi attraverso un’interminabile scala di legno che sembra non finire mai. Da lì inizia il tour rigorosamente guidato che percorre circa 2 km culminando nella splendida <em>Cappella di Santa Cunegonda</em>.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-514" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Cracovia - Polonia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/04-Cracovia-2.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br />Questa chiesa sotterranea è stata interamente scavata nel sale, così come qualsiasi elemento presente al suo interno, dall’altare alle numerose statue che la ornano. Un luogo che lascia senza parole. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Visitiamo poi il <em>Museo d’Arte Contemporanea</em> e la <em>Fabbrica di Schindler</em> che merita per le ricostruzioni storiche e per l’impatto visivo di alcune stanze. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Con <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> poi ricorriamo in lungo e in largo la città, dal quartiere ebraico di <em>Kazimierz</em> alla maestosa piazza <em>Rynek G</em><em>łòwny</em> che diviene magica al calar del sole quando si accendono i palazzi circostanti e le candele poste a terra. Ovunque poi si incontrano istallazioni artistiche dense di significato disseminate lungo le strade cittadine. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non lontano da Cracovia sorge il tristemente noto campo di sterminio di <strong>Auschwitz</strong>. Per evitare il sovraffollamento che risulterebbe poco rispettoso, gli ingressi anche se gratuiti, vengono regolati drasticamente. I pochi biglietti disponibili online sono esauriti da giorni. Non ci resta quindi che presentarci al mattino presto prima dell’apertura e metterci in coda per primi. Troviamo così un hotel proprio di fronte al campo. La sera tardi, mentre <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> dorme già, porto fuori <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> e mi accorgo che in giro non c’è anima viva. È notte fonda e, avvolto da un assordante silenzio, mi ritrovo solo davanti ai cancelli di Auschwitz, mentre un brivido scende giù lungo la schiena. Non si tratta di paura, ma di dolore. Il preludio a ciò che vedremo con i nostri occhi il giorno seguente.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-530" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Auschwitz - Polonia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/05-Auschwitz-28.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ovviamente ai cani è vietato l’ingresso. Fortunatamente il personale dell’hotel è carinissimo e ci permette di lasciare <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> in stanza per qualche ora senza alcun problema. Visitiamo così sia Auschwitz che Birkenau, situati a soli 2,4 km di distanza l’uno dall’altro e ben collegati da una navetta gratuita. Il primo è senza dubbio più completo e istruttivo, il secondo però permette di comprendere fino in fondo le proporzioni in termini di dimensioni e di numeri dell’olocausto. Sarò onesto, la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau è un’esperienza molto forte, che mette a dura prova le persone particolarmente sensibili come il sottoscritto. Per me è stata una vera sofferenza, un susseguirsi di rabbia, orrore e dolore che si alternano lasciando nella mente una sola domanda: “Perchè?”. Le lacrime offuscano la vista e alcune stanze lasciano impietriti e impotenti. Tra queste, la montagna di capelli delle vittime e il cumulo di scarpette da bambino. Un’esperienza dura, ma doverosa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4499" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0686-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciata la <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a>, cogliamo l’occasione per conoscere <strong>Bratislava</strong>. La capitale slovacca è uno di quei luoghi da cui si fatica a ripartire. Il dedalo di stradine pedonali che compongono il quartiere storico rappresenta una gioia per gli occhi e per lo spirito. Tutto appare pulito e ordinato. La quiete viene interrotta solo la sera quando inizia la movida notturna. I giovani sono tanti, e le donne, che si tratti di semplici bambine o di signore anziane, stupiscono per la cura maniacale nell’aspetto e nel vestiario. Sempre impeccabili in qualsiasi situazione. Non a caso vengono considerate tra le donne più belle d’Europa.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4501" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1170%2C1755&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1755" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?w=1707&amp;ssl=1 1707w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=683%2C1024&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1024%2C1536&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=1365%2C2048&amp;ssl=1 1365w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=520%2C780&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/02/DSC_0823-scaled.jpg?resize=740%2C1110&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /> </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ultima sosta prima di rientrare a casa a <strong>Graz</strong>. Una piccola metropoli austriaca che nonostante tutto non intimorisce il visitatore, invitandolo a scoprire la città poco a poco. Ovunque si percepisce la spinta verso il futuro mischiata all’attenzione verso la cultura, l’arte e il design. Senza dubbio una tappa imperdibile per chi si trova nelle vicinanze.  </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo viaggio all’estero in compagnia della nostra cagnolona è andato nel complesso meglio di quanto immaginassimo. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> è stata bravissima, rivelandosi una viaggiatrice provetta. Sicuramente le difficoltà non sono mancate. Gli ostacoli maggiori li abbiamo affrontati in Germania, dove la presenza di un cane è stata vista come un grosso problema sia dagli albergatori che dalle persone in generale. Entrati in <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/polonia/" target="_blank" rel="noopener">Polonia</a> invece tutto è cambiato. <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> è stata sempre accolta con grande affetto, a volte anche troppo. Per strada ci fermavano continuamente e in diversi ristoranti i camerieri chiamano il personale della cucina per far loro conoscere la nostra pelosa. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><a href="https://www.vadovetiportailblog.com/isotta/" target="_blank" rel="noopener"><u>Isotta</u></a> poi non è ancora capace di passeggiare al guinzaglio senza tirare, condizione particolarmente fastidiosa quando si cammina tutto il giorno. La stanchezza accumulata con il passare dei giorni però, l’ha resa più mansueta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=1170%2C780&#038;ssl=1" alt="Polonia - Varsavia - 2017" width="1170" height="780" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=6000&amp;ssl=1 6000w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=520%2C347&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?resize=740%2C493&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2018/01/03-Varsavia-13.jpg?w=3510&amp;ssl=1 3510w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Le destinazioni visitate, considerate per lo più poco convenzionali, si sono rivelate al contrario una vera scoperta. Abbiamo attraversato territori incontaminati e cittadine meravigliose. Conosciuto lo spirito generoso e accogliente di alcune popolazioni, e patito la follia umana nei campi di sterminio. Insomma un complesso insieme di emozioni che costituiscono il nucleo centrale di un vero viaggio.<br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong><br /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marocco 2017 (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 14:17:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 9 giorni   <br /><br /></span></strong><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Casablanca – Rabat – Chefchaouen – Fès – Marrakech – Casablanca   </span></strong><br /><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Periodo</u>: marzo   </span></strong><br /><br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4341" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-867-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nonostante i nostri continui e lunghi viaggi, l’Africa rimane ancora un continente a noi quasi sconosciuto. L’unico assaggio risale infatti a molti anni fa quando avevamo soggiornato a Ilha do Sal (Capo Verde). L’idea quindi di esplorare nuove realtà e una cultura così diversa dalla nostra suscita in noi grande entusiasmo. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Marocco è forse uno dei migliori punti d’accesso e di approccio al continente africano. Un paese aperto al mondo esterno, ma con radici ben ancorate alle proprie tradizioni. Sfortunatamente i giorni a disposizione sono pochi, specialmente se consideriamo la quantità di attività e di meraviglie disseminate lungo tutto il territorio. Oltre al celebre deserto del Sahara e ai caratteristici affollati mercati infatti, il Marocco cela paesaggi del tutto inaspettati. Pochi conoscono le sue alte montagne, i villaggi di pescatori e le spiagge tanto amate dai surfisti. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il Marocco è estremamente affasciante, ma è anche un paese ricco di contraddizioni. Un luogo dove la gente si prende letteralmente a pugni per strada per poi abbracciarsi e baciarsi come fossero migliori amici. Dove il primo tassista non vuole farsi pagare la corsa in omaggio al figlio che vive in Italia, e il secondo tassista tenta invece di fregarti in tutti i modi. Dove la straordinaria ospitalità radicata nella cultura marocchina, si alterna alle insistenti attenzioni dei procacciatori d’affari. Si crea così un’atmosfera che abbraccia il visitatore con il suo calore e la sua umanità, e che contemporaneamente, si rivela frastornante e disorientante.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Viaggiare attraverso il Marocco è fondamentalmente un’esperienza sensoriale.</strong> Quando i ricordi riaffiorano nella mia mente, riesco quasi a sentire in bocca il dolce sapore del tè alla menta. I profumi delle piramidi di spezie che colorano le bancarelle dei <em>souk</em>. Il trambusto umano tra quel labirintico dedalo di stradine che compongono la <em>Medina</em>. La profonda quiete dei <em>riad</em>, oasi di pace nascoste e custodite gelosamente. Il possente richiamo del <em>muezzin</em> che dalla cima del minareto rompe il silenzio della notte e, inaspettatamente, invece di infastidire diviene un compagno fedele, una carezza per l’anima. Insomma un insieme di odori, suoni e colori che si fondono e sovrastano i sensi.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4336" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-266-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Atterrati a Casablanca decidiamo di non fermarci e di visitare la città al nostro ritorno. Ancor prima di lasciare l’aeroporto assistiamo a una scena che ci lascia un tantino basiti. All’interno di un noleggio auto due uomini che discutono animatamente perdono la testa e iniziano a picchiarsi. Volano sedie, calci, pugni, tra l’indifferenza generale dei passanti. Mi trovo davvero in difficoltà perché non capisco se sia il caso di intervenire o di avvisare qualcuno. La scontro si conclude in fretta lasciando evidenti ferite e vestiti lacerati in colui che ha avuto la peggio. Tutto riprende come se nulla fosse accaduto. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Troviamo facilmente un autobus per Rabat. Nonostante le brevi distanze ci accorgiamo subito che gli spostamenti con i mezzi pubblici in questo paese sono molto simili a quelli dell’America Latina. Tutto avviene con grande calma. L’autista attende senza alcuna fretta che la maggior parte dei posti siano occupati. Poi una volta partito inizia un tortuoso percorso simile a quello di uno scuola bus. E come se non bastasse dopo nemmeno un’ora fa anche una lunga pausa. Situazioni alle quali siamo ben abituati e che non ci infastidiscono minimante, al contrario, suscitano in noi un sorriso. Molto meno divertente è invece la seconda rissa a cui assistiamo al nostro primo giorno in suolo marocchino. Al momento di favorire il biglietto infatti, un signore seduto proprio dietro di me, ingaggia un’accesa discussione con il controllore. Il passeggero sostiene di aver pagato la cifra corretta per giungere a destinazione, mentre il controllore afferma che debba pagare di più. Mi offro di pagare la differenza, ma niente da fare, un ragazzo mi spiega che si tratta di una questione di principio. In pochi istanti la situazione degenera, e dalle grida si passa alle mani. I due scendono dal mezzo fermo a bordo strada, e iniziano a menarsi. Noi siamo in parte sconvolti, in parte seccati da questo inutile contrattempo. Gli altri passeggeri sembrano essere abituati a scene come queste e vivono la situazione con estrema rassegnazione. Dopo più di un’ora arriva anche la polizia che invece di portarseli via entrambi si getta nell’accesa discussione. Il tutto si conclude con i due protagonisti che si abbracciano, si baciano e risalgono felici e sorridenti nel bus. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giunti a <strong>Rabat</strong>, un po’ sconvolti per l’accaduto, facciamo subito la conoscenza della straordinaria accoglienza del popolo marocchino che caratterizzerà tutto il viaggio. Il nostro <em>riad</em> infatti, ci attende con tè alla menta, dolcetti tipici e tutta una serie di attenzioni che rinfrancano lo spirito. Questi alloggi rappresentano senza dubbio il miglior modo di immergersi nella cultura locale. Si tratta delle tradizionali abitazioni marocchine. Un insieme di stanze quasi sempre a due piani sviluppate attorno a un cortile interno. Dai più umili ai più lussuosi, tutti conservano un fascino indiscusso che alimenta la magia di questo paese. Quasi tutti i riad poi sono dotati di una terrazza sul tetto che offre pittoreschi scorci della città e seducenti visioni del cielo stellato. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di uscire in esplorazione, saliamo quindi sulla terrazza ad ammirare il repentino variare della luce al tramonto. All’improvviso una potente voce si diffonde nell’aria sovrastando il brusio delle vie di Rabat. È il richiamo del muezzin che esorta i fedeli alla preghiera. Questo evento avviene ben 5 volte al giorno. Le parole per noi incomprensibili che si propagano dalla cima del <em>minareto</em> (torre della moschea) simili a un canto o a una preghiera, smuovono qualcosa dentro. Non serve essere devoti ad Allah per percepirne la solennità e la profonda spiritualità.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Per cena entriamo subito a contatto con la comunità locale, fermandoci in un affollato caffè-ristorante all’interno del quale siamo di certo gli unici stranieri presenti. Quando viaggiamo cerchiamo sempre di evitare i ristoranti turistici, prediligendo esperienze più autentiche e stimolanti. Attorno a noi le donne sono pochissime. Tutti fumano e sorseggiano tè alla menta, osservando il continuo via vai della strada.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proviamo subito la <em>tajine</em> un tipico piatto della cucina berbera, in versione vegetariana. Un piccolo assaggio della squisita cucina marocchina che ci accompagnerà per tutto il nostro soggiorno. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Rabat non sembra affatto una capitale. Le strade appaiono pulite, curate e poco trafficate. Situata lungo la costa proprio di fronte all’oceano è ricca di spazi aperti e angoli nascosti dove rifugiarsi se si desidera una pausa dal contesto urbano. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Percorriamo le strade di una <em>medina</em> meno affascinante rispetto a quelle che ci attendono a Fès o a Marrakech, ma sicuramente più tranquilla, dove i venditori non si dimostrano per niente insistenti. Passeggiamo lungo la costa, prima di immergerci tra i pittoreschi vicoli della <em>Kasbah les Oudaias</em>, un quartiere fortificato posto su uno sperone roccioso, caratterizzato dalle pareti dipinte di bianco e azzurro.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo con i <em>Giardini Andalusi</em>, <em>Le Tour Hassan</em> e il <em>Mausoleo di Mohammed V</em>, per poi allontanarci dal centro città visitando il suggestivo sito archeologico di <em>Chellah</em>. Dapprima insediamento fenicio, poi importante città romana e infine necropoli della dinastia dei Merinidi. Oggi ad aver preso possesso del complesso è una stupefacente colonia di cicogne. Questi meravigliosi animali hanno fatto di Chellah la loro casa, costruendo decide e decine di enormi nidi in cima ad ex minareti e ad alte mura in rovina, dalla cui sommità osservano incuranti i visitatori.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4337" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-276-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci spostiamo a nord verso le montagne, per conoscere uno di quei luoghi che non si dimenticano. <strong>Chefchaouen</strong>, conosciuta anche come la “perla blu”, è una destinazione più unica che rara. Per secoli proibita agli stranieri, in quanto ritenuta città sacra. Oggi, nonostante il considerevole afflusso turistico, è riuscita a preservare l’autenticità e la semplicità di un tempo. Girovagare per le strette vie della medina è un viaggio nel viaggio. I visitatori giungono fino a qui ammaliati dall’azzurro intenso delle case che pervade ogni cosa e dall’atmosfera rilassata e bohemien che si respira. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proprio come già accaduto a Rabat, anche qui il nostro bellissimo riad ci riserba attenzioni che scaldano il cuore. Scopriremo presto che questa è proprio la consuetudine in questa tipologia di alloggi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Chefchaouen è anche la città dei gatti. Sono dappertutto! Mi spiegano che sono di tutti e di nessuno, nel senso che non hanno un padrone, ma tutti se ne prendono cura. Sembra quasi che il gatto sia un animale apprezzato in Marocco, non so se per questioni pratiche (caccia ai topi) o per ragioni culturali o religiose. Sfortunatamente questo non avviene anche nei confronti dei cani che al contrario sono spesso cacciati in malo modo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4395" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/06-Chefchaouen-MAROCCO-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo il nostro itinerario alla volta di <strong>Fès</strong>. Giunti a destinazione ancora a bordo dell’autobus, un episodio del tutto banale, mi induce però a riflettere. Al momento di scendere tutti sembrano avere fretta. Tutti tranne le donne che se ne stanno ferme in piedi aspettando che passino gli altri. A me è stato insegnato che donne, bambini ed anziani hanno la precedenza. Così in piedi nel corridoio blocco il flusso di persone e cedo il passo ad una giovane ragazza. Indossa lo <em>hijab</em> (velo) e un abito tradizionale color porpora che però sembra essere una versione moderna della classica tunica. Questo infatti aderisce completamente al corpo sottolineandone le forme invece di nasconderle come di consueto. La ragazza appare stupita dal mio gesto, e con un gran sorriso mi ringrazia rivolgendosi a me in inglese. Il suo tono e gli sguardi degli altri passeggeri sembrano redarguirmi. Come se avessi infranto una loro tradizione. Non voglio fare nessun tipo di polemica. Sono fortemente convinto che ciò che a noi può sembrare strano o ingiusto, faccia parte di usi e costumi che costituiscono la cultura di un popolo. Senza alcun dubbio alcune nostre usanze risulteranno incomprensibili ai loro occhi. Non posso però non confessare di essermi interrogato molto sulla condizione femminile in questo paese e più generalmente nel mondo musulmano. Il Marocco in verità è un paese molto tollerante. La maggior parte delle donne indossano solo lo <em>hijab</em>, sebbene per le strade si vedano anche donne con lo <em>niqab</em> (velo nero che lascia scoperti solo gli occhi) o il <em>burqa</em> (velo azzurro che copre tutto completamente). Non voglio affermare che sia giusto o sbagliato. Fa parte di una cultura diversa dalla mia. Mi piacerebbe solo capire se queste donne siano fiere di indossare questi abiti o se venga loro imposto di farlo. Le osservo e mi chiedo cosa provino davvero. Se tali vesti nascondano solo i loro corpi o anche le loro anime.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4340" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-764-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Fès, è senza alcun dubbio una delle città più rappresentative e autentiche di tutto il Marocco. L’antica medina infatti sembra quasi non accorgersi della presenza turistica proseguendo incurante le sue attività. La sensazione è che qui tutto sia rimasto uguale nonostante il trascorrere dei secoli. A primo impatto questo affollato labirinto può sopraffare i sensi. Ben presto però ci si accorge che non c’è proprio nulla da temere. Gli angusti vicoli sbucano di tanto in tanto in graziose piazze e il caotico via vai umano interessa solo le zone più centrali dedite al commercio di tutti i giorni. Ovunque c’è sempre un volto sorridente pronto a darti una mano in caso di necessità. Perdersi in questo intreccio di stradine non solo è più che normale, ma rappresenta forse il modo migliore di esplorare la medina. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">I bazar e le bancarelle che offrono ogni genere di mercanzia si alternano alle botteghe artigianali. Chi martella il rame, chi incide i giganteschi piatti metallici, chi ancora decora le tipiche lampade. Si possono trascorrere ore senza rischiare mai di annoiarsi. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Saliamo sul tetto di uno dei tanti negozi di pellame che si affacciano sulle colorate vasche delle concerie. L’odore è nauseabondo, ma la scena è di straordinario impatto visivo. Sebbene ovviamente si tratti di un’esperienza estremamente turistica, permette di osservare qualcosa di reale, di autentico, senza intralciare o infastidire il duro lavoro di questi uomini.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4339" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-554-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La nostra esplorazione continua tra la visita di musei, mederse (scuole coraniche), riad e antichi palazzi. Soffitti in legno scolpiti, pavimenti a mosaico, fontane al centro di cortili, colonne incise dalla sinuosa calligrafia araba, ogni cosa, ogni dettaglio è votato alla ricerca della bellezza.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lasciamo un po’ a malincuore Fès, ma emozionati di conoscere la celebre <strong>Marrakech</strong>. L’impatto iniziale non è dei migliori. I racconti sui venditori eccessivamente insistenti e sui bambini che ti seguono instancabili per avere una moneta purtroppo sono veri. La città è sicuramente invasa dal turismo e proprio questo ha fatto sì che la popolazione si abituasse alla presenza straniera con tutti i suoi pro e contro. Marrakech offre infatti tutto ciò che un visitatore possa desiderare e incarna probabilmente ogni stereotipo occidentale rispetto al mondo arabo. Appare così meno tradizionale rispetto a Fès, ma più cosmopolita e per assurdo forse la meta più bella tra tutte dal punto di vista prettamente estetico.<br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Marrakech non è una città che si può semplicemente osservare dall’esterno senza immergersi completamente in essa con il giusto atteggiamento. Il trambusto della folla che culmina nella gigantesca e sbalorditiva piazza <em>Jemma el-Fna</em> si alterna agli anziani assopiti sulle porte delle loro abitazioni. Il vivace e colorato souk al benessere degli <em>hammam</em>. Le sofisticate gallerie d’arte all’intramontabile fascino delle moschee, dei riad e dei curatissimi giardini. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Decidiamo così di provare e vedere tutto senza mai tirarci indietro. Visitiamo la <em>Moschea Kotoubia</em>, il <em>Palazzo El Bahia</em>, la <em>Medersa di Ali ben Youssef</em>, la <em>Maison de la Photographie</em>, le <em>Tombe dei Saaditi</em> e il <em>Jardin Majorelle</em>. Tutti luoghi che lasciano senza fiato per fascino e magnificenza. La sera poi dalla cima di una terrazza che si affaccia su piazza<em> Jemma el-Fna</em>, osserviamo incantati cantastorie, musicisti e artisti di strada, sorseggiando il tipico tè alla menta marocchino.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4342" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1024%2C686&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2022/01/Foto-1036ccopia-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Marrakech è celebre anche per la sua straordinaria tradizione culinaria. In effetti si mangia talmente bene che vale la pena venire fino a qui anche solo per questo motivo. Da non perdere il cous cous, tipico piatto marocchino, che andrebbe mangiato però solo di venerdì. Questo perché tradizionalmente sia i privati che i ristoranti lo cucinano appunto il venerdì e ne preparano così tanto da farlo bastare per l’intera settimana. Ovviamente però il sapore cambia col passare dei giorni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Giunge l’ora di tornare a <strong>Casablanca</strong>, la nostra ultima destinazione prima di fare rientro in Italia. Come la maggior parte delle metropoli anche qui le contraddizioni tra fasto e povertà assoluta sono piuttosto evidenti. La città non ha niente a che vedere con il fascino esotico delle altre tappe di questo viaggio. In tutta onestà non posso affermare che mi sia piaciuta. Vale però assolutamente la pena di conoscere la possente <em>Moschea di Hassan II</em>, situata proprio di fronte all’oceano, che possiede il minareto più alto al mondo. Un vero e proprio vanto e simbolo del mondo islamico. La visita è strettamente guidata e consentita anche alle donne. Le dimensioni sono davvero impressionanti, basti pensare che la struttura può accogliere 25.000 mila fedeli al suo interno e altri 80.000 tra cortili e piazze adiacenti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4343" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/Foto-1119-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">La sera tornando in albergo ci imbattiamo in una giovane ragazza a terra in un giaciglio di fortuna. Stringe al petto un neonato, tentando di proteggerlo dal freddo pungente della notte. Non indossa nemmeno una giacca adatta alla stagione. Le lasciamo qualche soldo, ma una volta sdraiati nel nostro caldo letto non riesco a chiudere occhio. Decidiamo così nel cuore della notte di uscire e di portarle da mangiare e il giubbotto imbottito di Myriam. Purtroppo capita spesso nei nostri viaggi di incontrare persone in grave difficoltà economiche e sfortunatamente è impossibile aiutare tutti. Non so per qualche motivo questa ragazza con il suo bambino mi abbia così profondamente sconvolto. Forse per la totale indifferenza dei passanti o forse perché al posto suo poteva esserci chiunque di noi. </span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione<br /></u></strong></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Innamorarsi del Marocco è davvero facile, così come lo è anche il rischio di esserne travolti. <strong>Per conoscere davvero questo paese e la sua accogliente popolazione è necessario sposarne la lentezza, la calma, la pace interiore. Le città brulicano di vita e se affrontate nel modo sbagliato possono rivelarsi estenuanti. È come l’impeto di un fiume, se ci si oppone, lo sforzo diviene arduo e le possibilità di trionfo minime. Se al contrario si abbandona ogni genere di resistenza, lasciandosi trasportare dalla corrente, allora tutto cambia. </strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ciò che più colpisce però sono gli sguardi. Quegli occhi carichi di parole non dette, di attimi rubati. Un insieme di timore e curiosità nascosto a volte sotto a un velo, altre volte dietro a un sorriso, altre ancora sotto un piccolo inchino. Confesso di essermi follemente innamorato degli occhi del popolo marocchino. Che si tratti di un anziano, di una giovane donna o di un bambino, tutti possiedono una tale intensità capace di suscitare profonde emozioni.<br /><br /><br /><br /><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stati Uniti 2016 – Route 66 + Parchi Nazionali (insieme a Myriam)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 17:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I viaggi di Mauri]]></category>
		<category><![CDATA[Nord America]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Backpackers]]></category>
		<category><![CDATA[diario di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi Parchi]]></category>
		<category><![CDATA[Mochileros]]></category>
		<category><![CDATA[On the road]]></category>
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		<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Route 66]]></category>
		<category><![CDATA[Zaino in spalla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durata: 1 mese  Itinerario: Chicago – Tucumcari – Santa Fe – Mesa Verde National<a class="read-more" href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-2016-route-66-parchi-nazionali-insieme-a-myriam/">Continua a leggere</a></p>
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<p><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Durata</u>: 1 mese <br /><br /></span><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Itinerario</u>: Chicago – Tucumcari – Santa Fe – Mesa Verde National Park – Goosenecks State Park – Monument Valley – Horseshoe Bend – Antelope Canyon – Sedona – Grand Canyon – Zion National Park – Yellowstone National Park – Portland – Astoria – Redwood National Park – Yosemite National Park – Sequoia National Park – Half Moon Bay – Sausalito – San Francisco<br /></span></strong><br /><strong><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><u>Periodo</u>: agosto</span></strong><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sono trascorsi diversi anni dal nostro primo viaggio negli USA (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/stati-uniti-east-coast-2009-insieme-a-myriam-e-flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Stati Uniti &#8211; East Coast 2009 insieme a Myriam e Flavio</u></a>). Nonostante non fosse in cima alla nostra lista dei paesi da visitare, poter attraversare “on the road” i territori a stelle e strisce si era rivelata un’esperienza esaltante. Di certo, il modo migliore per conoscere e apprezzare questo immenso paese. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Come proseguire la nostra esplorazione si rivela una scelta piuttosto semplice. Solitamente prediligiamo la natura rispetto alle grandi città e in materia di parchi nazionali gli Stati Uniti regalano panorami tra i più spettacolari al mondo. Ovviamente dovendo spostarsi tra i vari National Park avremo bisogno di un mezzo tutto nostro. Perché quindi non approfittare per compiere almeno in parte la leggendaria Route 66? Nel frattempo poi, il nostro amico <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Flavio</u></a> si è trasferito per motivi di lavoro nella costa ovest, precisamente a Portland.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ricapitolando quindi, Parchi Nazionali + Route 66 + Costa Ovest. Non ci resta che allacciare le cinture e dare il via a una nuova prorompente avventura.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3334" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Voliamo direttamente su <strong>Chicago</strong>, una metropoli spesso paragonata a New York per i tanti grattacieli che si stagliano all’orizzonte. Nonostante le dimensioni però possiede uno spirito più intimo e personale. Gli enormi spazi infatti garantiscono respiro e permettono di isolarsi dalla folla in qualsiasi momento. Confesso di essermi letteralmente innamorato di Chicago, grazie a quello spirito culturale che sembra inglobare ogni cosa e mischiarsi alla vivace vita mondana. Spazi verdi, spiagge in riva al lago, stimolanti musei, elementi di interesse architettonico, ristoranti e locali per tutti i gusti. Una città che sembra invitare a rallentare nonostante corra senza tregua.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Agli appassionati di cinema come me poi, sembrerà di essere finiti all’interno di uno dei tanti film e telefilm qui ambientati. Impossibile infatti non pensare alla Gotham City di Nolan. Imponenti scure strutture d’acciaio sovrastano le strade sostenendo la metropolitana sospesa che si destreggia tra i moderni palazzi di vetro. Vi scoprirete a passeggiare con il naso all’insù in attesa che da qualche tetro vicolo possa spuntare la sagoma di Batman.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Capitiamo a Chicago proprio durante il <em>Lollapalooza</em>, un festival musicale che vede esibirsi artisti di fama mondiale e richiama migliaia di persone. Sfortunatamente i biglietti sono tutti sold-out, ma il clima di festa che invade le strade è contagioso.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3329" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/01-Chicago-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritiriamo la nostra macchina a noleggio e diamo ufficialmente inizio al nostro viaggio “<em>on the road</em>”! La madre di tutte le strade americane, così viene definita la mitica <strong>Route 66</strong>. Quasi 4000 km che collegano Chicago a Los Angeles, in un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Contrariamente a quanto si pensi la Route 66 non è una sola e unica strada continua, o almeno non lo è sempre. Alcuni tratti sono rimasti quelli storici mentre altri sono stati sormontati da altre carreggiate. Fortunatamente i caratteristici cartelli stradali indicano abbastanza bene la via da seguire.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ciò che si espande davanti ai nostri occhi è <strong>un inno di libertà e un inebriante profumo di avventura</strong>. Trascorreremo diversi giorni macinando chilometri, ma non sarà assolutamente un peso. Tutt’altro. L’asfalto scorre incessante sotto di noi, tra diner dall’atmosfera retrò, storiche pompe di benzina ormai dismesse, auto d’epoca abbandonate e motel dalle colorate insegne al neon. Tutto molto affascinante, sebbene debba ammettere che con il passare del tempo appaia un tantino ripetitivo, e la sorpresa iniziale perde di intensità e interesse. L’aspetto più stimolante del nostro “andare” però, non è dato da questi pittoreschi e folcloristici elementi, bensì dagli incontri lungo il cammino. Tatuati centauri coperti di pelle e borchie, squattrinati autostoppisti a bordo strada, stravaganti eccelsi artigiani e rassicuranti cameriere vestite in stile anni ’60, alimentano le più classiche delle fantasie del sogno americano.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3315" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/02-Route-66-4-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci lasciamo alle spalle l’<em>Illinois</em>, il <em>Missouri</em>, l’<em>Oklahoma</em>, il <em>Texas</em> e il <em>Nuovo Messico</em>. Giunti alla bellissima <strong>Santa Fe</strong> infatti, dopo aver compiuto più di metà percorso della Route 66, soddisfatti e desiderosi di nuovi stimoli, viriamo verso nord in direzione dei tanti parchi nazionali che ci attendono.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo è quello di <strong>Mesa Verde</strong>, un paesaggio insolito che alterna desertici canyon a lussureggianti vallate. Questo parco viene raramente incluso nei classici circuiti turistici, sebbene da un punto di vista archeologico rappresenti uno dei siti più importanti di tutto il Nord America. All’interno di enormi nicchie rocciose sono infatti ancora oggi straordinariamente conservati veri e propri villaggi rupestri attribuiti ai nativi &#8220;pueblo&#8221;. Attorno a questo antico popolo aleggia una coltre di mistero. Studi e ricerche proseguono, ma sino ad oggi non molto è stato scoperto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3316" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/03-Mesa-verde-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Proseguiamo fino al <strong>Goosenecks State Park</strong>. Una vista a dir poco spettacolare da un’altezza di circa 300 m sul letto del fiume <em>San Juan</em> che nel corso di milioni di anni ha letteralmente scavato la roccia creando tortuosi meandri davvero impressionanti. Il parco si trova in pieno deserto, motivo per cui è poco frequentato. Fattore che rende la visita ancor più suggestiva.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3330" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1170%2C433&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="433" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=300%2C111&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1024%2C379&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=768%2C284&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=1536%2C568&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=2048%2C757&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=520%2C192&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?resize=740%2C274&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/04-Goose-1-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Più ci addentriamo in questi territori e più le temperature aumentano. Una ritta lingua di cemento si perde all’orizzonte circondata da infinite distese di terra rossa e sporadici bassi cespugli, unici abitanti di una natura tanto affascinante quanto inospitale. Da queste parti è possibile guidare anche per ore senza incontrare anima viva. Il calore inganna la vista distorcendo le immagini attorno a noi. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci alziamo all’alba nel tentativo di godere delle ore più clementi del giorno. In lontananza, ci appaiono simili a un miraggio, le celebri guglie rocciose della leggendaria <strong>Monument Valley</strong>. Un vero tuffo nel Far West! Tutta la valle è gestita dalla comunità Navajo che ancora oggi abita questo territorio. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il paesaggio è davvero impressionante. Ci addentriamo con la nostra automobile dentro la valle seguendo il percorso creato appositamente dai nativi americani. Naturalmente però i momenti più emozionanti sono quelli in cui si abbandona il proprio mezzo per arrampicarsi su qualche altura. Potremmo stare seduti tra queste rocce per giorni senza mai distogliere lo sguardo da questo panorama.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3317" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-3-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Riprendiamo a viaggiare verso ovest fino all’<strong>Horseshoe Bend</strong>, un meandro del fiume <em>Colorado</em>, in parte simile al Goosenecks, ma dai colori più contrastanti. Non credo di esagerare affermando che si tratta di una delle cose più belle che abbia mia visto in vita mia. Lasciata l’auto, si cammina per soli 700 m lungo un percorso in parte in salita e privo di ombra. La distanza sembra breve, ma obbiettivamente il sole batte talmente forte da rendere spesso necessario l’intervento del personale medico situato nei pressi del parcheggio. Giunti sul ciglio del baratro, un brivido mi attraversa tutta la schiena. La vista lascia letteralmente senza fiato. Non vi sono protezioni di nessun genere, e visto il notevole numero di visitatori qualche timore sorge. La bellezza però è talmente tanta da offuscare qualsiasi altro pensiero.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3318" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1170%2C611&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="611" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=300%2C157&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1024%2C535&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=768%2C401&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=1536%2C802&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=2048%2C1069&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=520%2C271&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?resize=740%2C386&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/05-4-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non ci è concesso un attimo di tregua. Si passa da una meraviglia all’altra. Nelle vicinanze infatti sorge l’<strong>Altelope Canyon</strong>. Anche qui ci troviamo in territorio Navajo, e sono proprio loro a gestire le visite guidate. Per motivi di sicurezza non è permesso accedere da soli. Il canyon sotterraneo infatti è soggetto a improvvisi allagamenti anche se nei dintorni non sta piovendo. Anni fa morirono numerosi turisti nel sottosuolo, così si rese necessario regolamentare gli accessi. L’Antelope si divide in <em>Upper</em> e <em>Lower</em>, due formazioni separate che la strada suddivide idealmente. Il primo è piuttosto corto, appena 270 m, mentre il secondo supera i 4 km. Decidiamo di scendere nelle viscere della terra del Lower. Una stretta e lunga scala di ferro ci conduce sempre più giù fino a quando la temperatura diminuisce e la roccia rossa sembra prendere vita avvolgendoci teneramente. Il sole filtra attraverso le fessure sopra di noi creando spettacolari fasci di luce che alterano la percezione dei colori. Avanziamo lentamente nel canyon attraverso stretti canali simili più a opere d’arte che a tortuosi canali formati dall’acqua e dal vento nel corso di millenni. Una meraviglia della natura difficile da descrivere e ancor più da fotografare. Le condizioni di luce sono talmente particolari da rappresentare una vera sfida anche per i fotografi più esperti.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3313" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/06-Antelope-1-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Una rapida occhiata a <strong>Sedona</strong>, giusto il tempo di una passeggiata immersi nella natura, per poi dirigerci verso una di quelle mete che non necessitano di presentazioni, il <strong>Grand Canyon</strong>. Lo esploreremo da sud, il <em>South Rim</em> appunto. Il programma è quello di trascorrere due giorni di trekking dormendo in una delle strutture alberghiere situate all’interno del parco nazionale. Un piccolo regalo che ci siamo concessi. Ad attenderci però c’è una brutta sorpresa che si rileverà al contrario un gran colpo di fortuna. Il nostro hotel è in overbooking, così ci offrono una camera panoramica migliore proprio davanti al precipizio. Il paesaggio lascia senza fiato. <strong>L’immensità che si staglia davanti a noi stimola la percezione di quanto siamo piccoli e insignificanti di fronte a tutto questo.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3314" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/07-Grand-Canyon-2-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></strong> </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Il primo giorno lo trascorriamo ad esplorare il Grand Canyon dall’alto. Il percorso panoramico è sviluppato in salita, così usufruiamo della navetta fino al punto più estremo per poi ridiscendere a piedi fermandoci a godere dei vari punti di osservazione. Una scelta assolutamente vincente data la lunghezza del tragitto e le elevate temperature. Man mano che ci si allontana dall’ingresso del parco, la folla di turisti svanisce e presto ci si ritrova ad essere soli, seduti su una roccia, con le gambe a penzoloni nel vuoto, avvolti da una pace irreale. Lo sguardo si perde nella vastità e nella magnificenza di un orizzonte talmente inconsueto da sembrare finto, come una foto ben incollata sullo sfondo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Abbiamo quasi terminato la discesa che si odono suonare delle sirene. Una navetta si ferma e ci chiede di salire a bordo, stanno evacuando il parco, è in arrivo un forte temporale. Appena il tempo di sederci che un violento acquazzone si abbatte su di noi. Fortunatamente alloggiando all’interno del parco non siamo costretti ad andarcene. Passato il pericolo ci godiamo il tramonto sul Grand Canyon, un’immagine commuovente, quasi mistica.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">L’indomani perlustriamo il canyon da un punto di vista opposto. Scendiamo giù a piedi. Ore ed ore di cammino sufficienti a offrire solo un piccolo assaggio di un territorio infinito. Seppur l’effetto visivo sia di minor impatto, risulta comunque interessante ritrovarsi all’interno del canyon.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3326" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1170%2C768&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="768" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=300%2C197&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1024%2C672&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=768%2C504&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=1536%2C1009&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=2048%2C1345&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=520%2C341&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?resize=740%2C486&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/08-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">È tempo di tornare al volante e riprendere il cammino. Ad attenderci questa volta c’è lo <strong>Zion National Park</strong>. La natura circostante cambia notevolmente. La caratteristica principale di questo parco infatti è la massiccia presenza di acqua e di conseguenza di verde nei dintorni del <em>Virgin River</em>. Tra i tanti trekking che offre lo Zion sicuramente il più particolare e affascinante è quello dei <em>Narrows</em>. Camminiamo con i piedi dentro l’acqua risalendo controcorrente il letto del fiume che si riduce via via sempre di più, districandosi tra strette alte pareti rocciose. Ci troviamo presto a tutti gli effetti dentro a un canyon. Il livello dell’acqua aumenta sempre di più fino a che siamo costretti a fermarci e tornare indietro. L’esperienza è una di quelle che non si dimenticano e che ripaga ampiamente lo sforzo compiuto. Siamo stati un pochino sfortunati, dato che solitamente, l’acqua è talmente limpida da permettere la visione di eventuali rocce sul fondale. Le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno però portato con sé fango e detriti, rendendo l’acqua scura e rallentando così notevolmente il nostro avanzare.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3331" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/10-Zion-3-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Prima di andarcene, mentre attendo che <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Myriam</u></a> esca dal bagno all’ingresso del parco, noto un ragazzo dall’aria familiare che parla al telefono. Mi ricorda Matteo, un ragazzo milanese che ho conosciuto in Birmania (<a href="https://www.vadovetiportailblog.com/sud-est-asiatico-2015-insieme-a-myriam/" target="_blank" rel="noopener"><u>Sud-Est Asiatico 2015 insieme a Myriam</u></a>). Pochi istanti dopo lo raggiunge una ragazza dai lunghi capelli biondi. Non ho più dubbi. Si tratta di Chiara e Matteo! È a dir poco incredibile! Ci siamo conosciuti esattamente 1 anno fa a Bagan, per poi viaggiare insieme fino a Mandalay. Eravamo rimasti in contatto su Facebook, ma ci eravamo completamente persi di vista. Incontrarsi così per caso, all’altro capo del mondo ha davvero dell’incredibile. Sfortunatamente loro sono appena arrivati, mentre noi siamo in partenza. Così dopo una bella chiaccherata ci salutiamo scambiandoci i numeri, con la speranza di incontrarci nei prossimi giorni.</span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Facciamo rotta verso nord, lasciandoci alle spalle quell’affascinante e inospitale territorio desertico, tra <em>Colorado</em>, <em>Arizona</em> e <em>Utah</em>, per avventurarci tra le fitte foreste e le vaste praterie del <em>Wyoming</em>, precisamente all’interno dello <strong>Yellowstone National Park</strong>. Le nostre aspettative sono altissime, e non saranno affatto deluse. Le dimensioni del parco sono gigantesche, motivo per cui ci si sposta in automobile, fermandosi poi di tanto in tanto a visitare i diversi punti di interesse. Impossibile riuscire a vedere tutto in un solo giorno. Noi trascorreremo 2 giorni interni e probabilmente sarebbe stato meglio disporre di ancor più tempo per godere pienamente di questa meravigliosa natura selvaggia.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3320" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1170%2C1747&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1747" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?w=1714&amp;ssl=1 1714w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=685%2C1024&amp;ssl=1 685w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=768%2C1147&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1028%2C1536&amp;ssl=1 1028w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=1371%2C2048&amp;ssl=1 1371w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=520%2C777&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-1-scaled.jpg?resize=740%2C1105&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Lo Yellowstone si caratterizza principalmente per le numerose sorgenti termali che creano impetuosi e suggestivi geyser, e per l’incredibile concentrazione di fauna selvatica che prospera incurante della presenza umana. Possenti bisonti attraversano la strada passeggiando tra i veicoli come se niente fosse, per poi raggiungere le mandrie disseminate lungo le vallate. Cervi e alci spuntano all’improvviso tra la boscaglia, specialmente durante le ore meno calde. Orsi e lupi invece sono certamente più difficili da individuare, soprattutto se non ci si allontana dal classico percorso automobilistico battuto dai tanti visitatori.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Un ecosistema straordinario, all’interno del quale è necessario addentrarsi con cautela e profondo rispetto.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3319" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/11-Yellowstone-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Sebbene vorremo restare qui per sempre, è arrivato il momento di sospendere temporaneamente la nostra scoperta dei grandi parchi americani, per dirigerci verso la West Coast, dove ci attende il nostro caro amico <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/flavio/" target="_blank" rel="noopener"><u>Flavio</u></a>. Il viaggio è piuttosto lungo, ma gli sperduti villaggi del <em>Montana</em> e dell’<em>Idaho </em>ci regalano emozioni autentiche, a stretto contatto con la comunità locale. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong>Portland</strong> si rivela da subito una bellissima città a misura d’uomo. Ampi spazi verdi, ristoranti e locali alla moda, birrifici artigianali e una fervente vita culturale, la rendono una delle località con la miglior qualità della vita di tutti gli Stati Uniti. L’unico grande difetto è che piove molto spesso, almeno a quanto pare dalle autoironiche t-shirt con la scritta “Sono stato a Portland e… pioveva”. Fortunatamente durante il nostro breve soggiorno però il sole splenderà alto nel cielo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Flavio purtroppo si ammala proprio in questi giorni, e così toccherà soprattutto a <a href="https://www.vadovetiportailblog.com/rosina/" target="_blank" rel="noopener"><u>Rosina</u></a> farci da Cicerone prima a Portland, e poi ad <strong>Astoria</strong>. Mi rendo conto di cosa sia questa città solo giunto in loco. Si tratta niente meno che del set di uno dei film cult della mia infanzia: “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_Goonies" target="_blank" rel="noopener">I Goonies</a>”! Non sto più nella pelle, mi sembra di essere tornato bambino. Visitiamo la prigione, la casa, le strade, il ristorante e le spiagge in cui è ambientata la pellicola. Un regalo inaspettato ed emozionante. Inoltre abbiamo anche avuto la possibilità di conoscere bene Rosina, una ragazza simpaticissima con la quale abbiamo da subito legato. Spero proprio che Flavio se la tenga ben stretta, anche perché non so dove possa trovare un’altra ragazza così paziente e generosa, capace di sopportarlo tutti i giorni! ?<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3332" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/12-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ci piacerebbe poter rimanere più tempo con Flavio e Rosina, ma c’è ancora tanto da vedere. Così imbocchiamo la <em>Pacific Coast Highway</em>, una strada panoramica che ci permetterà di attraversare tutto l’<em>Oregon</em> e la <em>California</em> godendo di meravigliosi panorami e fermandoci lungo il tragitto a visitare vari pittoreschi villaggi costieri. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">A circa metà del percorso facciamo sosta al <strong>Redwood National Park</strong>. Il nome del parco deriva dal colore rossastro delle sue gigantesche sequoie. Sebbene si tratti degli alberi più alti al mondo, il fattore che più sconvolge è dato dalla loro larghezza. Alcuni dei tronchi presentano cavità talmente grandi che permettono di entrare all’interno, e per assurdo vi si potrebbe anche vivere dentro date le dimensioni. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Restiamo sconvolti dalle dimensioni di queste affascinanti creature, che ancora una volta ci ricordano quanto possiamo essere piccoli e insignificanti. Probabilmente è così che si sente una formica passeggiando in mezzo all’erba.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3322" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/13-Redwood-3-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Continuiamo a percorrere la strada panoramica costiera fino a quando ci è possibile, prima di virare a est per raggiungere lo <strong>Yosemite National Park</strong>. Devo ammettere che tra tutti, questo è il parco che ho apprezzato meno. Non perché non sia bello come tutti gli altri, tutt’altro, ma perché dal punto di vista paesaggistico è quello che più si avvicina alle nostre Dolomiti. Motivo per cui mi è sembrato qualcosa già visto e rivisto. Ciò non toglie che meriti assolutamente di essere visitato. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Probabilmente per godere pienamente dello Yosemite bisognerebbe dedicare alla sua esplorazione più giorni, allontanandosi dai percorsi escursionistici più battuti. Nonostante ciò, il nostro trekking giornaliero è davvero piacevole e le alte montagne circostanti rivelano continue cascate mozzafiato.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3321" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1170%2C1560&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="1560" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=1536%2C2048&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=520%2C693&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/14-Yosemite-2-scaled.jpg?resize=740%2C987&amp;ssl=1 740w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ancora un altro parco, il <strong>Sequoia National Park</strong>, purtroppo l’ultimo del nostro itinerario. Come è facile intuire dal nome anche in qui le protagoniste assolute sono le imponenti sequoie. Il paragone con il Redwood Nation Park sorge spontaneo. Paesaggio e vegetazione appaiono molto simili, sebbene qui tutto sembri più organizzato, ma anche molto più turistico. Il Sequoia è sicuramente più vasto e l’impatto visivo è notevole, ma visitarlo in totale solitudine come avevamo fatto noi al Redwood risulta praticamente impossibile.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3323" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/15-Sequoia-2-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Ritorniamo sulla costa, fermandoci ad assaporare il profumo dell’oceano a <strong>Half Moon Bay</strong>. Un po’ di relax prima di gettarci a capofitto alla scoperta di San Francisco. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Avendo l’auto ancora a disposizione, ne approfittiamo per visitare la vicina <strong>Sausalito</strong>, una località molto carina considerata anche una zona residenziale di lusso. Tralasciando la passeggiata del centro piacevole seppur estremamente turistica, l’aspetto più interessante va ricercato nel piccolo porticciolo. Qui infatti dagli anni ’60, si è stabilita una comunità di artisti e hippie che vive tutt’oggi su piccole case galleggianti estremamente pittoresche e stravaganti. Sebbene tutti siano i benvenuti, è fondamentale addentrarsi nel porticciolo con rispetto ed educazione. In fondo è come infilarsi nel giardino di casa di qualcuno.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3333" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-5-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /><br /></span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Non lontano sorge anche il <em>Golden Gate Bridge</em>, l’iconico ponte rosso simbolo di San Francisco. La nebbia rovina un tantino il panorama, ma l’atmosfera è magica.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3324" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/16-Saussalito-3-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Restituiamo l’automobile, cara fedele compagna di questa straordinaria avventura, e dedichiamo gli ultimi giorni a conoscere <strong>San Francisco</strong>. La città è celebre in tutto il mondo non solo per il suo indiscutibile fascino, ma anche e soprattutto per le idee liberali e anticonformiste dei suoi abitanti. A San Francisco convivono due anime, quella colta e sofisticata, e quella stravagante e mondana. Un enorme calderone che racchiude in sé raffinati parchi e locali alla moda, stimolanti musei e shopping sfrenato, eventi culturali e una vita notturna fatta di eccessi. Ciò che amalgama tutto questo tenendolo saldamente unito è la consapevolezza che la diversità non è un difetto, bensì esattamente l’opposto. Un’occasione di arricchire e migliorare sé stessi e quindi la comunità. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Se devo essere del tutto sincero però c’è una cosa che non ho apprezzato. San Francisco è suddivisa in vari quartieri, ciascuno caratterizzato dalla presenza di uno specifico gruppo etnico. Da una parte tutti gli afroamericani, dall’altra tutti gli asiatici, di qua tutti gli italiani, di là tutti i latinoamericani. Questa specie di ghettizzazione mi è sembrata del tutto inutile e contraddittoria in una città dalla mente così aperta.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3337" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/17-San-Francisco-6-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><u>Conclusione</u></strong></span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Nel corso degli anni ho avuto occasione di conoscere molti statunitensi, sia durante i miei viaggi che per motivi di lavoro. Spessissimo mi dicevano che non nutrivano il desiderio di uscire dagli USA perché tutto ciò che a loro serviva era già lì. Sebbene non condivida minimamente questo modo di pensare, grazie a questo viaggio sono riuscito a comprendere realmente cosa intendessero. In effetti gli Stati Uniti sono talmente vasti e possiedono così tanti luoghi meravigliosi da rendere inutile concentrare la propria attenzione verso l’estero. I parchi nazionali e le riserve indiane con la loro natura incontaminata ci hanno lasciato letteralmente senza fiato.<br /><br /><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3325" src="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1170%2C783&#038;ssl=1" alt="" width="1170" height="783" srcset="https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1024%2C685&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=768%2C514&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=1536%2C1028&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=2048%2C1371&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=390%2C260&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=520%2C348&amp;ssl=1 520w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?resize=740%2C495&amp;ssl=1 740w, https://i0.wp.com/www.vadovetiportailblog.com/wp-content/uploads/2021/04/09-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w" sizes="auto, (max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /> </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Gli Stati Uniti sono un paese davvero adatto a tutti. Quasi sempre gli scenari più celebri ed emozionanti dei vari parchi sono raggiungibili in poche centinaia di metri dal luogo in cui si parcheggia l’auto. Questo aspetto per certi versi è fantastico perché offre, anche a coloro con problemi motori, la possibilità di godere di cotanta bellezza. Dall’altro lato però, ammetto che mi ha letteralmente destabilizzato, perché sono sempre stato abituato a guadagnarmi la meta con il sudore della fronte. Ore di cammino o faticose scalate che offrono in cambio il raggiungimento di un panorama gratificante. Si tratta però non di un difetto, quanto di una semplice questione di abitudini. </span><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Abbiamo attraversato ben 14 stati, ciononostante siamo riusciti a vedere solo una briciola di questi affascinanti territori. Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che la modalità “<em>on the road</em>” è sicuramente la più adatta per vivere al meglio il sogno americano.  </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Molto altro resta ancora da esplorare, ma siamo sulla buona strada. </span><br /><br /></p>
<p><br /><br /><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;"><strong><span style="font-size: 14pt;">Se questo diario di viaggio ti è piaciuto o ti è stato utile fammelo sapere con un &#8220;mi piace&#8221; alla pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/vadovetiportailblog/" target="_blank" rel="noopener">Va&#8217; dove ti porta il blog </a>o seguimi su Instagram attraverso il profilo <a href="https://www.instagram.com/va_dove_ti_porta_il_blog/" target="_blank" rel="noopener">va_dove_ti_porta_il_blog</a>. </span></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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